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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Buon adattamento (non sono poi tantissimi) da un romanzo di Ira Levin, e forse contenutisticamente parlando il migliore. Laddove ad esempio in ROSEMARY’S BABY la riuscita del film era soprattutto merito del talento registico di Polanski, qui è la sceneggiatura il punto forte. Partendo da un'idea nuova e interessante (la clonazione multipla da una cellula di tessuto), Ira Levin ha saputo abbinarvi magistralmente la componente storico-fantascientifica ottenendo un thriller a sfondo fantapolitico ricco di colpi di scena. La regia di Franklin J. Schaffner è buona ma niente di più, mentre davvero ottime sono le interpretazioni di Gregory Peck e Laurence Olivier....Leggi tutto Peck, nella parte del medico nazista già pronto a proclamare l'imminente Quarto Reich, si ritaglia un personaggio dallo sguardo durissimo e feroce, impietoso tessitore di esperimenti genetici azzardati (retaggio del suo passato nei lager), ancora alle prese con un suo piccolo parco di giovani cavie umane che vediamo passeggiare deformi nel suo giardino. Gli fa da contraltare Ezra Lieberman (Olivier), ebreo da sempre attento ai rigurgiti paranazisti e messo sull'avviso dal giovane Kohler (un giovane Steve Guttenberg, il Mahoney di SCUOLA DI POLIZIA). La guerra a distanza tra i due si protrarrà fino al finale aperto, che lascia a noi spettatori l’interpretazione di alcuni “segnali”. Buono il ritmo, meno la scialba fotografia. BOYS FROM BRAZIL resta in ogni caso un ottimo esempio di cinema hollywoodiano alternativo, lontano dalle megaproduzioni ma capace di risvegliare in noi l'amore per le storie meno convenzionali.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 19/07/07 09:22 - 2763 commenti

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Uscito in un'epoca in cui il tema della clonazione non era ancora attuale, il film ha uno spunto iniziale interessante e originale: la replica di Adolf Hitler, in numerose copie, partendo da alcune cellule originali da parte di un inquietante Gregory Peck. Ad opporsi ai folli progetti neonazisti troviamo un Laurence Olivier (nel ruolo dell'anziano ebreo a caccia di criminali di guerra occultatisi dopo il 1945), autore di un'interpretazione superba. A non convincere del tutto è la regia di Schaffner, che non riesce ad imprimere il giusto ritmo.

B. Legnani 23/07/07 12:06 - 4780 commenti

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Strambo risultato finale, causato da una regìa che non sfrutta al meglio le potenti armi messele a disposizione. Un buon romanzo, una trama intrigante, alcuni grandi attori (guardare il cast: c'è solo l'imbarazzo della scelta). Ma tutto è freddo, "costruito" nel senso deteriore del termine, cosicché lo spettatore assiste alla vicenda senza esserne conquistato. Un'occasione persa.

Renato 29/10/07 23:11 - 1590 commenti

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Un ottimo film. Al di là del cast "monstre", con grandi o grandissimi attori anche in parti secondarie, la storia avvince e lascia col fiato sospeso fino ai minuti finali... Tolte un paio di divagazioni smaccatamente hollywoodiane, Schaffner mantiene alta la tensione, nonostante i continui salti della prima parte tra Europa e Sud America. Un film da vedere, assolutamente.

Galbo 31/10/07 15:53 - 11447 commenti

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Opera di fantasia che parte da un tema molto serio: la caccia a criminali di guerra realmente esistiti. Il film ha come interpreti principali due leggende del cinema, ma mentre Olivier è piuttosto credibile nei panni del persecutore di nazisti, si fa un po' fatica a vedere Gregory Peck interpretare un criminale prototipo della malvagità. Anche se la sceneggiatura è un po' altalenante, il film, che offre suggestive ambientazioni geografiche, si vede piacevolmente, anche se nel finale perde un po' di smalto.

