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Caesars 8/02/07 13:57 - 2674 commenti

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"Il sorpasso" è un film che giustamente ha fatto epoca, in quanto ritrae perfettamente uno spaccato della vita italiana durante il boom economico. Spiazzante l'amaro finale dopo che per tutto il film si è respirata un'aria quasi goliardica. Eccellente la prova di Gassman (impossibile immaginare un altro attore al suo posto) e funzionale alla vicenda quella di Trintignant. Un tassello fondamentale del cinema italiano.

Homesick 21/04/07 18:05 - 5737 commenti

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Ferragostano ed iniziatico, fotografa con attenzione quell'Italia del boom economico, spendacciona, irresponsabile, materialista, ciecamente ottimista, ma soprattutto vuota e superficiale. Gassman e Trintignant rappresentano le due facce della stessa medaglia offendo ottime interpretazioni: spavaldo, garrulo, perditempo e a tratti sordiano il primo; timido, scrupoloso ma corruttibile il secondo. Colonna sonora twist, con gran copia di canzoni di Vianello, Di Capri, Modugno. Un film imperdibile.

Deepred89 16/05/07 20:23 - 3272 commenti

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Tra le migliori commedie italiane in assoluto. Risi utilizza una trama da commedia on the road per descrivere l'Italia del boom e per confrontare due personalità apparentemente diversissime: entrambe le cose gli riescono alla perfezione. Inoltre il ritmo è elevato, le battute sono ottime, i due protagonisti sono fantastici e la colonna sonora (che comprende varie hit dell'epoca) è azzeccatissima. Film fondamentale.

B. Legnani 12/07/07 00:23 - 4695 commenti

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Comincio con il poco che non mi piace: il finale cha mi sembra incollato (e male) con lo scotch (quasi una sorta di inverosimile punizione divina), ed una tendenza alla ripetizione che affiora nell’ultima mezzora. Tutto il resto è molto bello. Un imperdibile film degli Anni Sessanta.

Lercio 13/07/07 01:04 - 232 commenti

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Molto bello, si può tranquillamente parlare di piccolo capolavoro. Originale nell'affrontare una contrapposizione durante un viaggio verso il mistero, verso la crescita e la consapevolezza di due visioni differenti. Film estremamente attuale nonostante gli anni, recitato ad arte, con una colonna sonora perfetta e un finale che spiazza e fa riflettere sul senso del film, un senso che, anch'esso, può essere libero. Imperdibile. Necessario.

Puppigallo 8/08/07 15:48 - 4499 commenti

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Uno, caciarone, mezzo burino, con la delicatezza di un treno merci, che prende la vita di petto, sfottendo tutto e tutti. L'altro, studente modello, che pensa al futuro, timido, educato, ma quasi col timore di assaggiare la vita. Metteteli sulla stessa auto, col burino alla guida (il clacson non si scorda) e otterrete un bel film (grazie soprattutto all'ottima prova dei due attori). Un viaggio che sembra non terminare mai, dove ognuno dei due imparerà, o disimparerà, qualcosa dall'altro. Qualche pausa. Finale giusto (nella sua ingiustizia), che più giusto non si può.
MEMORABILE: Gassman dà un passaggio a un villico.

Galbo 26/08/07 07:31 - 11350 commenti

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Vero e proprio piccolo capolavoro della [tragi]commedia all'italiana, rappresenta uno dei primi road movie mai realizzati. La forza del film è quella di avere colto nella figura del protagonista il carattere insieme vanaglorioso e vigliacco dell'italiano medio e di avere scelto per interpretarlo l'attore migliore sulla piazza per il ruolo, quel Vittorio Gasmann che di rado sarà così a suo agio nel cinema. È un film sulla solitudine e sulla ricerca di sè con un finale memorabile.

Gugly 27/12/07 22:18 - 1015 commenti

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Due caratteri agli antipodi: Gassman lo spaccone e Trintignant il prudente (per non dire il pauroso) ma il secondo durante il viaggio scoprirà realtà che non sapeva (o non voleva?) vedere grazie al compagno di viaggio. Chissà, forse non è adatto a vivere nel boom... Degni di nota anche i personaggi di contorno, la figlia Spaak e il fidanzato Bibi (il solito grande Claudio Gora)
MEMORABILE: In visita presso gli zii di Grosseto, Bruno fa scoprire al compagno di viaggio magagne vistose nella perfetta famiglia dello zio Michele.

Capannelle 5/04/08 19:31 - 3703 commenti

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Un film malinconico e dissacrante, girato in una Roma semideserta che fa risaltare i due caratteri dei protagonisti. Gassman e Trintignant si conoscono per caso, si sopportano e mettono a nudo i loro difetti ma fanno anche un tentativo di capire come conviverci. Gassman istrionico, ottima scelta per il personaggio ma, come dire, debordante. Film bello, anche se non rientra tra gli imperdibili.

Cotola 9/06/08 13:56 - 7461 commenti

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Pietra miliare della storia del cinema nostrano (ma secondo me inferiore a Una vita difficile), questo film rappresenta un magistrale ritratto dell'Italia del boom di cui Bruno Cortona (interpretato da un immenso Gassman) incarna tutti i vizi e le virtù. Il suo viaggio insieme al giovane Roberto è pieno di momenti divertentissimi, che si sono ormai impressi in maniera indelebile nell'immaginario collettivo cinematografico (e non) del nostro paese. Praticamente imperdibile!
MEMORABILE: I discorsi su un certo tipo di cinema, specie quello di Antonioni. Impagabile.

Il Gobbo 25/07/08 09:15 - 3011 commenti

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Film santissimo, capolavoro assoluto (di Risi, del cinema italiano, del Cinema). Per non ripetere le cose già dette, e ancora una volta osannando lo straordinario tour de force attoriale di Gassman, all'ennesima visione colpiscono anche le fulminee, quasi aforistiche annotazioni, le storie raccontate in inquadrature di pochi secondi, dalle transizioni sociali (il twist di campagna) alle piccole storie ignobili (la bella ragazza e il vecchio amante nel night a Castiglioncello), il grande uso della musica. Sublime.

