L'uccello dalle piume di cristallo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

(BABY VINTAGE COLLECTION) Tutto il film (il primo di Dario Argento) e quindi tutto un certo modo di intendere il thriller all'italiana, ha origine in un eccellente romanzo del geniale Fredric Brown intitolato “La statua che urla” (“The Screaming Mimì”, 1953). Fu addirittura Bernardo Bertolucci che per primo si propose di adattare per lo schermo questa gemma del thriller “nero” commissionando ad Argento solo la sceneggiatura. Ma tanto piacque il romanzo ad Argento che riuscì a farsi affidare anche la regia. Nell’UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO il nostro regista ha modo di esibire tutte le proprie capacità e un'inventiva superiore, coadiuvato dall'ottima fotografia di Vittorio Storaro. Ma quello che stupisce, tra le altre cose,...Leggi tutto è la complessità della trama, che a volte stravolge quella già complessa del romanzo. Se tuttavia nel libro l'immenso talento di Brown permetteva di far coincidere ogni minimo particolare senza lasciare nulla di irrisolto, nel film di Argento abbandonano le incongruenze, una certa superficialità, le aggiunte gratuite che creano solo confusione (una per tutte: chi ha assoldato l’ex pugile? Tipico esempio di parentesi che si perde nel nulla). In realtà le idee migliori sono in buona parte presenti nel romanzo (non il rumore misterioso nella telefonata dell'assassino, però): l’aver sostituito la statua col quadro non giova più di tanto, mentre l’aver semplificato troppo le spiegazioni finali senza far capire bene chi sia la vittima che si vede nel dipinto naif rappresenta forse il peggior “affronto” a Brown e alla sua logica ferrea. Non va comunque dimenticato lo stile personalissimo del regista, il perfetto connubio tra immagini e musica (finalmente usata non come sottofondo ma come parte integrante della sequenza grazie a un Ennio Morricone in forma smagliante). Molto in forma l’intero cast, con un Tony Musante credibilissimo affiancato da un Enrico Maria Salerno umano e divertente. Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi di contorno (chi potrà mai dimenticare “il Filagna” o “Addio”?) che denota una padronanza fuori dal comune non solo nella tecnica ma anche nella stesura della sceneggiatura. Insomma, un successo meritato che lancia Argento nell'Olimpo dei grandi e consegna il film alla storia: è un nuovo modo di intendere il giallo e mezza Italia si accoderà. La cosa migliore è il finale a sorpresa, ma quello è merito di Fredric Brown, maestro dei colpi di scena.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 6/02/07 14:06 - 2823 commenti

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Esordio cinematografico di Argento. Pur riconoscendo che deve parecchio a 6 donne per l'assassino di Bava, questo film gli è enormemente superiore. Dopo un'accoglienza piuttosto tiepida sia da parte della critica che del pubblico, il film si rivelerà un incredibile successo e sulla sua scia nasceranno in pochi anni numerosissimi epigoni (alcuni di argentiano avranno solo il titolo contenente riferimenti a qualche animale). Rimane a tutt'oggi uno dei film di Argento meglio riusciti.

Deepred89 16/04/07 20:37 - 3334 commenti

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Il grandissimo esordio di Argento. Sceneggiatura perfettamente congegnata, piena di idee e con un colpo di scena finale veramente spiazzante. Argento, aiutato dalle belle musiche di Morricone, riesce a creare un'atmosfera suggestiva e sottilmente inquietante. Bravissimi tutti gli attori e azzeccatissimi i leggeri tocchi di commedia sparsi qua e là. Nonostante l'assoluta mancanza di violenza, tra i film più belli del regista romano.

Homesick 3/05/07 19:00 - 5737 commenti

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Memore delle lezioni baviane e margheritiane, Argento ufficializza la nascita del giallo italiano creando un meccanismo che riproporrà, con i dovuti ampliamenti e le necessarie variazioni, praticamente in tutti i suoi film successivi. Regia solida e innovativa, logica spesso vacante, personaggi ben caratterizzati, tensione sempre alta, ottime musiche. Da qui nascerà il fortunato filone "argentiano".

Undying 25/04/07 23:10 - 3837 commenti

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I riferimenti a Mario Bava sono più che evidenti (in particolare La ragazza che sapeva troppo e Sei donne per l'assassino: quest'ultimo presenta una conclusione quasi analoga), anche se alcune sequenze (i fermo-immagine dei ricordi, il dolly sulle case in pre-finale, gli intrecci di aerei appena prima dei titoli di coda) ne fanno il primo thriller all'italiana. Il celebre uccello che definisce il titolo del film, l'Hornitus Novalis, è una bufala (si tratta di una comune gru), ma poco importa, perché il film origina una pletora di imitazioni (oltre cento).
MEMORABILE: Sam Dalmas: "Mi hanno detto: vai in Italia! Non succede mai niente lì. Non succede mai niente in Italia. Vai in Italia!"

G.Godardi 10/05/07 02:01 - 950 commenti

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Esordio di Argento col botto. Proveniente dalla critica e dalla sceneggiatura entra direttamente in pole position nel cinema di genere italiano, precisamente nel giallo. Pur mutuando stilemi e modello da Sei donne per l'assassino (ma privandoli della sfarzosa scenografia baviana) e puntando tutto sulla narrazione e la suspance, finisce col divenire egli stesso modello da seguire. Diede infatti l'avvio ai numerosi gialli italiani dai titoli chilometrici con ogni tipo di animale, insetto o rettile al suo interno. Tuttora godibile e divertente. Più che cult.
MEMORABILE: La scoperta dell'assassino, momento chiave di ogni "inganno" argentiano.

B. Legnani 9/06/07 14:26 - 4839 commenti

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Film di importanza capitale nella storia mondiale del cinema. Più che buono, ma non un capolavoro, perché alcuni snodi sono gratuiti: il che nulla toglie alla sua eccezionale rilevanza. Dovrebbe essere il primo film in cui è accreditata, come c.s.c., la Mancini (è una ragazza che guarda la tv). Nel 2007 le fotografie dell'assassino, con il la-la-la di Morricone, sono state omaggiate e riprese in Grindhouse.
MEMORABILE: Il pranzo felino, raro caso di umorismo di Argento perfettamente riuscito.

Il Gobbo 17/07/07 09:36 - 3011 commenti

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Fondamentale. Praticamente messa a punto e compimento, alfa e omega di un genere la cui influenza si è rivelata, col tempo, tenace e pervasiva al di là della sua effettiva sopravvivenza: come il western all'italiana, che Argento ha amato e praticato (ahinoi solo da scrittore), e come quello è "solo" (si fa per dire) una questione di stile, qui già maturo, consapevole. Aiutava molto un contesto produttivo che forniva, oltre a eccellenti tecnici, bravi attori. Copiatissimo. Sulle ascendenze baviane cfr. una certa telefonata

Stubby 22/09/07 17:49 - 1147 commenti

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Dario Argento al suo esordio parte col piede giusto confezionando un buon film, coadiuvato anche dalle belle musiche di Ennio Morricone. I personaggi sono ben delineati e ben caratterizzati, ottimo Tony Musante ma anche Salerno. Il film scorre via liscio senza mai arenarsi ed a tratti offre bei momenti di suspance. Argento tenta più volte di dribblare lo spettatore, mischiando le carte in tavola e nel mio caso ci riesce benissimo. Piacevole.

Puppigallo 16/10/07 17:18 - 4546 commenti

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La prima scena (colonna sonora, scatti fotografici e coltelli, uno dei quali su velluto rosso) è la perfetta sintesi del talento di Dario. Per non parlare della sequenza nella galleria d'arte e di quella nella nebbia. Bravi sia l'ispettore che il povero protagonista (da salvatore a quasi sospettato). Entrambi indagheranno, dando più pepe alla pellicola. La tensione è costante e lo spettatore non può proprio rilassarsi. Il finale alla galleria d'arte rappresenta la giusta conclusione di questo grande film.
MEMORABILE: L'incontro col pittore (Adorf). Il protagonista: "Perché adesso fai solo quadri mistici?". E Adorf: "Dipingo quadri mistici perché mi sento mistico".

Cotola 4/12/07 19:29 - 7696 commenti

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Grande prova di esordio di Argento che con questo film darà il via in Italia ad un genere in cui nessuno, pur imitandolo spudoratamente (sin dai titoli delle pellicole), riuscirà ad ottenere risultati altrettanto validi. Intreccio avvincente e ben congegnato che può contare su alcune scene in cui si crea una grande tensione e su un colpo di scena finale credibile ed azzeccato che ribalta completamente quanto visto fino ad allora. Grande sfoggio di tecnica. Buona la colonna sonora di Morricone.

