Nodo alla gola

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Rope
Anno: 1948
Genere: thriller (colore)
Note: Aka "Cocktail per un cadavere".
Numero commenti presenti: 60
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

ROPE è uno dei film formalmente più innovativi e sperimentali. Girato interamente all'interno di tre sole stanze (se si esclude la panoramica che fa da sfondo ai titoli di testa), rispetta rigorosamente l’unità di tempo e sembra di fatto un unico, lunghissimo piano sequenza. Gli stacchi percettibili sono non più di un paio (quelli reali un po’ di più), a conferma di un lavoro certosino. Al di là dell’audacia formale del progetto, comunque, il film resta godibile dall'inizio alla fine, coinvolgente e teso come solo Hitchcock sa fare, grazie anche a un James Stewart perfetto come sempre, misurato ma incisivo. L'omosessualità dei due giovani assassini, benché riportata da tutti i critici, è latente ma meno palese di quanto non si...Leggi tutto creda e la dinamica dell'omicidio non è spiegata come necessiterebbe. Resta il duello verbale tra l'autore del delitto e l'investigatore improvvisato (Stewart), il costante clima di sfida che oppone l'allievo all'ex maestro: l'omicidio può essere giustificato dall'intelligenza superiore di chi è in grado di nascondere tanto bene il suo gesto da renderlo agli occhi di tutti inspiegabile. Superomismo puro, insomma. Un rapporto così stretto e di sfida tra killer e investigatore, derivato se si vuole dall’Edgar Allan Poe de “Il cuore rivelatore” o “Il gatto nero”, sarà poi la base di molti telefilm a sfondo poliziesco (primo fra tutti il Colombo di Peter Falk). Teatrale quanto si vuole, ma efficace più di un moderno action movie, ROPE resta un capitolo unico nella favolosa filmografia di Hitchcock, un gioiello di semplicità così come lo sarà sei anni dopo DELITTO PERFETTO: tutti i capolavori di un regista che ha saputo elevare il poliziesco classico a livelli impensabili, caricandolo di un'intensità difficilmente eguagliabile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Zender 9/02/17 20:29 - 277 commenti

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Sfida d'intelligenza in un teso giallo da camera, un gioco a tre col morto in cassapanca. L'allievo killer è sicuro di sé e strafottente ma il maestro, invitato alla sadica cena, è un James Stewart di memorabile sottigliezza che bracca lui e il suo fragile complice pur mostrando umanamente la titubanza di chi può solo congetturare. Dietro ogni dialogo calma olimpica o malcelata preoccupazione da una parte, gravi e crescenti sospetti dall'altra. Hitch distilla tocchi di magnifica sapienza registica incastonati in un unico piano sequenza, unendo la tecnica (col trucco) al pathos.

B. Legnani 27/04/07 00:25 - 4688 commenti

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Il peggior Hitchcock che io conosca. Al di là degli originali tagli censori tricolori che forse travagliano ancora l'edizione che passa per televisione (e che nascondono la vicenda omosessuale), l'unità di tempo, di luogo e di azione sarà pure un bellissimo esercizio di stile, ma nel mio caso ha finito col non avvincere (e manco ha funzionato nel tenermi desta l'attenzione). Noioso e gratuito.

Lovejoy 1/01/08 17:06 - 1824 commenti

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All'epoca il film rappresentò per Hitchcock e per chi ci lavorò un'affascinante sfida: girare tutto il film in un unico piano sequenza. E la sfida si può dire vinta. Basandosi su una storia vera, Hitchcock filma la storia all'interno di tre stanze, con i personaggi al centro della vicenda molto interessanti (soprattutto i due assassini e il professore). Splendido il lavoro effettuato sul cast. In particolare belle le prove di Dall, Granger e del sempre eccellente Stewart. Da riscoprire.

Homesick 9/01/08 17:46 - 5737 commenti

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Conosciuto anche con l’appropriato titolo alternativo “Cocktail per un cadavere”, è uno dei più significativi esempi di film girati rispettando l’unità di tempo, luogo ed azione, costruito attraverso una successione di lunghi piani sequenza abilmente raccordati insieme. La tensione è crescente e raggiunge il clou nello scontro finale tra Stewart, ombroso ed acutissimo, e la coppia di studenti assassini fautori dell’omicidio come “atto puro”… Teatrale e virtuosistico.

Caesars 5/03/08 09:20 - 2673 commenti

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Molto interessante soprattutto per l'aspetto tecnico. Infatti decisamente originale è l'idea di girare tutto il film in un unico (apparente, ma per motivi tecnici irrealizzabile) piano sequenza. Dal punto di vista della trama, invece, la pellicola è godibile, ma non particolarmente innovativa. Sicuramente può vantare buone interpretazioni che contribuiscono a tener desta l'attenzione dello spettatore. Riassumendo: un buon film, interessante per la tecnica realizzativa, ma non un capolavoro.

Deepred89 18/03/08 19:38 - 3268 commenti

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Bel film di Hitchcock. Girato in un unico piano sequenza (anche se solo apparentemente, dato che sono presenti sette stacchi poco visibili), un thriller semplice e lineare ma intrigante, ben interpretato e diretto con classe. Non tra i migliori del regista, ma comunque degno di nota.

Ciavazzaro 20/04/08 14:13 - 4758 commenti

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Impeccabile ed estremamente innovativo grazie alla particolarità del girato (quasi un unico piano sequenza in tre stanze) che dà all'ambiente una certa claustrofobicità. Hitch come al solito gioca con la censura mettendo un sottofondo omosessuale. Convincenti gli attori a partire da Stewart (ma anche la diabolica coppia Granger e Dall). Piccolo capolavoro.

