Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Il diritto acquisito negli anni da Tarantino di poter dirigere a proprio piacimento senza imposizioni produttive o quasi permette al regista di creare opere slegate dal loro tempo, che non seguono le tendenze ma semmai le creano. Nella maestosa apertura tra le nevi con la colonna di Morricone al suo apice si avverte già la potenza di un cinema personale e lontano dalle presunte esigenze attuali. Tanto poi bastano due dialoghi tra un Sam Jackson e un Kurt Russell per dare la misura delle qualità in sceneggiatura di Tarantino: meno esplosivo, studiato, ricercato del consueto forse, ma ugualmente efficace e coinvolgente, capace di inquadrare al meglio i personaggi, di renderli vivi e tridimensionali. Il lungo viaggio in carrozza fino all'emporio...Leggi tutto di Minnie mescola tensione, violenza e sottile ironia come nella miglior tradizione, mentre una volta raggiunta la mèta il film si trasforma in un raffinato kammerspiel che assume sì i connotati del “giallo” tradizionale ma rivisti da Tarantino, continuamente cioè terremotati da esplosioni inattese di violenza che ne stravolgono le regole. Sta qui il fascino del cinema di Tarantino, che si appoggia a un genere per piegarlo all'iconoclasta matrice pulp sempre in agguato, pronta a deflagrare fagocitando tutto. La prima parte è di attesa, una lenta predisposizione di scacchiera e pedine impreziosita da dialoghi arguti che mantengono alta l'attenzione senza mai doverla richiedere esplicitamente, con l'open space scenograficamente azzeccato dell'emporio in cui persino la disposizione dei personaggi negli spazi può rivelarsi cruciale. Chi dice la verità? Chi è d'accordo con chi? Quando John Ruth (Russell) annuncia d'esser certo che la ragazza (Leigh) che dovrà consegnare al boia di Red Rock è in combutta con qualcuno dei presenti si capisce che la svolta è un passo. E' infatti proprio lei, la Daisy Domergue di Jennifer Jason Leigh, il vero personaggio chiave, quello più ambiguo e interessante, che sposta gli equilibri di un cast assemblato al meglio (che piacere rivedere Madsen in un film di questo livello!) e dominato dal solito, monumentale Samuel L. Jackson. Dal caffé avvelenato in poi, o meglio dalla pistolettata che maschera chi agisce nell'ombra, si aprono le danze e le iene si rimettono in azione (a partire da chi in quell'esordio epocale già era presente). Non c'è forse più lo stesso gusto di stupire ad ogni parola, ma è intatta la magistrale capacità di costruire tensione sdrammatizzandola senza mai scioglierla, scansando abilmente le banalità, individuando attraverso un'ammirevole omogeneità di linguaggio la direttrice da seguire per sostanziare le fondamenta, trovando poi nel finale la chiusura che lascia il segno. Non può avere l'impatto epocale delle IENE ma ne riprende con rispetto e furbizia l'impianto, non ripropone il complesso meccanismo ad incastri di PULP FICTION ma nel lungo flashback ci gioca ancora meravigliosamente. E' un Tarantino che rimescola se stesso dimostrando una volta di più di saper staccare agilmente chi lo insegue e di accendere i cuori di chi lo ama, un Tarantino che omaggia chi ha a sua volta amato (Morricone, Russell...) regalandogli ancora la vetrina migliore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/12/15 DAL BENEMERITO CAPANNELLE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/02/16
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Piero68 10/02/17 10:59 - 2877 commenti

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Siamo ancora lontani dai fasti iniziali. Purtroppo nel film l'originalità è quasi zero e le "citazioni" e le autocitazioni si sprecano. Dall'ambientazione de La cosa al climax da 10 piccoli indiani - ma anche Le iene - passando per lo splatter western del suo stesso Django. La confezione è ovviamente impeccabile e la presenza di alcuni dei suoi attori feticcio sempre vincente. Ma non si può aspettare metà film per vedere cosa succederà quando quello che succederà è già risaputo. Sembra più un lavoro estetico per autocompiacersi. Morricone sprecato.
MEMORABILE: L'autocitazione di Russell: "Qui qualcuno non è chi dice di essere"; La descrizione della fellatio, inutile e disgustosa; La chiosa della lettera.

Taglietti 28/02/16 19:28 - 51 commenti

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Esercizio di stile splendido e nulla di più. Dialoghi lunghi e spesso surreali come i personaggi, come da noiosa abitudine, ma belle le scene cruente, forse le uniche vere chicche del film insieme al classicheggiante inizio con la musica di Morricone che lascia ben sperare prima di arenarsi. Insomma, difficile da criticare tecnicamente ma senza anima; manca totalmente pathos, molto lontano da quello che definirei un bel western.

Herrkinski 27/12/15 06:05 - 6699 commenti

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Il film è in sostanza una versione kammerspiel di "Dieci piccoli indiani" in salsa western; per arrivare al twist che lo rende interessante (e come sempre, grottescamente splatter) bisogna però attendere 1 ora e 45; prima sono solo interminabili dialoghi fiume tipici del regista negli ultimi sei anni, che mettono a dura prova la pazienza dello spettatore nonostante la bravura del cast (su tutti il solito Jackson). OST morriconiana deludente e minutaggio ingestibile; mezza palla per estetica, fotografia e ultima ora, ma resta un gran mattone.
MEMORABILE: Gli effetti del caffè; Il massacro in flashback.

Pinhead80 15/02/16 20:25 - 4301 commenti

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L'ottavo film di Tarantino è un succulento gioco al massacro che si consuma lentamente (nella prima parte forse anche troppo) e che ti lascia il sapore del sangue in bocca. Parte al solito lento e verboso per poi deflagrare in una violenza inaudita e totalmente gratuita nella seconda parte. Tante possono essere le chiavi di lettura del film, ma è impossibile non rimanerne affascinati. Non si riesce a capire chi sia il più bravo nel cast e questo la dice lunga sulla riuscita dell'opera. Altro colpaccio, per il buon Quentin.

Schramm 6/01/16 14:06 - 2920 commenti

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Guerra di secessione da camera (mortuaria), western in una trappola per topi dove da cosa nasce Cosa, non più tra cani lupo ma di nuovo tra iene. Mela matura, Quentin cade lontano dall’albero dell’eco, accorpando stavolta tutta la gamma sonora espressiva ed epica di un Cinema che fu/sarà, una Classicità dal futuro senza più l’equivoco del post-postmoderno, suffragata da deità attoriali, dal partigiano diniego della CG (Nicotero maestoso come non mai) e da una narrativa bomba a orologeria che mette a cuccia la Svizzera, esalando a ogni minuto Cinema con la soave gravità dell’ultimo respiro.

Capannelle 24/12/15 21:46 - 4052 commenti

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Quentin è ancora lui, sa gingillarsi con maestria tra dialoghi e ambiguità dei personaggi che risultano però meno magnetici di altre volte (Roth a esempio non è Waltz). Inoltre la quasi monolocation (carrozza+locanda) limita il respiro e lo sviluppo di un film che rimane godibile - le quasi tre ore scorrono bene e regalano picchi violenti e grotteschi - ma non arriva al top a cui ci ha abituato il regista. Anche come sonoro e come collaborazione con Morricone era lecito aspettarsi di più.

Fidelio 1/06/16 12:06 - 11 commenti

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Il ritorno di Tarantino al grande cinema dopo un film un po' troppo manierista e semplicistico. Qui invece si ritrovano una grande cattiveria di fondo, un umore di fondo cupo e disperato (sdrammatizzato da un'ironia beffarda e mai invadente), un senso della violenza e del dolore che rimandano, così come la struttura claustrofobica, alle Iene. Nessuno si salva, neppure lo spettatore, al quale è richiesta una certa concentrazione. Due atti, l'uno complementare all'altro. Chiave di volta il confronto Jackson-Dern, malato e cattivo come il film.
MEMORABILE: L'inizio col dolly sul Cristo; Il ralenti sui cavalli al galoppo (poetico); Warren vs. Smithers; Gli effetti del caffè "corretto"; Il delirante finale.

