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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Visto l'unanime apprezzamento ricevuto per aver "lanciato" Christoph Waltz, uno degli assi nella manica di BASTARDI SENZA GLORIA, Tarantino ci riprova e promuove l'ottimo attore austriaco a quasi-protagonista. Si potrebbe anche togliere il "quasi" se non fosse per l'ultima mezz'ora, perché a dir la verità Jamie Foxx, pur bravo, vive all'ombra del leader carismatico, da Django di conserva, nemmeno lontano parente dell'eroe corbucciano. Salvato dalla schiavitù dall'intervento del suo deus ex-machina con la barba, Django impara l'arte del cacciatore di taglie dimostrando di saperci fare; ma è sempre il suo capo a dettare le strategie,...Leggi tutto a muoversi con l'imprevedibilità, l'ironia e la sapienza tipica dei grandi personaggi tarantiniani. Strutturato in maniera semplice, il film naturalmente poggia le sue basi sulla straordinaria forza dei dialoghi e sulla regia geniale di Tarantino, che quando c'è da esibire l'inconfondibile talento non si tira indietro, dimostrando ancora una volta che di Tarantino, al mondo, ce n'è uno e soltanto uno. La gestione della suspence nella resa dei conti a Candyland (la piantagione gestita da Leonardo Di Caprio) è magistrale come nella scena madre al bar in BASTARDI SENZA GLORIA, e Di Caprio è un bad boy perfetto, assistito da un irriconoscibile Samuel Jackson "nero per caso" ancor più efficace. Anche se la sceneggiatura è innegabilmente un po' più sfilacciata che in precedenza, sono davvero tanti i momenti in cui si ha immediatamente la sensazione di aver a che fare con uno stile che ha fatto scuola, con un regista che conferma di possedere una facilità disarmante nel "creare" cinema, di poter arricchire ogni scena con un tocco magico unico. Si possono trovare tutti i difetti che si vogliono in DJANGO, si possono stigmatizzare la superficialità dell'approccio o i limiti di una proposta in cui la forma ha la netta prevalenza sul contenuto, ma di fronte a una confezione di tale impatto c'è da inchinarsi. Per l'uso sempre perfetto della colonna sonora, ad esempio (che apre sulla meravigliosa title track d'epoca di Bacalov e chiude con l'altrettanto indimenticabile Trinità di Micalizzi), per lo studio di ogni inquadratura, per l'abuso grottesco ma tremendamente d'impatto dello splatter, per la capacità di spiazzare chiunque con siparietti comici solo apparentemente fuori luogo (la scena degli incappucciati è esemplare, in questo senso). La distanza dal prototipo corbucciano è enorme, e non certo per il colore della pelle di Django: senza nulla togliere a uno dei caposaldi della nostra cinematografia all'estero, la ricchezza della proposta tarantiniana, imperfetta quanto si vuole, prolissa, a tratti zoppicante, non più sui livelli stratosferici dei BASTARDI SENZA GLORIA, è ancora fonte di impagabile divertimento; e la quantità di camei gustosi (in primis quello di Franco Nero, che ironizza sulla pronuncia del nome Django) diventa così solo la ciliegina sull torta, come dovrebbe sempre essere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/12/12 DAL BENEMERITO FEDERICO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/01/13
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Belfagor 18/01/13 11:03 - 2624 commenti

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Più personale e, azzardo, migliore di Bastardi senza gloria. L'amore che Tarantino ha per il genere spaghetti western si avverte nei dialoghi, nelle inquadrature, nelle zoomate improvvise, negli splendidi paesaggi, nell'alternarsi di ironia ed efferata violenza e nella distruzione dei miti della storia americana. Non è infatti un semplice esercizio di stile, ma una denuncia storia, per quanto romanzata, della brutalità dello schiavismo. Cast eccellente, con Waltz impagabile e Di Capro meravigliosamente crudele.
MEMORABILE: Il cameo di Franco Nero; L'arrivo del dottor Schultz.

Federico 5/01/13 19:26 - 37 commenti

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Tarantino si scatena e realizza il sogno di rivisitare il genere che più ama realizzando uno dei suoi film più completi e brutali. Ambientato in una delle pagine più vergognose degli Stati Uniti, il regista incatena tre ore di film fatte di esplosioni di inumana violenza, ironia, paesaggi mozzafiato, personaggi crudeli, dialoghi riusciti e naturalmente tante citazioni. Cast a dir poco perfetto, con numerosi cameo e un memorabile Di Caprio neo-villain. Onorato di aver preso parte al progetto grazie al mio artwork usato dalla produzione.
MEMORABILE: Le brutalità subite dagli schiavi; Welcome to Candyland; L'entrata in scena del dr. Schultz; I titoli con il tema e gli stessi caratteri di Django.

Coyote 28/01/13 23:53 - 185 commenti

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Si parte alla grande, con l'entrata in scena del dottor Schultz, uno dei personaggi più riusciti del cinema di Tarantino. La prima ora strappa applausi a ripetizione e farebbe gridare al capolavoro. Poi qualcosa si inceppa, l'equilibrio si rompe e la parte ambientata nella tenuta sembra trascinarsi più del dovuto. Lo scoppio improvviso della violenza non basta a risollevare il ritmo e si esce dalla sala con l'impressione che Quentin sia stato fregato da un eccesso di intenzione. Comunque come sempre numerose le scene e le musiche memorabili.
MEMORABILE: L'arrivo a Candyland; L'incontro tra Schultz e Broomhilda.

Pol 15/01/13 18:56 - 589 commenti

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Più lineare rispetto al precedente capolavoro (160 minuti sembrano 90), più azione del solito, ottimi momenti di cinema. Eppure, forse perchè abituati troppo bene, si arriva alla fine soddisfatti ma con l'impressione che Quentin abbia perso un filo di smalto, tanto che alcuni dei suoi proverbiali dialoghi sembrano forzati (pessimo quello degli incappucciati, un vero scivolone). Il personaggio di Django è il meno interessante del film e questo inficia soprattutto il finale. Di Caprio vincitore morale a mani basse. Comunque ben sopra la media.

Tommy3793 20/01/13 04:36 - 72 commenti

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Ancora una volta Trantino ce l'ha fatta. Che si tratti di un gangster contemporaneo, di un film storico o di un western, Tarantino riesce sempre a sorprendere e affascinare. L'epopea di Jamie Foxx sa tanto di vero e proprio kolossal moderno; eppure ci sono continui riferimenti ai western anni '70, all'exploitation e ad altri film dello stesso Tarantino. Se poi aggiungiamo un cast fenomenale e una colonna sonora praticamente perfetta il gioco è fatto, il piatto è servito: un capolavoro assolutamente pulp condito in un piatto western.
MEMORABILE: "Ma chi era quel negro?"

Fabbiu 18/01/13 03:09 - 1950 commenti

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Elementi western ce ne sono sempre stati, nel cinema di Tarantino; questa volta però Quentin non solo omaggia un genere ma lo fa rivivere con particolare stile e originalità. Ancora in grado di stupire e di non essere prevedibile, in questa ambientazione brutale alterna scene comicissime (gli incappucciati) a momenti che fanno sobbalzare. Costante coinvolgimento, un cast strepitoso, una colonna sonora perfetta e trovate irriverenti (come i flashback in stile vhs consumata). Ancora più autentico, persino più sociale, ma ancora ottimo nel saper divertire.

Harrys 18/01/13 10:19 - 682 commenti

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Il Tarantino che t'aspetti. Ed è questo probabilmente il suo "limite". Le sue ultime due pellicole sono perfettamente speculari, scindibili in satelliti gravitanti l'uno intorno all'altro: se da un lato regia, dialoghi e recitazione sono costantemente nell'Olimpo, dall'altro soundtrack, sinossi e interferenze pop/pulp cominciano a mostrare i primi sintomi di senilità. La parte centrale (Candyland) è un gioiello di recitazione e di scrittura, mentre il resto implora sforbiciate qua e là, magari evitando scomodi accompagnamenti musicali... ***1/2

Cotola 18/01/13 23:34 - 7553 commenti

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Poche volte capita di vedere un film di quasi tre ore che non annoia mai: i 165 minuti di durata scorrono via lisci come l'olio e, pur con qualche flebile discontinuità, divertono a più riprese. Girato con grande maestria, ha tutti gli ingredienti del Tarantino style tra cui ovviamente la cura per la sceneggiatura (con i soliti lunghi ed impagabili dialoghi), la colonna sonora molto gustosa (ma forse meno che in altre occasioni); le diverse piacevoli citazioni. In definitiva: il re del "cazzeggio" nudo e puro torna a colpire. Bravissimo Di Caprio. E se fosse stato meglio finire in tragedia?

Bjorn 23/01/13 01:23 - 32 commenti

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L'attesissima nuova opera del regista pulp per antonomasia sfonda le barriere come da tradizione e non delude le aspettative. Ok, non siamo ai livelli dei Basterds, ma poco ci manca. In un misto di western, azione, sangue che esplode letteralmente dai corpi e virtuosismi sensazionali, ecco che Tarantino gioca e smalizia con le citazioni, omaggiando il suo genere di cinema preferito in assoluto. Ottimi il cast, la fotografia, la tecnica nelle riprese. Alcuni piccoli buchi di sceneggiatura e alcune lentezze in certi dialoghi. Per il resto, perfetto.
MEMORABILE: Il rap nel western, l'uccisione dei tre fratelli e dello schiavista; Il sangue che esplode; DiCaprio che si infuria.

