Rosemary's baby - Nastro rosso a New York

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Pietra d'angolo di tutto il cinema horror, raffinato esempio di cinema tout court, esemplare impiego della suspense. In ROSEMARY’S BABY c'è il miglior Polanski di sempre, che solo in alcuni momenti di L’INQUILINO DEL PRIMO PIANO è riuscito a raggiungere le stesse sublimi vette. Ma qui ci sono un cast superbo, una direzione d’attori superlativa e una Mia Farrow commovente, assolutamente perfetta. Cosa dire di più di un horror che ha segnato la storia come pochissimi altri e si avvale di una regia eccezionale, capace di superare ampiamente il romanzo di Ira Levin da cui è tratto per proiettarsi in una dimensione irreale ricreata con realismo impressionante? Non c'è...Leggi tutto una sola scena fuori posto o un dialogo sbagliato. L'invadenza dei vicini di casa, i Castevet (cui danno vita gli ottimi Sidney Blackmer e Ruth Gordon), cresce con costanza proporzionalmente ai sospetti di Rosemary, ma il dubbio che sia solo uno scherzo della sua immaginazione persiste per l'intero film, diventandone il cardine; il tema dell'ambiguità è quello sul quale Polanski gioca fin da principio mantenendolo pressante, attanagliando Rosemary e noi con lei. Il complotto (condominiale e non solo) è alla base di certo cinema polanskiano divenuto proverbiale e ROSEMARY’S BABY ne resterà per sempre l'esempio inarrivabile. Eppure, a prima vista, il film sembrerebbe datato, stanco. Niente di più sbagliato. La capacità di Polanski di trasmettere orrore vero senza l'utilizzo di alcun effetto speciale è forse la più evidente - ma non l'unica - eredità hitchcockiana. Nel palazzo Dakota (set del film), a New York, verrà ucciso dodici anni dopo John Lennon.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Attis78 6/02/07 10:23 - 22 commenti

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Come non inchinarsi dinnanzi a un simile capolavoro? L'angoscia è così sottile e crescente da reggere soltanto con lo Shining di Kubrick, pur se in maniera completamenta diversa. Il tema musicale princiaple è anch'esso pietra miliare e sicuramente scuola per tutto un filone successivo, che univa l'inquietudine dell'infanzia con l'horror. Come scuola ha fatto appunto l'asserzione polanskiana qui data, ossia che è nella quotidianità che è celato l'orrore più pericoloso. Eccezionale.

Caesars 27/02/07 16:24 - 2727 commenti

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Uno dei capolavori di Polanski e in generale del cinema, non solo horror. Praticamente perfetto in ogni aspetto: la storia congegnata in modo impeccabile, la recitazione degli attori, la fotografia e la musica e, ovviamente, la regia del grande maestro polacco. A quasi 40 anni di distanza riesce ancora a trasmettere tutta l'angoscia che generò all'epoca della sua uscita, un classico esempio di come la tensione e la paura non nascano necessariamente (anzi...) da effetti grandguignoleschi.

Magnetti 27/02/07 16:58 - 1103 commenti

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Quintessenza dell'angoscia e della paura più profonda, questo è un film riuscito nell'affrontare le tematiche dell'adorazione del diavolo e del satanismo in genere. Ma la cosa che più mi ha sconvolto di questo film è che a un anno dalla sua uscita (1968) avvenne uno dei fatti tragici più spaventosi che si ricordino: la strage del 9 Agosto 1969, in cui perse la vita la moglie di Polanski. Gli autori della strage: Charles Manson e la sua Famiglia, essi stessi adoratori del diavolo. Paura.

Deepred89 16/04/07 20:10 - 3292 commenti

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Tra i film migliori della storia del cinema. Polanski dirige in modo magistrale un crescendo di angoscia e inquietudine che si chiude con un finale stupendo, tanto minimalista quanto scioccante. La malinconia e il disagio che trasmette questo film, accentuati da una splendida colonna sonora, sono difficili da cancellare. Eccellente l'interpretazione della Farrow, bravissimi anche Cassavetes e la Gordon. Capolavoro assoluto.

B. Legnani 29/04/07 01:35 - 4749 commenti

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Ottimo film, in cui Polanski fa Polanski, cioè scolpisce i suoi burattini in un àmbito spaziale ristretto, crea un'atmosfera magica (qui diabolica) che scaturisce dalla vita di tutti i giorni, prepara lentamente, mattone su mattone, sospetti ed eventi che poi scatenano l'apocalisse. Meravigliosa la Farrow. Non centratissimo, invece, Cassavetes, talora un poco anonimo. Opera ottima, ma non da massimo assoluto (però, forse, è questione di lana caprina...).
MEMORABILE: Il tema principale, dolcemente spaventoso, col suo "la la la".

Sadako 20/05/07 16:01 - 177 commenti

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Ira Levin come autore ha prodotto molti libri che sono stati trasformati in pellicola (I ragazzi venuti dal Brasile, La sposa perfetta) ma solo "Rosemary's Baby" ha permesso la realizzazione di un vero capolavoro. Sarà stato il merito del regista, oppure degli attori, ma è una delle poche trasposizioni cinematografiche che superano la carta stampata. Mia Farrow è perfetta, tanto perfetta che la sua interpretazione la segnerà (purtroppo negativamente) a lungo. Tutti gli altri la seguono a ruota, ma non la raggiungono.

Homesick 14/06/07 18:38 - 5737 commenti

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Capolavoro di Polanski, che vanta numerosi tentativi di imitazione, in gran parte poco riusciti. Un horror senza una goccia di sangue, tutto costruito su atmosfere surreali e allusive, personaggi ambigui e perversamente simpatici e continui rimbalzi tra realtà e fantasia, che garantiscono un risultato eccellente in termini di inquietudine e angoscia, complici anche l'ambientazione nel vecchio, sinistro palazzo e i riferimenti all'occulto. Tra gli ottimi attori spiccano la Farrow e la Gordon.

Lele Emo 15/06/07 19:36 - 173 commenti

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Ottimo. Grande impatto scenico senza abusi, senza la necessità di creare atmosfere tipiche dell'horror, senza scene direttamente violente o bassamente splatter. Un horror di genesi psichica, guidato magistralmente dallo sguardo agghiacciante della Farrow e teso fin nel profondo da una diabolicità sottile, dal taglio di rasoio nell'impatto sullo spettatore. Ottimo il connubio depressivo-possessivo subito dalla madre dell'anticristo. Suspence e trauma psicologico impastano un film "deus ex-machina" del suo genere.

Capannelle 5/11/07 15:25 - 3732 commenti

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Bellissimo e angoscioso con classe. Polanski ha saputo partire da un'atmosfera idilliaca, tipica dei film hollywoodiani passati, trasformandola piano piano in qualcosa di inaspettato e terrorizzante. Senza concedersi a scene sanguinolente, ambientando anzi il tutto in una normale abitazione. Bravissime la Farrow e la cerchia dei vicini. Su questo film si basa L'avvocato del diavolo.

