La ricerca della felicità

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Pursuit of Happyness
Anno: 2006
Genere: drammatico (colore)
Note: E non "Alla ricerca della felicità"
Numero commenti presenti: 30
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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PAPIRO DAVINOTTICO INSERITO IL GIORNO 14/01/07
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Puppigallo 14/01/07 09:43 - 4767 commenti

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Preparatevi a un uragano, un'apoteosi di sfortuna che si abbatterà per quasi due ore sul povero Willy, decisamente bravo, in questa pellicola drammatica che mette a dura prova lo spettatore, tanto da sperare che finisca perchè il tapino non soffra più. Non glie ne va bene quasi una. A parte questo, il film è buono, ben recitato e ti fa capire che, almeno in Usa, nessuno ti regala niente e se sbagli paghi, eccome se paghi.

Xamini 19/02/07 01:21 - 1093 commenti

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La solita favoletta che esprime il motto imperante nel cortile della scuola americana: non mollare mai. Will Smith avrebbe la tentazione di farlo ma evita per amore del figlio, che poi è il suo pargolo naturale e che dopotutto è sin troppo pasciuto per essere a livelli da fame. La differenza sta nel fatto che a raccontare la favola sia l'italiano Muccino, che lo fa a modo suo ma che potrebbe anche tagliare gli ultimi minuti di pellicola. A seguire consigliata la lettura del racconto Kid Stardust di C. Bukowski.

armandyno 1/03/07 00:51 - 25 commenti

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Il lavoro del capofamiglia è duro. Può accaderti di tutto, e il peggio è che accade anche alle persone in cui riponi tutto il tuo amore. Muccino non si pone problemi ad entrare nel merito di un uomo le cui azioni lo hanno portato alla rovina e, anche se in modo eclatante e prevedibile, ne raccoglie le immani fatiche facendole esplodere in un momento di commozione tanto malinconico quanto stupendo, a ricordarci che la felicità è il più grande senso di soddisfazione al quale aspirare.

Galbo 1/06/07 18:18 - 11771 commenti

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Il sogno americano raccontato (bene) dal regista italiano Muccino che si dimentica di essere "modaiolo" (come fa in patria) ed affidato ad una scenggiatura di ferro, sviluppa un dramma sociale con redenzione e riscatto spendidamente interpretato da Will Smith che ha l'abilità di definire un personaggio toccato dalla sfortuna ma mai patetico. Anche se non tutto funziona a dovere (la figura della moglie è mal scritta e peggio interpretata), un film importante e meritevole.

Magnetti 15/05/07 10:00 - 1103 commenti

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Un po' noioso all'inizio anche per la figura della moglie non molto azzeccata. Poi tutto migliora, il personaggio di W. Smith acquisisce un notevole spessore e il suo rapporto con il figlio diventa sempre più commovente (e mai banale, si intenda). Il regista Muccino ha il grande merito di lasciare molto spazio al bravo attore. Prima di iniziare la visione prepararsi psicologicamente allo stato d'animo in cui si ritroverà alla fine, anche se il finale... (ahi, quasi mi stava per scappare). Film di cui consiglio la visione.
MEMORABILE: La scatola contenente lo scanner che W. Smith si porta in giro per tutto il film, quasi a simbolo delle proprie sventure.

Flazich 5/09/07 16:47 - 659 commenti

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È una piacevole sorpresa la pellicola di Muccino (regista che non ho mai digerito): ben equilibrata e mai troppo strappalacrime. La trama, che prende spunto da una storia vera, è l'incarnazione del tanto cercato "sogno americano". Sogno che forse arriderà, stando al film, solo a chi non demorde mai. Ottimo Will Smith che dimostra di essere un attore veramente maturo. Il ragazzino è tenero. Riflessivo.

LEX 27/12/07 15:56 - 49 commenti

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Vincono i sentimenti, ben descritti dal nostro Muccino e notevolmente interpretati da Smith. Tratto da una storia vera, con momenti fortemente drammatici (primo fra tutti la notte trascorsa da padre e figlio nel bagno pubblico di una stazione) che ti sbattono in faccia senza mezzi termini cosa voglia dire ritrovarsi con soli 21 dollari sul conto e dover tirare avanti, con un figlio e il bisogno reale di voler essere considerato un uomo, con forza e volontà. Mi ha coinvolto, mi ha fatto riflettere e commuovere. Quindi... grazie.