Rambo90 19/01/13 02:36 - 6386 commenti

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Tarantino resuscita il western: partendo dal nome di un cult italiano, il regista riesce a creare un'epopea di violenza, sparatorie, vendetta e amicizia che non si vedeva da tempo. I dialoghi brillanti, una bella colonna sonora, una lunghezza che non si avverte per come la storia (una volta tanto) scorre lineare e senza intoppi. Ottimo il cast: DiCaprio e Jackson ovviamente una spanna sugli altri, ma anche Waltz è da ricordare e Jamie Foxx è finalmente tornato a un genere a lui più congeniale dopo anni di particine in varie commedie.
MEMORABILE: Il bagno di sangue prima del finale.

Nando 22/01/13 02:13 - 3485 commenti

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Con titoli di apertura alla Leone si dipana una narrazione deflagrante che abbraccia tutto l'omaggio al western italico. Una prima parte di viaggio appare fulminante ed eccelsa, in cui Waltz è monumentale per istrionismo e sfaccettature. Nella seconda parte emergono il dialogo, la critica e lo splatter, non così efferato, e gli altri protagonisti; Foxx poco convincente ma in parte, Di Caprio schiavista e luciferino e Jackson odioso nella sua maschera giusta. Non vedo razzismo ma contrasto allo stesso. Musiche appropriate.

Bruce 21/01/13 10:45 - 1005 commenti

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La formula comincia a mostrare la corda. In Bastardi senza gloria tutto era filato per il verso giusto toccando vertici altissimi. Qui le situazioni appaiono, a più riprese, forzate e poco credibili, la trama non è altrettanto scorrevole e la tensione non è continua e coinvolgente. Restano i dialoghi, strepitosi, l'ironia accanto alla violenza esagerata, le interpretazioni brillanti, il consueto gusto estetico per le citazioni, le musiche azzeccate. L'incontro di Tarantino con gli spaghetti western e John Woo è comunque da vedere. Jackson super!

Homesick 20/01/13 08:59 - 5737 commenti

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Battuta d’arresto dopo vent’anni di onorata carriera. L’omaggio di Tarantino al western nostrano avviene infatti nel segno di un manierismo pulp infantile e sterilmente ipercitazionista (era davvero indispensabile riutilizzare lo score di Django, tutt’altro film?) che alla lunga diventa forzato, stucchevole e limitante. Le virtù del regista si ravvisano ancora nel compiacimento con cui sparge il sangue dei malvagi durante le vendette, nella direzione degli attori (sublime Waltz: a lui spettano i dialoghi più gustosi) e nel recupero di vecchie stars come Tom Wopat di Hazzard. Autocelebrativo.
MEMORABILE: Il bivacco; Django che frusta e crivella di colpi l’ex aguzzino; i cappucci del Ku Klux Klan; la lotta blaxploitation tra i due Mandingo; il teschio.

Markus 20/01/13 10:53 - 3306 commenti

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Ecco finalmente l'omaggio dell'americano Tarantino al nostro spaghetti western anni Sessanta; ovviamente sagomato con il suo gusto e i suoi tormentoni (il gore in primis). Dopo Bastardi senza gloria sembrava difficile replicare, eppure ci siamo davvero vicini per colpi di genio, per la cura dei dialoghi e per quello che t'aspetti da lui (cliché compresi). La pellicola è interessante anche sotto il profilo storico: mostra la documentata condizione umana degli schiavi (neri) in America.

124c 21/01/13 13:38 - 2775 commenti

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Quentin Tarantino riprende il personaggio di Corbucci, lo trasforma in uno schiavo nero e lo affida a Jamie Foxx, girando un altro dei suoi film pulp. E il western spaghetti, in salsa americana, diventa film di denuncia contro lo schiavismo. Foxx è in parte, ma non sono da scordare DiCaprio, Jackson, Waltz e, persino, Johnson, che ci offre un cameo divertente. Nota stonata, oltreal l'eccessiva durata, il doppiaggio italiano, fatto veramente male. ***!

Rebis 20/01/13 19:11 - 2088 commenti

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Tarantino accende la solidarietà popolare, solleva lo spirito di rivalsa nello spettatore, ma l'unica profondità ricercata - e agguantata – è quella viscerale. In un ipercitazionismo plastico e riformato, il genere giustifica la grossolanità degli assunti (?). La resa dei personaggi è affidata alla bravura degli interpreti piuttosto che a una scrittura esigente, così se l'accattivante istrionismo di Waltz scatena applausi, Foxx rimane un signor nessuno abile con la pistola. L'intrattenimento funziona, ma siamo a un passo dalla ruffianeria, e non è davvero il caso di parlare di cinema politico.

Jdelarge 21/01/13 00:33 - 881 commenti

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Tarantino ancora una volta regala al pubblico una pellicola che rimarrà nell'olimpo dei film cult, grazie ad una regia magistrale, dialoghi "magnetici" e una colonna sonora di ottima qualità. Gli interpreti fanno il resto: la prova di Christoph Waltz è ai livelli di Bastardi senza gloria, DiCaprio come al solito si supera interpretando un personaggio che rimarrà tra i più perfidi della storia del cinema. Jamie Foxx (il vero protagonista) è bravo, ma viene leggermente oscurato dalle prove eccellenti dei due attori sovracitati.
MEMORABILE: Il discorso di Calvin Candie (Leonardo DiCaprio) sulla fisionomia del cranio.

Xamini 23/01/13 01:31 - 1021 commenti

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Potrei definire Tarantino il nuovo maestro della suspence, dato il talento con il quale è in grado di far respirare questo genere di scene. In realtà finirei per trascurare l'impatto dell'humour, che strasborda dai dialoghi energizzati dal turpiloquio (e da nonsense un po' Coen). O la componente splatter. La cura dell'inquadratura. Django, pur rimanendo sotto a Bastardi senza gloria, non manca di tutti questi elementi e conduce la vendetta del nostro alla corte del razzismo made in America, grazie anche agli splendidi Waltz, Di Caprio e Jackson. Con buona pace dell'ex Franco Nero.
MEMORABILE: Il discorso di Di Caprio con il cranio

Jandileida 2/02/13 23:10 - 1258 commenti

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Gustosissimo spaghetto cucinatoci da un Quentin in grande spolvero che, al solito, rimodula a modo suo un genere glorioso e tanto amato. La storia è in fondo standard e per nulla originale ma, altrimenti, il genio che esisterebbe a fare? La classe di Tarantino dietro la macchina da presa, personaggi a tutto tondo caratterizzati con classe (su cui spicca un sempre istrionissimo Waltz) e il solito gusto per i dialoghi rendono i 160 minuti un vero piacere. Tuttavia gli inserti splatter lasciano, in una storia come questa, decisamente il tempo che trovano.
MEMORABILE: I cappucci del pre-KKK.

Almicione 23/01/13 22:04 - 765 commenti

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Tanto di cappello a Tarantino che partorisce un altro ottimo lavoro, compiendo l'ardua impresa di girare un anacronistico spaghetti western rifacendosi ai canoni dettati da Leone e Corbucci (numerosi i riferimenti ai loro film, oltre che ai propri), senza comunque difettare per originalità. Straordinari il personaggio e l'interpretazione di Waltz. Da lodare, inoltre, l'aperta trattazione dello spinoso tema storico dello schiavismo in America, sul quale si fonda un intreccio non troppo complesso. Inappuntabili Tarantino (come regista) e il cast.
MEMORABILE: Il dialogo tra Jamie Foxx e Franco Nero.

Ryo 24/01/13 01:11 - 2169 commenti

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Tarantino non delude mai. Riesce a comporre grandiose opere raccogliendo a piene mani film del passato, li spezza, li rimescola e crea un omaggio al cinema western tutto suo, con il solito stile nudo e crudo a cui ci ha abituati. Regia sublime, sceneggiatura sempre viva (2 ore e 45 che volano via scorrevolmente), inserti splatter che non guastano, egregio cast (con il simpatico cameo del "vero" Django). L'unica nota stonata sono le musiche rap, che in un film western sono fuori luogo.
MEMORABILE: Franco Nero "Lo so bene"; La scelta degli abiti blu di Django; Il tema di Lo chiamavano Trinità a fine film con acrobazie del cavallo.

Pumpkh75 26/01/13 13:56 - 1326 commenti

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Ah, Tarantino…. ogni volta riesce sempre a stupirmi e non farmi rimpiangere il prezzo del biglietto. Anche stavolta il film è spettacolare: quasi tre ore di grande cinema, tra sequenze memorabili, puro entertainment e spericolate licenze “poetiche”. Sembra di assistere a una decina di film diversi, cuciti assieme in un unico abito da un fine sarto della scrittura cinematografica. Resta per me inspiegabile come faccia il regista, ogni volta e senza eccezioni, a ottenere il massimo e forse più da tutti i suoi attori. Altro cult.
MEMORABILE: Di Caprio e la frenologia; Il dente ballerino sulla carrozza.

Puppigallo 27/01/13 01:30 - 4515 commenti

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Con questa sceneggiatura chiunque avrebbe fatto un filmetto al massimo senza infamia e senza lode. Tarantino invece, che i copioni li scrive solo per dare la possibilità agli attori di dare spettacolo, l'ha trasformato in un western-action-splatter con scene piacevolmente esagerate (veri e propri massacri con spruzzate di sangue), discorsi spesso gustosi (grazie a Waltz) e personaggi che definire coloriti sa di eufemismo (spassoso Jackson, nero che odia i neri). Il cinema è anche questo; e Tarantino è indubbiamente un talento. Davvero notevole.
MEMORABILE: L'inizio; La scena degli incappucciati (ho riso come un cretino); L'uscita col botto di Tarantino (un bene, visto come recita); "Addio, signora Lara".

