LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'inizio è folgorante: dopo un'inquadratura fissa su di un paesaggio lacustre durante la quale passano (senza musiche) i titoli di testa, ci addentriamo subito nella mente distorta di Jane (Edwige Fenech) e seguiamo in soggettiva un suo incubo accompagnato da vocine cantilenanti stile L'UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO, composte qui da Bruno Nicolai: una donna incinta, una cameriera con il coltello, una culla. Sono immagini molto suggestive, girate su un onirico fondo nero e che danno davvero l'idea dell'incubo riprendendo vagamente il Dalì di IO TI SALVERO' riletto dal Fulci di UNA LUCERTOLA CON LA PELLE DI DONNA...Leggi tutto. Ancora i primi minuti, con l'arrivo del marito di Jane (George Hilton, tanto per cambiare) sembrano girati con buona professionalità da Sergio Martino, poi la prima stonatura: la presenza di un uomo (Ivan Rassimov, con due ridicole lenti a contatto azzurre) che la segue ovunque. Martino gioca la carta Polanski (ROSEMARY'S BABY e L'INQUILINO DEL TERZO PIANO in primis), ma non ha lo stesso senso del macabro: le scene del sabba nel castello - con la setta satanica che sgozza una volpe (se li becca il WWF...) e si abbandona ad orge - sono ben studiate, ma non incidono e finiscono col diventare ridondanti. In TUTTI I COLORI DEL BUIO si nota l'indecisione del regista (o una via personale verso un cross-over tra i due generi) a scegliere tra il satanico e il thriller. L'idea sarebbe di seguire le orme di ROSEMARY'S BABY, ma poi evidentemente Martino sa che il suo pubblico lo ha finora premiato per i complicati intrecci gialli e trasforma la storia in un prevedibile thriller. Il cast è quello di sempre: Edwige Fenech (bella, bianca, mostra tette e culo senza problemi ma senza esagerare), ancora preda di paranoie e psicosi che la portano a trascinarsi da un mobile all'altro di camera sua gemendo e sgranando gli occhioni; George Hilton, che come d'abitudine ha il compito di consolarla e accudirla; infine l'elemento disturbante Ivan Rassimov, costretto dal suo sguardo profondo ad interpretare ogni volta il persecutore. Il soggetto poteva essere affascinante, ma la sceneggiatura è pedestre, priva di spunti interessanti, e basa tutto sulla nostra supposta intenzione di cercare il vero colpevole fino all'ultimo colpo di scena. TUTTI I COLORI DEL BUIO è l'ennesima dimostrazione delle buone capacità artigianali di Sergio Martino, che vorrebbe diventare il De Palma italiano (notoriamente l'emulo americano di Hitchcock preferisce concentrarsi sull'immagine che sulla sceneggiatura) ma non ne ha il medesimo talento. Così le lacune nella storia si notano e penalizzano il risultato. A tratti il film funziona, si lascia seguire con curiosità, ben supportato dalle musiche e dalle inquadrature particolari, a tratti scade e si affloscia. Anche il finale sembra raffazzonato e fa pensare a quello di OPERA di Dario Argento, egualmente posticcio e superfluo. In ogni caso abbiamo visto di peggio, sul versante spaghetti-thriller. Martino se non altro garantisce una certa professionalità.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Undying 18/04/07 14:18 - 3840 commenti

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Ispirato al Rosemary Baby di polanskiana memoria, Tutti i Colori del Buio è sorretto da un gusto per la messa in scena di alta qualità, e può vantare un notevole gruppo d'interpreti. E' la sceneggiatura che cerca di mettere in campo (a volte maldestramente) un soggetto più horror che thriller, deviando spesso (ora su un genere, ora sull'altro) le coordinate dell'opera. Oltre alla sempre brava Edwige Fenech, va qua segnalata la presenza del Peter Lorre italiano (Luciano Pigozzi). Ben confezionato.

Lercio 19/04/07 16:18 - 232 commenti

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Film dalle atmosfere suggestive e inquietanti che ci riportano alla mente una certa cinematografia di Polanski. La Fenech recita molto bene calandosi perfettamente nelle vesti del personaggio per una storia inquietante e angosciosa. Come prodotto sulla linea di grandi successi d'oltreoceano non fa una piega e se potesse giocarsi la carta dell'originalità sarebbe un capolavoro. Ma dire questo non ha senso e non resta che abbandonarsi all'atmosfera resa maestralmente da Martino.