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Spectra 25/12/07 11:15 - 84 commenti

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Un film grandioso che ha creato un genere. Bellissima tutta la storia che tiene attaccato allo schermo lo spettatore e che fino all'ultimo non svela l'assassino. Trama del film "circolare", la storia inizia e finisce praticamente nello stesso luogo... Geniale. Ottima la costruzione degli omicidi, non efferatissimi ma convincenti ed inquietanti. Perfetti Tony Musante ed Enrico Maria Salerno. Splendida la colonna sonora di Morricone. Uno dei migliori film di Dario Argento.

Gugly 2/01/08 14:17 - 1017 commenti

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Esordio di Argento che detta le sue regole per un thriller che non lascia scampo nella mente dello spettatore: i topoi sono già presenti, con una particolare predilezione per il dettaglio non colto immediatamente. Servito dall'ottima colonna sonora straniante di Morricone, il film è disomogeneo, ma alcune sequenze (come ad esempio il fallito agguato del killer alla fidanzata del giornalista) sono da antologia. Da non dimenticare l'incontro con il pittore (i gattofili si astengano).

Lovejoy 16/05/08 14:47 - 1824 commenti

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Esordio con botto in cabina di regia per Argento. Sceneggiatura eccellente, molti colpi di scena, qualche momento memorabile e un ritmo esemplare sono i grandi pregi della pellicola, peraltro priva di difetti. Compatto il cast, con il sempre grande Salerno una spanna buona su tutti. Memorabile la colonna sonora. Classico.

Ciavazzaro 10/05/08 14:23 - 4768 commenti

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Un buon film. L'inizio del giallo maturo italiano, che però saccheggia a piene mani (soluzione finale compresa) da Mario Bava e dal suo Sei Donne Per L'assassino. Il mestiere comunque rimane, vi è un buon cast (adorabile Eva Renzi), ottime musiche e delitti molto morbosi per l'epoca. Da vedere.

Herrkinski 23/06/08 22:35 - 5409 commenti

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Esordio nel thriller di Argento e forse uno dei suoi migliori film in assoluto (io lo preferisco anche al più blasonato Profondo Rosso). Con questo film il regista dà il via a un intero filone tutto italiano. La pellicola mostra già molte delle caratteristiche del cinema argentiano, è interpretata da attori di grande spessore (Enrico Maria Salerno, un buon Tony Musante e un grande Adorf nel ruolo del pittore matto) e ha un tema musicale di Morricone memorabile. Uno di quei film che quando si guardano si vorrebbe non finissero mai: splendido.
MEMORABILE: L'incontro col pittore matto, i titoli di testa.

Matalo! 11/07/08 16:56 - 1368 commenti

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uno dei migliori Argento ma non per questo un gran film: con lui il giallo fa 2000 passi indietro rispetto a Hitchcock, riabilitando in maniera ingenua e cervellotica il "whodunit", saltando tutte le verisimiglianze e consecutio del racconto. Argento è un bravo artigiano del cinema privo di autodisciplina. I suoi film sono puerili colpi di scena, torte piene di panna ma senza ripieno né pan di spagna. Ha lanciato uno stile e aperto un filone perché in regola con lo spirito dei settanta, ma anche all'interno del thriller c'era chi sapeva osare di più.

Ianrufus 21/08/08 19:31 - 139 commenti

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Per capire il valore reale di questo film basta paragonarlo agli altri centinaia di "gialli" usciti nei primi Anni Settanta; sarà difficile non trovarli sorpassati e teneramente "vintage" a confronto del modello argentiano (con tutto l'amore per i vari Sergio Martino). Risparmiando l'elenco dei pregi (sono tanti) e dei piaceri nel tempo (rivedere Enrico Maria Salerno col suo Anonimo veneziano Musante è sempre da lacrimuccia), posso dire solo che il doppiaggio di Musante mi ha sempre lasciato perplesso (Sergio Graziani avrebbe dato di più).
MEMORABILE: Morricone rivoluziona il suono del thriller dopo quello del western; insuperabile l'inizio.

Capannelle 15/09/08 13:04 - 3782 commenti

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Un esordio interessante, sicuramente scioccante per l'epoca, con pregi visivi (c'era Storaro) e di atmosfera. Tra gli attori però mi è piaciuto solo Salerno, mentre Musante è migliorabile. La storia, nonostante ripetute inconsistenze nella parte centrale e sul personaggio dello scrittore, conserva una certa presa. Non lo citerei comunque come esempio del cinema di Argento, anche se si intravvedono le sue buone (e cattive) qualità.

Ellerre 11/12/08 10:17 - 89 commenti

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Nonostante Argento sia all'esordio, si è di fronte a uno dei migliori gialli su pellicola. Thriller senza eccessi di sangue ma con una suspense orchestrata ad arte in cui è protagonista la paura psicologica, lo strano ricordo, il particolare che sfugge alla mente. Le musiche di Morricone suscitano inquietudine e riflessività al contempo mentre la fotografia di Storaro dà omogeneità e logica a tutte le sequenze. Ottime le ambientazioni. Geniale la circolarità della storia che si apre e si chiude nello stesso luogo. Da vedere assolutamente.

Enzus79 7/02/09 10:48 - 1886 commenti

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Dario Argento come Alfred Hitchcock? Con questo film si può tranqillamente rispondere di sì. Un thriller con una suspence che si può paragonare solo a quella ottenuta dal regista inglese. Anche se non manca di difetti, questo film argentiano (il primo) segna l'intelligenza e la perspicacia di questo regista che spesso è stato sottovalutato. Bel film.

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Rickblaine 7/02/09 15:54 - 635 commenti

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Coinvolgente thrilling-horror di uno dei re delle tenebre del cinema italiano. Ben girato e ben raccontato con un buon cast. Una storia con risvolti interessanti e quindi non scontati. L'episodio iniziale delinea tutto il film. Sulla base di un ricordo e quindi di piccolissime sfumature, il protagonista cerca di venire a capo di una soluzione a delitti che si susseguono.

Barbapapà 8/06/09 20:28 - 33 commenti

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Argento e pochi altri, è "i 70 italiani": la scelta del thriller a forti dosi di violenza riflette involontariamente uno spirito dei tempi. Questo suo esordio, preparato da anni di praticantato cinematografico, appassiona ancora oggi. Difetti: la prolissità nelle descrizioni di apparecchiature e nel postfinale (ma il montaggio con l'aereo è buonissimo); Adorf pittore. Pregi: senso della suspence, ottimo montaggio, uno stile nuovo, la città vista con occhi diversi. La storia è quel che è; la mano invece fuori dal comune, pagando i debiti con Bava.
MEMORABILE: L'assassino dietro la porta della Kendall. Dalmas schiacciato da un'opera d'arte. La fotografia lucidissima e aranciata di Storaro.

Fidelio 6/07/09 09:45 - 11 commenti

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Fantastico esordio di Argento nel regno del thriller. Una trama strepitosa (poi parzialmente ripercorsa in Profondo rosso) e tante sequenze di suspence lo rendono di fatto uno dei titoli migliori di Argento nonostante la quasi assenza di scene truculente. Decisamente superiore al successivo Gatto a nove code, batte ai punti anche lo strepitoso 4 mosche di velluto grigio per merito di una trama forse più coinvolgente (anche se più "facile") e di una colonna sonora (seppur di poco) superiore.
MEMORABILE: La lunga scena finale dove il protagonista, spaesato, passeggia per le deserte vie di Roma alla ricerca della fidanzata.

Disorder 28/07/09 10:02 - 1412 commenti

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Ottimo. Oggi un poco datato, ma tiene incollato lo spettatore fino alla fine. Un thriller complesso, con scene di apprensione puramente horror, alternate a strategici cali di tensione: deve averne avuta di influenza sui film successivi. Un film da vedere, con un'ottima trama e girato veramente bene!
MEMORABILE: L'inseguimento e il contro-inseguimento tra il protagonista e il suo killer.

Daidae 28/07/09 01:28 - 2789 commenti

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Il Darione dei bei tempi. Un thriller stupendo, trama psicologica come piaceva al valido (allora...) regista italiano e attori superbi (su tutti Musante e Salerno, mentre la Kendall non mostra un centimetro di pelle ma recita benissimo). Un filmone che non deve mancare nella collezione di appassionati di thriller e giallo.
MEMORABILE: Il finale.

