Fino all'ultimo respiro

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Titolo originale: A bout de souffle
Anno: 1960
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: Cameo di Melville nei panni del regista Parvulesco
Numero commenti presenti: 34

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/04/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 24/04/07 09:20 - 3011 commenti

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Il balordo Michel Poiccard uccide un poliziotto dopo aver rubato un'auto. Torna a Parigi, dove frequenta un'americana che vuole fare giornalismo.... Boom! Godard dirige, su sceneggiatura di Truffaut, uno dei più memorabili esordi della storia, il film che inaugura la Nouvelle Vague scardinando il linguaggio del cinema, consacrando Belmondo, avviando una carriera controversa e unica. Freschissimo quasi 50 anni dopo, ancora (quasi) libero da quelli che diventeranno i clichè non per tutti i palati di JLG, è un fondamentale che emoziona, commuove, colpisce. Iconico.

Capannelle 13/02/08 16:50 - 3700 commenti

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Manifesto della Nouvelle Vague, la mdp in spalla, intelligente uso del budget limitato, esordio del tenebroso Belmondo. Questi gli indiscussi meriti di Godard e della sua rottura con i canoni tradizionali ma avverto pure una certa rottura di palle. La vicenda rimane fredda, i lunghissimi dialoghi in mutande non mi emozionano, musiche e inquadrature alla lunga stancano, il faccione di Belmondo è onnipresente. Certo, dovrei calarmi nell'atmosfera del 1960, sentirmi saturo di filmoni patinati, stravedere per i Beatles ma... non ci riesco.

Supervigno 16/07/07 19:05 - 229 commenti

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Film fondamentale per i cinefili e anche per chi, pur senza possedere particolari competenze tecniche e cinematografiche, vuole godersi una bella storia non banale, non scontata, dove i protagonisti hanno atteggiamenti e reazioni magari poco nobili ma sicuramente realistici. Girato in un bianco e nero morbido, che sembra fatto apposta per esaltare la bellezza indiscutibile dei due protagonisti, è senz'altro un film di culto in ogni suo fotogramma, in ogni trovata, in ogni inquadratura. Imperdibile.

Cotola 2/02/08 01:07 - 7449 commenti

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Più che un film un mito. Il manifesto della Nouvelle Vague. Ha avuto il merito di rivoluzionare il linguaggio cinematografico a cui poi si ispireranno in tantissimi senza avvicinarsi mai minimamente alla pellicola del maestro francese. Lontano dagli schemi del cinema tradizionale anche da un punto di vista narrativo. Una vera e propria pietra miliare ed una delle poche volte in cui la definizione di capolavoro non è eccessiva. Belmondo è semplicemente indimenticabile.

Homesick 21/08/08 18:03 - 5737 commenti

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Film simbolo della Nouvelle Vague, è passato giustamente alla storia per aver reinventato il linguaggio cinematografico rendendolo più umano e quotidiano: budget ridotto, riprese all'aperto, montaggio spezzato, personaggi che dialogano con la mdp, tempi morti e sguardi naturalisti che arricchiscono una trama noir altrimenti piatta e banale; molti di questi aspetti, insieme alla figura della donna traditrice, influenzeranno il primo Fassbinder. Imprescindibili i due protagonisti: il gangster aspirante Humphrey Bogart Belmondo e la sbarazzina Seberg.

Deepred89 18/11/08 19:14 - 3268 commenti

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Film di importanza storica fondamentale e ancora oggi notevole. Godard rivoluziona il noir con uno stile realistico e libero da quasiasi vincolo, con un montaggio volutamente imperfetto (salti e stacchi a volontà), trama semplicissima, una macchina da presa che segue e spia continuamente i personaggi, quache accenno quasi documentaristico (l'intervista) e infine diversi punti morti che finiscono però per risultare addirittura più interessanti delle parti più movimentate. Bravissimi i due protagosti (Belmondo e Jean Seberg).

Effe 8/12/08 23:43 - 16 commenti

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Non bisogna mai fermarsi, dice Poiccard, quindi Godard accelera. In 90 minuti, con classe, lucidità e presunzione, schiaffeggia quel certo modo dell'epoca di intendere il cinema, destrutturandolo. Attingendo da un soggetto esile (una caccia all'uomo paradossale), accompagnato dalle note di Solal, mette in scena un trattato sulle arti tout court, una feroce critica societaria/politica e un apologo sull'amore autentico: quello suo per il cinema e quello tenero e tragico tra il guappo belmondo e la volubile Seberg. Opera seminale e fa vo lo sa.
MEMORABILE: I 22 minuti nell'appartamento; parvulesco; il ridicolo pedinamento; la fine.

