LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La portata storica di questo thriller del grande Mario Bava è nota: si tratta del primo vero tentativo italiano di coniugare un intreccio “giallo” con l’horror e la suspense che diventerà tipica del cosiddetto cinema argentiano. Purtroppo, come ricordava lo stesso Bava, l’inserto con la love story tra i due protagonisti poteva andar bene avendo a disposizione attori come James Stewart e Kim Novak (la coppia di LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE, titolo hitchcockiano che Bava mescola con L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO, sempre del maestro inglese, per una fusione chiaramente...Leggi tutto riverente verso chi questo genere ha inventato), ma certo con John Saxon e Letizia Roman l’effetto non è e non può essere il medesimo. Nel cast si salva solo Valentina Cortese, autrice di una performance strepitosa nel finale, di grande trasporto e realismo, degna della sua fama di grande attrice. Peccato ci si arrivi dopo un'ora e dieci di noia mortale, in cui l'unico motivo di interesse ce lo regala la straordinaria fotografie di Bava, che gioca con i fortissimi contrasti di un bianco e nero esemplare in cui luci e ombre rendono alcuni paesaggi notturni simile a veri e propri quadri d'autore. Poi ancora si intravede l’abilità di Bava in alcune sequenze notevoli (la morte della vecchia dopo dieci minuti di film, preludio alle scene bellissime girate di notte a Trinità dei Monti), ma per il resto la vicenda appare poco coinvolgente, accompagnata da un commento fuori scena del tutto inadeguato e da sprazzi di ironia a basso costo fuori luogo. Il talento di Bava stava però crescendo...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Il Gobbo 11/05/07 15:42 - 3011 commenti

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L'aneddoto di Corbucci che telefona a Bava dicendo che Dario Argento con L'uccello dalle piume di cristallo aveva rifatto pari pari questo film (risposta di Bava "sì, però lui l'ha fatto meglio") è esagerato fino a un certo punto. Certo questo non ha l'efficacia del seguace, ma è senz'altro un film seminale, anche se non perfettamente calibrato fra giallo e rosa. Diciamo che le sequenze più oniriche e baviane (Trinità dei Monti, la casa con tutti i fili, l'appartamento vuoto) fotografate in un bianco e nero magnifico sono da 4 pallini abbondanti. Celentano canta "Furore" (!)

Undying 13/05/07 17:42 - 3841 commenti

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Bava realizza il primo vero esemplare di giallo italiano, interpretato da Valentina Cortese ed un giovanissimo John Saxon (Tenebre, Nightmare): il film è ambientato a Roma e viene girato nel celebre quartiere Coppedé, più volte rivisitato dagli autori del thriller (Profondo Rosso, Il Profumo della Signora in Nero) e in Piazza di Spagna. La Ragazza che Sapeva Troppo oscilla tra raffinata ironia (ed autoironia) e suspense allo stato puro, mostrando una struttura narrativa che presenta moltissimi punti di contatto con l'opera d'esordio di Argento.

Homesick 12/10/07 17:18 - 5737 commenti

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Nonostante l'ironia e l'atmosfera "rosa" che lo pervade, il film contiene in nuce tutti gli stilemi del nascente giallo italiano: la testimone oculare che s'improvvisa detective, un assassino che diventa serial killer per sviare la polizia e coprire il suo primitivo delitto, il registratore come strumento rituale e feticistico, le telefonate, le venature horror (la morte della vecchia, presago de I tre volti della paura). Inquietanti e pre-argentiane le riprese notturne.

B. Legnani 2/12/07 01:05 - 4673 commenti

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Non mi ha fatto impazzire. Grande fotografia, grande sapienza nel far scaturire il brivido da una semplice porta chiusa, ma le recitazioni non sono granché (la migliore è nettamente la Cortese) e la trama si fa piuttosto inesplicabile, o per lo meno tirata via di brutto, al momento della soluzione. Sicuramente un film importante, se pensiamo al decennio successivo, ma non è, di per sè, indimenticabile. Nei tocchi umoristici Bava è meglio di Argento. La Roman sta a metà fra la Aulin e la Dionisio. Si vede Piazza Mincio.