Deepred89 20/04/07 19:29 - 3282 commenti

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Il più bel film di Sergio Martino. Eccellente la regia, che riesce a tenere alta la tensione per tutta la durata e a realizzare alcune scene oniriche indimenticabili. La fotografia e le musiche ovviamente aiutano molto, e anche il cast, composto da alcuni degli attori più caratteristici del genere, funziona alla perfezione. Un ottimo horror, consigliatissimo.

G.Godardi 5/05/07 16:28 - 950 commenti

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Il capolavoro di Sergio Martino, uno splendido affresco visivo surreale e metafisico, fortemente influenzato dalla psicanalisi freudiana. Veniamo davvero introdotti nel mondo della condensazione onirica. Ovvi i riferimenti a Rosemary's baby, anche se Martino non sa rinunciare ad una spiegazione logica nel finale, ed è forse questo l'unico limite del film. Avrebbe dovuto osare di più e arrivare ad una non-spiegazione. Fotografia bellissima di Ferrando accompagnata dalle inquietanti musiche di Nicolai. Bellissima la Fenech, funzionali gli altri.
MEMORABILE: La sequenza del sogno iniziale, ovviamente, ma anche tutte le altre sequenze oniriche, e la scena del rito satanico.

Il Gobbo 26/07/07 09:28 - 3011 commenti

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Grandissimo giallone di Martino nutrito di influenze (eufemismo) polanskiane, e quindi virato verso l'horror. Le indimenticabili sequenze dei riti satanisti, officiati dal caricatissimo Julian Ugarte, ci precipitano nelle succulente atmosfere da fumettaccio nero italico, sotto le martellanti note di un magnifico tema di Bruno Nicolai, e il regista si sbizzarrisce in inquadrature efficacissime e di grande presa. Classico minore, omaggiato nel recente Hostel 2. Lacrimuccia nostalgica.

B. Legnani 6/09/07 00:03 - 4717 commenti

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Non funziona e non conquista. L’inizio, fra l’altro, è così bello e promettente da far crescere un certa attesa, poi purtroppo delusa. Le scene sataniche non posseggono magìa. Il mitico Pigozzi è involontariamente grottesco. Un film firmato Sergio Martino lontano dai migliori esiti del regista. Evitabile.

Stubby 27/09/07 20:58 - 1147 commenti

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Inizio strepitoso con una sequenza stupenda (il sogno della Fenech), poi però pian piano il tutto svanisce e nella sua totalità il film non mi cha colpito più di tanto. Le interpretazioni sono buone ma lo svolgersi della vicenda diviene monotono e prevedibile; una nuova spinta in positivo viene data nell'ultima mezz'ora, ma non basta per definirlo capolavoro. Stupenda la Fenech, meglio che nelle commedie sexy.

Ciavazzaro 9/02/08 14:27 - 4762 commenti

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Il miglior giallo di Martino, molto onirico, sottolineato dalle inquietanti musiche di Bruno Nicolai. La bellezza e la bravura della Fenech sono incalcolabili, ma non dimentichiamoci (oltre al solito Hilton) della bravissima Marina Malfatti; e c'è pure Susan Scott (doppiata da Laura Gianoli). Da notare il finale (assai curioso per l'epoca). L'adorato Tom Felleghy interpreta un commisario.
MEMORABILE: La messa nera e il finale.

Cotola 1/03/08 01:20 - 7513 commenti

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Il secondo thriller di Martino ha modelli troppo alti, un po' Argento e molto Polanski, il che non giova alla riuscita del film, che risulta piuttosto mediocre, non solo per la regia sottotono, ma anche e soprattutto per una sceneggiatura piuttosto risaputa, che a tratti diventa davvero risibile ed assolutamente inverosimile. Una delusione tanto più grande perché girata da un buon professionista come Martino, che nel genere ha poi dimostrato di saperci fare non poco.

Mark 13/05/08 13:47 - 264 commenti

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Una trama piuttosto esile, sepolta (letteralmente) dalla ossessiva ricerca del claustrofobico, del torbido, dell'oscuro... certo i mezzi sono quelli che sono e Martino fa i salti mortali per sfruttarli al massimo onde ottenere una resa dignitosa, purtroppo per lui però l'approssimazione salta all'occhio, abbastanza platealmente, nella scelta dei tempi, pieni di forzature narrative, di intrecci e di colpi di scena assemblati caoticamente più per ossequiare il riscontro del botteghino che l'impalcatura della sceneggiatura.

