LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Più che un film una galleria di personaggi, il ritratto impietoso di una realtà sociale che lascia basiti. Girato praticamente per intero (escluso due o tre brevi scene) all'interno di una fatiscente baraccopoli romana, il lavoro di Ettore Scola (che si guadagnò a Cannes la Palma d’Oro per la miglior regia) non possiede una vera e propria storia. Si lascia invece andare sulle ali del ribrezzo liberando l’estro improvvisativo del protagonista Nino Manfredi, indubbiamente bravo ma prigioniero di situazioni che lo costringono a ripetersi, un po' come tutti. E infatti BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI non procede certo a ritmo spedito e lascia intravedere fin dalle prime scene una coerenza di sceneggiatura penalizzante....Leggi tutto Procedere per quasi due ore tra sorci, baracche, facce sporche e luridi cessi può essere divertente e relativamente originale (anche se John Waters, per dirne uno, avrebbe qualcosa da ridire, visto quel che ha fatto a Baltimora), ma ci voleva uno sforzo in più. C'era bisogno di qualcosa che smuovesse il copione dall’appiattimento sulla medesima tematica, che desse una forma alle tante idee sparse qua e là come piccoli sketch autonomi. In ogni caso Scola è riuscito a infondere una buona forza alla sua regia e i personaggi restano impressi nella memoria grazie a caratterizzazioni più misurate di quanto non si possa immaginare (Manfredi in primis), capaci di regalare un alone di credibilità agli evidenti eccessi che vediamo in scena. Il microcosmo in cui essi si muovono è descritto esaurientemente; è palpitante, vivo e lascerà in noi un ricordo indelebile così come l'occhio cecato, a palpebra abbassata, del perfido Giacinto Mazzatella (Manfredi).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Deepred89 30/06/07 19:25 - 3310 commenti

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Bel film. Ottima la regia di Scola, che riesce a trovare un perfetto equilibrio tra ironia e sgradevolezza. Eccellente l'interpretazione di Manfredi, veramente incredibile, e azzeccati i volti di tutti gli altri attori. Funzionali le musiche di Trovajoli.

Il Gobbo 3/07/07 09:03 - 3011 commenti

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Terrificante (ma in senso buono, stavolta) tragicommedia di Scola, che indovina un'ambientazione resa con allucinante accuratezza, che spazza via in un botto tutto un pasolinismo d'accatto. Il resto, a margine dell'esile canovaccio, lo fa un Manfredi mostruoso, impareggiabile nel calarsi in un personaggio di rara abiezione, quasi dickensiano, e nel curarne i dettagli (la camminata barcollante cn pedata a vuoto rifilata a un bambino che passa... ). Eccezionale. Grande anche il temino musicale di Trovajoli ("ma 'ndò vai? Ahò!")

Caesars 27/09/07 10:43 - 2765 commenti

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Purtroppo non mi è piaciuto, forse mi sfugge qualcosa ma questa volta mi sembra che Ettore Scola abbia confezionato un lavoro enormemente inferiore al suo standard del periodo. Le vicende che si svolgono nella baraccopoli potevano essere riassunte in un corto/medio metraggio che ci mostrasse a che livello di abberrazione può arrivare il vivere umano, invece per quasi due ore si assiste sempre alle stesse cose e la noia arriva presto. Non male comunque le interpretazioni e qualche momento "poetico" all'interno di tanta miseria umana.

Puppigallo 18/01/08 10:03 - 4525 commenti

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Qui Manfredi dà il meglio (nel peggio) di sè con uno dei personaggi più squallidi che si siano mai visti. Peccato che la pellicola sembri un compiaciuto susseguirsi di brutture e di orridi freak, in simbiosi con la spazzatura e i rottami che li circondano. Sono una sorta di cani randagi, che di umano hanno mantenuto solo i lineamenti. Per circa due ore (troppe) si naviga nel marciume, nel penoso e nello schifo (non si salva proprio nulla). Viene quasi la nausea, ma nonostante questo, va visto, anche solo per Manfredi (brutto, sporco e cattivo).
MEMORABILE: Manfredi e il suo tesoro (guai a chi lo tocca).

Markus 19/05/08 09:49 - 3330 commenti

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Ettore Scola dirige, in pieni anni settanta, un film in cui si narra la storia di una famiglia di poveri disperati (tra i quali spicca il “vecchio” di famiglia interpretato da Nino Manfredi) ambientandola nelle borgate fitte di “catapecchie” romane, allora ancora presenti e parte integrante della città. Nel film si mette in luce, con straordinaria efficacia, la vera natura umana, senza veli, la disperazione della povertà e le azioni riprovevoli che essa può comportare nella comunità. Tra le più significative interpretazioni di Nino Manfredi.