Mark 13/05/08 13:57 - 264 commenti

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Questo film letteralmente gronda di citazioni hitchcockiane, ma nel contempo può vantare una bellezza e una cifra tutta singolare. Bava è un artigiano, un regista dai costi modesti, in compenso però è un genio impareggiabile dei trucchi e della fotografia, dei giochi di luce e ombre, dell'arte dell'ingegno finalizzata ad ottenere il massimo risultato con mezzi assolutamente esigui. Concepiti per tallonare con modestia i colossi americani, questi film sono oggi rivalutati proprio dagli stessi americani.

Cotola 8/08/08 13:17 - 7404 commenti

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L’importanza storica del film (è il “primo” giallo-thriller del cinema italiano) è innegabile ma non è proporzionata alla sua riuscita: il meccanismo giallo è gradevole ma un po’ debole così come la soluzione finale. Tuttavia non mancano la tensione e dei bei momenti in cui Bava dimostra tutto il suo talento: su tutti il primo omicidio a Trinità dei monti ma anche l’incursione nella casa vuota con le lampadine ondeggianti fa il suo effetto. Le riprese della Roma notturna influenzeranno in modo incontestabile (piaccia o meno) i primi film di Argento.

Gugly 29/11/08 07:26 - 1010 commenti

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Il giallo a cui Argento è debitore di molte soluzioni. Bava si conferma un bravo artigiano capace di dare i brividi con semplici tocchi di luce (il viso della vecchia morta) e soluzioni innovative come le inquadrature in esterni. Rimane tutto il carico del tipico film Anni Sessanta, con le musiche d'atmosfera, i protagonisti mediocri e la posticcia storia d'amore. Grandissima la Cortese. In ogni caso consigliato per capire il thriller all'italiana e un capofila troppo spesso dimenticato come Bava.
MEMORABILE: La morte della vecchia; il corridoio dell'appartamento di Piazza Mincio.

Bruce 27/11/08 10:20 - 1000 commenti

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E’ a tutti gli effetti il primo giallo del cinema italiano. Bava capovolge il tradizionale cliché che vuole Roma luogo da cartolina sognato da ogni turista americano e immerge da subito la protagonista in una notte da vero incubo. Con un bianco e nero ben fotografato il regista limita al minimo i propri effetti speciali e per una volta si sofferma sul soggetto. Cinquanta anni si fanno sentire ma tante sono le idee contenute nel film che verranno poi riprese, per non dire copiate, da tanti. Finale sorpendente. Valentina Cortese è bravissima.

Sabryna 15/04/09 18:34 - 225 commenti

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Giallo pervaso da una sottile ironia a partire dal titolo, chiaro rimando scherzoso a L'uomo che sapeva troppo di Hitchcock. Nasce con questo film il thriller all'italiana. Gli stereotipi del genere ci sono tutti: l'atmosfera minacciosa di semplici situazioni quotidiane, l'inverosimiglianza di determinati eventi, le scenografie colte in modo inquietante e l'enfasi sui rumori, che vanno a sostituire la colonna sonora. Bava fa scuola. Pellicola non eccezionale, ma sicuramente molto buona.

Funesto 23/10/09 14:16 - 525 commenti

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Opera cinematografica di gran valore storico, che anticipa vagamente il thriller argentiano. Bava ci va piano col sangue (non ce n'è traccia), ma crea ottimi momenti di suspence grazie anche alla sua (manco a dirlo) impeccabile fotografia che sembra dar colore anche ad un film in b/n. Discreti gli attori (di classe Saxon, bellissima la Roman, brava la Cortese), anche se il film non coinvolge e può annoiare lo spettatore moderno. Non certo disprezzabile, ma il 1° giallo italiano meritava più qualità. Meglio Sei donne per l'assassino, sì. **1/2.
MEMORABILE: Il finale e la buffa trappola della Roman al killer con la conseguenza...

Stefania 7/11/09 14:39 - 1600 commenti

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Meravigliosamente ambiguo, rischiarato da sprazzi di humor e di romanticismo, ma profondamente sinistro. La luce e i grandi spazi della Roma diurna, le tante ombre di un appartamento "non molto grande...", di un'aggressione notturna che è un rebus da decifrare, poi l'oscurità del piano omicida di una mente contorta. E l'ultimo sogghigno del sardonico Bava, nuova nube sul luminoso finale: se lo chiede, l'ingenua Nora, se forse si è immaginata tutto... anche la sua storia d'amore?
MEMORABILE: L'aggressione notturna a Trinità dei Monti ha fatto scuola ma, visivamente, il campo largo diurno della scena al Foro Italico è meraviglioso.

