Parasite

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Gisaengchung
Anno: 2019
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 44
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La disinvoltura con cui gli orientali passano da un registro all'altro spezzando le loro storie d'improvviso per riavviarle e poi evolversi in modi ancor più sorprendenti lascia stupiti da sempre, per cui PARASITE s'inserisce in una tradizione ormai consolidata che in ogni caso, quando modulata su livelli così alti, continua a sbalordire. Tutta la prima parte, in cui il regista si sofferma a sottolineare la condizione di povertà in cui vive - in uno scantinato - la famiglia protagonista (madre, padre e i due figli), si diverte a svisare sull'onda del ritratto greve raffinatamente contrappuntato da una sottile vena ironica. Le cose, per i quattro, cambiano quando il figlio, grazie alla raccomandazione di un amico che parte all'estero per frequentare...Leggi tutto l'università, a questi si sostituisce come insegnante d'inglese d'una ricca ragazza che vive con i suoi e il fratellino nella meravigliosa villa progettata da un celebre architetto. La madre entra subito in sintonia col nuovo assunto il quale, non appena ne ha l'occasione, le consiglia, se vuole tentare di guarire gli evidenti problemi di adattabilità del più piccolo, di ingaggiare come psicologa... la propria sorella! Naturalmente lui la presenta come una semplice conoscente, assai richiesta per risolvere casi del genere e quest'ultima, a sua volta, si adopererà per far presto licenziare l'autista e far assumere, al suo posto, il padre! Lo scopo della famiglia più povera è insomma evidente: piazzarsi al completo in villa come lavoranti. Una truffa in piena regola; ben organizzata, assolutamente ingegnosa e incurante delle conseguenze procurate ai dipendenti licenziati. Fin qui la storia pare perseguire una sua logica semplice e impostata su toni da commedia, per quanto differenti nei tempi dai nostri, impreziosita da una fotografia magnifica e da una cura scenografica superiore, che meraviglia nelle riprese d'interno e negli esterni in egual misura. A questo punto però, dopo una cena in villa sui divani del salotto (i padroni son partiti per il campeggio) che celebra il raggiungimento dell'obiettivo da parte dalla famiglia di truffatori, ecco l'improvviso ribaltamento che cambia le carte in tavola aprendo al thriller e poi all'orrore vero e proprio, come se si desse il via a un film diverso eppure intimamente collegato al precedente. Sale la tensione, l'atmosfera s'incupisce e assistiamo a una seconda parte del tutto inattesa, ricca di sorprese e destinata a confluire in un lungo finale pirotecnico quanto delirante. Senza perdere di vista il gusto per la qualità nelle riprese, illuminate da una sofisticata ricerca d'immagine, Bong Joon-ho sfrutta espedienti classici del thriller per destabilizzare, sovrapporre e confondere tra loro i diversi registri narrativi. Si riconosce un divertito, inesausto desiderio di baloccarsi coi generi mantenendo dritta la barra imposta da un rigore formale straordinario, senza voler necessariamente individuare chissà quale profondità d'analisi sociale o particolari lezioni morali al di là di quelle evidenti. Il film ha una sua linearità stimabile, uno studio di azioni e reazioni molto semplice da decodificare, una brillante quanto facile giocosità che l'approccio altamente professionale, tecnicamente impeccabile, dissimula benissimo. Il susseguirsi di colpi di scena che deflagrano nel finale è la (pen)ultima tessera d'un mosaico complesso e suggestivo. L'accorciamento di qualche sequenza (quella citata in cui la famiglia al completo gozzoviglia in salotto, ad esempio, ma anche certi superflui break sentimentali) avrebbe aumentato l'incisività riducendo una durata per certi versi eccessiva, ma nel complesso si avverte una piacevole armonia di fondo che regala inaspettata omogeneità al risultato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/08/19 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/11/19
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Kinodrop 9/11/19 19:59 - 1461 commenti

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Lo scandalo della disuguaglianza sociale visto attraverso l'intrecciarsi di due famiglie diametralmente opposte per ceto e possibilità. Una tragedia strutturalmente stratificata dal realistico all'ironico, ma sempre più tesa verso il drammatico e spiazzante finale. Eccellente regia, grande cura dell'insieme e dei dettagli, che sfrutta la dialettica degli opposti in modo geometrico ma fluido, senza mai un cedimento al banale e con il contributo straordinario di un cast affiatato e convinto. La riconferma di un cinema preservato nel suo linguaggio.
MEMORABILE: La villa e i sobborghi di Seul; La rete parentale; L'odore dei poveri; Il bunker; Il rientro improvviso e come scarafaggi gli intrusi si nascondono.

