Sei donne per l'assassino - Film (1964)

Sei donne per l'assassino
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MMJ Davinotti jr
Anno: 1964
Genere: thriller (colore)
Regia: Mario Bava
Note: Aka "6 donne per l'assassino", "Blood and black lace", "Fashion house of death". Tit.lavoraz.: "L'atelier della morte".
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Se non fosse per l'importanza fondamentale che questo film ha rivestito nell'economia del thriller all'italiana (ma non solo) e per la qualità stupefacente di certe immagini… Perché Bava è sì bravo a creare straordinari giochi di luce (Argento stesso ne farà tesoro per il suo SUSPIRIA), a inventare la prima figura di serial killer nella storia del cinema italiano e a codificare gli elementi che contraddistingueranno il genere (dopo le prove generali fatte col mediocre LA RAGAZZA CHE SAPEVA TROPPO), ma sotto il profilo registico...Leggi tutto si dimostra drammaticamente carente: troppo innamorato della fotografia e dei diversi espedienti utilizzati per magnificare l’estetica per accorgersi che la sceneggiatura (come càpita sempre nei suoi film) denota falle impressionanti cui il regista ha l'obbligo di porre rimedio. Musiche invadenti e spesso sbagliate, una suspense potenziale bruciata da inquadrature banali proprio nei momenti topici. Bava dimostra ancora una certa ingenuità, lontana dalla perfezione stilistica di maestri che pure da lui hanno preso tantissimo (vedi Argento stesso, che da SEI DONNE ruba il finale e la scena dell'omicidio nella vasca mescolandola con la testa bruciacchiata dalla vittima nella stufa, per tacere della figura dell'assassino, in guanti neri e impermeabile dello stesso colore). Bava è un esteta e troppo di ciò che è slegato dalle immagini finisce col rappresentare il suo tallone d'Achille. Non poco, purtroppo. Così SEI DONNE PER L’ASSASSINO soffre di un gran numero di momenti morti o poco incisivi, manca di mordente e al giorno d'oggi appare inevitabilmente datato. Peccato davvero, perché alcune ambientazioni e colpi di genio meritavano ben altro.

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B. Legnani 1/02/07 23:03 - 5512 commenti

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Rivelatore. Si mangia Reazione a catena, Gli orrori del castello… e Cinque bambole… Al di là dei favolosi movimenti della mdp e della fantastica ambientazione nella sartoria e del consueto gioco di luce e colori (con chiaroscuri di gran classe), il film ribadisce che per Bava i personaggi sono nulla più che manichini, senza una vera psicologìa, la cui unica funzione è dar vita alla vicenda visiva, qui impreziosita dall’inedita serialità del crimine, dalla soggettiva dell’assassino il quale porta, guarda un po’, guanti neri alle mani.

caesars 2/02/07 09:00 - 3766 commenti

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Non un grandissimo giallo, ma fondamentale per tutti quelli che verranno in seguito. Sicuramente anche Dario Argento gli deve molto (anche se, a mio giudizio, lo supererà ampiamente).

Almayer 20/03/07 11:22 - 169 commenti

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Delizioso, con bellissima OST di Rustichelli. Bel canovaccio per cui sono tutti potenzialmente colpevoli. Ma la trama conta poco, di fronte ai giochi di macchina e di luci che Bava crea, tracciando il solco per Argento & co. Spettacolo visivo difficile da eguagliare.

Il Gobbo 27/04/07 13:20 - 3015 commenti

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Meraviglia. Bava comincia a prendere le distanze dai copioni (non senza buoni motivi) attraverso il suo inventivo barocchismo, colorando a mano la pellicola (!), regalando un sacco di sequenze memorabili e gettando le basi di svariato cinema a venire. Una festa per gli occhi, esplicitamente citato e omaggiato da Almodovar e Scorsese.

Homesick 12/05/07 08:54 - 5737 commenti

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Fondamentale per la genesi del giallo italiano, di cui declina tutti gli stilemi: iconografia dell'assassino, violenza insistita negli omicidi, donna vittima predestinata, erotismo, personaggi ambigui, false piste, logica vacillante, colpi di scena. Vertice dell’estro visionario di Bava in tableaux di morte dai colori rutilanti e irreali e negli interni barocchi - diretti discendenti del suo cinema gotico – sulle aristocratiche partiture di Rustichelli. Anche l’ambientazione nel corrotto mondo della moda farà parecchia strada nel genere. Archetipico, rivoluzionario, pittorico.
MEMORABILE: La sagoma dell’assassino che scompare sotto le luci intermittenti nel negozio d’antiquariato; il guanto ad artiglio; il cadavere tra i manichini.

Undying 8/12/07 19:45 - 3807 commenti

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Bava perfeziona e codifica gli stilèmi avviati nell'interessante La Ragazza che Sapeva Troppo (1962), prestando attenzione alla definizione iconografica (il look ed il "modus operandi" del serial killer) che il giallo all'italiana, catalogato come whodunit (contrazione dall'inglese "chi l'ha fatto"), farà sua negli anni a venire. L'utilizzo di una tavolozza cromatica, nella quale risaltano gli accesi colori che circondano manichini non meno fondamentali degli attori, predomina sul testo, costretto a cedere il posto alla coreografia dei delitti.

Cotola 11/12/07 01:49 - 8980 commenti

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Più che per la sua bellezza, questo film va ricordato per la sua importanza: è stato, infatti, assieme a La ragazza che sapeva troppo, uno degli apripista al genere giallo in Italia. Molte delle soluzioni usate da Bava diventeranno dei veri e propri stilemi del genere che saranno poi successivamente imitati da schiere di registi, e non solo nostrani. Certamente non il miglior Bava, ma comunque un prodotto molto godibile, grazie soprattuto ad un certo sadismo (inusuale per l'epoca) e ad uno stile "visionario e barocco" degno di un grande cineasta.