Ghostship 8/06/08 13:48 - 394 commenti

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Una sfida tecnica vinta incredibilmente: girare un intero film in un unico ambiente, non montarlo (salvo zoommare nella schiena dei personaggi giusto per sostituire il rullo di pellicola finito), in un crescendo di tensione che utilizza la teatralità del tutto come mezzo per crescere in maniera esponenziale fino al finale. Le interpretazioni, poi, sono tutte riuscitissime grazie ad una sapiente direzione degli attori.

Pigro 11/06/08 10:04 - 7730 commenti

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Due studenti uccidono un terzo per dimostrare la loro superiorità superomistica. La forza del film sta nella claustrofobia concettuale degli assassini, simboleggiata da uno pseudo-piano sequenza che costringe lo sguardo dello spettatore a girare sempre attorno al nascondiglio del cadavere. Gli studenti vivono in un mondo a parte che non viene toccato dalla realtà, lasciata fuori dalla finestra ben chiusa. In sé la storia è prevedibile, ma qui Hitchcock porta il thriller su un piano filosofico di altissima tensione ideologica. Grandioso.

Hackett 12/06/08 16:10 - 1721 commenti

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Bellissimo film "da camera" in cui il regista si diverte ancora una volta a giocare con lo spettatore. Sappiamo dall'inizio chi è l'assassino; è solo questione di tempo perché lo sappiano anche gli altri personaggi del film, soprattutto un bravissimo James Stewart. La vicenda si svolge tutta nella stessa stanza, ma il ritmo e la tensione sono così alte che la cosa non si nota nemmeno. Uno dei migliori di Hitch.

Giapo 27/01/09 12:01 - 232 commenti

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Nonostante le limitazioni spazio-temporali tipiche di un palcoscenico di teatro, Hitchcock riesce a creare dramma e suspence grazie a sapienti movimenti della cinepresa. La ferrea sceneggiatura e la bravura degli attori fanno il resto. Ne nasce un esperimento riuscitissimo, dove emerge tutta la genialità inventiva di Hitchcock. In lingua originale è un altro film: il doppiaggio italiano stempera i toni del testo originale, il cui esplicito riferimento al mito nietzschiano del superuomo dà un connotato più profondo e inquietante all'opera.
MEMORABILE: Assolutamente da rivedere in lingua originale il monologo finale di James Stewart.

Daniela 26/02/09 14:53 - 9210 commenti

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Tour de force tecnico a parte, un perfetto esempio di "cinema da camera". Il delitto avviene subito, per un motivo ignoto ma secondario rispetto all'ebbrezza dell'atto in sé. Il resto è una sfida intellettuale fra Brandon, il fragile Philip ed il loro ex professore Rupert Cadell, nella quale i singoli oggetti acquistano valenze multiple, come la cassapanca/bara/tavola o il cappio/reggilibri/indizio. Sono gli oggetti (cappello, portasigarette, pistola) che consentono a Cadell di portare alla luce l'oggetto-corpo occultato. Capolavoro.
MEMORABILE: L'inquadratura totalmente nera quando Stewart solleva il coperchio della cassapanca.

Undying 12/04/09 03:07 - 3841 commenti

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I due protagonisti del film sono diversi. Non solo, e non soltanto, perché omosessuali. Sì, vivono insieme in una casa di gusto raffinato. Ma in comune, sul piano della perversione, oltre alla devianza sessuale hanno un delitto: compiuto ai danni dell'amico David Kentley (Dick Hogan) per il semplice gusto di compiere un "omicidio perfetto". Occultano il cadavere in una cassapanca e sfidano il destino, invitando genitori e fidanzata della vittima. Insolita prova di regia, limitatissima nello spazio (e nel tempo), che si avvale di una regia, all'opposto, dinamica e mai interrompibile. Unico.

Rickblaine 29/07/09 09:33 - 635 commenti

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Inizia con un delitto e si sviluppa una storia tutta all'interno di un appartamento. Gli invitati ad una cerimonia hanno qualche sospetto sul comportamento dei due giovani proprietari. Sadico e cinico, con una trama interessante che lega i discorsi alla logica della storia. James Stewart è a dir poco straordinario. Hitchcook regala ancora un'opera degna di esser vista e apprezzata.
MEMORABILE: L'inquadratura finale è grandiosa.

Enzus79 29/07/09 09:48 - 1757 commenti

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Tutto in una sera: dall'assassinio alla risoluzione del caso. Il genio di Hitchcock è questo. Il film si svolge tutto in un appartamento e l'esterno non ci viene mai fatto vedere (eccetto l'inizio con la sigla). Gli attori sono tutti bravi, ed è forse l'unica volta in cui ho visto il grande James Stewart "giocarsela" alla pari con un altro attore (il bravissimo John Dall). Splendido.

Brainiac 12/08/09 06:18 - 1082 commenti

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Che capolavoro! Il film funziona su due livelli: uno prettamente tecnico (ci si chiede continuamente cosa Hitchcock potrà inventarsi per dare dinamicità al suo "esperimento") e l'altro squisitamente narrativo (ci si chiede ripetutamente cosa i due ragazzi escogiteranno per non essere scoperti). Qualcuno disse che Dio è nei particolari e "Nodo alla gola" è un tripudio di finezze stilistiche e psicologiche: dalla porta a molla che per un fotogramma mostra John Dall che ripone la corda alle movenze di James Stewart che sezionano il set. Un film perfetto.
MEMORABILE: La ragazza esclama: "Il mio attore preferito è Ray Milland", mentre alle sue spalle Stewart, che era molto somigliante allo stesso Milland, la guarda.