Renato 3/01/08 18:12 - 1648 commenti

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Ben scritto ed ottimamente recitato, è senza dubbio (almeno fino ad ora) il lavoro migliore di Gabriele Muccino, che ha avuto a disposizione attori di livello al posto delle solite mezze figure delle nostre parti, con evidenti vantaggi. Il tema portante del film è quello della dignità ferita, quella di un uomo retto che non riesce più a provvedere a se stesso né al figlio. Peccato solo per le inutili didascalie finali, che rovinano parzialmente l'effetto emotivo... e forse l'uscita di scena di Thandie Newton è un po' brusca, ma nel complesso il film funziona perfettamente.

Matalo! 9/01/09 10:27 - 1371 commenti

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Indubbiamente l'America ha fatto bene al regista; liberatosi da attori italiani vanitosi e inetti, asciugando la narrazione per dar modo di focalizzare l'indiscussa capacità di confezionare un film professionale e creando un rapporto empatico con un eccellente (come spesso è) Will Smith. Ma, e lo dico senza pregiudizi, nonostante il film spesso avvinca c'è un finale consolatorio che grida vendetta e una madre (Newton), che è personaggio usato male e in cattiva luce. Sì, il film migliore del regista ma una novella alla Anthony Robbins sulla volontà. Decente.

Redeyes 16/02/09 15:51 - 2276 commenti

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Film sull'American Dream di un uomo di colore diretto da un italiano. Film che non emoziona tuttavia. Statico e lento come la vendita di una "Macchina del Tempo", arricchito da personaggi mal interpretati come la moglie, o estremamente inutili se non quali escamotage come lo Svitato. Will Smith è bravo non dico di no e Muccino esegue il suo compitino ben bene ma senza spunti. Due ore in cui speri che accadrà qualcosa perché non può esser come ti aspetti, ed invece... Invece niente! A me non ha detto molto. Grazioso ma lento. 2 pallini!

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Sibenik 13/04/09 21:49 - 90 commenti

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Ottimo film, in cui si concretizza al massimo esponente l'American Dream di un uomo di colore che perde tutto tranne il proprio figlio; soffre, viene umiliato e si umilia senza però mai perdere la propria dignità e la voglia di lottare per i propri sogni. Sullo sfondo della ricerca della felicità, che passa naturalmente attraverso il mondo del lavoro e le leggi dello stesso, lo splendido rapporto padre-figlio. Il tandem Smith-Muccino funziona da Dio, anche con qualche gag niente male. Il resto fa volume.
MEMORABILE: La lezione del padre al figlio sul campo da basket: "NON PERMETTERE MAI A NESSUNO, NEMMENO A TUO PADRE, DI DIRTI CHE NON SAI FARE QUALCOSA!"

Stubby 14/05/09 10:21 - 1147 commenti

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Veramente ben fatto, con una bella interpretazione di Will Smith il quale probabilmente, visto che al suo fianco aveva il suo vero figlio, non ha faticato ad immedesimarsi nella parte; in alcuni frangenti è impossibile trattenere le lacrime, con la sfortuna che si accanisce sul protagonista.

Capannelle 26/06/09 09:33 - 3994 commenti

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L'american dream versione Muccino. Senza essere troppo artificioso o arzigogolato il regista cerca di andare dritto al cuore ma non riesce ad andare oltre all'essere "ordinato". Punta molto su Will Smith, che lo ripaga con una performance di tutto rispetto. Il resto non è banale (la dignità del padre di fronte ad avversità di ogni tipo) ma non decolla: difetto di credibilità del copione o di un mix dramma-grottesco poco armonico?

Giapo 24/08/09 10:04 - 240 commenti

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Muccino sembra omaggiare il neorealismo, anche se il film appare un po’ troppo patinato: il bimbo è buono e perfetto fino all’irritazione e gli espedienti cinematografici per aumentare il pathos di alcune sequenze tolgono autenticità e naturalezza alla narrazione. Siamo comunque di fronte a una bella storia, interpretata in modo molto toccante da Will Smith e sostanzialmente ben diretta, anche se a volte tende a scadere un po’ nel melodrammatico.

Nando 3/09/10 10:35 - 3599 commenti

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Muccino sr, sbarca negli States e realizza questa pellicola dotata di una storia semplice ma efficace in cui si mostrano le peripezie di un padre per sbarcare il lunario accompagnato dal figlioletto. Lievemente ruffiano nello svolgimento e pronto a suscitare la facile commozione nello spettatore, bravo comunque Smith.