Pol 6/01/16 12:14 - 589 commenti

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Un kammerspiel di 2 ore e 45 girato (quasi) in un'unico ambiente, omaggio più ai wuxia "da locanda" che al western, dove la trama comincia a dare segni di vita dopo quasi 2 ore di sfibranti chiacchere messe in bocca a delle caricature. Tutti i vizi di Tarantino, ma nessuna virtù: non un monologo interessante né un personaggio degno di nota, solo tanta noia e fastidio per un'autoindulgenza qui imperdonabile. La storia non è neanche male e nel finale lo splatter non manca, ma ci si arriva stremati.

Homesick 17/01/16 15:42 - 5737 commenti

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Grandissimo ritorno di Tarantino. Lasciati perdere le bambinate e lo stucchevole citazionismo di Django unchained e ridotto al minimo necessario l'ormai stantìo pulp, torna alle origini del suo cinema concentrandosi con serietà ed equilibrio sulla storia - puro noir: l'ambientazione western funge solo da cornice -, magistralmente condotta con i suoi vincenti marchi di fabbrica della decostruzione del tempo drammatico e della ferrea tensione dialogica, qui potenziata dall'unità di luogo. Magnifici i suoi attori feticcio e una Leigh dai denti guasti, insolente e lorda di sangue. Applausi.
MEMORABILE: La porta che non si chiude; la lettera di Lincoln; il caffè avvelenato; la tragicomica impiccagione.

Daniela 9/01/16 12:07 - 11529 commenti

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L'ambientazione è western, ma poco sarebbe cambiato in altro contesto, dato che, nella filmografia di T., il parente più prossimo non è Django ma le Iene, da cui importa anche due cani arrabbiati: 8 giocatori ed una spettatrice interessata chiusi in una bisca in mezzo ad una tempesta di neve, ogni dialogo è una partita, il gusto è anticipare le mosse, in un gioco che si sa governato da un groupier maledettamente abile nel barare, qui nascondendo le carte. Una commedia nera goduriosa da centellinare, eccellente in ogni aspetto, a parte forse una colonna sonora meno memorabile del previsto
MEMORABILE: Il prologo con la dirigenza che avanza nella neve, mentre si avvicina la tempesta; l'ultima lettura della lettera

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Saintgifts 20/01/16 11:38 - 4098 commenti

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Tarantino se la prende comoda all'inizio (forse troppo), ma è solo un prologo, uno scaldare i muscoli introducendo parte dei personaggi. Con l'arrivo alla locanda inizia la pièce teatrale basata su dialoghi che diventano sempre più interessanti fino a sfociare nell'azione con relativo esagerato splatter (tanto per non smentirsi). La pecca più grande, che rovina un bellissimo discorso sul razzismo, è l'inutile digressione sulla fellatio omosessuale. Evidenti le tracce della Christie e di John Ford, ma non è questo a rovinare un bell'impianto.

Scarlett 7/02/16 20:35 - 307 commenti

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Una sorta di ritorno alle origini ma in ambientazione western. Prossimo più alle Iene: si avvertono l'odore del sangue già dopo metà pellicola e la stessa incerta suspance. Monoscenografico, dipana la storia in due ambienti; teatrale nel modo in cui gli attori entrano in scena ognuno con un ruolo ben preciso da interpretare. Forse troppo lungo, ma la storia come consueto appassiona.

Rebis 2/02/16 15:52 - 2183 commenti

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Lievita ipnotico e maestoso per 110 minuti, poi si smonta come un panettone sotto una pioggia di proiettili. Tra soluzioni di sceneggiatura bambinesche, ralenti pilotati a distanza, tautologie e logorrea, 180 minuti di pellicola non riescono a giustificare una storia risaputa e un po' insulsa. Tarantino spinge sul pedale della macelleria in cerca di cupezza e disincanto (Evil dead non era forse un kammerspiel? E La cosa un trattato sulla misantropia?) ma approda ad uno splatterone cartoonesco e inoffensivo, governato da un blando cinismo. Cast, come sempre, di prima scelta. Morricone da brividi.

Hanon 3/02/16 15:44 - 27 commenti

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Dopo Django Unchained Tarantino torna a dirigere un western, ma più che al precedente lavoro il film si può associare a Le iene. L'azione frenetica dell'ultimo film lascia infatti il posto ai dialoghi, caratteristici soprattutto del primo Tarantino e ai personaggi (come sempre scritti in modo superbo). Buone interpretazioni di tutti ma in particolare di Jannifer Jason Leigh, un nuovo personaggio femminile forte (altro marchio di fabbrica dei film di Tarantino, assente invece in Django Unchained).

Von Leppe 5/02/16 20:08 - 1145 commenti

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Western con una situazione da giallo, dove un gruppo di persone è chiuso in una locanda sperduta tra i monti durante una bufera di neve. Molti dialoghi, ironia e sangue nel classico stile di Tarantino, ma un po' più di suspense e atmosfera avrebbero giovato al tutto, vista anche l'ambientazione invernale. Ottime la storia dai personaggi ambigui e le riprese tra i monti nevosi. Morricone fa buone musiche, funzionali al film.

Il Gobbo 4/02/16 21:19 - 3013 commenti

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Il peggior Tarantino. Mal riuscito auto-remake (auto-parodia?), efficace nella costruzione della tensione "gialla", malgrado dialoghi non più ficcanti come un tempo e francamente qualche scivolone. Poi quando l'intreccio fatalmente si scioglie proprio lì il film si sfilaccia, diventa prolisso e inutilmente truculento e compiaciuto del suo nichilismo (ma i sottotesti "politici" sono pura fuffa). Ahinoi, le confezioni del non più tanto Nostro sono sempre impeccabili ma sempre più vuote. Leone e il grande western (anche italiano)? Lontanissimi.

Xabaras 5/02/16 06:00 - 197 commenti

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Servito da un Morricone fenomenale, Tarantino torna al grande cinema con un western solido e compatto come da tempo non se ne vedevano sul grande schermo. Tutto è oliato alla perfezione nella dinamica dei rapporti tra i protagonisti e data la scarsa simpatia che ispirano ciascuno di essi pare evidente l'intenzione del regista di giocare con lo spettatore ribaltando a piacimento la sottile linea che separa la verità dalla menzogna. La consueta dilatazione dei tempi drammatici in Tarantino porta anche qui a risultati eccellenti (tutto il capitolo 3).

Puppigallo 6/02/16 00:17 - 4879 commenti

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Westhriller zavorrato e straparlato come Grindhouse, con qua e là riusciti botta e risposta, mescolati però a un'esagerata staticità, che il regista pensa di interrompere con momenti splatter, ma che, proprio per il freno a mano tirato dall'inizio, sembrano ancora più fuoriluogo, quasi facenti parte di un altro film. Tra un omaggio e una strizzatina d'occhio a spaghetti western, thriller e fantapellicole, Tarantino si preoccupa più di gonfiare i protagonisti d'aria verbale, rendendoli caricature, quasi giullari, piuttosto che dar loro un reale peso (nero a parte). Era meglio fermarsi a Django
MEMORABILE: L'inizio, col crocifisso semicoperto dalla neve; Gli omaggi a La Cosa (una parte della colonna sonora e "Qui qualcuno non è chi dice di essere").

Il ferrini 6/02/16 01:07 - 1954 commenti

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Terminata la visione si ha davvero la sensazione d'aver vissuto un'esperienza importante. Analizzando separatamente tutte le componenti del film (regia, prove attoriali, sceneggiatura, fotografia, musiche), tutto merita il massimo dei voti possibili. Sam Jackson da Oscar (ma io glielo avrei dato anche per Ordell) e un'immensa Jason Leigh. Mancanze? Forse questo ottavo Tarantino difetta di ironia, di quelle sue tipiche spiritosaggini che mitigano la violenza, che ti ricordano che stai guardando un film. Hateful8 è spietato, non lascia scampo.