Giacomovie 11/02/10 00:25 - 1341 commenti

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Non è solo il perfetto uso della tecnica del piano sequenza come unico "moto perpetuo" a rendere il primo film a colori di Hitchcock un cult. Il meccanismo di costruzione della tensione è particolare in quanto basato sulla sola incisività dei dialoghi (e su qualche allarmante silenzio rivelatore). Gli attori sono tutti ottimi interpreti di una sceneggiatura sintetica ma completa, con una recitazione nevrotica ed incalzante. E Sir Alfred, stratega della macchina da presa, mostra già particolare attenzione ad ogni dettaglio scenico. ***!

Belfagor 12/12/09 09:57 - 2621 commenti

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Una rilevante prova registica superata in pieno dal Maestro del Brivido: ridurre al minimo l'impostazione scenica per concentrarsi sul sottile gioco fra i personaggi, ben caratterizzati, con i loro tic, le loro abitudini, i loro segreti. Allo spettatore sembra quasi di far parte dell'ambientazione. Bravissimi gli attori, sia il trio di protagonisti che il resto degli invitati. Da vedere in lingua originale per apprezzare al meglio tutte le sue sfumature.
MEMORABILE: "Queste mani vi condurranno alla celebrità".

Galbo 15/12/09 05:58 - 11343 commenti

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Piccola lezione di cinema del maestro Alfred Hitchcock che, sebbene non realizzi il migliore film della sua filmografia, regala una pellicola tecnicamente all'avanguardia grazie al brillante uso del piano sequenza in un'opera tutta realizzata in interni e di chiara derivazione teatrale. La tensione sapientamente costruita e la brillante interpretazione del cast sono i fondamentali di questo film che ad ogni visione mostra nuovi particolari.

Ford 11/11/10 12:37 - 582 commenti

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C'è una storia che funziona, una tecnica spaventosa, dialoghi acrobatici, un colore mai visto, un pizzico di velata omosessualità e degli attori sopraffini; sì, questo Hitchcock è un capolavoro: perfetto, originale e studiato nei minimi dettagli. Si è avvinti dal genio di un (fittizio) piano sequenza che ha più dettagli e movimento di tanti film accuratamente montati e allo spettatore non pesa certo il non uscire da quella casa per tutta la durata del film.

Harrys 26/03/10 23:26 - 681 commenti

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Anche se Life-boat sorprese, ad Hitchcock non bastò: voleva realizzare un film che ricalcasse appieno le tre unità aristoteliche. In un'epoca in cui la tecnica del piano sequenza era un concetto inimmaginabile (tant'è che gran parte della critica non si accorse di questa fondamentale peculiarità del film) e il digitale (l'unico modo per girare "ad infinitum", Sokurov docet) era una tecnologia altrettanto fantasiosa, Hitchcock vinse questa nuova sfida. Tecnicamente (e "logisticamente") mostruoso. Sceneggiato sontuosamente. Finale da brivido. Voto massimo.

Lucius 3/04/10 21:46 - 2819 commenti

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Un film intenso ed immenso, girato in pochi metri quadrati con uno stile unico dal grande maestro della suspence. Ci si perde tra le carrellate della macchina da presa e nei meandri di una sceneggiatura in stile cubo di Rubik. Attori di altissimo livello concentrati e presissimi dai loro rispettivi personaggi. Indimenticabili i dieci piani sequenza fra loro collegati. Grande humour nero.

Pinhead80 20/04/10 00:01 - 3889 commenti

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Difficilmente si poteva fare di meglio. Tutto il film viene girato tra sala da pranzo e soggiorno, utilizzando una telecamera che rimane incollata ai protagonisti da vano a vano. Si sa già tutto dalle prime sequenze, eppure Hitchcock riesce a mantenere altissima la suspance per poco più di un'ora. Personaggi azzeccati, trama essenziale e quindi per una storia del genere perfetta. Ogni sequenza è curata in maniera eccellente.
MEMORABILE: La sequenza dei libri legati con la corda usata per l'omicidio.

Saintgifts 23/05/10 01:10 - 4098 commenti

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Pur essendo girato con cura e grande tecnica, interpretato con bravura da attori scelti bene, il film non riesce a coinvolgere più di tanto. Si ha subito l'impressione che i due assassini, nonostante si dicano il contrario, muoiano dalla voglia di farsi scoprire. Più che il giallo indagato sono interessanti le disquisizioni filosofiche tra gli assassini e James Stewart: forse il film mira più a dimostrare come diverse interpretazioni di teorie etiche possano portare a drammatiche conclusioni. Perché Stewart spara invece di telefonare?
MEMORABILE: Gli ospiti, non inquadrati, stanno chiaccherando, mentre la domestica sta sparecchiando la cassapanca, in primo piano, per poi riporvi i libri.

Rambo90 3/01/11 21:19 - 6317 commenti

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Capolavoro di Hitchcock che riesce a innestare tanta tensione senza mai staccare la presa, registrando tutto di seguito come in una commedia teatrale. Grandissimo gioco di dialoghi e di recitazione con un James Stewart ai suoi massimi livelli. Anche il resto del cast è di primo ordine, soprattutto Dall e Granger, perfetti nella parte di squilibrati dall'apparenza più che normale. Forse un po' povero nella colonna sonora, ma indubbiamente un capolavoro.

