L'assassino... è al telefono - Film (1972)

L'assassino... è al telefono
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MMJ Davinotti jr
Anno: 1972
Genere: thriller (colore)
Note: Aka "L'assassino è al telefono" o "L'assassino è... al telefono"

Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Uno dei peggiori thriller all'italiana, mal recitato (Anne Heywood, nel film una ragazza con problemi di amnesia che coprono i cinque anni successivi alla morte dell'amante, è costantemente stranita ma non convince nessuno) e diretto con svogliatezza da un Alberto De Martino decisamente non in vena. Telly Savalas, che dovrebbe essere la figura inquietante del film, segue la protagonista in ogni suo spostamento ma non parla mai e non si capisce cosa ci stia a fare lì. Impugna un coltellino modello milleusi svizzero e fa fuori le sue vittime in modo ridicolo. Anche peggio il resto del cast che, per quanto paia impegnarsi, raggiunge risultati dsastrosi; ma il difetto peggiore del...Leggi tutto film sta nel ritmo, tremendamente soporifero: ogni azione è rallentata, per passare da una stanza all'altra Anne Heywood ci mette delle ore tra sgranature d'occhi, movimenti di sopracciglia, flashback tutti uguali, suoni sospetti... Oltretutto le noiose musiche di Stelvio Cipriani contribuoiscono a provocare il sonno ad ogni accordo. Pochissime parole, puerili quanto incredibili tentativi d'indagine psicologica, fotografia scialba, scenografie (interni ed esterni) di rara povertà. A questo punto scomodare Hitchcock e il suo PAURA IN PALCOSCENICO per il finale suona quasi inutile: è solo un espediente per trasformare un'idea plagiata in un evidente omaggio. Non usare il fast forward è un'impresa, ma attenzione a non farlo nell'ultima scena, potrebbe scapparvi il colpo di scena. Triste.

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Homesick 9/05/07 08:38 - 5737 commenti

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Lento, pesante e senza suspense, molto più prossimo agli esempi hitchcokiani che alle coeve esperienze del thriller argentiano, poggia su una trama senza consistenza dove la solitamente energica mano registica di De Martino risulta inerme e bloccata. Telly Savalas è un sicario freddo, minaccioso e che non parla quasi mai, e Anne Heywood poco incisiva e artificiosa nei suoi vuoti di memoria; comparsata per Rossella Falk, altezzosa impresaria. Piuttosto interessante la penultima scena finale nel teatro, che cita Sciarada e soprattutto Paura in palcoscenico.
MEMORABILE: Savalas ad un impiegato gentile e palesemente gay: "Non mi piacciono gi uomini che mi sorridono. Penso sempre che siano finocchi!"

Cotola 28/02/08 01:34 - 9034 commenti

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Pessimo pseudo-thriller dalla trama piuttosto confusa e farraginosa con scioglimento finale assolutamente inadeguato ed inconcludente. Regia pessima, idem per la sceneggiatura dominata dal tedio assoluto. In definitiva un film piuttosto inutile. Sprecata la presenza di Telly Savalas.

Undying 15/08/08 00:18 - 3807 commenti

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Per arrivare al colpo di scena finale, peraltro scopiazzato dal più celebre film (già ampiamente citato) di Hitchcock, occorre possedere nervi saldi e forza di volontà; oppure, in alternativa, occorre sprofondare in un sonno profondo, in questo evocato da una sceneggiatura statica e senza filo logico (la presenza di Savalas resta poco chiara). De Martino (peraltro un valido regista) opta per conferire alla pellicola un taglio americano, tradendo le aspettative di un pubblico che, soprattutto all'epoca, voleva solo godersi un sano giallo alla Dario Argento: body-count compreso.