Tarabas 29/07/09 10:10 - 1736 commenti

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Un maniaco (serial killer ancora non usava) uccide ragazze, ma un delitto va storto per colpa di un passante, che si trasforma in investigatore e potenziale vittima. Al debutto, Argento mette in tavola le sue carte migliori: gusto per le location, macchina sempre mobile ma con intelligenza, suspense. La trama è spesso bucherellata, ma il talento visionario del regista rende il film affascinante, prove di futuro capolavoro (Profondo rosso). Azzeccato il cast e gran fotografia di Storaro.
MEMORABILE: Dalmas insegue l'assassino in un palazzo buio. Sullo schermo nero si apre una piccola luce gialla: la porta di una stanza.

Lucius 3/09/09 00:49 - 2820 commenti

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Apripista di un genere creato dallo stesso regista e pluriimitato da schiere di registucoli in cerca di facili guadagni, L'uccello dalle piume di cristallo rivela al mondo la nascita del maestro del brivido Dario Argento, nonchè la nascita di un genere cinematografico: il thriller. Un film che coinvolge lo spettatore già dalle sequenze iniziali coronato da una forte suspense ed accompagnato da un soundtrack azzeccato per le immagini. Ispirato dal romanzo "La statua che urla".

Bruce 4/09/09 16:27 - 1006 commenti

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Efficace giallo thriller, ben diretto dall'esordiente Argento, con una regia solida e innovativa, personaggi caratterizzati, tensione sempre alta, ottime le musiche. Uno scrittore americano assiste ad un tentativo di omicidio, rimane bloccato tra le vetrine di una galleria d'arte, con la fidanzata affianca il commissario nelle indagini, viene minacciato ed inseguito. Una voce misteriosa, il disegno inquietante... Finale serrato. Molto valido.

Stefania 31/12/09 15:20 - 1600 commenti

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La sequenza iniziale, l'aggressione nella galleria d'arte osservata da Sam attraverso la vetrina è magistrale: è un rebus che il protagonista sa di dover decifrare. Da lì, il film si dipana, affascinante, gelido e crudele come il quadro naif. Indimenticabili gli inquietanti personaggi secondari, come l'antiquario e il pittore, grandioso il tesissimo finale.

Funesto 3/11/09 23:43 - 525 commenti

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Inchiniamoci: nasce un genere, nasce un'epoca, nasce la fama di Argento. È il film che inserisce (non per la prima volta) tutti i canoni del genere, con un gusto fuori dal comune, per mano di un regista agli esordi ma in forma smagliante. Buono il cast (nel quale spiccano gli ottimi Kendall e Salerno), ottimo ed interessantissimo il soggetto, belle le scene d'omicidio (poche, ma sadiche e barbare). L'unico neo sono forse le musiche un po' insipide di Morricone (a mio modestissimo parere). Comunque sia: epocale. Voto: ****!
MEMORABILE: L'omicidio della 5^ vittima nell'ascensore (rasoiate in faccia) e lo strepitoso finale, semplicemente perfetto.

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Mtine 3/01/10 14:09 - 224 commenti

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Probabilmente il capolovaro di Dario Argento per quanto riguarda i suoi gialli. La sceneggiatura è praticamente perfetta e riesce a coniugare momenti di alta tensione con scenette che sanno di grottesco (peculiarità che nei suoi film a venire amplierà in modo esagerato). Per la musica c'è poco da dire: meravigliosa. Unica pecca è forse qalche lacuna nella storia, che è comunque compensata dalla fantastica regia di Dario Argento, qui ai suoi esordi, che per quano riguarda la storia, i dettagli e l'originalità si ripeterà a qusti livelli solo in pochi film.
MEMORABILE: L'agguato al protagonista con la mannaia, l'inseguimento con il sicario armato di pistola.

Enricottta 11/12/09 18:05 - 507 commenti

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Opera prima del grande Argento. Il bello di questo film risiede nella capacità del regista di alleggerire un trama molto articolata piena di risvolti psicologici, trattati con grande freschezza e disinvoltura, con quella spruzzata di ironia, molto italiana si dirà. Gli attori, su tutti Tony Musante, poi Mario Adorf, vengono usati bene e rispondono con molta diligenza. Come un buon cognac migliora con il tempo. Le musiche accompagnano senza sovrapporsi: merito del Maestro Morricone. Pietra miliare del cinema di genere.

Metuant 2/01/10 10:22 - 455 commenti

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La parabola registica di Argento inizia da qui, con un film epocale che ha avuto e ha tuttora molti meriti, definendo il giallo all'italiana così come è conosciuto e amato tuttora. C'è forse qualche lungaggine di troppo, così come alcuni personaggi un po'macchietta, ma il film fila a meraviglia e le rarissime cadute di ritmo non pesano sul risultato finale. Un plauso particolare va alle musiche di Morricone, con un tema portante dolce e inquietante allo stesso tempo. Un classico.
MEMORABILE: L'aggressione alla donna nella galleria d'arte, girata senza audio.

John trent 13/01/10 11:20 - 326 commenti

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Buona la prima! Un debutto davvero folgorante. Nessuno avrebbe mai immaginato (il produttore Goffredo Lombardo in primis) che un filmetto giallo diretto da un esordiente avrebbe avuto un così grande successo internazionale, codificando il genere giallo/thriller in Italia e generando una marea di imitazioni. Indimenticabile il Berto Consalvi che ci regala Mario Adorf. Fondamentale in quanto primo in ordine cronologico, anche se forse non è il migliore della trilogia zoonomica argentiana.
MEMORABILE: La scena chiave con Tony Musante chiuso tra le porte di vetro scorrevoli.

Jorge 21/01/10 00:43 - 164 commenti

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Esordio argentiano col botto; film bello, girato con un gusto scenografico che deve molto a Bava (padre, ovviamente), la prima regia di Dario sorprese, e giustamente, la platea dell'epoca. Soggetto ottimo, sceneggiatura un po' meno, dialoghi discreti, cast in parte (Raho ottimo, la Renzi immensa, Musante ok, Adorf fuoriluogo), musiche di Morricone all'altezza. Ci sono delle scene da antologia: raffinato e curatissimo, L'uccello dalle piume di cristallo è una pietra angolare del thriller all'italiana.
MEMORABILE: Musante intrappolato tra i 2 vetri del negozio assiste impotente al primo supposto tentato omicidio; la scena finale esteticamente perfetta.

Siregon 23/03/10 22:11 - 353 commenti

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Il primo Argento è un memorabile giallo all'italiana, figlio del cinema di Bava ma con un occhio alla violenza e alla messa in scena della stessa molto personali. Gli interpreti sono particolarmente in forma (Salerno e Renzi su tutti). Morricone firma le splendide musiche e Storaro l'ispiratissima fotografia. Tecnicamente è una meraviglia, dalla regia al montaggio tutta la pellicola è tesa ad un crescendo di tensione verso il riuscito finale. Eva Renzi ha una classe immensa.

Galbo 31/03/10 07:21 - 11518 commenti

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Il primo film di Dario Argento è un thriller di stampo piuttosto classico, non particolarmente originale (abbondano i riferimenti ad altri film del genere), ma decisamente ben realizzato. Nonostante la giovane età, il regista si dimostra pienamente padrone del mezzo e dimostra una particolare cura per l'impianto scenico e per la fotografia, decisamente di buon livello.

Jandileida 26/04/10 09:36 - 1287 commenti

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Buone esordio di Argento dietro la MDP con un film e che darà la spinta definitiva ad un genere che conterà svariati imitatori. Tuttavia, pur notando la grande maturità di un trentenne nell'utilizzo di tecniche nuove e sperimentali (vedi l'uso del fermo immagine oppure quello di un certo tipo di montaggio) e l'audacia di certe scene, il film presenta delle incongruenze abbastanza gravi nella sceneggiatura e pecca qua e là di ingenuità (veramente tutta Roma ha visto un ragazza castana con un impermeabile?). Buon cast, in parte e grande fotografia.

Vanadio 27/04/10 21:52 - 105 commenti

I gusti di Vanadio

Porta i suoi anni (quaranta!) con molta dignità la prima fatica di Argento: un giallo ben congegnato, vagamente alla Hitchcock ma italiano sotto ogni punto di vista. L'ispirazione (voluta?) a Sei donne per l'assassino è meno smaccata di quel che si vuol far credere. Belle le musiche di Morricone, con una vena jazzistica interessante; attori bravi, dal primo all'ultimo. Viene da sorridere al pensiero di quanto poco venga mostrato e di come venne vietato (e lo è tuttora) ai minori di 14 anni.
MEMORABILE: Berto Consalvi e la sua casa.