Olotiv 26/11/10 13:24 - 19 commenti

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Un capolavoro di forma e tecnica, ma anche di contenuto, con lo straordinario gioco al "gatto e topo" tra il machiavellico (definizione sua!) Brandon e l'ex insegnante Rupert. Il film è costellato di momenti memorabili per lo spettatore, che sa come sono andate le cose, a differenza degli ignari invitati e può gustarsi le perfidie di Brandon, o le esitazioni di Phillip. Da vedere e rivedere, per apprezzare tutti i particolari.
MEMORABILE: Rupert a Brandon e Phillip: "Tutto pronto! Tutto, eccetto un ospite di cui vi dovete liberare...". Ma chi è l'ospite non gradito: lui o David?

Mdmaster 27/12/10 23:52 - 802 commenti

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Notevole prova pseudoteatrale di sir Alfred che serve allo spettatore una festa per un omicidio "perfetto" (di nuovo il rapporto malato con il cibo, già visto in Notorious per esempio), due protagonisti bravi e uno Stewart abbastanza sprecato in un ruolo poco adatto. Rispetto agli altri del maestro è abbastanza freddo, peccando di coinvolgimento; la tensione monta solo attraverso la faccia distrutta di Philip. Eccelle però in tecnica: piano sequenza essenziale e sempre innovativo per l'epoca. Non obbligatorio, ma una visione piacevole.
MEMORABILE: I due candelabri che preludono al banchetto sulla tomba del morto.

Cotola 13/03/11 01:51 - 7456 commenti

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Celeberrimo film hitchcockiano in cui il maestro inglese riesce in un'impresa che per molti altri sarebbe stata assolutamente proibitiva: rendere interessante ed avvincente una pellicola girata in un'unica stanza. L'esame è superato a pieni voti tanto che ritmo e tensione non vengono mai meno. Mirabolante la regia che consiste in un unico piano di sequenza (naturalmente però l'effetto è reso tale dal montaggio). Ottima prova del duo Dall-Granger e, cosa che non stupisce affatto, di James Stewart.

Myvincent 29/06/11 07:51 - 2522 commenti

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Undici piani-sequenza di indimenticabili e brillanti dialoghi fanno di questo film ad impianto teatrale (la fonte è infatti una pièce) un gioiello della cinematografia di tutti tempi, senza alcun dubbio. La censura si avverte nel doppiaggio in italiano, dove si insiste sulla casualità del delitto, mentre chiara è la premeditazione (vedi i guanti usati dagli assassini) con cui viene consumato, unicamente per motivi "estetici" e quindi gratuitamente. Ispirato ad un avvenimento di cronaca nera reale.

Luchi78 11/11/11 12:30 - 1521 commenti

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Eccellente la tecnica, meno incisiva la sceneggiatura. James Stewart entra nella casa come se già avesse sentore che qualcosa è successo, interpretando per tutto il film il ruolo di investigatore "volontario" con l'unico intento di stanare i due assassini. Questi poi assumono dei ruoli piuttosto stereotipati con l'unica variante, praticamente impercettibile, della loro omosessualità. Inoltre in italiano il film perde molto vigore. Apprezzato il virtuosismo tecnico dei lunghi piani sequenza.

Mota 17/01/12 01:24 - 59 commenti

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La vicenda si svolge nell'arco di una giornata unicamente in un appartamento di cui vediamo l'ingresso, la cucina, la sala da pranzo e il soggiorno dal quale, grazie ad un'ampia vetrata possiamo scorgere il profilo di New York. Le buone interpretazioni e i dialoghi, lunghi ma non per questo noiosi, ne fanno un film scorrevole e avvincente.

Gaussiana 14/05/12 22:25 - 121 commenti

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Nel giudicare questo film è molto difficile tenersi lontani dalla scelta stilistica del regista. Girare un film tutto in un appartamento cercando di far corrispondere il tempo narrato al tempo reale della pellicola è impresa ardua che Hitchcock affronta con indubbia maestria (unica pecca i passaggi dietro la giacca di Brandon). Certo il film subisce un po' simili restrizioni e finisce per diventare, più che noioso, un po' monotono e piatto; questo solo per dire che non lo considero uno dei suoi film migliori, ma è comunque un mezzo capolavoro.

Graf 31/05/12 00:41 - 684 commenti

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Film fondamentale di Hitchcock. Come coniugare la scrittura cinematografica con la sensibilità teatrale nella costruzione della spazio filmico. Hitchcock, in questo incalzante dramma morale con venature noir, conserva rigorosamente l’unita di luogo, tempo e azione come la messinscena teatrale richiede ma, con un sinuoso e morbido percorso della macchina da presa dentro la scena, cambia, con la tecnica del montaggio interno, continuamente campo visivo e punto di vista, come sintassi cinematografica pretende. Cinema e teatro, Cristianesimo contro Nietzsche.
MEMORABILE: Ottimo concerto coreografico degli attori attenti a fare i passi e i gesti giusti senza sbagliare (se no tutta la bobina della pellicola era da buttare)...

Mickes2 25/12/12 21:02 - 1668 commenti

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Straordinario esperimento interamente strutturato su avvolgenti piano sequenza ben mascherati; e fulgido esempio di istant movie che ripercorre pedissequamente le tappe di una giornata “indimenticabile”. La sufficienza e la spietata supponenza di certa società, l’avvicendarsi delle psicologie, le frasi apparentemente inutili, gli indizi che nascono dal passato, arrovellate su un’intelaiatura a orologeria efficacemente ideologica e alienata, dove il senso del macabro e della follia aumentano esponenzialmente col passare dei minuti. Folgorante.