Mickes2 27/01/13 18:49 - 1668 commenti

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Penso a un film di Tarantino con ambientazione western, omaggiando e reinventando, sempre fedele ad un’idea Cinema iniziata vent’anni fa. Il vecchio volpone colpisce ancora nel segno con la sua regia sparata a mille, dai dialoghi fiume alle sequenze madri, in un tripudio di violenza pulp, ironia, sarcasmo e suspence, non dimenticandosi mai di avvolgere e interessare lo spettatore a costo di comprimere l’assunto dentro la scatola del pretesto. I Basterds rimangono superiori per caratterizzazione e narrativa, ma insomma: Quentin ti vogliamo bene.
MEMORABILE: La diatriba tra incappucciati; Lo squarcio hip-hop che accompagna la vendetta di Django; Il finale arrembante da mucchio selvaggio.

Redeyes 28/01/13 08:14 - 2145 commenti

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A piene mani nel western nostrano. Un eccellente "furto" con fantastici attori. La forza del Django tarantiniano è la sapiente cura della miscela splatter e becera con frizzantissimi dialoghi e magistrali interpretazioni. Difficile individuare qualcuno che abbia la capacità di ergersi sugli altri; dovessi, direi Jackson. Maldettamente ignobile, si mimetizza nell'insensibilità bianca del Sud. Belli gli omaggi musicali e non. Si percorrono i 160 minuti senza rendersene conto e tronfi per la vittoria della giustizia si va a casa lieti.

Kint 28/01/13 15:02 - 39 commenti

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Ritorno in pompa magna per Tarantino che, dopo averci girato intorno quasi vent'anni, realizza il suo primo vero western farcito di omaggi al cinema anni 70. Il tono è meno autoreferenziale del solito ma il compiacimento c'è e il film funziona alla grande. Quentin regala tre ore di divertimento assicurato per lo spettatore e pura goduria per i fan, con personaggi strepitosi e dialoghi da batticuore. L'unico lato che non mi ha convinto è la trama, troppo lineare, e l'ossessione tarantiniana per la vendetta comincia francamente a stancare.
MEMORABILE: Di Caprio e le sue lezioni di anatomia.

Greymouser 28/01/13 15:51 - 1458 commenti

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Solo un genio come Tarantino avrebbe saputo trarre qualcosa di buono da una sceneggiatura tanto improbabile e sgangherata, senza un barlume di verosimiglianza sotto tutti i punti di vista. La qualità intrinseca della regia, la capacità affabulatoria, le situazioni tipicamente tarantiniane e - non ultima - la bravura di un Waltz in gran forma, consentono all'ineffabile Quentin di portare a casa un risultato non inferiore al suo ultimo lavoro, e soprattutto godibile senza alcuna riserva intellettualistica.

Berta61 29/01/13 11:01 - 17 commenti

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Spassoso Django. Tarantino confeziona un film davvero divertente, dove si ride di gusto, grazie soprattutto all'ottimo Christopher Waltz, che parla con lo stesso linguaggio forbito e spiazzante e lo stesso accento di Bruno Ganz in Pane e tulipani. Soliti ettolitri di vernice rossa liberatoria nelle sparatorie furibonde, mentre nelle scene più toste è solo il sonoro e non la cinepresa, a creare pathos. Per il resto, ottimi interpreti, sceneggiatura con qualche invenzione in meno rispetto a Bastardi senza gloria e colonna sonora splendida.
MEMORABILE: "Mi chiamo Django. La D è muta", dice Django-Foxx a Franco Nero, il primo Django cinematografico. E lui risponde: "Lo so".

Galbo 30/01/13 09:31 - 11416 commenti

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Il western si addice a Quentin Tarantino. Da grande regista qual è, riesce a realizzare un film godibilissimo a partire da una sceneggiatura non memorabile, grazie alla tecnica sopraffina e al sapiente uso degli attori. Grande prestazione di Christoph Walltz, ma Di Caprio non gli è da meno e anche Jackson e Foxx fanno più che bene la loro parte. Ottimo l'uso degli ambienti e validissimo lo score musicale. Tre ore che non si sentono per un cinema di alto livello.

Saintgifts 3/02/13 01:22 - 4098 commenti

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Spaghetti western con contorno di patatine e ketchup. Per la verità sono molte di più le patatine, anche se l'anima del piatto rimane lo spaghetto. E' il Tarantino della grande cura dei particolari e della preparazione alle scene culminanti, con momenti di falsa calma che nascondono a malapena le spine su cui si mantengono. Forse c'è qualcosa di troppo dopo l'entrata in scena di Di Caprio, ma un formidabile Samuel L. Jackson (sia come personaggio che come interpretazione) attenua qualche lungaggine di troppo. Aspettative non deluse.
MEMORABILE: L'espressione di ammirazione dello schiavo nero, mentre guarda Django che si allontana galoppando a pelo, aggrappato alla criniera del cavallo.

Deepred89 1/02/13 13:47 - 3291 commenti

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Un Tarantino che sembra una brutta copia di sè stesso, completamente impersonale, troppo tirato per le lunghe per divertire, troppo buffonesco per appassionare. Si potrae per 160 non leggerissimi minuti senza la minima percezione che i dialoghi non hanno più la forza di un tempo e che le citazoni, se gettate nel calderone senza criterio, possono anche stuccare. Confezione e cast da milioni di dollari (quindi impeccabili) e abbinamento immagini-musiche (di repertorio: troppo facile così!) di classe, ma ciò si trova anche nel più trito blockbuster.

Mtine 2/02/13 23:49 - 224 commenti

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Di per sè non è un brutto film, ma francamente da un regista del calibro di Tarantino mi aspettavo di più: il buon Quentin si lascia andare al citazionismo più sfrenato dimenticando di dare ritmo al suo film che, a mio avviso, dura troppo. In alcuni dialoghi si intravede la bravura dell'autore americano, ma nel complesso l'opera è fiacca e non gode di una storia intrigante come quella del precedente Bastardi senza gloria. Ottimi Waltz e, come al solito per Tarantino, la colonna sonora (tranne l'orrida e inappropriata canzone di Elisa).
MEMORABILE: L'articolato eloquio di Waltz/Schultz.

Nancy 2/02/13 14:48 - 774 commenti

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All'uscita di un film di QT le aspettative sono sempre altissime oramai: di certo questo è l'ennesima riprova delle capacità di un regista che coniuga sapientemente bravura e popolarità. La sceneggiatura, per quanto ispirata, presenta dei buchi e non sempre affonda il colpo, specie nella secnda parte, calante rispetto alla prima, assolutamente avvincente. Più che omaggiare il cinema dei 70s si tende a decostruirlo, forse a rinnovarlo (il rap in colonna sonora, per altro bellissima, ne è un esempio). Passo indietro rispetto ai Basterds ma comunque bel film.
MEMORABILE: Gli schizzi di sangue sui fiori di cotone; Il cammeo di Franco Nero.

Neapolis 3/02/13 09:08 - 175 commenti

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Tarantino riprende l'icona cinematografica italiana Django e la rielabora nella figura del giustiziere di colore che fa strage dei bianchi schiavisti. Classica trama da western italiano, e difatti la sceneggiatura latita ma il film regge sopratuttto grazie a molte buone intuizioni, alle eccellenti interpretazioni di Waltz e DiCaprio e a una colonna sonora perfetta.

Il Gobbo 2/02/13 21:14 - 3011 commenti

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Eravamo prossimi al rancore degli innamorati delusi, dopo un esercizio freddino e una solenne ciofeca, ma per fortuna il vecchio QT non ha ancora esaurito le munizioni. Certo, qui eravamo più esposti alla mozione degli affetti, però il frullatone western/blax (Von... Shaft!) mandinghesco (più che il western l'ascendente italico è Jacopetti) funziona, diverte, a tratti coinvolge. E - paraculo - neutralizza col sottofondo politically correct molte possibili obiezioni. Manierista? Ma c'è nato!

Cloack 77 3/02/13 20:18 - 547 commenti

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Lo spaghetti western, così come i due soldi per Django, la fantasia della povertà o la poetica di Leone sono elementi inarrivabili di eccellenza appartenenti a un tempo ormai lontano e DiCaprio sbaglia ancora una volta l'interpretazione della vita. Qualcosa manca, comunque molto c'è. C'è un Cristoph Waltz straordinario, perfetto, come perfetto è il disegno del suo personaggio, c'è tutta la sequenza di Don Johnson piena di Tarantino, uno sberleffo intelligentissimo con un cavallo insanguinato finale da brividi, c'è un Samuel L. Jackson contenuto, diverso.

Ducaspezzi 4/02/13 20:48 - 222 commenti

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Un'altra goduriosa palingenesi dei generi firmata da un genio rigorosamente scapestrato, idolatra irredento di quell'armamentario che lo ha sempre folgorato nella sensibilità artistica e nell'immaginazione filmica. Elaborazioni visive e situazionali corpose e gustose che rieditano un segno di inesauribile magia. Certo, capita a quel segno di deformarsi nell'accentuazione di sé (gli incappucciati sanno di artificiosa e forzata maniera alla QT), ma il resto è sfavillio di tipi (Waltz, Di Caprio, Jackson), di dialoghi, di eccessi e di suoni.
MEMORABILE: La ricerca di un maggior realismo estetico nell' offensività dei proiettili (insolito per un western, data la ordinarietà degli spari); Il teschio.

Matalo! 4/02/13 17:09 - 1368 commenti

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Chef d'eccezione Tarantino usa avanzi prelibati e scadenti per confezionare, alla fin fine, un nuovo modo di raccontare, semplicemente, una storia; si può anche non analizzare o far la caccia agli originali. Ottimo per due terzi, si appesantisce nell'ultima parte. Non solo gli spag ma anche Griffith e Parks nel calderone. Il pubblico transgenerazionale si diverte; il rischio di manierismo c'è (ma tutto suo) ma la scommessa è vinta, da questo bambino/adulto/idiota/sapiente regista che in piena libertà fa quel che vuole con successo. Impagabile Waltz.
MEMORABILE: La pessima canzone di Morricone malamente cantata da Elisa: peccato, specie dopo aver (ri)sentito Rocky Roberts (ri)cantare il tema di Django.