Sibenik 4/11/07 15:07 - 90 commenti

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Buon film che - come spesso accade - non rende pienamente giustizia alla storia magistralmente costruita da Ira Levin. Il film, anche grazie all'eccezionale cast messo a disposizione del regista, regge comunque dall'inizio alla fine senza cali di tensione, rappresentando al meglio sia la mentalità sia le emozioni dei protagonisti. Forse eccessivamente spettacolare il finale.
MEMORABILE: La comparsa del secondo bambino, per chi non avesse letto il libro, equivale a prendere in faccia un montante del Frazier dei tempi d'oro.

Lovejoy 14/12/07 22:39 - 1824 commenti

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Dal romanzo di Ira Levin (recentemente scomparso), Schaffner trae uno splendido film. Ben scritto e ottimamente diretto, con un notevole crescendo di suspense. La seconda parte è la più riuscita e il cast è eccellente. Gregory Peck e Laurence Olivier dominano saldamente la scena. Il primo interpreta un cattivo carismatico e il secondo il suo cacciatore implacabile. Lo scontro finale tra i due è memorabile. Ottimi anche James Mason, Denholm Elliott e un giovane Steve Guttemberg.
MEMORABILE: Il drammatico scontro finale tra Mengele e Lieberman.

Puppigallo 20/12/07 09:42 - 4524 commenti

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Creare dei cloni di Hitler, ovvero come farsi del male da soli. Ma quando ci sono di mezzo degli invasati... Questo è un film, che pur senza scene particolarmente crude, colpisce comunque allo stomaco (gli occhi del bambino), anche solo sentendo i deliri di Mengele (Peck), che finiscono per riesumare un terribile passato, nel quale le atrocità, camuffate da esperimenti medici, erano all'ordine del giorno. Peck è bravo, pur recitando quasi sempre sopra le righe (ma ci sta) e lo è altrettanto Olivier (l'ebreo che gli dà la caccia). Notevole e da vedere!
MEMORABILE: Lieberman, ferito, al cospetto del giovane clone di Hitler e dei suoi doberman addestrati (tensione a mille).

Gugly 9/02/08 18:13 - 1016 commenti

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Ottimo film che anticipa i dibattiti etici attuali; se Gregory Peck nella parte di Mengele è credibilissimo, non gli è da meno Laurence Olivier, seppure invecchiato e dimagrito (che impressione rispetto ai classici in bianco e nero!). La storia è costruita magistralmente con i colpi di scena e grande aiuto viene dalle musiche pompose e quasi stranianti. Occhio a Bruno Ganz nella parte del giovane medico che spiega il meccanismo della clonazione.
MEMORABILE: Dopo che gli è stato spiegato come funziona la clonazione ed aver messo insieme tutti i tasselli del puzzle, Liebermann capisce cosa vuol fare Mengele.

Capannelle 12/02/08 12:54 - 3742 commenti

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Un film discreto che prende spunto da una trama storica romanzata e ci costruisce un'atmosfera da thriller classico. Protagonisti Gregory Peck nella parte di Mengele e Laurence Olivier, cacciatore di nazisti. Efficace soprattutto il secondo anche se in là con gli anni. L'inseguimento tra i due è avvincente (pur con qualche incongruenza) e culmina con un corpo a corpo tanto drammatico quanto, diciamolo, esagerato. Nel mezzo il giovane Steve Guttemberg e la sua faccia abbastanza inquietante.

Il Gobbo 9/05/08 22:11 - 3011 commenti

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Invecchiato e spassoso fanta-thriller col vecchio Olivier nei panni di un simil-Wiesenthal a caccia di Peck/Mengele che vuole fabbricare hitlerini in serie. Talmente sovraccarico da bussare spesso alla porta del ridicolo, che si spalanca per la vigorosa scazzottata fra i due arzilli babbioni; inoltre girato non benissimo. Oggi il personaggio di Peck sarebbe intervistato su "Vanity Fair", mentre quello di Olivier probabilmente andrebbe a tirare due pedate a Gianni Vattimo.

