LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Silenzio è il soprannome di un abilissimo pistolero muto (Jean-Louis Trintignant), specializzato nella caccia al... bounty killer. Il più crudele e spietato di questi (un fenomenale Klaus Kinski) gliel’ha giurata, e assieme ad alcuni “colleghi” lo affronterà nell’immancabile duello finale. IL GRANDE SILENZIO è un western insolito, ambientato interamente tra le nevi del Nevada (in realtà siamo sulle Alpi), caratterizzato da lunghe e suggestive panoramiche arricchite dal maestoso commento musicale di Ennio Morricone. La storia è piuttosto striminzita, si riduce alla descrizione dei due antagonisti e preferisce puntare sulla spettacolarità degli scenari. Un western invernale, quindi, immerso nella luce azzurrognola dell'elegante...Leggi tutto fotografia. È chiaro che il regista Sergio Corbucci (autore del soggetto e anche, col fratello Bruno e altri, della sceneggiatura) aveva intenzione di uscire dai consunti canoni del western spaghetti (lo si intuisce soprattutto dalla tragica, inattesa, livida e spiazzante conclusione) ma non vi riesce completamente. Pur tuttavia, nella pochezza del soggetto e dei colpi di scena, il film si lascia gustare per il grande respiro delle panoramiche, per una regia di maniera ma comunque molto solida che potrà appassionare i fan di Sergio Leone (anche se il pathos di Leone resta irraggiungibile per qualunque altro autore di western, americano o italiano che sia). La breve parentesi amorosa tra Silenzio e la nera moglie di una vittima di Tigrero pare aggiunta a bella posta e un po' forzata; in ogni caso Trintignant è molto bravo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Stubby 22/02/07 23:24 - 1147 commenti

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Questo film merita 5 e dico cinque pallini! E' un capolavoro in senso assoluto. Nessuno, anche chi non ama il western, non può che rimanere affascinato da un film così, che rivolta tutti i canoni del genere reinventandoli. Silenzio, interpretato da un Jean Luis Trintignant bravissimo, e Tigrero, interpretato da un Klaus Kinsky mai così cattivo. La pellicola è un escalation di violenza e stranamente i buoni sono i cattivi e i cattivi sono i buoni. Un finale da antologia vi attende al varco.

B. Legnani 8/03/07 01:12 - 4688 commenti

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Molto bello. Prima mezzora eccezionale. Poi la storia perde qualche filino (la Merlini, per esempio, è come i cavoli a merenda), ma il finale è francamente straordinario. Non si può dimenticare Klaus Kinski, in piedi, al centro della soglia, Trintignant fra i fiocchi di neve (mentre Morricone fa partire i violini). Esiste un finale consolatorio destinato ad alcuni mercati esteri. L'ambientazione invernale dà un tocco davvero magico e i panorami sono estremamente suggestivi. Da brividi (e li dà).
MEMORABILE: Come già detto, il finale. Va visto e rivisto.

Il Gobbo 17/04/07 18:42 - 3011 commenti

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Capolavoro del cinema italiano, punto. Corbucci per una volta tiene a freno taluni suoi istinti e regala atmosfere, inquadrature e situazioni che non si dimenticano. Spiazzante, raggelato come i suoi panorami (di cui si ricorderà Altman per I compari), un unicum nel panorama del western (e non solo). Una leggenda alimentata da Corbucci stesso attribuisce a Marcello Mastroianni l'idea del pistolero muto.

Homesick 26/07/07 08:02 - 5737 commenti

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Invernale e crepuscolare. Western iper-pessimista e senza speranza che, affrontando il tema dell’impossibilità di combattere la violenza quando questa è ratificata dalla legge, anticipa i temi del nascente poliziesco italiano del filone “eversivo”, che spesso ne riprenderà il non consolatorio epilogo. Il muto e tenebroso Trintignant è a suo agio anche in un genere a lui estraneo e Kinski spicca in una delle sue migliori e allucinate performances. Grandi musiche di Morricone.