Undying 7/11/07 18:27 - 3840 commenti

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Film maledetto, se non altro per le implicazioni (susseguenti) cui è andato incontro Roman Polanski. È stato un punto di riferimento per tanto cinema a seguire (e che verrà) sviluppato attorno al tema della cospirazione (basterà citare il nostrano e riuscito, Il Profumo della Signora in Nero). Le interpretazioni sono da Oscar, come la scenografia e la sceneggiatura. Nel finale qualcuno ha visto (e ancora vede) cose che non ci sono: potere della suggestione e di una buona regia...

Il Gobbo 11/01/08 10:07 - 3011 commenti

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Magistrale e copiato fino alla consunzione, il film ha beneficiato della tragica concatenazione di eventi, almeno quanto Polanski ne ha risentito. Ma al di là delle implicazioni sulfuree, la pellicola è perfetta, compatta, concisa, senza via di scampo. Effettivamente Cassavetes è un po' impiegatizio, ma forse è un bene, perchè alimenta l'ambiguità. Farrow mai più così brava: però Woody Allen, che pure il film l'avrà visto, avrebbe dovuto capire...

Cotola 13/01/08 18:04 - 7560 commenti

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Sceneggiando con assoluta fedeltà lo splendido romanzo di Ira Lewin, Polanski, gira uno splendido ed insolito film demoniaco che rinuncia completamente agli effettacci tipici di film del genere e che tuttavia riesce a creare, con insuperata maestria, un clima crescente di tensione e paranoia davvero notevole e coinvolgente e che ancora oggi, a quarant'anni di distanza, continua a inquietare non poco. Ottima la prova della Farrow. A tutt'oggi il miglior film del regista polacco. Sconsigliato alle donne in dolce attesa.

Redeyes 20/02/08 11:22 - 2148 commenti

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Ecco come andrebbero e vanno concepite l'angoscia, la paura, il disagio e l'abbandono. Una pellicola che non mostra che poche stille di sangue ed incute molta più paura di tutto un cinema di cascate color porpora. Polanski, con una grande regia, supportato anche da una sceneggiatura notevole e da una colonna sonora eccellente, ci dona quella che è la perla del genere horror, insieme a Carrie di De Palma (anche se per certi film è difficile dare una catalogazione: sono semplicemente capolavori!).

Lovejoy 21/02/08 23:58 - 1824 commenti

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Splendido horror tratto da un bel romanzo di Ira Levin. La sceneggiatura è perfetta e la regia di Polanski crea la giusta atmosfera e con personaggi davvero molto inquietanti, che si stampano indelebilmente nella memoria. Cast ammirevole per bravura e sobrietà. In particolare la Farrow in un ruolo non facile, Cassavetes autentico mostro di bravura e una Gordon da Oscar. Appare anche un giovane Charles Grodin. Cult autentico.

Supervigno 28/05/08 00:50 - 229 commenti

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Siamo sicuramente dalle parti del capolavoro del genere ansiogeno. Nella casa della giovane famigliola in attesa del primo figlio si respira aria di minaccia incombente fin dall'inizio e si è certi che la situazione non potrà che peggiorare. I sorrisi agghiaccianti dei cordiali vicini, la metamorfosi del marito, l'angoscia della giovane mamma in attesa, ci accompagnano inesorabili e ci ipnotizzano, tenendoci appesi alla storia fino all'epilogo. Davvero magnifico, grande colonna sonora.

Herrkinski 18/06/08 17:50 - 5208 commenti

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Notevolissimo horror d'essai di Polanski, qui al suo top. Graziato dalle interpretazioni magistrali del cast (su tutti una straordinaria Mia Farrow, i vicini di casa Blackmer e Gordon e il marito Cassavetes), il film mette in scena un incubo ben architettato e ricorre a tutti i meccanismi della tensione in modo magistrale. L'inquietudine e il senso di disperazione si possono avvertire per tutta la durata; la eccezionale colonna sonora è indimenticabile. Contrariamente a L'Esorcista, secondo me questo è davvero un capolavoro, ma è un parere mio.
MEMORABILE: Il finale!

Hackett 20/06/08 16:15 - 1728 commenti

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Bellissimo film fatto di ombre, paure e inquietudini. Gli occhi che spiano la protagonista sono anche i nostri, eppure ce li sentiamo addosso. Polanski riesce a farci sentire dentro l'incubo e gira uno dei punti di riferimento del cinema demoniaco. Assolutamente allucinante il finale, in cui la camera riesce a dare il senso dello stordimento della povera Farrow.

Maineng 21/06/08 21:32 - 100 commenti

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Bel film horror e non solo! Polanski dirige un lavoro che spazia anche dal dramma al raccapricciante (se si pensa che una donna aspetta un figlio dal demonio!). Sicuramente é un'occasione per considerare, fra le altre cose, l'organizzazione settaria di certe religioni (soprattutto a sfondo satanico), anche se in questo caso c'è molto di fantasioso. Una giovanissima Mia Farrow, già attrice completa e versatile. Ruth Gordon semplicemente perfetta in una parte fatta su misura per lei! Il film che forse ha influenzato l'assassino della moglie del regista.
MEMORABILE: Il congresso carnale come vissuto in un sogno tra la Farrow e il demonio per concepire il bambino.

Pigro 11/07/08 14:58 - 7825 commenti

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Capolavoro di Polanski. Il demoniaco (o meglio: ciò che di inquietante non appartiene alla nostra quotidiana esperienza sensoriale) è nella realtà e la minaccia attraverso i suoi fantasmi più rassicuranti. Il film è un crescendo mozzafiato di tensione costruita sull’impercettibile e sul casalingo: l’anormalità sulla normalità. L’orrore che sconvolge, senza che si vedano effetti da grandguignol. L’angoscia che sale senza effettacci o musicacce: magistrale. Eccellente Mia Farrow. Finale da brivido.

Matalo! 28/07/08 11:54 - 1368 commenti

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Dietro sembianze più "normali" dei film precedenti, Polanski, con un blockbuster, fa svettare il suo genio e le sue paure in quello che resta l'unico film diabolico che ha senso vedere. Non c'è spazio né sono in grado di definire le sottigliezze di questo splendido film, figlio dell'Hitchcock migliore e dei suoi tempi (devo citare Manson?). Basti dire che la sequenza del sogno è una delle poche efficaci mai viste al cinema e creare un sogno al cinema è l'arte più difficile in quanto il cinema ha già in sè il linguaggio dei sogni. Capolavoro.
MEMORABILE: Acconciatura della Farrow di Vidal Sasoon, che farà scuola.

Scarlett 29/07/08 21:23 - 307 commenti

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Una lenta discesa in un apprensivo e sconcertante orrore che è così sapientemente sfruttato dall'atmosfera del film, così magistralmente interpretato, con uno svolgimento così familiare e naturale da coinvolgere totalmente lo spettatore sulla sfortunata sorte di Rosemary. Splendido: una fotografia perfetta, una realizzazione visiva eccezionale che sottolinea la tenerezza dell'evento legato all'insana consapevolezza di una sconcertante ed incredibile verità. Meraviglioso.