Supervigno 25/07/08 12:40 - 229 commenti

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Siamo in zona mito. Un film che si regge quasi esclusivamente sulla prova d'attore di Gassmann, che riesce a imperversare senza una sbavatura, regalandoci mille sfumature e umori di una canaglia che non riusciamo, neppure sforzandoci, a detestare. Il resto del cast è all'altezza del protagonista, a cominciare dal timido Trintignant, la sceneggiatura è classica e sempre attuale, il ritmo è costante e senza cadute né momenti di stanca. Imprescindibile.

Matalo! 30/07/08 11:01 - 1368 commenti

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È difficile per chi ha 43 anni come me non essere venuto su con la morale di questo indimenticabile film "on the road" di Risi, anomalia nella stanzialità soprattutto romana del nostro cinema. Gassman e Trintignant (perfetti) si muovono sull'Autostrada del Sole, simbolo del benessere degli anni del boom, raccogliendo delusioni, amarezze, sconfitte il primo e la scoperta del mondo così com'è il secondo. Il finale logicamente preferisce risparmiare al secondo l'ingresso nella vita adulta. Immortale. Per altre mète porterà Profumo di donna, film cugino.
MEMORABILE: Il clacson di Gassman; il commento su "L'eclisse"; l'incontro con la figlia; l'incontro alla stazione; il finale.

Supercruel 3/09/08 16:29 - 498 commenti

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Grande classico Anni Sessanta di Risi, con un Gassman spropositatamente gigante. Forse il finale risulta un po' manicheo e grossolano, ma è un piccolo neo all'interno di un contenitore narrativo e recitativo di eccezionale livello. L'età, inoltre, non sembra passare per questa opera italiana: il ritmo da "road movie" e le continue battute messe in bocca all'istrionico Gassman mantengono il ritmo alto e l'interesse sempre sveglio. Tremendamente attuale la figura dello spaccone. Grande pellicola.

Ciavazzaro 17/09/08 14:18 - 4759 commenti

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Capolavoro. L'ottima coppia di attori Gassman e Trintignant e la regia di Dino Risi: già queste particolarità denotano la qualità del film. Ottimo anche il resto del cast, dal quale citiamo la bellissima Spaak e Gora. Finale entrato negli annali. Da vedere senza ombra di dubbio.

Magi94 22/08/17 20:49 - 659 commenti

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Un capolavoro della nascente commedia all'italiana nonché uno dei primi veri e propri road movie. La forza del tutto sta nei due personaggi contrapposti, incarnati da Gassman e Trintignant in un modo così veritiero che quasi fa confondere finzione e realtà. Il trucco sta proprio nella loro caratterizzazione: malgrado il finale dia un'impronta più "manicheista" nel finale, entrambi hanno lati sia positivi e negativi ed è facile immedesimarsi in almeno una caratteristica di entrambi. Montaggio un po' affrettato nelle ultime scene.

Pigro 18/12/08 10:10 - 7737 commenti

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Il viaggio di due uomini in auto durante Ferragosto è, nel film di Risi, la rappresentazione speculare di due uomini di fronte alla vita. Il viaggio è, infatti, rito di passaggio non solo di un ragazzo che ha paura di crescere, ma anche di un uomo che non ha voluto crescere. Per entrambi il confronto con le proprie famiglie durante il viaggio è illuminante: la necessità di superare il tempo delle fiabe per uno, la consapevolezza del tempo che passa per l'altro. Finale straordinario, a sorpresa ma annunciato da molti presagi. Gassman grandissimo.

Xamini 25/12/08 02:38 - 1000 commenti

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Diversi i temi del film: il primo a funzionare è il dualismo tra due modi così antitetici di intendere la vita e il loro progredire nel corso del film, sino al commovente momento in cui si incontreranno. Poi c'è lo spaccato storico dell'Italia di quegli anni attraverso la prospettiva di un road movie (ed è un documento imperdibile), qualche marginale riflessione e, quello che più stupisce, un ritmo e una messa in scena che lo rendono più moderno di quanto non si creda. E, quasi dimenticavo, un grande Gassman (c'era bisogno di dirlo?).
MEMORABILE: Il finale e il clacson che è quasi una colonna sonora a sé.

Rickblaine 31/01/09 15:58 - 635 commenti

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Ben strutturata questa storia di uno studente che si abbandona alla compagnia di un "cerca occasioni", il quale finge un'amicizia temporanea e lo porta in giro per il Centro Italia, alla riscoperta di qualcosa di più importante che non l'accanirsi esclusivamente sugli studi. Il vecchio che fa il giovane e il giovane che fa il vecchio. Grandioso Gassman.
MEMORABILE: Il finale.

Renato 22/03/09 22:54 - 1534 commenti

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Senza dubbio un film importante, di cui forse si è scritto troppo finendo con l'attribuirgli significati simbolici persino eccessivi. Rivisto oggi ha alcuni momenti in cui il ritmo è un po' blando, ma il tono generale del film lascia comunque un'ottima impressione, soprattutto per come sono stati tratteggiati i caratteri dei due protagonisti, gli strepitosi Gassman e Trintignant.

Saintgifts 19/05/09 16:28 - 4098 commenti

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La "spider" è il simbolo dell'arrivato di quegli anni. È questa auto, con tanto di bollo Ministeriale fasullo appiccicato sul parabrezza, il biglietto da visita di una sorta di playboy nostrano (fasullo anche lui) che pensa di essere superiore a tutti (salvo quando elemosina). L'incontro con l'altro personaggio a lui opposto come carattere, fa il film. La bravura di Risi è stata quella di saper analizzare un momento nella vita di un Paese nello stesso istante in cui la si sta vivendo. Dopo sono capaci quasi tutti. Più profondo di quanto sembri.
MEMORABILE: La vera realtà torna nel finale del film con la frase "...un suo parente?" "No, lo conoscevo appena".