Puppigallo 14/12/07 12:24 - 4497 commenti

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Sembra più una sorta di sogno (tendente all'incubo), che un fatto reale; e questo grazie alla neve, che ricopre tutto (cadaveri compresi, proprio come un sudario), cancellando i rumori e dando al paesaggio un aspetto ben diverso da quello dei classici western. Qui non si gioca sul ritmo, ma sui personaggi, su tutti Tigrero (Kinski), doppiato con perfetta voce da psicopatico quale è. Niente male anche lo sceriffo giusto e ficcanaso. Dialoghi da assaporare (Tigrero e lo sceriffo, che lo odia). Ma anche i silenzi dicono molto (il muto). Inaspettato finale. Notevole.
MEMORABILE: La scusa che utilizza Tigrero con lo sceriffo, che lo porta in prigione, per poter scendere da cavallo e attuare il suo piano: "Devo fare la cacca".

Cotola 12/01/08 21:27 - 7456 commenti

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Uno dei migliori spaghetti western di sempre e sicuramente uno dei più nichilisti e pessimisti della storia del cinema. Merito della bella regia di Corbucci che è sempre sobria ed equilibrata ed evita spacconate e sbruffonerie (che a volte si vedono in pellicole del genere), nonché di una sceneggiatura tesa e avvolgente dall'inizio alla fine. Buono anche il cast. Semplicemente memorabile il violentissimo finale. Assolutamente da non perdere per amanti del genere e non.

Matalo! 11/07/08 16:45 - 1368 commenti

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Tra i pochi titoli del western nostrano ad essere realmente memorabile, offre un lato di Corbucci come autore con scelte fuori dal comune. Ciò che si intravede in Django qui è in piena luce; ambientazione anti-Leone (la neve), un eroe completamente menomato (chi l'ha visto sa come finisce), un universo di perdenti (la love story tra il muto e la nera) contro la forza del male (un grandissimo Kinski). Meno riuscite certe figure di contorno, come la Merlini e un po' Pistilli.

Rickblaine 17/10/08 16:26 - 635 commenti

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Buon western all'italiana. Grandi Tigrero (Klaus Kinski) e lo sceriffo (Frank Wolff). Chi è il padrone in una terra dove la legge esiste e c'è chi è capace di raggirarla? Scena finale insolita ma accettabile in quanto tale. Bravo Corbucci che riesce a dimostrare di non essere da meno nello spaghetti western.

Enzus79 17/10/08 18:29 - 1756 commenti

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Bellissimo spaghetti-western. Sarò impopolare ma questo film lo reputo alla pari dei classici di Leone. Qui la colonna sonora di Morricone si apprezza di più. Ottimi gli attori, su tutti Kinski. Anche Trintignant è salvabile. Belli anche i paesaggi.

Patrick78 21/01/09 17:32 - 357 commenti

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Ecco l'unico spaghetti-western degno di nota tra le migliaia sfornati alle volte a casaccio in quegli anni. Film maturo, crudo, violento quanto basta e di un realismo senza pari per i canoni dell'italico genere, con un grandissimo Trintignant nella parte del vendicativo pistolero muto ed il diabolico cacciatore di taglie Tigrero, interpretato da uno sciroccato Kinski. La storia non è nulla di nuovo, però ad avvalorare il tutto ci si mettono anche le location innevate di sicuro impatto. C'è anche Vonetta McGee, futura star blaxpoitation. Finale anomalo.

Goblin 7/05/09 18:12 - 11 commenti

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D'accordo che lo spaghetti western nel mondo è quello targato Sergio Leone, e ci mancherebbe, ma vanno ricordati alcuni gioielli nascosti di cui questo di Corbucci é decisamente il migliore. Suggestiva l'ambientazione invernale, molto bella la storia e davvero bravi i protagonisti. Corbucci "sovverte" il ruolo dell'"eroe" di turno mostrandoci un bellissimo duello a distanza col cattivo della situazione (un Kinski in una delle sue migliori interpretazioni) che alla fine diviene il vero protagonista. Un film crudo e bellissimo.

Bruce 28/10/09 17:26 - 1001 commenti

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A dispetto del bianco della neve questo insolito western, girato da Corbucci tra le Dolomiti, è un noir, a tutti gli effetti. Il melanconico tema musicale di Morricone sottolinea dall'inizio l'amara e triste atmosfera da tragedia incombente che domina la vicenda, sino al massacro finale. Grandi protagonisti sono il muto Trintignant ed un eccentrico, violento e psicopatico Kinski. Magnifiche panoramiche sulle distese innevate attraversate da cavalli, banditi, poveracci e cacciatori di taglie disposti a tutto. Lento, crudele, memorabile.