Saintgifts 5/05/09 22:21 - 4098 commenti

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Jean-Luc Godard inaugura con questo film la "Nouvelle Vague", è come dire che Picasso ha inventato il cubismo. Nuovi linguaggi visivi ed espressivi. Va bene, e tutto quello che c'è stato prima? Roba da buttare? Ogni volta che si parla di questo film sembra che finalmente si possa gridare "è stato inventato il cinema vero". Piace tutto di questa pellicola, a cominciare dalle innumerevoli imperfezioni. Niente da dire, è stata una buona intuizione, ma se non ci fossero stati Belmondo e la Seberg?

Pigro 5/07/09 08:53 - 7728 commenti

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Ladro d'automobili uccide un poliziotto, sta con una ragazza, semina gli agenti. La fragile trama si riferisce un po' alla tradizione del noir e un po' alla ribellione antiborghese. Il film è passato alla storia per il suo sperimentalismo formale, che però è superficiale (uno stimolante film-manifesto, ma senza anima) e spesso con ridicoli effetti anti-verità (i passanti che guardano in macchina divertiti una scena di omicidio sono decisamente una stupidaggine). E comunque il film è noioso. Bello l'ultimo minuto.

Nando 27/11/10 15:26 - 3458 commenti

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Il caposaldo della nouvelle vague francese che s'ispira al poliziesco americano e presenta alcune novità visive. La storia è abbastanza semplice e lineare ma vede due validissimi interpreti giocare ambiguamente con la vita. Finale al cardiopalma ma senza brio adrenalinico.

Mickes2 16/02/11 11:13 - 1668 commenti

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Il film rappresenta la radicalità della Nouvelle Vague, Godard riempie i silenzi, il montaggio a singhiozzo viene ostentato come l’elemento principale, dove gli scavalcamenti di campo e la decostruzione della maggior parte delle regole narrative vengono sbattute in faccia allo spettatore che non può che trovarsi di fronte ad una grandissima opera. Un'autentico capolavoro, un film che ha rotto tutti i soliti canoni del cinema Holywoodiano di quei tempi.

Galbo 12/03/11 05:52 - 11343 commenti

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L’esordio di Godard è anche uno dei primi film (e tra i più noti) della Nouvelle Vague. Parecchio celebrato all’uscita per la presunta innovazione del linguaggio cinematografico che recava, è in realtà agli occhi di uno spettatore odierno un buon film, nel quale l’aspetto sperimentale è piuttosto fine a sé stesso; conta maggiormente la buona caratterizzazione psicologica dei personaggi e l’ottima prova di Belmondo in un personaggio “bogartiano”

Zadok 8/04/11 13:39 - 12 commenti

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Un film, un manifesto, un mito. Innovativo per le tecniche di ripresa, anticonvenzionale nel montaggio, dialoghi minimi e improvvisati; è divenuto emblema della nouvelle vague, il nuovo che avanza. Bellissima e genuina la povera Jean Seberg, strepitoso Jean-Paul Belmondo. Assolutamente da vedere.

Luchi78 29/04/11 15:36 - 1521 commenti

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Nel 1960 Godard battezza l'apice della Nouvelle Vague con questo film. Rivedendolo oggi ne rimaniamo un po' delusi; a favore ci sono le particolari innovazioni dello sguardo in camera o delle riprese a mano (o addirittura in bicicletta), i dialoghi mai banali e l'interpretazione dell'impassibile Belmondo. Ciò non sempre basta a controbilanciare una sceneggiatura piuttosto essenziale, che non offre particolari spunti interessanti. Dopo il finale la domanda è "tutto qui?".

Caesars 18/05/11 10:30 - 2671 commenti

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All'epoca un film che "rompeva" col cinema classico (probabilmente per la prima volta un personaggio si volta verso la macchina da presa per parlare col pubblico), visto oggi però non ha più l'effetto dirompente di allora. Godard mostra di saper muovere molto bene la mdp, Belmondo recita benissimo e Jean Seberg è veramente splendida, ma la trama non entusiasma e certi sperimentalismi sembrano un po' fini a se stessi. Più importante che bello, merita comunque la visione. **!

Giùan 17/08/11 15:49 - 2926 commenti

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Al di là delle disquisizioni da ufficiali d'anagrafe della Nouvelle vague, uno degli esordi più rimarchevoli che il Cinema ricordi e vero Manifesto dell'onda montante. Rivedendolo, affascinano non le provocazioni stilistiche (Vertov per dire aveva osato di più) quanto la sincera naturalezza dell'operazione, in grado di sublimar la stessa cultura cinefila e no di cui la pellicola s'ammantava. Merito di un Godard illuminato, dello script asciutto di Truffaut e delle performances di Belmondo e Seberg, tutti capaci di aderire perfettamente all'esprit du film.