Ariel 4/02/13 17:53 - 40 commenti

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Altro episodio di catarsi collettiva e di tentativo di liberazione dai traumi della storia. Dopo aver fatto dei nazisti tutto ciò che le pulsioni di ognuno di noi suggeriscono dinnanzi all'ingiustizia dello sterminio degli ebrei (Bastardi senza gloria), con "Django" Tarantino dà carne, ossa e sangue a un'altra punizione storica da infliggere, stavolta, ai colpevoli dello sfruttamento degli schiavi di colore in Nord America. La commistione con il genere western è cementificata e resa unica dall'inconfondibile stile del regista.

Daniela 5/02/13 11:43 - 9506 commenti

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Manierato, effettistico, inverosimile, forzato... a voler cercare difetti, ci sarebbe l'imbarazzo della scelta. Ma perché non farsi trascinare piuttosto dal piacere del racconto di riscatto e vendetta, la bellezza delle immagini, il gusto del particolare folgorante, la compilation sonora trascinante? E se a questo si aggiungono le grandi interpretazioni di Waltz, Di Caprio, Jackson, con Foxx in ombra rispetto ai colleghi ma comunque iconograficamente perfetto, ecco che si ottiene un Tarantino al 100%, ossia uno dei cocktail cinematografici più ben dosati del panorama contemporaneo. 4 pallini.
MEMORABILE: Il colpo di fiore/cuore

Didda23 11/02/13 21:32 - 2288 commenti

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Il genio ha generato "mostri" e se non mantiene la qualità elevata il rischio di essere a suo volta una creatura senza personalità è dietro l'angolo. Tarantino dimentica la propria classe e gira un'opera visivamente grezza e tamarra che ricorda il peggior Rodriguez (in certi casi pure Ritchie), optando per uno splatter incontrallato e senza senso. Se in aggiunta la scena cardine dell'opera è identica a quella geniale di BSG, è lecito chiedersi se le citazioni geniali siano finite e se rimanga solo la scelta di autocitarsi. Ottimo Foxx. Mediocre.
MEMORABILE: Lo schizzo di sangue che imbratta dei fiorellini bianchi.

Pinhead80 13/02/13 18:37 - 3966 commenti

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Incursione western per Quentin Tarantino, che per l'occasione rispolvera il mitico personaggio di Django (in versione black). Tarantino dimostra ancora una volta di saper frullare per bene tutti i generi e di cavarne fuori un ottimo prodotto. Il film è di quelli tosti sia per argomenti che per scene, il cast eccezionale a partire dai protagonisti per arrivare al personaggio interpretato da Samuel L. Jackson, che ti fa ribollire il sangue nelle vene. Non mancano i momenti grotteschi ed esilaranti.

Scarlett 17/02/13 14:49 - 307 commenti

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Un vero e proprio esempio di quello che si può definire un ottimo prodotto; ma del resto, data la firma che Django Unchained porta, c'era da aspettarselo. Silenzi protratti e forse anche qualche sequenza sonnolenta, ma i lampi di pura genialità sono talmente numerosi che non c'è il tempo materiale per pensare a qualche pecca. Stratosferico Waltz: o la parte è perfettamente studiata per i suoi sorrisetti enigmatici oppure è dannatamente bravo. Ottimo anche Di Caprio, come sempre del resto, ma davanti a Waltz sembra solo bravo.

Ford 17/02/13 16:34 - 582 commenti

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Ho sempre malsopportato il western e il suo mondo di valori machi, però qui si parla di Tarantino. Un film che sembra speculare a quell'inno alla forza fàtica del Cinema che fu Bastardi: c'è un ingiustizia forte del passato e c'è la forza dell'immaginazione a riparare quello che la storia ha riparato in maniera più sanguinosa e noiosa. Django rispetto al suo predecessore ha qualcosa in meno: una sceneggiatura meno oliata, la sottile prevedibilità di un autore che non ha più nulla da dimostrare e gli manca qualche funambolismo registico. Un ottimo kolossal, ma...

Elnatio 17/02/13 18:49 - 38 commenti

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Grande regia e grandi attori (in particolare Di Caprio e Waltz). Agli americani e a tutti noi viene sbattuto in faccia il trattamento riservato alle persone di colore attraverso scene molto crude e toccanti. Tarantino fa di Django, schiavo di colore aiutato da un bianco europeo intellettualmente superiore ai bianchi americani dell'epoca, un personaggio blaxploitation simbolo dell'uguaglianza tra bianchi e neri e di tutte le altre razze, che, forse, in America (vedi Obama presidente) può considerarsi effettiva, ma da noi...
MEMORABILE: La discussione sui cappucci fra i membri del Ku Klux Klan.

Lythops 17/02/13 21:32 - 975 commenti

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Tarantino elabora divertendosi (e divertendo) una storia non originale con grande mestiere. Il film indubbiamente non annoia, anche se la caduta di tono nell'ultima parte del film è innegabile. Positivo il richiamo, tutt'altro che pedante, a molti film e registi, Mel Brooks compreso, ma dove ancora una volta la regia delude è sulla scelta delle musiche appartenenti a film realizzati in tutt'altri contesti di modo che, più che sostenere la scena, sanno molto di semplici citazioni, a volte per giunta inutili, come quella leoniana nel finale.

Jurgen77 19/02/13 15:28 - 630 commenti

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Questa ultima fatica di Tarantino è veramente notevole! Waltz da solo regge tutto il film. DiCaprio, nei panni del sadico negriero, non sono riuscito invece a digerirlo. Finale in stile Dal tramonto all'alba. A mio avviso il film è notevole fino alla resa dei conti tra Waltz e DiCaprio, poi diventa stiracchiato ed ampolloso. Un'opera imponente ma non del tutto riuscita. Per i non addetti il film non ha nulla a cui spartire con l'originale, se non per la colonna sonora...

Capannelle 25/02/13 09:35 - 3730 commenti

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Un grande spettacolo per quasi due ore cala nel finale, tirato per le lunghe e ripetitivo nella ricerca del gore. Squadra che vince non si cambia e allora è ancora Waltz/Schultz il personaggio su cui costruire il taglio narrativo. Ma colpiscono anche Foxx e la varietà dei cattivi, dove Jackson è di una perfidia assoluta. Regia di prim'ordine che riesce sempre a cogliere l'essenza anche declinata su diversi ambienti/paesaggi/luci, momenti di satira corrosiva, sound carico ma perfettibile.
MEMORABILE: La discussione degli incappucciati, roba da top ten cinematografica; L'arrivo a Candyland; Gli schizzi di sangue sui fiori.

Paulaster 11/03/13 09:49 - 2821 commenti

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Tarantino dimostra di aver imparato la lezione dai grandi e ridisegna con disinvoltura una trama adatta solo al palato comune. Il suo stile di narrazione utilizza le inquadrature che lo schema richiede: la sceneggiatura è efficace, ma crea un impasto grossolano. Meno incisivo nei dialoghi (eccezione per i cappucci) e più telefonato nei passaggi. Nella seconda parte avanza goffo verso il finale sbiadendo il risultato complessivo (peccato la sua mediocre interpretazione).

Luchi78 25/03/13 11:47 - 1521 commenti

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Ormai Tarantino non può più deludere. Per quanto possa essere incolpato di ripetitività, addirittura cominciando a citare se stesso, non gli si può negare di aver creato uno stile unico, egregiamente plasmato su qualsiasi genere cinematografico. Django brilla per l'abbinamento con una splendida colonna sonora e le sfaccettature taglienti date ai personaggi, protagonisti e non. Si poteva accorciare leggermente la durata complessiva e calcare meno la mano sulla scena più splatter del film, ma questa volta Tarantino non ha usato mezze misure.

Delpiero89 15/04/13 18:46 - 263 commenti

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La grande passione di Quentin Tarantino per il cinema di casa nostra e in particolare per il nostro western si fa evidente in questa "summa" del genere spaghetti. Tarantino non copia, ruba. Le nostre orecchie ai pezzi di Django all'inizio e di Lo chiamavano Trinità alla fine ci rimandano subito ai film originali e non può far altro che farci piacere nonché (sì, lo dico) esaltarci. Veramente un film completo e moderno. I 165 minuti della pellicola scorrono via che è un piacere.
MEMORABILE: "Dott. King Shultz"; Tutta la colonna sonora; Il cameo di Franco Nero; Il discorso di Di Caprio sul cranio; L'incontro tra Foxx e la Washington.

Sabryna 22/04/13 17:22 - 225 commenti

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Una pellicola curata nei dettagli, negli scenari e nella fotografia. Grande cast: Jamie Foxx e Leonardo Di Caprio azzeccatissimi nei loro ruoli; cristoph Waltz bravo istrione, soprattutto nella prima parte del film. A differenza di opere come Le Iene o Kill Bill, dove il sangue scorre per tutta la durata, in Django Unchained le scene di carneficina si riducono sostanzialmente a due o tre, lasciando spazio allo sviluppo della storia e a un ritmo cadenzato. Ad ogni modo, il sangue schizza "pulp" come Tarantino sa fare.
MEMORABILE: La carneficina pulp alla tenuta padronale; Il cameo di Tarantino durante il film.

Von Leppe 29/04/13 16:13 - 1032 commenti

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Più che un remake è un film tipico di Tarantino, con molte citazioni a Django e al western italiano. La storia è incentrata sullo schiavismo nelle piantagioni del profondo sud degli Stati Uniti, con ottimi personaggi come il vecchio schiavo nero fedelissimo a Di Caprio. Il tutto funziona in modo eccellente per la coppia Schultz e Django, tanto che dopo l'uscita di scena del primo si ha un brusco calo. La violenza è stemperata dall'umorismo, lo splatter esagerato è divertente, poco drammatico e, a volte, fuori luogo.