Ghostship 6/07/08 14:40 - 394 commenti

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Forse Martino voleva fare ciò che Polanski ha fatto in Repulsion: voleva descrivere il paesaggio del cervello della protagonista. In parte qualche suggestione il film la dà, anche perché Martino con la telecamera ci sa fare; c'è da dire però che alcune cadute di tono inficiano il risultato finale (come la scena del sabba) che, tutto sommato, rimane sulla sufficienza piena.

Herrkinski 10/07/08 23:55 - 5123 commenti

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Secondo Thriller di Martino, con i soliti Fenech, Hilton, Rassimov più la Scott e la Malfatti. Tuttavia il film delude parzialmente le aspettative e nonostante una diminuzione dei contenuti erotici rispetto a Lo Strano Vizio della signora Wardh il film non decolla. E pensare che la prima parte era eccellente, dopo l'inizio folgorante e la fantastica scena del sabba; ma il secondo tempo scade in lungaggini e in una risoluzione del giallo poco appassionante. Lo stile di Martino è comunque innegabile, a parte qualche citazione da Rosemary's Baby di troppo.
MEMORABILE: I titoli di testa, la scena del sabba.

Stefania 13/07/08 15:40 - 1600 commenti

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Una trama gialla molto tradizionale (almeno per il movente) condita in salsa satanico-esoterica: i risultati sono ottimi. L'ambientazione, in una Londra tanto solitaria da sembrare abitata soltanto dalla protagonista e dai fantasmi della sua fragile psiche, è molto efficace. La tensione è omogenea dall'inizio alla fine, i colpi di scena sono ben inseriti e mai gratuiti. Ci sono cadute di stile, come il personaggio di Rassimov-persecutore e la Fenech è inespressiva, ma nell'insieme il cast è azzeccato. Bel film, il migliore di Martino!

Homesick 19/08/08 09:46 - 5737 commenti

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Polanskiano, irregolare. Pur possedendo un indubbio fascino visivo – l'incipit lacustre, l'incubo espressionista, il sabba – e una giusta atmosfera unita alle adattissime musiche di Nicolai, non riesce a ricomporre del tutto l'eterogeneità del materiale trattato: complotti, psicanalisi freudiana, satanismo, spunti preternaturali... La coppia Fenech-Hilton è ormai rodata, così come gli occhi serpentini di Rassimov; dopo La lucertola, Rigaud è ancora uno psichiatra. Nell'incubo compare la Boschero, in tutto il suo nudo splendore.

Buck 26/10/08 09:31 - 32 commenti

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Martino è un'icona del cinema di genere italiano, non possiamo negarlo. Se stiamo qui a discutere sui titoli da lui diretti facciamo notte. Questo è un filmissimo, un inquietante horror psicologico mai banale, interpretato ottimamente da attori che di cinema ne sanno e che ne consumeranno ancora parecchio. Un cultissimo. Pellicola indispensabile.

Bruce 2/12/08 09:25 - 1004 commenti

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Una messa in scena, maldestra e confusa, priva di ogni valore ed ispirazione. Storia totalmente non sense, ambizioni psicoanalitiche puerili, mancanza di autenticità in ogni sequenza. La Fenech nel ruolo di attrice protagonista non è certo una commedia sexy! Luciano Pigozzi nel ruolo di un serio avvocato... Ispirarsi a Polanski e non capirci proprio niente. Posticcio.

Brainiac 9/03/09 21:59 - 1083 commenti

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Non so se càpita anche a voi (forse dovrei farmi vedere da uno bravo) ma a me i gialli italiani Anni Settanta, se si esclude Dario Argento, non trasmettono mai tensione, anzi, mi rilassano. Mi lascio cullare, fino quasi al dormiveglia, da film come questo, che parte come un incubo lynchano (incipit alla Strade perdute!) e si attesta su una sceneggiatura polanskiana. E m'interessa poco della verosimiglianza quando posso riempirmi gli occhi con questa messa in scena lussureggiante (il primo fotogramma che vira in nero è da applausi) e con la bellissima Fenech. Ipnosi!
MEMORABILE: L'orrendo incubo iniziale. L'ennesima doccia della Fenech.