Enzus79 18/09/11 10:16 - 1755 commenti

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Sceneggiatura di Francois Truffaut e regia di Jean-Luc Godard: che coppia! Una storia all'apparenza banalissima risulta interessante, divertente e con un duo di attori affiatato. Le scene dei due che si stuzzicano in albergo sono indimenticabili.

Rullo 25/09/11 18:05 - 388 commenti

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La nouvelle vague per eccellenza; peccato sia dannatamente noioso. Il bianco e nero, come la recitazione, sono davvero aprezzabili, ma l'ora e venti di durata sembra durare ore e ore e ore. La storia non coinvolge e il difetto maggiore del film è forse quello di essere invecchiato male. Comunque si lascia guardare, seppur con fatica.

Graffaele 28/10/11 11:03 - 4 commenti

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Manifesto della nouvelle vague? Sarà... ma visto oggi questo è solo un film brutto e noioso. Montaggio spezzato, dialoghi senza senso, inutili riprese a vuoto... capisco che Godard volesse rompere con la cinematografia a lui contemporanea, ma ha rotto anche qualcos'altro. Sperimentalismo fine a se stesso: no grazie! Salvo solo le ottime le interpretazioni dei due protagonisti e il finale.
MEMORABILE: Le smorfie che Michel fa a Patrizia prima di morire.

Nancy 17/08/12 14:08 - 774 commenti

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Un caposaldo del cinema mondiale: una storia ordinaria, con dei sottotoni noir (è indubbio che la Nouvelle Vague amasse il genere!) ma che ha in sé una grande portata rivoluzionaria: nello stile (sguardi in macchina, montaggio spezzato) e anche nella narrazione (alcune scene sono lunghissime, tipo quella in cui i due protagonisti sono a letto che parlano nell'appartamento: 20 minuti di durata!). Grandissimo esordio per Godard, che ha al suo arco anche la freccia-Belmondo: un'icona. Un bianco e nero che rimane nel cuore. Storico.
MEMORABILE: Le smorfie di Belmondo e il suo tic di toccarsi le labbra con il pollice.

Rambo90 10/09/12 04:03 - 6316 commenti

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Il film che ha aperto la strada del cinema moderno e della nouvelle vague: tempi dilatati, profondità di campo, storia esile, salti di montaggio e voce off che viene e va. Visto oggi tutto questo però è fine a se stesso e, soprattutto, mortalmente noioso. La parte centrale poi, con il lungo dialogo in camera da letto, è davvero insopportabile. Ottime comunque le interpretazioni di Belmondo e della Seberg, apprezzabili anche fuori contesto, ma per il resto bisognerebbe tornare a quell'epoca, magari, per capirlo.

Fabbiu 31/05/13 12:51 - 1930 commenti

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Manifesto della Nouvelle Vague, si dice del tutto sperimentale; ma il montaggio è così sorprendentemente tecnico in alcune scene iniziali, da essere più studiato del metodo tradizionale; critica borghese e una rappresentazione autentica dell'amore; la sceneggiatura è abbastanza esile pur impregnata di omaggi ai polizieschi americani anni cinquanta (e comunque film con trame simili negli anni se ne faranno a bizzeffe). Buona caratterizzazione dei personaggi protagonisti e dialoghi brillanti nella loro sconclusionatezza; amabile ma a tratti noioso.

Lucius 21/11/13 22:53 - 2819 commenti

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Un film seminale, nel panorama cinematografico internazionale, una pietra miliare con attori scelti per la miscela che li caratterizza: talento e sex-appeal. Il manifesto della Nouvelle Vague mantiene intatto il suo fascino, la sua essenza cinematografica. Un linguaggio tutto nuovo, ripreso anni dopo con il buon remake interpretato da Gere, al quale va riconosciuto un interessante lavoro. Se Gere ha potuto osare maggiormente è unicamente perché i tempi lo permettevano. Belmondo e la Seberg sono una coppia esplosiva, Godard la loro miccia. Inossidabile.

Jdelarge 12/05/14 17:31 - 847 commenti

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Godard infrange le regole del cinema classico e in particolare del montaggio attuando una serie infinita di jump-cut, che spezzettano le scene in tante inquadrature. Il film denuncia una situazione, un'assenza di morale e di valori e i protagonisti della vicenda non sono altro che manichini funzionali allo scopo del regista. Le musiche sono bellissime e alcune sequenze (su tutte quella finale) sono di rara bellezza. L'eccessiva derisione del sistema classico di regia, in alcuni frangenti, risulta leggermente fastidiosa.