Trivex 8/11/09 15:39 - 1474 commenti

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Il giallo ed il nero si fondono bene, i ricordi della dolce vita si fanno intensi e poi sono soppressi d'incanto. Particolare la storia, precoce in taluni punti (la droga, la serialità dei crimini) e con qualche accenno all'horror. L'ironia si insinua poi prepotente, sorprendendo con il finale che investe tutto con una nuova luce, quasi fosse stata vissuta una parodia della pazzia e dell'amore. La voce fuori campo che commenta gli eventi sottrae un mezzo punto al giudizio, mentre le musiche sono perfette.

Pau 21/05/10 19:20 - 125 commenti

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Prezioso sotto l'aspetto storico, perché presenta in nuce molti punti fermi del giallo italiano in voga tra i Sessanta e i Settanta (l'omicida psicotico; le efferratezze a colpi di coltello sui corpi di giovani donne; la presenza di una figura misteriosa che segue la protagonista; l'inganno prodotto dalla visione di un assassinio), il flm si rivela però piuttosto ingenuo agli occhi del pubblico moderno. Vale la visione per la giustamente citata fotografia dello stesso Bava, ma la tensione scema in troppi punti e la soluzione non è memorabile.
MEMORABILE: La prima notte da incubo della protagonista nella città di Roma; la sequenza in cui la stessa Leticia Roman è attirata in una abitazione deserta.

Daidae 2/06/10 00:23 - 2719 commenti

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Di solito scarto i film in bn e sopratutto quelli pre 68, ma nonostante non sia un cultore di questa epoca ho trovato interessante e ben girato questo giallo. La firma di Bava c'è e si vede: buon svolgimento, una discreta "tensione" per un giallo antico e bello.

Myvincent 16/06/10 08:08 - 2501 commenti

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Vacanze romane con delitti. Una turista americana testimone di un omicidio che "sparisce" (tranne nella sua mente) e "riappare" alla fine del film, risolvendo il rebus. Eleganza e continua tensione claustrofobica, grande regia per un vero capolavoro ispirato a Hitchcock e ispirante Dario Argento e con uno stile tutto personale. Più di così...

Lucius 17/08/10 18:23 - 2819 commenti

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Giallo che fa onore al genere, raffinato nelle immagini, nella regia e nella fotografia. Una Roma (e una Piazza di Spagna) inedita e affascinante in un bianco e nero insolito ed abbagliante. Ambiguamente pericoloso, vagamente hitchcockiano. Ottima la Cortese.

Pigro 15/09/10 09:12 - 7702 commenti

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Una turista americana è coinvolta come potenziale vittima nei "delitti dell'alfabeto" che insanguinano Roma: una discreta storia (che nella prima parte ricalca il film hitchcockiano citato nel titolo) che Bava riesce a rendere intrigante e in alcuni momenti avvincente. Notevole la sensibilità visiva, che sa approdare a soluzioni filmiche talvolta suggestive e comunque mai dozzinali, e che valorizza l'anima dark dei monumenti romani in un bel b/n. Da ricordare anche il lieve gusto leggero che ogni tanto fa capolino. Brava Valentina Cortese.

Silenzio 9/12/10 01:17 - 59 commenti

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Lungo una modesta trama giallo-rosa Bava poggia di fatto le fondamenta del thriller nostrano con una serie di intuizioni che faranno scuola: la protagonista straniera, le telefonate dell'assassino, le voci registrate, le riprese notturne degli spazi cittadini, il trauma infantile come movente del colpevole per citarne solo alcune. Di suo non può vantare un grande cast e soffre di un andamento piuttosto altalenante ma, visti gli esiti, merita attenzione e riconoscenza.

Ghostship 10/12/10 21:59 - 394 commenti

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Giusto parlarne come del capostipite del giallo italico, perché le atmosfere e le dinamiche verranno riproposte e colorate dallo stesso Bava in Sei donne per l'assassino e successivamente da Argento & cloni. Detto questo la pellicola ha vari punti di interesse, quali un giovane John Saxon ed una straordinaria Valentina Cortese, e offre allo spettatore una Roma cupa, fotografata in un lucido b/n da un maestro del cinema sempre troppo sottovalutato.