Ciavazzaro 24/04/10 10:53 - 4768 commenti

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Vado controcorrente ma a me il film è piaciuto. Sarà per le belle musiche di Cipriani che hanno un qualcosa di malinconico, un ottimo cast (sono presenti come attori bravi doppiatori come Piazza, Guidi e Ruggeri) e una storia che funziona (giusto giusto l'ultimissimo colpo di scena finale, ovvero il movente lascia leggermente spiazzati, ma vabbè). Regale la Falk, da citare hitchcockiana scena nel teatro e la realtà che si fonde di continuo con i ricordi del passato.

Lucius 8/07/10 01:06 - 3015 commenti

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Tra i cloni argentiani questo si traduce in un interessante e sottovalutato giallo con un ottimo cast in cui spicca una concentrata Rossella Falk. La colonna sonora di Cipriani, onnipresente per quasi tutta la durata del film, inebria lo spettatore accompagnando le immagini della pellicola dove è la mente la vera protagonista, una mente che cancella i ricordi rigenerandosi in una dimensione in cui la realtà emerge solo lentamente. La ricostruzione narrativa è perfetta. Rispondi tu al telefono?

Trivex 6/06/16 09:35 - 1743 commenti

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Giallo-thriller piuttosto atipico, seppur non manchino alcuni elementi classici per il genere. Ritmo lento, personaggi tormentati, whisky e sigarette da mattina a sera, tratti morbosi latenti. La storia è raccontata in modo disarticolato, come risultante della patologia della protagonista, ma verrà piano piano ricostituita e assumerà, alla fine, una razionalità piena. Poi il colpo di scena finale mi è apparso un po' forzato, quasi si volesse fare l'inchino a quella morbosità di cui accennavo prima; forse qui non propriamente indispensabile.

Gestarsh99 8/09/10 12:04 - 1395 commenti

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Trattare al Cinema un tema complesso ed affascinante come l'amnesia è stata sempre prerogativa dei grandi maestri oppure di autori estrosi e ricchi di talento: il corretto mestiere di De Martino non basta. La discreta regia e le note carezzevoli dello score di Cipriani non suppliscono alla monotonia di un'opera priva di sussulti, smorzata, con continui passi falsi e ripartenze, sebbene in alcuni momenti suggestiva. Se in un thriller mancano ritmo, suspense e colpi di scena ben assestati, allora il rischio di sconfinare in un tv-movie è inevitabile.

Fauno 5/08/11 20:51 - 2211 commenti

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Un titolo più inadeguato non gli si poteva davvero dare e la resa dei conti al teatro, tanto osannata e pubblicizzata, è per me la sola altra cosa mal riuscita. Il film è bello eccome, ma per il dipanarsi graduale e inesorabile degli eventi, per la bravura della protagonista, comparabile a quella di una grande star e per un'ottima colonna sonora che accompagna l'assieme. La soluzione non è scontata... alla fine ha poco del thriller e molto più del dramma, ma nel complesso è un ottimo film.
MEMORABILE: "Non mi piacciono gli uomini che sorridono... mi fanno pensare a dei finocchi".

Stefania 1/03/12 13:26 - 1599 commenti

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Rendere protagonista di una storia incentrata sulla perdita della memoria (e quindi dell'identità) un'attrice (donna -per definizione- dalle molteplici identità), e far svolgere il tutto nell'ambiente teatrale mi pare una scelta che banalizza il dramma e ne riduce l'intensità. Brevi sussulti thriller annegano nel piattume generale, e tutto ciò per arrivare ad uno spiegone finale fotoromanzesco. Pretenzioso e kitsch.
MEMORABILE: Telly Savalas e Rossella Falck: chi è più forzato, chi è più ridicolo?

Giùan 20/03/14 13:41 - 4556 commenti

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Meno peggio di quanto si vorrebbe far credere, caratterizzato com'è dal tipico gusto "americano" di De Martino. Certo però se figurativamente il film affascina (complice la fotografia di Massaccesi), narrativamente il plot soffre di chiare amnesie (molto oscure invece quelle della protagonista) in fatto di ritmo e coerenza, seguendo un oltranzistico appiattimento verso il dramma con poco melò e zero thriller. Sul fronte cast la pelata di Savalas incute timore, la Heywood semina morbosità, ma è la Blanc a rendersi memorabile. Micidiale pubblicità occulta.
MEMORABILE: La morte in teatro di Savalas.