Daniela 27/08/19 10:44 - 9214 commenti

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La famiglia Ki-Taek campa in uno scantinato sudicio grazie all'arte di arrangiarsi, quella di Mr. Park vive lussuosamente in una splendida villa, servita e riverita. La prima riesce ad infiltrarsi con l'inganno nella vita dell'altra, ma i poveri hanno un "odore" che i ricchi imparano a riconoscere fin da piccoli... Al rientro in patria, il regista firma una ilare (prima) e feroce (poi) parabola sulle barriere di classe in perfetto equilibrio fra commedia nera e dramma senza sconti. Capolavoro di grande eleganza figurativa, riesce a sorprendere dalla prima all'ultima sequenza.
MEMORABILE: "Non è ricca ma gentile. E'gentile perché ricca"; La corsa di notte sotto la pioggia battente; L'odore dei poveri

Cinecologo 9/09/19 21:39 - 40 commenti

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Una tragedia che, in senso classico, potrebbe semplicisticamente essere letta anche tramite le due categorie della hybris e della nemesi. Ma qui si va oltre, perché nel mondo presente - lo esplica chiaramente il sempre bravissimo Song Kang-ho nel discorso tra gli sfollati in palestra - l'individuo (in questo caso la questione è però classista) è ontologicamente destinato all'impossibilità di un qualunque orizzonte prospettico, al di là, dunque, dei limiti della propria physis (o di un qualche nomos): "Sai che tipo di piano non fallisce mai? Nessun piano".
MEMORABILE: Il ragazzo che, alla finestra, osservando il mondo intorno, domanda: "Sto bene qui?, sto bene in questo contesto?"

Cotola 28/09/19 12:05 - 7456 commenti

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Bong torna a volare altissimo dopo due pellicole non del tutto riuscite. Qui mette in scena la più classica delle "lotte": quella tra diverse classi sociali. E se per certi versi mi ha ricordato il capolavoro di Losey, dall'altro poi la pellicola si apre a strade diverse e sorprendenti coinvolgendo lo spettatore per tutta la sua durata. Così come sorprende piacevolmente che ci siano ancora registi che sanno regalarci immagini di tale cura e bellezza visiva in cui nulla, ma proprio nulla (solo per fare un esempio: la disposizione degli oggetti) è lasciato al caso. Grazie!

Rufus68 7/11/19 00:50 - 3050 commenti

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Scene di lotta di classe a Seul. I pezzenti coreani, come i Morlock di Wells, vivono rintanati nel sottosuolo (i bassifondi, il seminterrato) da dove emergono per succhiare, quali parassiti, il midollo degli eletti (che sono o stupidi o arroganti, ma vincenti). Non tutti i piani vanno per il verso giusto, come confessa il protagonista e il destino dei poveri consiste solo nella vana speranza e nel cannibalismo fra di essi. Apologo preciso e impeccabile nel suo svolgimento da commedia nera, seppur un po' freddo. Attori mostruosamente bravi.

Myvincent 11/11/19 07:43 - 2522 commenti

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Uomini-topo si muovono rapaci nelle viscere di una specie di baraccopoli, in attesa che un futuro migliore possa arrivare da un momento all'altro e inventandosi una vita accettabile. Il film inizia come una commedia dolce/amara (non priva di humour), poi si trasforma in un dramma, omaggiando addirittura il modo di fare horror del cinema coreano. Nell'insieme una potente opera politica contro le disuguaglianze sociali ed economiche che sempre più imperano ovunque in questo nuovo millennio. Assolutamente da non perdere!
MEMORABILE: L'alluvione descritta così realisticamente e le conseguenze disastrose sul quartiere povero della disgraziata famiglia.

Il ferrini 9/11/19 10:03 - 1665 commenti

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Divertente black comedy che mette splendidamente in scena uno dei temi preferiti del regista: la lotta di classe. Qui però, a differenza del "treno" i cattivi sono i poveri. Grande cura nella regia e ottime le interpretazioni, soprattutto quella della padrona di casa. La villa e i suoi "piani" sono chiaramente paradigma della società e sentire "In ginocchio da te" di Gianni Morandi in un film coreano è davvero spiazzante. Grande ritmo, qualche perdonabile incongruenza. Ottimo.

Mtine 10/11/19 10:28 - 224 commenti

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Grande cinema asiatico, che riesce a dimostrarsi più avanti coi tempi e maturo di un certo cinema occidentale. Parasite è, più che un thriller, una commedia, un dramma o un horror, un film politico, che non teme di virare nel grottesco per riuscire a estrinsecare tutto il proprio assunto di base, né si fa scrupoli nell'utilizzare gli stilemi del cinema di genere per superarli e sublimarli in un film non per tutti i palati, ma godibilissimo. C'è qualche momento di stanca e un finale in diminuendo, ma Parasite è un film che farà epoca.
MEMORABILE: Parassitare il Wi-Fi, venendo parassitati dagli insetti; Il sotterraneo; Il "momento Morandi".