Yamagong 20/05/13 00:30 - 274 commenti

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Film a tema sulla shiavitù? Ennesima riprova di un Tarantino manieristico e un po' stanco? Forse e anche no. Fatto sta che la iena del cinema rimane un maestro indiscusso in termini di regia e intrattenimento sopra le righe. Il film riesce così a mantenere un'andatura spedita, senza mai perdere colpi. E il graffiante humour, nonché l'uso folle dello splatter, sono gli inconfodibili marchi di fabbrica di questo grandioso spettacolo. La trama, tuttavia, sembra un rimaneggiamento di Kill Bill e siamo ben lontani dai fasti del passato...
MEMORABILE: La resa dei conti dopo la vendita di Brunhilde; Gli incappucciati; Le prime tre uccisioni di Django.

Enzus79 9/06/13 10:35 - 1825 commenti

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Le storie scritte da Quentin Tarantino risultano sempre originali e spassose (nonostante la durata). Il tema della schiavitù è trattato in maniera "tarantiniana" e il risultato è ottimo. Leonardo Di Caprio forse alla sua migliore interpretazione. Capolavoro.

Furetto60 12/06/13 11:03 - 1129 commenti

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Altro capitolo della serie vendette tarantiniane. Il regista è stato premiato per la trama, che invero è piuttosto semplice ma arricchita dai soliti lunghi dialoghi, a macchina ferma, che crescono di tensione grazie a serrati dialoghi. Come in Bastardi senza gloria Waltz è bravissimo, ma metto allo stesso piano Di Caprio, insolito nel ruolo di cattivo, lui che con il faccino pulito ha costruito il suo mito. Ambientazione western, ma del genere c’è solo una patina, l’epoca, le armi e i costumi, per una vicenda vecchia come l’uomo.
MEMORABILE: La trattativa è lunga e non finirà bene...

Fauno 14/06/13 01:31 - 1927 commenti

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A me le poltiglie sanguinolente alla San Quintino son sempre piaciute... Più che uno spaghetti western sembra un piatto di spaghetti col pomodoro che schizza dappertutto. Storia semplice, ritmo esuberante: un Django nero più decorativo che altro, che alla fine lubrifica bene anche lui gli ingranaggi; un Waltz doppiato malissimo ma con aria da filosofo stravagante e pieno d'ironia, e infine un Di Caprio cattivo che fa morire dal ridere da quanto sembra un personaggio circense. Si rivede l'Ajax de I guerrieri della notte in un due ruoli.
MEMORABILE: La stretta di mano.

Davide87 27/06/13 13:21 - 5 commenti

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Semplicemente fantastico. Tarantino finalmente ci regala il suo western dopo anni di attesa e lo fa coinvolgendo un cast strepitoso, su tutti Waltz e Di Caprio! La storia è di quelle per cui difficilmente non si può fare il tifo. In tutto questo un altro capitolo meriterebbe la colonna sonora, assolutamente magnifica!
MEMORABILE: La contrattazione di Foxx e Waltz con DiCaprio e il suo straordinario epilogo.

Buiomega71 13/09/13 01:00 - 2280 commenti

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Il west di Tarantino e un irrefrenabile luna park di citazioni e omaggi (bellissimi quelli musicali), geyser di sangue che mandano in visibilio (lavoro coi fiocchi per Nicotero) e sparatorie iperviolente tra le più belle viste in vita mia (da mandare in pensione John Woo e co.). Più che il west italico, ricorda un Radici versione pulp e rigonfio di splatter. Visivamente superlativo (Quentin gira come pochi), dialoghi fiume (tipicamente e logorroicamente tarantiniani). Chiusa finale che sa un po' di pagliacciata, ma si respirano assolutamente momenti di grandissimo cinema!
MEMORABILE: I cani (tenuti da un Tom Savini versione zozzo redneck) che sbranano lo schiavo D'Artagnan; Di Caprio che umilia Brunhilde a tavola; Le splattersparatorie.

Rullo 6/08/13 19:00 - 388 commenti

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Tarantino dirige un film assai interessante, lontanissimo remake di quello italiano, aggiungendoci però la sua visione grottesca e violenta della realtà. Godibile ma, specie nel finale, esageratamente lungo. La sensazione è che gli ultimi 20 minuti fossero tranquillamente tagliabili in quanto non aggiungono assolutamente nulla alla storia. Ottime le interpretazioni (DiCaprio a sorpresa).
MEMORABILE: La sparatoria "hip hop".

Mutaforme 24/09/13 18:23 - 392 commenti

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Tarantino ci regala uno dei pochi western moderni in grado di tenere incollati per tre ore col fiato sospeso. Django è un film denso di azione, ma anche di umorismo e sentimento. La regia è arricchita da ottime musiche, la sceneggiatura è perfetta in tutto tranne che nei minuti finali, quando il film rasenta l'americanata (un peccato).
MEMORABILE: Il nero sbranato dai cani.

Piero68 24/09/13 09:12 - 2768 commenti

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In genere i film di Tarantino vanno visti più volte per essere apprezzati. Dopo una prima visione posso però constatare che il regista continua a raccontare storie e a girare al di sotto del suo reale potenziale. Cast sontuoso, grandissimo Waltz ma sceneggiatura non proprio entusiasmante. Come le caratterizzazioni che sembrano unidimensionali. Tarantino mischia vari generi e è particolarmente iperbolico e grottesco. Ma è un segno di debolezza per nascondere le tante incertezze. Come il finale esplosivo. Va preso per quello che è: un semplice omaggio

Albstef90 25/09/13 19:18 - 78 commenti

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Davvero divertente e ben realizzato. Tarantino si conferma (come ormai si sa) un geniale e ispiratissimo regista. Momenti epici e divertenti si mescolano perfettamente senza un attimo di noia. Musiche godibilissime, alcune riciclate dai nostri gloriosi western italiani. Personaggi perfetti e dialoghi frizzantissimi. Splendide e coloratissime le location, sono protagoniste del film quanto i personaggi. Giù il cappello di fronte a questa opera tarantiniana. Cinema perfetto... proprio come piace a me!
MEMORABILE: Lo splatter; I membri del Ku Klux Klan; Le frustate; Di Caprio cattivo; Le location; Le sparatorie.

Smoker85 26/09/13 22:05 - 393 commenti

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Ironia, sangue, violenza e azione si mescolano ancora una volta tra le mani di Tarantino grazie anche a un cast in ottima forma. Waltz riesce a essere grandioso anche passando dalla parte dei "buoni", giganteggia e adombra tutti tranne un perfetto Samuel L. Jackson che - pure in un ruolo di contorno - riesce a restare ben impresso. Divertimento e azione a parte, la storia ha qualche forzatura di troppo, a cominciare dal pretesto della mattanza a CandyLand, che lo pone un passo indietro rispetto il precedente lavoro del regista.
MEMORABILE: Il finale tra Foxx e Jackson (quest'ultimo uno dei pochi col doppiatore azzeccato).

Tarabas 29/09/13 20:33 - 1706 commenti

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Lo schiavo Django viene liberato e assoldato da un bounty killer. Il mestiere gli viene naturale e si "scatena", ma l'obiettivo è ritrovare la moglie perduta. Se fosse durato 2 ore, sarebbe stato un grande film-catalogo dei paraphernalia dello spaghetti western. Ossia il solito film di Tarantino, ma teso ed efficace, senza sbrodolii, ironico e spettacolare. Poi entra in scena il Super Ego unchained e cominciano ad ammucchiarsi gli eccessi stucchevoli, la decorazione bloody rococò, il trash riverniciato. Tutto girato benissimo, altrochè. Ma perché? Non per me.

Jena 6/10/13 11:52 - 1204 commenti

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Il cinema tarantiniano si avvia a diventare (a dir la verità è sempre stato) puro manierismo. E' di una vuotezza assoluta in quanto trama, personaggi, sentimenti, emozioni sono finalizzate solo alla performance registica. Per capirci: a Tarantino dello schiavismo non importa nulla (come non importava del nazismo), gli interessa fare il suo grande film. E in questo è insuperabile: regia perfetta, attori sublimi (Waltz e Jackson su tutti, poi Di Caprio e Foxx). Per tanti é grandissimo cinema, a me non convince mai del tutto ***

Gugly 13/10/13 22:39 - 1015 commenti

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Tarantino diverte e stupisce sempre: anche qui non si smentisce, seppure la seconda parte appaia leggermente più prolissa; una grande regia, grandissimi dialoghi, tanto splatter e ironia (la sequenza degli incappucciati in tal senso è sublime); il titolo però trae in inganno, perché la parte del leone per buona parte del film è affidata al sublime Waltz, mentre Fox (bravo e anche bello) incarna la versione maschile de La Sposa, vendetta e sangue; Di Caprio grande villain e standing ovation per il tema di Trinità. Molto molto godibile.
MEMORABILE: Gli incappucciati imbranati dal cappuccio; Samuel Jackson nero razzista (!); Di Caprio preteso gentiluomo e grandissimo sadico.

Herrkinski 29/12/13 18:58 - 5196 commenti

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Ancora una volta, non il Tarantino che mi aspetto; di certo un buon film, tecnicamente forse ineccepibile, ma come già successo per Bastardi senza gloria la quantità dei dialoghi non va di pari passo con la qualità, risultando essi spesso prolissi oltremisura. Ci sono certamente anche ottimi momenti e gli ultimi 40 minuti sono notevoli, però l'omaggio allo spaghetti è molto lontano e la scorrevolezza di un Leone - e perché no, anche dell'originale corbucciano - è un miraggio. Ottime prove per Di Caprio e Jackson, Waltz ripetitivo, Foxx discreto.
MEMORABILE: L'incontro con Franco Nero; La gag dei razzisti col sacco in testa.