Homesick 8/06/08 17:17 - 5737 commenti

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Gli odierni progressi della genetica hanno trasformato in inquietante possibilità ciò che all’epoca venne deriso come assurda fantapolitica… Oltre che nella storia, la forza del film risiede nei due giganti del cast: Peck – incattivito dal make up hitleriano e da un completo bianco da dittatore – e il consunto e indefesso caccianazisti Olivier duellano a distanza per poi sbranarsi in un’animalesca zuffa finale. Altrettanto validi la Palmer, Mason, Ganz, Preiss, Gough, il giovane Guttenberg e il giovanissimo “quadruplice e uno” Black.

Daniela 21/05/09 19:01 - 9631 commenti

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Al giorno d'oggi l'assunto di base, tratto da un romanzo di Ira Levin, appare molto meno fantascientico di allora, e se il film non è invecchiato benissimo il demerito non è quindi del soggetto ma di una sceneggiatura un po' farraginosa, che accanto a soluzioni brillanti (come l'assassinio sulla diga), piazza scene discutibili come la scazzottata fra le due vecchie glorie del cinema. Chi ha la peggio, anche dal punto di vista recitativo, è l'irrigidito Peck, cattivo poco espressivo, mentre Oliver se la cava con onore.

Cotola 14/10/09 23:47 - 7607 commenti

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Un cacciatore di nazisti scopre che qualcuno vuol dare vita ad un esercito di piccoli “eletti”. Divertente ed avvincente fantathriller (ispirato ad un romanzo di Ira Levin) a cui il regista (il sempre valido Shaffner) riesce ad imprimere un ottimo ritmo che incalza lo spettatore per tutta la sua durata fino al finale. Il tutto impreziosito dalle grandi prove attoriali di Peck ed Olivier. Da non perdere.

Pigro 19/11/09 09:37 - 7902 commenti

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Cacciatore di criminali nazisti scopre un complotto ideato da Mengele per far rinascere Hitler. Interessante esempio di fantapolitica "impegnata", anche se ingenua, come se il vero rischio venisse dai cloni del Führer e non da altre forme di nazismo. Comunque il film, con due bravi protagonisti (Peck e soprattutto Olivier), ha un'ottima prima parte che si fa seguire e apprezzare molto, perlomeno finché permane il mistero. Poi la tenuta vacilla e tra retorica e perdita di sostanza si arriva alle brutte scene finali.

Tnex 4/12/10 22:15 - 62 commenti

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Negli anni 70 nasce il mito negativo, il topos storico del ritorno al nazismo. Forse perché allora per la prima volta si fecero i conti con quel passato malvagio. Il film rientra in quel filone di successo. Tratto dal romanzo di Ira Levin, è la storia romanzata di un nazi-esperimento genetico per riportare in vita il Fuhrer. Un po' datato oggi, con un finale non molto convincente ma ugualmente godibile, non fosse altro che per il cast di prima grandezza (tra cui un giovane Bruno Ganz).

Buiomega71 22/01/11 15:41 - 2296 commenti

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Ho sempre considerato Franklin J. Shaffner un regista monumentale e questo è forse il suo capolavoro. Feroce, violento, visionario. Si cita sempre Hitchcock a casaccio, ma i grandi sono altri. Fantathriller che diventa fantahorror, i ragazzi clonati con gli occhi di un blu innaturale restano nella memoria a vita. Come la galleria di storpi, il massacro di una coppia di giovani a letto e il finale, con Peck e Olivier insanguinati circondati da feroci dobermann, scena questa che andrebbe insegnata nelle scuole di cinema. Capolavoro assoluto.
MEMORABILE: Olivier "sedotto" da una signora matura; il feroce e indimenticabile finale.