Ciavazzaro 20/03/08 12:55 - 4769 commenti

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L'archetipo del giallo italiano, dal quale Argento ripescherà a piene mani negli anni successivi. Gli elementi ci sono tutti: il sadismo, l'assassino impersonale in guanti, cappelli neri e addirittura con la faccia coperta. L'intrigo giallo è ben congegnato e verrà imitato, le musiche di Carlo Rustichelli sono un must e la confezione è d'eccezione. Ottimo il cast, a partire dalle vittime sino agli uomini. Da vedere. Un'altra lezione di cinema.

Matalo! 8/07/08 14:12 - 1378 commenti

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Non si può parlare di questo film col senno di poi, considerando Argento migliore di Bava solo per via dei mezzi tecnici. Ambedue i registi sono più degli artigiani e dei fotografi ma Bava ha il primato di avere dato il "la" a tanto cinema a venire e oltretutto i suoi film hanno un fascino e una solidità, nonostante le trame inesistenti, che Argento se le sogna. Un film da vedere per capire tanto cinema nostrano (anche Fellini si ispirò a Bava).

Lovejoy 9/07/08 14:23 - 1823 commenti

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Un thriller storico, nella cinematografia italiana. In pratica, ispirò i successivi film di Argento, con la mano guantata dell'assassino che colpisce le sue vittime apparendo dal buio. Grande sceneggiatura, gran ritmo, notevoli colpi di scena. Alcuni momenti sono ancora oggi agghiaccianti. Notevole il cast, su cui spiccano le facce patibolari dei grandi Franco Ressel e Luciano Pigozzi (noto anche come Alan Collins). Bella colonna sonora. Classico.

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Hackett 10/07/08 09:33 - 1865 commenti

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Capostipite di un certo tipo di film, il giallo all'italiana. Bava, con la maestria che lo ha reso celebre, inventa il prototipo dell'assassino che dominerà la scena dei thriller di casa nostra per il ventennio a venire. Atmosfera tesa, omicidi sempre più articolati, cinema giallo per definizione. Bello.
MEMORABILE: L'omicidio nella vasca da bagno... che ha ispirato Profondo rosso.

Cif 26/07/08 18:06 - 272 commenti

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A mio avviso in questo film Bava non mette solo tanta bravura stilistica. Il film è tenuto bene insieme, con un giusto equilibrio tra immagini e trama. Talvolta le critiche a Bava (come ad Argento o Fulci) tendono a ripetersi, fino a divenire preconcette. Qui la storia a mio avviso fila, a differenza di un film quale 5 bambole per la luna d'agosto. Un film molto misurato, che sa di Anni Sessanta, ma con un importante uso del colore, che ben si accoppia con manichini, spilli e tessuti. Un classico ed un capostipite.
MEMORABILE: Le diverse pieghe che assume la trama, verso il finale, prima di disvelarsi effettivamente.

Bruce 14/11/08 18:01 - 1007 commenti

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Lento e datato, ma elegante e raffinato. È l'inizio del thriller all'italiana, con l'assassino in soggettiva, in guanti neri e cappuccio, che uccide una ad una le modelle di un atelier. Argento copierà anche il finale, ne L'uccello dalle piume di cristallo.

Ellerre 9/01/09 09:58 - 89 commenti

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Capisco che sia il capostipite dei gialli-thriller nostrani, ma non si giustificano i molteplici vuoti di sceneggiatura e i cali di tensione in molte scene clou. Le musiche di Rustichelli, seppur apprezzabili, non aiutano il regista a creare la giusta suspense. I movimenti della mdp e la fotografia sono invece di ottimo livello, ma tutto il film sembra scorrere verso il finale senza nessuna variazione di "ritmo" (che invece sarebbe necessaria in un genere come il giallo).

Sabryna 21/03/09 14:17 - 225 commenti

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L'icona della donna come fantoccio pervade questo film. Non a caso la pellicola è ambientata in un atelier e le vittime sono tutte modelle. La modella è immagine classica della donna senza cervello; per Bava è paragonabile ad un manichino inanimato. Così, personaggi e manichini si confondono ed è difficile distinguere un personaggio dall'altro. Sono tutti molto simili, anche investigatore e killer vestono allo stesso modo. Bello lo spostamento in avanti: l'attenzione non va sull'assassinio, ma sul ritrovamento dei cadaveri.

Ghostship 25/05/09 20:59 - 394 commenti

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Qui nasce il giallo argentiano: luci innaturali, eccessi gore, assassino mascherato e doppio finale. Bava in un sol colpo codifica il genere e lo reinventa di continuo, lasciando di stucco lo spettatore. Ha ispirato tanti registi in tutto il mondo, ma raramente lo si ricorda. Seminale e fondamentale.

Funesto 23/10/09 13:59 - 525 commenti

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Il primo giallo con tutti quegli elementi che diventeranno poi clichè del genere: è un film la cui importanza trascende la sua (comunque alta) qualità. Ma lasciamoci alle spalle la sceneggiatura (che ha dei buchi ma che è comunque lineare) e la povertà del soggetto e godiamoci le scenografie, le azzeccatissime musiche, la magistrale fotografia, la violenza insistita degli omicidi mai stereotipati (di certo è uno dei thriller all'italiana più violenti, se non il più), la suspence e la bravura degli attori: sono delizie, per l'appassionato! ****
MEMORABILE: Il disumano pestaggio a sangue ai danni di Peggy.