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Motorship 15/05/14 17:54 - 585 commenti

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Non così brutto come si sente dire, ma nemmeno può dirsi riuscito, questo thriller di De Martino. Sembrerebbe avere un plot interessante, all'inizio, ma poi ci si accorge che è un thriller di poco conto che scimmiotta un po' quelli americani e la storia in fondo non è poi così interessante. Inoltre per avere un vero colpo di scena bisogna aspettare il finale, la cosa invero migliore del film. Cast piuttosto interessante: ottima la Falk, spaesato e freddo Savalas, non male la Heywood. Bello lo score di Cipriani. ** ci stanno.
MEMORABILE: Il colpo di scena finale.

Deepred89 3/11/14 14:55 - 3704 commenti

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Siamo dalle parti del thriller hitchcockiano, con vuoti di memoria, complotti e un misterioso sicario (Savalas, la cui credibilità crolla a ogni sua brutta battuta) e nel complesso si sta a galla (movente e lentezze a parte), ma il vero pregio nel film è più nella veste che nel contenuto, con una cappa tetra e autunnale che avvolge le vicende narrate, confermando l'assoluta professionalità di De Martino e dello staff tecnico (citiamo anche le notevoli, seppur un po' troppo reiterate, musiche di Cipriani). Brava Anne Heywood. Niente male.
MEMORABILE: La violenta scena di morte a teatro, nel pre-finale.

Nicola81 10/12/14 20:52 - 2853 commenti

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Regista spesso incline alla scopiazzatura, De Martino qui si sgancia dai modelli argentiani giocando la carta di un mistery psicologico, che si dipana attraverso il progressivo affiorare dei ricordi della protagonista. Ritmo lento ma buon finale, bella fotografia di Massaccesi, mentre le musiche di Cipriani alla lunga stancano. Brava la Heywood, la Falk ha una parte piccola ma incisiva, mentre Savalas è sì inquietante ma in definitiva sprecato. Lontano dai vertici del giallo italiano, ma non così male come temevo. Alla fine, sufficiente.
MEMORABILE: Diciamo che gli ultimi venti minuti sono piuttosto buoni...

Maik271 25/12/14 20:47 - 436 commenti

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Piuttosto aggrovigliato e privo di suspense questo giallo di De Martino nel quale tutto gira intorno a una sorta di amnesia della protagonista femminile, causata da un qualche trauma pregresso. Il film è di una lentezza notevole, inframmezzato da sequenze invece interessanti tra le quali spicca la bella la scena finale. Buono il motivo musicale. Facendo una media ponderata il risultato finale è quasi sufficiente.

Rufus68 7/05/16 21:54 - 3836 commenti

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La trama, da subito confusa e il ritmo lento (che non è, in sé, un attributo negativo, anzi), si miscelano stavolta in modo micidiale: arrivare alla fine è davvero stancante e, alle volte, insorge prepotente la voglia del fast forward. Telly Savalas porta a spasso la sua stazza minacciosa con fare inconcludente; e la Heywood convince poco. Gli agganci a Hitchcock paiono evidenti: certo, è un peccatuccio che avremmo volentieri perdonato, se non fosse stato preceduto dal nulla.

Jdelarge 17/05/16 19:38 - 1000 commenti

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Disastroso film di De Martino in cui l'unica cosa che si salva, a tratti, è la fotografia di Massaccesi. Trama ridotta all'osso, ma senza un minimo di approfondimento sulla psiche dei personaggi, i quali sembrano più che altro dei manichini. Colonna sonora discreta ma ridondante come il film stesso, che non riesce a far altro che ripetersi per tutto il tempo.