Manowar79 30/10/09 15:21 - 309 commenti

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Il più interessante tra gli "incubi" di Sergio Martino, forte della coppia Hilton/Fenech probabilmente al massimo del suo potenziale. Porzioni psichedeliche ed erotiche vanno ad impreziosire una pellicola che contempla con ammirazione Rosemary's Baby e la sua strisciante coralità, ma che non si accontenta di eseguire il solito lavoretto (non facile, beninteso) in carta carbone. Il finale (contestualizzabile nel giallo all'italiana, più che nell'horror) non è esattamente un colpo da maestro, ma in fin dei conti funziona. Da riscoprire.

Nicola81 7/11/09 12:00 - 1951 commenti

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Una delle migliori regie di Martino, che inserisce una trama gialla decisamente tradizionale in un tipico contesto da horror satanico all’americana. Il risultato è un thriller onirico di forte impatto visivo, elegante e macabro al tempo stesso, impreziosito da alcune memorabili sequenze magistralmente fotografate da Giancarlo Ferrando. Poi la sceneggiatura non è nemmeno particolarmente originale, ma la suspense regge fino al termine. Discreta prova del cast, con la Fenech che si spoglia meno del solito. Belle le musiche di Bruno Nicolai.
MEMORABILE: L’incipit lacustre, le messe nere, gli incubi della protagonista.

Fauno 12/02/10 15:39 - 1916 commenti

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Un capolavoro, inutile negarlo. Stagione, ambientazione e architettura azzeccatissime, domina il thriller con una buona dose di horror e occultismo. Geniale l'aver fatto fare la parte del leone agli attori cattivi e ai loro gadget, in particolare alle lenti di Rassimov e alle unghie di Ugarte. Bellissima e demoniaca la colonna sonora, ma la lode più grande è per Marina Malfatti... un'attrice più consona di lei, proprio per il suo stile, sguardo e atteggiamento decadente, Martino non la poteva trovare. Ci sta a pennello...

Ischan 7/03/10 09:47 - 18 commenti

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Forse il più pregevole dei quattro thriller confezionati da Sergio Martino nel biennio 1971-1972. Cast collaudato, ottima Fenech anche se a tratti poco espressiva, Hilton fa la sua parte senza lodi, mentre è pregevole come al solito la visione di Susan Scott con il suo fascino eterno. La trama è decente, come del resto la regia di Martino che si dimostra specialista del genere. Buone la fotografia di Ferrando e le musiche di Nicolai. Finale poco movimentato e forse un po' raffazzonato. Inguardabili Rassimov e Julian Ugarte.

Lucius 4/04/10 16:38 - 2819 commenti

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Probabilmente il miglior film di Martino, certamente un fascinoso lungometraggio onirico caratterizzato da colori intensi e inebrianti. Una fotografia particolarmente professionale mette in evidenza le splendide sequenze dello stesso, traducendolo in un incubo inquietante. Una Londra letteralmente sparita, degli ottimi movimenti di macchina per un incubo ad occhi aperti. Voglio svegliarmi.

Funesto 13/07/10 00:17 - 525 commenti

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Impossibile dargli un voto preciso, perché da una parte ci sono difetti come una sceneggiatura confusissima e una storia con odiose eccedenze d'onirismo, dall'altra ci sono pregi come una bellissima fotografia, una regìa strepitosa e una Fenech (d'una bellezza "assurda") che fornisce una performance letteralmente da brividi, di un'intensità e di una malinconia rara (le sue espressioni diffidenti e spaurite sono da Oscar), semplicemente eccezionale. Spreca poi un cast molto significativo e si perde in un bicchier d'acqua.
MEMORABILE: I sabba; i flashbach di Dominique Boschero pugnalata; la scena allo chalet (che Martino riprenderà ne I corpi presentano tracce di violenza carnale).

Rebis 15/07/10 18:20 - 2088 commenti

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L'impressione generale è che la Fenech fluttui per oltre novanta minuti in un incubo rarefatto e vagamente psicotico: Martino è più interessato a catturare e sublimare sintomi e derive di una condizione paranoide che a costruire un mistery convincente. Così, nonostante l'innegabile fascino visuale, il film si sfalda: la tensione non cresce e l'interesse cala all'unisono. Si insinua invece una fastidiosa sensazione d'impazienza, destinata a rimanere frustrata nel finale… Inefficaci le sequenze del sabba. Edwige eburnea e soave; belle musiche di Bruno Nicolai.
MEMORABILE: L'incubo in apertura.