Mascherato 30/07/08 13:19 - 583 commenti

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William Castle, re del bmovie, produce il primo film americano di Polanski e fa centro. Il giovane autore polacco riesce ad adattare il romanzo omonimo di Ira Levin in modo superbo, insinuando, gradualmente, un terrore strisciante nelle pieghe della quotidianità ed evitando, accuratamente, di palesare l'orrore, allo scopo di giocare meglio sull'ambiguità dell'intera vicenda (Rosemary - il cognome, Woodhouse, ha in sè due dei luoghi ricorrenti delle favole nere, il bosco e la casa - immagina tutto o vive davvero l'incubo di cui è protagonista?).

Tomslick 12/08/08 20:55 - 205 commenti

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Altissima scuola di cinema. La tensione e l'inquietudine partono da lontanissimo, arrivano e poi crescono piano piano ma inesorabilmente, fino allo straordinario finale, che è di una bellezza sconvolgente e che riesce a mescolare l'angoscia e il terrore con l'amore e la tenerezza (che riescono ad affiorare, nonostante tutto). Le prove d'attore sono eccezionali e durante tutte le due ore abbondanti del film sono disseminate qua e là scene che sono dei veri e propri gioielli d'arte cinematografica. Magnifico.

Manowar79 13/11/08 01:33 - 309 commenti

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Film generalmente malinterpretato e forse da abbinare alla visione de L'inquilino del terzo piano (complementare!) per carpire la vera chiave di lettura. Sono senz'altro evidenti a livello embrionale gli spunti che hanno generato The Omen, Tutti i colori del buio, Un'ombra nell'ombra, Holocaust 2000 ecc, ma sono convinto che l'intenzione del regista andava ben oltre la favoletta sull'Anticristo. Non a caso, alcune fonti parlano di "trilogia degli appartamenti"...

Brainiac 29/12/08 08:18 - 1083 commenti

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Capolavoro. Uno dei pochi film (insieme a L'esorcista e a Il presagio) che dice qualcosa di nuovo sul satanismo, pur essendo stato girato nel 1968. Satana è nel quotidiano. Polanski mischia horror e grottesco, con risultati sorprendenti. Splendide le figure dei comprimari, dal nipponico con la macchina fotografica al paterno amico della spaesata Farrow. Splendide ed inquietanti le musiche. La scena del sogno in cui il letto viene cullato da un'improvvisa mareggiata è stupefacente.
MEMORABILE: L'incubo della Farrow posseduta da un demone.

Blsabbath 17/05/09 18:32 - 46 commenti

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La trama potrebbe essere riassunta così: per più di due ore la banale normalità di una coppia affiatata subisce l'effetto di una strana e strisciante anomalia. È incredibile come Polanski riesca ad irrorare di ansia lo spettatore senza ricorrere a facili stratagemmi sonori o sanguignolenti, girando la quasi totalità delle scene in un unico appartamento. Peccato per i protagonisti, un po' insipidi rispetto al resto del cast; finale leggermente indigesto agli atei. 3 pallini e mezzo.

Daniela 10/09/09 19:14 - 9522 commenti

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Capolavoro in cui l'inquietudine nasce da uno scarto, all'inizio quasi impercettibile, fra l'essere e l'apparire, una crepa che sgretola il guscio di banalità di una coppietta borghese. Come spesso accade per i capolavori, si presta a molteplici letture: donna/bambina, la Farrow rifiuta la maternità, salvo riconciliarsi con il frutto del suo ventre in un finale beffardo che pur mette in brividi, considerato che l'anno successivo il regista dovrà fare davvero i conti con uno che riteneva d'essere l'incarnazione di Satana.
MEMORABILE: Ruth Gordon, vicina impicciona per antonomasia, porta il suo budino al cioccolato

Lucius 8/09/09 13:10 - 2819 commenti

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Semplicemente un capolavoro, uno di quei film frutto di un'alchimia perfetta. L'abile Polanski dirige un ottimo cast, a cominciare da Mia Farrow, per una storia, venata da un'atmosfera di inquietudine, retta su una sceneggiatura di altissimo valore. Gli attori sono bravissimi ed i personaggi ben delineati, la fotografia è sublime e la colonna sonora è perfetta.

Funesto 2/12/09 14:11 - 525 commenti

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Grande esempio di cinema, considerato da molti il capolavoro assoluto di Polanski. Seppur non privo di sdolcinatezze, rappresenta uno dei massimi vertici dell'horror satanico, girato con gusto e senza cercare il facile sensazionalismo, grazie anche alla nobile assenza di SFX. Nonostante una narrazione lenta e diluita (ma sorprendentemente MAI noiosa, a differenza di quella de L'inquilino), la sceneggiatura fila alla grande e la buone recitazioni mettono la ciliegina sulla torta. Non così pieno di tensione come dicono, ma un ottimo film. *****
MEMORABILE: La Farrow culla il figlio con le lacrime agli occhi mentre parte l'ottima musica di Komeda negli ultimi fotogrammi: assolutamente indimenticabile.

Stefania 18/02/10 16:29 - 1600 commenti

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Polanski rovescia la mistica della maternità, Rosemary, satanica madonna; rovescia i luoghi comuni dell'horror (poco sangue, niente "effettacci"), e le regole del thriller: quasi dall'inizio capiamo cosa sta per accadere a Rosemary, possiamo solo guardarla smarrirsi. Un ottimo film, sottile e implacabile nel rendere assolutamente credibile l'incredibile. Inesorabile accumulo di frammenti di angoscia che scolpiscono l'ecografia, la gestazione di un incubo che è di Rosemary, e anche nostro: la scomparsa di Dio, la (ri)-nascita del Diavolo.
MEMORABILE: Quel budino al cioccolato...

Saintgifts 17/05/10 15:16 - 4098 commenti

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Polanski aveva senz'altro le idee chiare su come girare questo film e lo ha fatto vedere. Credo però che più della metà del merito del successo avuto vada agli attori. Attori non scelti in prima battuta dal regista, che pensava ad altri che per diversi motivi rifiutarono le parti, ma arrivati in sostituzione (e quale sostituzione!) con quel pizzico di fortuna (fortuna?) sempre indispensabile per fare cose speciali. La Farrow e Cassavetes sono perfetti, lei con la sua espressività da il ritmo al film, lui dolce e demoniaco allo stesso tempo.
MEMORABILE: La Farrow si muove splendidamente in tutto il film, dispensando a piene mani la sua acerba-matura grazia.

Renato 26/05/10 11:01 - 1580 commenti

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Se c'è una singola parola che può andar bene per definire questo film è senz'altro "inquietante". La costruzione della tensione è semplicemente perfetta, rimane un'ambiguità di fondo che fa guadagnare altri punti ad una pellicola già splendida; in più il cast -formato perlopiù da vecchi leoni e leonesse hollywoodiane- è azzeccatissimo. 130 minuti che passano in un batter d'occhio: se gli horror fossero questi e non le sciocchezze sanguinolente per cui sbavano in troppi, vivremmo senz'altro in un mondo migliore.