Maineng 16/06/08 02:57 - 100 commenti

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Film dove realismo e ironia si fondono alla perfezione. Giacinto Mazzatella, geloso del suo milione costatogli la perdita di un occhio, dimostra quanto l'avidità costi fatica in un ambiente degradato come quello in cui vive. I rapporti tra i numerosi familiari sono spesso equivoci e scanditi dalla continua ricerca della "fortuna" paterna. Ettore Scola ha sicuramente estremizzato un certo tipo d'ambiente rendendo questo film fortemente ironico senza tralasciare l'aspetto squallido e triste dell'estrema periferia romana.
MEMORABILE: Giacinto al commissariato: "Voglio denunciare la mia famiglia per furto aggravato". "Aggravato da che?". "Dal fatto che il milione era mio!"

Matalo! 14/07/08 18:03 - 1368 commenti

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Anche se spesso fa ridere, sorprendere e allegramente nauseare, il limite di questo film sta negli intenti didattici e di denuncia sociale che suonano ipocriti di fronte a tanto goloso compiacimento del campionario di schifezze, sorci, anomale lavande gastriche compiuti dagli eroi di questo film. Uno spaccato a sketches che assomiglia negli ambienti e nella sporcizia alla realtà di certe baraccopoli del centro-sud, ai piedi del centro delle capitali. Indimanticabile a suo modo (per forza!).
MEMORABILE: "Avete visto che mostro mi son dovuto scopare per mettervi al mondo" (Giacinto ai figli ingrati). La scena apocalittica del pranzo del battesimo.

Homesick 13/07/08 18:06 - 5737 commenti

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Dalla miseria non si esce, né con le buone, né con le cattive: è l’amaro epilogo di questa commedia ambientata in una squallida baraccopoli ai margini della civiltà del progresso che Scola – memore della lezione di De Sica - tratta con toni da neorealismo estremo avvalendosi di un eccezionale Manfredi guercio e della partecipazione di veri sottoproletari. Il quadro è spesso scombinato e ripetitivo, ma acquista risalto via via che la cattiveria dei personaggi aumenta. Parenti… serpenti.

Galbo 21/11/08 19:14 - 11449 commenti

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Una delle cose migliori di questa tragicommedia di Ettore Scola è l'ambientazione nella putrida periferia romana (molto calzante a questo proposito il titolo) con personaggi che risultano molto efficacemente assai sgradevoli. Il film che ha i toni della farsa è dominato dalla figura di Nino Manfredi in uno dei suoi ruoli migliori, circondato da degni caratteristi.

Pigro 20/11/08 09:17 - 7908 commenti

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Ampia famiglia patriarcale in una baraccopoli romana si barcamena tra sogni di benessere e avidità. Un'incredibile corte dei miracoli che sembra uscita da un dramma di Valle-Inclàn: viaggio grottesco nell'antropologia moderna, lombrosianamente divertito nella descrizione di nuovi mostri e pasolinianamente partecipe di questo mondo a parte. Ma più che un documento di vita vera è un grande affresco allusivo della cattiveria che attanaglia individui di qualsiasi estrazione sociale: i brutti, sporchi e cattivi siamo noi tutti. Manfredi eccezionale.

Brainiac 24/01/09 12:18 - 1083 commenti

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Brutto film di Scola, che disegna una periferia romana desolante, ammantata da una tristezza esistenziale opprimente e popolata da personaggi eccessivi (la madre che vende la figlia). Manfredi, che personalmente venero, interpreta un uomo squallido, violento, anch'esso, a mio parere, eccessivo. Va bene, queste borgate non erano il luogo felice per eccellenza ma neanche un girone Dantesco! Si salvano (?) solo i bambini, costretti a passare le proprie giornate in delle vere e proprie gabbie. In generale un film rumoroso, pieno di luoghi comuni, faticoso da vedere.

Renato 1/04/09 16:07 - 1591 commenti

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Film che ho sempre trovato estremamente interessante; racconta di questo gruppo di sotto-proletari meridionali accampati in una zona periferica di Roma. Scola non ci nasconde nulla, anzi, enfatizza la miseria (soprattutto ideologica) dei personaggi entrando prepotentemente nel grottesco: ma per fortuna ci risparmia un qualsiasi giudizio morale o moralistico, ed il suo film ne guadagna. Ottimo Manfredi, ed ottima anche la scelta delle facce degli attori secondari (D'Ippolito, Anniballi, Garofolo, solo per citare i tre più conosciuti).