Pau 4/06/10 20:29 - 125 commenti

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Film a mio parere sopravvalutato rispetto al suo effettivo valore, che è quello di un discreto giallo. Argento inizia a codificare il suo stile, tra visioni notturne e feticismo delle lame, ancora lontano dai parossismi sadici di Profondo rosso ma profondamente debitore nei confronti del Mario Bava di Sei donne per l'assassino. Pregevolissima sotto l'aspetto tecnico, la pellicola vanta almeno una sequenza da ricordare (quella dell'aggressione a Monica Ranieri), ma la sceneggiatura a tratti traballa e il finale è poco calibrato.

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Lattepiù 12/06/10 14:05 - 208 commenti

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Riconsiderato oggi, il thriller argentiano mostra tutti i suoi limiti (meno l’horror, dove la visionarietà del regista poteva esprimersi senza i paletti di una logica fittizia). Questo film, il primo, tutto sommato funziona abbastanza, perché all’intreccio giallo viene data discreta importanza e le coreografie dei delitti non hanno ancora completamente affossato logica, tempi e personaggi. Certo, i guanti neri, le soggettive dell’assassino, l’improbabile twist finale appaiono deja vu, forse perché sarebbero stati poi riproposti troppe volte.

Nicola81 4/08/10 11:16 - 2048 commenti

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Argento debutta dietro la macchina da presa, e il giallo italiano cambia subito faccia: si uccide in maniera molto più violenta, e non più (o non soltanto) per vile denaro come piaceva a Lenzi, ma a causa di traumi indelebili. La tensione non è ancora quella di Profondo rosso, ma lo sviluppo narrativo è migliore, la confezione ottima (fotografia di Storaro, musiche di Morricone), gli interpreti bravi, e il colpo di scena conclusivo magistrale. Non un capolavoro assoluto, ma ci manca davvero poco.

Trivex 5/09/10 14:01 - 1520 commenti

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Indubbio nodo principale cinematografico dell'epoca, dove si è determinata la convergenza di stile e tendenza, con i migliori risultati possibili. Poi la regia di Dario Argento è un segno distintivo di prestigio; originale e creativa, ben oltre la tecnica consolidata: è personalizzata, è la sua regia. Questo valore aggiunto cavalca la storia, cancella i limiti del finale un poco affrettato, rende apprezzabili le note umoristiche, ben lontane dall'essere a proprio agio in tale contesto. Molto bello il particolare spiegante, molto bello questo film.

Myvincent 30/10/10 17:31 - 2661 commenti

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Film d'esordio del geniale regista romano che già da subito si fa notare per l'eleganza registica (la scena-madre nella galleria è memorabile) e l'ingarbugliata sceneggiatura (pur se superficiale in qualche punto). La tensione è parte integrante dell'opera, sottilineata da una colonna sonora che è una delle protagoniste stesse. La grande passione di Dario Argento per il genere thriller, qui ha una espressione tutta giovanile.

Fauno 2/12/10 12:25 - 1956 commenti

I gusti di Fauno

L'ho visto una trentina di volte senza mai stancarmene; è una delle pochissime opere che abbia creato un genere nuovo, che semplicemente prima di questo film non esisteva. Non è il giallo tradizionale che lancia componenti thriller a livello embrionale, no, è il primo thriller mondiale in assoluto... Secondo solo a Suspiria, in quanto se in questo Argento era all'esordio, otto anni dopo aveva tutto da perdere a lanciarsi nell'occulto (al contrario ha invece stravinto di nuovo...).

Il Dandi 24/01/11 18:18 - 1894 commenti

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A mio avviso un capolavoro per nulla secondo a Profondo rosso (di cui anticipa tutt gli elementi). Chi lo vedesse oggi per la prima volta rimarrà forse stupito dalla relativa parsimonia di sangue, ma noterà lo stesso un virtuosismo maturo e mai fine a sé stesso, che lo rende anche una delle migliori opere prime di sempre. Nel cast brilla Salerno, che inizia a prendere confidenza col personaggio dei suoi poliziotteschi; simpatico Musante, adorabile Suzy Kendall. Riuscito anche l'umorismo (il pappone "Addio", i gatti del pittore Consalvi).
MEMORABILE: Musante bloccato tra i doppi vetri della galleria; il pugile dal giubotto giallo che da inseguitore diventa inseguito.

Andykap 1/02/11 12:54 - 37 commenti

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Seminale, ma anche molto bello. C’è già tutto l’Argento prima maniera con la musica protagonista, la fotografia suggestiva, gli inseguimenti metafisici, le atmosfere rarefatte, gli intermezzi strampalati, la polizia che si fa un po’ i fatti suoi e il semplice cittadino che si fa i fatti degli altri (e che è insieme uno come noi e diverso – stranger - da noi). Tasso di horror ancora molto basso, tasso di suspense molto alto.

Dick_tracy 23/02/11 17:31 - 3 commenti

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Film d'esordio in cui tuttavia Argento rivela marcatamente dei debiti verso il giallo di Mario Bava. Il confronto con Sei donne per l'assassino diventa per certi versi quasi letterale. Non solo la galleria d'arte ove sono collocati i due antagonisti ricorda molto l'atelier di Cristiana e Massimo, ma anche la soluzione finale riconferma per l'appunto quel nodo di complicità malata e perversa incarnata - nell'allotropo baviano - proprio dagli stessi Cristiana e Massimo. Finale quasi uguale; a torto Argento considerato l'iniziatore.

Didda23 28/05/11 00:59 - 2305 commenti

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Molto felice l'esordio dietro la macchina da presa per Argento. Il film, nonostante la complessità della trama, riesce a coinvolgere pienamente lo spettatore dal primo all'ultimo minuto. Il regista mostra già di possedere quasi tutte le qualità che lo renderanno famoso in tutto il mondo. La colonna sonora e la fotografia sono godibili e strepitose. Il finale è la giusta ciliegina sulla torta di un film che ha fatto la storia della cinematografia italiana. Film straordinario e vivamente consigliato!

Ale nkf 6/07/11 10:58 - 803 commenti

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Il primo grande esempio di cinema del regista Dario Argento che crea un ottimo giallo di stampo italiano (che successivamente riproporrà in Profondo rosso, col protagonista che vede inizialmente un indizio, ma non lo ricorda bene) con un cast di tutto rispetto, una sceneggiatura scritta accuratamente e musiche di Morricone adatte alla pellicola anche se, a mio avviso, mai al livello dei Goblin in Profondo Rosso. Non manca un colpo di scena finale mozzafiato.
MEMORABILE: La fidanzata di Dalmas, terrorizzata, chiusa in casa mentre l'assassino tenta di sfondare la porta per ucciderla.

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Pigro 9/07/11 22:03 - 8093 commenti

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Notevole esordio di Argento in un film teso e magnetico, grazie a una narrazione stringente, a una straordinaria sapienza visiva (la scena del tentato omicidio nella galleria d'arte è strepitosa), a un uso eccellente della musica, a una potente orchestrazione di personaggi e dettagli e a una storia (il testimone americano che vuol sapere la verità) che si sottrae alla perspicacia dello spettatore sorprendendolo continuamente. Un vero labirinto mentale che si sovrappone al labirinto della città per stordire prima di sferrare il colpo finale.

Graf 2/09/11 00:26 - 705 commenti

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Al suo esordio Argento sfiora il capolavoro assoluto. Il film, girato come un sogno ad occhi aperti, ha nella sua ineffabile dimensione onirica il suo punto di forza espressivo. Pagati i tributi al suo maestro Bava (iconografia nera dell’assassino, soluzione dell’enigma situata nel ribaltamento della percezione visiva), Argento vive di luce poetica propria. Egli riflette sullo sguardo e sulla sua mancanza di oggettività ed imperzialità. Volete sapere come era lo "spirito del tempo" degli anni ’70? Questo film ce lo evoca alla perfezione. Film stupendo.

Luchi78 26/09/11 18:27 - 1521 commenti

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Ultra celebrato esordio cinematografico di Argento, che mostra la capacità di catturare l'attenzione dello spettatore fino al finale a sorpresa (ormai un classico). A parte le variamente citate incongruenze in sceneggiatura, la nota di merito è per la fotografia e le atmosfere noir sapientemente utilizzate. Tony Musante in Anonimo veneziano mi era sembrato stucchevole e monotono nella recitazione, qui lo rivaluto leggermente; Salerno aggiunge un tocco di eleganza alla categoria dei cine-ispettori.