Rebis 12/06/14 15:52 - 2088 commenti

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Non c'è niente nel film che non derivi dal romanzo, eppure l'iperbole paranoide segue un tragitto esattamente opposto: dove Levin sfoltisce meticolosamente l'ambiguità, Polanski l'addensa. E se il romanzo è un ottimo prodotto, il film è magistrale per compattezza e coerenza stilistica, per il nitore della suspense e il senso di vulnerabilità lancinante. Mentre i volti si trasformano - la gentilezza si fa ipocrisia e infine arroganza, la gioia trasmuta in paura e poi in dolore - il film riflette la condizione della donna nella società dell'epoca: prima strumentalizzata, poi vittima compiacente.
MEMORABILE: Mia Farrow: acconciatura Vidal e un lungo coltello tra le mani.

Myvincent 16/07/10 14:56 - 2576 commenti

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Girato dal geniale regista, con serietà e talento, a soli 35 anni, fu il primo in cui Polanski accettò un soggetto non suo. Si fa consigliare di scegliere Mia Farrow, attrice pressochè sconosciuta in Europa, che gli regalerà un ruolo fondamentale per la carriera di entrambi. Inizia quindi come un "Doris Day" film, poi si dipana diabolicamente, intrecciando una trappola da cui Rosemary non potrà più uscire, a meno di essere considerata una pazza. A meno di non usare il proprio istinto materno...

Luchi78 2/08/10 15:15 - 1521 commenti

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Film dalla suggestione unica, si pone come grande esempio di cinema per chiunque desideri mettere sul piatto un'emozione e renderla assolutamente viva per lo spettatore. Mia Farrow ci mette del suo per contribuire alla grandezza di questo capolavoro.

Von Leppe 17/09/10 11:53 - 1032 commenti

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Storia di streghe nella vita quotidiana in un palazzo di New York, il film narra di una gravidanza, diciamo, speciale, vissuta nella confusione e nella paura dalla protagonista fino al gran finale. Sicuramente un horror molto importante nella storia del cinema e ben realizzato. Colonna sonora con la ninna nanna che non poteva essere più azzeccata, come pure il palazzo newyorchese risalente però alla fine dell'800 (e infatti nel film si parla di vecchie leggende che riguardano gli inquilini che vi hanno abitato).
MEMORABILE: ...Distruggerà i potenti e rovescerà i loro templi, redimerà tutti i disprezzati e farà vendetta in nome dei dannati e dei torturati... è l'anno 1.

Giacomovie 23/01/11 20:37 - 1352 commenti

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Chi si aspetta un comune horror rimarrà forse deluso, ma in film come questo va ricercata l'essenza del genere. Non deve essere per forza il sangue o lo splatter improbabile a provocare la paura, ma il mistero che scaturisce da situazioni all'apparenza comuni. Polanski mostra l'istinto della genialità nella qualità di tutto l'insieme. Solo la prima parte si dilunga un po' in un andamento ordinario. Poi la trama si infittisce di una suspence in crescendo, subdola ma palpabile, che giustifica le aspettative di una tensione tutta psicologica. ***!

Belfagor 7/04/11 17:40 - 2625 commenti

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Ormai considerato giustamente un classico dell'horror, è una delle opere migliori di Polanski, malsano e angosciante, eppure finemente onirico. In un crescendo di tensione e angoscia, la giovane Rosemary si ritrova intrappolata suo malgrado in un patto col diavolo che, in questo caso, agisce tramite una vicina anziana e logorroica. L'orrore nasce soprattutto da un'atmosfera oppressiva, dal marcio nascosto dietro la rassicurante facciata borghese dell'epoca. Reso, se possibile, ancor più inquietante dalla tragedia che colpì il regista nel '69.
MEMORABILE: La scena finale, complici la musica e la recitazione di Mia Farrow, è semplicemente perfetta.

Mdmaster 10/07/11 01:27 - 802 commenti

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Magnifico esempio di tensione d'autore. Polanski completa il cammino iniziato con Repulsione, dipingendo un'altra donna intrappolata in un'esistenza soffocante. La Farrow (performance di quelle perfette, a tutto tondo) è incinta e circondata da personaggi viscidi e sospetti, ma il dubbio che sia tutto una coincidenza permarrà sino alla fine. Attori azzecatissimi, compresi la Gordon, Blackmer e Bellamy, più una soundtrack minimale ed efficace. Nessuna scena è sprecata, ogni inquadratura studiata e applicata al massimo. Capolavoro ineguagliato.
MEMORABILE: La disperata attesa di Rosemary nella cabina telefonica; l'orrida culla nera che troneggia nel salotto.

Nancy 7/10/11 19:31 - 774 commenti

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Una delle massime trattazioni sull'inquietudine, sul dubbio, sulla paura vera e inconscia. Agli anni 60, gli anni della distruzione del concetto familiare, Polanski aggiunge un orrore che viene dall'interno, dalle persone più vicine; ci fa entrare nella mente di Rosemary, pervasa dai dubbi e dalle manie di persecuzione. Cosa resta se non guardare dentro se stessa, verso quel bambino che porta in grembo? Agghiacciante, perentorio, stupendo.
MEMORABILE: Il concepimento; La radice di Tanis; Mia Farrow; Gli ultimi 20 minuti.

Didda23 9/10/11 20:54 - 2288 commenti

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Polanski ruota tutta la sceneggiatura sul concetto sottile dell'ambiguità, disturbando non poco l'inconscio. Il plot è raccontato con eleganza e con ottima conoscenza del ritmo: nella prima parte sembra di assistere ad una commedia sofisticata, ma con il passare dei minuti l'opera lentamente acquisisce un'inquitudine sempre crescente che si esalta nel suberbo finale. Non si assiste solo ad una pellicola con tutte le peculiarità di genere, perché Polanski dipinge un sottobosco fitto di metafore che criticano aspramente l'arrivismo e il capitalismo della società post-moderna. Indimenticabile la prova della Farrow. Capolavoro.

Gugly 16/10/11 09:47 - 1016 commenti

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Film di dettagli comprensibili con l'evolversi degli eventi: dove è il guanto di Hutch? E perché Rosemary si mortifica con un taglio di capelli quando con la maternità dovrebbe risplendere? Lungo, eppure avvicente: scendiamo con la protagonista in un gorgo costellato di incubi, vicine truccate ed invadenti, un marito "nella norma" e una colonna sonora minima, dove risaltano i rumori del mondo esterno, così lontano mentre gli interni avviluppano i personaggi. Finale straziante, ma certi tipi di amori sono assoluti.
MEMORABILE: La culla nera con la croce rovesciata sopra a mo' di sonaglino.

Mickes2 27/03/12 15:39 - 1668 commenti

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L'apparenza inganna. Oppure no. Capolavoro assoluto che fa della magistrale costruzione del fattore horrorifico - quello puro, scevro da inutili sovrastrutture grandguingolesche - il punto focale; che però si dipana su altri binari quali l'ambiguità latente che si aggira nel quotidiano addizionando temi come maternità, arrivismo e borghesia. Personaggi stralunati e commento sonoro martellante impongono un'atmosfera sulfurea che monta sotto pelle esplodendo in un finale luciferino, spiazzante, cupo e struggente. *****
MEMORABILE: La Farrow che culla il figlio.