Metuant 2/01/10 12:05 - 456 commenti

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Tipico giallo "ante-Argento", precursore del genere vero e proprio insieme a La ragazza che sapeva troppo. Bava non si risparmia e costruisce una torbida vicenda in cui a far da padrone è proprio l'ambientazione: l'atelier, illuminato da audaci e visionari giochi di luce, fa sembrare a tratti di assistere a un vero e proprio dipinto animato, per quanto macabro. Alcune sequenze particolarmente riuscite, anche se il risultato finale nel complesso non è poi così esaltante.
MEMORABILE: L'omicidio mediante guanto di ferro.

Pigro 23/03/10 08:57 - 9606 commenti

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Un serial killer si accanisce sulle modelle di un atelier di alta moda. Pietra miliare del cinema thriller, mantiene tuttora una forza straordinaria per la capacità evocativa barocca e "malata" degli ambienti, restituiti da una spettacolare fotografia che esalta in maniera teatralissima oggetti e arredi attraverso un uso immaginifico del colore (fin dai bellissimi titoli di testa). La storia stessa (già ricca di novità) è notevole, e l'anticipato svelamento dell'assassino riserva ancora tante altre sorprese. Perverso.

Pau 26/05/10 20:10 - 125 commenti

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Una trama esile (con rivelazione un po' deludente) tiene insieme suggestive sequenze di assassinio, grondanti colore e pathos (splendida la seconda, ambientata in un negozio di antiquario, tutta giocata sulle ombre). Però fa il suo esordio "lui", l'omicida dal volto nascosto, cappellaccio e guanti neri, sadico e inarrestabile, che farà le fortune del giallo italiano tra i Sessanta e i Settanta. Tra gli interpreti si segnala la bellissima e sfortunata Eva Bartok, ungherese che conobbe l'umiliazione di un matrimonio forzato con una SS.
MEMORABILE: Mentre scorrono i titoli di testa, i personaggi del film vengono presentati in guisa di manichini. Del resto la vicenda è ambientata in un atelier...

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Vanadio 27/04/10 22:02 - 105 commenti

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Datato (ahimè, non poco) giallo del tuttofare Mario Bava; una pellicola ancora oggi sconosciuta ai più, che ha l'unico pregio di aver fornito ispirazione e "coniato" quello che dopo almeno cinque anni diventerà il fortunato genere del giallo all'italiana, di cui Dario Argento sarà principale esponente. Peccato per Bava che non ha ricavato molto in fama e gloria (ma forse se ne sarebbe fregato, come faceva sempre del destino dei suoi film).

R.f.e. 4/09/10 18:55 - 816 commenti

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Se non vado errato, il primo film ad ambientare una serie di omicidi nel mondo della moda (ed uno dei primi film in assoluto a essere almeno parzialmente girati in quell'ambiente, se non vado errato in precedenza c'erano stati solo Le ragazze di Piazza di Spagna di Emmer, Le infedeli, Come sposare un milionario, "Cenerentola a Parigi" e poco altro). Raffinato, barocco, poi copiato in tutte le salse. Un thriller prettamente "estetico", da godere con spirito sadiano.

Capannelle 9/09/10 09:50 - 4389 commenti

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Bava mette in scena la sua eleganza (visibile già nei titoli di testa) e sperimentazione visiva, accompagnate da una dose notevole (era il 1964) di brutal killing. Fin qui le note positive perché allo stesso tempo abbiamo una regia compassata, musiche che saltellano qua e là e una trama non proprio inattaccabile. Se i meriti del film sono stati misconosciuti per parecchio tempo bisogna anche dire che per arrivare al capolavoro mancano diversi elementi.

Trivex 6/11/10 09:07 - 1736 commenti

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Colpisce subito il tripudio del colore rosso, come quando un pennarello bagna le figure scelte, per stigmatizzarle, dentro un disegno. Fotografia e scenografie ottime; atmosfera patinata, con il sentore delle acconciature delle belle dame che quasi si avverte nell'aria. Moderno, si parla del cancro della droga e siamo a metà degli anni 60; è un precursore cinematografico delle problematiche legate all'uso e all'abuso, nel mondo bene dei ricchi esteti. La storia, per il suo tempo, è forte e spietata; il look dell'assassino può essere quasi patetico (quasi).

Von Leppe 7/11/10 13:52 - 1249 commenti

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Credo che il termine giallo gli stia stretto, l'assassino senza volto e il sadismo ne fanno il capostipite di vari generi horror venuti dopo. Più che altro nel film si respira un'atmosfera gotica e malsana; ci sono delitti raccapriccianti fatti molto bene se si pensa che è un film del 1964. C'è la poetica baviana che verrà sviluppata nei seguenti anni 70, dove le persone sono manichini e tutti in qualche modo carnefici e vittime, parte di un gioco del destino. Visivamente impeccabile e oscuro. Ambientato a Roma.
MEMORABILE: L'omicidio della stufa.

Disorder 11/11/10 13:10 - 1416 commenti

I gusti di Disorder

Film sicuramente tra i più influenti mai prodotti dalla cinematografia italiana, capofila di un genere e ispiratore di tanti film di livello assoluto (Dario Argento). Detto questo, per me non è un capolavoro: sul versante del ritmo è invecchiato male (era negli standard dell'epoca, quindi lento) e anche la storia, pur valida, non è che sia eccezionale. Intatto è l'impatto visivo, magnifico come sempre accade con Bava, in grado di rendere eloquente ogni fotogramma. Insomma, importanza storica a parte, è "solo" un buon film.
MEMORABILE: Il look del killer: impermeabile, cappello e guanti neri.