Viccrowley 8/01/14 00:39 - 803 commenti

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Tronfio e autocompiaciuto esercizio di stile per un Tarantino che ormai si crede l'onnipotente, permettendosi quasi tre interminabili ore per raccontare una scontata vicenda di vendetta e redenzione affastellata dalle consuete citazioni a raffica e situazioni/dialoghi a uso e consumo degli aficionados che come sempre vanno in visibilio. Cast ovviamente di prim'ordine con un Jackson sugli scudi e un Di Caprio fin troppo sopra le righe. Tecnicamente eccellente, ma nell'anno Domini 2013 decisamente superfluo.
MEMORABILE: La sequenza spassosissima del Ku Klux Klan.

Panza 11/01/14 20:50 - 1501 commenti

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Tarantino non perde un colpo e infila un altro film maestoso. Un crogiuolo di citazioni da ogni che ha per sfondo un'ambientazione ben congegnata e un cast di cui si è già detto fin troppo. L'apparizione del regista come attore è segno di una completa presa in giro di se stesso; molto più incisivo il cammeo di Franco Nero desideroso di ricordare il "vero" Django da cui comunque il film prende solo il nome, nel solito ammirabile spirito citazionista. La regia imprecisabile gestisce bene sforando oltre le due ore. Bello il brano cantato da Elisa.

Tomslick 25/03/14 19:34 - 205 commenti

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Ci stuferemo mai, noi adoranti ammiratori del buon Quentin, del suo copia/incolla dei suoi marchi di fabbrica a ogni suo nuovo lavoro? Finché il livello di cinema purissimo sarà come questo, io no di sicuro. Il solito gore, i soliti dialoghi tirati fino all'esasperazione, le solite situazioni grottesche e fuori da ogni logica... Ma anche il solito senso dell'inquadratura e della messa in scena, la solita resa massimale degli attori, il solito favoloso uso dello score musicale... Come sempre: prendere o lasciare; io prendo e ne voglio di più.

Trivex 22/04/14 10:57 - 1496 commenti

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"Spaghetti" costoso, troppo e quindi senza il carisma poveristico del western italiano. La fotografia c'è e pure alcune scene riuscite, ma il film "mi ha preso poco". Splatter esagerato, coi muri imbrattati come quelli che si son visti "al tramonto...", storia cattiva e buona insieme; personaggi caratterizzati con fortuna alterna e i cattivi che dimostrano più doti artistiche rispetto ai buoni (DiCaprio è al top). Andamento abbastanza prevedibile, con molto "cartone animato" e forse troppo poco cinema di genere by Quentin Tarantino.

Undying 23/04/14 21:29 - 3840 commenti

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Tarantino scimmiotta il western e - come suo solito - migliora citando, mescolando e coinvolgendo icone del genere (poteva mancare il cammeo di Franco Nero: "Sai come si pronuncia Django?"). Il suo cinema è un lungo (2 ore e 45 minuti!), piacevole, inebriante viaggio tra sentimenti di rancore, rabbia, razzismo, giustizia e vendetta. Nella banalità delle emozioni e della stessa storia, Tarantino raggiunge vette di sublime poetica grazie al sapiente uso della M.d.P., alla coinvolgente soundtrack e alla follia di dialoghi talvolta incredibili...
MEMORABILE: "Scusate... non ho saputo resistere!!!": le ultime parole del dott. King quando spara al petto di Calvin.

Grifun 14/05/14 15:21 - 24 commenti

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Dopo averlo omaggiato a più riprese in pellicole precedenti, Tarantino entra ufficialmente nel mondo dello spaghetti western e lo fa con un film lungo, che inizialmente fatica a ingranare ma che si rivela godibile e con un grande finale. Buonissime prove dei protagonisti, anche se manca un personaggio femminile con personalità. Curiosa la colonna sonora, composta in misura minore da brani di film del genere rispetto a quanto non era stato, ad esempio, per Kill Bill.

Vitgar 12/08/14 02:04 - 586 commenti

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Tarantino ci ha abituato a deliziosi mixage di generi. Nel caso specifico un po' di spaghetti western, molto pulp, qualche goccia di romanticismo e tanta ironia. Il tutto miscelato con un'intelligenza e un gusto non comuni. Con il sorriso sulle labbra ci fa assistere a scene truculente e a fiumi di sangue passando per inquadrature perfette e dialoghi importanti. Quasi tre ore di film senza mai annoiarsi e senza passaggi a vuoto. Cast impeccabile. Partecipazione amichevole del Django italiano (Franco Nero).
MEMORABILE: Il carretto con il dente a molla sul tetto... (come le penserà?)

Ultimo 11/10/14 15:29 - 1368 commenti

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Tarantino si cimenta nello spaghetti western e ottiene un gran risultato: violenza ai massimi livelli, sparatorie e chi più ne ha più ne metta. A questo si aggiunge una prova maestosa di tutto il cast; difficile dire chi tra Foxx, Waltz e Di Caprio sia il migliore. Tre ore di film che non annoia mai e nel complesso risulta essere pienamente riuscito. Finale col botto in pieno stile Quentin Tarantino!

Caesars 17/11/14 09:59 - 2721 commenti

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Pur senza far gridare al miracolo, Tarantino ci fornisce la sua personale interpretazione dello spaghetti western e ci regala una pellicola divertente anche se con qualche lungaggine di troppo. Bravissimo Christoph Waltz (dopo la sua uscita di scena il film perde qualche colpo), ma molto convincente anche la prova di Di Caprio, mentre il protagonista Foxx è funzionale ma non lascia il segno più di tanto. Purtroppo il finale non è allo stesso livello di quanto lo precede e fa abbassare leggermente la votazione finale. Comunque consigliato.

Zutnas 21/11/14 17:07 - 85 commenti

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Quando le idee mancano la regia ci mette una pezza. E' questo il caso di questo western dalla trama non troppo originale (cacciatori di taglie e questione razziale) e con le lunghe sequenze discorsive cariche di tensione a cui ormai Tarantino ci sta abituando, impreziosito però da tutto quello che un grande regista sa gettare nel calderone. Le quasi tre ore scorrono così senza accorgersene tra una citazione e l'altra e le immancabili esplosioni di sangue. Anacronistico e non imperdibile, ma divertente e ben curato.

Xabaras 2/01/15 00:57 - 189 commenti

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Ormai, dopo il mediocre Bastardi senza gloria (e, bisogna dirlo, con una carriera encomiabile alle spalle) Tarantino sembra essere diventato quasi un intoccabile, ma per me con questa pellicola si conferma in periodo di crisi. Certo, il film gode di sprazzi di genialità non sottovalutabile (vedi la scena del teschio), ma forse complice anche l'inaccettabile doppiaggio ci si stanca facilmente. In diversi casi vorrebbe suscitare la risata o addirittura sbalordire con un'alta carica di violenza, ma raramente va a segno. Molto bella la canzone di Elisa.

Dupea 20/01/15 18:41 - 28 commenti

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Solita violenza per la solita rivisitazione di un genere cinematografico (questa volta il western). Un'altra variazione tarantiniana sul tema della vendetta capace, al pari di tutti gli altri capitoli della sua filmografia, di suscitare nello spettatore bassi istinti, senza che ci si possa esimere dal partecipare morbosamente a questa ennesima epopea di un umiliato & offeso. Ma il gioco, per quanto irresistibile, è sempre più fine a se stesso e alla fine ti restano gli occhi pieni e la testa vuota. Se ti piace...
MEMORABILE: Il bravo Christoph Waltz.

Giùan 3/05/15 22:14 - 3010 commenti

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E finalmente riecco Quentin: dopo il pur salace A prova di morte (da annoverare però nella categoria "il bel gioco dura poco") e il prosopopeico Bastardi, che quasi ci aveva fatto disperare sulle magnifiche sorti e progressive del nostro, Tarantino torna a farsi possedere dal demone Cinema in un film le cui stesse falle sono sublimate da una ritrovata gioiosa visionarietà, da un impetuoso piacere di scrittura, dalla messa in scena caleidoscopica. Se Foxx è "schiavizzato" dal ruolo, a esser "scatenati" e infondere inesausta linfa vitale sono Waltz, DiCaprio e Jackson.

Polato l. 7/08/15 11:13 - 4 commenti

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Film divertente, momenti comici sparsi qui e là in giusta dose, come pure la violenza. Ci viene risparmiata qualsiasi retorica o moralismo riguardante la schiavitù e anzi, come in Bastardi senza gloria c'è un sentimento quasi di rivalsa, il voler rialzare la testa contro i soprusi, il tutto con violenza e humor. La classica trama "semplice ma efficace", dove trovano poco spazio gli orpelli e molto la sostanza. I dialoghi spesso sono memorabili. Il cameo di Tarantino è la ciliegina su una torta gustosa.
MEMORABILE: "Mi piace come muori, giovane..."

Il ferrini 8/01/16 00:34 - 1699 commenti

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Ennesimo masterpiece per Tarantino che stavolta gioca a fare il western. La pellicola è molto divertente, ricca di battute geniali (soprattutto per il bravissimo Waltz) e nella prima parte anche di valide scene d'azione. Nella seconda metà escono invece fuori un diabolico Di Caprio e un sempre all'altezza Sam Jackson che interpretano dei cattivi davvero indimenticabili. Una fantastica colonna sonora e le preziose citazioni disseminate nel film completano un quadro di grande suggestione.

Stelio 7/02/16 11:22 - 384 commenti

I gusti di Stelio

E' il film con cui Tarantino consacra la sua vocazione western. L'obiettivo è riuscito, nonostante il film non sia perfetto: la parte dialettica, storico punto di forza della carriera del regista, è quella più debole. Però le atmosfere e gli attori sono notevoli, così come l'ambientazione e la regia. Promosso.

