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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Altro che commedia... si passa dal sentimentale al dramma in un attimo dimenticando l'avvio brillante e le prime fasi tipicamente ozpetekiane in cui si confrontano personaggi dall'estrazione sociale diversa aprendo la strada a dialoghi vivaci e vitali. L'inizio, tra riprese suggestive a livello terreno sotto la pioggia battente e armoniosi piani sequenza al bar offre già un bell'esempio del talento non comune del regista, la cui forza sta però anche nel disegno dei personaggi, pur se questa volta l'unico ad essere davvero approfondito è quello principale: Kasia Smutniak, intensa come poche altre volte, sa essere fredda quanto basta per far stridere gli slanci più caldi e istintivi del carattere, regalandogli una strana ambiguità e un distacco... Leggi tuttostranito che porterà con sè fino ai titoli di coda. Ci sono l'amore quasi senza parole per il bel meccanico (Arca) che sta con la sua migliore amica (Crescentini), l'affetto per l'amico gay (Scicchitano) al quale la legheranno anche rapporti di lavoro, le presenze forti della madre (Signoris) e della zia (Ricci), quindi anche della compagna di stanza in ospedale (Minaccioni) e dei figli dopo un'ellisse inattesa che sposta l'azione avanti di oltre dodici anni. Un film che insomma, pur centrato inevitabilmente sulla figura della Smutniak, sa offrire ancora una volta quella coralità naturale che è da sempre punto di forza del cinema di Ozpetek. Nella bella cornice leccese che dalle assolate vie del centro si sposta fin sulle splendide spiagge della costa la storia sa a suo modo come coinvolgere, anche prima di attanagliare precipitando con decisione nel dramma. La mano in regia si sente, lo stile è inconfondibile, il saper colorare con pochi, sapidi tocchi le figure che animano l'intreccio è ancora una delle qualità di Ozpetek, sempre bravo anche nell'inserire mai a sproposito qualche tracce omosessuali e omofobe. Non ci sono insomma personaggi fuori posto, e anche chi magari non ha ancora le capacità per recitare al meglio (Arca) viene sfruttato per ciò che sa comunicare col fisico, ovvero la sensualità "animalesca" e lo sguardo profondo che sapienti inquadrature colgono benissimo. Certo, non c'è niente di nuovo sotto il sole e la storia punta al lacrimevole non senza ricorrere a qualche eccesso melodrammatico evitabile e a qualche luogo comune di troppo (soprattutto durante la degenza ospedaliera e i primi rapporti della coppia al centro della storia), ma complessivamente non ci si annoia e il controsalto temporale prima del finale permette di ricodificare a sorpresa le coordinate del genere chiudendo col sorriso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/03/14 DAL DAVINOTTI
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Gabrius79 17/03/14 00:52 - 1172 commenti

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Ozpetek confeziona un film che nella prima mezz'ora non offre particolari momenti interessanti eccetto alcune deliziose gag con Carla Signoris e Elena Sofia Ricci (bravissime ma appaiono poco purtroppo); poi la storia, quando inizia a essere ambientata ai giorni nostri, diventa interessante e grazie a un'intensa Kasia Smutniak, un bravo Filippo Scicchitano e a una divertente/struggente Paola Minaccioni assistiamo a un mix di lacrime e sorrisi di sicuro coinvolgimento. Arca non è invece a suo agio e si vede. Bene la Crescentini.

Saintgifts 17/03/14 02:30 - 4098 commenti

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Ozpetek lavora come suo solito e quando ha a disposizione una sceneggiatura valida e un discreto gruppo di attori il suo talento riesce a svilupparsi al meglio. La prima svolta arriva al momento giusto: un salto temporale in avanti di tredici anni che elimina inutili dettagli della storia (che arriveranno più avanti, assieme ad altri ben piazzati movimenti nel tempo) e che renderanno, oltre che piacevole, interessante un soggetto che raccontato diversamente sarebbe stato più ordinario e senza bisogno di cinture.

Xamini 17/03/14 15:39 - 972 commenti

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Di tracce ozpetekiane questo film ne ha parecchie. Mi riferisco alla regia e al modo delicato di raccontare, alla sensualità dei personaggi, al senso di famiglia che avvolge l'intero svolgimento. Eppure c'è anche dell'altro. Il suo snodo centrale, in particolare, ma anche la maniera in cui va a chiudere. Niente di superbo, ma quel pizzico di brillantezza che un sorriso riesce a strapparlo.