Manowar79 21/12/10 18:57 - 309 commenti

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Trattandosi di un Bava d'annata, l'impatto visivo è assicurato. Ma, a volte, il virtuosismo fotografico non basta. Diretta in pieno tormentone gotico, questa incursione nel giallo arcaico risulta troppo anacronistica e prevedibile per le generazioni nate con Profondo Rosso e Sette note in nero in vhs o, peggio, in dvd. Persino la pista parapsicologica viene presto messa da parte in favore di un intreccio piuttosto standard che fa sgonfiare la tensione nel giro di pochi minuti. Godibile, sì, ma non merita particolari encomi.

Von Leppe 8/04/11 13:25 - 1016 commenti

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Thriller-commedia per il primo giallo italiano. Ci sono scene memorabili che hanno fatto scuola e gettato le basi per ciò che verrà dopo, cominciando dalle scene iniziali della morte della vecchia e Trinità dei Monti. Ci sono Piazza Mincio (che diventerà tra le location più usate nel thiller italiano) ed il finale. Poi viene la parte da commedia, non italiana (ricorda più quella americana), con John Saxon e scene simpatiche e turistiche. Fotografia e tecnica registica notevoli. Tra i difetti: manca il dialetto romanesco, pur essendo ambientato a Roma.
MEMORABILE: Trinità dei Monti deserta di primo mattino, ma anche le sigarette alla marijuana.

Corinne 1/05/11 23:29 - 400 commenti

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Il primo "giallo all'italiana", che introduce elementi poi diventati marchio di fabbrica del genere, dal particolare rivelatore ai delitti seriali al killer psicotico (e molto altro) in una vicenda dal sapore hitcockiano, con tocchi di commedia. Manca la cattiveria che contraddistinguerà i suoi successori, manca il sangue e con un po' di attenzione si può arrivare a sciogliere il debole intreccio prima della protagonista, ma è sicuramente un film da vedere, filmato in un b/n incantevole.

Gestarsh99 30/07/11 13:02 - 1310 commenti

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Non pago del titolo illustre di pioniere del gotico italiano, Bava prosegue nel suo ufficio di deus ex machina dei generi lanciando sugli schermi nostrani anche il primo thriller post-hitchcockiano. Diversamente dalle opere successive, in cui i personaggi saranno tutti fantocci alla mercè dei suoi sfizi lapida(to)ri, qui l'autore prende di mira la singola primattrice, precipitandola in una Roma solatìa ma oscurata da ombre, segreti, minacce e tranelli insidiosi. La disorganica fragilità di sceneggiatura si valorizza di un'atmosfera di sospetto e angoscia difficilmente eguagliabile.
MEMORABILE: Lo sguardo perennemente turbato e sospettoso dell'impavida Leticia Roman.

Nicola81 2/08/11 10:59 - 1905 commenti

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Uno di quei film la cui importanza storica è superiore al valore artistico. Si tratta infatti del primo giallo italiano e Bava lo dirige con apprezzabile ritmo e mostrando già la sua maestria nella scelta delle immagini e delle inquadrature. La sceneggiatura, però, è abbastanza lacunosa e non la sorreggono di certo i siparietti da commedia americana e l'utilizzo della voce fuori campo. Ottima la Cortese, la Roman se la cava nei panni dell'intraprendente protagonista ma Saxon (malamente doppiato) tocca uno dei suoi punti più bassi. Due e mezzo.

Enzus79 26/09/11 15:08 - 1735 commenti

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Mario Bava non è ne Fellini né Antonioni o Pasolini, ma sicuramente è uno dei migliori registi italiani: questo film ne è la dimostrazione. Notevole la storia, con suspence ad alto livello ed un'ottima fotografia. Discreti gli attori, tra cui la migliore è sicuramente Valentina Cortese.