Ryo 20/08/12 23:49 - 2169 commenti

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Un gioiello della storia del cinema horror. Polanski adatta un romanzo che all'epoca fece scalpore adattandolo maniacalmente (stessi dialoghi e addirittura stessi colori descritti). Il cast è degno di nota, Mia Farrow interpreta in maniera egregia la sua parte, particolarmente paurosa nel periodo in cui la sua scarsa salute la rende magra e cadaverica. La trama tiene incollati, nessun momento di noia, accattivante regia con montaggio sublime.
MEMORABILE: Il sogno "sabbatico"; La scoperta della verità.

Almicione 19/02/13 00:26 - 765 commenti

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Il dramma di una madre alle prese con una congrega di satanisti si trasmette angosciosamente allo spettatore, il quale si trova così coinvolto in un intrigante intreccio. Nonostante Cassavetes non brilli, è resa bene la trasformazione del personaggio di Guy. La rappresentazione di un male scevro delle sue solite peculiarità allontana la pellicola da un definito genere e porta forse allo stucchevole ripetersi dei medesimi elementi. Il finale doveva essere migliore. Ardite le visioni oniriche di Rosemary. Il film, comunque, si può dire piacevole.

Yamagong 19/05/13 00:00 - 274 commenti

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Con un talento difficilmente rintracciabile nei registi contemporanei, Polanski instilla angoscia, orrore e disperazione nello spettatore adoperando il quotidiano, la realtà circostante e tutti coloro che la popolano alla luce del sole, senza bisogno di inutili mostri raccapriccianti. Sicché a Rosemary (un'agghiacciante Mia Farrow) non resta che aggrapparsi al bambino del titolo, unica via di uscita da un incubo che è tuttoggi ricordato come uno dei massimi capolavori della storia del cinema. Cassavettes un po' meccanico. Imprescindibile!
MEMORABILE: Il finale che ti arriva come un pugno nello stomaco; Il demonio che mette incinta Mia Farrow.

Pumpkh75 3/06/13 19:44 - 1326 commenti

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Senza enunciare nessun classico dogma della paura, ne diventa un meccanismo perfetto: la minaccia è nascosta dietro un regalo, dentro un bicchiere, dentro le proprie mura, dentro quei Castevet così gentili da sembrare irreali e ossessivi. E se un fioco barlume sembra squarciare l'oscuro climax, ecco la resa, inevitabile e purtroppo umana. Monumentale prova di Mia Farrow, in un contesto senza la minima pecca: uno dei pochissimi film ad aver realmente segnato la storia del cinema, tecnicamente ed emotivamente.

Tomastich 17/07/13 12:16 - 1216 commenti

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Fine anni '60: dopo i fasti del gotico, della nebbiolina alla Mario Bava, dei successi della Hammer, un regista che poco o nulla ha da spartire con l'immaginario horror moderno realizza il film che fa cambiare registro a tutta la produzione di paura degli anni '70 e '80. Film che entra nel cuore dello spettatore per via del climax demoniaco e allo stesso tempo casalingo. Farrow bravissima!

Il Dandi 27/09/13 15:15 - 1820 commenti

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Per come il tema, qui nuovo, del satanismo influenzerà non solo il cinema horror ma tutta la cultura popolare, nonché per come il regista stesso ne verrà colpito nella vita privata (dando luogo a macabre suggestioni), l'importanza del film è tale che rischia di schiacciare le sue reali qualità intrinseche (regia, sceneggiatura, interpretazioni) che ne fanno un capolavoro. Ce ne andiamo a dormire (?) con un interrogativo: ma che gli avrà detto il cervello a John Lennon di andare ad abitare proprio al Dakota?
MEMORABILE: La scena onirica del concepimento col diavolo.

Nando 8/10/13 09:53 - 3486 commenti

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Un'importante e iniziatrice pellicola di un certo genere demoniaco horror. Polanski senza visioni splatter ma esclusivamente con torbida psicologia disegna alti momenti di tensione che culminano con un agghiacciante finale. La visionarietà regna sovrana e la Farrow è ottima.

Nicola81 5/04/14 19:01 - 1980 commenti

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Non discuto la bravura di Polanski nel costruire tensione partendo da un contesto di assoluta normalità, non discuto la bravura degli interpreti (ma è la Farrow a giganteggiare), in definitiva non discuto l'importanza del film, eppure non riesco a considerarlo un capolavoro. Sorvolando sulla durata e sulla mancanza di alcuni chiarimenti (Terry si è davvero suicidata? E in ogni caso, perché?) è il finale che non mi ha convinto; non tanto per quel che accade, ma per come viene rappresentato. Un buon film, certo, ma niente di più.
MEMORABILE: La prova della Farrow; La scena onirica; L'anagramma.

Fauno 18/05/14 03:03 - 1928 commenti

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Si salva solo al fotofinish dall'insufficienza, visto che il finale è meno deleterio delle aspettative. Non dico che il film non sia scorrevole e pure ben condotto, ma se per una scena e mezza di sabba si deve proclamare con assolutismo feudale che Tutti i colori del buio sia un suo derivato, allora io dico la stessa cosa di A Venezia un dicembre rosso shoching, per la pidocchiosità di questi vecchi bavosi così ben sovrapponibile all'ottusa invadenza delle due vecchine nel film di Roeg; e questi atteggiamenti mi ricordano la pedanteria assillante dei vuccumprà.
MEMORABILE: L'oscena pettinatura della Farrow e l'immagine sfuocata del figlio di Satana.

Samdalmas 31/08/14 19:16 - 302 commenti

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Il primo film hollywoodiano di Polanski diventa subito un classico e un successo senza precedenti, ma la carriera del regista polacco sarà segnata dalla tragica morte di Sharon Tate. Girato quasi interamente nel Dakota Building (dove vivrà John Lennon, anche lui destinato a una fine cruenta) "Rosemary's baby" è un horror demoniaco epocale, senza effetti speciali o sangue che scorre, con un finale aperto carico di ambiguità. Perfetta Mia Farrow nel ruolo della sua vita ma memorabile anche Ruth Gordon.
MEMORABILE: Il sabba in cui rimane incinta Rosemary; Il finale con la culla in nero; La cantilena di Komeda.

Lythops 7/09/14 19:12 - 975 commenti

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Un palazzo che sembra costruito da uno scenografo solo per quel film come gli appartamenti claustrofobici, i personaggi assolutamente perfetti, l'identità di ciascuno pronta a nasconderne altre, le espressioni di volti che sottintendono sentimenti diversi e opposti. Otto anni dopo, ne L'inquilino del terzo piano, verranno sviluppate diverse tematiche qui appena accennate. Un horror sublimato, un incubo descritto e realizzato nella sua interezza, con perfezione. Fantastico il canto dei titoli di testa.

Ultimo 30/01/15 17:28 - 1370 commenti

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Il capolavoro di Roman Polanski è un horror psicologico, che non mette paura ma è in grado di generare uno stato di tensione e angoscia che cresce col passare dei minuti. Magistrale interpretazione di Mia Farrow, con espressioni del volto e dialoghi da cineteca; perfetta Ruth Gordon nei panni della vicina impicciona. Guardatelo con attenzione e piano piano vi renderete conto che la verità che si nasconde dietro a una vicenda apparentemente non così complicata è ben peggio di quanto si possa pensare. Quasi perfetto!