Samtam90 3/01/10 16:25 - 56 commenti

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Capolavoro del western italico. Stupenda l'ambientazione innevata, adattissima ai gelidi protagonisti, buona l'idea del pistolero muto (anche se Trintignant è un po' troppo statico) e Kinski è grande come sempre. La sceneggiatura è notevolmente superiore allo standard di genere e ha il coraggio di esibire un finale di raro pessimismo (paragonabile, per intensità emotiva, a quello di Soldato Blu). Notevole la regia di Corbucci, particolarmente ispirato e mai più a questi livelli.

Silenzio 6/08/10 12:57 - 59 commenti

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Sensazionale anti-western corbucciano. Sottratta di ogni ieraticità, l'epopea della Frontiera (e del western americano) soccombe con Silenzio tra i picchi nevicati dello Utah. Il muto e sofferente Trintignant, il bestiale Kinski e l'impiccione e leale Wolff formano un encomiabile terzetto d'attori; ma a consegnare ad eterna memoria la pellicola è l'annichilente epilogo, tra i più radicali e sconsolanti della storia del cinema. Imperiture le ovattate note morriconiane.

Saintgifts 20/03/10 23:47 - 4098 commenti

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Le cavalcate sulla neve sono bellissime. Il film è girato molto bene, ben interpretato e con un buon montaggio. Tra i western nostrani senz'altro si distingue, anche se la storia è debole e con abbastanza incongruenze. Alcuni comprimari e caratteristi purtroppo non ci stanno, anche se è giusto che ci siano attori italiani, ma siamo troppo abituati a sentirli parlare in romanesco in tutt'altre storie, perché ci sembrino credibili in un western. Le sparatorie, come sempre, sono esagerate ma tant'è. la musica di Morricone, bella, ma non adatta.

Markvale 1/09/11 10:54 - 143 commenti

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Coraggioso e originale spaghetti western la cui suggestiva ambientazione invernale - che conferisce alla vicenda un tono melanconico - fa da contraltare al fango che dominava il precedente Django dello stesso regista. Nel tragico finale l'eroe non può che soccombere dinnanzi alla brutalità autorizzata dal potere e, tuttavia, per l'intera durata domina un senso di ineluttabilità che prepara l'esito degli eventi. Corbucci utilizza al meglio gli attori disponibili: un inedito e affascinante Trintignant e un Kinski di rara astuzia e crudeltà.

Giùan 2/02/12 12:03 - 2927 commenti

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Semplicemente indimenticabile. Riscalda il cuore sapere che a firmare questo capolavoro di spietata rigidità sia stato il bonario Corbucci. Sergione "trucca" Cortina da Utah e rivoluziona tutti i canoni del cinema di frontiera (del western classico come delle rivisitazioni nostrane), facendo soccomber fragili vendicatori (malinconico Trintignant), affamati bandidos, prostitute avvizzite (Marisa nel far west), schietti uomini di legge (ruspante Wolff) e supreme negre (candida Mc Gee). A trionfare è solo l'avidità infame, il Diavolo subdolo e scaltro di Kinski.
MEMORABILE: Kinski che pesca nella neve cadaveri e "compari": i fucili; Il tema di Morricone; La schiena di Vonetta Mc Gee; La cicatrice sulla gola di Silenzio.

Albstef90 29/01/13 20:24 - 78 commenti

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Forse il capolavoro di Sergio Corbucci. Secco, violento, reale e molto crudele. Girato interamente sulla neve, il film può vantare uno straordinario Jean-Louis Trintignant e un cattivissimo quanto perfido Klaus Kinski. I costumi sono curati da Enrico Job e Morricone firma la bellissima colonna sonora. Il cast secondario annovera molti attori leoniani, come Pistilli e Brega, ma non bisogna dimenticare il grandissimo Frank Wolff. Finale straziante!
MEMORABILE: Il volto di Jean-Louis Trintignant. La perfidia di Kinski. Il finale.