Fauno 22/04/12 20:37 - 1899 commenti

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Buono, anche se Piazza di Spagna completamente deserta è quantomeno surreale. Brividi pochi, ed era ovvio, ma colpi di scena tanti. Azzeccato il personaggio del giornalista fallito simil-clochard e anche la protagonista non demerita. La soluzione dell'enigma è tutt'altro che prevedibile e pensare che abbia a che fare col consumo di marijuana quando il film si svolge in un arco di tempo di giorni mi fa proprio ridere... D'accordo i discorsi su Argento, ma siamo lontani milioni di anni luce da Batzella con Lo strano ricatto di una ragazza perbene...

Ronax 2/08/12 01:04 - 893 commenti

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Storico titolo che pone da subito i paletti della dicotomia che affliggerà tutta la filmografia baviana: da un lato la maestria figurativa con un sapiente uso della fotografia (qui uno splendido b/n) e dei movimenti di macchina, dall'altro la debolezza della sceneggiatura, qui aggravata dalla precoce ovvietà della soluzione, dall'uso scriteriato della vfc e dalla desolante inespressività della Roman e di Saxon. Se la cava meglio la Cortese, inaspettatamente misurata nel suo ruolo abituale di pazza. Nel bene e nel male destinato a fare scuola.
MEMORABILE: Il registratore con inciso il ticchettìo della macchina da scrivere.

Furetto60 14/02/13 10:18 - 1129 commenti

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Gradevole giallo ambientato in una Roma da cartolina, suggestiva anche nei notturni che forse avrebbero dovuto infondere un'atmosfera di tensione (evidente il contrasto con la scena finale: il panorama dal Pincio in pieno giorno). La voce di sottofondo conferisce un tono scherzoso, amplificato dalla figura del medico, tutto sommato ridotto a una spalla comica (divertente quando, infoiato a mille, viene regolarmente mandato in bianco). Questa originale impostazione semiseriosa non impedisce alla trama gialla di svolgersi secondi quelli che diventeranno canoni del genere, anzi l’impreziosisce.

Giordani 11/10/13 10:21 - 39 commenti

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Uno dei film che ha definito gli stilemi del genere "giallo/thriller" in Italia; la trama e lo svolgimento sono classicissimi, ma quello che tutt'oggi impressiona sono la bellezza della fotografia e la qualità delle inquadrature: notevoli alcuni interni e altrettanto spettacolari certe riprese della Roma di quegli anni, immortalata con estrema classe in tutta la sua spettrale eleganza. Forse non troppo convincente il finale, mentre la recitazione segue i canoni dell'epoca; bella la colonna sonora.

Caesars 18/10/13 08:19 - 2654 commenti

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Sicuramente più importante, per la storia del cinema giallo italiano, che riuscito. I pregi risiedono nella splendida fotografia in bianco e nero e nella capacità di Bava nel creare tensione, mentre i difetti sono una recitazione non certo a grandi livelli (escludendo Valentina Cortese, in scena però per non molto), una sceneggiatura parecchio "scricchiolante" e la scelta di una voce off del tutto inadeguata. Certo è il primo tentativo italico di thrilling, ma lo stesso Bava farà meglio con Sei donne per l'assassino. **!

Giùan 4/12/13 06:48 - 2875 commenti

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A rivederlo non si può non restar impressionati dalla messe di “indizi” cinematografici che il primo Argento avrebbe preso in prestito nei ’70: lo straniamento ansiogeno della “straniera” a Roma (ma qui c’è pure Hitch), la messa in scena fortemente stilizzata, lo sviluppo narrativo che si annoda su se stesso, sganciandosi progressivamente dal reale per aderire al suo solo ritmo sincopato, l’ironia sentimentale che al Maestro Bava riesce molto più naturale che in Dario. Come ogni opera aurorale ha le sue lacune, i suoi passaggi a vuoto, ma è un pilastro.
MEMORABILE: La soffitta del vecchio palazzaccio romano sinistramente illuminata dalla luce delle lampadine: l’utilizzo del b/n da fuoriclasse.

Jdelarge 23/03/14 18:54 - 842 commenti

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Bava sfrutta tutte le potenzialità che il bianco e nero può offrire a un regista e immerge una storia (a dirla tutta abbastanza consueta per un film giallo) in un'atmosfera di luci e ombre dinamiche. Lo spettatore per questo si trova proiettato in un mondo a metà tra illusione e realtà, così come la protagonista Nora (Letícia Román). La sceneggiatura presenta qualche lacuna, come in ogni film di Bava, ma il resto funziona alla grande.
MEMORABILE: I titoli di testa con "Furore" di Adriano Celentano.