Rambo90 12/11/19 04:47 - 6317 commenti

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Parabola feroce che sa destreggiarsi benissimo tra humor cinico e pura tragedia, che la sceneggiatura abile fa montare a piccole dosi. Una regia attentissima, che gestendo al meglio le poche location mostrate (non servono più di una villa e un seminterrato per rendere bene il concetto alla base) ci trasporta in una vicenda dolorosa e comica allo stesso tempo. Interpreti scelti molto bene, una lunghezza che non pesa perché il tutto coinvolge fino a un finale a dir poco amaro. Bene anche la colonna sonora. Da non perdere.

Fedeerra 15/11/19 06:11 - 404 commenti

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Le immagini nitidamente stragliate degli interni delle abitazioni dominano l’intero film (un lungo inseguimento culturale tra classi sociali), mentre i volti di ogni singolo personaggio raccontano una storia differente. Il climax che oscilla fra il grottesco e l’horror (anche il sangue vuole dirci qualcosa) è perfettamente calibrato dalla solida regia di Boong Joon-Ho, che con quest’opera ci regala un film immenso e indimenticabile. Menzione speciale per l’interpretazione di Cho Yeo-jeong, che riesce a esprimersi anche solo con uno sguardo.

Puppigallo 17/11/19 01:07 - 4497 commenti

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Grande esempio di tragicommedia, dove l'arte del camuflage è espressa all'ennesima potenza dai camaleontici protagonisti (si adattano, diventando un tutt'uno col nuovo, ricco ambiente). Un travestimento perfetto, se non fosse per quell'odore e, soprattutto, per ciò che non si può davvero prevedere. Proprio come il camaleonte, anche la pellicola muta, con lo scorrere del tempo, adattandosi agli impostori (ingegnosi, ironici, stucchevoli nelle pause e pronti a tutto per non perdere i privilegi). Difficile parteggiare per qualcuno, o condannare completamente anche la reazione più violenta.
MEMORABILE: Lo splendido giardino, con prato e cintura di piante a incorniciarlo; La figura del padre della famiglia povera, con viso difficile da scordare.

Xamini 17/11/19 22:55 - 1000 commenti

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Si potesse fare il sunto di un grande esempio di cinema, nella locandina starebbe tutto il film. Ma persino sulla lunghezza dell'intera opera, la precisione, la pulizia, in sostanza la tecnica di Bong Joon-ho non cedono di un millimetro e vediamo evolvere questa critica sociale (in cui domina l'elemento scenico della scala) da commedia a thriller nella più totale omogeneità. Si tratta di un lavoro di grande spessore, che rimarrà nei ricordi di molti.
MEMORABILE: Le inquadrature; i colori; la prima e l'ultima, a definire una circolarità

Bubobubo 3/12/19 11:53 - 1183 commenti

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Pecunia non olet, ma i proprietari di quella pecunia sì: il turbocapitalismo di chi costringe le proprie esistenze in bolle atemporali è regolato da rigorosi criteri olfattivi. Borghesi meschini e poveracci piccoli piccoli, la cui unica ambizione è risalire dalle fogne e decapitare il potere per sostituirlo con la loro testa: un circolo vizioso di tutti contro tutti da cui non se ne esce, se non con un patto di sangue. Bong affila le armi su una critica sociale che, tra sprazzi di umorismo nero e vampe splatter, perde quota solo nel finale.
MEMORABILE: Il "segreto" della vecchia governante; L'odore dei poveri; Al cellulare mentre le fogne tracimano e invadono lo scantinato.

Capannelle 8/12/19 01:28 - 3700 commenti

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Un pezzo di bravura che mescola sapientemente diversi generi e srotola per tutto il film una metafora sociale non banale e un gioco delle parti che rende emozionante il procedere degli eventi. Durata che non si sente per la regia attenta e per quel filo di grottesco che tanto riesce bene al regista. Perfettamente funzionali le ambientazioni e il contributo del cast, capitanato da Song Kang-Ho ma dove tutti gli attori sono collocati al giusto posto. Qualche esagerazione nell'epilogo.

Nicola81 30/04/20 23:35 - 1925 commenti

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Commedia al vetriolo che come da consuetudine per il cinema coreano tocca più registri, spaziando dal grottesco al thriller. Una lotta di classe senza vinti né vincitori e tutto sommato anche senza buoni né cattivi e che per questo avrebbe potuto meritare un epilogo ancora più nero. Nella sua genialità la sceneggiatura non è sempre impeccabile (i ricconi si fanno abbindolare con eccessiva facilità), ma resta un grande esempio di cinema, di cui si è giustamente accorta anche Hollywood. Ottimi interpreti; e poi si sente anche Gianni Morandi...

Ryo 20/02/20 16:52 - 2169 commenti

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Film che fa attraversare molteplici stati emotivi diversi durante i suoi 132 minuti di durata e lo fa senza risultare incoerente. Parti del film sono esilaranti, altre davvero strazianti. Altre ancora invece sono follemente ricche di suspense. Stimolante, meravigliosamente diretto e incredibilmente recitato da ogni singolo membro del cast. La quantità di conflitti, drammi e tensioni derivati da una narrazione senza antagonisti chiari è sconcertante. Tutti sono amabili e tutti sono odiabili.