Minitina80 28/02/15 00:25 - 2364 commenti

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Fino al 1968 il cinema di paura era considerato minore e destinato a una cerchia ristretta di pubblico. Polanski dimostra che anche con l'horror si può fare cinema ad alti livelli; basti pensare che il film valse un Oscar a Ruth Gordon, cosa fino ad allora neanche immaginabile per una pellicola horror. Il merito è di una messa in scena totalmente differente da quanto visto fino ad allora, che garantisce inquietudine e angoscia senza ricorrere a spargimenti di sangue o a mirabolanti effetti speciali.

Jdelarge 25/04/15 11:24 - 881 commenti

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Polanski dà vita a un film che gira intorno alla protagonista (un'ottima Mia Farrow) e ai personaggi a lei vicini, sorta di manichini uniti da un intento malefico. La genialità del film risiede nel finale e soprattutto nella normalità e festosità con cui ci si muove nella sfera del male, il quale nasce tra le mura domestiche e è in grado di coinvolgere qualsiasi tipo di persona. Le inquadrature "polanskiane" contribuiscono alla riuscita del film insieme a uno studiato modo di vestire i protagonisti della vicenda.

Pinhead80 6/05/15 19:52 - 3969 commenti

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Chi non ha mai visto questo film si è perso un capolavoro del genere horror. Ma non solo, perché non c'è solo orrore in ciò che si vede, ma anche in ciò che ci viene lasciato all'immaginazione. L'atmosfera insalubre del palazzo in cui è ambientato il film e i pedanti vicini che non lasciano mai sola la protagonista, alimentano il senso di costante disagio che si prova nel guardare il film. E' come se cadessimo vittima di un sortilegio. Il miglior film di Polanski e quello più diabolico assieme a L'inquilino del terzo piano.
MEMORABILE: "Cosa avete fatto ai suoi occhi?"

Corinne 6/06/15 12:24 - 405 commenti

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Personalmente lo considero il capolavoro di Polanski e capolavoro in generale, non solo dell'horror. L'inquietudine cresce di scena in scena; merito di una buona regia, delle prove attoriali delle due attrici principali e del contesto realistico in cui è calato l'orrore, dove a far paura non sono sangue e facili spaventi ma un bicchiere di frullato, un ripostiglio dagli scaffali a colori pastello e una serie di eventi che presi singolarmente non dovrebbero spaventare.
MEMORABILE: Quella culla nera col crocefisso rovesciato, quella ninna nanna straniante...

Impi3gato 13/02/16 14:27 - 26 commenti

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Polanski mette in simbiosi lo spettatore con la protagonista (la bellissima Mia Farrow) svelando solo attraverso gli occhi e i sospetti di Rosemary l'incubo nel quale ella si trova. La tensione va in crescendo (alimentata ancora dalla claustrofobia polanskiana) fino a paralizzare completamente nelle scene finali. Mancano gli spauracchi tipici dell'horror, che a quanto pare non sono necessari per tenere il pubblico attaccato allo schermo.

Vito 21/08/16 00:31 - 662 commenti

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Dal romanzo di Ira Levin un film oscuro e demoniaco diretto con maestria dal grande Polanski. Il rassicurante e noioso quotidiano viene pian piano invaso dalle tenebre e tutte le certezze crollano tra allucinazioni e incubi satanici. Una pellicola realmente spaventosa, onirica e ansiogena grazie all'inquietante location del Dakota di New York e alle interpretazioni del quartetto di magnifici attori: Farrow, Cassavetes, Gordon e Blackmer. Capolavoro.
MEMORABILE: "Dio è morto! Solo Satana vive nel mondo! È l'Anno Uno e Dio è morto!"

Rigoletto 2/06/16 16:02 - 1604 commenti

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Quando l'ho visto, complice la fama di cui gode, ho creduto che mi fosse sfuggito qualcosa. Alla seconda visione mi sono accorto che atmosfera, musiche, regia, cast (un grandissima Farrow) erano perfette (cose notate anche a primo acchitto). Tutto ciò dovrebbero garantire il massimo; io invece... mi sono annoiato; non perché il film sia davvero noioso, ma la lentezza abbinata a una durata così dilatata lo rendono leggero come una carbonara di tortellini. Di grande impatto sul genere ma non il capolavoro tanto decantato.

Bruce 10/05/17 19:00 - 1005 commenti

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Polanski come capacità registiche non si discute, Mia Farrow, ventenne, è molto bella e brava in questo primo ruolo da protagonista e molte sono le qualità del film. Eppure il tutto non è riuscito a convincermi: la coppia di vicini di casa è troppo caricaturale per essere credibile. E allora viene da pensare solo a una grande e fittizia rappresentazione del male che non può, in realtà, fare paura a nessuno.

Thedude94 15/03/18 00:13 - 588 commenti

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Horror d'eccellenza, che fa la storia del cinema satanico attraverso un racconto drammatico sulla gravidanza e la nascita di un figlio prediletto. Polanski dirige alla grande gli attori, in particolare la protagonista Mia Farrow, che entra perfettamente nel personaggio e realizza molte scene che difficilmente usciranno dalla mente dello spettatore; il resto del cast è ottimo. I temi legati al male assoluto si legano perfettamente alla trama e al modus vivendi di una coppia giovane alle prese con un futuro incerto dinanzi a loro.

Buiomega71 12/03/18 21:39 - 2282 commenti

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La sinfonia satanica polanskiana nella quintessenza della poetica del folletto polacco. Chiaroscuri demoniaci, complotti sottaciuti, vecchie cariatidi che origliano, bisbigliano, tramano, portano sull'orlo della pazzia. Attimi di cinema onirico da brividi (gli incubi di Rosemary che gallegia a letto sul mare), suicidi, radici maleodoranti e velenifere come la mela della strega di Biancaneve, infine il party della follia, il travaglio per dare alla luce l'anticristo. Capolavoro assoluto di malia, esoterismo e tanfo di zolfo. Polanski all'ennesima potenza.
MEMORABILE: Lo scarabeo; Rosemary nella cabina telefonica; "Spalla destra, spalla sinistra"; "Dio è morto!"; Mangiando carne cruda; La ragazza suicida.

Piero68 12/03/18 08:46 - 2768 commenti

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Più che un horror un thriller carico di suggestioni. Senza contare che è uno di quei film passati alla storia più per i contorni e le circostanze che per il reale valore intrinseco. Per carità, grande regia e prove attoriali di alto livello. Il problema è che la sceneggiatura dopo un po' diventa piatta a prevedibile senza riservare alcun colpo di scena. Solo gli ultimi minuti e il finale emblematico riescono a risollevare la storia dal baratro in cui era finita. Palma del migliore sicuramente a Cassavetes, in condominio con la Gordon.

Trivex 30/10/17 08:40 - 1497 commenti

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Teso, asfissiante, a tratti inquietante. Il diavolo ha scelto la sua inconsapevole compagna, supportato da "streghe e stregoni" che vogliono la rivincita sui loro avversari. Come può, una madre, elaborare e sostenere un tale destino? Perfetto nello stile e nello svolgimento, senza cedimenti nello splatter/gore, unisce tratti classici del mondo dell'oscuro (le fatture, il cibo delle tenebre) a una stesura "moderna" con elementi da commedia (la "simpatica "vicina di casa). Per arrivare al capolavoro forse manca un po' di azione, ma il grande cinema abita qui.