Markus 2/06/16 15:22 - 3686 commenti

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Il Belgio e la graziosa città di Bruges fanno da cornice a questo thrilling psicologico tutto girato attorno alla figura di una bella donna, la cui repentina perdita di memoria le creerà non pochi problemi (la star del film, in termini di popolarità, è però il Savalas che tutti conosciamo). Qualche concessione al nudo - "figlio" del periodo d’uscita - si può perdonare perché in funzione di una vicenda che, senza gran ritmo, riesce nel tentativo di essere piacevole. Lo score di Cipriani è particolarmente romantico e suggestivo.

Myvincent 19/10/17 07:44 - 3739 commenti

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Telly Savalas ancora nel ruolo di killer spietato, sulle tracce di una bella donna che sembra aver perso la memoria dopo un trauma subito: ed è a quest'ultimo che si deve giungere per svelare l'enigma. Se la trama, ingarbugliata a più non posso, sembra funzionare, è il clima di ansiosa attesa che manca, "coronato" da un finale dalle motivazioni tanto inaspettate quanto pretestuose. Rossella Falk anticipa se stessa in un ruolo simile a quello che avrà in Non ho sonno di Dario Argento quasi 30 anni dopo.

Alex75 27/10/17 12:24 - 880 commenti

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Thriller dal respiro e dalle ambizioni internazionali, penalizzato da una trama contorta e lacunosa (come la mente della protagonista) e da alcune cadute nel melò da fotoromanzo, che si risolleva nel finale grazie a un doppio colpo di coda che ripaga di alcuni momenti di noia. Il cast, pur condizionato dai limiti della sceneggiatura, è di pregio per le presenze eleganti della Heywood e della Falk, mentre Savalas si fa notare per la laconicità e per la cattiveria che emana dalle sue poche battute.
MEMORABILE: Le prove della “Lady Godiva”; La resa dei conti in teatro; Il finale.

Il Dandi 8/09/18 12:43 - 1917 commenti

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Titolo divenuto tristemente proverbiale ("e 'sti cazzi" commentò Enzo G. Castellari) di certo giallo "psicologico" (leggi noioso). Nonostante il ritmo soporifero e recitazioni esasperate da cinema muto (la protagonista è una donna senza memoria che a pochi secondi dall'inizio già sviene alla sola vista di Savalas, che pronuncia la prima delle sue tre battute dopo quasi un'ora) il film non è così brutto come lo si racconta: la regìa mostra una sua eleganza kitsch e l'atmosfera che si respira, a dispetto dell'ambientazione belga, è italianissima.
MEMORABILE: Lo sgradevole tic di Savalas di bere dal rubinetto e risputare l'acqua; Il delirante (nonché saffico) spiegone finale.

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Anthonyvm 10/10/19 19:17 - 5672 commenti

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Sufficiente giallo di De Martino, che dirige con la consueta professionalità e con piglio internazionale (in un'epoca in cui si giocava a emulare Argento è quasi lodevole), sebbene in fatto di suspense e di sorpresa azzecchi solo alcune sequenze (il bel finale in teatro). Il problema sta nella sceneggiatura, intricata talvolta inutilmente (l'intero subplot dell'attentato fallito, i flashback alternati e confusi), non a caso composta a otto mani. Savalas fa il cattivo e gli riesce bene, la Falk intriga. Deludente il colpo di scena conclusivo.
MEMORABILE: L'omicidio dell'attrice; I flashback complottari con la Heywood e Ruggieri e colpo di scena annesso; Le musiche di Cipriani; Il finale nel teatro.

Caesars 12/05/22 11:30 - 3787 commenti

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In pieno periodo "thriller alla Argento", De Martino realizza un giallo vecchio stampo (e infatti sembra una pellicola del decennio precedente) assai lento, noioso e mal riuscito. La trama infatti è ben poca cosa e il regista, nel vano tentativo di rendere le cose più interessanti, complica la narrazione in modo tale che lo spettatore fatichi a orientarsi in mezzo a tanta confusione. La recitazione è decisamente insufficiente (Savalas sotto il minimo sindacale) e si tenta di destare lo spettatore dal suo torpore con un pre-finale in teatro che non crea certo entusiasmi.