Brainiac 24/08/09 21:46 - 1082 commenti

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Quando si può dire che una commedia è riuscita? Quando c'è un po' dei personaggi rappresentati in ognuno di noi. Ed in noi non si può non riconoscere qualcosa di Bruno, che chiama Antonioni "quello dell'alienazione", che prende le strade contromano, che preferisce passare il ferragosto con uno sconosciuto piuttosto che restare solo (ti dice qualcosa, Verdone?). D'altronde dentro ognuno di noi c'è anche qualcosa del personaggio di Trintignant: che non riesce ad opporsi ad un cacciapalle, che studia di ferragosto, che non sa trattare con le ragazze, che...
MEMORABILE: "Aò ma guardi che è un diritto!". "Ma diritto de che?!? De li mortacci tua!!!".

Cangaceiro 25/08/09 21:26 - 982 commenti

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Il film che più di ogni altro racchiude l'epoca del boom italiano del dopoguerra, un'inammainabile bandiera del nostro cinema che fu. Da un incontro fortuito tra due stili di vita opposti, agli antipodi in tutto, anche nel loro destino, ecco il roadmovie tricolore per eccellenza. Gassman stratosferico: il suo Cortona è la summa di invadenza, cialtronaggine ed opportunismo. Il personaggio del bravissimo Trintignant non può non far grande tenerezza: insicuro e vulnerabile, non fa a tempo a riassaporare come si deve la vita che... Indimenticabile il clacson.
MEMORABILE: I soliloqui di Trintignant. Il finale.

Mco 27/08/09 15:35 - 2139 commenti

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Un cult assoluto che per lungo tempo ha lasciato come refrain nelle mie orecchie e nella mia testa il suono del clacson sparato a manetta con insistenza dal bolide di Gassman. Tutta la storia è tanto semplice quanto affascinante e l'accoppiata Grande Vittorio-Trintignant funziona a meraviglia. Consigliatissimo a tutti coloro che amano il cinema a 360 gradi. Bellissima la Spaak.

Mtine 8/05/10 18:52 - 224 commenti

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Il film visto superficialmente, senza pretese, sarebbe anche bello, ma se andiamo a scandagliarlo ne tiriamo fuori perlopiù personaggi e situazioni già viste: Trintignant recita la parte iper-stereotipata del ragazzo timido e introverso che si trova coinvolto suo malgrado in una situazione particolare. Gassman è bravo, ma anche lui impersona come al solito lo sborone che vive alla giornata. Insomma, Risi non ha inventato nulla di nuovo e il suo film è uguale a tanti altri. E non andiamo a cercare critiche sociali intrinseche o quant'altro.

Karim 28/07/10 22:27 - 22 commenti

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Indimenticabile ed esuberante "romanaccio" Vittorio Gassman, contrapposto ad un compassato riflessivo ed introverso Trintignant. Due personaggi agli antipodi che dopo un incontro causale passano un ferragosto che segnerà l'esistenza di entrambi. Grande protagonista la mitica Lancia Aurelia Spider che fa da sfondo ai due straordinari personaggi. Spaccato di un'Italia del dopoguerra tutta motori clacson spacconate e sorpassi... appunto! Grande pellicola!
MEMORABILE: "Cane a 6 zampe amico fedele dell'uomo a 4 ruote".

Rambo90 31/07/10 14:10 - 6318 commenti

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Capolavoro indiscusso del cinema italiano. La storia approfondisce i caratteri dei due personaggi che, conosciutisi per caso, si imbarcano in un viaggio insieme senza meta in automobile. Superlativa la performance di Gassman, fanfarone e gradasso, rozzo e volgare nei modi ma in fondo buono e simpatico; bravo anche Trintingnant nel ruolo dello studente riluttante nel seguire il primo ma poi sempre più convinto da quella scelta. Da non perdere.

Fabbiu 25/08/10 04:03 - 1930 commenti

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Un impareggiabile Gassman ci delizia (molto alla Sordi maniera) con un personaggio emblema dell'italiano così come conosciuto all'estero (e difatti, per il successo ottenuto dalla pellicola all'estero... così è stato confermato) che ha dello strepitoso. La commedia ha momenti di alta comicità ma racchiudono in loro malinconia e tristezza, l'azione delle riprese delle auto in strada ce lo fanno ricordare come uno dei primi film on the road della storia. Non sempre lineare, il secondo tempo cede rispetto al primo.

Mdmaster 15/11/10 08:12 - 802 commenti

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Una delle essenziali commedie italiane, vicina alla sensibilità popolare ma non priva di sguardo critico. Gassman gigioneggia come non mai e nonostante non sia ruolo perfetto per l'attore, riesce credibile come il "vincente" Bruno Cortona. Trintignant e la Spaak sono ottimi comprimari, ma è spesso il cast minore che evidenzia quei lati che innalzano la pellicola a più di mero divertissement. La solitudine, la meschinità, l'innocenza perduta e l'incomprensione sono elementi essenziali de Il Sorpasso, tutt'ora pellicola davvero moderna.
MEMORABILE: "Pure noi c'avemo diritto a fa' festa!" "Ma er diritto de che?" "Er diritto de limortacci tua! E de tu nonno!"; il twist dei contadini.

Zender 8/10/11 13:38 - 278 commenti

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In Aurelia sull'Aurelia, con una clacsonata che diventa marchio. Gassman al volante travolge il timido Trintignant che si scopre suo contraltare ideale per un'avventura senza una vera meta; liberi per far sognare e riflettere chi guarda e sa che il grande cinema italiano quel ferragosto a Roma salì in auto con loro per non scenderne più almeno fino al memorabile epilogo. Che lascia lì di sasso a Sassoscritto chi scrive e chi assiste, impotente, di fronte alla gelida e imparziale risacca che non giudica e chiude così, d’emblée.

Fauno 26/11/11 12:41 - 1909 commenti

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Un cialtrone così può accendere l'immaginazione a uno studente che non ha mai visto niente, ma non c'è società nella quale possa far qualcosa di buono... Tanto tempo da perdere a fare considerazioni superficiali con la speranza di essere spiritoso. Forse qualcuno ha ragione a dire che in Italia dobbiamo imparare a far meglio i compiti a casa, perché questo è fatto proprio male, non riflette nulla di un'epoca di benessere (a differenza de L'ombrellone, per esempio) ma a me è servito per capire perché mio padre detestasse Gassman e mia madre lo adorasse...
MEMORABILE: Occhiofino per non dire finocchio. Io aggiungerei "guarda come tontolo"...