Cangaceiro 9/07/09 11:39 - 982 commenti

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La forma prevale sul contenuto. La cosa che balza all'occhio (ne basta anche uno solo per accorgersene!) è il gran lavoro di scenografia e costumi al servizio dell'impeccabile regia di Scola. Monte Ciocci è una sorta di girone infernale con tanto di dannati destinati a marcirvi tutta la vita. L'unica forma di comunicazione in mezzo a tale degrado morale e materiale è l'atto sessuale, anche quello incestuoso. Se gli adulti tirano a campare i bambini sono più penalizzati, tristemente costretti dentro una gabbia. Molto bene Manfredi, finale nichilista.
MEMORABILE: Le facce dei bambini chiusi nel recinto. La madre ai figli: "Vostro padre ha portato una puttana in casa!" E uno risponde: "Ah, grazie ma mo nun me va!"

Metuant 10/01/10 22:22 - 455 commenti

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Grottesco, beffardo e cattivissimo: in queste tre parole si può sintetizzare questo film che permette a Manfredi di interpretare uno dei più sgradevoli eppure reali personaggi della commedia italiana. Scola non si risparmia, mettendo in mostra il degrado della gente e anche di una società e tratteggiando figure addirittura caricaturali, una fra tutte la prostituta Iside. Un film a tratti disturbante, spesso sgradevole, ma allo stesso tempo irresistibile.
MEMORABILE: Le notti in cui Giacinto resta sveglio fantasticando di sbarazzarsi della famiglia.

Pasolini 17/04/10 10:01 - 10 commenti

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Film di denuncia sociale ambientato in una baraccopoli romana. Descrive alla meglio la situazione di disagio e in qualche momento riserva allo spettatore alcune scenèdivertentìper rendere più gradevole la visione. Ottima prova recitativa per il compianto Manfredi, in una delle sue più belle interpretazioni. Da vedere e rivedere, per apprezzarne appieno il contenuto.

Kanon 26/05/10 22:57 - 596 commenti

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Il film è una bella carrellata di personaggi disperati ridotti a vivere dentro a delle baracche e ad arrangiarsi alla meglio. Detto questo, a me risulta molto più convincente se preso a episodi che non nella sua interezza, che rasenta fortemente la noia. Certo non è male recitato e le facce sono quelle giuste, ma nella somma totale qualcosa va perso e dopo tutto non è che abbia un gran ritmo. Arrivare in fondo è stata un po' dura, nonostante un grande Manfredi e la sincera ambientazione.

Nando 27/07/10 00:59 - 3495 commenti

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Le baracche di Roma nord sono la location di questa pellicola che mostra un Manfredi maiuscolo nell'interpretazione di un burbero e collerico capofamiglia. L'ambiente degradata mostra immagini e situazioni reali ove giostra un eterogeneo cast ben immesso nella situazione. Realtà non solo cinematografiche.

Myvincent 2/07/10 19:03 - 2603 commenti

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Brutti, sporchi e soprattutto cattivi i variegati personaggi di questa squallida umanità di una baraccopoli stile campo-nomadi, a due passi dalla cupola di S. Pietro. Non c'è barlume di pietà o di riscatto e gli uomini-topo vanno avanti senza una reale meta, cercando di sopravvivere a se stessi. Il film di Scola a distanza di più di trent'anni appare esasperato ed esageratamente macchiettistico, offrendo una galleria in cui nessuno realmente è descritto in termini umani e psicologici. Attori tutti molto bravi, con a capo un Manfredi sopra le righe.

Piero68 28/07/10 10:07 - 2781 commenti

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Viaggio allucinante attraverso la miseria umana di una famiglia di baraccati. Saggio quasi lombrosiano, dal titolo più che eloquente, a dimostrazione che quando la povertà si sposa con l'ignoranza può esplodere la violenza in ogni momento ed in ogni forma. La sceneggiatura lascia il posto ad una carrellata di caratterizzazioni che non sono poi così lontane da una certa realtà. Manfredi giganteggia in un ruolo che sembra tagliato apposta per lui. Più che una commedia è un vero e proprio dramma sulle condizioni di vita dei meno abbienti.
MEMORABILE: Alla cantina - Manfredi/Giacinto: "Porta da bere ai signori. Tutti devono essere sapitori della splendosità di Giacinto".