Enricottta 4/09/10 18:03 - 507 commenti

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Come nel buon artigianato dei pastori di San Gregorio Armeno, un "melchiorro" fatto in serie non ha niente a che vedere con un pezzo unico. Martino osannato e a ragione, cade sulla buccia di banana delle ovvie (mai impertinenti) citazioni. Non funziona. Le musiche, belle. Sprazzi di autentico "martinismo" (che gli amici davinottiani vogliano accettare come aggettivo) però senza slanci. In tv rasenta l'effetto soporifero. Le facce della Fenech e di Hilton sono poco espressive. Malfatti, grande artista.

Caesars 28/02/11 10:23 - 2690 commenti

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Martino dirige un thriller con elementi demoniaci direttamente derivati dal polanskiano Rosemary's baby. Inizia abbastanza bene, creando i presupposti per un giallo interessante ma ben presto la sceneggiatura incomincia a zoppicare e le scene dedicate al sabba sono più noiose che altro. Insomma, pur restando apprezzabile il mestiere del regista, la pellicola rimane ben inferiore a quanto promesso nei primi minuti. Vedibile, questo sì, ma nulla più. Da notare la bellezza, oltre che della solita Fenech, della Malfatti e di Susan Scott.

Coyote 21/11/11 23:14 - 185 commenti

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Niente da fare, Sergio Martino mi convince molto di più quando si cimenta in gialli classici come Lo strano vizio della signora Wardh o I corpi presentano tracce di violenza carnale. Qui invece rimpolpa una trama un po’ esile con un’iniezione di horror e di satanismo in linea con le mode dell’epoca, ma il film sembra non decollare mai. Si salvano soltanto la fotografia piuttosto curata e la scelta attenta delle location.

Trivex 15/02/12 10:25 - 1488 commenti

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La partenza estetica è notevole; il tratto di mezzo di routine; il finale mediocre. Hilton è sicuramente un bell'uomo, qui commesso viaggiatore inglese (e va bene perché la sua flemma è molto britannica). Fenech interpreta una donna perennemente impaurita, dagli occhi tanto belli quanto incerti, mentre la sua amica è quella messa meglio (fino ad un certo punto, naturalmente). Martino realizza un discreto giallo e nero, alternando momenti buoni a parentesi stanche. Come in tanti altri film (di tutti i generi e registi), l'idea buona è praticata benino.

John trent 1/02/13 11:53 - 326 commenti

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Ottimo thriller con elementi demoniaci (l’influenza del Polansky di Rosemary’s baby è evidente). Ritorna la Fenech dopo il breve interregno della Strindberg nel precedente La coda dello scorpione e si ricompone quindi l’ottima e rodata accoppiata con George Hilton. Dopo la svolta satanica della parte centrale il film imbocca nella seconda parte nuovamente la strada del giallo e del thriller per poi concludersi con un bellissimo doppio finale onirico. Girato con affascinante eleganza, un ottimo Martino.
MEMORABILE: I titoli di testa con tutte le sfumature del buio.

Guru 16/03/13 18:11 - 348 commenti

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Buon thriller, dove il grande Martino mette in luce le doti interpretative della Fenech in una parte di indubbio spessore. Anche la sceneggiatura risponde alle aspettative pur essendo pesantemente ricca di elementi che indirizzano e poi allontanano dalla verità. Anche le location suggestive contribuiscono alla riuscita dell'opera. Hilton inespressivo, ma adatto alla parte, regge sino alla fine la suspance.

Furetto60 15/04/13 09:04 - 1129 commenti

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Il trailer di questo film è decisamente esplicativo: si punta su elementi horror (piuttosto soft) e sull’esposizione di epidermide femminile, in particolare quella della Fenech. In effetti la Giovannona offre una prova recitativa al di sotto della sua media, già non eccelsa, ma non è tutta colpa sua, quanto piuttosto di una trama esile assai, sciatta e scontata. Evitabile.

Beffardo57 29/09/13 22:23 - 262 commenti

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Micidiale pastrocchio che rimescola ingredienti diversi (psicopatologia, thriller, occultismo e satanismo), aggiunge una modica dose di eros e si avvale della indiscutibile e morbida bellezza di Edwige Fenech, dalla pelle lattea e sempre con gli occhioni sgranati. Ambientazione british (doverosa, è anche un giallo!). Peccato che il soufflè si afflosci ingloriosamente tra sabba orgiastici, scannamenti vari, sacerdoti diabolici e relativi adepti, psicanalisti eleganti ma tonti e via degradando.