Il Dandi 20/12/10 00:43 - 1917 commenti

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In solo un anno, da un film all'altro, un salto di qualità sorprendente: si passa da un divertissement ispirato ad Hitchcock al capolavoro che ha ispirato Argento; lì c'era la giocosa visione di una fumata d'erba, qui la dipendenza da cocaina; quello era un giallo-rosa fotografato in bianco e nero, questo un algido gioiello di colori acidi, specchi deformanti e tende velate. Fumoso, "immorale" e sinuoso come il jazz in colonna sonora (che ho trovato efficace). Seminale, di classe: quando si scopre il killer manca ancora mezz'ora di gran thriller.
MEMORABILE: Le trovate non si contano: l'omicidio nella vasca, il cadavere nel bagagliaio, i manichini e naturalmente... il look dell'assassino!

Stefania 7/01/12 19:12 - 1599 commenti

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I colori sono quelli della coda di un pavone, o di una porcellana cinese, esplodono nel buio come fuochi d'artificio, la Bellezza e la Morte, luce effimera e buio eterno, antico binomio qui ri-laccato del moderno glamour di un atelier di moda, esplorato con lenti e avvolgenti carrellate. Le sequenze degli omicidi brillano per compiaciuto sadismo, notevole la struttura narrativa... bifida, con sdoppiamento del punto di vista: se per tre quarti del film vi domanderete di chi è lo sguardo sugli eventi, nell'ultima mezz'ora vedrete con gli occhi dell'assassino!
MEMORABILE: L'omicidio con l'artiglio d'acciaio.

Casinista 9/01/12 10:44 - 39 commenti

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Affascinante thriller firmato da uno dei maestri del cinema italiano. Vengono dettate le linee guida del nascente giallo nostrano, poi imitato in tutto il mondo. Gli stilemi e le calde colorazioni della fotografia saranno alla base di un'altro capolavoro di Bava, Operazione paura (1966), caratterizzato da un'approccio volto al fantastico e al fiabesco. Inesauribile fonte di ispirazione per numerosi capolavori del brivido.

Belfagor 21/02/12 20:12 - 2686 commenti

I gusti di Belfagor

Un assassino dal volto coperto semina il terrore in un atelier. Precursore del giallo all'italiana, questo "dialogo fra la moda e la morte" si fa notare non tanto per la sceneggiatura - in realtà piuttosto lacunosa - quanto per la fotografia satura di colore, i giochi di luce e i barocchismi scenografici: nei titoli di testa, ad esempio, i personaggi sono introdotti a mo' di manichini. All'epoca criticato per il sadismo, ha esercitato un'indubbia influenza sul primo Argento, soprattutto per l'inventiva negli omicidi.
MEMORABILE: Gli omicidi, già una cifra stilistica del giallo nostrano.

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Didda23 25/05/12 21:01 - 2419 commenti

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Thriller dal vago sapore hitchcockiano, ha il merito di anticipare molte caratteristiche che il fenomenale Dario porterà alle stelle: in effetti la serialità degli omicidi, le venature sadico-maniache e l'uso particolare della fotografia sono d'avanguardia. Purtroppo, nello svolgimento, il regista si perde nella forma tralasciando l'elemento narrativo, che risulta colmo di tempi morti e privo di suspence. Visivamente eccellente e poco più. 2 e mezzo.

Giordani 25/02/13 00:50 - 39 commenti

I gusti di Giordani

La trama e il ritmo non sono eccezionali, ma per il resto è un film di assoluta classe: raffinato ma efferato e malsano al tempo stesso, questo "Sei donne per l'assassino" è l'evidente ispiratore del thriller all'italiana dei primi anni '70. Fotografia, uso dei colori e scelta delle location sono di altissimo livello e creano un'atmosfera assolutamente indimenticabile. Grandiosa la colonna sonora di Rustichelli.

Mickes2 15/02/13 15:57 - 1670 commenti

I gusti di Mickes2

Pilastro fondamentale per tutto il filone thriller-giallo che verrà; coordinate e ascisse del genere assumono qua piena forma e se l’impalcatura giallistica non brilla a 24 carati l’impianto visivo barocco è da capogiro, c’è di che strabuzzare gli occhi tra cromatismi smaglianti e giochi di luci e ombre. Riuscitissimo il tratteggio del killer senza volto, vorace e senza pietà, che il disvelamento non indebolisce ma anzi rincara una dose massiccia di perversa alienazione nonché una profonda e corruttibile ambiguità dell’animo umano. Bellissimo.
MEMORABILE: L’incipit; Il terzo omicidio; Il volto bruciato; La vasca da bagno.

Nicola81 25/05/13 21:52 - 2815 commenti

I gusti di Nicola81

La grande stagione del giallo italiano l'ha inaugurata Argento, ma il suo archetipo porta la firma di Bava, capace di regalare momenti di grande cinema e di inventare una figura di assassino seriale, con tanto di cappello, impermeabile e mani guantate, che diverrà una vera e propria costante. Qualche pecca nella sceneggiatura e personaggi di scarso spessore (solo la Bartok recita con la giusta convinzione), ma sul piano dell'estetica siamo di fronte a uno spettacolo difficilmente eguagliabile. Discrete le musiche di Rustichelli. ****
MEMORABILE: Gli omicidi, in particolare quello della Arden, di una ferocia insolita per l'epoca; Il finale, uno dei migliori del genere.

Lucius 7/08/13 19:54 - 3015 commenti

I gusti di Lucius

Fra i gotici per eccellenza italiani. Impregnato di un'ombrosa fotografia e ricco di stile il film di Bava, tecnicamente ineccepibile, cattura l'attenzione dello spettatore non tanto per la trama, comunque anch'essa godibile, quanto per la regia di gran classe. Uno dei pilastri nostrani del cinema classico thriller e horror. Perfino Argento ha preso ispirazione da questa pellicola, e questo la dice lunga. La musica di Rustichelli si sposa benissimo con le immagini. Evergreen.