Maik271 3/12/14 14:20 - 436 commenti

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Ottima pellicola in stile hitchcockiano del regista romano che utilizza come location per un thriller alcune zone di Roma (cosa inusuale fino ad allora ma che risulta azzeccata e successivamente sfruttata in molte pellicole del genere). Il bianco e nero, i chiaroscuri e le belle inquadrature sono degne del Maestro del brivido così come la suspense, sempre presente. Bene sia le musiche dai rimandi gotici sia il cast, di buon livello.
MEMORABILE: I fili nella casa; La scena del corridoio e il seguente ascolto del nastro da parte dei due protagonisti.

Minitina80 28/04/15 09:58 - 2268 commenti

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Sebbene il titolo richiami inequivocabilmente Hitchcock, lo stile e il marchio di fabbrica di Bava sono riconoscibili. La casa misteriosa e la stanza chiusa sono reminiscenze del gotico così come la caratterizzazione psicologica di qualche personaggio. È uno di quei lavori di Bava che ha influenzato notevolmente il cinema di genere italiano; la solita cura per la fotografia e i dettagli lo rendono interessante.

Samdalmas 10/09/15 14:17 - 302 commenti

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Agli albori del thriller italiano c'è questo seminale film di Mario Bava che ha portato nel genere tanti elementi, a partire dall'influenza hitchcockiana presente sin nel titolo. La straniera a Roma testimone di un delitto, a cui nessuno crede, ha ispirato il primo Argento. La messa in scena magistrale è avanti anni luce rispetto ai giallo-rosa del tempo. Deliziosa Leticia Roman e debutto per John Saxon, che diventerà uno dei volti più noti del poliziesco.
MEMORABILE: L'omicidio notturno a Piazza di Spagna; Il corridoio dell'appartamento di Piazza Mincio.

Ultimo 9/01/16 14:43 - 1336 commenti

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Uno di quei film di importanza capitale, essendo il primo giallo-thriller all'italiana mai prodotto, confezionato da un Mario Bava non ancora all'apice della carriera ma già convincente. Quasi impeccabile la prima parte (le riprese di Trinità dei Monti, di notte, con annesso omicidio, sono una vera chicca); meno buona la seconda, che confluisce in un finale carico di pathos che avrebbe meritato qualche chiarificazione in più. Argento prenderà ispirazione qualche anno dopo dirigendo veri gioielli.

Rambo90 22/09/16 16:28 - 6275 commenti

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Giallo di notevole atmosfera e dalla trama arzigogolata, nobilitato dalla regia attenta di Bava e da una stupenda fotografia, che fa di Roma un set notturno inquietante come pochi altri. Echi di Hitchcock qua e là (anche nella figura della protagonista) e avvisaglie di quello che sarà il thriller argentiano poi. Non manca una spruzzata di piacevole ironia e qualche sequenza quasi orrorifica, come l'omicidio iniziale. Non male la Roman, ancora acerbo Saxon.

Daniela 25/07/17 12:01 - 9096 commenti

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Turista americana assiste ad un omicidio sulla scalinata di Trinità dei Monti, ma non viene creduta dalla polizia, e quindi inizia ad investigare per proprio conto con il riluttante aiuto di un giovane dottore... Gradevole giallo con una trama piuttosto ingegnosa basata su un serial killer "analfabetico" e simpatici risvolti comico/sentimentali che ricordano quelli, meno riusciti, presenti in Profondo rosso. I due protagonisti non sono il massimo, ma il cast di contorno è efficace, alcune sequenze di notevole eleganza formale, gli scorci di Roma suggestivi.
MEMORABILE: Il cadavere dell'anziana sul letto, "animato" dal gatto; La casa-ragnatela

Magi94 21/11/17 21:07 - 650 commenti

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Un film davvero godibile oltre che di importanza fondamentale per la nascita del giallo all'italiana. Sembra infatti anticipare in toto gli stilemi argentiani, ma orchestrati non così bene come da Argento (famosa la telefonata tra Bava e Corbucci dove quest'ultimo accusa Argento di plagio e Bava risponde che ha fatto bene!): trama intricata e intrigante (anche se a tratti fa acqua), tratti d'ironia non del tutto riusciti, l'assassino donna. Al di là dei difetti si fa guardare con un certo gusto e (anche per l'importanza) si concedono 3 pallini.