Nancy 24/01/12 00:48 - 774 commenti

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Superlativa commedia che non risente affatto dei suoi cinquant'anni: vivace, frizzante, estiva come poche (colonna sonora che profuma di 60s da ogni poro). Gassman splendido, un vero mattatore che, coadiuvato da una brillante sceneggiatura, tiene serrato il ritmo e a vertici quasi ineguagliati l'umore. Spensierato come il Ferragosto che ogni italiano vorrebbe passare, Risi ci racconta così il boom degli anni 60 in questa storia dolceamara, con un finale assolutamente memorabile e anche, per chi lo vuol leggere, introspettivo. Ottimo.
MEMORABILE: Il clacson della macchina di Cortona; Il finale.

Neapolis 3/03/12 21:48 - 174 commenti

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Un autentico Cult-movie, uno dei pochi che può vantare la cinematografia italiana. L'Italia della ripresa industriale, spensierata e spregiudicata, è rappresentata da un Gassman in uno stato di forma strepitoso. La sua fisicità e vitalità bucano lo schermo; si intravedono in lui quei comportamenti e atteggiamenti che saranno poi tipici di tutte le generazioni a venire. L’altra generazione presente nel film (stranamente la più giovane), quella timida, educata e benpensante, rappresentata da Trintignant, è destinata fatalmente a soccombergli.

Roger 4/02/12 19:50 - 143 commenti

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Gassman e Trintignant sono due archetipi umani eterni e contrapposti (ma anche complementari) che si confrontano con l'Italia euforica e incoscente del Boom. L'abilità di Risi sta nel non cadere in un facile manicheismo: la voce interiore e critica é di Trintignant, ma la forza trainante del film (e della vita) é Gassman (inutile negarlo). In questo stà la loro complementarità: non si può essere solo l'uno o l'altro. E infatti quando Trintignant rinuncia alla sua voce interiore sarà una tragedia per lui, una perdita per tutti.

Gaussiana 27/04/12 17:08 - 121 commenti

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Un incontenibile Gassman nella figura del romano spaccone, donnaiolo, inaffidabile appassionato di donne e motori trascina il giovane Trintignant, studente modello, in un viaggio in auto su e giù per le località del ferragosto. Purtroppo, come dice il film stesso, il personaggio di Gassman vince sempre; cafone e insopportabile conquista tutti e tutte, costringendo alla fine lo studente a convincersi che ha ragione lui, che quello è il modo giusto di vivere. Il finale serve per evitare che anche lo spettatore giunga alle stesse conclusioni.

Samuel1979 13/05/12 17:22 - 469 commenti

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In una calda giornata di ferragosto, due persone diversissime fra loro si incontrano e intraprendono un viaggio senza una precisa meta. Dino Risi firma la sua più celebre commedia affidandosi alle qualità inesauribili di Gassman (quest'ultimo nei panni di un uomo che vive la vita giorno per giorno, nonostante la vità gli abbia già causato delle delusioni). Buonissima la prova di Trintignant nei panni del ragazzo timido e impacciato, che comunque nonostante i timori iniziali, alla fine verrà influenzato dalle idee del compagno di viaggio.
MEMORABILE: Ognuno di noi ha un ricordo sbagliato dell'infanzia. Sai perché diciamo sempre che era l'età più bella? Perché in realtà non ce lo ricordiamo più com'era.

Nando 15/05/12 00:36 - 3458 commenti

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Uno dei capisaldi della commedia italica. Un viaggio attraverso l'Italia a bordo di una mitica Aurelia spider tra incontri, voglia di rimanere giovane a tutti i costi e smargiassate. Un road-movie solido, sorretto da un Gasmann mattatore assoluto ben coadiuvato da un "dimesso" Trintignan e una vispetta Spaak.

Ford 9/07/12 12:18 - 582 commenti

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La genialata di questo film è l'elogio e insieme la critica dell'italiano fanfarone e approfittatore, simpatico e divertente quanto cinico e irresponsabile. Il personaggio di Gassman entra facilmente nelle simpatie dello spettatore ma non è così che dovrebbe essere e Risi ce lo dice chiaramente con un finale perfetto. L'altra faccia del boom c'è e ce ne accorgeremo noi italiani.

Liv 14/07/12 14:39 - 237 commenti

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Un capolavoro che non mi stanco di vedere, soprattutto d'estate. È ferocemente spassoso, il Gassman di quell'epoca, ma quando i protagonisti arrivano alla casa della moglie di Bruno, stacco. Lì comincia un altro film. E poi la Spaak, di nuovo la Spaak. Strana la perdita di ritmo da parte di Dino Risi.
MEMORABILE: (Il pretino tedesco) «Pedibus calcantibus sumus. Nobis elevator necesse est!» [...] (Bruno) «Desolatus, non abbemus!»

Lucius 3/10/12 19:25 - 2819 commenti

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Il road movie italiano per antonomasia deve gran parte del suo successo all'istrionica performance interpretativa di Gassman. Cosa sarebbe stato questo film con un altro attore? Il regista è riuscito ad imprimere nell'immaginario collettivo l'Italia di quel periodo, anche musicalmente parlando. Alcune battutacce goliardiche sono degne di film come Il vizietto, sentite oggi fanno sorridere per il loro scarso spessore umoristico. Trintignant ha fatto da buona spalla. Italian cult.

Mutaforme 11/06/13 18:49 - 392 commenti

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Un classico della cinematografia italiana che rappresenta in modo eccellente alcuni stereotipi dell'epoca (e non solo). In particolare Gassman è il classico pallone gonfiato tutte chiacchiere e poca sostanza (e niente soldi), mentre Trintignant lo studentello timido e inesperto. Insieme formano un duo particolarmente brillante, la cui magia però si interromperà svelando il lato triste della vita. Un must.
MEMORABILE: "Tu lo conosci il tedesco? " "No, ma me lo immagino".