Jurgen77 31/10/17 08:16 - 630 commenti

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I colori della pellicola e le ambientazioni "neo gotiche" lo fanno apparire quasi un film della Hammer; ma non illudetevi, qui siamo nell'horror, con pathos e angoscia superlativi. Nulla è scontato, le interpretazioni sono magistrali come pure l'inquietante colonna sonora. Senza "interiora", senza litri di sangue o motoseghe, un horror angosciante che, pur datato, rimane una pietra miliare del genere.

Galbo 22/11/17 05:53 - 11422 commenti

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La quotidianità del male, le insidie che si celano in atti apparentemente banali in uno dei capolavori di Polanski. Il regista ceko realizza un thriller che fa crescere progressivamente tensione ed inquietudine senza effetti eclatanti ma attraverso un fine e mirabile lavoro di introspezione psicologica dei suoi personaggi. Coadiuvato da una ambientazione apparentemente idilliaca, quantomai adatta alla vicenda e una prova magnifica di Mia Farrow (Cassavetes convince meno, i caratteristi sono straordinari), Polanski firma un capolavoro.

Rocchiola 5/02/18 14:03 - 873 commenti

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Involontario iniziatore del filone demoniaco che troverà terreno fertile negli anni 70, è il risultato più maturo e compiuto del primo Polanski, che mette in scena un onirico incubo del quotidiano metaforicamente sospeso tra realtà e paranoia. Banditi i soliti effetti orrorifici bastano pochi elementi come un semplice ciondolo, una mousse al cioccolato o una coppia di vicini impiccioni per creare una suspence degna di Hitchcock. Azzeccata la scelta della diafana Farrow quale vittima sacrificale. In fondo è una versione migliorata di Repulsione.
MEMORABILE: L'incubo della notte del concepimento; La Farrow alla ricerca del figlio armata di coltello; La vista inziale all'appartamento; La vicina cicciona.

Fedeerra 12/02/18 03:05 - 433 commenti

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Rosemary, dal volto pallido e infantile, portatrice di una gravidanza che pian piano la scarnifica, la rapisce, la rende anima sacrificale (e salvifica) di una borghesia potente e demoniaca. Tra i migliori film di tutta la storia del cinema, con picchi di regia meravigliosi e una compagine di attori tutti in stato di grazia. Magnifiche Mia Farrow e Ruth Gordon, che con estrema aderenza, tanto fisica quanto emotiva, danno vita a due personaggi entrati di diritto nell'iconografia cinematografica mondiale. Un'opera magistrale.

Luras 1/05/18 12:28 - 142 commenti

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Un grande Polanski scruta i meandri del satanismo, celandoli allo spettatore per buona parte della pellicola dietro una patina di apparente ma inquietante normalità. E Lui, il Demonio, che per tutto il tempo trama nell'ombra della quotidianità, compare fugacemente solo alla fine. Per due ore assistiamo alla lenta discesa negli inferi di una donna fragile e tradita anche dagli affetti più cari, immersa in una piovosa New York. La colonna sonora è monotematica e molto semplice, però lascia trasparire un senso di fanciullesca afflizione.

Paulaster 4/06/18 09:49 - 2827 commenti

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Coppia in dolce attesa frequenta dei vicini con un passato esoterico. Polanski gira fluido passando da toni di commedia fino a un crescente thriller (addirittura con accenni horror). Non calca la mano cercando spaventi alla Hitchcock ma porta a un finale claustrofobico che si rivela umanamente delicato. Notevole la Farrow col suo viso da bambina torturata durante la gravidanza. Esterni al Dakota building a New York, adatto per la sua struttura dai tetti spioventi.
MEMORABILE: L'incubo della Farrow; La chiamata dal telefono pubblico; La sala affollata alla fine; La culla fermata col coltello.

Anthonyvm 2/09/18 15:49 - 2031 commenti

I gusti di Anthonyvm

Praticamente il film che ha iniziato la grande ascesa dell'horror demoniaco, che porterà anche al capolavoro friedkiniano. Polanski costruisce una storia bizzarra, a tratti onirica e con tocchi fantasy, ma in un contesto verosimile, ben attento a mantenere costante il clima paranoide che è il suo marchio di fabbrica. Un film inquietante, opprimente, lento e bellissimo, con una Mia Farrow indimenticabile e alcune delle sequenze più memorabili del panorama horror (e non solo) mondiale. Imprescindibile cult per ogni appassionato che si rispetti.
MEMORABILE: Il famoso trip durante l'amplesso satanico; Il finale; "Ha gli occhi di suo padre!".

Muttl19741 5/01/19 22:19 - 106 commenti

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Un notevole film, girato perfettamente, con tempi chirurgici. Impeccabile ogni reparto; un plauso speciale a quello scenografico che ci immerge letteralmente nella inquieta e folle vicenda. Tutto è più facile se a scolpire la luce c'è un volto come quello della piccola, emaciata Farrow con i suoi occhi azzurro follia, oppure se incombe sullo spettatore un sopracciglio diabolico di Cassavetes, di per sé molto simile a un demone. Un film che ha fatto giustamente scuola. Rievocato in diverse occasioni da indegni successori.

Xabaras 22/02/19 21:24 - 189 commenti

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Il film ha uno spessore che oseremo dire biblico. Questo perché la parte di Cassavetes giunge a toccare temi da fine dei tempi. Il suo patto col demonio è saggiamente oscurato, tanto che ci pare che la metamorfosi satanica avvenga quasi come la realizzazione di un desiderio nascosto, alla maniera di un moderno Dorian Gray: parla dell'avvento di un mondo fondato sull'egoismo e sulla sete di denaro che permea un mondo borghese predetto già secoli fa dagli apostoli cristiani. L'apocalisse è vicina? Se è così essa combacia con la fine del sistema borghese.

Il ferrini 15/01/20 19:22 - 1704 commenti

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Non si può che dargli il massimo dei voti possibili. Polanski trasforma, in due ore, una commedia alla Doris Day in quello che diventerà uno degli horror più importanti e imitati di sempre, perfino nella colonna sonora. Mia Farrow non si ripeterà più a questi livelli: una trasformazione la sua, anche fisica, di grandissimo impatto. Un film inquieto, con un crescendo di tensione eccezionale che culmina in un finale amaro e disturbante. Capolavoro.
MEMORABILE: Il concepimento; La telefonata al Dottor Hill dalla cabina telefonica.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 12/03/18 14:35
    Scrivano - 11012 interventi
    Concordo con quanto scritto da Daniela.
  • Discussione Buiomega71 • 12/03/18 15:09
    Pianificazione e progetti - 22016 interventi
    Posso capire che un film ( anche un capolavoro come la sinfonia satanica polanskiana) possa incontrare i gusti avversi di qualcuno

    Ma dire che il suo successo sia dovuto ad un fatto di cronaca ( e non hai sui valori artistici/narrativi), personalmente, mi pare stroppi un pochettino

    E non mi risulta che il capolavoro polanskiano sia entrato nella storia del cinema per quello che è successo a Cielo Drive
    Ultima modifica: 12/03/18 15:16 da Buiomega71
  • Discussione Fauno • 12/03/18 20:47
    Compilatore d’emergenza - 2536 interventi
    Avversi forse è un termine un po' grosso. Direi contrari, e quello ci può stare.