Graf 31/08/18 23:53 - 678 commenti

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Potente squillo di tromba che annuncia la nascita del moderno giallo-thrilling italiano, questo film di Mario Bava è un ininterrotto incubo a occhi aperti. Incredibile la forza espressiva della fotografia in bianco e nero che diventa il segno grafico di un cupo gioco da praticare sulle soglie dell’antro infernale. Il taglio dell’inquadratura, le luci contrastanti, la scenografia espressionista, disegnano meglio della concatenazione narrativa l'angoscia oppressiva nella quale sono immersi i personaggi. Bava si dimostra più un alchimista che un regista.

Anthonyvm 21/05/19 23:27 - 1693 commenti

I gusti di Anthonyvm

Davvero ottimo questo giallo all'italiana ante-litteram: Bava firma una delle sue opere più memorabili associando a un intrico giallo riuscito (con rimandi ai romanzi "La statua che urla", cui si ispirerà L'uccello dalle piume di cristallo e "La serie infernale" di Agatha Christie) alcune sequenze e atmosfere davvero inquietanti, fra luci taglienti e ombre ambigue, qui rese magnificamente da uno strabiliante bianco e nero. Certe immagini mettono i brividi ancora oggi. Assai meno noto di quanto merita, da annoverare tra i capolavori baviani.
MEMORABILE: La protagonista entra in un appartamento senza mobilio, con lampade accese che pendono dal soffitto, mentre una minacciosa voce incorporea la chiama.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Gestarsh99 • 30/07/11 13:49
    Scrivano - 13789 interventi
    La gradevole opening track cantata da Adriano Celentano, proveniente dall'omonimo secondo album del cantante pubblicato nel Novembre del 1960 (etichetta JOLLY): Furore (di Vivarelli, Celentano) Questa la cover dell'omonimo lp
  • Discussione Cotola • 8/08/11 13:32
    Consigliere avanzato - 3605 interventi
    Questo è il mio vecchio commento al film che è stato radicalmente cambiato da quello nuovo scritto dopo una nuova visione della pellicola baviana: Discreto giallo all'italiana, firmato da Bava, che strizza un po' l'occhio ad Hitchcock e che verrà poi preso a modello, specie per la atmosfere notturne, da diversi registi nostrani, tra cui in primo luogo Dario Argento. Non il massimo dal punto di vista della tensione, ma sicuramente più che dignitoso ed in ogni caso gradevole. Ed ecco quello nuovo che metto qui per poter fare più comodamente il raffronto tra i due: L’importanza storica del film (è il “primo” giallo-thriller del cinema italiano) è innegabile ma non è proporzionata alla sua riuscita: il meccanismo giallo è gradevole ma un po’ debole così come la soluzione finale. Tuttavia non mancano la tensione e dei bei momenti in cui Bava dimostra tutto il suo talento: su tutti il primo omicidio a Trinità dei monti ma anche l’incursione nella casa vuota con le lampadine ondeggianti fa il suo effetto. Le riprese della Roma notturna influenzeranno in modo incontestabile (piaccia o meno) i primi film di Argento. In fin dei conti cambiano le parole (ed il nuovo commento è più circostanziato e "maturo") ma alla fine non il pallinaggio finale: sempre due e mezzo tendente al tre.
  • Homevideo Xtron • 12/02/12 12:58
    Servizio caffè - 1829 interventi
    Io ho l'edizione americana Anchor Bay contenuta nel cofanetto Mario Bava Collection volume 1 Audio italiano e inglese Durata 1h25m40s NTSC Zona 1 (immagine a 27:19)
    Ultima modifica: 12/03/15 07:36 da Zender
  • Discussione Gugly • 5/05/12 12:46
    Segretario - 4679 interventi
    Fauno ebbe a dire nel commento: Buono, anche se Piazza di Spagna completamente deserta è quantomeno surreale. Caro Fauno, due notti fa ero proprio in cima alla Scalinata di Trinità dei Monti, e sotto di me Piazza di Spagna era completamente deserta: surreale ma vero! Non c'era nessuno a parte un paio di netturbini, erano le tre di notte, e i lampioni di Via Condotti gettavano un'aria molto particolare su tutto l'ambiente...