Elnatio 17/06/13 10:18 - 38 commenti

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Road movie con uno strepitoso Gassman nei panni di un romano spaccone e spavaldo che conosce tutti ma che fondamentalmente è solo e con un altrettanto strepitoso Tritignant, studente timido e insicuro. I due affrontano un viaggio in spider il giorno di ferragosto che ci permette tra l'altro di conoscere l'italia del dopoguerra tra osterie, case di campagna e imprenditori milanesi. Tutto bello ma molto amaro. Da vedere assolutamente.
MEMORABILE: Il passaggio al villico con "arranco"... grandioso!

Didda23 26/06/13 23:28 - 2282 commenti

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La brillante sceneggiatura (scritta anche dal maestro Ettore Scola) delinea intriganti dialoghi e la contrapposizione fra la spavalderia gassmaniana tipicamente italica e la compostezza del giovane Trintignant crea situazioni a metà tra il dramma e la commedia. La regia di Risi, in stato di grazia divina, offre inquadrature moderne e ben congegnate. Un film che regge l'avanzare del tempo e che sa ancora emozionare. Pare che il finale girato sia stato possibile girarlo grazie a una scommessa vinta, poiché Cecchi Gori ne auspicava uno diverso. Per fortuna fu Risi a vincere.

Mickes2 23/07/13 16:58 - 1668 commenti

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Sensazionale commedia di Risi, arguta e scanzonata, a tutti gli effetti uno spaccato dell’Italia che fu. Il contesto del boom economico spiana la strada su cui scorrazzano lo sbruffone, spavaldo e maleducato (ma anche altruista, bonaccione) Gassman e il ligio, educato e pacato (ma anche aperto alle tentazioni) Trintignant. Quando andare in contromano correndo è l’unico modo per conoscersi realmente, un modo per tirare le somme della propria vita arrivando a una sana presa di coscienza. Amaramente straordinario il finale di clouzotiana memoria.

Ramino 18/08/13 15:09 - 127 commenti

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Il boom economico nel dopoguerra di un'Italia spaccona e ruffiana magistralmente rappresentata dal volto e dall'interpretazione di Gassman, contrapposta da un timido e immaturo Trintignant attraverso un'Aurelia spider che sfreccia sulla costa tirrenica. Capolavoro di un'epoca.

Paulaster 18/11/13 10:16 - 2731 commenti

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Il dualismo tra lo strombazzante Gassman e l'introverso Trintignant si presta a rappresentare dialoghi di verace romanità. Risi si destreggia tra molteplici soluzioni lasciando sullo sfondo un ritratto d'Italia tra paesaggi, bellezze nostrane e canzoni alla moda. Anche sociologicamente si avverte la fase di transizione tra il mondo rurale e l'avvio di una modernità popolare. Finale in linea con l'onestà cinica della commedia del periodo.
MEMORABILE: Occhio fino.

Daniela 27/03/14 15:34 - 9237 commenti

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"Il mondo è dei furbi!": lo porta scritto in fronte il personaggio interpretato da Gassman con tale adesione psico/fisica da restargli appiccicato addosso per gran parte della carriera. Il timido studente Trintignant non è furbo né tanto meno cattivo, ma lo segue prima passivo poi complice, emblema di un atteggiamento che assume i connotati inquietanti di un tratto nazionale: quello di farsi facilmente sedurre da suonatori di piffero ballisti e amorali. Via Aurelia come Via Crucis del vuoto esistenziale per uno dei capolavori della commedia all'italiana, con un finale bello, amaro, necessario.

Claudius 20/07/14 09:45 - 401 commenti

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Uno dei capolavori per eccellenza del cinema italiano di tutti i tempi. Risi, ambientando la storia nel ferragosto del 1961, attua un’analisi lucida e spietata degli anni del boom italiano: il personaggio di Gassmann, infatti, è il simbolo della presunzione e del vuoto di ideali ma anche di una generosità e disponibilità non comuni, a cui fa da contraltare la figura del timido Trintignant: due figure che per la loro intensità sono degne di essere accostate alla Commedia dell'arte.
MEMORABILE: Non bevi, non fumi...

Piero68 9/09/14 14:12 - 2754 commenti

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Parlare di commedia è riduttivo, in questo caso. Il film è un vero e proprio trattato antropologico sull'italiano medio (e spesso vigliacco) dell'epoca alle prese con status-symbol, con le proprie debolezze e i fatidici vizi e virtù. Come spesso in questo tipo di cinema la storia si sviluppa dall'incontro tra due personaggi completamente diversi da loro e accomunati da uno strano destino. Magnifiche le caratterizzazioni e monumentale Gassman, grazie anche all'abile mano di Risi. Bravo anche Trintignant, ma un gradino più sotto del Maestro.
MEMORABILE: Il governante degli zii di Roberto, alias "Occhio Fino".

Ultimo 11/09/14 17:48 - 1348 commenti

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Grande esempio di commedia all'italiana realizzata da un Dino Risi in gran forma. È la storia di due personaggi antitetici che si conoscono per caso e trascorrono il ferragosto insieme. Ad un Gassman nel pieno della popolarità si affianca un giovane e bravo Jean Louis Trintignant e il connubio tra i due è la sola, vera, colonna portante del film che regge ottimamente fino all'inaspettato finale.
MEMORABILE: Il clacson dell'auto di Gassman; La visita ai parenti di Trintignant.

Jdelarge 3/10/14 22:16 - 851 commenti

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Surreale film on the road diretto da Risi. Gassman e Trintignant interpretano due personaggi agli antipodi, praticamente complementari: uno vive la vita al secondo, fregandosene delle regole, l'altro la vita la deve ancora scoprire e si servirà (anche involontariamente) dell'effervescenza vitale del primo per emergere dalla sua buia stanza da studente. Il film è in grado di raggiungere vette altissime di cinema, ma anche di cadere nel banale (si veda il finale). Nel complesso, sopravvalutato.