Maik271 28/10/13 18:21 - 436 commenti

I gusti di Maik271

Una splendida fotografia, ottima trama, un buon cast per questo bel giallo, forse il primo vero giallo all'italiana, indubbiamente ben girato dal maestro Mario Bava. Alcune omicidi sono ispiratrici di film che negli anni successivi faranno la storia del giallo, vedi la scena del bagno ripresa da Dario Argento in Profondo rosso. Assolutamente da vedere!

Giùan 31/10/13 06:58 - 4508 commenti

I gusti di Giùan

Paradigmatico della fenomenale abilità di Bava nel costruir Cinema-Cinema, una destrezza al contempo tutta mentale e razionale a livello di scrittura, quanto inventiva ed esteticamente lussureggiante per ciò che concerne l’utilizzo della mdp. Ed è appunto questo connubio tecnico-narrativo a determinar lo stupefacente avanguardismo di questo film, abbagliante come le luci che lo destrutturano, imperturbabile come i manichini che lo abitano e lucido come la follia che “muove” i movimenti registici e gli insani atti dell’assassino in pelle e pellicola.
MEMORABILE: I titoli di testa; L’assassinio con la stufa; Il “punto di vista” del diario.

Ronax 25/12/13 01:27 - 1237 commenti

I gusti di Ronax

Sul fatto che con questo film Bava abbia posto i canoni del thriller italiano del decennio a venire è stato detto tutto. Così come ormai assodata è la radicale dicotomia fra il Bava mago delle scenografie, delle luci e dei cromatismi e il molto più modesto Bava narratore, spesso impacciato e sbrigativo nel ripiegare su soluzioni affrettate e poco coerenti con il resto della sceneggiatura. Due aspetti che la pellicola in questione riconferma pienamente. Il succulento cast femminile capitanato dalla bella Bartok merita sicuramente una visione.
MEMORABILE: Dante Di Paolo in crisi di astinenza da coca.

Jdelarge 9/03/14 01:24 - 1000 commenti

I gusti di Jdelarge

Film d'importanza fondamentale per il cinema italiano perché sancisce l'inizio di uno dei generi più gloriosi del cinema nostrano: il thriller. Bava detta le regole e lo fa con il suo solito stile e la sua consueta genialità, creando atmosfere e ambienti fuori dalla concezione comune. Tra angoscianti manichini e coloratissime luci a intermittenza si fa strada una trama ben congegnata e penalizzata solo dalla modestia di alcuni attori. Per il resto il film è da vedersi tutto d'un fiato. Grande cinema, grande Bava.

Lythops 23/10/14 19:19 - 1019 commenti

I gusti di Lythops

Un film di assoluto stile in primis, un buon giallo in secundis. Bava imbastisce un film visionario con una fotografia perfetta, con associazioni cromatiche geniali che ci accompagnano dai titoli di testa a quelli di coda. Buoni gli attori; Rustichelli costruisce una partitura musicale non proprio innovativa ma in linea con gli anni in cui il film è stato girato. Ammirevole.

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Myvincent 23/11/14 07:53 - 3710 commenti

I gusti di Myvincent

Alla fine i conti tornano e le donne assassinate (coi metodi più sadicamente efferati) sono realmente sei, tutte belle e attraenti, coniugando così estetica e morte. Mario Bava confeziona un grande film dove tutti gli elementi (sceneggiatura, dialoghi, fotografia) si amalgamano perfettamente, "regalando" paura e lasciando lo spettatore in un perenne stato di ansia interrogativa. Eccellente incursione dell'horror nel thriller.

Minitina80 10/03/15 05:51 - 2968 commenti

I gusti di Minitina80

Bava codifica gli elementi che andranno a contraddistinguere il genere: l'iconografia dell'assassino, la scia di cadaveri, personaggi ambigui, sadismo e violenza insistita negli omicidi (elementi assai inusuali per l'epoca). Colori saturi e luci a intermittenza conferiscono un tono pittorico a sequenze che restano impresse per la loro bellezza. Suadente la colonna sonora di Rustichelli, che conferisce un leggero tocco di perversione ad alcune scene.

Graf 22/03/15 21:37 - 708 commenti

I gusti di Graf

Il set come l’antro dello stregone, il regista come misterioso alchimista della fotografia, i personaggi come semplici segni grafici che disegnano i contorni di un torbido e cupo gioco infernale, la forza espressionista del colore come principio immateriale che misura la violenza delle passioni: il sadismo, il vizio della droga, l’avidità, la lussuria, la furia omicida. Film sulla materia che si disaggrega, si liquefà, si corrode fino alla putrefazione. Mario Bava è una guida dantesca che ci fa fare quattro passi nell'inferno. Affascinante ma disturbante.
MEMORABILE: Il benzinaio interpretato da un giovane Enzo Cerusico è l'unico personaggio che dia l'impressione di vivere su questa terra...

Pinhead80 1/05/16 13:20 - 4707 commenti

I gusti di Pinhead80

Il mondo della moda viene sconvolto da un assassino mascherato che uccide donne bellissime. Ci sarà un movente? Questo di Bava è un Thriller con la T maiuscola, che sarà fonte di ispirazione per molti registi a venire. Ogni omicidio è curato alla grande e con originalità senza economizzare in violenza e crudeltà. La trama intriga e non si perde mai l'interesse nemmeno quando cominciamo a capire come siano andate le cose. I migliori thriller sono fatti così.

