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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

All’ondata thriller italiana il solerte Umberto Lenzi si accoda col suo personale "remake" del classico di Siodmak LA SCALA A CHIOCCIOLA. Ecco allora Carrol Baker nella parte di Martha, una ragazza muta attorno alla quale si snoda la vicenda di un misterioso serial killer che uccide tutte le presenze femminili della villa in cui la protagonista vive. Girato con la consueta sgargiante fotografia Anni Settanta e gli attori da sempre presenza fissa dei thriller italiani di quel periodo, IL COLTELLO DI GHIACCIO non brilla per la particolare felicità delle intuizioni né per la realizzazione. Davvero troppe le incongruenze con cui Lenzi condisce la sceneggiatura col solo scopo di...Leggi tutto sviare i sospetti dello spettatore dal vero colpevole (usanza peraltro comune alla maggior parte dei “whodunit” italiani: il colpevole è sempre il meno sospettabile). Stranamente Lenzi non indugia sui particolari sanguinolenti cercando di creare un thriller di classe superiore: operazione fallita, anche perché non basta far credere allo spettatore più cinefilo di assistere a un rifacimento parziale de LA SCALA A CHIOCCIOLA spiazzandolo con l'inatteso (per modo di dire) colpo di scena finale per assicurarsene la stima. In definitiva di film come IL COLTELLO DI GHIACCIO nell'Italia degli Anni Settanta ne sono stati girati a bizzeffe (lo stesso Lenzi ne ha diretti almeno una decina) e per emergere sarebbe stato necessario trovare qualche novità. La scelta di un criptoremake (seppur modificato) la dice lunga sull'ispirazione di Lenzi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Homesick 19/02/07 17:48 - 5737 commenti

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Ispirandosi a La scala a chiocciola per alcune idee di base, Lenzi costruisce una storia personale e rinuncia ai cliché dei gialli contemporanei (sangue e sesso) che tuttavia si ripercuotono negativamente sulla tensione, quasi del tutto assente; poco si ottiene anche dalla messinscena finale, perché chi ha fatto indigestione di gialli saprà intuire il colpevole fin dall’inizio. Dalla muta Baker al red herring Fajardo gli interpreti sono seri e professionali, ma non fanno nulla di memorabile e non riescono a porre rimedio alla debolezza del film.
MEMORABILE: La corrida ripresa e mostrata più volte in tutta la sua crudeltà: il film meritrebbe la bocciatura solo per questo.

Deepred89 10/04/07 13:47 - 3332 commenti

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Gialletto italiano appena passabile. Sceneggiatura lenta e poco interessante che si chiude con un finale tanto imprevedibile quanto disonesto. Non male regia e fotografia, che soprattutto grazie all'ambientazione nebbiosa riescono a creare una discreta atmosfera. Brava Carrol Baker, così così gli altri. Discrete ma poco adatte le musiche.

Undying 17/04/07 23:19 - 3837 commenti

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Un Lenzi suggestivo, che invece di ricorrere alle (spesso facili) sequenze d'effetto, imposta la vicenda sul piano psicologico (come poi farà con Spasmo) utilizzando l'ottima performance di Carroll Baker, attrice feticcio del regista sin dalla fase dei sexy-thriller (Orgasmo, Paranoia, Così dolce... così perversa). Buona la sceneggiatura, avvalorata da raffinati dialoghi. Il giallo è un meccanismo contorto, come suggerisce un finale davvero inatteso e che sembra collegare questo film alla Lucertola con la pelle di donna. Intrigante.

B. Legnani 22/04/07 19:30 - 4838 commenti

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Bakeriano e statico (con colpo di reni finale). All’inizio lei va in stazione, i treni la sfiorano e noi la vediamo di schiena: momento da Hitchcock. Se la trama perde colpi si resta lì a rimirarla. La mdp l’accompagna ruffiana, immersa nella luce. Cast divertente: Scott pesce lesso, Fajardo ingessato in due espressioni, ma la Monelli arrivava dall’Albergo Galba de Il segno del comando e la Galli-Stewart è interessante, col volto così poco padano, quasi fiammingo. Sportelli fa il capostazione, la Mancini è la libraia e la Gallotti fa la colf.