Jdelarge 24/03/13 23:51 - 847 commenti

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Elegante e diabolico, il "Nodo alla gola" di Hitchcock è una perla cinematografica. Ottima la regia, che come al solito regala suspense in abbondanza, perfette la sceneggiatura e la scenografia. Il film ruota attorno a un delitto, dal quale si sviluppa una storia incentrata su un duello intellettuale, ricco di spunti filosofici, che vede protagonisti Brandon e Phillip, opposti al loro ex professore Rupert. Il modo in cui Hitchcock mette a nudo la psicologia dei personaggi è esemplare. James Stewart e John Dall sono fantastici. Film sublime.
MEMORABILE: L'inquadratura prolungata sulla cassapanca.

Didda23 20/06/13 23:41 - 2282 commenti

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Francamente me ne infischio della scommessa vinta sulla celebre costruzione in piano sequenza, poiché la sceneggiatura monocorde e poco ispirata offre perlopiù dialoghi stucchevoli degni dei migliori annoiati borghesi movie. La noia inonda il girato e nemmeno il " palpitante" finale "rivelatore" risveglia dal torpore. Sopravvalutato oltremodo, sarà surclassato vent'anni dopo dal meraviglioso Festa per il compleanno del caro amico Harold, quello si un raro esempio di opera da camera. Il sottotesto gay non è così evidente come si sente dire in giro.

Il Dandi 18/07/13 17:49 - 1745 commenti

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Unico: l'idea del piano-sequenza (quasi) ininterrotto (cult i momenti bui, come la schiena di un personaggio che impalla la mdp, per la necessità di raccordare la durata delle bobine) riesce a realizzare la rappresentazione più teatrale e insieme la più cinematografica possibile. Ciò non deve far pensare che sia solo un esercizio di stile senz'anima: il superomismo gratuito della coppia di assassini è molto più efficace dell'antiquata etica psicanalitica di altri capolavori del maestro, a mio avviso spesso inferiori a questo.
MEMORABILE: L'espressione di James Stewart quando legge le iniziali della vittima all'interno del cappello.

Modo 3/08/13 23:55 - 820 commenti

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Pellicola virtuosistica di Hitchcock dove se non fosse stato per la durata delle bobine, invece di otto piani sequenza ne avremmo visto probabilmente solo uno. Ma è interessante anche vedere i momenti degli "stacchi", alcuni perfettamente riusciti. Film sicuramente avvincente ma, vista anche l'età, decisamente lento. Ci si catapulta dentro l'azione sapendo che gli invitati ignorano il delitto. Dialoghi sempre ben costruiti anche se a volte un po' forzati. Direi notevole, ma non dei migliori.

Von Leppe 3/12/13 19:49 - 1018 commenti

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Girato interamente in un appartamento munito di un grosso lucernario (quasi un precursore della Finestra sul cortile) che funziona da orologio, sopperendo così alla staticità della location dando l'idea del passare del tempo e creando una suggestiva atmosfera per una vicenda thriller interessante. Notevoli le prove degli attori, impegnati a recitare in vari piani sequenza (su tutte l'interpretazione di James Stewart). Buon film, ma forse non pienamente riuscito.

Lythops 12/02/14 21:52 - 972 commenti

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Ottimo esercizio di stile, lezione di cinema di cui prendere atto ma che, a parte l'ammirazione per la cura assoluta e maniacale dell'uso della macchina da presa, senza contare l'impiego del cyclorama per simulare la città che si trasforma col passare delle ore, semplicemente annoia. James Stewart troppo intento a fare il professore buono e riflessivo non cambia espressione e sguardo nemmeno quando s'incazza e si può dire che tutti i protagonisti, eccetto la governante e il padre di David, sono assolutamente vuoti e irritanti.
MEMORABILE: Il cassone "sparecchiato" dalla governante.

Almicione 17/09/14 21:31 - 765 commenti

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Hitchcock sforna un capolavoro girato tutto in una stanza (come sarà, ancora meglio, per Delitto perfetto e La finestra sul cortile). Anche qui il tema centrale è l'omicidio o, meglio, l'occultamento di un cadavere che aveva varie relazioni con i personaggi del film, i quali si aggirano nella stessa stanza dove si trova il defunto. Tutto è perfetto, dall'eccezionale cast (Stewart ineguagliabile) alla suspense continua (i due killer tesi), alla regia perfetta e originale con la pseudo-unica inquadratura. Straordinario.
MEMORABILE: L'entrata in scena di James Stewart e praticamente ogni suo gesto, ogni sua parola, ogni sua espressione facciale.

Ultimo 22/10/14 18:09 - 1348 commenti

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Per essere un thriller di fine anni 40 sfiora il capolavoro. Hitchcock gira la pellicola per intero nel salotto di un appartamento in cui viene commesso un omicidio. Pochi personaggi, ma dialoghi eleganti e colti, regia perfetta senza un minimo stacco e finale degno di una trama semplice semplice ma costruita alla perfezione dal maestro del brivido.

Fulcanelli 15/08/15 20:25 - 100 commenti

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Un grande film purtroppo non privo di difetti, come il riadattamento delle battute nel doppiaggio italiano nel prologo che snatura i veri motivi dell'omicidio (non è colpa di Hitchcock ma è l'edizione italiana, che commento) e la lentezza di buona parte della parte centrale, benché quest'ultimo “difetto” appaia indispensabile (ed anche trascurabile a una seconda visione del film) affinchè il film conservi il suo senso logico nella narrazione. Impressionante performance di James Stewart.