Rambo90 27/09/16 02:23 - 7633 commenti

I gusti di Rambo90

Film seminale per il giallo all'italiana, visto oggi sicuramente più semplice e un po' datato rispetto alle pellicole che a esso si sono ispirate. Rimane comunque vivissima la capacità di Bava di costruire sequenze di tensione degne di nota (come il secondo omicidio) e l'ottimo lavoro sulle scenografie. L'intreccio non è molto brillante, ma ha un paio di inaspettate svolte. Interessanti i personaggi femminili, meno quelli maschili. Fotografia molto pop di colori saturi, tipica del periodo e musiche un po' blande.

Silimone 28/09/16 09:58 - 3 commenti

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Uno spettacolo per i sensi. Film che dovrebbe animare il cinefilo, presentando grammatica e sintassi del giallo all'italiana (e Argento e co. ne trarranno a piene mani). Ma è anche un'opera bella in sé: location perfette, costumi e musiche degne di nota; luci e regia scolpiscono una trama che procede a passo regolare, per ritmo e tensione, con uno sviluppo finale interessante, pur privo di un climax adrenalinico. Nel cast non emerge nessuno per carisma. Pecca o precondizione? Sin dai titoli di testa si chiarisce che i personaggi sono manichini.
MEMORABILE: I titoli di testa; La scena del diario nell'atelier; Tutti gli omicidi.

Rufus68 16/10/16 22:35 - 3808 commenti

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Bellissimo l'inizio, dai titoli di testa alle eleganti scene nell'atelier. Il prosieguo sconta invece uno svolgimento giallo sin troppo prosaico; restano mirabili certi affioramenti formali (controluce, movimenti di macchina, lumeggiature) e l'implacabile fatalismo di fondo (meno lambiccato che in Lisa) secondo cui gli uomini sono anonime pedine di un gioco insensato; una figurazione che il "pittore" Bava può aver mutuato dai manichini metafisici di De Chirico o, in questo caso, vista la mascheratura dell'assassino, dal Magritte de "Gli amanti".

Ultimo 24/11/16 17:03 - 1648 commenti

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Un film molto importante nella storia del giallo all'italiana, in cui il maestro Mario Bava dà buona prova delle sue abilità. Sebbene la vicenda non sia chissà cosa, il film risulta riuscito grazie all'ottima scenografia e alla buona costruzione dei luoghi. Ci sono anche buoni momenti di tensione (gli omicidi sono parecchio brutali e l'assassino "senza volto" mette un po' di paura...), che confluiscono in un'ultima parte tutta da gustare. Imperdibile per i fan del giallo.

Samdalmas 25/11/16 16:36 - 302 commenti

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Dopo un primo tentativo di giallo con La ragazza che sapeva troppo Bava crea il primo thriller italiano ispirando molti registi tra cui Argento. Fanno scuola l'atelier con belle donne, il killer mascherato e un accentuato sadismo negli omicidi. Tutto girato in modo egregio, con luci pop, anche se gli attori sembrano manichini e la storia non è sempre brillante. Musiche di Rustichelli.
MEMORABILE: Gli omicidi con la stufa bollente e nella vasca.

Ira72 23/02/17 10:48 - 1304 commenti

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Mario Bava docet. Innumerevoli i registi che si ispireranno a questo film. Splendido capostipite di raffinate efferatezze di genere di cui andare orgogliosi. Assassini incappucciati o dai volti coperti, misteriose e angoscianti telefonate, guanti chiodati, piaghe da ustione, lame, sangue e annegamenti al fine di tenere lo spettatore sempre col fiato sospeso. Omicidi sadici, mai buttati nel calderone tanto per fare. C'è una sceneggiatura robusta dietro. Una scorrevolezza rara. Un talento innato.

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Kinodrop 3/03/17 21:01 - 2889 commenti

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Si capisce molto bene sin da subito come l'interesse di Bava sia la messa in scena e la "illuminotecnica", che difatti qui è davvero sontuosa e accattivante. Ciò non basta per rendere un giallo coerente e interessante, ben narrato e con un crescendo di suspense. La serialità dei femminicidi si risolve in sterile ripetitività e lo spettatore si scopre paradossalmente "a contare fino a sei". Trionfo di primi piani da fotoromanzo, suppellettili da rigattiere di alto bordo e pettinature indeformabili. Appropriata ed evocativa la musica di Rustichelli.
MEMORABILE: Le classiche scene di vento; L'uso del colore.

Deepred89 10/03/17 03:01 - 3693 commenti

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Celebratissima pellicola che del giallo del decennio successivo anticipa le componenti ma non l'anima: l'atmosfera è pulp e psichedelica (a differenza di quella del vero thriller argentiano, ambigua e morbosa), il lato psicologico è prossimo allo zero e l'assassino - pur guantato e nerovestito - ha ancora le movenze forsennate degli eroi dei fumettacci neri. Inquadrature di grande raffinatezza, splendida fotografia (specie degli esterno-notte), musiche gustose, ma trama canonicissima e senza troppo mordente (e ancor meno tensione).

Magi94 6/07/17 14:09 - 938 commenti

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Film molto più importante che bello. Bava aveva posto alcune basi del giallo all'italiana nel precedente La ragazza che sapeva troppo, in particolare i protagonisti e la sviluppo della storia, mentre in questo "Sei donne per l'assassino" si concentra sulle atmosfere, sul killer e sulla bellissima fotografia. Peccato che la sceneggiatura sia a dir poco ridicola (ma non nel modo geniale e delirante del futuro Reazione a catena) e i personaggi macchiette depositate sullo schermo. A vederlo, a dir la verità, si può solo pensare che sia un brutto film.