Cotola 11/01/09 18:07 - 7694 commenti

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Pallido ed esangue thriller italico (sorta di remake del capolavoro di Siodmak La scala a chiocciola) firmato da uno specialista del genere come Lenzi, che però stavolta fallisce il bersaglio, non avendo nulla di nuovo da dire e confezionando un film molto modesto sotto tutti i punti di vista (e che soprattutto non funziona, cosa più grave, nemmeno sul piano del puro intrattenimento).

Ciavazzaro 12/01/09 16:22 - 4768 commenti

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Simpatico. Non è certamente il miglior Lenzi, ma è sicuramente un buon giallo. La Baker icona lenziana è splendida e bravissima come al solito in un ruolo non proprio facile (una ragazza muta in seguito a un trauma). Cast di caratteristi, da Fajardo autista sospetto alla Galli radiosa più che mai e Riguad zio della Baker. Fantasia come al solito è ispettore. Omicidi non mostrati ma d'atmosfera (quello della Galli nel garage), discreto colpo di scena, buone musiche. I fan apprezzeranno senza dubbio.

Funesto 20/09/09 17:57 - 525 commenti

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Sufficiente giallo lenziano. Di sangue nemmeno l'ombra, eccetto qualche goccia nella scena della corrida e la tensione vera si riduce a poche scene. Tuttavia il film sprigiona un certo fascino, dovuto soprattutto all'ottima performance dell'espressiva Baker e alla fumosa fotografia che crea un'atmosfera sinistra. Il colpo di scena finale a me è parso riuscito, coerente con le indagini ed alquanto inaspettato (risulta anche l'unico spunto davvero interessante, benchè copiato da La scala a chiocciola...). Non male le musiche. Voto: **!
MEMORABILE: Il finale; il giocattolo di Paperino (ispirazione per Fulci! ?)

Cif 23/10/09 16:51 - 272 commenti

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Non ci siamo. Davvero deludente. Confezione invecchiata (e questo lasciava ben sperare) atmosfera giusta da film "d'epoca", però la realizzazione è davvero pressapochista. La nebbia è di vapore acqueo e viene dal basso, a folate, i controcampi sono montati male e i personaggi cambiano espressione durante gli stessi. E poi non c'è pathos, non c'è intrigo, il trauma originale viene accennato e poi inspiegabilmente lasciato perdere. La storia è insignificante e non ci sono elementi per risolverla. Cosa aveva in mente Lenzi? *½
MEMORABILE: Non si può abusare così dell'indulgenza di noi amanti del genere...

Fauno 1/03/10 11:36 - 1955 commenti

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Buono come trama, ambientazione, colpo di scena finale e orpelli demoniaci, ma siamo molto lontani dal capolavoro. La Baker riesce molto meglio nei film doppiogiochisti ove ci sono di mezzo eredità o assicurazioni sulla vita. Nella parte di una muta ispira non poca tenerezza, ma non è al suo meglio. Nessun altro attore emerge, per quanto il mistero di fondo non manchi proprio fino all'ultimo.
MEMORABILE: Avevi promesso che non avresti mai abbandonato Snoopy...

Il Dandi 4/03/10 13:44 - 1892 commenti

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Il peggior giallo di Lenzi, che a suo dire si sarebbe reso conto di aver fatto un remake de La scala a chiocciola solo a riprese ultimate. Il regista sembra ansioso di cambiare registro ma non riesce a trovare la strada. Gratuito il riferimento (molto in voga in quel periodo) al massacro di Bel-Air ad opera della setta di Charles Manson. Colpo di scena inatteso, ma comunque insoddisfacente (Mereghetti lo definisce giustamente "disonesto"). Guardabile per i fan.
MEMORABILE: La feroce corrida sui titoli di testa, alla faccia degli animalisti.

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Metuant 2/03/10 18:55 - 455 commenti

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Non malaccio questa ulteriore incursione nell'italian giallo di Lenzi, tuttavia è comunque alcuni gradini sotto il ben più riuscito Sette orchidee macchiate di rosso. Gli omicidi sono forse un po' fiacchi ma non pessimi, e gli attori sono poco espressivi (ma allora era quasi una costante); il finale vorrebbe essere d'effetto e in parte lo è anche, ma appare comunque leggermente forzato e "artefatto". Ambientazioni senza infamia e senza lode.