Gestarsh99 8/12/10 00:38 - 1335 commenti

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Era impresa ardua ripercorrere il fenomenale tracciato grottesco/deformante che il buon Germi aveva imboccato negli anni '60, deviando definitivamente dall'ormai desueto selciato maestro del Neorealismo. Scola però riesce a trasferire quella stessa improba lezione (che western e crime-movies avevano già da tempo assorbito) nelle baraccopoli della periferia romana più fatiscente, mettendo in scena promiscuità, imbarbarimento e disumana avidità attraverso le vicende di una Famiglia Addams degradata ad agglomerato straccione senza più morale. Di "peggio" faranno solo Ciprì & Maresco, con Pasolini.
MEMORABILE: Un deturpatissimo Nino Manfredi che si auto-pratica una rudimentale lavanda gastrica con pompa da bici ed acqua fognaria di scarico marino... Tremendo!

Pinhead80 28/02/11 16:02 - 4004 commenti

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Ambientato in una baraccopoli sopra Roma (costruita ad hoc per l'occasione), il film narra le vicende di una famiglia (e che famiglia) ossessionata dai soldi del padre (avuti a causa della cecità da un occhio causata da calce viva). Miglior titolo non poteva essere dato a questa pellicola che ci mostra persone grette, perfide e meschine, capaci di tutto per denaro e per soddisfare le proprie pulsioni. Talmente grottesco da essere di una comicità quasi involontaria. Strepitosi gli interpreti. Scola giustamente premiato a Cannes.
MEMORABILE: La famiglia che accompagna la nonna a prendere la pensione.

B. Legnani 24/05/11 20:05 - 4783 commenti

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Celebre commedia nera dominata da Manfredi, circondato però da caratteristi (taluni improvvisati) davvero sorprendenti. È chiaro che i brutti - sporchi - cattivi siamo tutti noi, anche se le nostre sgradevolezze sono meno appariscenti rispetto a quello che vediamo sullo schermo. Certamente un buon film, ma altrettanto certamente non mi pare il capolavoro della filmografia di Scola.

Greymouser 26/05/11 12:09 - 1458 commenti

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Un film impietoso, se vogliamo iperbolico e perfino caricaturale (ma non poi troppo) nella rappresentazione di certe realtà non del tutto, purtroppo, scomparse. Rinunciando alla retorica millantatoria della povertà "dignitosa", Scola ci ricorda che la dura necessità non va mai a braccetto con morali edificanti o buoni sentimenti. Un film che fa sorridere molto amaro, che denuncia con forza ma solo mostrando, senza imporre invadenti e troppo comodi messaggi, senza ricattare lo spettatore. Ottimo.

Errelle 3/06/12 11:47 - 9 commenti

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Sublime picco artistico per un Manfredi avvinazzato e sconcio, bieco capofamiglia di casa Mazzatella, le cui vicende si susseguono in un ghetto disastrato della Roma dei baraccati. I ventri e i lombi giammai sazi dei protagonisti di questa sozza novella sono forieri di divertimento e disgusto. Scola, bypassando ogni sentimentalismo da denuncia, forza l'ascolto su questo concerto di miseria umana che per 115 minuti soverchia il fragore dell'Italia negli anni di piombo.

Roger 25/07/12 18:28 - 143 commenti

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Può sembrare esagerato e perfino compiaciuto nel descrivere le brutture di questa umanità reietta. Eppure ha una sua efficacia: la baraccopoli sembra una "discarica umana" dove ci finisce chi non è funzionale alla società e dove impera solo la soddisfazione di istinti animali, senza possibilità di riscatto economico, morale, sociale. Dal mondo esterno arriva solo qualche lontano richiamo della società consumistica (il sogno di Giacinto, la vecchia decappottabile da esibire come status symbol). Grandioso Manfredi.

Lupoprezzo 5/08/12 18:35 - 635 commenti

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Pellicola dal vago sentore pasoliniano (c'è anche la mano di Sergio Citti in sceneggiatura), ma esposta ad un'atmosfera profondamente laida da prendere la propria strada, in quanto a personalità. Scola esaspera la realtà col grottesco, centrando in pieno la desolazione che traspare dalla sregolata famiglia di un Manfredi meschino e subdolo patriarca; così come indovinata è la baraccopoli nella periferia romana, invasa dai topi, dalla sporcizia e dalla povertà. Si insiste molto sul sesso più grezzo, senza amore. Pregevole.