Myvincent 23/03/14 08:19 - 2474 commenti

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Il film si divide in due parti: la prima disimpegnata e più simile a una fiction tv che altro, mentre si prepara lo sviluppo successivo che non solo è drammatico, ma soprattutto ricco di sfumature e verità sull'esistenza, la coppia, l'amore, gli incontri. Ma è il dolore il mezzo che serve per aiutare la comprensione di sé e dei fatti, della verità, in una vita qualunque.

Nancy 27/03/14 00:26 - 771 commenti

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Che Ozpetek fosse un tantino scaduto ce ne eravamo un po' accorti già da Magnifica presenza, ma qui, pur ritornando al genere drammatico che più si confà alle sue corde, pare che il regista vada a tentoni andando a parare nel cancer-movie più per mancanza d'idee (e voglia di lacrime) che per vera ispirazione. Certo non aiuta l'aver scelto due attori assai mediocri tanto da non poter sostenere neanche un'intera scena di dialogo (solo quella iniziale è da mettersi le mani nei capelli). Si salva la confezione, con la buona regia che il turco garantisce.

Galbo 3/09/14 05:51 - 11271 commenti

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L’alternanza tra i registri (drammatico, brillante e sentimentale) contraddistingue il cinema di Ozpetek e si ritrova puntuale anche in questo film. Il regista non mantiene purtroppo la “freschezza” degli esordi e il racconto appare in questo caso piuttosto forzato, oltre che popolato da troppi personaggi che non vengono tutti adeguatamente sviluppati (e di alcuni non se ne capisce il senso, vedi quello interpretato dalla Sofia Ricci). Kasia Smutniak è poco adatta ad un film di questo genere; più bravi Francesco Arca e Filippo Scicchitano.

Delpiero89 21/09/14 11:58 - 263 commenti

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Ferzan Ozpetek, indipendentemente dal risultato finale, riesce sempre a realizzare film distinguibili e riconoscibili. Questo Allacciate le cinture non è un eccezionale ma è sicuramente ben diretto, con originalità e intraprendenza e ben interpretato (lo stesso criticatissimo Arca non sfigura in una parte cucitagli "su misura"). La storia e i personaggi, con misteri svelati e non su alcuni rapporti interpersonali, risultano interessanti. Location pugliesi da favola. Bella la canzone "A mano a mano" cantata da Rino Gaetano.

Lucius 22/09/14 13:45 - 2819 commenti

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Ozpetek prova a uscire dai binari con un film etero-drammatico. Fortunatamente siamo lontani dal disastro di Un giorno perfetto. Ancora Lecce, ancora due bravissime attrici che han già lavorato col regista, ancora un film corale, ma stavolta il progetto è ambizioso: la vita con i suoi imprevedibili imprevisti, l'amore in tutte le sue sfaccettature, l'amore che salva l'anima anche quando l'esistenza sembra ormai al limite. Buona la prova dell'intero cast, il titolo almodovariano stona un po'. Toccante.

Ultimo 26/10/14 22:13 - 1322 commenti

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Un film in pieno stile Ozpetek, ove si mischiano il genere sentimentale con la commedia e il dramma. Di positivo c'è il coraggio del regista nel voler eseguire un film di peso, con una vicenda che inizia nei primi anni 2000 e, in seguito, fa un balzo temporale di 13 anni mostrando i cambiamenti estetici dei personaggi alla perfezione. Di negativo, per contro, troviamo uno sviluppo narrativo diseguale, con l'inserimento di personaggi forzati. Il finale con "rientro" nel passato rivitalizza il tutto, rendendo il film più che discreto.

Nando 12/03/15 09:22 - 3441 commenti

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Pellicola corale del regista turco sviluppata su due spazi temporali. Dopo una prima parte più spensierata si arriva all'evento drammatico che conduce la narrazione a un clima più melò. Sempre poetico il tocco del regista, con immagini ben confezionate e musiche appropriate. Cast ricco con i due protagonisti troppo stereotipati; piuttosto risultano in parte la Ranieri, la Minaccioni e la Signoris.