Dega88 7/02/16 03:01 - 15 commenti

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Sorta di reboot de Le iene in ambientazione western. Prima parte un po' troppo stiracchiata nei dialoghi spesso superflui ma piano piano prende forma una sorta di memorabile inferno in una stanza tra misoginia, razzismo e colpi di scena infiniti. Vincente anche l'audace scelta di dare a Goggins un ruolo di primo piano. Pregevoli effetti splatter del solito Nicotero e strepitosa introduzione sonora di Morricone. In sostanza non il miglior Tarantino ma comunque gustosissimo.
MEMORABILE: "Se vai all'inferno, dì che ti manda Daisy".

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Stelio 7/02/16 11:25 - 384 commenti

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Spettacolare esempio di cinema, per citare ed estremizzare la valutazione iniziale. Tarantino gioca con ritmi per lui sconosciuti (quelli della prima parte) e li mescola con quelli che gli sono tradizionalmente congeniali (la seconda). Attori superlativi e impianto narrativo degno di un'opera teatrale. Capolavoro e deciso ritorno del regista ai suoi vertici dopo qualche film tra il sottotono e il buono (Bastardi senza gloria e Django).

Lou 7/02/16 23:31 - 1081 commenti

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Tre ore ingiustificate, di cui le prime due di una lentezza gratuita e compiaciuta, preparano la parte finale in cui si scatena il consueto massacro in stile splatter, al limite dell'horror. A mio avviso uno dei peggiori Tarantino di sempre, senza una logica o un messaggio di alcun tipo se non quello del "tutti contro tutti". Molto curati come sempre i particolari delle immagini e le caratterizzazioni dei personaggi, ma si ha l'impressione che il regista possa ormai permettersi qualunque cosa, forte della sua reputazione e del suo coraggio.

Il Dandi 8/02/16 14:56 - 1917 commenti

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Tarantino 8 e 1/2: in una cornice da western insolitamente nevoso (che pare mutuata da I compari) il regista chiude i personaggi in gabbia ribaltandone fino all'inverosimile i caratteri e la situazione (dal whodunit al thriller di ostaggi). Presenti tutti i marchi di fabbrica (sfasamento cronologico, monologhi brillanti, esplosioni di sangue e vomito) ma raccordati malamente da una serie di soluzioni di basso profilo (dall'epifania di una canzone degli White Stripes a quella di una voce-off), che sconcertano e denunciano debolezza narrativa.
MEMORABILE: Il monologo di Jackson contro il generale sudista.

Bruce 8/02/16 17:32 - 1007 commenti

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Prosegue la parabola discendente di Tarantino, che sembra aver perduto la vena migliore. E' un fuoriclasse: le sue capacità di scrivere, sceneggiare e dirigere al meglio gli attori sono straordinarie, ma sono purtroppo le idee che stanno via via esaurendosi. E allora una inquadratura, pur bellissima, dura inutilmente cinque minuti, i dialoghi congegnati come sempre benissimo diventano alla lunga estenuanti e non più troppo significativi. Il primo tempo è pesantissimo, il secondo più movimentato ma con una violenza tale da risultare fine a stessa.

Rambo90 8/02/16 20:29 - 7111 commenti

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Al secondo western Tarantino sbaglia in parte il colpo. Se la fotografia e la colonna sonora lasciano di stucco, è proprio la sceneggiatura a fare cilecca. Dialoghi interminabili, scarso coinvolgimento e inutili eccessi quasi parodistici che appesantiscono il film per tre ore di durata che non sembrano affatto necessarie. Lo splendido cast (Russell e Jackson in primis) salva la situazione gigioneggiando a più non posso ma, benché l'idea di base potesse essere vincente, ci sono davvero pochi momenti che meritano di essere ricordati.

Alex1988 8/02/16 23:31 - 728 commenti

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L'ultima fatica di Tarantino dimostra la sua capacità di riuscire a non annoiare nonostante la durata del film. Le quasi tre ore di durata scorrono via grazie a dialoghi mai scontati; la struttura è quella de Le iene, in cui nessuno è quello che sembra e con uno splatter che non manca di certo. Lo score di Morricone, in realtà, si sente ben poco. Comunque l'operazione è piuttosto riuscita.

Tarabas 9/02/16 12:13 - 1851 commenti

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Tarantino aggiunge un mattone al più grande monumento mai realizzato all'autoreferenzialità. Gira un interminabile primo tempo in cui non succede nulla. Le attese di Leone erano piene di tensione inespressa, qui i silenzi sono sostituiti dalle solite chiacchiere pseudoargute sentite in tutti i film del regista. Poi, dopo un flashback abbastanza scolastico, parte la sarabanda splatter già vista in Django e di cui non sentivo la mancanza. Il 70mm dell'Arcadia di Melzo (MI) influenza sicuramente il giudizio. In un'altra sala i pallini sarebbero meno.

Dusso 10/02/16 10:28 - 1548 commenti

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Quasi tre ore senza avvertire segni di stanchezza vogliono dire che il film mi è indubbiamente piaciuto! Il western velato di giallo è girato con alcuni tocchi di raffinatezza notevole, il resto è il solito Tarantino: umorismo, scene di sangue molto d'effetto. Inutile sottolineare i meriti di Samuel L. Jackson mentre è Jennifer Jason Leigh la piacevole sorpresa, se cosi si può definire.

Taozenfu 10/02/16 11:57 - 2 commenti

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Un poco di Dieci piccoli indiani miscelato con Le iene. Buonissime le interpretazioni e bravissimi gli attori, manca però una scrittura efficace. Tarantino si autocompiace con immagini rallentate e riflessi di sole in macchina utilizzando una pellicola 70mm. La violenza grafica oltre il limite massimo non ha più effetto alcuno sullo spettatore. I dialoghi sono lunghi e stucchevoli. Lascia molto poco.
MEMORABILE: La spiegazione della diffidenza nei confronti del Messicano.

Cotola 10/02/16 22:41 - 8347 commenti

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Partenza in puro stile Tarantino: rilassata e preparatoria per il gioco al massacro, con tanto di vera e propria mattanza, che si svilupperà di lì a poco. Tarantino è bravo nel gestire i tempi, si sa, ma stavolta dirige da vero direttore d'orchestra senza sbagliare note e gestendo benissimo i tempi, piccole pause comprese. Il livello di coinvolgimento diventa sempre più alto grazie alle tante sorprese: a tratti sembra quasi di essere in un giallo (alla Dieci piccoli indiani) poichè non si sa bene chi sta con chi e chi è qui. Ci si diverte molto. Ottimo cast e score di Morricone sugli scudi.

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Victorvega 23/02/16 15:26 - 458 commenti

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Solito grande Tarantino in confezione extralusso. Sceneggiatura, fotografia, cast e colonna sonora tutte scintillante e di livello eccelso. Il film presenta, dopo una lunga prima parte, uno sviluppo che, come le Iene, si svolge in un unico ambiente chiuso in cui si materializzeranno bugie e ruoli diversi in una struttura thriller. Di western c'è solo la confezione iniziale, poi si sviluppa in altro modo non mancando lo splatter già visto in abbondanza e ormai marchio di fabbrica. Ce ne fossero di film così! Cinema allo stato puro
MEMORABILE: La lettera di Lincoln.

Fabbiu 11/02/16 15:39 - 2048 commenti

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I dialoghi infiniti dei personaggi più spettacolari (ognuno a modo suo) tra perle di saggezza (come le riflessioni sul tema della giustizia), le ridondanze a cui il regista ci ha sempre abituato, caratterizzano il film con una componente più psicologica rispetto ai precedenti, nonostante anche qui non manchi la violenza (come al solito in chiave estetica pulp). Fotografia adorabile nelle poche location di fortissimo impatto e una musica così ben contestualizzata da riuscire a rendere una strimpellata di "Silent night" al piano un momento di tensione.