Lucius 5/06/10 00:58 - 2820 commenti

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Niente di che o, meglio, sufficiente, ma non memorabile. A parte la protagonista calata perfettamente nella parte di una donna muta ed impaurita (a ragion d'essere), il film si lascia tranquillamente guardare, senza appassionare troppo né tanto meno annoiare. Un buon gialletto e niente più.

Gestarsh99 21/05/11 14:30 - 1347 commenti

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Il percorso collaborativo tra Lenzi e la Baker si chiude con questo thriller. La prova della bionda primattrice è molto intensa e misurata e, non potendo affidarsi ai dialoghi, sostiene il film con la mimica facciale, gli sguardi angosciati e le smorfie di terrore. La tensione iniziale è ben costruita ma quando la catena di morti inizia ad allungarsi, la faccenda perde gradualmente di credibilità, protraendosi con meccanica forzatura sino ad una conclusione spenta e astrusa. Mancano i soliti sponsor in bella esposizione ma in compenso appaiono scene di corrida cruente e gratuite...
MEMORABILE: Le violente immagini di corrida spagnola completamente slegate dal racconto, inserite unicamente per motivi di co-produzione (!)

Myvincent 3/06/11 22:56 - 2660 commenti

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Tanti i motivi per demolire questo thriller: la quasi totale assenza di tensione, dialoghi a poco prezzo, un cast di attori di serie B. Eppure lo stile artigianale di Umberto Lenzi e il suo ritmo veloce lo rendono fruibile e fanno dimenticare anche la trama e il suo esito, coi fragili moventi dell'assassino. In più Carrol Baker se la cava benone nella parte della muta dalla bionde chioma.

Giùan 28/11/11 09:53 - 3130 commenti

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All'ultimo atto della loro collaborazione Lenzi e la Baker tentan il colpaccio. L'uno puntando ad un racconto meno disteso e più incalzante nella progressione drammatica, l'altra rinunciando alla parola e al deshabille per dar miglior prova di sè come attrice. Il viraggio di rotta non è del tutto riuscito, le citazioni di Carroll (Lewis) e Poe (ma anche di Baby Jane) certo non bastano a farsi belli, epperò la tensione monta e l'impianto narrativo fa mantener ai personaggi una loro ambiguità, per scioglierla però in un coup de theatre svilente l'operazione.
MEMORABILE: L'incipit "rivelatore" tra corrida e arrivo alla stazione della Baker che pare quasi in versione Anna Karenina. Gli occhioni di Fajardo.

Stefania 5/04/12 02:34 - 1600 commenti

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Pur di ravvivare questo anemico giallino, Lenzi chiede al Diavolo di metterci lo zampino, (e muore anche un gattino, poverino!): tutti guardano, però, un candido faccino... Sceneggiatura non troppo scaltra, perché appena si allude a "traumi infantili", uno spettatore appena avvezzo al genere drizza le orecchie; poi la regia è statica, la personalità della Baker, che in thriller psicologico dovrebbe avere una certa forza, è un... bassorilievo. Lenzi-Baker: una coppia che non ha più nulla da dirsi (e non solo perché la signora è muta...).
MEMORABILE: Il gioco della "mosca cieca"; "Il furetto disse al topo, che incontrò subito dopo...".

Trivex 29/10/12 11:35 - 1520 commenti

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Un Lenzi poco sanguinario, indirizzato invece verso qualche tratto d'atmosfera lugubre, tra il cimitero e la nebbia del paese, per dissimulare forse anche il limitato spunto narrativo. La Spagna antica (corrida e dittatura a parte) è meritevole di attenzione per il suo fascino quasi primordiale, ferma nel suo look come nella sua democrazia. Più giallo che thriller, con le indagini abbastanza serrate ed il velo horror demoniaco per accentuare ulteriormente la già citata schermatura. Finale provocatorio, a tutti i costi e senza convincere troppo.

Bruce 18/01/13 10:12 - 1006 commenti

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Anonimo giallo di Lenzi privo dei pregi dei gialli italiani dell'epoca. Finisce per essere un debole clone di ben superiori modelli americani. La vicenda si snoda stancamente, il gioco ad indovinare l'assassino non regge, anche il richiamo al satanismo è privo di suggestione. Nulla di memorabile.