Jdelarge 5/02/14 23:17 - 871 commenti

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Alla fine del film il sentimento che prevale maggiormente è il rammarico: sì, perché al bravo Sergio Martino (regista di grande valore) viene a mancare il coraggio necessario a non far sfociare la storia in uno dei suoi soliti (seppur bei) gialli. Peccato, perché le basi per un film di grandissima qualità c'erano tutte, soprattutto per via di un incipit fenomenale e di inquadrature (molto polanskiane) degne di nota. Le musiche di Nicolai conferiscono maggiore fascino alla pellicola e nel complesso il film risulta interessante.

Metuant 14/10/14 11:16 - 454 commenti

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Italian giallo piuttosto atipico con contaminazioni oniriche e horror, ma decisamente riuscito sotto più punti: le ambientazioni sono eccellenti e la Fenech, per una volta, non indulge in nudità regalando un'interpretazione intensa. Atmosfere inquietanti, storia che inizialmente sembra banale ma che po si rivela torbida e convincente con tanto di twist finale. Martino conosce il suo mestiere e si vede. Merita di stare tra i migliori prodotti di genere dell'epoca.
MEMORABILE: La sequenza del sogno; Il sabba.

Maik271 3/12/14 13:44 - 436 commenti

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Giallo di buona fattura girato da Martino che pur non raggiungendo il livello di Lo strano vizio della signora Wardh ha punti di interesse, come le sequenze oniriche ben girate e che rimangono nella memoria. Per il resto sono ben sfruttati i soliti stereotipi del giallo italiano fatto di inseguimenti, musiche ipnotiche, inquadrature suggestive. Fortunatamente il cast è di buon livello e c'è una splendida Fenech che rende il tutto ancora più interessante.

Samdalmas 23/07/15 20:16 - 302 commenti

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Sergio Martino torna a lavorare con Edwige Fenech dopo l'ottimo esordio di Lo strano vizio della signora Wardh. Stavolta la storia è complicata, c'è di mezzo una setta satanica capeggiata da un malvagio sacerdote. Non manca la solita macchinazione per far impazzire la donna, ma il meccanismo sembra meno fluido del film precedente. La Fenech, anche nei momenti drammatici, offre sempre la sua debordante fisicità. Interessanti l'ambientazione inglese e le musiche di Nicolai.
MEMORABILE: Il sabba nel castello e il finale.

Didda23 26/10/15 09:38 - 2287 commenti

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Illuminante e straordinario giallo firmato da Martino, che regala "momenti" di cinema assoluto (l'inizio e il sabba su tutti) e visionario, che sconquassa e infiamma le viscere. Rispetto ad altri lavori del regista la sceneggiatura appassiona e tiene la tensione per tutta la durata con colpi di scena che ribaltano le credenze narrattive maturate in precedenza. Hilton meno peggio del solito regge con disinvoltura la parte, ma la migliore rimane la Fenech, bravissima a dare forma a un personaggio fragile e complesso. Una sorpresa degna del miglior Argento.
MEMORABILE: Il sabba; Il personaggio della Malfatti (bravissima); Gli occhi di Rassimov

Tojo72 18/08/16 09:57 - 53 commenti

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Il punto di forza di questo film (oltre alla scontata e immensa bellezza della Fenech) sta nella continua sospensione della realtà. Ciò che vediamo è vero o è frutto della mente malata/drogata della protagonista? Il punto debole (come altri thriller coevi) sta nel movente piottosto banale posto dagli sceneggiatori a sostegno di tutta l'opera. Comunque sia un grande pellicola. Assolutamente da vedere!
MEMORABILE: Rassimov (e i suoi "occhiacci") che pedina la Fenech in città e in metropolitana.

Daidae 2/01/17 04:31 - 2737 commenti

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Tipico giallo-thriller con elementi demoniaci/setta come andava di moda allora (in Italia sopratutto). Il tocco di Martino si sente e il film scorre piacevolmente fino alla fine. La Fenech è brava e il resto del cast se la cava, in particolare Rassimov nei panni, ancora una volta, del killer. Da vedere.
MEMORABILE: Il rituale demoniaco con orgia.

Minitina80 9/12/17 21:26 - 2336 commenti

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Thriller con puntante nell'horror e chiari rimandi al cinema di Polanski, anche se Martino non raggiunge mai quei livelli di coinvolgimento. Non mancano piccole sbavature riscontrabili sia nella narrazione, che resta ondivaga per tutto il tempo, sia sul piano visivo, per il quale alcune scelte discutibili fanno da contraltare a una buona padronanza del mezzo. L'influsso degli Anni Settanta si vede nell'ambientazione britannica e sconfina in più di qualche occasione nel kitsch (si poteva fare maggiore attenzione per evitarlo).