Lou 15/12/19 12:38 - 940 commenti

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Lotta di classe in stile coreano ma con contaminazioni occidentali e richiami al pulp tarantiniano. I reietti che vivono nei bassifondi si ingegnano per intrufolarsi con l’inganno nella vita dei ricchi, ingenui e schiavi delle loro ovattate comodità. Le conseguenze non potranno che rivelarsi drammatiche. Il soggetto è molto articolato, con un crescendo di tensione sorprendente e incalzante. Una metafora potente, pur se ampiamente inverosimile, per un messaggio di grande efficacia.

Lebannen9_ 15/12/19 15:05 - 29 commenti

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L'ultimo film di Bong Joon-ho proietta i cortocircuiti sociali di un paese, come la Corea del sud, dove le disuguaglianze sono sempre più marcate. Una "black comedy" in cui il povero ha come nemico il povero - in una lotta machiavellica - mentre il ricco, che non manca di quella tipica ingenuità snob, è al più un pollo da spennare. L'ottima regia rende perfettamente il senso di disillusione dei protagonisti nel tentativo di migliorare la loro vita; una storia di sconfitti, senza vincitori. Recitazione altalenante.
MEMORABILE: "I Park non sono ricchi, ma gentili; Sono gentili perché sono ricchi".

Didda23 27/12/19 14:49 - 2282 commenti

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Indubbiamente un buon film, soprattutto per l'originalità del soggetto e per la più che dignitosa messa in scena. La sceneggiatura non esalta soprattutto per l'assenza di coraggio nel dipingere i poveri davvero come parassiti e i ricchi come agnelli sacrificali (la figura del padre di famiglia che umilia l'autista durante la festa). Nel mentre tante idee non sempre condotte perfettamente, con l'imperdonabile (per opere di questo tipo) errore di rendere totalmente inverosimile la vicenda (nel 2019, con Internet, fai entrare in casa una pletora di sconosciuti senza un minimo informarti)...
MEMORABILE: Lo scantinato dei poveri; Il repentino ritorno dal campeggio; Il forte acquazzone.

Deepred89 7/01/20 00:35 - 3268 commenti

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Al di là del livello figurativo, professionale ma, checché se ne dica, assolutamente nella media di una produzione professionale sud-coreana, il celebrato lavoro di Bong colpisce positivamente per la sua ricchezza narrativa e per la sua credibilità (pur con forzature tutt'altro che impercettibili) e schiettezza nella descrizione delle tecniche di parassitismo tipiche di certi ceti sociali. Almeno finché, nel pur ben realizzato finale, il grottesco non sfocia nel patetico lasciando il posto a una ruffiana e inappagante amnistia morale. Buon cast.
MEMORABILE: I vari livelli di parassitismo, non appena i ricchi escono di casa.

Gabigol 22/01/20 00:43 - 411 commenti

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A prescindere dalla confezione ineccepibile, questa pellicola sudcoreana ha il merito di proporre la lotta di classe attraverso uno sguardo ironico - il taglio grottesco da commedia nera - e al contempo spietato. Nessuna emancipazione: i ricchi restano annoiati e passivi a ogni stimolo; i poveri si insediano nella sovrastruttura dei ceti più abbienti e parassitano tutto e di più, senza trovare riscatto in società (il finale è emblematico). Cast titanico e direzione registica di livello. Tra i migliori film del 2019, senza dubbio.
MEMORABILE: Allontanare la governante; La cena da insediati; L'alluvione; Il seminterrato; Il discorso nella palestra (avere un piano); La festa; Il finale.

Magi94 5/02/20 21:11 - 656 commenti

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Lotta di classe in una società postmoderna che, mancando una visione globale che la possa giustificare, sfocia in uno squallido gioco sottobanco di parassiti che cercano di rubacchiare agli altri un piccolo spazio confortevole per stare al mondo. Nel film muore quindi ogni etica, ogni ideale, ogni spirito di solidarietà che esca dal guscio famigliare, diventato un rifugio di individualismo tribale. Per due ore la tensione non cala, qualcosa di brutto deve succedere e l'inevitabile viene procrastinato fino allo spietato finale. Eccezionale.

Medicinema 10/02/20 01:15 - 89 commenti

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Da annoverare fra i più recenti gioielli del cinema. Ad eccezione di una primissima parte un po' farraginosa, il film si dipana poi elegante come velluto, mostrando le sue chiare metafore: il dolore per i sogni infranti, le ingiustizie, l'affrontare l'inspiegabilità della vita. Prove attoriali superbe, regia e inquadrature curate nel minimo dettaglio, quasi maniacali, splendido uso della luce, colonna sonora mai invadente. Più di due ore di grande cinema.
MEMORABILE: I quattro ubriachi; L'odore dei poveri.