Markus 6/02/12 11:57 - 3366 commenti

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Grandioso esordio registico di Argento che con questo giallo di moderna concezione reinventa un genere e lo rilancia a livello mondiale come pochi sono riusciti a fare. Il gusto del particolare, una Roma quasi irriconoscibile e un certo gusto per i volti (per la maggior parte stranieri) fanno di quest'opera una surreale e macabra delizia che può anche contare su un ritmo narrativo insperato fino allora su queste tematiche. Lo squallore di alcuni ambienti si contrappone alla gelida eleganza del moderno. Siamo ai confini del capolavoro.

Ryo 1/02/12 20:20 - 2169 commenti

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Esordio con il botto per Dario Argento. Realizza un thriller strutturato alla perfezione e diretto in maniera impeccabile. Ottimo anche il cast. I colori e le luci fanno il resto, creando un'atmosfera suggestiva e a tratti onirica. Si intravedono in questo primo film gli elementi che torneranno spesso nei suoi film.
MEMORABILE: La scena dall'omicidio nel mezzo di quella sala tutta bianca.

Mota 10/02/12 03:03 - 59 commenti

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Sam assiste per caso ad una collutazione connessa ad altri omicidi avvenuti per mano di un maniaco e, così, decide di indagare. Il film, il primo di Dario Argento, è molto coinvolgente e con una trama abbastanza intricata. Ottima la colonna sonora di Morricone e ottime anche le prove degli attori (in particolar modo quella di Enrico Maria Salerno). La scena iniziale dell'aggressione nella galleria d'arte con Tony Musante bloccato tra le vetrate è strepitosa. Ottimo esordio.
MEMORABILE: L'aggressione iniziale nella galleria d'arte.

Guru 1/03/12 17:02 - 348 commenti

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Gli ultimi minuti del thriller svelano finalmente l’assassino, ma come sempre il diabolico maestro non dimentica nessun particolare per creare suspance e atmosfera da brivido! Sulle tracce dei delitti, un commissario sempreverde, Salerno, che occupa una buona parte della scena. E che dire del bravissimo Musante: un ruolo a lui congeniale, faccia pulita da ragazzo senza pensieri. Un gran bel film con una buona fotografia.

Rambo90 28/02/12 23:28 - 6520 commenti

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Esordio cult di Dario Argento come regista: un thriller teso, scorrevole e non banale, ma anzi con una soluzione davvero difficile da intuire e che rimane impressa. Ottimo il cast con un Musante in parte, un bravissimo Salerno e una simpatica caratterizzazione secondaria di Mario Adorf (il pittore che mangia i gatti!). Le scene dei delitti già mostrano una predisposizione per l'horror; l'idea del killer vestito di nero ricorda La ragazza che sapeva troppo di Bava, ma ciò non toglie freschezza al film. Ineccepibile colonna sonora di Morricone.

Belfagor 10/08/12 09:17 - 2628 commenti

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Nel primo film di Dario Argento (un thriller abbastanza consistente dal punto di vista logico, ancora lontano dall'horror) già si possono individuare i punti chiave del suo stile registico: le musiche inquietanti, il contrasto violento dei colori accesi, la presenza ossessiva del sangue, il trauma alla base del delitto, l'innocente protagonista costretto dalle circostanze ad improvvisarsi detective. Si può considerare l'atto di nascita del thriller italiano, visto il numero di pellicole che hanno tentato di imitarlo.

Bergelmir 27/04/13 16:10 - 160 commenti

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Ecco l'inizio di un cinema che prima non esisteva: un giallo dove la ragione non conta; solo quello che qualcuno, un passante, non ricorda porterà per approssimazioni successive a un sorprendente e disturbante finale. La tecnica e l'estetica sono al servizio della visione assoluta, riflettono sulla rappresentabilità del visibile e sul rapporto con il reale, attraverso lo stile di Argento, da decenni ripetuto e copiato in tutto il mondo. Punto d'inizio imprescindibile.
MEMORABILE: Il primo omicidio nella galleria d'arte.

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Buiomega71 28/04/13 21:05 - 2328 commenti

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Il primo sussulto argentiano si apre con una sequenza da antologia feticistica del cinema tout-court (l'assassino nerovestito, lo stuolo di armi da taglio maniacalmente riposte in una custodia rivestita di profondo rosso e immagini di una ragazza che passeggia e inconsapevolmente fotografata, accarezzata dalle melodiche note morriconiane). Basterebbe questo incipt a mandare Argento nell'olimpo degli immortali. Il resto e storia del cinema thrilling italico. Detto questo, l'ho sempre trovato il più "debole" e "datato" della trilogia zoofila. Seminale.
MEMORABILE: L'omicidio della donna sulla tromba delle scale, dove l'assassino adopera un luccicante rasoio; La risata isterica dell'assassino; La scultura/trappola.

Samdalmas 2/10/13 13:32 - 302 commenti

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Esordio epocale per Dario Argento. "L'uccello dalle piume di cristallo" diede il via alla stagione del thriller nostrano (spesso con un animale nel titolo). La scena dell'omicidio nella galleria d'arte, girata con rara perizia dal giovane regista romano, vale da sola il film. Tony Musante si chiama Sam Dalmas in omaggio allo pseudonimo di Massimo Dallamano quando era direttore della fotografia di Sergio Leone.

Nando 3/10/13 20:25 - 3498 commenti

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L'esordio di Argento alla regia offre una pellicola tesa e ben congegnata che si avvale di un ottimo ritmo coadiuvato da musiche epocali. Tra scene efferate e ragionamenti di valida psicologia si dipana una narrazione affascinante. Cast ben diretto con un attento Musante.

Giordani 17/10/13 17:29 - 39 commenti

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Esordio clamoroso per Argento: un film teso, efferato e coinvolgente che darà inizio a un vero e proprio filone cinematografico; per quanto il regista possa essere debitore verso altri colleghi (Bava su tutti), il film è davvero notevole: ottimo ritmo, tensione onnipresente e un finale riuscito. Buona la prova del cast, fantastiche le musiche di Morricone.

Crusow92 13/11/13 22:21 - 19 commenti

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L'esordio registico di Argento ci regala un thriller all'italiana veramente riuscito. A stupire, oltre che una sceneggiatura di ottima qualità, è soprattutto la capacità del regista nel mettere in scena sequenze davvero pregevoli, in cui si nota già quella che sarà una delle principali caratteristiche del regista romano: l'estetica della morte.

Zender 15/11/13 18:04 - 287 commenti

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Una rivoluzione all'esordio: è nata una stella che da sola illuminerà d'immenso una galassia thriller in procinto d'espandersi. La doppia elica del dna argentiano è custodita qui, tra un ricordo ingannatore e una soggettiva in guanti neri; già mille spunti da coltivare in futuro per crescere, maturare e stupire. Accade così che, imprevedibilmente, la strepitosa coppia Musante/Salerno, perdipiù incastonata tra preziosi caratteri secondari, finisce oscurata dal talento di un regista che a colpi di stile s'impone riempiendo di sé ogni fotogramma. Avanti (di dieci anni) così!
MEMORABILE: Lo stile naif (nei quadri e nella vita) di Berto Consalvi; L'impotente e ovattatato silenzio di fronte alla mano protesa di Monica in galleria.

Giùan 24/11/13 07:24 - 3131 commenti

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Di gran lunga il migliore della prima trilogia argentiana. Intanto l’intreccio precipuamente thriller è perfetto, con il whodunit dell’assassino che lungi dal diventare un tormentone soporifero si cementa come punto di forza della trama sciogliendosi in un colpo di scena da antologia. Lo stile registico è già di estrema plasticità, sfruttando al meglio tutti gli apporti del cast tecnico. La coppia Salerno-Musante poi si rivela di carismaticità disinvolta e disincantata, mentre gli stessi inserti “farseschi” sono una volta tanto pertinenti (grande Adorf).

Mutaforme 31/12/13 02:26 - 396 commenti

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Eccezionale gioiello degli anni Settanta diretto sapientemente da un fantastico Dario Argento e arricchito da un mix di scelte vincenti: una trama coinvolgente e mai scontata. Ottime le musiche di un maestro del calibro di Morricone e soprattutto tanta suspense. Geniale il finale. Da vedere e rivedere.