Il ferrini 3/01/16 02:03 - 1665 commenti

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Hitchcock mette in scena un altro capolavoro di grande tensione narrativa, il tutto simulando un unico piano sequenza di 80 minuti (in realtà gli stacchi furono magistralmente nascosti da inquadrature su particolari, che consentivano il cambio della pellicola). Sulla grandezza di James Stewart c'è davvero poco da aggiungere, ma qui colpisce molto anche John Dall, che interpreta in maniera impeccabile il suo personaggio, cinico e spietato. Suspense fino all'ultimo minuto, film imperdibile.

Claudius 12/01/16 09:52 - 401 commenti

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Interessante e riuscito esercizio di stile (ma non il miglior film di Sua Maestà Hitch), che rivisto ai giorni nostri risente di un'impostazione troppo teatrale (a cominciare dai dialoghi). Ottima la scelta delle location e il cast, soprattutto Stewart e il luciferino Dall, troppo esasperato Granger. Per essere un film di quasi 70 anni fa regge ancora bene.
MEMORABILE: Il momento in cui Stewart apre la cassapanca.

Minitina80 21/02/16 17:58 - 2304 commenti

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Adattamento di una pièce teatrale. La prima parte risulta forse troppo verbosa e monotona, ma acquisisce vigore l’ultima mezz’ora, quando la curiosità è palpabile e la tensione sale. La breve durata, soprattutto in relazione alla media delle pellicole del Maestro, lo rende più digeribile. Tuttavia cresce con le visioni, che permettono di cogliere sfumature e spigolosità dei dialoghi nonché il velato rapporto omosessuale tra i due protagonisti.

Luras 4/09/16 22:06 - 139 commenti

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Virtuosistico lavoro di Hitchcock, tutto in tempo reale senza stacchi (in realtà ce n'è uno, ben mascherato da una ripresa ravvicinata), con una buona dose di tensione che cresce man mano che i minuti passano. Senz'altro l'idea è originale e ben confezionata, poi la presenza di James Stewart è una garanzia, sebbene qui ancora giovane e alla sua prima prova con il Maestro. Anche se la trama è semplice e il finale facilmente intuibile, tutto scorre con fluidità e la "presa diretta" dà un tocco in più.

Fedeerra 6/12/17 06:39 - 404 commenti

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Nodo alla gola è principalmente un dramma teatrale, che riesce a mutare e a mutarsi e che, nell'ammucchiamento ordinatissimo dei suoi spostamenti di macchina, ricostruisce, con un preciso taglio filologico, un ritratto avvelenato della borghesia sociale e culturale americana. Un Hitchcock ispirato, macabro e cinico, che compone un set di implicita libertà sessuale senza il compiaciuto sfarzo delle grandi produzioni hollywoodiane. Cadaveri, repressioni e ribellioni in Technicolor.

Faggi 11/10/18 15:30 - 1486 commenti

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Fulgore dello stile (da capogiro l'uso del piano sequenza, scientifici la suspense e gli altri nobili espedienti espressivi); perfezione degli interpreti (James Stewart è da antologia); sceneggiatura affilata (inesorabile come una lama di rasoio); ambientazione claustrofobica e aristotelica di nitida astrazione (chiusa in solo ambiente, con unità di tempo, di luogo e d'azione)... Il Maestro mostra l'arte e nasconde l'artificio e con mirabile sprezzatura ci consegna un rilucente gioiello da estasi cinefila. Buona visione.
MEMORABILE: La cassapanca.

Bubobubo 11/11/18 22:37 - 1183 commenti

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L'unico appunto concreto che si possa muovere al film, una superba messa in scena del più fine psicologismo retorico, è la scelta di non esplicitare l'evidente tensione omoerotica fra i protagonisti, lasciata intendere da un complesso reticolo di rimandi, sguardi e allusioni che possono sfuggire a un occhio non troppo scafato. Si delinque (anche) per il gusto di essere scoperti, di affermare con la violenza la propria identità, nel supremo trionfo della volontà: scegliere il delitto per poi scegliere di non scegliere.

Rocchiola 18/12/18 12:04 - 856 commenti

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Per Hitchcock si tratta del primo film a colori e della prima collaborazione con il fido James Stewart. Il soggetto si ispira al caso Leopold e Loeb, come il successivo Frenesia del delitto che però è più aderente ai fatti reali. Il regista inglese sembra invece più interessato alla messa in scena del delitto perfetto che perfezionerà nelle opere successive e alla sfida tecnica di girare un unico piano-sequenza (anche se in verità ci sono degli stacchi mimetizzati ogni 10 minuti circa). Resta il suo film più interessante e moderno degli anni 40.
MEMORABILE: “L'omicidio è un delitto per la maggioranza e una raffinatezza per pochi”; Il bicchiere spezzato da Phillip; Il colpo di pistola finale; La corda.

Anthonyvm 5/05/19 16:23 - 1783 commenti

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Esperimento riuscito per questo grande thriller di Hitch. Un film inevitabilmente menzionato in qualsiasi scuola di cinema per l'uso di un (quasi) unico piano sequenza (ed è divertente scorgere tutti i momenti in cui la mdp si oscura sulla giacca di un personaggio per consentire l'invisibile taglio), un elegantissimo esercizio di suspense, un puzzle di dettagli dove tutto ha un peso e un'importanza, dove ciò che è in secondo piano non passa mai in primo piano senza una ragione. Forse il punto più alto di tecnica registica raggiunto da Alfred.
MEMORABILE: Il folgorante omicidio iniziale; I discorsi su Nietzsche e su Hitler; Gli sguardi silenziosi di un James Stewart sempre più perplesso.