Belfagor 12/02/16 16:49 - 2655 commenti

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Otto piccoli indiani (o iene?) se ne andarono a mangiar spaghetti western. Nella sua opera più teatrale, Tarantino riduce al minimo gli ambienti e si prende tutto il tempo per sviluppare a dovere la vicenda, facendo affidamento su vecchi amici e nuove leve (sorprendenti l'esagitato Goggins e l'arpia sanguinante della Leigh) per far sobbollire a dovere la tensione. Il 70mm magnifica gli esterni innevati e gli innumerevoli particolari degli interni. Splendida la colonna sonora di Morricone, quanto mai adatti i rimandi a La cosa. Tutto da godere.
MEMORABILE: Il prologo con il crocefisso e la diligenza; La porta che non si chiude; L'ultima lettura della lettera.

Disorder 13/02/16 09:14 - 1414 commenti

I gusti di Disorder

Diciamo che Tarantino si era preso qualche anno di pausa, ma qui torna finalmente a essere se stesso: il regista cinico, asciutto, ironico e geniale che avevamo conosciuto ai tempi di Le Iene e Pulp fiction. Già dalle primissime scene (la carrozza che arranca nella neve con in sottofondo un inquietante theme morriconiano, i brutti ceffi che si incontrano per strada) si ha la netta sensazione di assistere a un capolavoro tragico ed epico; tutto il resto viaggia sulla stessa linea, senza mai un sbavatura, un calo di tensione. Grande cinema.
MEMORABILE: Una diabolica e tumefatta Jennifer Jason Leigh intona forse la miglior versione mai sentita di "Jim Jones at Botany Bay".

124c 15/02/16 16:03 - 2832 commenti

I gusti di 124c

Dopo 4 film, Quentin Tarantino torna a citare se stesso e non altri registi suoi beniamini trasformando in grand guignol il suo secondo film western ambientato tutto o quasi in una capanna. E' questo il vero Selvaggio West che andavo cercando guardando sconsolato il telefilm con Robert Conrad; qualcosa di barbaro e politicamente scorretto che non risparmia nemmeno le donne, qui perfide e prese a mazzate. Persino Gli spietati di Clint Eastwood sembra un film per famiglie al confronto... sarà per le teste (e non solo quelle) che schizzano a pistolettate.

Galbo 15/02/16 05:46 - 11876 commenti

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Un thriller ambientato tra le nevi del Wyoming che riporta Tarantino dalle parti del suo esordio capolavoro. Un gruppo di personaggi si combatte senza esclusione di colpi in un gioco al massacro in cui la verità viene progressivamente svelata. Ipertrofico nella durata, non perde colpi grazie all’ottima sceneggiatura e a dialoghi che costituiscono l’ossatura di gran parte del film fino al catartico finale dove prevalgono splatter e azione. Gara di bravura tra gli attori e bella colonna sonora “firmata” da Ennio Morricone.

Caesars 15/02/16 09:22 - 3364 commenti

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Non tra i migliori film di Tarantino ma comunque più che discreto. L'ambientazione western tra le nevi dello Wyoming, però, è solo una cornice qualunque; infatti il film assomiglia più a un giallo alla Agatha Christie che a Sergio Leone. Tarantino si diverte ad alternare ritmi lentissimi a esplosioni della sua solita violenza, così esagerata da essere diventata ormai un marchio di fabbrica. Sicuramente la vicenda si segue con attenzione, ma alcune lungaggini di troppo forse si potevano evitare. Ottimi tutti gli interpreti.

Ryo 15/02/16 19:22 - 2169 commenti

I gusti di Ryo

Non uno dei film migliori di Tarantino, ma si lascia vedere con enorme goduria. A patto però che si "sopporti" la quasi totale mancanza di azione per tutta la prima parte del film. L'ironia, la tensione e il mistero si fan vivi da quando i protagonisti arrivano alla merceria di Minnie. Qui il regista sfoggia tutte le sue caratteristiche: i dialoghi dal ritmo diabolico con tanto di telecamera che gira intorno ai personaggi, sparatorie splatter, mexican standoff multipli, ribaltamenti di prospettiva. Insomma, una tappa obbligata, per gli appassionati.
MEMORABILE: Le teste esplose a colpi di pistola; Il racconto provocatorio del maggiore Warren ai danni del figlio del colonnello; La lettera di Lincoln.

Giapo 17/02/16 08:50 - 242 commenti

I gusti di Giapo

Inizio in sordina, a un ritmo lento scandito da dialoghi prolissi e logorroici. Si arriva a metà senza che sia successo granché, poi all'improvviso il ritmo decolla, i dialoghi si fanno tesi e intensi, l'azione e la violenza dilagano ai limiti dello splatter. Film estremo, non per tutti e non esente da difetti (accorcerei sicuramente la prima parte), ma il virtuosismo registico e recitativo, assieme alla sceneggiatura brillantissima nella seconda parte, lo rendono affascinante e memorabile.

Pumpkh75 18/02/16 18:34 - 1513 commenti

I gusti di Pumpkh75

Mi è piaciuto. Il motivo principale ristagna probabilmente nell’essenza propria di Tarantino (citazioni a profusione, dialoghi geniali, la classe ossequiosa della regia) e, nonostante il tessuto narrativo sembri meno crepitante e più misurato, l’unico filo di Arianna risiede nella tormenta di neve ed è nell’insieme quasi epico che sconnessioni e prolissità trovano la pace. Almeno tre fattori si elevano sopra l’ottima uniformità: le musiche di Morricone, l’intero capitolo cinque e, con mio gaudio e meraviglia, Walton Goggins. Un altro centro.

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Xamini 18/02/16 12:19 - 1123 commenti

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Con i suoi 8 piccoli pistoleri, Tarantino ci dà un assaggio della sua futura ambizione: il suo lavoro sulla tensione si fa più dilatato (e dura inizialmente tutta la prima metà) e la messa in scena dichiaratamente teatrale. Roth ha la parte che era stata scritta su Waltz (e si vede), Jackson mattatore, ma c'è un pelo di spazio per tutti, incluso la "iena" Russell (protagonista nella prima parte). I dialoghi sopra le righe risultano finalmente giustificati dal contesto, ma non hanno l'impatto ilare che sprigionava Pulp Fiction, forse perché, ormai, già sentiti. Personalmente ho preferito la densità di tensione di Bastardi senza gloria e Django Unchained ma resta un bel lavoro.
MEMORABILE: La porta; il finale della prima parte; il finale

Hiroshi976 18/02/16 14:31 - 3 commenti

I gusti di Hiroshi976

La pellicola parte bene, le riprese iniziali lasciano il segno. Purtroppo, però, dopo qualche minuto si sprofonda in una noia mortale. La sceneggiatura è zeppa di inciampi e accadimenti inverosimili. La trama potrebbe essere accattivante, con il senno di poi, ma lo sviluppo effettivo no. Un Tarantino paradossalmente "frettoloso". Con quel cast e con il suo potenziale si doveva fare meglio!

Gugly 20/02/16 22:35 - 1055 commenti

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Prima parte: ho consultato l'orologio due volte; seconda parte: via all'azione e allo splatter condito con il martellante refrain morriconiano mentre cresce la curiosità del whodunit miscelato con le immancabili citazioni (ovviamente Leone ma io ci ho visto anche un pizzico di Fellini) e un Tim Roth che sembra il clone del tedesco illuminato che ho amato molto (forse)... Regia come sempre superlativa, svolte inconsuete (il supplizio di Smithers Jr.) e bellissimi paesaggi. Menzione per la Leigh e il "messicano" Bichir.
MEMORABILE: Il povero O. B, un po' sfigato; La terribile sorte di Smithers Jr. in mezzo a un paesaggio stupendo.