Liv 11/07/13 22:03 - 237 commenti

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Manfredi e il resto degli attori sono affiatati e non vi è molto di esagerato. Il solo filo che tiene assieme gli episodi che si inanellano è la cura del protagonista nel nascondere e amministrare il suo milione, che non vuole condividere. Forse era meglio lavorare più di sceneggiatura o almeno di montaggio, tagliando alcuni dettagli che rendono il film prolisso. Nel complesso fa una certa impressione, ma il repertorio è già ben conosciuto a chi vede. Poi, è fin troppo romanesco per noi che di cose romanesche ne abbiamo digerite una quantità.

Motorship 22/07/13 17:14 - 567 commenti

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Uno dei film più significativi della filmografia di Scola. Direi che è il film grottesco per antonomasia, visto il degrado sia ambientale che umano (se così si può dire...); un'atmosfera nera e pessimista che si respira dall'inizio alla fine. Ottima la regia di Scola e soprattutto magistrale l'interpretazione del grande Nino Manfredi (forse la sua migliore), ottimamente coadiuvato da innumerevoli caratteristi nostrani che svolgono egregiamente il loro compito. Funzionali e particolari le musiche di Trovajoli. Notevole.
MEMORABILE: La nonna che impara l'inglese alla tv; La particolare e riprerevole auto lavanda gastrica di Giacinto (Manfredi).

Graf 9/09/13 00:29 - 700 commenti

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Ma chi l’ha detto che i poveri sono belli, puliti e buoni? Ma chi ci crede ancora che il sottoproletariato urbano aspiri alla lotta di classe? Scola, in piena crisi ideologica, ci fa capire che gli emarginati sono dei “mostri” avidi e famelici pronti a sbranarsi per il denaro esattamente come gli appartenenti alla classe borghese; solo che lo fanno in modo tribale e bestiale senza la simulazione delle buone maniere. Non c’è speranza per nessuno, non c’è nessuna palingenesi alla porte che possa salvare e redimere. Grottesco sociale quasi caricaturale.
MEMORABILE: Disturba la contemplazione quasi compiaciuta della miseria di questi poveri borgatari da parte del regista; Il mimetismo di Manfredi è eccezionale.

Fabbiu 28/09/14 10:28 - 1952 commenti

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Una famiglia numerosa di membri per l'appunto brutti, sporchi e cattivi capeggiata da Giacinto, uno strepitoso Nino Manfredi che ci delizia con un'interpretazione così autentica da far quasi davvero ribrezzo (il tutto nonostante i toni da commedia grottesca). La regia di Ettore Scola sa valorizzare costantemente la fotografia decadente squallida e malfamata che è l'oggetto principale della pellicola; la sceneggiatura invece qua e là latita: bisogna arrivare oltre la prima metà perché si trovi un vero risvolto a un soggetto perlopiù descrittivo.

Didda23 20/10/14 10:29 - 2297 commenti

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Senza dubbio il soggetto è interessante, perché rappresentare la cattiveria umana in un contesto del genere (nel quale la solidarietà fra "simili" dovrebbe essere elevata) poteva dare vita a un'opera notevolissima. Purtroppo l'ardore iniziale si spegne quasi subito (nonostante scelte perfette nel cast tipo Garofalo e Manfredi) per colpa di una sceneggiatura che non ha la capacità per evolvere il messaggio, riducendo il tessuto narrativo a un ciclico ripetersi della stessa situazione. Resta indimenticabile solo l'ambientazione.

Alex75 11/08/15 09:28 - 687 commenti

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Impietoso e iperrealistico ritratto di una sordida comune di sottoproletari capeggiata dall’abietto guercio Mazzatella (un Manfredi mostruosamente perfetto), attorniato da un lombrosario di “riccetti” pasoliniani, donne laide e freaks la cui miseria, sporcizia e bruttezza esteriore sono riflessi del loro squallore interiore. Le bassezze e le aspirazioni puramente materialistiche di questi reietti suscitano ribrezzo e un riso amaro ma anche paura, perché assomigliano molto alle nostre.
MEMORABILE: Il travestito sodomizza la cognata; Il commissario, anche lui brutto, sporco e cattivo; Il pranzo di battesimo: tra Leone, Pasolini e Ciprì & Maresco.