Giùan 2/03/18 10:29 - 2983 commenti

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Uno di quei film che paga pegno all'atto della revisione lasciandoti tuttavia incuriosito al punto di pianificar presto una re-revisione. Segnato da una distorsione che spesso collima con la sconclusionatezza, il giallo/horror di Martino s'avvale di una ambientazione british livida e claustrofobica, denotando uno script che ammucchia e disperde senza vero centro narrativo. Si fan valere la solidità tenebrosa di una sempre bravissima Malfatti e una Edwige che mostra grazie anche recitative. Deprimente lo spiegone giallo e per una volta tiepida Nieves.

Fedeerra 19/05/18 01:16 - 422 commenti

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Un film mistico e onorico, che si appoggia sulla carnale sensualità di Edwige Fenech e che riesce a evidenziare un'angoscia schizofrenica ammirevole. Sergio Martino dirige con un grande gusto estetico (bellissima la lussuosa fotografia di Giancarlo Ferrando) e costruisce momenti dal forte impatto claustrofobico. Cinema italiano di gran classe, assolutamente da vedere.

Rufus68 23/09/18 23:48 - 3076 commenti

I gusti di Rufus68

Martino butta tutto nel calderone, e fa bene. Non è la omogeneità drammaturgica che fa funzionare il meccanismo, ma l'opposto: il coacervo di suggestioni (psicologia, magia, giallo puro). Azzeccate alcune sequenze (l'incubo, la metropolitana), incluse quelle che rischiano grosso sul ciglio del burrone kitsch (il sabba). La Fenech si diporta con disinvoltura anche se la palma della migliore va alla Malfatti, misurata ed efficace. Ottime le musiche di Nicolai. Per chi colleziona topoi: c'è un auto che non parte quando dovrebbe.

Bubobubo 15/10/18 13:44 - 1199 commenti

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Se solo la pervasiva componente esoterica fosse stata sviluppata in maniera più compatta e meno stereotipata! Staremmo qui a parlare non solo di un ottimo film di genere, ma di un capolavoro che travalica le classificazioni critiche. Invece è proprio nelle scene dei rituali che si perde la magia: non siamo ai livelli delle ricostruzioni posticce di Angeli bianchi... angeli neri, ma si poteva e doveva fare molto di più. Per il resto, grande lavoro sul versante psicologico (con risvolti narrativi importanti) e sensualissima Fenech.

Von Leppe 29/10/18 17:36 - 1025 commenti

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Grande cast di attori caratteristici di questo genere di pellicole (tra cui l’inquietante Ivan Rassimov). L’elemento satanico rende molto affascinante questo giallo: i sabba accompagnati da una musica spiccatamente settantiana sono tra le parti migliori del film. Niente male neppure l’ambientazione autunnale inglese (tanto da ricordare le pellicole britanniche dell’epoca). La trama, purtroppo, non è all’altezza nel suo mescolare ottimi elementi come la psicoanalisi e il satanismo.

Schramm 28/11/18 17:25 - 2414 commenti

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Esoterismo psicanalisi massoneria argenteria: Frà Martino suona le campane di Polanski e Zulawski, precorre Barilli e Jodorowsky: un’insalata russa di evanescente e psicolabile densità drammaturgica, ma di sapienziale figurativismo allucinatorio (sebbene sporadicamente bislacco), tra intaglio di mdp tutt’altro che naif e una sperimentale fotografia da prendere a esempio. Se ci si fa “bastare” questa inacidita dimensione trasognata sorvolando su un cast che non va oltre la bella statuina e su un plot sponsorizzato dal mah, si può estrarre il dvd più che gongolanti.
MEMORABILE: La facciata della villa che pare tinteggiata di Luminol

Myvincent 9/12/18 08:38 - 2546 commenti

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Bellissimo, senza dubbio. Martino mescola sapientemente suspense, horror, giallo, ricorrendo alle tematiche dionisiache e demoniache, avvalendosi di un'architettura di fondo su cui ci si arrampica pericolosamente fino in cima alla soluzione. Arricchito da una fotografia molto curata, il film si impernia sulle persecuzioni (soprattutto psicologiche) di Jane, una Edwige Fenech piuttosto diligente nel ruolo assegnatogli. Film argentofilo, ma con soluzioni tutte sue.
MEMORABILE: La carnagione perfetta e lattescente di Edwige Fenech.