Daniela 19/07/17 19:17 - 12578 commenti

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Considerato l'apripista per il giallo all'italiana sotto molto aspetti, non vale per il "cosa" racconta ma per "come". La trama, con un serial killer in quella che diventerà una divisa d'ordinanza impegnato a far strage di belle donne preferibilmente poco vestite, è ingegnosa per l'accumulo delle piste false ma certo non priva di forzature ed illogicità, ma le ambientazioni dal gusto barocco, certi particolari sadici negli omicidi e soprattutto lo splendido uso antinaturalistico di luci e colori trasformano certe sequenze in tableaux vivants alla Madame Tussauds di conturbante bellezza.
MEMORABILE: Il secondo omicidio ambientato nel magazzino dell'antiquario.

Fedeerra 15/01/18 05:19 - 771 commenti

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È il giallo all'italiana con le tappezzerie più belle della storia del cinema; e già questo lo rende senza alcun dubbio indimenticabile. Ma Bava, oltre a rivestire di barocca eleganza il suo film, lo nutre con un abbondante piatto di suspense, lo colora con tinte pastello sature di indimenticabili cromatismi neon e infine gli marchia addosso una storia dal fascino ambiguo: un po' come una matrioska assassina. Opera femminea e sadica, che mostra un'ineguagliata carica morbosa e una grande attenzione per le coreografie dei delitti. Maestoso.

Jena 25/08/18 16:23 - 1541 commenti

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Il vero film che anticipa il thriller argentiano. Qui troviamo la ferocia degli omicidi (assai spinto per l'epoca e decisamente pre-argentiano quello della tipa abbrustolita sulla caldaia rovente) ma sopratutto il gusto visionario con luci, colori accesi e ombre (i manichini rosso fuoco). Tutti elementi che troveremo potenziati in Argento. A momenti straordinari di gusto visivo notevolissimo (il primo omicidio in una galleria di piante e luce) si contrappone una trama un po' scontata. Bella la citazione della Maschera del demonio.

Anthonyvm 18/05/19 23:52 - 5577 commenti

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Anche se non il primo, è da ritenersi il capostipite del giallo all'italiana. Pur essendo un po' datato, si tratta di un valido thriller la cui influenza iconografica e stilistica sui successivi film del filone (e rispettivi registi) è innegabile. Bava, maestro del colore, tinge i set di toni irreali e opprimenti, mette in scena un killer mascherato e guantato e gli affida una sadica inventiva nel commettere i suoi truci delitti. Rimane qualche stilema gotico a incorniciare le tenebrose atmosfere. Una pietra miliare del cinema di genere.
MEMORABILE: Il volto trapassato da un guanto chiodato, auto-omaggio del regista de La maschera del Demonio; Il viso ustionato; L'omicidio nella vasca da bagno.

Thedude94 31/10/19 23:59 - 1082 commenti

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Bava realizza un thriller ambientato nell'alta moda e negli ambienti borghesi di una civiltà perduta tra paura, desiderio e potere, mettendo in scena un'ottima sezione fotografica, con colori che somigliano a moderne luci led colorate. Le scenografie sono un altro punto alto del film, così come la colonna sonora ricca di momenti di tensione, oltre a un make-up a dir poco stupefacente. Tutto ciò attenua i difetti di una sceneggiatura un po' debole, che può sembrare ripetitiva e in alcuni punti anche scontata. Comunque da vedere perché buono.

Berto88fi 4/03/20 10:24 - 216 commenti

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Grandioso giallo/thriller italiano, rivoluzionario e moderno per l'epoca. In una deliziosa, sgargiante cornice pop tipicamente anni 60, tra colori e giochi di luce contrastati al buio, Bava presenta una vicenda colma di ferocia con omicidi di forte impatto, che anticipano i futuri slasher e lo stile argentiano. Curiosa la volontà di rendere totalmente insignificanti i personaggi; notevole la soundtrack jazzata che sembra beffarsi degli eventi mostrati. Un difetto? il titolo troppo esplicito e rivelatore.
MEMORABILE: Le riprese dall'interno del caminetto; L'artiglio piantato in faccia; La scena in vasca.

Noodles 14/10/20 22:31 - 2186 commenti

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Il capostipite di un lungo filone di film, un tesoro saccheggiato da tanti registi, nella fotografia, nel sadismo, nel tipo di storia. Un tesoro però non privo di difetti. Pur con una storia di grande interesse e suspense non mancano i momenti morti. Anche tutto il finale ha un qualcosa di poco convincente, come a volte i dialoghi. Non è il miglior film di Mario Bava insomma, eppure lo stile straordinario è innegabile, come la cura per la fotografia, seppur non sempre piacevole. Come è innegabile l'importanza che ha rivestito per il cinema italiano e non solo. Comunque notevole.

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Keyser3 17/05/21 23:04 - 444 commenti

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Proto argentiano per antonomasia, pertanto riveste una certa importanza nella ricca filmografia gialla italiana; pur non soddisfacendo sino in fondo, certe sequenze lasciano comunque il segno (ricordiamo che siamo nel 1964, a sei anni dall'Uccello argentiano). Attori un po' anonimi, le cui prestazioni sono compensate da un doppiaggio di altissimo livello. Regia di polso, scenografie assai curate; peccato solo che lo smascheramento anzitempo dell'assassino tolga un po' di suspence.
MEMORABILE: Le fattezze dell'assassino, che tanti ispireranno.

Il ferrini 3/10/21 18:56 - 2326 commenti

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Film di rara bellezza estetica, e non solo per la fotografia ma anche per i movimenti di macchina (il carrello fra i separé) o la composizione delle inquadrature (la vittima inquadrata attraverso i manici della borsetta). Arredi e drappeggi inquietanti, gli immancabili manichini - vedi anche Lisa e il diavolo - e soprattutto l'assassino senza volto, spietato e brutale (memorabile la scena del volto ustionato). Da qui attingeranno in molti, da Argento a Martino, e non solo per l'immaginario visivo ma anche per i barocchismi della trama. Da non mancare.