Gestarsh99 12/02/20 16:30 - 1314 commenti

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Scene di lotta di classe alla Bong Joon-ho. Se forma, tecnica e stile si ergono a lussuosa palizzata d'una serie di situazioni che coinvolgono e incuriosiscono lasciando con l'acquolina in attesa di ogni singola mossa successiva (perlomeno fino a 3/4 di film), non altrettanto vale per il metaforismo retorico e il teorema di fondo che vorrebbero moraleggiare in calce, così smaccatamente puerili, strafritti e coperti di ragnatele da far implodere e disintegrare tutta la parte finale dell'opera. Col cinema sudcoreano, la sopravvalutazione è sempre un'arma a doppia lama con cui è facile tagliarsi.
MEMORABILE: La catena di raccomandazioni e assunzioni truffaldine (forse debitrice verso l'arte di arrangiarsi partenopea esaltata dal cinema italiano d'antan?).

124c 17/02/20 01:55 - 2762 commenti

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Una famiglia di truffatori, che abita in uno scantinato, cerca di campare alla giornata. La grande svolta sembra arrivare quando dei ricconi, che abitano in una villa sontuosa, cercano un insegnante d'inglese per la figlia. Commedia nera coreana che sterza nel dramma e nell'horror domestico con un finale adeguato alla trama. Ottima la prova del cast, inaspettata la canzone di Gianni Morandi che parte nel bel mezzo di un grosso colpo di scena. Quattro Oscar davvero meritati.

Bruce 17/02/20 11:29 - 1002 commenti

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Forte e originale. Parte in un modo e diventa ben altro. Tanti i livelli di possibile lettura e le metafore. Di fondo, come in Joker, vi è una critica tremenda dell'attuale situazione sociale contraddistinta dall'esistenza di un divario tale, tra le masse disoccupate e disperate che sopravvivono nel degrado e i pochi ricchi che vivono nel lusso, da giustificare l'esplosione della violenza. Ma vi è molto altro: il tono da commedia, la tensione crescente, la solidarietà familiare, la miseria della condizione umana capace di tutto per sopravvivere.
MEMORABILE: Il miglior piano è quello di non avere un piano.

Gippal 17/02/20 16:27 - 82 commenti

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Un'immensa satira politica e culturale che marchia il pubblico con il suo meticoloso simbolismo. Un film con una profondità emotiva che emerge in modi nascosti e subdoli, come una cicatrice inferta durante il sonno. Una satira finemente e intelligentemente scritta, in cui l'esistenza parassitaria di parte del popolo si scontra con il risentimento del proletariato e con la falsa coscienza che lo sostiene.

Jdelarge 19/02/20 19:23 - 847 commenti

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Un ottimo film contraddistinto da una regia sapiente e da una sceneggiatura di altissimo livello. Tutti i personaggi sono descritti accuratamente, sia per le azioni che compiono che per la caratterizzazione estetica che li contraddistingue (fantastico il confronto tra i padri di famiglia agghindati come dei capi tribù). La storia è avvincente, anche se il registro comico a volte supera il limite del grottesco suscitando più il fastidio che il riso. Grandissima prova di tutti gli attori, molto bello e coerente il finale.

Taxius 20/02/20 11:43 - 1643 commenti

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Una famiglia povera, sporca e puzzolente in modo truffaldino si insinua nella casa di una famiglia ricca, pulita e profumata, vivendo loro alle spalle come dei veri e propri parassiti; ma non tutto è quel che sembra. Bong John-ho mette in piedi un film sulla lotta di classe unico e geniale, capace di racchiudere in sé il dramma, il thriller e la commedia nera. Quello che stupisce è la costruzione narrativa: la storia ha diversi e improvvisi cambi di rotta che ne cambiano totalmente il senso. Un film praticamente perfetto.

Urraghe 23/02/20 22:52 - 66 commenti

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Trama indescrivibile: inizia come una commedia, diviene grottesca, arriva al dramma per finire nell’horror ma… i poveri puzzano e i ricchi ne riconoscono l’odore. Bong Joon-ho non descrive le classi sociali ma la legittima cattiveria della povertà disinteressandosi dei cosiddetti ricchi, trasformandoli in comparse per raccontare come la vita si possa ridurre a una farsa. Fotografia fluida, bravi gli attori; il ritmo regge nonostante la durata. Brutti, sporchi e cattivi quarant'anni dopo in Corea del Sud con contorno di ravanelli rancidi.
MEMORABILE: La scena con Gianni Morandi in sottofondo; La stanza da bagno nell'abitazione "povera" con il suo water in alto e unico punto con WiFi.