Herrkinski 16/02/13 03:32 - 5404 commenti

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Giallo lenziano di livello più che discreto, che pur non raggiungendo gli apici di altri suoi lavori (né come qualità, né come tasso di splatter e cattiveria) si lascia guardare abbastanza piacevolmente. Certo, la trama non è originalissima e la risoluzione del giallo è piuttosto prevedibile; ma la Baker è molto brava, il resto del cast fa il suo mestiere, la regia di Lenzi è corretta, le atmosfere sono abbastanza suggestive.. In definitiva, non imprescindibile, ma resta comunque un lavoro dignitoso che potrebbe piacere agli appassionati. **1/2

Nicola81 23/03/13 23:03 - 2047 commenti

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Non eccelso ma sicuramente migliore della fama che lo accompagna. Lenzi stavolta sceglie il basso profilo rinunciando ai tradizionali stereotipi del genere (sesso e violenza), ma la mossa paga solo in parte. Atmosfera interessante e intreccio dignitoso, ma il ritmo è davvero blando e allora bisogna accontentarsi dell’inevitabile colpo di scena conclusivo, sorprendente ma un po’ truffaldino. Abbandonati i panni dell’icona–sexy, la Baker fornisce un’ottima prova in un ruolo decisamente ostico. **1/2.
MEMORABILE: Il richiamo al satanismo, purtroppo appena accennato; Il finale.

Umberto Lenzi HA DIRETTO ANCHE...

Enzus79 30/03/13 14:35 - 1884 commenti

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Mediocre thriller firmato Umberto Lenzi (dispiace dirlo). Poca suspence e originalità. Il finale è un po' "telefonato" e perciò non si rimane sorpresi proprio del tutto. Attori poco convincenti, compresa la bella Carroll Baker. Colonna sonora così così.

Maik271 2/04/13 16:57 - 436 commenti

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Ancora una volta la brava Caroll Baker, già sfruttata nella trilogia di gialli-sexy, interpreta una ragazza rimasta muta in seguito a un trauma giovanile. Il cast lavora bene, la sceneggiatura è interessante anche se con qualche superficialità (il poliziotto di guardia alla villa che se ne va lasciando la protagonista sola senza aspettare il collega... "che arriverà tra pochi minuti"!!!). Tutto sommato si segue senza noia.

Dusso 7/05/13 19:41 - 1540 commenti

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Uno dei gialli in assoluto meno memorabili di Lenzi. Senza sangue (anche se questo a volte puo essere una cosa positiva), con poca tensione se non nel finale, che ho sempre ritenuto la cosa migliore del film. Musiche anonime ma cast non male, se si esclude la legnosità di Scott. Un po' di atmosfera c'è... Con generosità **!

Jdelarge 17/10/13 10:12 - 888 commenti

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Lenzi abbandona le atmosfere sexy dei suoi thriller precedenti e si concentra su un film molto interessante sotto tutti i punti di vista: a partire da una bellissima ambientazione (quasi baviana) si sviluppa una storia davvero particolare, alla quale una bravissima Carroll Baker, priva dell'uso della parola, riesce a conferire una tristezza rara. Sia la sceneggiatura che la recitazione di alcuni attori presentano pecche ma Lenzi, nonostante il palese budget ridotto, riesce a tirar su un gioiellino assolutamente da riscoprire e rivalutare.
MEMORABILE: Martha che, non potendo gridare, suona il clacson.

Il Gobbo 27/02/15 22:31 - 3011 commenti

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Lenzi minore ma non minimo, quantomeno per la felice aderenza alle atmosfere del periodo, qualche volto a cui si è affezionati a partire dall'ottima Galli, e una prova pregevole della Baker. Certo l'esito abbisogna di più d'una spintarella e i depistaggi sono goffi, la musica è orribile, ma tutto sommato sono difetti perdonabili: è il giallo all'italiana, bellezza...

Victorvega 17/08/15 22:00 - 332 commenti

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Giallo classico senza complotti, sesso e sangue ma concentrato sul "whodunit" e conseguenti ultimi dieci minuti con soluzione (a sorpresa). Sempre un piacere vedere (questa volta addirittura assieme) la Baker e la Stewart assieme ad altri interpreti noti del genere (Rigaud su tutti). La ricerca e curiosità sul colpevole lo rendono piacevole e fan sopperire ad alcuni scarsi approfondimenti della sceneggiatura (il sangue alla corrida, il trauma infantile...). Piacevole, per amanti del genere.