Leukimara 10/07/19 10:36 - 16 commenti

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Un Hitchcock insolito ma sicuramente molto interessante, soprattutto per chi ama il teatro! Girato in un unico (apparente) piano sequenza, non si sposta mai oltre l'appartamento dei due protagonisti in cui avviene il delitto. La cassapanca-bara è sempre lì, in primo piano, come un memento mori inquietante e pericoloso. Le entrate e le uscite dalla cucina o dalla porta di ingresso sono puro teatro e il cyclorama dello sfondo una quinta perfetta. Un vero esercizio di stile, da godere appieno.
MEMORABILE: L'inquadratura sulla mano di Phillip che ha spaccato in due un calice procurandosi una brutta ferita, vista dal piano visivo del morto nella cassa.

Ira72 1/08/19 16:47 - 920 commenti

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Hitchcock, nelle serate estive, è un po’ come Vacanze di Natale nel mese di dicembre. Per gli appassionati, irrinunciabile. Thriller di gran classe, raffinato, essenzialmente psicologico, realizzato con dialoghi eleganti, riprese efficaci e un cast di tutto rispetto. Su tutti l’intramontabile e sciccoso Stewart. Ottimamente delineati i personaggi, esasperati nelle loro debolezze ma non caricaturizzati. Un film intelligente ed estremamente rischioso (Hitch e pochi altri potevano riuscire nell’ardua impresa di divertire dentro quattro mura). Taglio teatrale.

Tarabas 13/08/19 11:31 - 1687 commenti

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Racconto filosofico filmato, kammerspiel la cui fonte teatrale è fin troppo evidente, è una macchina quasi perfetta, un generatore di suspense ottenuta tramite un crescendo di rilanci giocati quasi solo sui dialoghi. Con un attore più adeguato nel ruolo del narcisista Brandon sarebbe stato un capolavoro, perché Dall non è all'altezza degli altri protagonisti. Interessante l'ammissione di colpa del prof. Cadell di essere stato (suo malgrado?) un cattivo maestro. 79 affilatissimi minuti.

Ellerre 15/10/19 11:42 - 89 commenti

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Perla tra i film di suspense. Non si sgranano mai gli occhi, nessun inseguimento, location unica, nessuno scarto temporale e un soggetto tutto sommato ordinario. L’inattesa forza della storia si fonda sull'impeccabile sceneggiatura ritagliata ad arte attorno alla psicologia dei personaggi, tutti ben interpretati. L'omicidio passa quasi in secondo piano e la macchina da presa, con sguardo intimista, insegue gli attori, senza stacchi (qualcuno ce n’è ma è ben camuffato), fino alla catarsi finale. Non è teatro, non è psicodramma ma alto cinema!

Noodles 2/01/20 18:31 - 805 commenti

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Il doppiaggio italiano ha bistrattato il significato reale di questo film, primo a colori di Hitchcock. Peccato, perché siamo di fronte a una pellicola veramente notevole. Inutile soffermarsi sull'arcinota sequela di piani sequenza, che lo rende uno straordinario esercizio di stile. Ciò che sorprende è la forza tensiva nascosta in un film minimale, con una sola location e pochi attori. Praticamente una pièce teatrale. Merito anche all'ottimo cast. Un piccolo gioiello.

Thedude94 1/05/20 23:42 - 537 commenti

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Nel 1948 Hitchcock decide di scrivere un po' di storia del cinema realizzandone un grande esempio, soprattutto dal punto di vista della tecnica registica. Già, perché l'innovazione più potente è quella di cercare di girare tutto il film in un unico piano sequenza (alternato da tagli fantasma), ma oltre a ciò è presente una direzione attoriale davvero eccellente; ottimi sono infatti Stewart, Dall e Granger. Un'opera maiuscola, uno dei più importanti film girati in un'unica location chiusa e che diventerà leggenda.

Keyser3 8/03/20 09:48 - 102 commenti

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Il miglior Hitchcock, sebbene ci siano nella filmografia del maestro titoli che godono di maggior fama. Plastico esempio di come si possa fare grande cinema con pochi mezzi ma idee chiare. Dialoghi tutti da gustare; da segnalare l'ottimo doppiaggio, con un Bellini strepitoso nel conferire la nevrosi e l'instabilità al personaggio di Farley Granger.

Jandileida 10/07/20 15:25 - 1246 commenti

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Roll over Aristotle, che a spiegarci l'unità di spazio, tempo e luogo ci pensa Sir Alfred. Tecnicamente ineccepibile, montato come un unico piano sequenza e con la cinepresa che, quasi provenisse dal futuro, rincorre i protagonisti, è un film che difficilmente lascia indifferenti, anche per la snellezza della scrittura. Tuttavia, come anche in Delitto perfetto, c'è qualcosa che alla fine non quadra: Granger è infatti sudaticcio e pronto alla confessione già all'arrivo del primo ospite; insomma, gli si legge subito in faccia che ha combinato qualche magagna. Stewart sempre gustoso.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Lucius • 23/08/15 13:38
    Scrivano - 8345 interventi
    Il mio voto a Tenebre è alto, per certi versi credo che l'alchimia di Tenebre sia in piccola parte anche fortuita. Tenebre è un film valido, ma qui parliamo di un gioiello del cinema di sempre, uno degli Hitchcock più ispirati, per questo mi ha sorpreso non poco il tuo pallinaggio, tutto qui.
  • Discussione B. Legnani • 23/08/15 14:53
    Consigliere - 13722 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    A me annoia a morte.

