Civiltà perduta - Film (2016)

Civiltà perduta
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Lost City of Z
Anno: 2016
Genere: avventura (colore)
Regia: James Gray
Note: Tratto dalle vere avventure amazzoniche di Percival Fawcett.
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Dalla vera storia dell'esploratore inglese Percival Fawcett il racconto delle sue ripetute spedizioni in Amazzonia alla ricerca della civiltà scomparsa di Z. James Gray, il cui indiscutibile talento figurativo non viene certo qui messo in discussione, si adagia su una sceneggiatura tradizionale sia nell'impostazione che nella progressione realizzando un film dal blando coinvolgimento il cui vero interesse non si capisce bene dove dovrebbe risiedere. La struttura che scinde avventura e vicende familiari (la moglie, i figli...) nel vano tentativo d'ispessire il carattere del protagonista è di quelle che nel cinema mainstream d'impostazione melodrammatica si son viste infinite volte e certo non è qui...Leggi tutto la sceneggiatura a poterle elevare. Anzi, il lavoro in questo senso non va oltre dialoghi privi di slancio che servono da anonimo commento a vicende che si snodano lungo l'arco di un ventennio e che comprendono, inevitabilmente, una parentesi legata alla Grande Guerra, cui Fawcett (Hunnam) partecipa in prima linea. Ma è chiaro che l'attenzione è rivolta alle esplorazioni in Amazzonia, dapprima compiute solo per mappare geograficamente la zona. Ovviamente viene presto sconsigliato al protagonista di addentrarsi nella giungla ("Nessuno torna vivo di lì") da chi staziona nei pressi, compreso un Franco Nero che ben si sposa al folclore locale; e altrettanto ovviamente il nostro proseguirà per la sua strada permettendo al film di colorarsi di verde grazie alla splendida fotografia di Darius Khondji. Ma non si tratta di escursioni particolarmente avvincenti o spettacolari a conferma delle ambizioni autoriali di James Gray, impegnato nel confezionare al meglio il prodotto per rivestirlo di quella patina di ruffiana raffinatezza tecnicamente inattaccabile ma fredda quanto il protagonista, lontano dagli eroi senza macchia degli avventurosi di un tempo. Non mancano gli incontri coi selvaggi naturalmente, persino cannibali (ma mangiano i cadaveri e solo per ragioni spirituali), ma è forse solo nel lungo, cupo finale che Gray riesce a essere evocativo come sperava. Altrove si limita a navigare in superficie fingendo di voler comunicare chissà quali messaggi; ma è tutto molto semplice e la delusione dopo quasi due ore e mezza di debole su e giù tra Regno Unito e Amazzonia si avverte. Ogni tanto qualche confronto nel mondo civile ci fa riassaporare il gusto del grande cinema, ma sono sprazzi. Imponente, ampolloso, spesso impalpabile quanto le soffuse musiche di Christopher Spelman.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/06/17 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/12/17
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Digital 23/06/17 09:58 - 1259 commenti

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Traendo spunto dal romanzo "Z – La città perduta", Gray ci fa conoscere la rocambolesca ma autentica storia di Percy Fawcett, esploratore inglese attivo nei primi anni del Novecento. Una regia di classe per un film che lascia il segno, sebbene patisca un ritmo non esattamente spedito e repentini cambi di scenario (un secondo prima siamo nella giungla e un istante dopo si torna nella confortevole Londra). La storia riesce a intrigare, appassionando sino a un finale nel quale è impossibile non commuoversi; cast ottimo. Grande esempio di cinema.

Josephtura 27/06/17 12:21 - 188 commenti

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Una vera delusione. Non salvo quasi nulla. Alla fine sembra quasi che il film sia una cantilenata elencazione di passaggi nella foresta, sui fiumi, coi selvaggi... senza indicazioni di dove si vada, dove ci si trovi... Nessuna scena spettacolare, almeno dal punto di vista naturalistico. Più interessante, ma abbandonato a se stesso l'aspetto sociale anche nei rapporti familiari. Complessivamente modesto.
MEMORABILE: La posta che raggiunge gli esporatori nei posti più impensati.