Pinhead80 27/02/11 14:51 - 4002 commenti

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Un criminale nazista continua a condurre esperimenti in Sudamerica in modo tale da poter creare tanti piccoli Hitler (ricostruendo loro la stessa infanzia del fuhrer). Un cacciatore di nazisti gli darà la caccia in maniera da far naufragare questo terribile piano... Un buon film fanta-politico che inquieta per la natura di ciò che viene trattato e che si può leggere anche come un atto di denuncia nei confronti dell'incuria con cui certi personaggi, sono stati lasciati liberi di fuggire, senza pagare per i loro crimini. Grande Laurence Olivier.

Luchi78 11/02/14 15:09 - 1521 commenti

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Storia che si fatica a pensare esser frutto di pura fantasia, eppure ancora oggi appare godibilissima e interessante. Il film non ha solo un'interessante sceneggiatura ma anche un'incredibile prova attoriale di Gregory Peck e alcune chicche registiche niente male (il finale ne è la dimostrazione pratica). Forse un po' sopravvalutato, ma resta sempre un ottimo film.

Nicola81 12/03/14 12:54 - 2003 commenti

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Molta carne al fuoco in questo fantathriller politico che ha il merito di parlare di clonazione in tempi decisamente non sospetti. L'assunto può apparire traballante, ma il film regge per l'intera durata culminando in un finale magari eccessivo, ma che sicuramente lascia il segno. Cast ottimo anche nelle seconde linee, mentre la sfida tra le due star viene vinta da un grande Olivier su un Gregory Peck leggermente a disagio (e quasi irriconoscibile) nei panni del feroce nazista. Buone, come sempre, le musiche di Goldsmith.
MEMORABILE: L'omicidio sulla diga; I deliri di Peck; Il colloquio tra Olivier e la Hagen; La spiegazione della clonazione; La rissa tra Olivier e Peck; Il finale.

Lady 25/03/14 17:54 - 54 commenti

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Inquietante racconto sui farneticanti esperimenti di clonazione umana che riconduce spaventosamente alla realtà della pagina più terrificante della storia dell'umanità. Un medico (sic!), Mengele, superbamente impersonato da Gregory Peck, nella delirante intenzione di generare dei piccoli Hitler, tenta di imbastire, come sempre con la complicità di non pochi fanatici collaboratori, un programma di "ricostituzione dell'eletta razza ariana". Il tema spettrale della lucida orrorifica follia del nazismo è ben espresso in un ottimo, allarmante, thriller.
MEMORABILE: Il finale non è affatto da poco.

Ultimo 23/02/16 18:38 - 1383 commenti

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Schaffner si dimostra un regista abile nel realizzare una pellicola dalla trama particolarmente delicata (riguarda la clonazione del sangue di Hitler per permettere la rinascita del regime nazista). Il film parte a rilento ma cresce nella seconda parte e ha il suo culmine nello scontro (verbale e non) tra Peck e Olivier, due veri mostri sacri del cinema. Il discorso di "convincimento" di Peck/Dottor Mengele al ragazzo è da pelle d'oca. Davvero notevole.
MEMORABILE: Peck accerchiato dai cani; I freddi occhi azzurri dei ragazzi.

Alex1988 21/06/18 18:13 - 665 commenti

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Thriller fantapolitico tratto da Ira Levin, già autrice di "Rosemary's baby", che vede contrapposti due miti come Laurence Olivier e Gregory Peck (i quali, in realtà, si incontreranno soltanto nel drammatico finale). L'idea non è affatto male, ma è il ritmo che non lascia il segno: per quasi tutto il primo tempo non si assiste a nulla di particolare. Azzeccato il finale aperto. Va visto.

Bubobubo 10/12/18 14:36 - 1231 commenti

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Disomogeneo, specialmente nel divario che intercorre tra buono spunto narrativo (assai meno astruso di quanto si possa pensare, specialmente in quegli anni) e sua realizzazione pratica (altalenante). Vale assai più come operetta fantapolitica che come action, dove, al contrario, emergono tutti i difetti della sceneggiatura. Finale ambivalente: vorrebbe proporsi come epitaffio inquietante e vagamente gilliamiano, ma riesce solo ironico. Merita in ogni caso una visione.