Hanon 4/02/16 21:02 - 27 commenti

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Dopo aver disseminato omaggi in tutti i suoi film precedenti Tarantino si cimenta con uno spaghetti western. Dopo una prima parte caratterizzata maggiormente da dialoghi, il sangue scorre a fiumi nella seconda metà. Buona prova del cast con Di Caprio che si cimenta in un ruolo molto diverso dai suoi standard. Difetti di sceneggiatura più evidenti che in Bastardi senza gloria e i personaggi femminili sono assenti (a parte Le Iene è un fatto molto insolito, per il regista).

Lou 5/02/16 15:44 - 972 commenti

I gusti di Lou

Solito cocktail esplosivo tarantiniano tra immagini curate, musica appropriata e suggestiva, dialoghi asciutti e originali, attori importanti e ben diretti. La violenza a tratti è sfrenata, in linea con lo stile consolidato del regista, ma sempre con un fondo di ironia e disincanto. Alcune scene eccedono, come quella del combattimento tra mandinghi e quella dello schiavo sbranato dai cani, ma sono comunque funzionali all'enfasi sulla disumanità dello schiavismo. Eccessivamente lungo, però e in alcune fasi ripetitivo e compiaciuto.

Rocchiola 8/02/16 12:31 - 872 commenti

I gusti di Rocchiola

E finalmente Tarantino si cimentò nel western, genere da lui tanto amato. Come sempre la fonte d'ispirazione originale, il mediocre Django di Corbucci, è solo un labile pretesto per dirigere una storia che richiama minimamente l'originale e rimanda semmai alla blaxploitation di Jackie Brown. Citazioni cinefile e musicali in abbondanza e scene d'azione superlative. Nessuna parvenza di realismo storico, dai costumi al carro con dentone di Waltz alle sparatorie splatter che certo non ricordano Peckinpah. Un bel fumettone con sottofondo antirazzista.
MEMORABILE: L'inseguimento dei maldestri incappucciati stile Ku Kluz Klan; Le frustate di Django in costume settecentesco; La liberazione nel finale di Django.

Minitina80 13/05/16 18:01 - 2364 commenti

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Ogni opera di Tarantino assume un aspetto monumentale tale da richiedere una visione attenta e uno studio meticoloso per non perdersi nulla. Django Unchained è veramente tanta roba: è fotografato stupendamente, è pieno di citazioni (anche se la storia brilla di luce propria), ma prima di tutto è recitato magnificamente. Lo si può definire il manifesto di denuncia della schiavitù dei neri in America e conserva nei dialoghi tutta l’abilità e l’intelligenza del regista nell’esprimere la sua poetica.

Alex75 31/05/16 09:50 - 680 commenti

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Omaggio al western italiano, sul quale Tarantino innesta la sua estetica pulp e una vibrante denuncia dello schiavismo, dimostrando notevole senso del ritmo (non ci si annoia mai) e condendo la storia con gustosi dialoghi (soprattutto a servizio del mattatore Waltz, che oscura i pur ottimi Di Caprio e Jackson). Alcuni eccessi splatter, la chiusura un po’ troppo cialtronesca e alcune cadute di stile nella soundtrack (il rap e soprattutto l’imbarazzante nenia di Elisa) raffreddano gli entusiasmi.
MEMORABILE: L’eloquio di Schultz/Waltz; Gli incappucciati; Il cameo di Franco Nero; Il servile nero Stephen, razzista quasi quanto il suo padrone.

Medicinema 14/01/17 21:03 - 90 commenti

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L'omaggio di Tarantino allo spaghetti-western lascia più di un dubbio: se fotografia e ritmo sono impeccabili (pochissimi i momenti di stanca), il film ha più l'aria di un'allegra baracconata che di una pellicola alla Leone, con aggiunta di smielata storia d'amore fra schiavi e di buoni "troppo" buoni. Non mancano il divertimento, le sparatorie, la vendetta dell'uomo solo, ma il bersaglio non è pienamente centrato. Di Caprio monocorde e rabbioso in un ruolo poco approfondito. Per gli amanti degli action-movies, consigliatissimo.
MEMORABILE: La discussione del Ku Klux Klan sui sacchi soffocanti.

Gippal 26/03/17 14:49 - 89 commenti

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Un Tarantino più sfrontato che mai realizza uno spaghetti western ilare e impetuoso. La sceneggiatura ha come oggetto la guerra di secessione americana, uno dei periodi storici di cui gli americani hanno più vergogna. Ma Tarantino non si limita solo a questo, ribalta la prospettiva, la ruota, rendendo protagonista un nero che diventa uomo libero. In un clima spassoso, divertente e convincente, nulla appare stonato o fuori luogo. Jamiee Foxx semplicemente bellissimo e affascinante nella parte di Django.

Alex1988 30/06/17 19:11 - 657 commenti

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Da grande ammiratore dello spaghetti western, Quentin Tarantino non poteva evitare di omaggiare il genere, soprattutto attraverso le varie musiche tratte dai tanti film (tra cui Lo chiamavano Trinità nel finale). La sceneggiatura è più lineare del solito e forse anche più debole, ma la messinscena, come in tutti i film di Tarantino, lascia il segno. Christoph Waltz raddoppia (giustamente) l'Oscar dell'anno prima, ma anche la crudeltà di Di Caprio è notevole. Più che buono.

Magi94 22/11/17 22:22 - 687 commenti

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Qualche solito difetto tarantiniano nel barocchismo, in qualche scena superflua e in alcune sequenze eccessivamente manieriste, eppure riesce a non annoiare mai per le quasi 3 ore e gli ultimi 40 minuti sono una bomba di divertimento assicurato. I dialoghi fiume non mancano, ma questa volta sono più colti vaniloqui che sequele di brillanti discorsi da bar e li ho apprezzati di più. Tutti quanti recitano sopra le righe (ed è giusto così), Waltz e Jackson meglio di Di Caprio. Spassosissimi i corpi che scoppiano come pomodori marci.
MEMORABILE: "Scusatemi, ma non ho resistito" e la sparatoria successiva; Il cameo di Franco Nero; Il finale che omaggia Lo chiamavano Trinità.

Taxius 22/01/18 12:50 - 1643 commenti

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Tarantino è sempre Tarantino e anche in questo caso non delude. Django Unchained non ha nulla (o quasi) del Django di Franco Nero (che qui ha comunque un simpaticissimo cameo con Foxx), ma il film resta un tributo al classico di Corbucci. Quentin scrive una storia incredibile, capace di mescolare scene drammatiche ad altre divertenti e splatter, il tutto in un film molto lungo capace però di non annoiare mai. Sicuramente non tra i quattro suoi film migliori ma comunque un gran bel film.

Anthonyvm 27/01/19 22:21 - 2016 commenti

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Tarantino in pienissima forma: il film è un lungo concentrato di tutto ciò che il regista ha fatto apprezzare di sé nel corso della sua carriera, dai dialoghi fulminanti al citazionismo selvaggio, dalle scene di tensione alla violenza gratuita e sopra le righe. Il regista dimostra di essere un eccellente padrone del proprio stile, col rischio tavlvolta di cadere nell'autoreferenzialità, ma è un difetto che si può e deve perdonare se si apprezza il suo modo di intendere il cinema. Grandi Waltz e DiCaprio. Indimenticabile l'ultima tranche. Cult.
MEMORABILE: Le spiegazioni di Waltz quando deve giustificare i propri delitti; La cena nella villa di DiCaprio; Il bagno di sangue della parte finale.

Samdalmas 4/09/18 18:25 - 302 commenti

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L'omaggio di Quentin Tarantino al western italiano si ferma al Django originale Franco Nero che fa un cameo. Stavolta è uno schiavo liberato che viaggia con un cacciatore di taglie. Nella prima parte è un coraggioso atto d'accusa contro il razzismo. Nel finale perde diversi colpi e diventa solo un esercizio di stile. La confezione è elegante, con grandi spazi aperti e bravi attori (Waltz su tutti). La soundtrack passa da Morricone a Jim Croce.
MEMORABILE: La ridicola riunione del Ku Klux Klan; Il teschio dello schiavo.

Domino86 20/03/19 14:45 - 552 commenti

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E ancora una volta Tarantino quando si mette all'opera non delude. In questo caso si tuffa nel western con un cast degno del suo lavoro e tutto risulta al proprio posto. Il film interessa, coinvolge, diverte, fa arrabbiare e raggiunge anche soglie raccapriccianti, in determinate scene. Nonostante la durata scorre in tutta fretta e si arriva in fondo con la voglia di ricominciare l'avventura. Ottimo lavoro!