Parsifal68 20/01/16 09:30 - 607 commenti

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Padre padrone pugliese si è trapiantato in una baraccopoli della periferia di Roma con la sua numerosissima famiglia, la quale tenta di ucciderlo per porre fine alle umiliazioni giornaliere e impadronirsi del milione che possiede per un risarcimento assicurativo. Nonostante sia un po' prolisso, trovo eccezionale lo sguardo critico che dà Scola alla miseria non solo economica, ma anche umana di questa poco eterogenea famiglia. Manfredi, autentico mattatore, recita con la giusta maniacalità. Premio come miglior regia a Scola a Cannes.
MEMORABILE: Il momento festoso della riscossione della pensione della nonna: prima tutti uniti e poi, dopo la spartizione dei soldi, ognuno per la propria strada.

Daniela 13/07/16 19:06 - 9640 commenti

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In una baraccopoli alla periferia di Roma, un vecchio orbo e la sua numerosa famiglia campano nello zozzo e nell'abiezione, detestandosi a vicenda... Altro che poveri ma belli, qui il titolo programmatico mette subito in chiaro la natura di questi derelitti condannati, prima ancora che dalla povertà materiale, dall'ignoranza congenita. Il tono è grottesco, privo di quel soffio di poesia che pervadeva i miracolati milanesi, ricordando piuttosto nei migliori momenti la cattiveria bunueliana. Film discutibile, con Manfredi grande in un personaggio spregevole, circondato da validi caratteristi.
MEMORABILE: L'asilo-nido pollaio

Rambo90 6/02/17 01:28 - 6432 commenti

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Classico film dove più che la storia (appena abbozzata a dire la verità) vale l'interpretazione del protagonista: un Nino Manfredi superlativo dà anima e corpo al suo sporchissimo personaggio, che emerge sia dal contesto (seppure creato ad arte) che dal resto del cast (con caratteristi comunque in parte). Lui traghetta lo spettatore e lo diverte, anche nei momenti più morti, dove magari una sveltezza maggiore avrebbe giovato. Qui e là affiora la vena malinconica di Scola, ma a prevalere è il tono gustosamente grottesco di dialoghi e situazioni.

Redeyes 8/02/17 07:49 - 2160 commenti

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Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori... Fra sudore, sudicio, sotterfugi, e una montagna di disperazione emerge questo capolavoro. Un Manfredi, che il molto postumo Lercio welshiano al confronto pare un educando, cristallizza il disagio par excellance e ci delizia fra tragicomici incesti, grasse prostitute e povertà. Nessuno si salva eppure tutti convivono, pronti a colpirsi, pronti a rubare un vago gesto d'amore che amor non è mai. Poetico affresco di una società marcia e senza speranza.
MEMORABILE: Il viaggio verso il pranzo finale; Il travestito con ripensamenti estemporanei; I dialoghi al commissariato.

Cotola 31/07/17 15:38 - 7622 commenti

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Un campionario di variegata umanità, brutta, sporca, marcia e cattiva è il protagonista di questa insolita commedia italiana dai toni neri, grotteschi ed a tratti sopra le righe. Non c'è una storia lineare e la sceneggiatura ruota tutta attorno all'avidità, al sesso, al cibo, alla bramosia di denaro. Mattatore assoluto è sicuramente un Manfredi in stato di grazia, coadiuvato però molto bene da tutto il resto del cast. Non molto celebrato. eppure uno dei film di Scola da riscoprire.

Minitina80 30/12/17 12:31 - 2400 commenti

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Un ritratto agre e putrescente di povertà fisica e morale a cui una gretta ignoranza toglie ogni possibilità di salvezza. Scola si aggrappa a un realismo quasi perfetto a cui sfugge poco o nulla e mediante una narrazione ciclica conclude la tragedia umana lì dove aveva cominciato, a testimoniare il destino ineluttabile dei reietti. Per Manfredi è, forse, una delle prove più difficili, calandosi nei panni di un personaggio tanto negativo a cui riesce a dare tanto, malgrado sia lontano dalla sua fisiologia di attore. Non può passare inosservato.

Rocchiola 8/11/18 08:47 - 878 commenti

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Una farsa tragicomica sulle baraccopoli a quel tempo ancora presenti ai margini della città eterna che rappresenta un episodio anomalo nel percorso artistico di Scola. Eccessiva nella ricerca programmatica del ripugnante, ma anche dotata di una cattiveria ormai rara nel cinema odierno. In ogni caso grandissima prova attoriale di Manfredi nei panni di un vecchio patriarca dall’occhio offeso circondato da una tribù laida e disgustosa. Pur con qualche difetto il film raggiunge un interessante punto d’incontro tra Accattone e I mostri.
MEMORABILE: La lavanda gastrica con la pompa della bicicletta; Il serraglio-nido per i bambini; Il ritiro della pensione della nonna Antonecchia.