Markus 17/12/14 11:36 - 3259 commenti

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La dolce timidezza di Trintignant e l’irruenza fisico/caratteriale di Gassman li riducono apparentemente a vittima e carnefice ma, ben presto, queste differenze mutano in un limbo lasciato alla mercé dello spettatore. Risi, forse senza saperlo, firma il suo capolavoro, un primitivo road-movie all'amatriciana che si tinge d’introspezione psicologica sullo sfondo dell’Italia del “boom”. Pietra miliare della commedia all'italiana in cui le risate si fanno ben presto amare ricordandoci che, in un Paese di simpatici, si ride per non piangere.

Rullo 2/11/14 20:12 - 388 commenti

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L'incontro inaspettato tra un giovane studente e un meno giovane romano dalla vita sgangherata, fuori dagli schemi, goduta alla giornata ("l'età più bella è quella che ognuno ha giorno per giorno"). Da questa premessa si dipana un film leggiadro, un insegnamento di vita, un accumulo di esperienze da riporre nel cassetto fino al finale, che colpisce come il risveglio da un sogno. Magnifici Gassman e Trintignant, impeccabile Risi. Un capolavoro.
MEMORABILE: Il dialogo nel finale tra Gassman e il carabiniere, distruttivo.

Graf 26/12/14 00:33 - 685 commenti

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Bruno Cortona, aitante segno visivo dell’Italia arrivista e amorale del boom economico, sorpassa, stacca e "liquida" il mondo contadino e piccolo borghese del talento, del sacrificio e dei valori etici disegnato nel personaggio introverso di Roberto Mariani. Risi filma il mondo ebbro ed empio della società dei consumi che vive il tempo profano declinato sempre al presente indicativo e che viaggia, seguendo il vento della storia, a centoventi all'ora sulle vie del mondo. Scrittura ingegnosa, stile cristallino dentro il quale si scorge l'abisso della morte.
MEMORABILE: La colonna sonora dei 45 giri del momento: Modugno, Edoardo Vianello, Peppino Di Capri...

Vitgar 23/07/15 10:44 - 586 commenti

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Uno dei punti più alti della commedia italiana degli anni 60. Risi azzecca tutto: sceneggiatura, ritmo narrativo, ambientazioni rappresentando alla perfezione il prototipo di una certa mentalità. Il tutto poi viene magnificato dal cast di ottimo livello, con un Gassman stellare e Trintignant che impersona perfettamente lo studente che si lascia irretire dalla guasconaggine di Cortona. Buon commento musicale di Riz Ortolani e tante hits dell'epoca. Cult movie italiano.

Pinhead80 7/08/15 11:09 - 3898 commenti

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In una Roma deserta nel giorno di Ferragosto, un uomo invadente e istrionico coinvolge uno studente di legge in un'avventura destinata a cambiargli per sempre la vita. Gassman è strabordànte nel personaggio che interpreta e dà sfogo a tutte le sue capacità. Dall'altra parte abbiamo il perfetto ragazzo timoroso e frenato che Trintignant recita alla perfezione. Il film è un tourbillon di avvenimenti. Non ci si ferma mai (pure dormire è un lusso) e non si sa quale piega prenderà la giornata. Un pezzo di storia del cinema.
MEMORABILE: Il clacson; La balera di campagna; Il finale.

Parsifal68 1/09/15 11:44 - 607 commenti

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Autentico capolavoro di Dino Risi che è la cartolina ideale di un'Italia purtroppo sparita troppo in fretta, quella del boom economico e della spensieratezza vacanziera anni '60. Gassman è l'autentico mattatore, in un ruolo che più volte lo ha visto primeggiare e nel quale, forse, si muove a suo completo agio: quello del nullatenente sbruffone ma in fondo un po' bambino. Trintignant non gli è da meno, recitando nelle vesti di un giovane timido che si lascia coinvolgere nelle avventure del debordante compagno di viaggio fino al tragico epilogo.
MEMORABILE: La scena del lido con la partita di pin pong.

Furetto60 4/12/15 09:51 - 1129 commenti

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Icona del cinema italiano, è un eccezionale intreccio di commedia e dramma (con ruoli rimasti attaccati agli interpreti), uno spaccato del Belpaese in pieno boom economico in cui i furbetti riescono, a differenza dei giorni nostri, ancora a strappare un sorriso. Pur imperfetto, un capolavoro da vedere e rivedere.
MEMORABILE: "Ma ‘sta macchina non corre?"; Roma vuota di auto; Gassman sorpassa e fa le corna.

Almicione 6/04/16 02:22 - 765 commenti

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Si comincia con una raffigurazione accentuata (ma non troppo) di una Roma deserta in agosto per introdurre il protagonista, interpretato da un Gassman un poco istrionesco che rappresenta da solo metà pellicola. Un'opera leggermente sopravvalutata: la critica sociale è giusta e mostra le sue arguzie, ma manca una struttura solida al film, che sembra infatti arrancare aggrappandosi ai singoli incontri. Il sorpasso è presentato come emblema di una società risvegliata dal miracolo economico e divenuta sfrontata, gagliarda, imprudente - tipo Bruno.
MEMORABILE: La scena finale, simbolica delle conseguenze inconsiderate di una certa baldanza, iconica di un collasso della società che non tarderà a mostrarsi.

Minitina80 16/04/16 08:41 - 2304 commenti

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Commedia italica che ha lasciato un segno importante nella storia del genere, anche se è necessario contestualizzarla al preciso periodo storico che l’ha vista nascere per poterla apprezzare fino in fondo. Vietato, poi, fermarsi e farsi distrarre dall’istrionismo e il carisma di un bravissimo Gassman, perché il film ha mille sfumature importanti e molto da dire; un epilogo così diretto e allo stesso tempo amaro ne è la testimonianza più lampante ed esplicita.