Vito 10/08/19 13:33 - 665 commenti

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Ottimo film del sempre impeccabile Franklin J. Schaffner dal romanzo di Ira Levin (l'autore di Rosemary's baby) a base di nazisti fuggiti in sudamerica e clonazione. Siamo dalle parti del fantathriller con un buon ritmo e una sana dose di tensione. Perfetti Laurence Olivier e Peck nei panni di uno spietato e glaciale Josef Mengele. Finale memorabile. Ormai un cult.

Jena 24/10/20 19:36 - 1216 commenti

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Forse il miglior thriller fantapolitico degli anni 70. Schaffner procede con un ritmo infallibile nell'esporre la realizzazione del mostruoso piano nazista, che svela gli orrori profondi di Auschwitz e delle manipolazioni genetiche. Magnifico comparto attoriale (Mason, Ganz, Guttenberg, Meisner) in cui spicca un Gregory Peck incredibile, in completo bianco, che delinea un  Mengele divorato da un folle e assoluto fanatismo nazista (indimenticabile il suo delirante monologo sul Führer) e un convincente Olivier. Assai violento, si conclude con un ferocissimo finale a base di dobermann.
MEMORABILE: La morte di Guttenberg in Sudamerica; L'uomo gettato dalla diga; Il rifugio del dottor Mengele; La scoperta di "chi"  è stato clonato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Gugly • 9/02/08 18:15
    Segretario - 4679 interventi
    la figura di Liebermann è liberamente ispirata a quella vera del cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal
  • Curiosità Raremirko • 25/05/12 22:36
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Una scena del film viene mostrata di sfuggita anche in Casino di Scorsese (verso la fine, in una casa, durante una perquisizione della polizia).
  • Curiosità Raremirko • 25/05/12 22:42
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Curiosamente David Lloyd, coautore del fumetto V for vendetta, cita questo film nella sua personale prefezione dell'opera, edita da Rizzoli in versione italiana.
  • Curiosità Buiomega71 • 7/07/14 17:16
    Pianificazione e progetti - 22095 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv di I ragazzi venuti dal Brasile (Ciclo: "Film Dossier", condotto da Enzo Biagi). Il film doveva essere trasmesso il 17 maggio 1984 ma venne invece sotituito da "Scorpio" e trasmesso il 24 maggio, il giovedì successivo, secondo ricerche di Zender.

  • Discussione Capannelle • 7/07/14 22:35
    Scrivano - 2510 interventi
    Disse Raremirko nelle Curiosità:

    Una scena del film viene mostrata di sfuggita anche in Casino di Scorsese

    Sai quando?
  • Discussione Raremirko • 7/07/14 22:59
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Disse Raremirko nelle Curiosità:

    Una scena del film viene mostrata di sfuggita anche in Casino di Scorsese

    Sai quando?




    si, certo, verso la fine, in una casa, durante una perquisizione della polizia.

    La scena vede Peck arrabbiato credo, al ballo...
  • Discussione Zender • 8/07/14 08:08
    Consigliere - 43731 interventi
    Buio, a me risulta che i film dossier di cui hai il flanetto fossero prentati da Enzo Biagi e non da Piero Angela come scrivi. Dove hai letto di Piero Angela?
  • Discussione Buiomega71 • 8/07/14 17:08
    Pianificazione e progetti - 22095 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Buio, a me risulta che i film dossier di cui hai il flanetto fossero prentati da Enzo Biagi e non da Piero Angela come scrivi. Dove hai letto di Piero Angela?

    Allora era la prima edizione (1984), nel 1985 "film dossier" era presentato da Piero Angela (con film come Alien e The Day After)
  • Discussione Caesars • 2/04/19 14:39
    Scrivano - 11269 interventi
    L'ho rivisto dopo tanti anni. Confermo il mio giudizio di allora, un buon film ma che avrebbe potuto essere migliore. La prima parte avvince e incuriosisce, ma poi il film cala un po' e la regia non riesce a tener alta la tensione. Finale un po' deboluccio. Comunque merita la visione.