Coyote 22/02/13 11:19 - 185 commenti

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Film di grande durezza, in cui Corbucci rinuncia del tutto a ogni forma di alleggerimento, si distingue nel panorama dello spaghetti western per l’insolita ambientazione invernale. Ottimi gli attori, con Trintignant perfettamente nella parte del vendicatore solitario e Kinski da far venire i brividi per la calma ferocia. La conclusione è in linea con il racconto; meno male che i produttori non hanno usato il finale alternativo!

Jdelarge 3/06/13 12:55 - 847 commenti

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Corbucci dà vita a uno dei film migliori nell'ambito del western all'italiana, grazie alla sapiente decisione di stravolgere le regole che hanno fatto grande questo genere. La trama è elaborata ottimamente e la psicologia dei personaggi è ben approfondita; a partire dal sindaco (un grandissimo Frank Wolff), figura vera e pura in mezzo a un mare di illegalità, rappresentata a sua volta dalla vera star di questo film, Klaus Kinski, eccezionale in ogni singola scena. Bella l'ambientazione nevosa e la colonna sonora di Morricone. Finale da urlo.
MEMORABILE: Ogni scena con Tigrero (Klaus Kinski).

Didda23 3/09/13 23:55 - 2282 commenti

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Corbucci eleva esponenzialmente il proprio cinema girando con una inaspettata vena autoriale un amarissimo e sentitissimo spaghetti western. Magnifica la contrapposizione fra il candore e la purezza dell'ambientazione e la crudeltà dell'animo umano che si pone sopra le legge, raggirandola. Straordinario lo score morriconiano e stupefacente la prova del terzetto Wolff-Kinski-Trintignant. Corbucci, in stato di grazia divina, gira magnificamente regalandoci un finale memorabile e riflessivo.

Geppo 26/09/13 17:05 - 286 commenti

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Sergio Corbucci non era da meno rispetto a Sergio Leone e l'ha dimostrato con questo meraviglioso, straordinario e particolare western, ottimamente girato e recitato. Corbucci ci sapeva fare, altrochè! Una splendida storia western ambientata sulla neve (soluzione già di per sé abbastanza curiosa). Gli attori sono tutti perfetti e in gran forma: Kinski, Trintignant, Wolff, Pistilli e la meravigliosa McGee. Dialoghi e sceneggiatura notevoli, che lasciano incantare lo spettatore. Finale stranamente particolare... ma fondamentalmente geniale. Bravo anche Morricone! Cult!
MEMORABILE: Maledetto... mi hai massacrato le mani!

Nando 18/10/13 19:12 - 3458 commenti

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Western pessimistico e crepuscolare, ambientato tra lande innevate che vede protagonisti un espressivo ma muto Trintignan e un laido e smargiasso Kinski. Trama abbastanza consueta ma ben congegnata, che si sviluppa tra sparatorie, buoni dialoghi e casti sentimentalismi. Appropriata colonna sonora e finale tutt'altro che buonista.

Alex1988 14/09/14 18:46 - 637 commenti

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Vera e propria "bomba" deflagratoria per il western italiano e in generale, dove innanzitutto, l'ambientazione desertica e arida, classica per un western, viene sostituita da quella gelida della neve (e questo, già di per sé, rende la storia ancora più cupa). Inoltre il finale estremamente nichilista, che ribalta completamente i canoni del genere, lo rendono il quasi-capolavoro di Sergio Corbucci, regista che secondo me ha espresso a pieno il suo talento proprio grazie al western.

Vitgar 17/10/14 11:12 - 586 commenti

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Anche se datato, mantiene ancora oggi una visibilità innegabile. Tanti i fattori che contribuiscono a renderlo un cult del genere western: l'ambientazione nella neve (così diversa dai classici western), il messaggio sociale importante che emerge dalla trama (in cui il bene non riesce a vincere sul male), una regia asciutta e tagliente che non dà spazio a cedimenti di tensione. Aggiungiamo la buona resa del cast attoriale e la notevole colonna sonora dell'onnipresente Morricone.
MEMORABILE: La maschera psichicamente disturbata di Kinski nel finale.

Almicione 14/12/14 20:02 - 765 commenti

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Insolito ed efferato western dal ritmo lento e dalla colonna sonora asfissiante (un Morricone poco brillante), per il quale Corbucci abbandona i climi afosi e le terre aride per ritrovarsi fra gelide montagne innevate. Anche il tema centrale, il conflitto continuo fra i banditi e gli inumani bounty killer, dimostra quanto questa pellicola esuli dai canoni del genere e ciò viene confermato da un finale realistico e crudo sebbene non unanimamente apprezzabile. Grande interpretazione di Kinski in un ruolo ben costruito.
MEMORABILE: L'immagine della morte rappresentata da un bandito che cammina con una falce.