    Amo il Maestro, ma qui concordo con Didda. Questo film mi pare noiosissimo. Visto due volte. Dubito di fare tris.
  • Discussione Il ferrini • 22/11/17 15:25
    Portaborse - 76 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Hitchock è la logica stessa del cinema, è il voyeurismo, è James Stewart inchiodato alla poltrona davanti alla finestra sul cortile, è la macchina fotografica usata come arma di difesa, è il bambino che cammina per il mercato con una bomba in mano in Sabotaggio, è la chiave segreta di Notorius, il bacio più lungo della storia del cinema; è il telefono gigante in Io ti salverò, è la sequenza dell'incubo di Salvador Dalì, è il treno che entra nella galleria in Intrigo internazionale, è la vertigine sulla statua della libertà in Sabotatori, le forbici che bucano lo schermo in Il delitto perfetto, la partita a tennis di L'altro uomo, è Janet Leigh che muore massacrata sotto la doccia dopo appena quaranta minuti di film, è la mosca che cammina sulle mani di Norman Bates, la luce che entra dal foro dietro il quadro; è Botega Bay invasa dagli uccelli, è la panoramica sulla città in fiamme, la cabina del telefono, i passeri che irrompono in salotto dal camino, è la soffitta dell'orrore; è il cielo che trasmuta fino al tramonto in Nodo alla gola in un piano sequenza fantasmagorico, è il quadro di Rebecca che popola la casa e la ragione, è la testa imbalsamata sul cuscino ne Il peccato di Lady Considine, l'omicidio silenzioso è brutale di Il Sipario strappato, l'inseguimento paranoico-musicale lungo i marciapiedi di L'uomo che sapeva troppo, le dita del morto che lasciano tracce nere sul volto di Stewart, il concerto all'Albert Hall con il colpo di piatti finale di Hermann, il bicchiere di latte ne Il sospetto, lo zio mefistofelico de L'ombra del dubbio; è il piano sequenza, la messa a fuoco impossibile, il carrello verticale... Se questa è banalità, semplicità allora ditemi voi dove sta di casa il cinema perché io proprio non lo so.

    Sto applaudendo in piedi.
  • Discussione Rebis • 22/11/17 19:29
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Grazie caro :)
    Ultima modifica: 22/11/17 19:29 da Rebis
  • Discussione Daniela • 23/11/17 01:05
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Grazie caro :)

    Posso unirmi all'applauso?
    Mi ero persa al tempo questa tua "sintesi caledoscopica" (scusa l'espressione, non so neppure come definirla) e leggerla mi ha messo i brividi.
    Con la velocità di un otto volante, ho rivissuto le emozioni intense che mi hanno dato i film da te citati, e che continuano a darmi anche all'ennesima visione, e altre immagini mi si sono nel contempo affollate alla mente, Ray Milland che telefona all'ora stabilita e il meccanismo della chiamata, il bacio circolare fra vita e morte, la cinepresa che si allontana lungo le scale dal luogo dove sta avvenendo un omicidio, Laurence Olivier che dice sorpreso a Joan Fontaine: "Amarla? Ma io l'odiavo..." ed il volto di lei che si illumina.

    Grazie Rebis.
  • Discussione Rebis • 23/11/17 11:37
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Grazie a te Daniela per questi nuovi ricordi: dobbiamo a Hitchcock un immaginario collettivo che ci unisce.
  • Homevideo Rocchiola • 18/12/18 12:09
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    Il bluray della Universal, tuttora reperibile, rappresenta un significativo passo avanti rispetto alle precedenti edizioni in DVD. Il video è presentato nel corretto formato 1.33 adattato per televisori 16:9 in modo da non dover effettuare aggiustamenti con lo zoom. L'immagine però non è del tutto pulita e presenta qualche piccola puntinatura qua e là. Inoltre i colori non mi sembrano del tutto equilibrati. L'audio DTS mono è discreto anche se non potentissimo. Una buona edizione visionabile con piacere ma che potrebbe essere ulteriormente migliorata.
    Ultima modifica: 18/12/18 15:46 da Zender
  • Curiosità Lucius • 9/02/19 16:52
    Scrivano - 8345 interventi
    La storia del film è basata sugli omicidi Leopold-Loeb, due abbienti studenti dell'Università di Chicago che nel 1924 assassinarono il quattordicenne Bobby Franks venendo in seguito condannati all'ergastolo. I due motivarono l'atroce delitto di Franks con il desiderio di commettere il delitto perfetto. Ebbero come avvocato il famoso Clarence Darrow, che li salvò dalla pena di morte.

    Fonte: intervista a Mark Goldblatt inclusa tra gli extra del Blu-Ray "La finestra sul cortile" di Hitchcock.
  • Discussione Leukimara • 10/07/19 10:50
    Galoppino - 8 interventi
    Ragazzi scusate ma leggere che Hitch è datato e banale mi fa sanguinare il cuore... Rope è una vera genialata, e se non fosse per il terribile adattamento italiano forse anche coloro che dicono che si sono annoiati alla visione del film non lo direbbero più...la lezione filosofica sul delitto perfetto come arte riservata a pochi eletti, le immense prestazioni attoriali, il piano sequenza unico che trasforma il set in un palcoscenico con la cassapanca-tomba sempre in primo piano, il clima alla Agatha Christie che si respira nell'ambiente chiuso ed apparentemente senza vie di fuga...non può annoiare, è un grandissimo esempio di cinema anche adesso dopo più di 70 anni!!!!
  • Discussione Von Leppe • 10/07/19 12:47
    Call center Davinotti - 942 interventi
    Io la parola datato non la uso quasi mai. Anche i dipinti medievali e degli antichi Egizi sono datati; questo, però, non diminuisce il loro valore e il loro essere sempre apprezzati e studiati.