Jdelarge 9/02/14 03:32 - 889 commenti

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Argento sublima il thriller italiano con questo suo primo film, ottenendo un risultato eccezionale e ricco di sequenze indimenticabili valorizzate da una trama costruita in maniera decisamente credibile e per nulla scontata. La prova dell'intero cast è di buonissimo livello e le musiche di Morricone, specialmente nella sequenza dell'inseguimento tra i bus, sono fantastiche (il motivetto del "la la la" rimane indelebilmente impresso nella mente). Film geniale e di fondamentale importanza per il cinema italiano.
MEMORABILE: Giulia che vede l'assassino salire le scale.

Lythops 29/06/14 10:25 - 980 commenti

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Pietra miliare nella storia del cinema italiano, capostipite involontario della serie dei gialli con titoli di animali, vanta centinaia di tentativi di imitazione. Il film, con omaggi e rivisitazioni a lavori di altri, possiede una personalità spiccata e, proiettato e visto nel buio delle sale di allora, forse, teneva più inchiodati alla poltrona di adesso, ma rivederlo è comunque un piacere da non sottovalutare. Per me assolutamente innovativo, con soluzioni geniali che costituiranno la firma di Argento anche in suoi film non eccelsi.

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Ultimo 5/08/14 16:24 - 1407 commenti

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Viene considerato straordinario poiché inaugura il filone tanto caro al regista romano: giallo misto thriller con inserimento di componenti horror. Il risultato è ottimo: la storia prende piede molto bene sin dall'inizio e tiene incollato lo spettatore per novanta minuti. Finale bello e coinvolgente, con scene da brividi (su tutte la scoperta del dipinto "naif" sulla parete). Nel cast anche Enrico Maria Salerno nei panni del commissario.
MEMORABILE: Musante e il pittore mangiagatti; La scena iniziale alla galleria d'arte.

Maik271 30/11/14 17:19 - 436 commenti

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Opera prima del bravo regista romano che fa da apripista a una lunga serie di titoli animaleschi. Argento si dimostra molto bravo nello sfruttare adeguatamente gli attori (il cast è di ottimo livello) in una storia degna di un giallo di queste proporzioni, pur senza eccedere negli effetti truculenti. Alcune interpretazioni molto valide: mi è piaciuto molto Adorf, anche se in una piccola parte. Musiche sufficienti.

Hackett 5/01/15 10:47 - 1786 commenti

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Il primo film di Argento è un successo meritato. Strutturato secondo i canoni del thriller all'italiana di fine anni 60, questo piccolo gioiello di suspance ci lascia intravedere alcune delle qualità visive che in seguito renderanno unico il cinema del regista romano. L'ottimo cast e le intriganti location (sempre suggestive) danno quel tocco in più ed elevano una trama ordinaria a qualcosa di speciale. Il resto lo fanno le immagini, i silenzi, le inquadrature.

Almicione 22/03/15 00:50 - 765 commenti

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Già al suo esordio Dario Argento si impone nel cinema horror con questa pellicola che mette in mostra tutta la sua bravura. L'alta qualità della pellicola è confermata da una regia audace quanto precisa che regala inquadrature notevoli per l'epoca (sia dal punto della bellezza visiva che della spettacolarità), oltre che dalla lodevole narrazione lineare. Purtroppo si percepisce l'assenza di un amalgama tra tutti gli elementi presenti, che si sarebbe potuta creare con una maggiore cura e soprattutto esperienza. Comunque, più che buono.
MEMORABILE: La scena del tentato omicidio osservata da Sam, bloccato fra due vetri, isolato fisicamente e uditivamente, né dentro per capire né fuori per fuggire.

Victorvega 23/05/15 14:19 - 333 commenti

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Ok, Argento inventa poco ma ripropone la lezione dei film di Bava degli anni '60... Si può essere d'accordo su questo ma non si può non rilevare come lo stesso assommi gli elementi e dia vita a un filone cui molti si adegueranno negli anni '70 (si pensi a quanti film simili sono nel biennio 71-72). Onore al primo. Questo film presenta tensione, intreccio, fotografia e buone prove attoriali. Un film che per certi versi è il capofila, che ti avvince e che al finale ti spiazza. Epocale.
MEMORABILE: La scena davanti alla galleria d'arte e il particolare che sfugge e che ti cambia le prospettive della storia.

Paulaster 3/07/15 18:00 - 2917 commenti

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Ambientazioni da clima post-moderno, salvo un paio di scorci, in una Roma che diventa teatro di cronaca nera. Prima parte puntigliosa nei dettagli che stimola alla ricerca del bandolo e che tiene sulla corda. Il mordente cala verso la conclusione, anche se i tasselli sono ben congegnati. Poco cruento, vive di sensazioni primordiali (i rumori sinistri, la cantata ripetitiva) con luci abbaglianti che incollano l’attenzione per creare più spavento che paura.
MEMORABILE: L’entrata al congresso degli ex-pugili; Il braccio penzolante dal soffitto.

Pinhead80 9/07/15 12:05 - 4038 commenti

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Primo film che va a comporre la cosiddetta "trilogia animalesca" di Dario Argento. E' il thriller che ci piace tanto, quello del suo folgorante esordio. Il protagonista (Tony Musante) assiste a un tentato omicidio e collabora con le forze dell'ordine per la risoluzione del caso. La struttura del film verrà ripresa anche in seguito da Argento nei lavori futuri, ed è quella che ti permette di arrivare alla fine del film con le carte ancora tutte da scoprire. Intriga e affascina. Bellissimo.

Fulcanelli 23/08/15 15:09 - 135 commenti

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Non un film eccezionale ma ci sono già tutti gli elementi del giallo argentiano che il maestro svilupperà in seguito con maggior perizia/enfasi. Si nota presto che alcuni attori sembrano usciti da un film der Monnezza; una nota stonata forse inevitabile ma fastidiosa che sfigura in parte in un cast nell'insieme sensato. Altri problemi nella sceneggiatura sono ricorrenti e anche il movente scardinato tutto d'un fiato nel finale in modo asettico sopprime la possibilità di un epilogo drammatico.

Claudius 22/12/15 09:20 - 445 commenti

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Primo film di Argento (ispirato a "La statua che urla" di Brown). Interpretato da un buon Musante, dalla brava Kendall e dal grandissimo Enrico Maria Salerno, il film distingue sia per i virtuosismi della regia che per la fotografia di Storaro, ma anche per la storia in sé e la colonna sonora. Agghiacciante il primo delitto anche se, in questo caso, il sangue è poco. Unico film di Argento presente nella mia videoteca e nella mia top ten.
MEMORABILE: L'inseguimento nel deposito; Il quadro; Lo spiegone finale.

Giacomovie 6/02/16 09:30 - 1357 commenti

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Thriller artigianale nel senso migliore del termine: essenziale e ben fatto. L’esordiente Dario Argento mostra di avere del talento costruendo una vicenda molto tesa e con un bel colpo a sorpresa finale per la soluzione del giallo. Con un maggiore impegno per evitare il senso di sviluppo impersonale e qualche momento un po’ piatto avrebbe potuto risultare più incisivo e magari assumere i connotati di pellicola "agghiacciante". La musica di Morricone e la fotografia di Storaro completano il cast tecnico d’autore.

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Rocchiola 26/01/16 14:21 - 889 commenti

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Il miglior film di Dario Argento, che all'esordio contiene già tutto il suo universo iconografico (set di armi da taglio su velluto rosso, assassino in nero, dipinto macabro, doppio finale, particolare che sfugge in stile Blow-up), evitando però gli eccessi delle sue opere future (gusto sadico nella messa in scena degli omicidi, virate esoterico-demoniache, illogicità delle sceneggiature). Più aderente al genere giallo piuttosto che all'horror, è un film che applica la lezione di Hitchcock alla morbosità e alla violenza visiva degli anni 70.
MEMORABILE: L'omicidio in ascensore copiato da Brian DePalma in Vestito Per Uccidere; Il doppio finale; L'inizio alla galleria d'arte; Il pittore Mario Adorf.

Minitina80 20/02/16 18:58 - 2460 commenti

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La grandezza e la bravura di Argento stanno nell’aver dato una forza non indifferente alle immagini e di aver imposto il giusto ritmo al montaggio, elevando un giallo di impostazione classica a piccolo capolavoro. L’aggressione nella galleria d’arte è costruito magistralmente e i continui flashback aumentano la curiosità nel conoscere l’assassino. Nonostante fosse all’esordio, gli attori al servizio di Argento erano di tutto rispetto e gli hanno garantito una fetta di successo, ampiamente meritato.