Paulaster 7/01/19 12:30 - 2865 commenti

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In una famiglia di poveracci tutti attentano al milione del padre. Scola spazza via la poetica di Pasolini e fa un ritratto nerissimo dei baraccati, specchio di una società senza regole morali. Privo di una vera trama, il film è centrato sulla figura di un Manfredi (in una delle sue migliori interpretazioni) che sprigiona cattiveria con una vena malinconica (le lacrime alla poesia). Ambiente sudicio, sesso rubato, bimbi nei recinti e topi per casa. Ben diretto, con carrellate che rendono i commenti superflui.
MEMORABILE: Il sogno di Manfredi; Con la nonna a prender la pensione; "È comprensiva, basta menaje"; Gli occhi sulla pasta; Manfredi a riva.

Bubobubo 16/08/19 15:26 - 1231 commenti

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Il disagio in cui precipita lo spettatore avveduto dopo appena qualche minuto dall'inizio della storia è sintomatico delle intenzioni del progetto: e se piuttosto discutibile è l'associazione tra deformità fisica, povertà materiale e spirituale e cattiveria morale (essere poveri, spesso, non è una colpa), va anche detto che la metafora generale è ben più inclusiva e generalizzante, finendo per prendere in mezzo chi osserva questo circo di freak alla periferia di Roma dall'altra parte dello schermo. Animalesco, destabilizzante.
MEMORABILE: La nonna e l'inglese; A ritirare la pensione di nonna; Fucilata alle spalle.

Ryo 28/01/20 00:54 - 2169 commenti

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Un film pazzesco che racconta la vita di una famiglia molto numerosa all'interno di una baraccopoli senza leggi, senza morale, senza ritegno. Registicamente ha l'atmosfera giusta: la sporcizia, il disordine e il degrado sono resi alla perfezione. Gli attori sono tutti credibili e Nino Manfredi è superlativo, nel suo ruolo. A tratti eccessivo nelle trovate, ma necessario.

Jdelarge 28/03/20 14:17 - 886 commenti

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Ridondante film di Scola che persevera nel mostrare bruttezze e nefandezze umane all'interno di una baraccopoli. Quasi documentaristico, il film mette in mostra il tema del degrado e del circolo vizioso che da questo deriva. Il protagonista, infatti, interpretato da un sempre eccellente Manfredi, torna ogni volta, inesorabilmente, al quartier generale della baraccopoli, eliminando, così, ogni possibilità di vita altra. Bello il contrasto tra Roma città, sullo sfondo e la collina sulla quale si svolge la vicenda.

Mickes2 6/04/20 14:55 - 1668 commenti

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Pazzesco e delirante film di Scola in grado di immergere lo spettatore nelle cavità più infime e misere dell'essere (dis)umano. Le favelas italiane e il microcosmo che le animano, in una cavalcata grottesca e disperata dove i bisogni e le pulsioni (umani o venali che siano) trovano massimo sfogo in una terribile premeditazione. Nonostante la messinscena sboccata e i personaggi al limite del fumettoso (torna in mente Delicatessen), fulgida è l'osservazione partecipe che il regista regala all'opera. Indimenticabile Manfredi.
MEMORABILE: La contrapposizione inizio-fine; Il pranzo all'aperto; Lavanda gastrica.

Pessoa 9/06/20 11:15 - 1229 commenti

I gusti di Pessoa

Per quanto ci fossero tutte le premesse per un one man show di Manfredi (comunque immenso) la sapiente regia di Scola (Palma d'Oro a Cannes) riesce a fare di questo film un lavoro corale in cui i protagonisti, come i Vinti verghiani, sono tutti sulla stessa barca, senza possibilità di cambiare vita, indipendentemente dall'effimera ricchezza (il milione) o notorietà (le foto nuda). La Mercedes che accompagna Tommasina alla baraccopoli è il simbolo di un'Italia piena di contraddizioni, che Scola ha reso con grande bravura. Un film fondamentale per capire la storia del nostro Paese.
MEMORABILE: La famiglia intera sul tetto del camion di Cesaretto.