Pinhead80 1/12/10 23:48 - 4198 commenti

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Il nostro Muccino si trova a dirigire la star americana Will Smith e suo figlio in un film a forte impatto drammatico che gioca (forse troppo) sul mito del sogno americano e sul facile sentimentalismo. Non per niente è stata inserita la figura del bambino. Non sarebbe male ma la sensazione è che la sceneggiatura calchi la mano in maniera troppo pesante sulle digrazie del protagonista, rendendo il tutto alla fine quasi pedante.

Didda23 5/04/11 20:43 - 2343 commenti

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Il film è ben diretto e soprattutto ben recitato da Will Smith, ma la sceneggiatura l'ho trovata un po' testarda: punta tutto sull'uso di un tono smaccatamente drammatico con epilogo buonista che sinceramente non mi fa impazzire, ma entusiasma il pubblico americano. Non male, dopotutto.

Luchi78 26/08/11 14:12 - 1521 commenti

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Quando un film è così pervaso da un senso realistico di disagio e di difficoltà, non può che terminare con un lieto fine per far tirare allo spettatore un sospiro di sollievo. Probabilmente sarà la conclusione più scontata, ma sicuramente quella di più effetto. Bravo Will Smith a non caricare di dramma eccessivo l'interpretazione del suo personaggio, al quale ad un certo punto del film sembra necessaria una benedizione d'urgenza. Rispetto al successivo Sette anime lo trovo molto più gradevole.

Rullo 23/10/11 19:32 - 388 commenti

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Muccino dirige una storia - vera - alle prese con una produzione internazionale. Interessante il risultato, che offre una buona prestazione da parte di Smith e figlio e una vicenda quasi incredibile. Il tutto è ben confezionato e seguibile, anche se è fin troppo romanzato.

Giùan 28/02/12 17:45 - 3561 commenti

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Poco da obiettare all'esordio americano di Muccino, che anzi nella trasvolata oceanica pare abbia trovato il suo luogo d'elezione, dando per una volta la sensazione d'essere precisamente "in contesto", scevro dai camuffati moralismi italiani. La sindrome di Peter Pan è sempre all'ordine del giorno, tuttavia pare attagliarsi particolarmente all'american dream incarnato da uno straordinario Will Smith, con la cui corsa a perdifiato la mdp del regista romano fa tuttuno. Commovente e a tratti ricattatorio ma incalzante e cinematograficamente ineccepibile.

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Delpiero89 6/06/13 12:57 - 263 commenti

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Assolutamente un buona, quest'opera prima del Muccino americano. Qui è di scena un film drammatico, che sa emozionare e far pensare. Certamente, durante la visione si può già avere un'idea sul proseguio, ma essendo tratto da una storia vera questa critica può venir meno. Ben recitato da Smith Sr. e Jr, ben diretto da Muccino e ben scritto. Ambientazioni non sempre coerenti con gli anni '80 in cui il film è ambientato.
MEMORABILE: Il cubo di Rubik; Lo scanner per la densità ossea; La caverna.

Nancy 16/06/13 16:48 - 774 commenti

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Muccino, per compiacere il pubblico americano al quale era ancora sconosciuto, mette in opera questa grande rappresentazione del Sogno Americano, dove la felicità, quella di cui si parla continuamente nel film, è quella data dalla stabilità economica. L'operazione, per quanto non pienamente convincente, viene sapientemente riempita d'umanità in sceneggiatura e grazie alla bravura di Will Smith fa sì che il film risulti piacevole e abbastanza scorrevole, al di là di qualche lungaggine e ripetizione.

Piero68 17/06/13 12:12 - 2851 commenti

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È semplicemente impressionante rilevare che Muccino, in terra d'America, non sbagli nemmeno un'inquadratura riuscendo a dirigere gli "Smith" addirittura con piglio magistrale. E allora uno pensa e si interroga cosa sia davvero il cinema in terra italiana. È anche vero però che la sceneggiatura eccessivamente ruffiana e con il più classico degli happy-end aiuta e non poco. Ma American-dream e didascalie a parte Muccino fa davvero un lavoro strepitoso e coinvolgente, dirigendo bene anche le seconde linee. Intelligenti le finestre di allegerimento.

Paulaster 13/01/14 18:59 - 3417 commenti

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Muccino ben si adatta ai dettami del melodrammatico “uno su mille ce la fa” e porta a casa il risultato dando risalto (e venendo contraccambiato) alla negritudine del protagonista e alla sua rivalsa. La trama è la sagra della disgrazia e man mano perde appeal per la necessaria enfasi musicale. Troppo caricate le figure di contorno e domanda sulla moglie sparita nel nulla. Si potevano giostrare meglio le fasi temporali e qualche incastro (specie nei furti subiti). Will Smith in uno dei suoi ruoli migliori.
MEMORABILE: L’inquadratura del campo da basket in mezzo ai grattacieli.