Rufus68 10/07/16 18:48 - 3221 commenti

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La scena iniziale (e finale), col suo carico di sadismo, senso d'impotenza, voyeurismo e ambiguità, anticipa i temi principali del giallo-thriller del decennio a venire: con la giusta dose di morbosità e già a livelli d'eccellenza, tanto che, da tale film in poi, si potrà solo imitare. Il piatto dei protagonisti è perfetto e vieppiù insaporito da gustose caratterizzazioni a latere (il pittore, il killer col giubbetto giallo, il delatore che dice e non dice). Subliminale e straniante, al solito, l'avant jazz di Morricone.

Ira72 3/10/16 20:32 - 985 commenti

I gusti di Ira72

Amo Dario Argento, ma questo film è oggettivamente un gioiello, una fuoriserie, un capolavoro del genere. Che sia del 1970 lo si capisce dallo stile, dai costumi e dalle ambientazioni, ma è fresco, attualissimo e unico per trama, personaggi caricaturizzati e sceneggiatura. Ribalta i canoni del thriller, azzera la classica figura dell'investigatore/poliziotto che unendo i tasselli svela il colpevole; l'assassino non è celato, ma servito su un piatto d'argento... peccato che - piccolo principe docet - l'essenziale sia invisibile agli occhi...

Noncha17 21/12/16 17:00 - 87 commenti

I gusti di Noncha17

Brillante esordio alla regia per il nostro amato Dario che, pur ricalcando schemi stra-abusati (lo scrittore che si finge detective), riesce in modo innovativo a creare delle atmosfere plumbee. Uno dei pregi è che, malgrado le varie fasi del film paiano distaccate, il ritmo non cala mai! Inoltre, cosa molto importante: l'umorismo non prende mai il sopravvento e, anzi, canalizza lo spettatore in una visione delle cose molto più naturale del previsto. Pur riproponendo simili situazioni, forse con il secondo film riuscirà perfino a superarsi.
MEMORABILE: Enrico Maria Salerno; Il monolocale della coppia; Le donne assassinate in bianco & nero; Il meeting degli ex-boxeur; Il sorriso dell'assassino.

Luras 29/11/17 16:04 - 142 commenti

I gusti di Luras

Ottimo esordio per un Argento già in forma, che confeziona un giallo capace di tenere lo spettatore in tensione fino alla fine, nell'ansia di scoprire finalmente la verità su chi ha ucciso chi e anche di capire cosa c'entri l'uccello dalle piume cristalline. L'innocente inizialmente sospettato di omicidio che svolge indagini private per scoprire la verità mi ha ricordato un canovaccio tipicamente hitchcockiano, ma in realtà la messa in scena della violenza è già ben indirizzata sui canoni argentiani, con scene forti ma non nauseanti.

Magi94 19/12/17 22:39 - 724 commenti

I gusti di Magi94

Uno dei film più importanti del Novecento, perché rivoluziona il modo di vedere il thriller per la prima volta dopo Hitchcock. La paura cinematografica assume nuovi significati, più viscerali e traumatizzanti, incarnati nella figura dell'assassino ammantato di nero che sceglie il coltello con cui uccidere. Palese debitore de La ragazza che sapeva troppo di Bava, lo supera su tutta la linea: dalla trama più enigmatica (il particolare!) al cast in stato di grazia, fino alla divertente ironia e, ovviamente, alla regia visionaria di Argento, già virtuosissimo.
MEMORABILE: Il quadro naif; La scena nella galleria.

Thedude94 18/01/18 22:53 - 644 commenti

I gusti di Thedude94

Uno scrittore americano, interpretato bene da un giovane Musante, viene coinvolto in una storia criminale che vede un serial killer misterioso omicida seriale di donne. Tutta la storia è immersa in atmosfere cromatiche eccellenti, una fotografia ottima e una colonna sonora che dà la giusta tensione. La regia è fenomenale: Argento non sbaglia un movimento e ha delle intuizioni che mettono davvero i brividi. La storia è un giallo classico, ma c'è un senso di nuovo, di terrificante che sarà marchio di fabbrica del regista in futuro.

Von Leppe 3/06/18 12:37 - 1061 commenti

I gusti di Von Leppe

Segue le direttive dettate da Mario Bava in La ragazza che sapeva troppo, in cui un protagonista americano è testimone di un crimine a Roma e, suo malgrado, si ritrova a investigare. Film tutto sommato riuscito con alcune parti davvero notevoli, tra le quali spiccano alcuni particolari che Dario Argento inserisce per arrivare all'assassino, come l'eccellente intuizione dell'amnesia del protagonista sul dettaglio che può far luce sul delitto. Ci sono anche qui momenti comici non sempre appropriati.

Anthonyvm 4/06/18 23:45 - 2287 commenti

I gusti di Anthonyvm

Dopo Profondo rosso il miglior giallo diretto da Argento, che non poteva esordire in modo migliore. Se Mario Bava ha inventato il thrilling all'italiana, Argento ha dettato le regole e imposto luoghi comuni che saranno ripresi e manipolati da decine di altri registi. Un film che a distanza di quasi cinquant'anni è invecchiato benissimo e ancora fa sfigurare praticamente tutti i suoi epigoni. Le belle musiche, quel "piccolo particolare" che sfugge al protagonista improvvisato detective, il maniaco di nero vestito: non manca nulla per un ottimo giallo.
MEMORABILE: Tony Musante che assiste al tentato omicidio; Suzy Kendal assediata dall'assassino; Il colpo di scena finale.

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Gmriccard 13/07/18 18:22 - 118 commenti

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Prima tappa di avvicinamento di Argento al suo capolavoro. Il film è godibile, ben girato e dalla trama ricca di colpi di scena e correttamente fuorviante. Tuttavia il regista tralascia notevolmente la caratterizzazione dell'assassino, cosa che stempera l'ansia e limita l'incombenza della minaccia (il personaggio che verrà della Calamai sarà ben più efficace in tal senso). Sicuramente trattasi di errore di gioventù ma viene il dubbio che possa essere scarso amore per il personaggio.
MEMORABILE: Il povero Raho, che come accadrebbe anche nella realtà di tutti i giorni viene incolpato solo per non avere un carattere particolarmente solare.

Alexpi94 6/08/18 00:41 - 186 commenti

I gusti di Alexpi94

Il primo film diretto da Argento è decisamente uno dei suoi gialli più riusciti. Il livello estetico della pellicola è fenomenale (regia e fotografia come sempre ineccepibili), le interpretazioni sono (a dir poco) ottime e il film si lascia seguire con piacere, senza lentezze (né intoppi) e con molteplici colpi di scena (che lasciano lo spettatore letteralmente a bocca aperta).
MEMORABILE: La scena iniziale alla galleria d'arte; Il curiosissimo personaggio interpretato da Adorf e il (macabro) quadro.

Faggi 6/11/18 23:16 - 1510 commenti

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Come in Blow-up il fulcro diegetico è nel dettaglio sfuggente, fantasmatico. Qui non è impressionata la pellicola fotografica ma l'occhio umano, una cosa viva, che trasferisce segni ai capricciosi neuroni. E il cerchio non si chiude: similmente a quanto può accadere nella ricostruzione d'un sogno (onirica è la scena clou) il particolare decisivo si direbbe irrimediabilmente perso... La densità emotiva è notevole, la superficie figurativa è materia assorbente impregnata d'enigma; la musica seduce come una donna fatale, imprevedibile e ambigua.

Salma 16/03/19 22:15 - 12 commenti

I gusti di Salma

Primo thriller del grande Dario Argento. Film che reinventa il genere, per gli anni in cui è stato girato, sicuramente il migliore della trilogia degli animali. Le musiche di Morricone impreziosiscono un gioiello già molto prezioso, una certa dose di azione insieme a trovate particolari come l'individuazione della telefonata ne fanno uno dei migliori film del genere.

Fromell 20/01/19 16:57 - 75 commenti

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Una cannonata. Un esordio coi fiocchi sia per il genere thriller che per il suo artefice, un giovane Argento, che si piazza con merito tra le maggiori promesse del cinema italiano grazie a un formidabile stile di regia e una sceneggiatura compatta piena di idee ben sviluppate lontanissima da quelli che saranno i copioni sforacchiati da Suspiria in poi. Qui tutto ha una sua logica, le motivazioni dei personaggi sono chiare e il doppio twist finale è preparato con cura magistrale. Scintillante!