Minitina80 17/02/15 14:01 - 2304 commenti

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Una piccola perla di magnificenza racchiusa in un western che ha il pregio di cercare di slegarsi dai canoni consunti e abusati del genere. Questo avviene nell'ambientazione innevata e burrascosa, ma anche nella storia, soprattutto nel cinico e spiazzante finale. Kinski offre la prova migliore, forse perché a suo agio nel ruolo del cattivo, fornendo una delle sue prestazioni più allucinate e malefiche. Stupenda e ammaliante, non solo nel tema portante, la colonna sonora firmata da Ennio Morricone.

Lythops 20/05/15 21:06 - 972 commenti

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Grande idea quella di strutturare un western in inverno, con costumi e ambienti così diversi da quelli delle assolate terre dell'Ovest alle quali siamo stati abituati. Morricone emerge con uno dei suoi temi migliori scrivendo una partitura con un'orchestrazione del tutto particolare (in cui fa convivere dei corni con un vibrafono). Ciò che stupisce di più è la storia, talmente nera da indurre Corbucci a girare un finale diverso per il mercato estero. Trintignant bravo e interessante, Kinski mitico come sempre.

Samdalmas 28/08/15 18:10 - 302 commenti

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Il vero capolavoro western di Sergio Corbucci, gelido e innevato, ambientato in una sperduta Snow Hill dove non c'è quasi mai il sole. Anche i personaggi classici del genere, come il pistolero solitario, vengono smontati visto che Trintignant è muto e recita solo con lo sguardo. Bellissime le cavalcate sulle nevi sottolineate dalle musiche di Morricone. Anche per chi non ama il genere è sicuramente un film da vedere, con un finale pessimista che resta impresso nella memoria.

Capannelle 17/03/16 11:07 - 3700 commenti

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Decisamente da vedere perché il pessimismo di fondo, l'ambientazione invernale e una serie di idee che sgretolano i canoni del genere ne farebbero un piccolo gioiellino. Peccato che a fronte dell'idea generale, delle musiche morriconiane e del parco attori ben scelto (il trio gira a meraviglia ma anche McGee e Pistilli meritano), il film sia stato girato con diverse incongruenze visive e fotografia alla meglio. Mantiene comunque il suo fascino e merita una citazione tra i must del genere.

Dega88 15/02/16 01:56 - 15 commenti

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Uno spaghetti western decisamente superiore alla media: le musiche di Morricone sono fantastiche, molto superiori alla qualità del film stesso che è comunque molto interessante. Le sparatorie sono ottimamente girate, come anche le cavalcate nella neve mentre i primi piani troppo traballanti. Kinski insuperabile nella parte del villain mentre i comprimari stanno nettamente sotto. Il finale cinico e crudele è memorabile, visto anche l'anno di produzione.
MEMORABILE: "Sembrate un allevatore di maiali, ma con quella siete un allevatore di maiali che vuole fare lo sceriffo".

Rebis 16/02/16 13:38 - 2088 commenti

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Antiwestern per antonomasia, il film di Corbucci gioca in controtendenza ai canoni consolidati dal filone yankee - a partire dall'ambientazione innevata - e trova in questa eccezionalità - rimarcata da un Morricone tetro e spettrale - una statura identitaria e un'incidenza immaginifica: antieroico e antiretorico, nichilista e umanista, dirotta i personaggi verso un finale al nero che fa i conti con un rimosso della storia americana. Messa in scena austera, con qualche grossolanità. Ottimo Pistilli. Iconici Trintignant e Kinski (mal doppiato da Giancarlo Maestri). Film matrice di Hateful Eight.

Von Leppe 16/02/16 20:23 - 1018 commenti

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Il pistolero solitario e che parla poco in questo film diventa totalmente muto e viene chiamato Silenzio, (a interpretarlo ottimamente c'è un tenebroso Jean-Louis Trintignant). Il silenzio è accentuato dall'ambientazione invernale innevata. Antagonista dell'eroe, che in questa pellicola è davvero maledetto (per quello che è e per come finisce), è il perfido Tigrero/Kinski. Buone le musiche.