Taxius 19/02/16 14:40 - 1652 commenti

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Dopo un bellissimo prologo ambientato in una carrozza in mezzo alle nevi in cui ci vengono presentati i personaggi principali, la scena si sposta in una baita, dove si svolgerà poi l'intero film. La prima parte è volutamente lenta e ricchissima di dialoghi tanto da rendere l'opera molto teatrale, la seconda è un divertentissimo gioco al massacro. Tarantino torna alle origini con un film molto diverso dagli ultimi e molto più vicino al genere delle Iene, in cui il gioco principale è: "chi è il traditore?" J.J. Leigh è fantastica!
MEMORABILE: La lettera di Lincoln e tutte le scene splatter.

Matalo! 20/02/16 10:54 - 1371 commenti

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Tremo sempre quando esce un film di Tarantino; eppure anche stavolta mi sorprende. Digeriti i cascami postmoderni, rarefatto il linguaggio, il regista fa il film che nessuno si aspetta. Un kammerspiel un po' alla Christie, con tracce di Corbucci e Marchent (Cut-throats-nine) per giocare esulla storia americana in una maniera tutta sua ma più seria di quel che uno si aspetta, se non capisce il regista. Ruba tutto a tutti, stavolta anche a se stesso e fa qualcosa di unico. Personalmente uno dei suoi film più belli, forte di una messinscena accuratissima.
MEMORABILE: La falsa lettera di Lincoln, usata da un afroamericano come escamotage.

Ginestra 22/02/16 12:18 - 53 commenti

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Tarantino gioca con i topi, cioè con i poveri spettatori ignari di quello che li aspetta: 3 ore e qualche minuto interminabili di noiosi ammazzamenti con cervella che schizzano ovunque, denti spaccati e sangue che dopo un po' sembra sempre di più succo di pomodoro misto a riso. Peccato perché il nostro è un vero genio e infatti le inquadrature e certi dialoghi fanno capire che la stoffa c'è. Peccato anche per il povero Morricone: le musiche sono bellissime ma non bastano a salvare il film. Inutile e sprecato.

Didda23 22/02/16 09:50 - 2355 commenti

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Notevole exploit per Tarantino dopo il mediocrissimo Django. La qualità dei dialoghi si assesta sui livelli delle opere migliori (Le iene, Pulp fiction) e la resa visiva è accentuata dal 70 mm ultra panavision. La prima parte sfiora ripetutamente il capolavoro, mentre l'arrivo della locanda - seppur non soffrendo della staticità della monolocation - segna un calo (minimo) in termini di brillantezza. La narrazione fluida (le tre ore e passa manco si avvertono) e le sentite prove attoriali (Jackson un mostro di bravura) ci fanno capire che il prodotto è decisamente sopra la media.
MEMORABILE: L'incontro fra Jackson e Russell; I maltrattamenti alla Leigh; Il personaggio di Goggins; Il caffè.

Mtine 27/02/16 19:20 - 224 commenti

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Dopo una prova opaca, Tarantino si riscatta con questo mastodontico ma memorabile thriller mascherato da western. Sacrificando un po' la componente paesaggistica, il film si concentra su dialoghi scritti perfettamente e mai superflui, che permettono un tratteggio accurato dei personaggi. La vicenda si lascia seguire dalla prima all'ultima scena, con esplosioni improvvise di violenza che tengono sempre alta la concentrazione e divertono. Manca un colpo di coda finale, ma il film è godibilissimo e la soundtrack di Morricone gli calza a pennello.
MEMORABILE: Gli effetti del veleno; Il racconto che Samuel L. Jackson fa a Bruce Dern.

Smoker85 28/02/16 09:24 - 445 commenti

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Tarantino è uno dei pochi autori ad aver un proprio marchio di fabbrica per i suoi prodotti senza però cadere mai in sterili ripetizioni. Rimasto nel genere western (se mai si possa catalogare un suo film in un genere specifico), stavolta il vulcanico regista propone una storia che parte più lentamente rispetto gli ultimi lavori e sembra preferire i dialoghi al sangue (sebbene la violenza sia nell'aria fin dalle prime scene). La pellicola ha anche il merito di rispolverare nomi come Madsen e la Leigh. Jackson da standing ovation.
MEMORABILE: La lettera di Lincoln; L'aneddoto sul figlio del vecchio generale; Il finale.

Enzus79 29/02/16 16:21 - 2302 commenti

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Avrò i paraocchi del fan sfegatato di Quentin Tarantino, ma devo dire che mi trovo dinanzi all'ennesimo capolavoro firmato dall'ex commesso di videoteca. Sorprendente in tutto, con una storia che ti fa pensare a mille finali tranne quello già scritto. Cast ottimo. Musiche di Ennio Morricone sublimi (premiato giustamente con l'Oscar).

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Rofrear 3/03/16 12:40 - 7 commenti

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Quentin Tarantino cita se stesso. Tuttavia era proprio ciò che tutti, fans e non, si aspettavano da lui (ormai da un bel pezzo). Tarantino interrompe il suo seppur bello "cinema d'omaggio" e ritorna tacitamente al "suo" cinema con un western strano; un thriller "psicopatico" di una follia e una puerilità mai banale che offusca, quasi a giustificare, la violenza e il grottesco piantati nella trama, elementi intrinseci dello stile tarantiniano che coinvolge e non dispiace quasi mai.
MEMORABILE: L'intro con la musica di Morricone.

Paulaster 18/03/16 09:50 - 3645 commenti

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Inevitabili paragoni con Django, in cui si respira un clima più intrecciato nei dialoghi e meno protagonismi. Inizio che disegna bene nei particolari l'ambiente ostile e acquista fascino con le musiche di Morricone. Nell'emporio, a parte la tendenza al giallo, manca in toto la magìa dell'epoca e sembra essere troppo compassato; almeno ne beneficia una sceneggiatura chiara e comprensibile. Citazioni e splatter vari che perdono stavolta l'effetto sorpresa. Jason Leigh in linea col genere, Jackson col pilota automatico, altri ruoli impalpabili.
MEMORABILE: La canzoncina della Jason Leigh.

Maxx g 22/04/16 10:26 - 549 commenti

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Dopo Django, Tarantino decide di tornare di nuovo al western concependo un film a dir poco deludente. Verboso fino all'inverosimile e prevedibile, risulta veramente un'occasione sprecata e a poco vale l'impegno degli attori. Lo splatter la fa da padrone, con scene raccapriccianti e francamente insostenibili (su tutte la fellatio della vittima di Samuel L. Jackson, davvero fuori luogo). Lungo e noioso. Si può tranquillamente perdere senza rimorso. Sarebbe stato meglio decisamente cambiar genere. Si salva solo la fotografia.

Minitina80 15/05/16 08:53 - 2742 commenti

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Libero ormai da tempo da qualunque vincolo imposto, Tarantino fa praticamente quello che vuole. Raduna un'ottima compagine di attori su cui imbastisce una mastodontica sequela di battute e tira avanti per quasi tre ore filate. Il meccanismo è costruito con metodo e precisione (sebbene a volte sia difficile non perdersi qualcosa per strada), ma la durata è oggettivamente esagerata visto che si alterna tra due soli ambienti risultando sfiancante. Ambizioso, ma non proprio una passeggiata.
MEMORABILE: L’incipit con il crocifisso coperto dalla neve.

Ultimo 20/05/16 09:56 - 1539 commenti

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L'inizio, con i paesaggi americani innevati e la splendida colonna sonora, fanno intuire che ci troviamo davanti a un gran film. Così è; merito della regia solida di Tarantino e della sceneggiatura con i consueti lampi di follia (a tratti si va nello splatter). Il grosso limite è la durata: tre ore di dialoghi molto intensi che alla lunga appesantiscono, ma un cast di altissimo livello rende il prodotto più che buono. Grande doppiaggio italiano (Ward, Pannofino...). Sottotono il fido Tim Roth, molto bene tutti gli altri.
MEMORABILE: Il discorso del maggiore al generale ("Sai come è morto tuo figlio?").