Ronax 21/02/19 13:37 - 937 commenti

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Partenza col botto per Argento che inaugura una lunga carriera e dà il via a uno dei più prolifici filoni del cinema di genere stabilendone i fondamentali, compresa l'improbabilità delle trame e delle soluzioni. Qui c'è più o meno tutto: gli omicidi a base di rasoiate, l'assassino ossessionato da un lontano trauma psichico, la polizia in ambasce soccorsa da un giornalista impiccione che inizia a indagare di suo. Comunque ben girato e ben accompagnato dalle dolci note morriconiane. Attori abbastanza in parte con Salerno immancabile commissario.
MEMORABILE: La parata dei maniaci sessuali che Salerno fa scorrere davanti a Musante testimone.

Siska80 15/02/20 16:24 - 965 commenti

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Clamoroso esordio alla regia di Argento, che firma anche soggetto e sceneggiatura di una pellicola gialla carica di suspense e ritmo, con un buon cast e qualche venatura di humor. Non il massimo i personaggi e le musiche (Morricone farà molto di meglio in Quattro mosche di velluto grigio), ma è un prodotto di alta qualità che ha stile e ingegno. Il movente dei delitti è spiegato in maniera un po' sommaria, ma ciò caratterizza quasi tutta la filmografia del regista romano.
MEMORABILE: Il protagonista che si lancia all'inseguimento del serial killer.

Noodles 16/04/20 22:45 - 992 commenti

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Grande esordio alla regia di Dario Argento, che confeziona un giallo con tutti i cliché a cui si ispirerà gran parte della filmografia thriller italiana degli anni '70. La tensione la fa da padrona, grazie anche alla colonna sonora di Ennio Morricone, ed e stemperata solo dall'inserimento qua e là di personaggi vagamente comici. Tra i film di Argento è probabilmente uno dei meno violenti a livello visivo. Splendido cast, con un sopraffino Enrico Maria Salerno. Ottimo.

Lebannen9_ 30/04/20 16:17 - 33 commenti

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Esordio del Maestro del brivido. Tanto è stato detto sulle fonti d'ispirazione del film: da Bava per i dettagli sull'assassino, a Hitchcock per lo psichiatra nel finale. L'originalità (da caso scuola) risiede nel connubio tra la straordinaria fotografia e la fantasiosa regia di Argento, che rendono lo spazio e il suono (Morricone incredibile) i veri complici dell'assassino. Il voto fatica a salire per due motivi: incongruenze nella trama (siparietti discutibili; parentesi lasciate aperte) e un cast che si sforza senza eccellere (Musante).
MEMORABILE: I tentativi nel ricordare la scena dell'aggressione; Il secondo omicidio; Il tentato omicidio di Giulia.

Il ferrini 29/11/20 19:12 - 1764 commenti

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Salvatore Argento produce il primo film del figlio Dario, che subito delinea quelli che sarebbero diventati i suoi tratti distintivi: l'ossessione per gli animali, il dipinto che nasconde la soluzione dell'enigma, il killer con gli immancabili guanti di pelle. Visivamente molto suggestivo, ha chiari debiti verso Hitchcock (vedi tassidermia) e pure verso Bava, ma riesce ad essere al contempo un'opera personale, soprattutto nella prima parte. Interessante il personaggio di Musante, più banale quello di Salerno. Da vedere.
MEMORABILE: Il pranzo a base di gatto.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Pumpkh75 • 4/06/18 14:51
    Addetto riparazione hardware - 400 interventi
    Rocchiola, ma l'edizione Arrow ha qualche cover alternativa italiana? Oppure tutte le cover hanno i titoli in inglese?
  • Homevideo Zender • 5/06/18 17:04
    Consigliere - 43940 interventi
    Sì, l'ho scannerizzata e aggiunta alla bella rece di Rocchiola.
  • Homevideo Rocchiola • 6/06/18 08:26
    Call center Davinotti - 1176 interventi
    Ottimo, ne approfitto per segnalare che anche l'analoga versione del Gatto a nove code presenta una double cover comprensiva di quella italiana:
    https://s22.postimg.cc/fnzl5pe2p/WP_20180605_18_34_43_Pro.jpg
  • Homevideo Pumpkh75 • 6/06/18 13:16
    Addetto riparazione hardware - 400 interventi
    Rocchiola ebbe a dire:
    Ottimo, ne approfitto per segnalare che anche l'analoga versione del Gatto a nove code presenta una double cover comprensiva di quella italiana:
    https://s22.postimg.cc/fnzl5pe2p/WP_20180605_18_34_43_Pro.jpg


    Mi hai anticipato, stavo per chiedere anche questa!
  • Curiosità Schramm • 12/07/18 20:42
    Risorse umane - 6748 interventi
    L'ispirazione per il film fu data al regista da una combinazione di disparati elementi ravvicinati: la lettura del romanzo La statua che urla, prestato ad Argento da Bernardo Bertolucci; l'enorme acquario di Italo Zingarelli da suggestione cosciente si intrufolò in un incubo avuto da una prolungata sovraesposizione solare frammista a una mezza congestione, durante una vacanza a Tunisi con la compagna, in cui Argento sognò di trovarsi in un'enorme gabbia di vetro dalla quale intravedeva una donna vestita di bianco minacciata da una presenza oscura della quale non si accorgeva e per la quale non riusciva a fare niente. Al risveglio da questo, Argento interruppe bruscamente la vacanza e volle immediatamente rientrare a Roma per avviare subito le riprese.

    Il rapporto con Musante fu talmente burrascoso che a metà degli anni novanta, convocato a Los Angeles dall'American Cinematheque, Argento chiamò a raccolta quasi tutti gli attori del film tranne lui.

    Il film rimase così a lungo in cartellone che Argento potè rivederlo - con alcuni degli attori che non lo avevano ancora visto - mentre stava girando 4 mosche di velluto grigio.

    (Fonte: Dario Argento, Paura)
  • Discussione Siska80 • 16/02/20 17:10
    Call center Davinotti - 434 interventi
    Undying ebbe a dire:
    Copy-paste: tracce italiane nei film internazionali

    Ovvero dell'influsso di L'uccello dalle piume di cristallo (1970) su:
    Una squillo per l'ispettore Klute, Alan J. Pakula, 1971
    Doppio taglio, Richard Marquand, 1985
    Il silenzio degli innocenti, Jonathan Demme, 1991
    Scream 2, Wes Craven, 1998


    Nel film di Pakula, la soggettiva dell'assassino che spia la vittima e l'inquietante cantilena musicale nei momenti di suspense derivano direttamente da L'uccello dalle piume di cristallo.
    La sequenza iniziale del giallo di Marquand riprende le medesime modalità della scena del primo omicidio presente nel film italiano, con l'immagine dell'assassino chino sulla vittima sdraiata sul letto e pronto a colpirla spietatamente.
    Un animale appartenente ad una strana razza, che vive soltanto in certi luoghi, nel giallo di Argento è lo strano uccello dalle piume che sembrano di cristallo, nel thriller di Demme si tratta invece di una particolare farfalla, che contribuirà alla scoperta del serial killer.
    Nel concitato finale del film di Craven si nota l'immagine del coltello che si pianta nella porta, dietro la quale è nascosta la terrorizzata vittima, e il dettaglio dell'occhio dilatato dell'assassino attraverso il buco, come accade nel primo film di Dario Argento.

    Fonte: Antonio Tentori, su Horror made in Italy vol. 3 (pag. 162-163), Profondo rosso editore


    Grazie per questa info, che ignoravo. Io credevo fosse il contrario ne Il Cartaio, quando ho visto la scena in cui all'obitorio, dal naso della turista viene estratto un seme. Ho pensato subito ad una citazione da Il silenzio degli innocenti.
  • Discussione Caesars • 24/03/20 12:13
    Scrivano - 11691 interventi
    Non ci avevo mai fatto caso prima, ma l'attore che interpreta Garullo (Gildo Di Marco) in questo film



    è lo stesso che interpreta il postino in "Quattro mosche di velluto grigio"

    Ultima modifica: 24/03/20 13:40 da Caesars
  • Discussione Caesars • 24/03/20 14:44
    Scrivano - 11691 interventi
    Durante il suo inseguimento al killer con la giacca gialla (Reggie Nalder), Toni Musante passa davanti ad un cinema dove viene proiettato "La donna scarlatta"

  • Discussione Graf • 24/03/20 18:19
    Call center Davinotti - 913 interventi
    E' l'ex cinema Fiamma di Roma che si trovava in via Leonida Bissolati nelle vicinanze di Piazza Barberini e di via Veneto.
    Quante volte ci sono andato...
    Ultima modifica: 24/03/20 18:22 da Graf