Nicola81 13/03/16 13:37 - 1924 commenti

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Uno dei western migliori e dei più atipici. Un Corbucci decisamente ispirato ha il coraggio di inserire audaci innovazioni quali un protagonista muto, l'ambientazione innevata, la non negatività dei banditi e, soprattutto, un feroce realismo, propedeutico a un finale che lascia di stucco per la sua crudeltà. Trintignant recita con lo sguardo, Kinski è un cattivo indimenticabile, Wolff alla sua prova migliore, Bravi la McGee e Pistilli, simpaticamente fuori posto la Merlini. Sceneggiatura robusta, confezione di qualità. Grande cinema.
MEMORABILE: Le cavalcate nella neve; Le sparatorie; Tutte le scene con Frank Wollf; L'agghiacciante finale; Le musiche di Morricone.

Rocchiola 27/08/18 14:29 - 856 commenti

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Nella pletora di spaghetti-western da due soldi che affolla il cinema di fine anni 60, il film di Corbucci è sicuramente uno dei migliori. Originale nell’ambientazione innevata che anticipa I compari e nella scelta del protagonista silenzioso. Ma si ricorda soprattutto per il finale anticonvenzionale e per la prova di Kinski sadico bounty killer dalla parlata melliflua che si muove in un universo surreale, violento e pessimista. Wolff e la Merlini sembrano però usciti da Trinità e in ogni caso Altman e Peckinpah restano modelli irraggiungibili.
MEMORABILE: L’agguato iniziale; L’uccisione del bounty killer che si sta abbuffando; Lo scontro finale; La faccia di Brega bruciacchiata; La pistola Mauser.

Pesten 3/11/19 18:04 - 632 commenti

I gusti di Pesten

Lavoro di Corbucci decisamente fuori dagli schemi, per questo western. L'essere ambientato perennemente sotto la neve dona innanzitutto un'atmosfera unica, tra il surreale e l'ovattato, che crea uno strano contrasto con la storia. Questa si snoda in un film fatto di violenza, avidità e in cui i pochi buoni sentimenti soccombono sotto i colpi del male. Prima parte decisamente ottima, seconda che perde colpi con qualche momento di vuoto ma un finale inaspettato e così crudo che si ricorda in pochissime altre pellicole. Gioiellino.
MEMORABILE: La colonna sonora di Morricone, a tratti forse troppo pomposa ma di gran livello; La Merlini, forse troppo trasteverina per essere lo Utah innevato.

Daniela 9/07/20 10:39 - 9208 commenti

I gusti di Daniela

Non supera quello di Leone ma anche il trio proposto da Corbucci in questo western innevato è memorabile: col fisico minuto e lo sguardo triste, Trintignant è perfetto nel ruolo del pistolero muto,  Kinski interpreta magnificamente un cacciatore di taglie sadico, reso ancora più inquietante dalla voce melliflua nel doppiaggio, infine Wolff, sceriffo bonario,  alleggerisce con la sua presenza i toni nella parte centrale della storia, destinata a sfociare in un epilogo insolito nel suo pessimismo, tra i più cupi e sanguinosi di tutto il genere. Film non perfetto ma crudo e bello.
MEMORABILE: La diligenza con i cavalli che galoppano nella tormenta: momento memorabile anche per Tarantino.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo B. Legnani • 27/08/18 17:13
    Consigliere - 13724 interventi
    Rocchiola ebbe a dire:
    Finalmente una buona edizione per questo cult che fino ad ora non ha avuto un adeguato trattamento in home-video. ecc.

    Scusa, ma è un copia/incolla che andava altrove?
  • Homevideo Zender • 28/08/18 07:37
    Consigliere - 43515 interventi
    Non ho capito. Perché altrove, Buono? E perché copia-incolla?
  • Homevideo Rocchiola • 28/08/18 09:42
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    Scusate ma stavo elaborando il mio commento ma ho dovuto interrompere, pertanto è rimasta una bozza che ho finito successivamente di elaborare. Per comodità mi ero copiato parte delle recensione di bluray.com per capire se il loro giudizio conteneva indicazioni sulle mie impressioni dopo una prima visione del BD suddetto.
  • Homevideo Rocchiola • 28/08/18 09:44
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    Ah, un ultima annotazione sul prezzo, io su Amazon non sono riuscito a trovarlo a meno di 30 euro !!!
  • Homevideo B. Legnani • 28/08/18 10:00
    Consigliere - 13724 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Non ho capito. Perché altrove, Buono? E perché copia-incolla?