  • Discussione Fauno • 5/05/12 18:43
    Compilatore d’emergenza - 2527 interventi
    Con la crisi che c'è, anche il surreale diventa reale. Che facevi di bello? Ciao. FAUNO.
  • Discussione Gugly • 5/05/12 18:52
    Segretario - 4679 interventi
    Un giro di Roma by night culminato nello splendido ma surreale scenario di cui sopra (ma sono scesa nella capitale per motivi di lavoro).
  • Curiosità Undying • 2/01/14 14:38
    Scrivano - 7638 interventi
    Dario Argento dixit In occasione di una maratona notturna dedicata al gotico italiano, Dario Argento ha presentato quattro titoli (tre di Bava ed uno di Freda). In questa maniera: "Mario Bava nacque a San Remo, ed era figlio di Eugenio Bava: uno dei pionieri della fotografia cinematografica e dei trucchi. Nonostante tutto Mario Bava non voleva fare il cinema, forse in contrapposizione con il padre, bensì voleva fare il pittore. Lo ha fatto per un certo periodo, poi non riuscendo a guadagnare abbastanza è diventato direttore della fotografia: il mestiere del padre. Come direttore della fotografia lo è stato per registi importanti: Freda, Francisi... film horror o mitologici. Poi ha iniziato a dirigere film. Ne ha fatti moltissimi. Bava aveva uno strano modo di raccontare perché non era un regista horror tradizionale. Era un regista capace di ironia ed umorismo... era molto simpatico, in certi momenti anche buffo. Poi era anche maestro dei trucchi e degli effetti: per me, ad esempio, ha curato tutti gli effetti speciali del film Inferno. Erano trucchi artigianali, non esisteva la CGI, pertanto utilizzava cristalli, proiezioni... lui fece tutti i trucchi di Inferno, e suo figlio era l'aiuto regista. E' stato molto bello lavorare con lui. Operazione Paura Un medico condotto di un paese si trova in una situazione misteriosa a causa dell'inspiagbile morte di diverse persone. E' film molto bello, ma anche cupo. La ragazza che sapeva troppo Un tipico giallo italiano, a cui ci siamo ispirati in tanti. Anch'io peraltro... Tim Burton quando, recentemente, venne a Roma ha detto che uno dei suoi maestri ispiratori era Mario Bava. Una giovane ragazza inglese, appassionata lettrice di gialli, arriva a Roma per trascorrere una vacanza. Alloggia vicino alla scalinata di Trinità dei Monti. Durante la notte, l'anziana signora che la ospita muore. Inizia così la storia del film. I vampiri In realtà diretto da Riccardo Freda, Bava ne cura trucchi e fotografia. Il film è ambientato a Parigi, ma è stato girato tutto a Roma. Con specchi e cristalli Bava lo trasporta idealmente a Parigi. Una ragazza viene recuperata nella Senna. L'autopsia rivela che la giovane è morta prima di finire in acqua. La storia è molto bella e tipica per Freda. La venere d'Illé Film girato per la televisione nel 1978, protagonista Daria Nicolodi, mia compagna per molti anni e protagonista di alcuni miei film. L'ultimo film diretto da Mario Bava, con la collaborazione del figlio Lamberto, è ambientato nella provincia francese, dove avviene il recupero di una statua di Venere, statua che ha una vita propria." Fonte: 100 pallottole d'Argento 01/02/2013
  • Homevideo Didda23 • 22/09/14 10:46
    Comunicazione esterna - 5713 interventi
    In uscita in bluray per la Arrow dal 17/11/2014 http://www.amazon.co.uk/Girl-Knew-Much-Format-Blu-ray/dp/B00NQ49WBU/ref=sr_1_5?s=dvd&ie=UTF8&qid=1411375377&sr=1-5
  • Homevideo Il Gobbo • 2/02/16 11:58
    Contratto a progetto - 772 interventi
    Blu-ray Arrow molto buono, con le due versioni del film
  • Homevideo Digital • 28/05/20 15:46
    Segretario - 3009 interventi
    Riesce per Sinister, in doppio dvd, dal 18/06/2020.