Il Dandi 1/02/19 19:46 - 1763 commenti

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L'opera più visionaria (a partire dall'azzeccatissimo titolo) di Martino, che dopo le morbosità della signora Wardh (da cui riprende il trittico di protagonisti in ruoli simili) porta nel meccanismo del giallo classico venature di occultismo satanista di polanskiana reminiscenza. Mentre la Malfatti e la Scott scippano il primato della sensualità a una Fenech costantemente spaventata, l'efficacia allucinatoria di grandangoli e caleidoscopi (sottolineati dalla vocalità della musica di Nicolai) è ancora da gustare. Forse il mio Suspiria personale.
MEMORABILE: Gli incubi e la messa nera.

Ira72 5/06/19 14:18 - 935 commenti

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La trama in sé è sostanzialmente ingenua e prevedibile, il ritmo a tratti stancante. Però. Il film è anche un tripudio del meglio, nel genere, di quel periodo. Atmosfere ineguagliabili, colonna sonora riuscita, bella fotografia con un buon inizio tra il grottesco e l'onirico, cast di icone. Non è consigliabile tanto per la tensione che ci si aspetta da un thriller (che, ahimè, latita) quanto per il viaggio in un tempo che nessuno più ha saputo rappresentare con stile come questi grandi registi (Margheriti, Martino, Fulci, Lenzi, Bava, Argento).

Lavrenti 22/08/19 15:56 - 11 commenti

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Schizofrenica in seguito a un trauma infantile e a un aborto, giovane londinese finisce vittima di una setta esoterica di malintenzionati. Thriller all’italiana sfilacciato, pieno di lungaggini e dalla scrittura difettosa, conta per le atmosfere e la mano sicura del sempre virtuoso (e bravo) Sergio Martino alla MdP. Fenech così così; Hilton è l’ambiguo fidanzato di Jane mentre Ivan Rassimov colui che la perseguita.

Vito 6/11/19 16:01 - 648 commenti

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Uno dei migliori thriller di Martino con la Fenech. Stavolta il modello sembra il Polanski di Rosemary's baby tra incubi satanici, messe nere e macabre orgie. Ottime le musiche, l'ambientazione inglese e la fotografia, che da un senso di malinconia e abbandono. Grande cast di contorno con Rassimov, Pigozzi e la Malfatti. Peccato che gli omicidi siano pochini.

Bullseye2 25/12/19 02:12 - 91 commenti

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Su un impianto da giallo-sexy classico alla Lenzi, questa volta Martino mette molta carne al fuoco: thriller paranoico, satanic-movie, atmosfera trasognata pre-Lynch... Il film, scadente come thriller classico ma premiato da soluzioni visive originali per l'epoca, risulta essere un piacevole esempio di giallo all'italiana, seppur lontano (ma neanche troppo) dai capolavori del genere. Un rip-off inferiore della Lucertola di Fulci, ma meritevole di visione. Brava (pur con qualche limite) Edwige Fenech, forse la migliore del lotto in un cast non eccelso.
MEMORABILE: L'incubo iniziale, una delle vette del film.

Keyser3 18/06/20 23:29 - 115 commenti

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Giallo dalle spiccate tinte psicologiche, affine per stile e atmosfere alla Signora Wardh e alla Lucertola di Fulci. Martino si avvale di un cast di volti noti del cinema di genere e gira con discreto mestiere (affascinanti le sequenze oniriche), ma la storia manca di nerbo e si ha, col passare dei minuti, la sensazione del già visto. Edwige Fenech e Susan Scott sono però fra i motivi per i quali è giustificata la visione: trovare due bellezze così perfette, nello stesso film, non è da tutti i giorni.
MEMORABILE: I penetranti occhi azzurri di Rassimov.

Zoltan 29/06/20 19:29 - 201 commenti

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Edwige è come sempre splendida e (a parte un paio di inquadrature non azzeccate) anche adeguatamente espressiva per il ruolo. Il film però non decolla mai; dopo un inizio interessante non ingrana: sembra un tentativo stilistico piuttosto grezzo e così la tensione non monta mai adeguatamente, le scene che si susseguono lasciano parecchio perplessi e la storia sembra infilarsi in un vortice nebuloso, con regia e sceneggiatura che non sembrano avere chiaro in mente il percorso da sviluppare. Così il film va avanti senza mai interessare, anzi lasciando parecchio perplessi.
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