Hackett 23/03/20 12:27 - 1721 commenti

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Bong Joon-ho ci parla della lotta di classe nel suo paese (ma è lo specchio della società intera), tra false comprensioni e forzate alleanze. Ci parla della sua società mettendo a confronto/scontro due realtà opposte, creando un cambio di ruoli che inizia come la più lieve delle commedie e finisce in una tragedia intrisa di rancori mai sopiti. Grande gusto cinematografico, preziosi giochi di inquadratura. Ottimo film.

Mickes2 10/04/20 21:50 - 1668 commenti

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Scontro senza soluzione di continuità tra il povero e il ricco: da una parte il darsi per vinto che sfocia in frustrazione e istinto alla furbizia, alla sopraffazione sopra ogni cosa; dall’altra un incantesimo: il cieco candore della tranquillità, il cullarsi su un letto di gentilezza. Il maestro sudcoreano si addentra nelle dinamiche di classe sventagliando ciò che ha di meglio: regia super lusso, gusto dell’assurdo, alternanza tra humour nero e dramma, grottesco e parossismo. Lontani, molto lontani dall'immensità di Memorie di un assassino, ma buon film.

Decimamusa 20/04/20 11:13 - 81 commenti

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Se le spaccature sociali diventano una condizione naturale, il riscatto non può essere affidato che al sogno: il reietto è destinato a tornare “scarafaggio”, uscendo di nascosto dalla tana per cibarsi. Film profondo e insieme lieve, incardinato su una serie di decisive antinomie che danno spessore e ritmo al racconto: da quella fondamentale povertà/ricchezza a quelle che ne derivano, come basso/alto, buio/luminoso, puzza/profumo. La commistione dei registri – ironico, tragico, grottesco, splatter – funziona, grazie a una sceneggiatura geniale.

Jandileida 8/05/20 08:38 - 1247 commenti

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L'eterna disfida tra classi viene qui immersa in una salsa comoposta da humor nero, una spolverata di cinismo e un gusto raro per l'inquadratura. Non tutto si amalgama però alla perfezione (manca un po' di ritmo e qualche passaggio è troppo esplicitamente comandato dall'alto) e le arguzie umoristiche sudcoreane rimangono, per noi vecchi europei, diciamocelo, un po'ostiche. Per fortuna ci sono dei bravi attori e alcuni momenti molto riusciti che permettono una visione soddisfacente; accostamenti piuttosto impegnativi con il passato paiono però eccessivi.
MEMORABILE: E all'improvviso si sente Gianni Morandi.

Piero68 8/05/20 12:09 - 2754 commenti

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Sorprendente film coreano che stupisce sia per la qualità della sceneggiatura che di fotografia e regia. Parabola di una famiglia del sottoproletariato ma con molte frecce al loro arco. E con una morale indirizzata al resto del mondo. Poveri sì, ma con tanta cultura alle spalle e intraprendenza da fare invidia a chiunque. Soprattutto, magari, a quella parte di popolazione occidentale che per il lavoro conta più sullo Stato che non su se stessa. Più grottesco che commedia, ha purtroppo un finale non in linea con le aspettative.
MEMORABILE: La magnifica e - perchè no? - eccitante scena di petting sul divano tra moglie e marito.

Enzus79 10/05/20 17:56 - 1759 commenti

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Sorta di parabola sulle differenze di classe fra ricchi e poveri. Storia convincente e molto coinvolgente, scritta intelligentemente e anche ironica, permette che l'interesse resti sempre "acceso" nonostante il finale piuttosto telefonato. Non siamo difronte a un capolavoro, ma a un film semplicemente sorprendente. L'Oscar al miglior film pare eccessivo.

Thedude94 9/05/20 19:19 - 538 commenti

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Bong Joon-ho entra prepotentemente nell'ambiente cinematografico internazionale e americano con quest'opera perfetta da un punto di vista tecnico e che vede una storia fondata prevalentemente sul conflitto tra classi sociali. Il cast è davvero ben diretto e le due famiglie sono caratterizzate splendidamente in tutti i particolari. La regia sfiora la perfezione, così come la fotografia e le scenografie, fondamentali per rimarcare la provenienza di ogni singolo personaggio. Peccato per gli ultimi 15 minuti di "spiegone" superfluo.

Belfagor 17/05/20 17:17 - 2621 commenti

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Famiglia di sottoproletari si infiltra progressivamente al servizio in una borghese, ma il loro odore li perseguita come un marchio d'infamia in quel nuovo mondo lussuoso. Chi è il vero parassita? Il regista ci pone la domanda partendo da un assunto quasi comico, con la catena di raccomandazioni che funziona fin troppo bene, per poi sbriciolare l'illusione di una possibile convivenza (per quanto menzognera) in un finale quasi irreale ma di grande impatto; il tutto con una cura formale che rende ogni scena un piccolo quadro. Capolavoro.
MEMORABILE: "In ginocchio da te" a sorpresa; "Non è ricca ma gentile, è gentile perché è ricca"; Il ritorno a casa durante l'alluvione.

