Molière in bicicletta

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Titolo originale: Alceste à bicyclette
Anno: 2013
Genere: commedia (colore)
Note: Proiettato in anteprima al 31° Torino film festival nella sezione "Festa mobile".
Numero commenti presenti: 12

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/11/13 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 25/11/13 00:59 - 7760 commenti

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Commedia francese garbata e divertente, come quasi sempre, che ha il suo punto di forza nelle interpretazioni dei due protagonisti: Wilson e Luchini danno vita a diversi duetti spassosi. Impagabile poi quando il secondo parla in italiano (se lo vedete in originale, ovvio). La sceneggiatura è scritta molto bene e sfocia in un finale inaspettato e coraggioso che difficilmente avremmo trovato in una commedia nostrana. Da vedere in originale poiché doppiare un film del genere è delittuoso: si recita Molière in alessandrini. Ideale per chi ama il cinema leggero d'Oltralpe.

Daniela 15/12/13 10:18 - 9989 commenti

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Attore di successo ma professionalmente frustrato cerca di convincere un collega, da tempo ritiratosi in provincia, a tornare sulle scene per interpretare il Misantropo di Molière: entrambi vorrebbero però riservarsi il ruolo del protagonista... I francesi sono maestri in queste commedie leggere venate di amarezza - vedi il bel finale, del tutto anticonvenzionale nella sua inconciliabilità. Il finissimo Luchini riverbera il proprio talento su Wilson, che d'altra parte invecchiando migliora. Ne risultano duetti deliziosamente ironici e sottilmente autoironici. Divertimento di gran classe.
MEMORABILE: Inaudito, spaventevole o spaventoso? I due attori ammutoliti dopo aver ascoltato la lettura dei versi di Molière da parte della giovane porno-attrice.

Sonsteak 27/12/13 16:09 - 17 commenti

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Appartatosi all'Ile de Ré dopo aver abbandonato le scene, l'attore Serge (Luchini) si fa lentamente convincere da una vecchia conoscenza e astro della televisione ad addolcire la sua scontrosità per rappresentare insieme il Misantropo di Moliére. Le parti si alternano e così realtà e finzione, autenticità e ipocrisia. Si ride ma l'epilogo è amaro, in qualche modo, sebbene le vicende siano molto diverse, il primo piano di un solitario Luchini ricorda il finale di Nella casa di Ozon.

Erreesse 30/12/13 22:58 - 63 commenti

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Fra due attori, l'uno di successo commerciale, l'altro, per scelta o per necessità, in apparenza più "puro", il rapporto fa scintille, specie quando entrambi ambiscono alla parte da protagonista. Una bella italiana complica ulteriormente le cose e si creano situazioni che richiamano vagamente Jules e Jim. Il testo di Molière gioca e interagisce con il vissuto dei protagonisti, cui il coraggio e la sincerità mancano nei momenti decisivi. Finale con sorriso amaro. Bella sceneggiatura, grande Luchini. Irrinunciabile per chi ama il teatro.
MEMORABILE: La corsa sulla spiaggia; Il finale.

Xamini 3/01/14 16:35 - 1043 commenti

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Sulla falsariga di un certamente più convincente Venere in pelliccia, Le Guay pesca Il misantropo di Molière e lo mette in scena su grande schermo, giocando a mescolare realtà narrativa e testo originale. La presenza di qualche momento rilassante (su un ritmo comunque non vertiginoso) viene attutita da un'ironia leggera, dipinta in particolare sul volto di Luchini, bravo nel cambiare sfumatura a un'espressione ed estrarne il lato comico. La conclusione resta incisiva, ma nella versione nostrana è da segnalare l'insopportabile voce dell'italiana.
MEMORABILE: Luchini mentre dipinge e accenna Il mondo di Jimmy Fontana. L'epilogo

Nancy 8/01/14 00:52 - 774 commenti

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La Francia gioca in casa e chiama in causa Molière in una storia che ha senso solo in funzione del suo finale: sembra che la sceneggiatura sia costruita intorno all'idea di esso. Stenta a ingranare e pure a stabilire un contatto empatico con lo spettatore. Dopo aver visto Venere in pelliccia certo questo scivola addosso e sembra quasi banale. A vederlo in lingua originale forse il pallinaggio aumenterebbe (ma per merito degli alessandrini di Molière, più che altro). La Sansa tanto irrinunciabile nel cinema indie si doppia da sola e fa male, malissimo.