Didda23 27/06/14 10:27 - 2282 commenti

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Concettualmente un film che fa gridare al capolavoro per la genialità del montaggio che genera un angosciante spaesamento e per il sovvertimento delle più basilari regole narrative: nell'opera, infatti, assumono un ruolo centrale le parti che tendenzialmente - prima di Godard - erano meramente di contorno e/o raccordo, mentre le scene madri occupano pochissimi fotogrammi. È la classica opera che va sedimentata e che acquisisce valore con il passare delle ore, perché è innegabile un certo sentore di noia durante la visione.

Liv 21/11/15 21:35 - 237 commenti

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Fresco per il primo terzo o quarto del tempo, poi comincia a dilungarsi nelle solite chiacchiere, nei soliti moralismi, angosciante e asfittico come quasi tutti i film francesi. È girato senza sofisticheria, con la macchina in spalla. Simpatico Belmondo, antipatica la Seberg con la puzza sotto il naso. Lui finisce che non combina nulla e per giunta si fa denunciare dall'americana. "Dégueulasse!" le dice morendo, dopo che un "police" gli ha sparato. Alla fin fine è un film sconclusionato, anche se ha aspetti affascinanti, senza dubbio.
MEMORABILE: Belmondo a Marsiglia, nella scena in cui compare.

Xabaras 15/09/16 18:45 - 189 commenti

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Film che dopo più di 55 anni non ha perso un grammo della sua vigorosa potenza registica. Godard spezza i tempi della narrazione accelerando e decelerando sul volume della pellicola utilizzando un montaggio fenomenale che rompe la naturale gabbia del filmato realizzando una regia di un'attualità sconcertante. Potentissima anche la sceneggiatura: magistrale sotto questo punto di vista la mezz'ora passata nell'appartamento a parlare per lo più di inezie ma con un rigore e una capacità di introspezione psicologica invidiate da mezzo cinema successivo.
MEMORABILE: "Io tra il dolore e il nulla scelgo il dolore".

Il Dandi 20/10/16 13:20 - 1744 commenti

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Come il jazz in colonna sonora, il film-manifesto di Godard è fumoso e sincopato: il rischio è quello di condividere, del jazz, anche la celebre definizione che ne diede John Coltrane: "piace solo a chi lo fa". Sull'inserto dei motivi hard-boiled americani il cinema francese era in ritardo sulla letteratura (Boris Vian) e il "cinema de papa" non era tutto da buttar via (e per fortuna non lo è). Detto questo un ottimo film, che perde molto della sua carica rivoluzionaria ma conserva la freschezza del ritmo il fascino delle caratterizzazioni.
MEMORABILE: L'immagine finale del cadavere che giace a terra, contornato dai bordi bianchi delle strisce pedonali che richiamano quelli della pellicola.

Alex1988 2/11/16 18:10 - 637 commenti

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Manifesto della Nouvelle Vague francese da un soggetto di Truffaut (altro esponente della Nouvelle), prende spunto dalle storie hard-boiled americane. Godard, dietro la macchina da presa, destrutturalizza i meccanismi cinematografici (montaggio in primis) e si comporta da vero anarchico creativo diventando, perlomeno all'uscita del film, bersaglio di forti critiche, ritirate poi in seguito.

Thedude94 10/06/17 23:21 - 535 commenti

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Trama molto semplice, un misto tra noir e sentimentale, accompagnata da una regia che dire d'avanguardia per quei tempi è poco. Un grande Godard dirige uno dei film capostipite delle Nouvelle Vague e simbolo del cambiamento dello stile del cinema francese; cambiamento che si verifica mediante l'utilizzo di un montaggio secco, di una musica di sottofondo che accompagna bene gli attori, scene molto lunghe e dialoghi spezzati o diretti allo spettatore. Belmondo in forma smagliante, cosi come la sua compagna americana Seberg. Ottimo film.

Lou 3/12/17 19:41 - 940 commenti

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Forse sopravvalutato, ma capace di rappresentare una svolta nella storia del cinema per le frenetiche modalità di ripresa e per il sovvertimento delle classiche regole di rappresentazione visiva del tempo, con l'azione che perde centralità a favore del ritratto diretto e spontaneo dello smarrimento umano. Molto apprezzabili le scene di intimità tra Belmondo e la Seberg, con dialoghi sconclusionati ma freschi e autentici.