Il Dandi 2/06/16 15:22 - 1747 commenti

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Clamoroso film-manifesto dell'Italia del boom. Risi è un osservatore talmente attento da dare risalto a dettagli la cui carica di significato si sarebbe apprezzata solo più tardi. Gassman, dal canto suo, riesce a vestire un personaggio inizialmente cucito addosso a Sordi facendosene interprete insostituibile, arricchendolo con la sua disinvoltura anche quando l'abito si macchia e si sgualcisce. Il finale non è affatto incollato, ma l'unico possibile fin dall'inizio.
MEMORABILE: Le tre note del clacson.

Thedude94 14/01/17 19:20 - 543 commenti

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Risi mette in scena una commedia tipica italiana, che nella prima parte è un road-movie di tutto rispetto. Tra i sorpassi della macchina di un Gassman particolarmente ispirato, che interpreta l'italiano stereotipato tipico degli anni 60, c'è la storia di un padre che non vede spesso sua figlia e di un giovane studente (Trintignant) che si trova a fare i conti con un personaggio a dir poco istrionico. Ottime regia e sceneggiatura, con un finale effettivamente riflessivo e "relativamente" scontato.

Rocchiola 17/02/17 11:46 - 858 commenti

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Capolavoro assoluto di Risi al pari di Una vita difficile. Film perfetto nel ritmo con un rilancio continuo di avventura in avventura e nell'ambientazione on the road che pare abbia ispirato molti futuri road movie americani. Gassman travolgente, Trintignant degna spalla e tra i comprimari spicca Gora fidanzato attempato dell'adolescente Spaak. Il finale è la metafora perfetta sull'effimera natura del boom economico (di cui il film è un potente affresco) e sulla malinconica esistenza dell'uomo in una società massificata, prepotente e volgare.
MEMORABILE: La visita ai parenti di Roberto in campagna; La partita a ping-pong; Il passaggio al contadino; Il saluto del bambino prima del tragico finale, Bibì.

Il ferrini 12/09/17 19:09 - 1665 commenti

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Pietra angolare del cinema italiano e non solo, visto che sarà d'ispirazione addirittura per Easy rider. Arduo trovarvi difetti nella messa in scena, nella regia e soprattutto nella recitazione, Gassman è semplicemente monumentale ma anche Tintignant ne è perfetta controparte. Il ritmo delle gag è micidiale, superba la scelta delle location e le musiche contribuiscono a dipingere l'affresco di quell'Italia in transizione, sempre più distante dalla compostezza di Roberto e avviata al cialtronismo di Bruno Cortona. Iconico.
MEMORABILE: "Roma o Castiglioncello?" "Io dico Roma." "Decidi in modo ragionevole." "E ragionevole come sarebbe?" "Quello che dico io."

Hearty76 16/02/19 10:09 - 222 commenti

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Primi anni '60. Due uomini di natura molto diversa diventano amici scorrazzando tra campagne e città su una spider nella calura estiva. Risi con maestria cattura e trasporta lo spettatore in una sequela di avventure da cartolina che scavalca le frontiere statiche del neorealismo, facendolo accomodare sul bolide che fa la spola tra realtà sociali e umane sospese tra stereotipi e incipienti ribellioni. Storia di sogni e di miraggi, di tacite riflessioni e taglienti resoconti. Il finale sembra affrettato e discutibile ma senza parole spiega tutto.

Westonberg 24/03/20 19:10 - 28 commenti

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Un film spiazzante, verace e caotico come l'Italia del boom, dove imperversano canzonette estive e la pelle profuma di salsedine. L'amicizia che si instaura rapidamente tra due generi opposti, Gassman romanaccio burbero e vitellone e Trintignant studente universitario dedito, introverso e inibito intraprendono un viaggio in macchina sul litorale tosco-romano. Battute memorabili, sceneggiatura arguta e regia che sfreccia e ci accompagna a bordo della mitica Aurelia di Gassman. Con un finale tragico che ci fa pensare ai nostri rapporti. Capolavoro.

Bubobubo 13/04/20 18:53 - 1187 commenti

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C'è un'Italia che sonnecchia, sotto la calura ferragostana, sospesa tra le ferite recenti del fascismo e gli ultimi sgoccioli del boom economico, tra la terra e la giurisprudenza, fra le magioni di campagna e i club esclusivi, alla ricerca di una propria identità: è il paese dove proliferano i Cortona, avventurieri sempre in movimento, vittime della loro stessa velocità (fisica e metaforica) e sempre protesi verso uno stuolo di ammiratori passivi (qui il giovane Trintignant). Odeporia frenetica ma infelice, gravida di presagi catastrofici.
MEMORABILE: Comizio dell'avvocato filofascista; Il padre concupisce la figlia; Il finale; La grandiosa ost di Riz Ortolani.

Jandileida 30/06/20 13:44 - 1247 commenti

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Celeberrima, con merito, cavalcata risiana attraverso l'Italia cangiante del Boom. Quello che stupisce ancora oggi è la serratezza del racconto che con pochi tocchi disegna un mondo. Gassman (che "matta" anche un po' troppo), manipolone ma vitale, e Trintignant sono le due anime non solo del film ma anche del paese. Ma, ed forse la cosa migliore, è anche la storia, piccola e malinconica, di due solitudini che si incontrano nel vuoto della Roma ferragostana. Difficilmente un film italiano potrà poi fare a meno di pescare qualcosa dal bagagliaio della sfrecciante Aurelia B24 Sport.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 30/01/20 00:35
    Consigliere massimo - 5074 interventi
    Per il remake di cui si parla da tempo pare sia stato individuato il regista, ossia Marco Risi. Per un figlio che accetta, un altro figlio che si defila, ossia Alessandro Gassman che, per giustificare la rinuncia, ha rilasciato una dichiarazione la cui chiusa mi ha lasciato piuttosto perplessa:

    Ne riporto le parole:
    “Non potrei mai riprendere quel ruolo interpretato così magistralmente da mio padre. Non riuscirei a farlo altrettanto bene. Ne sono certo. Auguro in bocca al lupo a Risi ma mi domando se sia possibile ambientare Il Sorpasso nell’Italia di oggi, in un Paese profondamente cambiato come il nostro. È meno accogliente e sorridente. Rischia di venir fuori un film drammatico.