Ira72 12/05/23 21:48 - 1313 commenti

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Savalas e la bottiglia di J&B in primo piano, per i nostalgici del genere, sono già un'accoppiata vincente, irresistibilmente anni '70. Il problema è che la bottiglia di wisky è più loquace di Kojak... E il film estremamente lungo, dati i contenuti. Quindi: considerando che la sceneggiatura vira al banale, le interpretazioni non spiccano e, sostanzialmente, di thriller c'è ben poco, il risultato è un buco nell'acqua. Dal torpore si riemerge di tanto in tanto grazie alla Falk, cui sono affidati il ruolo e le battute più brillanti. L'atmosfera è impagabile... tutto il resto è noia.

Keyser3 5/10/23 22:58 - 444 commenti

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Giallo dai risvolti decisamente lenziani (anche se la componente sexy è molto debole) per il versatile De Martino, che sceglie un'insolita ambientazione belga e si avvale di ottimi professionisti, come Massaccesi alla fotografia e Cipriani (le cui musiche però spesso debordano). Poteva riuscire meglio: idea di base interessante, ma sviluppo noioso, con uno scioglimento che lascia molti dubbi. Tavalas fuma come un turco e parla poco; la Falk, alteramente aristocratica, è quella che ci crede di più
MEMORABILE: "Quanto sei ingenuo". "E tu quanto sei puttana".

Nick franc 15/02/24 23:59 - 514 commenti

I gusti di Nick franc

De Martino dimostra di saper girare e la forma ci sarebbe anche ma è la sostanza a mancare quasi del tutto: cento minuti a velocità testuggine sempre a rischio abbiocco (scongiurato solo per le onnipresenti musiche di Cipriani), privi di qualsiasi tensione ma zeppi di dialoghi e situazioni senza senso. La Heywood e Savalas (il cui personaggio parla poco ma solo per dire sciocchezze) si muovono spaesati per le strade di Bruges in attesa del buon finale nel teatro che però viene vanificato dalla rivelazione del movente (a sfondo saffico) del deus ex machina. Trascurabile.
MEMORABILE: Il test sessuale della Heywood colta da amnesia; Il finale in teatro.

Cerveza 28/02/24 11:13 - 364 commenti

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De Martino ricompone la memoria in frantumi di Eleonor, svelando con ritmata capacità ogni tassello del mosaico. Vizi, virtù, segreti, delitti: la fiamma della nostra curiosità viene costantemente alimentata dalle sterzate della protagonista, apparentemente schizofreniche, ma sempre tese all’annodamento di ogni filo sospeso. Purtroppo questo raffinato merletto di Bruges, disseminato di potenziali agganci per deflagrare in un movente davvero corposo, viene disinnescato da un finale miccetta che lascia di stucco. Fotografia accurata e deliziose le inusuali ambientazioni fiamminghe.
MEMORABILE: Ogni sequenza in teatro.
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  • Musiche Lucius • 14/06/15 10:08
    Scrivano - 9054 interventi
    Confermo, valore di mercato circa 80.00 euro.
    Ho dovuto cedere 8 LP per acquisirlo alla mia collezione. :)
    Comunque a proposito delle note di Quidtum, va detto che l'intera colonna sonora è ora disponibile su cd.
    Ultima modifica: 14/06/15 15:16 da Lucius
  • Musiche Graf • 15/06/15 02:59
    Fotocopista - 908 interventi
    Sulle prime avevo letto 8mila euro...
    Comunque anche 80 euro è un signor prezzo per un 45 giri di 43 anni fa...Difficilissimo sopratutto scovarlo...Immagino il fiuto e la pazienza di un segugio alla ricerca della sua preda...
    Ultima modifica: 15/06/15 03:01 da Graf
  • Musiche Lucius • 15/06/15 10:13
    Scrivano - 9054 interventi
    Si, infatti, non lo avevo scritto.Oltre a delimitare i territori di caccia, non sai cosa mi sono dovuto inventare in questo caso per il baratto :)
    Se pensi che alcuni 45 giri di Piccioni (colonne sonore e non solo queste)sono valutati anche oltre i 300.00 euro...Tutto sommato mi è andata più che bene, anche perchè a quegli 8 LP non ero proprio interessato...
  • Curiosità Buiomega71 • 18/04/17 19:40
    Consigliere - 25981 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni (sabato 7 ottobre 1989) di L'assassino... è al telefono:

  • Discussione Alex75 • 22/01/18 13:51
    Call center Davinotti - 709 interventi
    Di De Martino ho visto solo questo film e il coevo I familiari delle vittime non saranno avvertiti (oltre a Ci risiamo, vero Provvidenza?, che però non mi sembra rappresentativo). Trovo anch'io che il regista romano si distinguesse da molti suoi colleghi per la capacità di creare un'atmosfera internazionale credibile, però mi sembra che ai suoi film manchi un "quid" per elevarsi dalla mediocrità (essenzialmente, ho riscontrato carenze sul piano narrativo).
  • Discussione Fauno • 23/01/18 22:29
    Contratto a progetto - 2743 interventi
    Indubbiamente hai visto due titoli molto rappresentatvi, ma ti consiglio di vederne qualcun altro per avere un'idea più precisa. Ce n'è uno che per me sarà un pentapalle inossidabile, caschi il mondo, ma anche un altro con un trio di donne magistralmente inserite. E non si parla della solita Bouchet, Neri o Benussi, ma il loro impatto in quel film non è inferiore. Anche se il finale è banale l'atmosfera ti fa sognare p...Basta! T'ho già suggerito la risposta. Corri a cercare il film. Se poi non ti piace e me ne dici su non è grave. Ti perdono in tutti i casi... ;-)
  • Discussione Mco • 24/01/18 23:21
    Risorse umane - 9970 interventi
    Alex75 ebbe a dire:
    Di De Martino ho visto solo questo film e il coevo I familiari delle vittime non saranno avvertiti (oltre a Ci risiamo, vero Provvidenza?, che però non mi sembra rappresentativo). Trovo anch'io che il regista romano si distinguesse da molti suoi colleghi per la capacità di creare un'atmosfera internazionale credibile, però mi sembra che ai suoi film manchi un "quid" per elevarsi dalla mediocrità (essenzialmente, ho riscontrato carenze sul piano narrativo).

    De Martino è un regista sicuramente abile a destreggiarsi tra i generi (leggi nel genere), Ti consiglio di approfondirne la ricerca, come suggerito anche dall'amico Fauno.
    Personalmente trovo il suo Anticristo un piccolo capolavoro, con una Gravina assolutamente eccezionale e picchi di tensione altissimi.
    Ultima modifica: 24/01/18 23:22 da Mco
  • Discussione Zender • 25/01/18 07:55
    Capo scrivano - 47764 interventi
    Ok però ora si parli di questo film, non di tutto De Martino.
    Ultima modifica: 25/01/18 23:32 da Zender
  • Discussione Mco • 25/01/18 11:59
    Risorse umane - 9970 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Ok però ora si parli di questo film, non di tutto Martino.

    Ho dato solo un consiglio, davvero un micro OT, dai... ;-)
    Ultima modifica: 25/01/18 12:00 da Mco
  • Discussione Zender • 25/01/18 17:43
    Capo scrivano - 47764 interventi
    Infatti non ho detto che non va bene. Basta non aprire qui due pagine su De Martino regista in generale, ecco.
    Ultima modifica: 25/01/18 22:58 da Zender