Taxius 2/11/15 16:28 - 1651 commenti

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Sicuramente non il miglior film di Lenzi, ma questo giallo all'italiana comunque funziona piuttosto bene. E' molto particolare perché si discosta nettamente dai thriller/gialli italiani del periodo, in quanto sono totalmente assenti scene di sesso (o comunque erotiche) e di violenza; siamo più sul psicologico insomma. L'assassino è un po' telefonato e si capisce quasi subito chi sia e questa è forse la vera pecca del film, oltre a una certa lentezza in alcuni passaggi. Non male, ma si dimentica facilmente...

Faggi 9/05/17 12:29 - 1510 commenti

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I fanatici della coppia Lenzi-Baker potrebbero restare delusi o apprezzare, le due ipotesi convivono; ma un dato è certo: non andranno in estasi; il film è blando, con rischi da colpo di sonno e la patina d'epoca non si è formata con quella strana bellezza che può aggiungere fascino ai prodotti modesti. Si tenta la via della sospensione emotiva ma la regia non ha una tessitura figurativa affascinante e il narrato stenta a decollare (forse non decolla affatto). Debole come giallo, ancora più debole come thriller si riscatta (ma poco) nel finale.

Ira72 11/09/17 15:59 - 985 commenti

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Personalmente prediligo un Lenzi più efferato, impattante e meno bon ton. In questo thriller, decisamente soft, non ci si annoia ma nemmeno si sobbalza sulla sedia. Trattasi di genere più psicologico (anche se, beninteso, piuttosto elementare), discretamente raffinato, con buone interpretazioni. Difficile non tenere conto dell'epoca, in cui anche il più banale dei film nel genere aveva comunque un fascino ormai scomparso.

Daniela 23/04/18 00:23 - 9829 commenti

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Muta a seguito di uno shock, una giovane donna si trova coinvolta in una serie di omicidi che sembrano opera di un maniaco...Non c'è niente di male ad ispirarsi ad un piccolo classico come La scala a chiocciola, a patto di saperlo fare, mentre qui, per colpa di una sceneggiatura goffa, il vero responsabile si intuisce quasi subito, per cui la tensione è praticamente assente, annullando l'effetto del colpo di scena nell'epilogo che avrebbe potuto costituire il vero asso nella manica. Il risultato è un thriller modesto e perdibile che punta molto sulla bellezza di Baker, qui piuttosto inerte.

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Ultimo 1/06/18 19:34 - 1407 commenti

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Onesto thriller firmato Umberto Lenzi, con una buona trama ma uno sviluppo non sempre omogeneo. Tutto il film é incentrato sulla figura della Baker, rimasta muta in seguito a un trauma, la quale viene presa di mira da un misterioso assassino. A tratti si possono notare atmosfere hitchcockiane, specie nella seconda parte. Finale degno, con un buon colpo di scena. Non male.

Caesars 4/09/18 08:52 - 2821 commenti

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Potabile e nulla più. Ritmo e tensione sono i grandi assenti da questo giallo lenziano che ha però il merito, vista l'epoca in cui è stato girato, di allontanarsi dai cliché imposti dal successo delle pellicole di Argento. La storia fa acqua da più parti e stenta parecchio a conquistare l'attenzione dello spettatore. Non male la prova fornita dalla Baker in un ruolo che ricorda molto quello della protagonista de La scala a chiocciola, mentre spiace che Evelyn Stewart/Ida Galli rimanga in scena per poco tempo.

Rufus68 5/09/18 22:13 - 3220 commenti

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Non malaccio, anche se la spiegazione finale, pedante e minuziosa, sgonfia decisamente la pur blanda tensione. Il resto del film veleggia con ritmo sicuro e mediocre (un po' di stanca nella parte centrale) lasciandosi apprezzare per una regia ricca di mestiere (e per il meccanismo immortale del "Chi sarà stato?"). La Baker versione muta è bella ed espressiva, a differenza del cast di contorno, scipito e prevedibile nelle caratterizzazioni.