    La mia perplessità è questa: ma Il Sorpasso originale non è appunto un film drammatico, sia pure racchiuso sotto la scorza della commedia all'italiana?

    La notizia è riportata qui:
    https://zon.it/il-sorpasso-remake-risi/
    Ultima modifica: 30/01/20 00:35 da Daniela
  • Discussione Thedude94 • 30/01/20 00:47
    Servizio caffè - 18 interventi
    Daniela ebbe a dire:

    La mia perplessità è questa: ma Il Sorpasso originale non è appunto un film drammatico, sia pure racchiuso sotto la scorza della commedia all'italiana?



    Eccome!

    Piuttosto suggerirei a Gassman di dire che la paura è che possa uscirne un film "stupido" e superficiale, visti i tempi.
  • Discussione Il Dandi • 30/01/20 01:13
    Contratto a progetto - 1426 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Rischia di venir fuori un film drammatico.”[/i]

    La mia perplessità è questa: ma Il Sorpasso originale non è appunto un film drammatico, sia pure racchiuso sotto la scorza della commedia all'italiana?
    /


    Sì, ho pensato la stessa cosa. Credo (e spero) che intendesse dire che sarebbe un'operazione puramente drammatica, che il contesto contemporaneo non lascerebbe spazio alla scanzonatezza dell'originale.

    In effetti temo anch'io che nell'epoca di Gomorra e Suburra un paio di corna sventolate dal finestrino da un automobilista all'altro verrebbero recepite in maniera diversa.
  • Curiosità Roger • 25/06/20 19:53
    Call center Davinotti - 2787 interventi
    Dalla trasmissione televisiva "Le ragazze" avente come ospite Paola Gassman trasmessa il 25 Giugno 2020:

    "Mio padre (Vittorio Gassman) spinse per ambientare la parte finale del film a Castiglioncello dato che noi della famiglia eravamo li in villeggiatura, cosicchè avrebbe unito l'utile al dilettevole...io compaio nella scena della partita a ping pong"  (Paola Gassman si indica sullo schermo che riproduce la scena):

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/paolag.jpg[/img]

    Ecco il "momento" esatto in cui Paola indica la foto (grazie a Fedemelis per l'immagine):

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/lerr.jpg[/img]
  • Curiosità Roger • 29/06/20 08:23
    Call center Davinotti - 2787 interventi
    Dalla trasmissione "Speciale Dino Risi" trasmessa da Sky Cinema anni fa, la fedele trascrizione di quanto raccontato da Risi riguardo il film:

    Il film è nato da un viaggio con un produttore milanese, un avvocato che si chiamava Gigi Martelli, che un giorno mi ha detto: "Perché non vieni con me a Varese a trovare mia sorella?"...poi a Varese ha detto: "Che ne diresti di fare un salto a comprare le sigarette in Svizzera...". Siamo andati a Lugano e lì ha detto: "Sai dove ti porto a mangiare ? Dal principe del Liechtenstein!". Siamo andati dal principe dove lui è entrato facendo vedere la tessera del tram di Milano, dicendo che era un giornalista... e siamo finiti a mangiare col principe e la sua famiglia.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/risi.jpg[/img]

     
  • Discussione Caesars • 29/06/20 10:42
    Scrivano - 10501 interventi
    Roger in Curiosità ha riportato il seguente aneddoto narrato da Risi:

    Siamo andati a Lugano e lì ha detto: "Sai dove ti porto a mangiare ? Dal principe del Liechtenstein!". Siamo andati dal principe dove lui è entrato facendo vedere la tessera del tram di Milano, dicendo che era un giornalista... e siamo finiti a mangiare col principe e la sua famiglia.

    Mi ha davvero divertito...
  • Discussione Caesars • 30/06/20 13:54
    Scrivano - 10501 interventi
    Secondo quanto riportato dal sito Italiataglia, la commissione di censura in data 1 Dicembre 1962 diede il benestare di proiezione con V.M.14. In data 21 Giugno 1995 tale divieto venne eliminato
    " in considerazione del lungo periodo trascorso dalla prima edizione e del taglio effettuato". 
    Immagino che sia stato tagliato per farlo passare in prima serata sulle TV (ma ricordo bene che andava in onda in televisione, regolarmente, anche negli anni '70 e '80, credo anche sui canali RAI).
    Ora la domanda è: qualcuno ha idea di che scena sia stata tagliata e soprattutto se le varie versioni disponibili in dvd e bluray siano integrali?
  • Curiosità Fedemelis • 30/06/20 15:59
    Fotocopista - 1702 interventi
    Il giornale sul cruscotto della macchina (che resta lì per metà film) è il Corriere dello Sport del 14 agosto 1962, edizione Roma:

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/scurp1.jpg[/img]
    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/scurp1b.jpg[/img]
  • Discussione Fedemelis • 30/06/20 16:18
    Fotocopista - 1702 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Secondo quanto riportato dal sito Italiataglia, la commissione di censura in data 1 Dicembre 1962 diede il benestare di proiezione con V.M.14. In data 21 Giugno 1995 tale divieto venne eliminato
    " in considerazione del lungo periodo trascorso dalla prima edizione e del taglio effettuato". 
    Immagino che sia stato tagliato per farlo passare in prima serata sulle TV (ma ricordo bene che andava in onda in televisione, regolarmente, anche negli anni '70 e '80, credo anche sui canali RAI).
    Ora la domanda è: qualcuno ha idea di che scena sia stata tagliata e soprattutto se le varie versioni disponibili in dvd e bluray siano integrali?
    Leggi a pagina 6:
    http://cinecensura.com/wp-content/uploads/1962/05/Il-sorpasso-2%5E-Edizione.pdf

    Cito:
    "Eliminazione di una parola volgare proferita dal protagonista nei confronti di un poliziotto motociclista"

     
  • Discussione Caesars • 30/06/20 17:06
    Scrivano - 10501 interventi
    Grazie mille Fedemelis.
    Mi resta da capire se le edizioni esistenti in dvd e bluray siano integrali o meno (immagino e spero di sì...)