Discussioni su L'uccello dalle piume di cristallo - Film (1970)

DISCUSSIONE GENERALE

130 post
  • Poppo • 15/02/18 11:47
    Galoppino - 466 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Poppo, però occhio. Non puoi sparare il nome dell'assassina e altro relativo al finale senza scrivere prima, CHIARO, spoiler!


    Hai ragione, scusa. Mi ha fregato il fatto che fosse un film ormai storico...
  • Siska80 • 16/02/20 17:10
    Risorse umane - 677 interventi
    Undying ebbe a dire:
    Copy-paste: tracce italiane nei film internazionali

    Ovvero dell'influsso di L'uccello dalle piume di cristallo (1970) su:
    Una squillo per l'ispettore Klute, Alan J. Pakula, 1971
    Doppio taglio, Richard Marquand, 1985
    Il silenzio degli innocenti, Jonathan Demme, 1991
    Scream 2, Wes Craven, 1998


    Nel film di Pakula, la soggettiva dell'assassino che spia la vittima e l'inquietante cantilena musicale nei momenti di suspense derivano direttamente da L'uccello dalle piume di cristallo.
    La sequenza iniziale del giallo di Marquand riprende le medesime modalità della scena del primo omicidio presente nel film italiano, con l'immagine dell'assassino chino sulla vittima sdraiata sul letto e pronto a colpirla spietatamente.
    Un animale appartenente ad una strana razza, che vive soltanto in certi luoghi, nel giallo di Argento è lo strano uccello dalle piume che sembrano di cristallo, nel thriller di Demme si tratta invece di una particolare farfalla, che contribuirà alla scoperta del serial killer.
    Nel concitato finale del film di Craven si nota l'immagine del coltello che si pianta nella porta, dietro la quale è nascosta la terrorizzata vittima, e il dettaglio dell'occhio dilatato dell'assassino attraverso il buco, come accade nel primo film di Dario Argento.

    Fonte: Antonio Tentori, su Horror made in Italy vol. 3 (pag. 162-163), Profondo rosso editore


    Grazie per questa info, che ignoravo. Io credevo fosse il contrario ne Il Cartaio, quando ho visto la scena in cui all'obitorio, dal naso della turista viene estratto un seme. Ho pensato subito ad una citazione da Il silenzio degli innocenti.
  • Caesars • 24/03/20 12:13
    Scrivano - 16832 interventi
    Non ci avevo mai fatto caso prima, ma l'attore che interpreta Garullo (Gildo Di Marco) in questo film



    è lo stesso che interpreta il postino in "Quattro mosche di velluto grigio"

    Ultima modifica: 24/03/20 13:40 da Caesars
  • Caesars • 24/03/20 14:44
    Scrivano - 16832 interventi
    Durante il suo inseguimento al killer con la giacca gialla (Reggie Nalder), Toni Musante passa davanti ad un cinema dove viene proiettato "La donna scarlatta"

  • Graf • 24/03/20 18:19
    Fotocopista - 908 interventi
    E' l'ex cinema Fiamma di Roma che si trovava in via Leonida Bissolati nelle vicinanze di Piazza Barberini e di via Veneto.
    Quante volte ci sono andato...
    Ultima modifica: 24/03/20 18:22 da Graf
  • B. Legnani • 26/03/24 16:32
    Pianificazione e progetti - 14997 interventi
    Apoffaldin ebbe a dire in curiosità:
    Apoffaldin ebbe a dire:Tra le tante figure bizzarre del film spicca senz'altro quella del pittore Berto Consalvi, che ha murato la porta e le finestre del pian terreno. "Così nessuno entra", se lui non vuole. A casa sua si sale soltanto con una sedia calata dall'alto.

    Per questo personaggio mi pare proprio che Dario Argento si sia ispirato alla vita del pittore Pontormo, così come ce la racconta il Vasari nelle sue "Le vite" (Newton Compton editori, Roma, 1991).

    A pagina 1022 Vasari ci dice che l'abitazione del Pontormo "ha più tosto cera di casamento da uomo fantastico e soletario che di ben considerata abitura: (...) alla stanza dove stava a dormire e tal volta a lavorare si saliva per una scala a legno, la quale entrato che egli era, tirava su con una carrucola, a ciò niuno potesse salire da lui senza sua voglia o saputa.


    Riportano anche passi tratti dal Diario del Pontormo?
    Ultima modifica: 26/03/24 18:13 da Zender
  • Apoffaldin • 26/03/24 17:32
    Galoppino - 76 interventi
    No, il Vasari non ne riporta.
    Del resto -opinione personale- credo improbabile che qualcuno scriva di se stesso cose del genere.
    Per quanto...
    Ho buttato ora un occhio su Wikipedia
    Parla di interessanti notazioni del Pontormo, che confermerebbero l'indole ipocondriaca, ma restano sul vago, citando, senza dovizia di particolari, soltanto il fatto narrato dal Vasari.
    Ultima modifica: 26/03/24 18:13 da Zender
  • B. Legnani • 26/03/24 17:50
    Pianificazione e progetti - 14997 interventi
    Mi pare che il Diario sia stato trovato molto tempo dopo la morte del Pontormo, ma ora non ricordo bene. Chiedevo, in realtà, se nel libro il curatore dell'edizione, e non il Vasari, citasse il Diario.
    Grazie.

    Ultima modifica: 26/03/24 18:13 da Zender
  • Apoffaldin • 26/03/24 19:58
    Galoppino - 76 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Mi pare che il Diario sia stato trovato molto tempo dopo la morte del Pontormo, ma ora non ricordo bene. Chiedevo, in realtà, se nel libro il curatore dell'edizione, e non il Vasari, citasse il Diario.
    Grazie.


    No Buono. Non lo cita.