Nando 22/05/20 15:11 - 3458 commenti

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Pluripremiata pellicola coreana che evidenzia il contrasto sociale tra i ceti mostrando una cinica ironia con momenti di intensa drammaticità. Lo sviluppo narrativo, talvolta, è imprevedibile e coinvolge con passione lo spettatore nonostante le oltre due ore di programmazione. Finale pirotecnico con lieve speranza finale. Ottimo il cast e un plauso alla regia.

Galbo 22/05/20 20:33 - 11343 commenti

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Bong Joon-ho realizza un film impeccabile stilisticamente e profondo nei contenuti. L'aspetto visivo è appagante, le inquadrature e i movimenti di macchina sono quelli di un maestro del cinema (più che mai meritato l'Oscar alla regia). Il cambio di passo da un genere brillante/farsesco ad uno fortemente drammatico è fluido e senza strappi, per merito di una sceneggiatura che non ha punti deboli. Magnifica la prova corale del cast. Il meglio del cinema orientale contemporaneo.

Paulaster 28/05/20 10:54 - 2731 commenti

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Membri di una famiglia indigente riescono con l'inganno a farsi assumere da un'altra di ricchi. Ben congegnato lo scaltro sistema per entrare man mano nella casa, anche se la sprovvedutezza dei proprietari è eccessiva (soprattutto della moglie). Quando i guai iniziano ad arrivare manca la vera crudeltà e l'efferatezza sembra solo funzionale allo spettacolo. Qualche discreta idea registica sparsa, come i riferimenti di matrice politica. Il regista si schiera coi maleodoranti poveracci e sembra assolverli dalla loro condizione di miseria, anche morale.
MEMORABILE: La peluria della pesca; L'allagamento del quartiere; Inverosimile quando sono tutti sotto il tavolo; La lama al contrario.

Muttl19741 10/06/20 13:55 - 103 commenti

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Storia con un soggetto straordinario, unico, il vero cardine del film, resa sullo schermo con una tecnica e una ricchezza espressiva sublimi (a riguardo l'allagamento del quartiere dei protagonisti è scenograficamente sbalorditivo ), veicolata attraverso attori eccezionali, autori di prove memorabili, singole e corali , che ci guidano nell'odiarli da principio per poi ribaltare i punti di vista, accettare parte delle loro ragioni e seguirli fino all'epilogo risolutore. Tutti strameritati i premi ottenuti.

Dzekobsc16 7/07/20 11:53 - 18 commenti

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Spettacolo puro. Non ci sono altre parole per definire Parasite, un giallo che è anche una commedia, un film drammatico che sfocia nell'horror. Bong Joon-ho trova una perfetta quadratura del cerchio e regala allo spettatore due ore di assoluta classe cinematografica. I 5 pallini non arrivano solo per qualche lunghezza di troppo in alcune fasi, ma l'insieme è spettacolare, con una colonna sonora che spazia dalla classica a Gianni Morandi; bravi gli attori, su tutti la sorella arrivista e approfittatrice, fotografia e location fantastiche. Imperdibile.
MEMORABILE: La rissa nel soggiorno della grande villa sulle note di "In ginocchio da te" di Gianni Morandi.

Camibella 15/07/20 00:34 - 97 commenti

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Con un piano strategico un'umile famiglia si insinua a casa di un'altra ricca ma ben presto il destino prenderà il sopravvento. Film diviso in due parti dal regista sudcoreano Joon-ho che inizia con un incedere che strizza l'occhio alla farsa e all'ironia ma che, dopo un crescendo di colpi di scena, finisce in maniera decisamente più drammatica e violenta. Geniale certo, soprattutto nel modo in cui il regista sceglie di lavorare, servendosi di un'ottima fotografia che ben contrasta gli ambienti sudici con quelli sfarzosi e anche nel passare con scioltezza da un registro all'altro. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 29/09/19 21:07
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    Cinecologo ebbe a dire:
    Oddio, bel film eh, ma capolavoro assoluto no dai, Daniela non esageriamo. Personalmente, per es., lo trovo un gradino o due sotto Burning (per citarne un'altro coreano recentissimo). Ciò detto, a mio parere il cinema asiatico ultimamente sta comunque decisamente facendo mangiare la polvere a quello occidentale