    Rocchiola ha già risposto, come vedi.
  • Homevideo Rocchiola • 28/08/18 12:27
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    Questo film ha ispirato anche un grande fumetto della scuola franco-belga Durango sceneggiato e disegnato dal grande Yves Swolfs. In particolare la prima storia di questa saga a fumetti da noi intitolata I cani muoiono d'inverno è palesemente influenzato dal film di Corbucci con il protagonista modellato fisicamente sul personaggio di Silenzio-Trintignant (anche se nel fumetto non è muto) ed il cattivo di turno del tutto simile al bounty killer Tigrero interpretato sul grande schermo da Klaus Kinski.


    Questa serie a fumetti è stata integralmente pubblicata un paio di anni fa dalla Gazzetta dello sport ed è ancora reperibile tra gli arretrati. Oltre al Grande silenzio negli episodi successivi ci sono molti rimandi all'universo degli spaghetti western da Leone a Django.
    Ecco la copertina di uno degli albi che ricrea l'atmosfera invernale del film:

    La famosa pistola automatica Mauser presente nel film e nel fumetto:

    Altre scene del fumetto che richiamano sequenze ed atmosfere del film:


    Leggetelo, per gli amanti dello spaghetti western una vera chicca!!!!
    Ultima modifica: 3/09/18 16:02 da Rocchiola
  • Homevideo Zender • 28/08/18 18:08
    Consigliere - 43515 interventi
    Ripeto Rocchiola: NON si possono postare immagini fino al 31.
  • Discussione Capannelle • 17/07/20 12:44
    Scrivano - 2495 interventi
    Osservando il cast mi sono chiesto chi fossero gli Ukmar.
    Allora, Franco Ukmar proviene da una famiglia circense che ha fornito al cinema altri cinque stuntman, cioè i suoi cinque fratelli. Hanno fatto decine di film, dal peplum ai western, dal poliziesco ai film di Bud Spencer e Terence Hill.
    Per vederli ne il Grande Silenzio andate qui http://theamazingmefi.blogspot.com/2016/01/il-grande-silenzio.html

    @Rare: avendo visto Django dico che il Grande Silenzio vince su tutta la linea, non solo perchè più originale..
    Ultima modifica: 17/07/20 14:25 da Capannelle
  • Discussione Renato • 17/07/20 16:20
    Archivista in seconda - 305 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Osservando il cast mi sono chiesto chi fossero gli Ukmar.
    Allora, Franco Ukmar proviene da una famiglia circense che ha fornito al cinema altri cinque stuntman, cioè i suoi cinque fratelli.
    Sono anni che raccogliamo le partecipazioni dei fratelli Ukmar su un altro forum. Franco (1936-2016) in particolare è stato finora riconosciuto in circa 170 film, dal 1960 al 1993.

    I suoi fratelli sono Bruno, Clemente, Giancarlo, Giovanni e Sergio.
    Ultima modifica: 17/07/20 16:22 da Renato
  • Discussione Raremirko • 20/07/20 23:45
    Addetto riparazione hardware - 3449 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Osservando il cast mi sono chiesto chi fossero gli Ukmar.
    Allora, Franco Ukmar proviene da una famiglia circense che ha fornito al cinema altri cinque stuntman, cioè i suoi cinque fratelli. Hanno fatto decine di film, dal peplum ai western, dal poliziesco ai film di Bud Spencer e Terence Hill.
    Per vederli ne il Grande Silenzio andate qui http://theamazingmefi.blogspot.com/2016/01/il-grande-silenzio.html

    @Rare: avendo visto Django dico che il Grande Silenzio vince su tutta la linea, non solo perchè più originale..

    Ciao, grazie per la chiamata, detto fuori dai denti, il nuovo look del sito ancora non l'ho digerito e certe cose non le noto.

    Grazie per il parere, neanche ricordavo di aver fatto la domanda.