Medicinema 24/09/15 00:19 - 101 commenti

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Finalmente Muccino abbandona i personaggi immaturi dei suoi ultimi film per dedicarsi a questa convincente rappresentazione del vero sogno americano, la storia del self-made man Chris. Sfruttando la naturale complicità tra Smith Sr. e Jr., il regista crea l'alchimia necessaria, costruendo più di un momento tenero e commovente, per nulla artefatto. Will Smith offre un'ottima prova drammatica e convince appieno. Delicata la colonna sonora, che non pecca mai di invadenza.
MEMORABILE: Il cubo di Rubik risolto in taxi in fretta e furia.

Lou 24/09/15 00:24 - 1061 commenti

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La drammatica lotta per riuscire a sopravvivere e affermarsi nella competitiva e spietata società americana è rappresentata in modo molto efficace da Muccino, grazie anche all'ottima interpretazione di Will Smith, accompagnato dal suo vero figlio. La visione risulta molto coinvolgente, al limite della sofferenza, tante sono le traversie e le prove che il povero protagonista deve superare per non soccombere. Il messaggio relativo all'american dream è il consueto, ma la storia è a forte impatto e lascia il segno.

Parsifal68 27/04/16 10:53 - 607 commenti

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Opera prima statunitense di Muccino sr. che stupisce per la sua essenzialità nel tracciare le peripezie di un padre alla ricerca di un impiego stabile e di un futuro per il proprio figlioletto (suo vero figlio). Will Smith è la sorpresa più piacevole. Dopo Alì, si conferma attore di grande talento nel registro drammatico e può avvalersi di una sceneggiatura nella quale può attingere a piene mani per dare viso e cuore a un genitore nel quale tutti possiamo immedesimarci. Il finale è buonista, ma è davvero andata così anche la realtà.
MEMORABILE: Questa piccola parte della mia vita si può chiamare felicità!

Ira72 16/01/17 14:20 - 1128 commenti

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Il film, ispirato a una storia vera, mi piace perché ben interpretato da Will Smith e da suo figlio, molto spontanei e complici. Mi piace meno questo bisogno smodato, quasi estremo, del regista di sconfinare talvolta nel patetico pur di strappare una lacrima allo spettatore. Detto questo, è difficile restare impassibili davanti al dramma che viene raccontato, purtroppo reale, della perdita economica, dello status sociale e di tutto ciò che ne consegue. Rispetto ad altri film il sentimentalismo è più contenuto, risultando più credibile e meno artificioso.

Bruce 6/03/20 16:41 - 1006 commenti

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Muccino dimostra capacità e coraggio nel proporre come suo primo film per il pubblico americano una storia semplice quanto drammatica di un padre con figlio piccolo che, con grande dignità e impegno, cerca di farcela a sopravvivere tra mille difficoltà quotidiane. Lo spaccato della società capitalista, con le lunghe file ai dormitori pubblici e le tante persone che soffrono a fronte dei pochi che hanno troppo, è amaro e trasmette disagio. Bravissimi i due Smith, padre e figlioletto.

Enzus79 9/03/21 18:14 - 2179 commenti

I gusti di Enzus79

Ispirato alla vita di Chris Gardner, che da senzatetto riuscì a diventare un broker di successo. Film che sfiora la noia, dato che risulta un po' troppo ridondante e a tratti di un buonismo eccessivo. Non si può certamente non apprezzare l'interpretazione di Will Smith, che in ruolo drammatico convince (meglio però in versione originale). Colonna sonora veramente mediocre.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Samuel1979 • 21/11/12 22:07
    Call center Davinotti - 3401 interventi
    Fa parte della colonna sonora il brano "This Masquerade" di George Benson. Il brano viene trasmesso nella sequenza in cui Will Smith è costretto a dipingere la sua abitazione, per ordine del suo padrone di casa.
  • Curiosità Raremirko • 21/06/13 07:02
    Addetto riparazione hardware - 3806 interventi
    La scena della fila con i senzatetto fu girata, su richiesta del regista, con l'impiego di veri barboni.

    Fonte: extra del dvd
  • Discussione Raremirko • 28/06/13 07:10
    Addetto riparazione hardware - 3806 interventi
    Castellaneta, che fa il viscido capo di Smith, è nientemeno che la voce originale di Homer Simpson nella versione americana della serie!