Ronax 24/10/18 00:52 - 936 commenti

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L'ultimo capitolo del sodalizio fra Lenzi e la Baker iniziato con la celebre trilogia complottistica. La scelta di moderare la violenza esplicita e di eliminare ogni componente erotica, indubbiamente controcorrente in quegli anni, lascia però scoperte macroscopiche ingenuità di sceneggiatura e non viene adeguatamente compensata dallo sviluppo psicologico del personaggio che emerge frettolosamente solo nel colpo di scena finale. L'ex baby doll, spogliata da ogni aura di sex symbol, regge comunque abilmente il gioco in una parte non certo facile.
MEMORABILE: La filastrocca infantile recitata dalla Baker.

Reeves 17/08/20 19:13 - 316 commenti

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Ottimo esempio di thriller all'italiana. Umberto Lenzi, come ha fatto nei film e come farà nei romanzi, sa costruire la storia con un respiro piuttosto ampio e Carroll Baker, non dovendo fare l'algido sex symbol di tanti film italiani del periodo, dimostra di essere un'ottima attrice. Le atmosfere hitchcockiane fanno capolino qua e là senza essere troppo ingombranti, il finale è davvero sorprendente,

Minitina80 2/12/20 20:52 - 2460 commenti

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Non ha una grande presa, almeno per quel che riguarda l’aspetto puramente narrativo. Tenta di sviare e confondere le acque, come farebbe un qualsiasi buon giallista che si rispetti, ma latita in personalità e concisione nei momenti in cui dovrebbe attirare l’attenzione nel tentativo di ricomporre i pezzi del mosaico. Gli mancano i numeri per uscire dall’anonimato, anche perché di film simili in quel periodo ne sono stati girati a bizzeffe e non sono pochi quelli di gran lunga migliori. Quando arriva il colpo di scena, poco riesce a smuovere e non cambia il giudizio.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 4/03/10 11:19
    Consigliere - 14083 interventi
    per Metuant
    Come detto 1000 volte e come riportato nelle istruzioni, i titoli si scrivono secondo le regole ortografiche italiane.
    Pertanto:
    Errato: Sette Orchidee Macchiate di Rosso
    Esatto: Sette orchidee macchiate di rosso
    ***
    È così difficile?
    ***
    Ho già corretto il tuo commento.
  • Discussione Fauno • 23/05/11 12:21
    Contratto a progetto - 2553 interventi
    Per Gestarsch88. Il tuo commento mi è piaciuto e lo condivido in larga parte, ma a prescindere che anche a me la scena della corrida abbia dato parecchio fastidio, la trovi davvero così slegata dal film? Prova a guardare la differenza degli sguardi delle due spettatrici, la frase eccellente di Edgar Allan Poe e soprattutto a sentire il sottofondo musicale... Io l'avevo addirittura messa in relazione coi disegni sull'albero, perchè nel 97 ero molto ignorante sui simboli demoniaci e avevo scambiato il capro per un toro, ma questa è un'altra storia. Il film parte davvero forte e si mantiene di alto livello fino a tre quarti, poi effettivamente anche se la sorpresa c'è, è un po'puerile lo stratagemma. Ho provato a documentarmi su Temptation, che in effetti è introvabile, ma a te cosa incuriosisce del film di Benvenuti? Grazie. FAUNO.
  • Discussione Ciavazzaro • 23/05/11 15:56
    Scrivano - 5619 interventi
    Mi unisco alla discussione per chiedere secondo voi qual'è il migliore di gialli lenziani ?
  • Discussione Funesto • 23/05/11 16:58
    Call center Davinotti - 1419 interventi
    Per me Gatti Rossi in un Labirinto di Vetro: godibilissimo, piacevole e abbastanza sanguinoso (anche se gli attori fan pena). Ma anche Sette Orchidee Macchiate di Rosso l'ho trovato un buon film; dei thriller con la Baker non ti so dire perchè non li ho visti...
  • Discussione Gestarsh99 • 23/05/11 18:13
    Scrivano - 15497 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Per Gestarsch88. Il tuo commento mi è piaciuto e lo condivido in larga parte, ma a prescindere che anche a me la scena della corrida abbia dato parecchio fastidio, la trovi davvero così slegata dal film? Prova a guardare la differenza degli sguardi delle due spettatrici, la frase eccellente di Edgar Allan Poe e soprattutto a sentire il sottofondo musicale...