Cotola 17/07/17 13:34 - 9176 commenti

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James Gray si conferma regista interessante e talentuoso ma forse gli manca ancora qualcosa per essere davvero grande: uno stile che sia davvero più personale? Qui le tematiche affrontate non sono nuove ma comunque interessanti. La sceneggiatura non fa pesare le due ore e venti di durata ed il livelli di coinvolgimento è buono nonostante dei ritmi non esaltanti. Il vero neo del film è, a mio avviso, il personaggio principale cui manca quella forza, quella follia che lo renda memorabile come un Fitzcarraldo o un Aguirre ed affini. Attori protagonisti poco incisivi: meglio i comprimari.

Capannelle 16/07/17 13:23 - 4448 commenti

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Film realizzato con cura e una ricerca di significati meno banali del solito, pur rimanendo in un contesto fortemente classico. Questo per dire che la mano di Gray è felice ma la narrazione risente della lentezza di fondo ed è incentrata più sui personaggi che sulle vicende (sbilanciandosi su di esse poteva diventare un capolavoro o una baracconata). Bella la prova di Hunnan, piccolo cameo per Franco Nero.

Daniela 14/10/17 13:04 - 12796 commenti

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Gray descrive i viaggi nella foresta Amazzonica compiuti dal 1906 al 1925 dall'inglese Percy Fawcett, esploratore/archeologo che pare sia stato d'ispirazione per il personaggio di Indiana Jones. Fra una spedizione e l'altra, la vita familiare, i contrasti con la National Geografic, la prima guerra mondiale, il tutto narrato in uno stile tradizionale, espositivo. Il risultato è interessante per la materia narrata, ma questo approccio, unito alla prova corretta ma un poco imbalsamata del protagonista, impedisce al film di salire di livello dal buono al notevole.

Galbo 1/02/18 05:58 - 12462 commenti

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La vita e le imprese esplorative e belliche del maggiore britannico Fawcett. Il regista Gray mostra la grandezza dell'uomo ma è abile da insinuare le debolezze e le ossessioni che ne condizionarono l'esistenza. Il film si avvale di una spettacolare ambientazione sottolineata da un'eccellente fotografia. Forse talvolta troppo didascalica, la pellicola è godibile e ben recitata, tanto da non fare avvertire la considerevole durata.

Giùan 14/09/19 15:00 - 4678 commenti

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Ambizioso ma complessivamente piuttosto anodino. Gray evidentemente non è mosso da fitzcarraldesche ossessioni herzoghiane ma il suo tentativo di filmare l'improrogabile desiderio di scoperta (Z), azione e sacrificio (la guerra) di Fawcett non risulta mai trascinante, oltreché risultar (ma sarebbe il meno) inesplicabile. Piuttosto seccante poi l'ancoraggio familiare (il contrasto "virile" col figlio maggiore subitaneamente trasformato in sodalizio, il "femminismo" della moglie altrettanto aleatorio e subalterno). Notevoli ambientazioni, credibile Hunnam.

Piero68 11/02/20 09:38 - 2961 commenti

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Meritava miglior fortuna, vista l'importanza del personaggio trattato. E invece sembra lasciato tutto all'improvvisazione. Non ci sono mai riferimenti temporali e/o geografici, le scene nella giungla sono asettiche e scontate e la regia di Gray più di una volta lascia molto a desiderare. Hunnam quasi sempre fuori ruolo con Pattinson che più di una volta ci mette una pezza. Poco pathos nelle scene salienti, che scorrono via senza lasciare il benché minimo segno. Fotografia e montaggio da dimenticare.

Enzus79 3/01/24 22:06 - 2989 commenti

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Tratto dal libro di David Grann, nel quale si raccontano le gesta dell'esploratore britannico Fawcett, intento nella ricerca di una città perduta tra le foreste dell'Amazzonia. Film più che buono che, nonostante alcuni difetti (si veda ad esempio la vita privata del protagonista) intrattiene e risulta scorrevole e interessante. Ben diretto da Gray e soprattutto ben interpretato.

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