Jandileida 31/05/16 11:11 - 1399 commenti

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Citarsi addosso: questa è stata la netta sensazione che ho avuto. A metà strada tra Le iene e "Dieci piccoli indiani", alla fine il carissimo Quentin si impantana qua e là in se stesso. Sia chiaro, le tre ore di visione si reggono benino perché c'è tensione, c'è la mano del regista, ci sono attori al solito gestiti benissimo, insomma c'è tutto quello che uno si può aspettare. Anche troppo però: sono infatti poche le sorprese e anche i dialoghi stavolta mi sono parsi un po' più stanchi del solito, nonostante le divagazioni sulla guerra di secessione.

Rocchiola 21/06/16 11:03 - 933 commenti

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Lunghissimo western da camera che senza troppe chiacchere poteva essere tranquillamente dimezzato. Per gli amanti del genere è inutile cercare, in questo estenuante esercizio stilistico, echi di maestri come Ford, Peckinpah, Leone o anche solo del Grande silenzio di Corbucci. E poi cosa serve girare in 70mm se per più dei 2/3 della durata si rimane chiusi in una buia catapecchia poco panoramica? Malgrado l’Oscar anche Morricone si autocita in modo deludente. Insomma, più che dalle parti delle Iene siamo nei pressi di Grindhouse. Cast di lusso.
MEMORABILE: Il macabro crocifisso di legno innevato che apre il film; Gli splendidi paesaggi innevati della prima mezz’ora; Jackson colpito nelle parti intime.

Jena 18/06/16 12:21 - 1379 commenti

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Ottimo, uno dei migliori film di Tarantino. Splendido kammerspiel, con perfetta unità di tempo, di luogo e di azione. La regia di Tarantino è ormai di un perfetto sapore kubrickiano, nella sceneggiatura più che i risvolti narrativi trionfano i divertentissimi dialoghi, come da tradizione. La direzione d'attori è sublime: di Lee Jackson già si sapeva, Kurt Russell ormai è assurto al ruolo di grande attore, ma la vera sorpresa è Goggins. Certo come già detto il cinema di Quentin si nutre solo di cinema. Manierismo? certo! ma di eccellente fattura!
MEMORABILE: Tutti i dialoghi ma in particolare i primi 20 minuti Jackson -Russell; Gli splendidi richiami alla Cosa nel gelo invernale; Il finale horror

Fauno 26/06/16 15:11 - 2077 commenti

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Black Samuel sfodera un'ottima prova, che rasenta quella suprema di Pulp fiction, ma l'ambiente chiuso (anche se solo con chiodi e martello), la lungaggine secolare del film, la colonna sonora pessima, il pressappochismo e la zoticoneria degli altri attori (si salva giusto Goggins) finiscono per tarpare la mente anche a chi vede il film. Gli effetti grandguignoleschi non schifano e non sconvolgono; come ripeto, c'è un unico attore che tiene sulle spalle l'intera baracca con la sua ironia e la sua arguzia... Il film non si salva, ma perlomeno è guardabile.
MEMORABILE: Il racconto della tortura sulla neve; Il sapore del primo caffè; L'indagine sulla credibilità della partenza dei gestori.

Hackett 23/09/16 07:41 - 1830 commenti

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Giallo da camera travestito da western. Ritorno all'impianto teatrale per Tarantino che, tornando agli albori de Le iene, crea un meccanismo perfetto di dialoghi e mimica attoriale, affidando tutta la scena a un manipolo di attori eccellenti, guidati da una sceneggiatura impeccabile, tra crudeltà e ironia. Al solito il regista americano è geniale, non inventa nulla ma rielabora i classici e li confeziona superbamente, lasciando spazio pure allo splatter. Da vedere e rivedere.

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Giùan 7/12/16 07:49 - 3698 commenti

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Cresce in Quentin la contraddizione (forse) insanabile dell'unico autore contemporaneo in grado di rappresentare (come in passato Fellini, Godard Bergman o Ozu) il cinema tout court, pur essendo l'unico tra questi ad alimentarsi di solo metacinema. The h8ful 8 è in tal senso l'ennesimo snodo di un'opera di grande lucidità teorica, costretta a far i conti però in qualche modo con una declinazione pratica "obbligata" a pagare al pubblico un fio grandguignolesco, la cui ludicità sembra talora programmaticamente forzata. Potente, d'un sarcasmo non liberatorio.
MEMORABILE: La costruzione dei personaggi, con menzione al merito per il sorprendente razzista Mannix di Goggins e il saccente boia di Roth.

Vito 24/12/16 09:08 - 687 commenti

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Straordinario western sulla neve by Tarantino. Ambientato interamente in un emporio isolato, è un gioco al massacro tra i vari personaggi, prima psicologico e poi fisico e brutale nel fantastico finale all'insegna dello splatter. Ricco al solito di citazioni, da Ombre rosse al Grande silenzio, ma anche La cosa o La casa. Ottimi gli attori, soprattutto Jackson, Russell, Goggins e il grande Michael Madsen.
MEMORABILE: La lettera di Lincoln.

Yamagong 7/02/17 00:30 - 274 commenti

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Qui Sergio Leone c'entra ben poco. C'entra, invece, il grande cinema narrativo americano (ben enucleato dal comunitarismo dialogico della prima parte). C'entrano i piccoli indiani di Agatha Christie. Ma più in generale sono tutti i meccanismi del genere thriller a essere oliati e messi al servizio della crudele euforia tarantiniana. La iena di Hollywood rallenta il passo, si concede qualche umanitarismo, ma l'essenza del suo cinema (che piaccia o no) resta inalterata. Meritatissimo l'Oscar alla colonna sonora per Ennio Morricone.
MEMORABILE: La resa dei conti dentro l'emporio; Lla lettera di Lincoln.

Lythops 7/02/17 21:35 - 982 commenti

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Gioite, Quentin è tornato col suo genio finalmente non inquinato dai troppo vistosi riferimenti e rivisitazioni dei suoi ultimi film. Il risultato è un'opera curata nei minimi dettagli, con una sceneggiatura che più accurata di così non potrebbe essere. Lo studio dei dettagli e delle inquadrature è da manuale così come lo svilluppo della storia, apparentemente esile, che si dipana in un crescendo e una tensione difficilmente riscontrabile nella produzione di genere non solo western (ma lo è?). Attori perfetti, opera senza sbavature. Un evento.

Parsifal68 8/02/17 09:39 - 607 commenti

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Otto personaggi chiusi in un emporio in mezzo alla bufera. Apparentemente scollegate tra loro, le loro storie sono invece diabolicamente connesse fino all'impensabile rivelazione che porta alla tragica resa dei conti. Tarantino stupisce tutti con un thriller alla Agatha Christie in salsa western e con il giusto mix di emozioni spinte all'eccesso: odio, razzismo, crudeltà, humour e un'abbondante ricorso allo splatter che, a volte, dà la nausea. Tutti gli attori sono eccezionali, tranne Jackson che è monumentale.

Nicola81 13/02/17 21:45 - 2418 commenti

I gusti di Nicola81

Tecnicamente ineccepibile e ottimamente interpretato, ma la lunghezza è ingiustificata, i colpi di scena tutt'altro che imprevedibili e accanto ad alcune esplosioni di violenza che lasciano il segno troviamo anche alcuni scivoloni nel cattivo gusto (soprattutto la descrizione della fellatio, ma anche le morti per avvelenamento). L'Oscar a Morricone non può che farmi piacere, ma le sue colonne sonore memorabili sono altre. Qualcuno ha parlato di omaggio a Sergio Leone e a Il grande Silenzio, ma quei film giocavano in un altro campionato...
MEMORABILE: Il flashback con la strage; Il finale.

Nando 18/02/17 22:51 - 3641 commenti

I gusti di Nando

Una pellicola verbosa ampiamente salvata però dalla voglia del regista, che regala un'ottima realizzazione finale. Inizio folgorante per poi trovare un cast di alto livello (su tutti emergono Jackson e la Jason Liegh). Un film sicuramente ben confezionato e che si apprezza per i suoi dialoghi; poi d'altronde Tarantino lo si conosce quindi... Grazie Ennio.