Bubobubo 22/03/19 13:29 - 1223 commenti

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È assurdo, eccessivo, macchiettistico, aperto da un doppio prologo grandguignolesco e chiuso da un epilogo in crescendo che ne rivela appieno la profonda natura cartoonesca. Un Tarantino al cubo, senza mezze misure (nemmeno nelle aperte incoerenze temporali della parte centrale). Eppure, per quanto la tematica razziale sia in fondo blanda (anche se le cruente scene di combattimento, la condanna a morte per sbranamento e il laido personaggio di Jackson rimangono a lungo impressi), non si riesce a volergli male. Citazionismo e solidità.
MEMORABILE: Un'occhiata di troppo; Difficile dire chi sia peggio tra Di Caprio-Candie e Jackson-Stephen; Vola la servitù nella sparatoria finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 13/06/15 14:00
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Intendo un film che dà un grande soddisfacimento epidermico, godurioso ma momentaneo, quindi volatile, non persistente, e che non offere significativi spunti di riflessione quanto a temi o innovazioni tecnico-stilistiche.
    Ultima modifica: 13/06/15 14:04 da Rebis
  • Discussione Graf • 13/06/15 14:43
    Call center Davinotti - 902 interventi
    Forse non mi sono spiegato bene; Tarantino, dicendo che fosse una combinazione malsana di violenza, sangue e comicità, parlava del suo cinema in generale, non di questo film in particolare....
    Ultima modifica: 13/06/15 17:43 da Graf
  • Discussione Zender • 13/06/15 16:44
    Consigliere - 43596 interventi
    Allora era meglio il davibook per le cose generiche, Graf :)
    Ultima modifica: 13/06/15 16:44 da Zender
  • Discussione Capannelle • 24/12/15 12:02
    Scrivano - 2506 interventi
    Sto rivalutando il pezzo musicale di Morricone/Elisa e dico che la colonna sonora del film è parte integrante del mio voto (destinato a salire): ieri ho visto gli h8ful eight ed è un passo indietro rispetto a questo e BSG.
    Ultima modifica: 24/12/15 13:05 da Capannelle
  • Discussione Daniela • 24/12/15 12:43
    Consigliere massimo - 5215 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    ieri ho visto gli h8ful eight ed è un passo indietro rispetto a questo e BSG.

    ... non me lo dire, mi ammosci le aspettative, già alte per ogni film di T. ma qui ancora più elevate per lo spettacolare look baffuto di Kurt Russell :o(
  • Discussione Alex75 • 24/10/16 17:38
    Call center Davinotti - 625 interventi
    L'ho visto solo di recente, quasi da agnostico (di Tarantino avevo visto solo "Pulp Fiction", quindici anni fa, quindi non posso far confronti). Mi ha divertito, anche se certe soluzioni "sovversive" mi hanno lasciato perplesso (penso in particolare ad alcune scelte musicali che mi sono parse fuori luogo, ma sapendo chi è Tarantino ho chiuso un occhio e un orecchio), così come mi è sembrato che il film perdesse molto senza Waltz (e infatti l'ultima parte mi è parsa eccessivamente stiracchiata e fracassona, come se Tarantino non volesse far sentire la mancanza del mattatore), tanto più che ho trovato abbastanza dimenticabile la prova e il personaggio di Jamie Foxx. Sostanzialmente, un buon prodotto d'evasione con qualche spunto di critica sociale e storica (la rappresentazione degli schiavisti, nella loro ignoranza e brutalità, è davvero spietata), da prendere come tale (E lo stesso Tarantino non si prende troppo sul serio, o almeno dà quest'impressione di volersi divertire e far divertire lo spettatore con lui).
    Ho molto apprezzato l'intervento di Buio, che dimostra una conoscenza del cinema e una passione non comuni.
    Ultima modifica: 24/10/16 17:39 da Alex75
  • Discussione Buiomega71 • 24/10/16 19:27
    Pianificazione e progetti - 21994 interventi
    Alex75 ebbe a dire:
    L'ho visto solo di recente, quasi da agnostico (di Tarantino avevo visto solo "Pulp Fiction", quindici anni fa, quindi non posso far confronti). Mi ha divertito, anche se certe soluzioni "sovversive" mi hanno lasciato perplesso (penso in particolare ad alcune scelte musicali che mi sono parse fuori luogo, ma sapendo chi è Tarantino ho chiuso un occhio e un orecchio), così come mi è sembrato che il film perdesse molto senza Waltz (e infatti l'ultima parte mi è parsa eccessivamente stiracchiata e fracassona, come se Tarantino non volesse far sentire la mancanza del mattatore), tanto più che ho trovato abbastanza dimenticabile la prova e il personaggio di Jamie Foxx. Sostanzialmente, un buon prodotto d'evasione con qualche spunto di critica sociale e storica (la rappresentazione degli schiavisti, nella loro ignoranza e brutalità, è davvero spietata), da prendere come tale (E lo stesso Tarantino non si prende troppo sul serio, o almeno dà quest'impressione di volersi divertire e far divertire lo spettatore con lui).
    Ho molto apprezzato l'intervento di Buio, che dimostra una conoscenza del cinema e una passione non comuni.


    Grazie Alex, davvero gentile. E apprezzo i tuoi interventi non banali e ben descritti
  • Discussione Lodger • 1/02/19 09:41
    Magazziniere - 1456 interventi
    Quella volta sul set di Django: “Io, sequestrato da Tarantino”
    (La Stampa 31/01/2019 - Fabrizio Accatino)

    Il suo nome è leggenda, e tra pochi giorni lo sarà ancora di più. Il prossimo 17 febbraio Franco Nero riceverà dalle mani di Quentin Tarantino l’Hollywood Legend Award, al Dolby Theatre di Los Angeles, la sala della grande cerimonia degli Oscar. L’ultimo passaggio pubblico dell’attore nel nostro paese prima della grande onorificenza sarà domani alle 10, 45, a Torino, all’Accademia Albertina delle Belle Arti (in via Accademia Albertina 6). In quell’occasione riceverà il titolo di Accademico d’Onore. Un riconoscimento che arricchirà il palmares dell’attore, oggi 77enne, che nel corso della carriera ha vinto un David di Donatello e un Golden Globe.

    Lei è partito da un quartiere di Parma, San Lazzaro, ed è arrivato a Hollywood. Che strada ha fatto?

    «Quella della gavetta. E sono partito da lontano. A 7 anni mi proposi volontario per la recita di classe di «I ragazzi della via Pál», a 17 organizzavo show per studenti. Avevo anche una piccola band, gli Hurricane. Parma era una piazza piccola e la gente spesso mi chiedeva dove volevo andare. “Lo vedrete”, rispondevo a tutti».


    Poi arrivò Roma.

    «Per guadagnarmi da vivere andai a fare tirocinio come aiuto di un fotografo, in via Margutta. Un giorno compare in studio l’addetto al casting di John Huston, che stava cercando un attore per il ruolo di Abele nella Bibbia. Ne seguì un provino sui generis, in mutande nella stanza d’albergo del regista. Dopo qualche giorno arrivò la telefonata che mi cambiò la vita».

    La produzione voleva al suo posto Paul Newman o Marlon Brando.

    «Huston fece le barricate con De Laurentiis per avere me nel film. Non solo. Mi suggerì di studiare l’inglese, perché - diceva - questo mi avrebbe aperto le porte di Hollywood. Poi una sera a cena con il regista Joshua Logan fece il mio nome per Lancillotto, nell’adattamento cinematografico del musical «Camelot». L’altro ruolo chiave della mia carriera».

    Proprio sul set di «Camelot» lei conobbe la sua futura moglie, Vanessa Redgrave. Che cosa ha rappresentato e rappresenta nella sua vita?


    «È una grandissima donna e forse la più grande attrice del mondo, a detta di molti. Non è una donna facile. Abbiamo litigato, ci siamo separati, riuniti, sposati. Un mezzo secolo insieme piuttosto travagliato, ma ci ha salvati il rispetto reciproco».

    Lei è stato diretto da maestri del cinema come De Sica, Petri, Buñuel, Bondaruk, Bellocchio, Chabrol, Fassbinder. Di chi conserva un ricordo migliore?

    «Di Buñuel. Era un uomo eccezionale, con un gran sense of humor. Mi voleva bene. «Caro, scordati che io ti chiami con il tuo nome di battesimo», mi disse la prima volta che ci incontrammo. «Franco è il dittatore. Tu per me sarai sempre Nero». Anche Fassbinder era speciale e anche lui mi adorava. Dopo «Querelle de Brest», in un bar di Berlino firmammo un contratto su un tovagliolo di carta, in cui ci impegnavamo a girare altri tre film insieme. Purtroppo morì poco dopo».

    Tanto cinema d’autore, ma è stato il pistolero di uno spaghetti western a consegnarla alla fama internazionale.

    «Sul finire degli anni Sessanta si creò una vera e propria Django-mania. Per qualche anno sui manifesti giapponesi dei miei film nel cast c’era scritto «Django» anziché «Franco Nero». Quando nel 1968 girai «Il giorno della civetta», tratto da Sciascia, il film uscì in Germania con il titolo «Django in the Mafia». Quello è un film che non muore mai».

    Tra i fan di «Django» c’è ovviamente Quentin Tarantino, che l’ha voluta in un cameo nel suo remake del 2012.

    «Mi disse subito che era un mio fan e che conosceva e possedeva tutti i miei film. Non bluffava, di ognuno conosceva a memoria musica e battute. Per girare quei 45 secondi mi sequestrò, letteralmente. Rimasi sul set per un mese. Arrivò ad affittare un cinema per proiettare al resto del cast il «Django» originale. Un folle, ma con lui mi sono davvero divertito».

    Com’è cambiato il cinema italiano negli ultimi trent’anni?

    «Oggi nel nostro paese o fai parte di qualche clan o non lavori. E non si può fare cinema senza i soldi delle televisioni. Ora a comandare sono i funzionari Rai, Mediaset e del Ministero, che intervengono addirittura sulle sceneggiature. Avendo io lavorato nel cinema, quello vero, questo non mi interessa».

    Fonte:
    https://www.lastampa.it/2019/01/31/cronaca/quella-volta-sul-set-di-django-io-sequestrato-da-tarantino-haKKsekm7gfa8uwvxEm2UK/pagina.html
    Ultima modifica: 1/02/19 16:38 da Lodger
  • Discussione Raremirko • 1/02/19 22:14
    Addetto riparazione hardware - 3479 interventi
    Complimenti Lodger, post interessante.
  • Homevideo Rocchiola • 20/02/20 11:22
    Call center Davinotti - 1142 interventi
    Assolutamente consigliato il bluray della Sony offre un'immagine panoramica 2.40 praticamente perfetta per pulizia e definizione. L'audio italiano 5.1 fa il suo dovere benché non potentissimo.