Teddy 15/10/22 20:50 - 801 commenti

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Un Bava cruento, sperimentale, visionario e in netto anticipo sui tempi. “Sei donne per l’assassino”, nella sua radicalità narrativa e audacia estetica, (re)inventa e codifica il linguaggio dello slasher all’interno del vessato Pantheon del thriller-gotico. Cinico e beffardo fino all’ultimo e con uno degli allestimenti scenografici più lussureggianti di tutto il cinema italiano.

Sonoalcine 9/06/23 01:06 - 182 commenti

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Pellicola che vista al giorno d’oggi appare irrimediabilmente datata. La recitazione e la trama in sé non sono troppo accattivanti. Vedibile e apprezzabile sicuramente per essere stato uno dei capostipiti del giallo all’italiana, ma sicuramente, a distanza di quasi sessant'anni non si va oltre la mera sufficienza. Mario Bava ha saputo fare certamente di meglio.

Bullseye2 17/08/23 22:31 - 391 commenti

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Bava e il cinema pop art: come il maestro ligure trasformò un fumettaccio nero sado-thriller in una visita quasi interattiva a un museo dove i colori sono estremamente vividi come sotto l'effetto dell'LSD; insomma, un vero e proprio godimento per i sensi che inventerà il vero giallo all'italiana e sarà copiato e omaggiato in tutto il mondo fino ad oggi. Avanti almeno di dieci anni per l'epoca e al tempo stesso un perfetto ritratto del lato oscuro dei favolosi anni '60 in Italia, come sempre più compreso e amato all'estero che in patria. Sadico, violento, intelligente e mai datato.
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  • Homevideo Zender • 11/04/15 08:03
    Capo scrivano - 47630 interventi
    Ah sì? da prendere assolutamente allora. Qui conta tutto come sono riusciti a rendere gli spettacolari colori della fotografia. Ad esempio c'era un abisso tra il dvd americano (Blood and black lace, sbiadito) e quello tedesco in edizione limitata con copertina pelosa (Blutige seide, spettacolare). Tu hai per caso il dvd tedesco, che a me pare nettamente il migliore finora uscito?

    Sarebbe questo, Gobbo?

    http://www.arrowfilms.co.uk/blood-and-black-lace-steelbook-arrow-store-exclusive/
    Ultima modifica: 11/04/15 08:06 da Zender
  • Homevideo Il Gobbo • 11/04/15 12:29
    Segretario - 762 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Ah sì? da prendere assolutamente allora. Qui conta tutto come sono riusciti a rendere gli spettacolari colori della fotografia. Ad esempio c'era un abisso tra il dvd americano (Blood and black lace, sbiadito) e quello tedesco in edizione limitata con copertina pelosa (Blutige seide, spettacolare). Tu hai per caso il dvd tedesco, che a me pare nettamente il migliore finora uscito?

    Sarebbe questo, Gobbo?

    http://www.arrowfilms.co.uk/blood-and-black-lace-steelbook-arrow-store-exclusive/


    Precisamente. Io ho preso la steelbook ma c'è anche l'edizione standard con bd e dvd. I colori sono superlativi, e anche rispetto all'ottimo dvd crucco è un salto di qualità evidente. Per i fanatici, i titoli sono in italiano
  • Homevideo Zender • 11/04/15 17:04
    Capo scrivano - 47630 interventi
    Grazie. In una parola imperdibile!
  • Homevideo Caesars • 27/04/15 16:11
    Scrivano - 16791 interventi
    Divertente filmato sull'unboxing del blu-ray

    https://youtu.be/GgIjzFhlPX8
  • Homevideo Caesars • 4/05/15 16:43
    Scrivano - 16791 interventi
    Attenzione, brutte notizie dal fronte Arrow.
    Pare che il blu-ray abbia formato sbagliato (1.66).
    ne parlano sul forum di Nocturno
    http://forum.nocturno.it/index.php?topic=33290.45;topicseen
  • Homevideo Zender • 4/05/15 17:00
    Capo scrivano - 47630 interventi
    Ah, han sbagliato formato... complimenti. Tutto sto lavoro di qualità e poi cannano una cosa fondamentale come il formato? Bah. Magari lo ristampano comecon Tenebre...
  • Discussione Rufus68 • 16/10/16 22:57
    Contatti col mondo - 218 interventi
    Come ho già scritto nel commento (a breve apparirà) la maschera degli assassini mi ricorda il celeberrimo dipinto di René Magritte, Gli amanti (Les Amants).

    http://s16.imagestime.com/out.php/t1083726_Lesamants.jpg

    (metto il link vista la mia perdurante inettitudine a postare immagini).

    Non so se siano mai stati pubblicati saggi sulla sapienza "pittorica" di Bava. Credo, a ogni modo, che certe sue allusioni figurative rivelino un'animo più colto di quanto la sua modestia (o timidezza) lasci intendere.
  • Curiosità Zender • 25/05/17 18:55
    Capo scrivano - 47630 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Homevideo Digital • 6/07/19 13:33
    Portaborse - 3969 interventi
    Dvd Sinister - restaurato in hd - disponibile dal 06/09/2019.
  • Homevideo Dusso • 3/09/21 18:35
    Archivista in seconda - 1821 interventi
    Dvd Sinister del 2019
    dvd9 (5,87 gb)
    Formato 1:66:1 titoli di testa in Italiano
    Come extra:
    Commento audio di Lamberto Bava e Luigi Cozzi
    Intervista a Lamberto Bava (30 min.)
    Featurette "L'assassino ha i guanti neri (12 min.)
    E vari trailer del film.

    Immagine al minuto 50:47:

    Ultima modifica: 3/09/21 19:20 da Zender