    Si, fondamentalmente come sequenza l'ho trovata del tutto gratuita ed insensata, completamente slegata dagli eventi narrati nel film e priva anche di un significato metaforico (o allegorico) decente.
    Se l'intenzione degli sceneggiatori era quella di inserire messaggi subliminali che ricollegassero la visione della morte del toro alla fissazione del killer per la simbologia caprina del demonio, beh, devo riconoscere che questo espediente si è dimostrato inefficace e troppo pretenzioso.
    Certo poi se usi il forcipe della forzatura analogica a tutti i costi, allora qualsiasi velleità psicanalitica risulta credibile.
    A mio modesto avviso.


    Fauno ebbe a dire:
    Ho provato a documentarmi su Temptation, che in effetti è introvabile, ma a te cosa incuriosisce del film di Benvenuti? Grazie. FAUNO.

    In effetti Temptation - confessioni di una ninfomane è una delle pellicole più introvabili del Cinema italiano, ecco il motivo per cui te ne chiesi conto.
    Il motivo del mio interesse, oltre alla questione dell'estrema rarità, è dovuto al fatto che il film di Benvenuti è probabilmente uno dei primi in assoluto, almeno in territorio nostrano, a trattare il tema della ninfomania (e siamo nel '68, l'anno propizio direi).

    La mia ricerca comunque continuerà ;)


    Ciavazzaro ebbe a dire:
    Mi unisco alla discussione per chiedere secondo voi qual'è il migliore di gialli lenziani ?

    Secondo me la sua migliore prova nel giallo andrebbe ricercata nella trilogia giallo-sexy con la Baker.
    Lenzi comunque l'ho sempre preferito in un genere più d'azione come il poliziesco, in cui secondo me ha regalato i suoi migliori exploit (Milano odia è davvero un gran noir metropolitano, secco, atroce e stilizzato).
  • Discussione Ciavazzaro • 24/05/11 10:14
    Scrivano - 5619 interventi
    A mio avviso il migliore è decisamente Orgasmo.
    Terribile invece Così dolce così perversa che non riesco proprio a digerire.
  • Discussione Fauno • 24/05/11 11:47
    Contratto a progetto - 2553 interventi
    Devo dire che lo stile di Lenzi mi è sempre piaciuto. Globalmente SPASMO,ma anche tutti gli altri thriller sono ben congegnati. Fa un po' acqua Sette orchidee macchiate di rosso. Orgasmo è da una vita che lo devo rivedere. PARANOIA rivedendolo l'ho apprezzato di più.
    Per Gestarsch: mai al mondo userei la forzatura analogica a tutti i costi, dico solo quel che sento dentro, altrimenti mi metterei davvero alla gogna da solo ah ah ah ...Ciao. FAUNO.
    Ultima modifica: 24/05/11 11:49 da Fauno
  • Discussione Stefania • 24/05/11 14:23
    Portaborse - 606 interventi
    Io non sono una gran... lenziana:) Direi che Sette orchidee ha dei bei momenti, ma lo spiegone fa effettivamente acqua. Migliore Gatti rossi, se ben ricordo, con bei momenti splatter. Della trilogia erotica, penso anch'io che Orgasmo sia il migliore, ma è anche vero che non ho visto Paranoia. Milano odia mi entusiasmò quando lo vidi, e lo considero ancora un grandissimo poliziesco, ma l'ho ridimensionato quando ho visto Milano calibro 9 di Di Leo: meno apodittico, più sfumato, più romantico. Non che necessariamente queste siano qualità positive per un poliziesco, ma andiamo anche "per simpatia"!
    Ultima modifica: 24/05/11 14:35 da Stefania
  • Discussione Ciavazzaro • 25/05/11 14:24
    Scrivano - 5619 interventi
    Si Spasmo è decisamente ottimo,molto particolare
    fuori dai classici schemi,con un ottimo cast musiche e buon finale.

    P.S. Ti consiglio caldamente la visione di Paranoia stefania,non ne rimarrai delusa a mio avviso.
  • Homevideo Buiomega71 • 26/07/19 21:25
    Pianificazione e progetti - 22288 interventi
    Annunciato in blu ray e dvd per la francese Le Chat Qui Fume (che dovrebbe avere l'audio italiano)

    Se non erro l'unico giallo lenziano che non è mai stato editato da noi in home video (nè in vhs nè tantomeno in dvd)
    Ultima modifica: 26/07/19 21:36 da Buiomega71