    Scusa il ritardo, ho letto solo ora il tuo post. Non posso che confermare i rispettivi giudizi: Burning è un gran bel film, ma questo Parasite è un capolavoro.
    Al primo posso rimproverare una "poeticità" talvolta troppo insistita, al secondo... proprio nulla, tanto cristallina è la parabola e maniacalmente curata la messa in scena.
  • Discussione Cinecologo • 7/10/19 21:06
    Galoppino - 19 interventi
    sì hai perfettamente ragione sul "maniacalmente curata la messa in scena". forse questo che per te è un pregio per me non lo è, l'ho avvertita a tal punto misurata che mi è risultata un pelo artificiosa. sul discorso della portata poetica di Burning devo ammettere che io ho un debole per la capacità, prettamente asiatica, di donare poesia ad ogni film (a livelli che noi occidentali riusciamo molto difficilmente a raggiungere). In sostanza quello che tu "rimproveri" è proprio ciò che io apprezzo, e viceversa... Se non ricordo male, però, su Kotoko i nostri pareri convergono, e lì la poesia è assai potente eh...
  • Discussione Il ferrini • 12/11/19 11:22
    Portaborse - 76 interventi
    Chi di voi ha notato che il padre, appena assunto come autista, in macchina sostiene di essere single e poi invece dice di essersi scattato un selfie in ospedale per mandarlo alla moglie?
  • Discussione Daniela • 12/11/19 12:24
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    Il ferrini ebbe a dire:
    Chi di voi ha notato che il padre, appena assunto come autista, in macchina sostiene di essere single e poi invece dice di essersi scattato un selfie in ospedale per mandarlo alla moglie?

    mi pare una contraddizione in linea con il carattere arruffone e maldestro del personaggio: riesce a simulare di essere un autista professionale provetto (vedi la sequenza in cui il padrone tiene un mano un bicchiere pieno di liquido, osservando cosa avviene durante le curve) ma non a simularne l'atteggiamento distaccato ed imperturbabile: non riesce cioè a "mantenere le distanze", come gli viene rimproverato in più occasioni.
  • Discussione Daniela • 6/01/20 18:05
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    Golden Globe come miglior film straniero.
  • Discussione Didda23 • 14/01/20 10:42
    Comunicazione esterna - 5712 interventi
    Segnalo che visto l'ottimo riscontro di candidature agli Oscar, Lucky Red farà riuscire il film al cinema il 6 febbraio
  • Curiosità Cotola • 10/02/20 02:44
    Consigliere avanzato - 3617 interventi
    Oscar 2020 per la sceneggiatura originale.
    Oscar 2020 per il miglior film straniero (il primo film sudcoreano a ricevere una nomination).
    Oscar 2020 per la miglior regia (clamoroso!!!).
    Oscar 2020 per il miglior film.

    Non era mai accaduto che un film di lingua non inglese vincesse un Oscar per il miglior film.
  • Discussione Daniela • 10/02/20 09:24
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    Trionfo!!!

    Contro tutte le previsioni, un film in lingua non anglosassone PARLATO vince l'Oscar per il miglior film e porta a casa altre tre statuette: migliore regia, migliore sceneggiatura originale e miglior film straniero.
    Lasciamo pure da parte ogni considerazione di natura estetica, dato che l'assegnazione degli Oscar non sempre ha premiato l'eccellenza, anche se qui siamo ai massimi livelli: questi riconoscimenti hanno un importanza notevole per i loro riflessi sul mercato e fanno sperare in una distribuzione meno miope a livello mondiale, il nostro paese compreso, cosa che non può che rallegrare tutti i cinefili.

    PS: Ho specificato PARLATO perché The Artist era un film francese, ma muto...
    Ultima modifica: 10/02/20 10:09 da Daniela
  • Discussione Daniela • 12/02/20 11:33
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    Notizia di cui non so se rallegrarmi o meno: dopo il trionfo della notte degli Oscar sembra confermata la decisione della HBO di produrre una mini serie tv della durata di sei ore ispirata al film.
    Ancora non si sa se si tratterà di un remale o di uno spin-off oppure se sarà ingaggiato almeno in parte il cast originale. E' invece certo il coinvolgimento del regista ed anche che verrà girata in lingua inglese per aggirare il problema dei sottotitoli, poco amati dal pubblico statunitense.

    Bah, sono curiosa ovviamente ma d'altra parte Parasite mi sembra un'opera tanto perfetta ed auto-conclusiva da non aver alcun bisogno di "estensioni" né tanto meno di essere rifatta in maniera più estesa.

    Altre notizie qui:
    https://www.comingsoon.it/serietv/news/parasite-tutto-quello-che-sappiamo-della-serie-tv-di-bong-joon-ho-per-hbo/n100611/
    Ultima modifica: 12/02/20 11:33 da Daniela
  • Curiosità Siska80 • 22/02/20 12:13
    Fotocopista - 302 interventi
    Il regista si è in parte ispirato alla propria vita per Parasite. Anche lui infatti, da giovane, ha lavorato come tutor presso una famiglia facoltosa. Una situazione che gli ha consentito di entrare in casa loro, osservando la quotidianità di quelli che di fatto erano sconosciuti. È un po’ come avere una telecamera nascosta. Tutti davano per scontata la sua presenza dopo un po’, agendo come se non ci fosse un estraneo lì. Era un po’ come spiarli, ha confessato.

    Fonte: https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2020/01/14/parasite-film.html