Galbo 21/04/14 12:06 - 11549 commenti

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Commedia francese ambientata nella assai cinematografica Isola del Re. I due personaggi principali sono descritti in modo approfondito, e i loro dialoghi (tra testi scritti molieriani e conversazioni private) costituiscono il cuore di un film che porta avanti due diverse filosofie di vita, una pubblica, l'altra decisamente privata e intimistica. Condotta sul filo di una sottile ironia e di un'amarezza di fondo, stemperata nel finale, la commedia di Le Guay si avvale dell'eccellente interpretazione di Fabrice Luchini e Lambert Wilson. Delizioso.

Kinodrop 18/06/14 14:05 - 1739 commenti

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Raffinata commedia che nel solco della grande tradizione francese segna il trionfo dell'intelligenza venata di orgoglio e di un certo snobismo. L'ombra del grande Molière offre la chiave degli eventi e della psicologia dei due protagonisti, due attori che attraverso un rapporto conflittuale cercano di allestire "il misantropo". Grande sceneggiatura, dialoghi stringenti tra intelletto e cuore, recitati al top da Luchini e Wilson. Nonostante il livello culturale, il film scorre piacevolmente grazie anche alla varietà delle situazioni.
MEMORABILE: Luchini/Alceste in bicicletta; Il paesaggio di Ile de Re.

Vitgar 11/08/15 09:21 - 586 commenti

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Classica commedia europea in generale e francese nello specifico. Ben ambientata, con un'ottima fotografia e arricchita dalla brillante interpretazione di Luchini e Wilson, miscela con eleganza, ironia e malinconia chiamando in causa uno dei maestri (Molière) della descrizione di questi due sentimenti. Film da pubblico europeo, probabilmente indigesto oltre-oceano.

Lou 18/10/15 01:40 - 1007 commenti

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Pretenziosa commedia teatrale dedicata alla possibile messa in scena del "Misantropo" di Moliere da parte di due attori francesi (di cui quello interpretato da Luchini misantropo lo è davvero). In un clima di vita sospesa, nella suggestiva ambientazione dell'Île de Re, i due provano ripetutamente i versi alternandosi nelle parti di Alceste e Filinte, ma si fatica a capire dove si vuole andare a parare. L'incontro con l'italiana Francesca (la Sansa) muovimenta un minimo l'intreccio, ma non basta. Ripetitivo e deludente.

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Ryo 30/11/16 13:10 - 2169 commenti

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Commedia simpatica, racconta la vita di un attore ritiratosi dalle scene che vive in solitudine; si sentirà nuovamente giovane grazie al ritorno alla recitazione e all'infatuazione di una ragazza. I temi principali affrontati sono sicuramente l'invidia e la superbia - molto diffusi nel mondo dello spettacolo in generale - raccontati in una sequela di situazioni normali, quotidiane, che portano a un finale significativo in cui sembra si voglia bocciare questo tipo di atteggiamento.

Caesars 25/01/21 17:12 - 2872 commenti

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Discreta commedia francese che vede protagonisti due attori egocentrici (ovvio, visto il loro mestiere) alle prese con la preparazione di uno spettacolo teatrale. Alcune situazioni sono davvero ben studiate (entrambi pretenderebbero il ruolo principale), altre tirate un po' troppo per le lunghe. Ottimi sia Lucchini che Wilson, accanto a loro una già non eccelsa Sansa sparisce letteralmente. Regia corretta e buona fotografia degli splendidi esterni. Lo spettacolo assicura divertimento, ma con un retrogusto assai amaro.
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  • Discussione Galbo • 17/12/13 05:48
    Consigliere massimo - 3820 interventi
    Il film è al cinema da 12 dicembre