Elsolina 17/03/15 17:34 - 41 commenti

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Un contestato Ozpetek prova a riconquistare la scena dopo il deludente Magnifica presenza tornando alle sue più affezionate tematiche. Una storia d'amore tormentata viene illustrata durante un arco di tempo di 13 anni in cui vengono svelati i numerosi tradimenti di lui, la sofferenza della malattia di lei e tutte le difficoltà che la coppia affronta. Sopravvalutato dal punto di vista recitativo Arca, a suo agio nei panni del burbero, omofobo, razzista. Molto più credibile la Smutniak. Colonna sonora straordinaria.

Daniela 19/09/15 15:32 - 8964 commenti

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Le cinture allacciate dovrebbero servire per l'ottovolante di emozioni, dai toni disimpegnati da commedia sentimentale giocata sui equivoci della prima parte a quelli venati di amarezza e poi intensamente drammatici con sprazzi onirici della successiva, fino ad un testa/coda che rimette la storia sui binari della stazione di partenza. Narrazione variegata a cui corrispondono altrettante variegate prestazioni attoriali. Il risultato complessivo non è del tutto privo di interesse ma inferiore alle ambizioni per una certa banalità di fondo non riscattabile con invenzioni stilistiche.

Lou 20/10/16 23:40 - 928 commenti

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Il consueto approccio corale di Ozpetek alle turbolenze amorose viene qui penalizzato da una sceneggiatura debole e confusa, che sfrutta senza estro elementi abusati come tradimenti e malattia. Apprezzabile comunque l'articolazione sui diversi piani temporali, tecnicamente non semplice. La recitazione della coppia protagonista Arca/Smutniak non risulta sempre convincente, e anche i personaggi di contorno, funzionali ad alleggerire la tensione, lasciano talvolta perplessi. Nel complesso inconsistente, non lascia il segno.

Pessoa 15/10/16 00:11 - 1027 commenti

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Ozpetek torna in Salento per girare un'intensa storia di amore e morte. Il gioco corale risulta impoverito dalle evidenti lacune recitative della maggior parte del cast (Arca su tutti, praticamente inguardabile) e da una sceneggiatura poco più che banale, che tolgono intensità ai momenti topici della vicenda. Il risultato è un film lentissimo e poco coinvolgente in cui si fa fatica ad arrivare in fondo. Si salvano la Smutniak e la colonna sonora, ma non bastano per la sufficienza. Triste ed evitabile.

Fabbiu 18/11/16 08:54 - 1922 commenti

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Il cinema di Ozptek è antitutto realista, quindi nella bella cornice leccese tutti parlano con dizione perfetta, nessuno ha un accento meridionale e le espressioni e i modi di fare delle persone ricordano tanto le fiction televisive. La sceneggiatura, tra l'altro confusa persino nel centrare i temi principali, pare scritta intorno a un tavolino durante un'oretta di aperitivo, con l'obiettivo di accontentare in particolare il pubblico di mamme e fidanzate. La narrazione è a dir poco asfissiante. Una vera tortura, che lascia perplessi.

Ira72 23/11/16 11:47 - 895 commenti

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Dalla commedia della prima parte al dramma della seconda, entrambe scandite dalla colonna sonora, come sempre azzeccata, dal regista (splendida la versione di Riccardo Cocciante in "A mano a mano"). Quando il film uscì mi stupì molto che l'ex tronista Francesco Arca fosse stato scelto per interpretare una parte così importante e delicata. Di pregiudizi ne avevo parecchi, ma sbagliavo. Brava anche la Smutniak. La sensibilità burlesca e commovente al tempo stesso di Ozpetek ben si assaporano in questo film delizioso.
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  • Curiosità Lucius • 25/09/14 00:55
    Scrivano - 8439 interventi
    Ozpetek aveva scritto un ruolo per l'attrice Anna Proclemer, che aveva diretto in Magnifica presenza, ma l'attrice ha declinato dicendo di non sentirsela di spostarsi e di affrontare un nuovo ruolo. L'attrice è deceduta il 25 aprile 2013, pochi giorni prima l'inizio delle riprese di Allacciate le cinture. Fonte: Wikipedia.