Magi94 27/02/18 18:39 - 656 commenti

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Il manifesto rivoluzionario della Nouvelle Vague appare ora, a rivoluzione ormai compiuta e interiorizzata, un'opera stramba, con dialoghi surreali e una sceneggiatura dubbia. Le scene volutamente superflue compongono il 90% del film e il ritmo è totalmente sproporzionato, ma forse anche questo contribuisce a restituire un certo fascino che fa apprezzare il tutto ancora oggi. Non appare più come un capolavoro, sebbene sia evidente l'importanza cinematografica, ma fa il suo effetto. Bravissimi tutti gli attori, in primis Belmondo.

Rocchiola 24/06/19 10:40 - 854 commenti

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All’epoca poteva anche apparire innovativo, ma oggi svela appieno la sua mediocre natura di opera sperimentale fine a sé stessa, noiosa e soprattutto girata male. I continui stacchi non denotano originalità, piuttosto sembrano l’opera di un principiante. Un qualsiasi noir americano ha resistito al tempo meglio di questa pretenziosa bolla di sapone. Belmondo ha la faccia giusta ma è più logorroico degli attuali personaggi tarantiniani. Musiche jazz piuttosto modeste.
MEMORABILE: Il regista Melville nei panni dello scrittore Parvulesco: "Ci sono due cose importanti al mondo: per gli uomini le donne e per le donne il denaro".

Buiomega71 19/05/20 21:29 - 2228 commenti

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All'epoca sarà stato anche rivoluzionario e all'avanguardia, ma oggi risulta terribilmente datato (e parecchio noioso), zeppo della spocchia autoriale del regista (le abituali derive nell'odioso cinema vèritè con le interviste). Strascichi da noir americano anni 40 che lasciano il tempo che trovano, la Seberg che parla in un atroce slang inglese... eppoi dialoghi su dialoghi, spesso inutili e tediosi al punto da rasentare il nulla assoluto. L'opera cordialmente detestabile e sopravvalutata di Godard non vale un grammo del bellissimo remake pulp di Jim McBride.
MEMORABILE: La Seberg che si lava i piedini sul bidet; La ridicola sparatoria al posto di blocco; Il presuntuoso e insistito piano sequenza finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Patrick78 • 18/05/09 09:53
    Magazziniere - 546 interventi
    Nel libro di Wensley Clarkson TARANTINO - THE MAN, THE MYTHS AND HIS MOVIES edito nel 2007 viene citato come uno dei film e delle fonti di ispirazione che più di ogni altro hanno influenzato la carriera registica di Quentin Tarantino.
  • Discussione Il Dandi • 22/10/10 12:18
    Contratto a progetto - 1426 interventi
    Jean-Luc Godard verrà premiato con l'Oscar alla carriera alla prossima edizione degli Academy Arwards.

    Contro l'assegnazione del premio sono già iniziate polemiche (sia nella stampa francese che in quella statunitense), riguardanti le ripetute esternazioni anti-semite del regista.

    Pare però che nonostante le proteste l'Academy non abbia per ora intenzione di fare retromarcia.

    http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/Oscar_a_Godard,_in_Israele_monta_la_polemica,_e_antisemita.html?cid=28601572

    http://www.ilgiornale.it/spettacoli/israele_contro_godard_indegno_delloscar_e_antisemita_lacademy_calunnie/22-10-2010/articolo-id=481842-page=0-comments=1
  • Discussione Cotola • 22/10/10 21:12
    Consigliere avanzato - 3612 interventi
    Polemiche a parte, ho letto che il premio verrà
    assegnato in una serata speciale che si terrà
    prima della "vera" notte degli oscar.
  • Discussione Il Dandi • 23/10/10 18:24
    Contratto a progetto - 1426 interventi
    Questo mi ricorda l'oscar consegnato ad Elia Kazan, che ritirò la statuetta davanti a mezza platea seduta dicendo "sarà meglio che mi sbrighi ad andare" :)

    Comunque finisca, per me Godard non è proprio il più indicato per il premio "alla carriera", semplicemente perché a mio parere la sua carriera nell'insieme non ha mantenuto affatto le promesse dei primi film; o forse addirittura del primo e basta, che infatti è quello che ho scelto per parlarne.
  • Homevideo Rocchiola • 24/06/19 10:44
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    Uscito in bluray una prima volta nella serie "I film della vita" curata dalla Eagle con slipcase in cartoncino dal titolo in rilievo e booklet fotografico. Ristampato recentemente sempre da Eagle nella serie "Gli indimenticabili" riconoscibile dalla caratteristica copertina verde. Entrambi utilizzano il medesimo ottimo master.