Keyser3 17/11/20 16:50 - 133 commenti

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La sensazione è che Scola abbia girato di meglio e che questo sia uno di quei casi in cui la fama supera effettivamente il valore del film. L'ambientazione è più pasoliniana che mai, ma il registro dominante è quello della farsa e del grottesco, prevalentemente teso a mostrare un campionario di bassezze morali e di miserie fine a sé stesse; da riconoscere, tuttavia, il coraggio del regista nell'affrontare la narrazione davveri senza filtri. Nino Maifredi è ovviamente bravissimo e giganteggia sui tanti caratteristi presenti.
MEMORABILE: "Lu bruttu servizio" di Nando alla cognata.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Ruber • 18/08/13 19:19
    Compilatore d’emergenza - 9013 interventi
    Altro passaggio su Rai Movie e altro taglio pazzesco! Ieri sera hanno tagliato la parte in cui uno dei figli di Manfredi rietrando dalla serata con la moglie alla polifonica trova in casa la grassa prostituta Iside portata a casa da Manfredi e ne approfitta!
  • Homevideo M.shannon • 2/05/14 02:13
    Disoccupato - 312 interventi
    Dvd Surf Video (fotogramma minuto 45:53)

    Ultima modifica: 2/05/14 15:21 da Zender
  • Homevideo Didda23 • 29/07/14 09:28
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    In uscita il 8/10/2014 per la francese Carlotta Films in Bluray con audio italiano

    http://www.amazon.fr/Affreux-m%C3%A9chants-Blu-ray-Francesco-Anniballi/dp/B00M4DK86C/ref=sr_1_3?ie=UTF8&qid=1406618790&sr=8-3&keywords=Affreux%2C+sales+et+m%C3%A9chants
  • Curiosità Zender • 13/02/15 08:33
    Consigliere - 43740 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Discussione Kanon • 14/02/15 13:12
    Fotocopista - 816 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Altro passaggio su Rai Movie e altro taglio pazzesco! Ieri sera hanno tagliato la parte in cui uno dei figli di Manfredi rietrando dalla serata con la moglie alla polifonica trova in casa la grassa prostituta Iside portata a casa da Manfredi e ne approfitta!

    Trasmesso di recente, mancava la scena dell'infratto tra cognati (circa 48 secondi); per il resto non ho notato tagli. Durata complessiva: 1:47:50
  • Homevideo Ruber • 22/02/15 01:49
    Compilatore d’emergenza - 9013 interventi
    Diamine nessun extra nel dvd?? un vero peccato.
  • Discussione Ruber • 5/07/15 01:24
    Compilatore d’emergenza - 9013 interventi
    Non so se è una mia impressione ma Scola non l'ho mai sentito parlare una volta di questo film; forse ricordo male, ma io in tanti anni non l'ho mai sentito ricordare Manfredi né tantomeno il suo personaggio. Mi sembra quasi che se ne distacchi, da questa sua opera.
    Ultima modifica: 5/07/15 08:31 da Zender
  • Musiche Lucius • 7/11/18 13:40
    Scrivano - 8308 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 7/11/18 13:56 da Zender
  • Homevideo Rocchiola • 8/11/18 09:13
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Il bluray della francese Carlotta è una valida alternativa al DVD italiano. Il video è pulito e presenta una buona definizione sicuramente superiore all'edizione in DVD Surf/CG, anzi credo sia stato restaurato anche se sulla copertina non compare alcuna precisazione in merito. L'audio italiano originale mono è molto potente e nitido (infatti non è necessario alzare troppo il livello del volume sul proprio televisore) ed il film è visionabile anche senza sottotitoli, i quali si possono escludere dal menu selezionando dal menù la versione originale italiana sottotitolata in francese e poi escludendo successivamente i sottotitoli agendo con le funzioni del proprio lettore. Esiste anche il bluray della Criterion uscito nel 2016 successivamente all'edizione Carlotta, un region free con audio italiano, recensito con ottime valutazioni. L'unico problema è il prezzo decisamente superiore all'edizione francese.
    Ultima modifica: 9/11/18 09:06 da Rocchiola
  • Discussione Alex1988 • 29/09/19 22:45
    Fotocopista - 23 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Non so se è una mia impressione ma Scola non l'ho mai sentito parlare una volta di questo film; forse ricordo male, ma io in tanti anni non l'ho mai sentito ricordare Manfredi né tantomeno il suo personaggio. Mi sembra quasi che se ne distacchi, da questa sua opera.


    Probabilmente, rispetto ad altri film di Scola, quali, "C'eravamo tanto amati" o "Una giornata particolare", questo, spesso non viene citato, ma, non è che non lo amasse. E' capitato, in alcune rassegne dedicate a Manfredi, in cui proiettavano anche questo film, che Scola fosse stato invitato a farne un'introduzione. Credo, ci siano anche dei filmati su Youtube a tal proposito.
    Ultima modifica: 11/04/20 19:23 da Alex1988