Almicione 3/09/17 11:28 - 765 commenti

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Tarantino estremizza il suo stile nel suo "ultimo" film perché sa di poterselo permettere e allo stesso modo la violenza (tanto criticata) viene esasperata. Ma qui non si racconta solo una storia: la trama sfocia quasi nel giallo e l'unica ambientazione (un rimando alle Iene), molto suggestiva, finisce però per rivelarsi una trappola in cui anche l'estro tarantiniano non riesce a esprimersi a dovere. Finite le quasi tre ore si resta con il sapore di incompleto, non certo tipico di altri suoi lavori. A ogni modo grandiosi Russell e regia.

Manfrin 6/03/18 15:59 - 353 commenti

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Non mi ha convinto. Magari non sarò un fan di Tarantino ma mi è sembrato troppo lungo, statico per quasi due ore; sin troppo ossessivi i dialoghi sul razzismo e le oscenità del tutto gratuite. Cast impeccabile, certo, ambientazione interessante ma noiosetto, e pure un po' scontato. Girare un film in una stanza? Beh, qui Hitchcock avrebbe qualcosa da insegnare.

Rufus68 2/02/19 22:57 - 3560 commenti

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Il cosiddetto "genio che ama frullare genialmente i generi" si esprime qui nel suo genere più con-geniale: la chiacchiera da bar (o da locanda, in tal caso). E il tutto funziona pure, per circa un'ora; poi annega nella consuete esagerazioni caricaturali, nelle goliardate (il racconto di Jackson), in inutili flashback nonché in uno snodo alla Agatha Christie (il caffè avvelenato, addirittura). Alla fine, come sempre, nonostante la ricca produzione, si stringe poco. Rimangono le chiacchiere.

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Pessoa 29/12/18 10:41 - 2181 commenti

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Tarantino da gran cinefilo mette in scena un thriller dal respiro shakespeariano ambientandolo in un West claustrofobico. Superba interpretazione degli attori (Jackson su tutti), abili nel dare un senso universale a una trama in cui le miserie degli uomini hanno il sopravvento sui buoni sentimenti. L'escalation violenta fino al grand guignol finale potrebbe dare fastidio ai deboli di stomaco ma rappresenta il giusto e inevitabile marchio di fabbrica di un regista in stato di grazia. Miliare!
MEMORABILE: Il finale.

Anthonyvm 10/02/19 22:46 - 3869 commenti

I gusti di Anthonyvm

Azzardato e riuscito giallo di Tarantino, che imbastisce una storia teatrale dove i movimenti sono minimi e i dialoghi affollano circa tre ore di durata. La lentezza è tuttavia ben bilanciata dalla qualità dello script e del cast, nonché dall'atipica ambientazione innevata, tutti elementi che forniscono alla pellicola un carattere unico e perfettamente inquadrato nello stile del regista. Non tutto è perfetto, a volte si esagera coi tempi dilatati, ma la seconda metà è ricca di colpi di scena e di sequenze degne di nota. Vale almeno una visione.
MEMORABILE: Il racconto di Samuel L. Jackson al vecchio circa la sorte di suo figlio; La sanguinosa svolta "gialla"; Le investigazioni a suon di pallottole.

Bubobubo 28/02/19 15:15 - 1690 commenti

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Per lunghi, lunghissimi minuti lo spettatore attende, con (im)pazienza, che accada qualcosa. Si scrutano i cipigli, si scandagliano i locali, si analizzano le interazioni verbali e non verbali, alla ricerca di un indizio, di qualcosa che aiuti a far chiarezza su una situazione. Poi la rivelazione arriva, un elemento alla volta, come nella costruzione di un contrappunto sinfonico: ma è un arrivo in sordina, affogato dai dialoghi, dagli oggetti, dagli stereotipi narrativi. Si torna dunque ad aspettare: invano. Perfetto negativo di Le iene.
MEMORABILE: La ballata strimpellata alla chitarra da Domergue-Leigh, punto di svolta dell'intera storia.

Domino86 18/03/19 12:02 - 600 commenti

I gusti di Domino86

Gran bel film dove la mano di Tarantino anche questa volta dirige egregiamente. Dopo la prima parte, che serve a portare alcuni dei protagonisti nel luogo che fa da perno al film, la pellicola decolla completamente in una serie di scene, dialoghi e anche colpi di scena decisamente degni di Tarantino. Valore aggiunto il saper tenere lo spettatore con gli occhi puntati sullo schermo nonostante il tutto avvenga, per la maggior parte del tempo, all'interno di una sola stanza.

Vice 30/09/19 15:50 - 31 commenti

I gusti di Vice

Uno dei migliori Tarantino di sempre. Dopo la"favola" di Bastardi senza gloria e il deludente Django, Tarantino tira fuori questa chicca dalla narrazione perfettamente cadenzata, capace di dirigere lo spettatore verso il climax del film. Non pesa la durata del film, come la semi-unica ambientazione, grazie a una sceneggiatura e dei dialoghi in grado di dare fisionomia a tutti i personaggi. Si nota una rinnovata capacità del regista di mischiare e valorizzare diversi generi, dal western sino al noir. Bravi tutti gli attori, perfetta la messa in scena.
MEMORABILE: "Domergue ha un segreto"; Jim's Jones at Botany Bay; La lettera di Lincoln; Giustizia e giustizia di frontiera; Lo slang dei personaggi in americano.

Noodles 29/10/19 17:35 - 1477 commenti

I gusti di Noodles

Tra i film di Tarantino è forse quello in cui meno sono rimarcati i caratteri del suo cinema. È un gran film, ma non il migliore. È infatti eccessivamente lungo e in alcuni punti risulta leggermente noioso. I dialoghi sono ottimi ma non al livello di altri film del nostro. Anche il sangue, copioso, è mal distribuito. Interessante invece il flashback a metà e grande il cast, con il solito strepitoso Samuel L. Jackson. Insomma, notevole ma è come se Tarantino non si fosse troppo sforzato.

Lupus73 8/11/19 18:32 - 1217 commenti

I gusti di Lupus73

Miglior film di Tarantino. Uno (spaghetti) western immerso in paesaggi innevati mozzafiato, che pian piano diventa un giallo/thriller; il tutto condito con gli elementi tipici del regista: venature di gore, di humor cinico, cine-citazioni (La cosa?) e un particolare stile narrativo che permette di montare il film in maniera tutt'altro che lineare (ma sempre in modo chiaro). Kurt Russell è impagabile nei panni del bounty killer, senza nulla togliere a Jackson. Girato in analogico e in UltraPanavision. Oscar alle musiche di Morricone.
MEMORABILE: Tutto il viaggio in carrozza e i relativi dialoghi.

Camibella 10/05/20 20:30 - 277 commenti

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Sette uomini e una donna in un emporio isolato in mezzo a una bufera di neve hanno in comune poco, ma piano piano tutto sarà rivelato. L'ambientazione è quella western nel bel mezzo della Guerra Civile americana ma lo scenario assomiglia di più a un giallo alla Agata Christie, ben congegnato seppur pregno di una rudezza fuori dal comune. Odio, razzismo e cattivi sentimenti, oltre che uno spargimento eccessivo di sangue, ne fanno un film deliziosamente fastidioso. Unico piccolo difetto: lunghetto.

Magi94 24/05/20 22:03 - 823 commenti

I gusti di Magi94

Poteva essere un capolavoro: ambientazione e fotografia meravigliose fin dal bellissimo incipit, uno dei pochi punti in cui sono sfruttate le belle musiche di Morricone; personaggi e intreccio "giallo" che meritano di entrare nella storia del cinema. Eppure, molte cose non funzionano: Tarantino allunga a dismisura la prima parte senza un vero perché per poi far scoppiare il pulp in un contesto totalmente gratuito (ruffianeria verso i fan?). Anche il dipanarsi della sceneggiatura e la soluzione del mistero potevano essere molto meglio. Peccato.
MEMORABILE: I personaggi nella locanda.