    Non sto a farla lunga sul perché a me sia piaciuto poco e sia salvato solo al fotofinish da una delle stroncature più brutali, visto che l'ho già abbondantemente spiegato, e mi limito a dire che Polanski ha fatto di peggio ma anche di infinitamente meglio, specie ultimamente.

    Quanto al massacro di Bel Air non vedo il nesso del parto della Farrow col nono mese di gravidanza della povera Tate, anche perché come ho già detto, i seguaci di Manson volevano uccidere un componente dei Beach Boys che non voleva finanziare la musica di Charlie, solo che fatti com'erano, hanno sbagliato pure villa... In più volevano scagionare Bobby Beausoleil che era già (ed è ancora) in carcere.
    Quindi se ci fosse un collegamento sarebbe bel tutto casuale.

    E non si può neanche premiare qualcuno per un lutto, anche se dolorosissimo, altrimenti tanto vale compatirlo finchè campa. Invece nonostante lo schock indelebile Roman è andato avanti.
  • Discussione Buiomega71 • 12/03/18 21:08
    Pianificazione e progetti - 22016 interventi
    Fauno ebbe a dire:



    E non si può neanche premiare qualcuno per un lutto, anche se dolorosissimo, altrimenti tanto vale compatirlo finchè campa. Invece nonostante lo schock indelebile Roman è andato avanti.


    Macbeth è lì a dimostrarlo
  • Discussione Raremirko • 12/03/18 22:39
    Addetto riparazione hardware - 3479 interventi
    Buio, il remake con la Saldana lo hai visto?
  • Discussione Buiomega71 • 12/03/18 22:47
    Pianificazione e progetti - 22016 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Buio, il remake con la Saldana lo hai visto?

    No, che io sappia è passato solo in tv ma mai uscito in dvd da noi (per il momento)
  • Discussione Raremirko • 12/03/18 22:56
    Addetto riparazione hardware - 3479 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    Buio, il remake con la Saldana lo hai visto?

    No, che io sappia è passato solo in tv ma mai uscito in dvd da noi (per il momento)



    Pare interessante.
  • Discussione Caesars • 13/03/18 09:33
    Scrivano - 11012 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    Buio, il remake con la Saldana lo hai visto?

    No, che io sappia è passato solo in tv ma mai uscito in dvd da noi (per il momento)



    Pare interessante.


    A me non ha detto granché. Niente a che vedere con lo splendido film di Polanski.
  • Curiosità Schramm • 22/07/18 17:45
    Risorse umane - 6712 interventi
    Come consulente d'eccezione, Polanski si avvalse niente meno che di Anton Szandor la Vey, capo della Chiesa di Satana. In quello stesso periodo La Vey cercò di circuire senza successo quella Susan Atkins che confluì invece nella family mansoniana. Mia Farrow fu una delle principali attrici coinvolta da un'incredibile ondata di isteria diffusa tra i vip a ridosso degli omicidi Tate-La Bianca. La villa di Sharon Tate sarebbe poi stata affittata da Trent Reznor per inciderci The downward spiral. In quello stesso periodo Reznor stava supportando e co-producendo Marylin Manson, al secolo Brian Warner, che La Vey nominrà vent'anni dopo il film sacerdote della propria chiesa, chiudendo così un cerchio di sicronicità junghiane particolarmente truce.

    L'ingresso del Dakota Building, l'elegante complesso residenziale in cui sono stati girati quasi tutti gli interni del film, diverrà teatro della morte di John Lennon, che l'aveva da poco affittato assieme a Yoko Ono.

    (Fonte: Ezio Guaitamacchi, Figli dei fiori, figli di Satana)
  • Curiosità Buiomega71 • 3/03/20 20:56
    Pianificazione e progetti - 22016 interventi
    Polanski ci diede dentro notte e giorno per trasformare il romanzo di Ira Levin in sceneggiatura, modificando il personaggio di Ruth Gordon da grassa donnona finto rassicurante del libro a vispa e minuta signora (finto attempata) tipicamente newyorkese.

    Il regista polacco si trovò bene con tutto il cast tecnico e attoriale (una preoccupazione angosciante lo colse prima di recarsi sul set nel giorno del primo ciak, era il suo primo film hollywoodiano e aveva sulle spalle una responsabilità non da poco, ma tutto passò quando cominciò le riprese, avendo tutto il film, immagine per immagine, già nella sua testa), con Mia Farrow poi (che si rivelò una pofessionista con i fiocchi, nonostante le angherie che le tirava Frank Sinatra, allora marito prepotente della Farrow) c'era quasi una sorta di affinità elettiva con Polanski stesso.
    L'unico che le diede dei grattacapi fu John Cassavetes, che aveva da ridire su ogni cosa Polanski le diceva di fare sul set. Attrito che, poco a poco, scomparve, dato dal fatto che Cassavetes (regista egli stesso) rimase affascinato dal modo di dirigere di Polanski.

    Polanski poté finalmente perfezionare il suo film come avrebbe voluto fare con Repulsion, solamente che sforò di quattro settimane di lavorazione e fece lievitare di non poco il budget previsto, tirandosi addosso le lamentele dei dirigenti della Paramount (che soprannominarono Polanski "Il pazzo polacco") che minacciarono di estrometterlo dalla regia. In suo aiuto vennero Robert Evans, Mia Farrow e Ruth Gordon, che si dichiararono pronti a recidere il contratto (anche a costo di penali) con la Paramount se Polanski fosse stato licenziato.

    A film finito Polanski si trovò per le mani un giraro di quattro ore e dieci minuti. In sala di montaggio le consigliarono Sam O'Steen (che stava lavorando al Laureato), e con un abilità che meravigliò lo stesso Polanski, portò il film a due ore e quindici minuti, proprio come lo voleva il regista polacco.

    Polanski accusò un colpo terribile quando vide la copia americana di Per favore non mordermi sul collo totalmente rimaneggiata dal produttore Marty Ransohoff (Era come scoprire di aver messo al mondo un figlio deforme, Polanski dixit), che non solo cambio il titolo in Scusa ma mi hai affondato i denti nel collo, ma lo tagliò di venti minuti, sostituì la colonna sonora di Komeda e aggiunse uno stupidissimo prologo a cartoni animati.

    Polanski andò su tutte le furie, e volle togliere il suo nome dai credits, disconoscendo quell'obbrobrio.

    Ma il tempo le dette ragione, portando la sua parodia vampirica all'origine e togliendola dalle mani di Ransohoff.

    Intanto Rosemary's Baby uscì nei cinema americani e, con somma sorpresa un pò di tutti, si rivelò un'incredibile successo.

    Da Roman by Polanski, autobiografia di Roman Polanski, Bompiani (1984).