Reeves 18/11/20 09:42 - 1041 commenti

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A rivederlo sembra ancora piu interessante della prima volta. Tarantino finge di dare al film una struttura teatrale, con la quasi unità di tempo e di spazio, ma poi va avanti e indietro con il tempo e nello spazio sfonda piu volte la quarta parete. A questo uniamo una interpretazione sontuosa e dei dialoghi al tempo stesso pulp e mai banali e ci rendiamo conto che è un film unico. Così come unico è il fiocco di neve che la protagonista afferra con la lingua.

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Magerehein 16/02/22 21:55 - 255 commenti

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Valido film che, per certi aspetti, ricorda La cosa; atmosfera nevosa, tante persone rinchiuse assieme senza via di fuga e qualcuno "sbagliato" in mezzo a loro. Come da tradizione tarantiniana i dialoghi sono sagaci al punto giusto e lo splatter (talvolta esagerato) non manca. Ogni attore è ben calato nella parte (menzione per la coppia Russell/Jackson, tra l'altro ottimamente doppiati) e la notevole lunghezza non si fa sentire. Buona la colonna sonora. Unico neo, e non di poco conto, la voce fuori campo; a che pro svelare quello che sarebbe stato un notevole colpo di scena?
MEMORABILE: Jackson racconta al vecchio generale di come gli uccise il figlio; "Niente cani e messicani".

Giufox 22/03/22 08:37 - 295 commenti

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Più che un omaggio all'amato genere western, un remake del suo grande successo, spogliato di umanità e affogato tra sangue, denti marci e neve. La bravura nel dirigere un cast di prim'ordine è inversamente proporzionale alla capacità di approfondirne i personaggi attraverso un sotto-testo che vada oltre la macelleria gratuita della quale (forse) anche i fan più accaniti dovrebbero essere stanchi. E l'incomprensione lascia spazio alla disillusione, se ogni opera deve convergere verso un culto della violenza che ha perso il lato sornione e liberatorio degli esordi.
MEMORABILE: Morricone oltre il film.

Michdasv 10/04/22 11:43 - 87 commenti

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Grande cinema, con piccoli errori che si potevano rimediare. Il passeggero raccattato per strada è da Ombre rosse. il Narratore (Quentin) che spiega al pubblico un dettaglio che si poteva mostrare... bah. Bellissimi paesaggi, emporio, letto, poi "diventa" un caso da "camera chiusa" con Ellery Queen e dieci piccoli indiani (a proposito, come mai non ci sono nativi?) e talmente tanto sangue da dissanguare tutti. Come mai nessuno riconosce famosi fuorilegge? Veramente lungo: avremmo goduto di più con venti minuti di meno.
MEMORABILE: Caramelle sul pavimento, e allora?; La lettera di Lincoln; Nessuno è buono; Contare le pallottole; Caffè cattivo; La porta.

Gottardi 10/05/22 16:21 - 285 commenti

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Alla fine della guerra civile americana, durante una tempesta di neve sulle montagne del Wyoming, due cacciatori di taglie (uno con prigioniera al seguito) sono costretti a rifugiarsi in un emporio isolato dove si radunano altre sei persone. Impianto teatrale con unità di luogo per un classico film di Tarantino, ossia avvincente, serrato, umoristicamente splatter, con personaggi roboanti a tutto tondo offerti da interpreti sopraffini, e dialoghi ficcanti. La lezione del maestro Leone è portata all’estremo, non ci sono buoni ma solo brutti e cattivi.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Fauno • 8/02/17 21:43
    Compilatore d’emergenza - 2639 interventi
    Sarà anche congeniale alle immagini, ci può benissimo stare il parallelismo con La cosa, ma sulla qualità mi dispiace ma sono agli antipodi come pensiero...
  • Musiche Capannelle • 1/11/17 23:41
    Scrivano - 2849 interventi
    Io mi pongo tra quelli che non hanno apprezzato più di tanto Morricone, sia in questo film (visto 2 volte) che ne La cosa.
    Contento per l'Oscar ma considerando che il "risarcimento" alla carriera glielo avevano già dato insomma forse si poteva premiare Sicario o Carol.
    Non l'ho trovato nemmeno funzionale alle scene ma rispetto il parere di chi ha dato questa interpretazione.
  • Discussione Kanon • 11/11/17 00:14
    Fotocopista - 823 interventi
    Ho visto il film. Ho letto la recensione de "l'inkiesta" linkata durante la discussione e devo dire che è imbarazzante : pare proprio scritta da quegli hipster osannatori a priori. Cosa c'entra poi denigrare un regista per adularne un altro ? Roba da bambini.
  • Discussione Fauno • 11/11/17 00:34
    Compilatore d’emergenza - 2639 interventi
    L'ho letto anch'io e grazie per l'intervento, Kanon. Sulla differenza fra genio e brillante sono perfettamente d'accordo, ma tutto quel panegirico su Tarantino è fuori luogo, in quanto proprio perché è imprevedibile ha avuto colpi di genio stratosferici ma fatto anche magre pazzesche e scandalose.

    E tirar fuori all'ultima riga un regista che per fortuna non c'entra un beneamato c..zo di niente è l'ennesima arroganza di dare dei mentecatti a chi la pensa diversamente, e fa lo stesso effetto di certi politici che danno dei populisti a chi, con coraggio, mette a nudo certe problematiche sociali.
  • Homevideo Rocchiola • 16/04/19 15:21
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Da noi in bluray marchiato 01/RAI. Un prodotto praticamente perfetto con video eccezionale che rispetta il formato superpanoramico in 70 mm con un rapporto in 16:9 di 2.75. Unica nota negativa i dialoghi molto bassi nell'audio italiano DTS-HD 5.1.
  • Discussione Lodger • 20/10/21 15:19
    Magazziniere - 1505 interventi
    CURIOSITÀ:
    Durante le riprese del film, Kurt Russell fece a pezzi una rara e antichissima chitarra Martin dell'800 pensando fosse una replica.
    Qui la scena:
    https://www.youtube.com/watch?v=fbp3Pj-ALqU
    Ultima modifica: 20/10/21 15:20 da Lodger
  • Discussione Zender • 20/10/21 17:24
    Pianificazione e progetti - 45838 interventi
    Fonte della notizia?
  • Discussione Michdasv • 10/04/22 14:14
    Galoppino - 225 interventi
    Categoria "Film Natalizi".
    Domanda: considerato che uno dei personaggi dichiara che vuol raggiungere la madre per Natale;
    tenendo conto che nevica tutto il tempo;
    e basandosi sul fatto che il pianista suona "Silent Night" che era già un successo fin dal 1816,
    (tacendo sulle caramelle di menta bianche e verdi, e sulle altre caramelle rosse) 
    possiamo considerare questo film un film Natalizio?

    ulteriore domanda, solo per fan tarantiniani: è questo l'unico film in cui il Quentin indulge nel natalizio? 
  • Musiche Michdasv • 10/04/22 14:18
    Galoppino - 225 interventi
    il motivetto prima improvvisato e poi pienamente suonato dal pianista è "Silent Night" (Stille Nacht in tedesco, Astro del Ciel in italiano) e potrebbe persino anche aver attinenza "prosodica" con il progetto di alcuni personaggi di far trascorrere la notte in silenzio sotto la coltre di neve (e invece...) e dormire in una pace paradisiaca (e invece...)

    Tecnicamente non è un anacronismo perché il brano è noto fin dal 1816, anche se non è facile stabilire se fosse conosciuto anche a un personaggio dell'origine etnica di Bob.


  • Discussione Zender • 11/04/22 08:48
    Pianificazione e progetti - 45838 interventi
    Non so a cosa serva catalogarlo come film natalizio sinceramente... Cosa che dubito mai nessuno farà visto che altrimenti bisognerebbe farlo per tutti i film che citano il Natale...