CURIOSITÀ di Il sorpasso (1962)

CURIOSITÀ

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  • Gugly • 3/01/08 19:12
    Segretario - 4679 interventi
    Inizialmente il personaggio di Bruno Cortona doveva essere interpretato da Alberto Sordi. Trintignant è doppiato dall'attore Paolo Ferrari (il dottor Collalto ne Il Giornalino di Gian Burrasca, protagonista di un famoso spot di detersivi, nonchè padre di Fabio Ferrari, a sua volta attore). R.f.e. aggiuge: E Catherine Spaak è doppiata da Melina Martello... Il sorpasso con il titolo letterale italiano all'estero divenne all'epoca sinonimo di successo facile ed un po' sfrontato; negli Usa il film venne editato con il titolo di Easy Life... Anni dopo Dennis Hopper confesserà di essersi ispirato proprio a questo titolo per Easy Rider.
  • Zender • 14/09/08 09:33
    Consigliere - 43831 interventi
    Come già detto da Gugly, Bruno Cortona avrebbe dovuto essere interpretato da Sordi, che però rispose alla chiamata di Risi dicendo: SPOILER "questa è una storia in cui mi do un gran daffare e poi tutto il merito se lo prende quell'altro, andando a morire sugli scogli" FINE SPOILER. Questo riferì Risi, ma Sordi invece? Sordi come spiegò il suo rifiuto? «Il mio errore è stato di essere sotto contratto con De Laurentis. Non ho potuto fare «Divorzio all'italiana» che Germi mi aveva proposto ma De Laurentis non voleva. Nella mia carriera ho solo il rimpianto di essere rimasto fuori da quel film e da «Il sorpasso». E poi, quando hanno girato «Il sorpasso» non ci hanno avvertito. Io e Sonego eravamo in Svezia per «Il diavolo». Mi è dispiaciuto rinunciare a un film così bello, soprattutto per Sonego che aveva iniziato la sua sceneggiatura. Al ritorno da Stoccolma pensammo di fare causa a Cecchi Gori e a Dino Risi.» Fonte: "Il Tirreno" del 6-07-2001, articolo di Aldo Santini.
  • Zender • 16/09/08 14:04
    Consigliere - 43831 interventi
    LA STRADA DELL'INCIDENTE DEL SORPASSO FU UN VERO "CIRCUITO"! La "Coppa Montenero" è una storica corsa automobilistica in circuito che si disputa a Livorno fino dagli anni'20 del novecento a metà estate, e divenne famosa negli anni'30 tra i Prix Internazionali. Il circuito con partenza dalla rotonda di Ardenza traversava il centro della città di Livorno e saliva per il colle di Montenero scalando il Castellaccio, e tra la macchia scendeva sul Romito immettendosi nell'Aurelia a Castel Sonnino in un saliscendi lungocosta che passava da Calafuria e Castel Boccale, poi percorreva il rettifilo a sud di Antignano e tornava ad Ardenza dove era l'arrivo dopo aver compiuto un percorso di circa 20 Km. Il tortuoso percorso ripetuto per vari giri era estenuante; tormentato da oltre 100 curve, in salita misto veloci e lente a tornanti, ed in discesa velocissime, in rapida sequenza, a slaloom, a raggio variabile e prive di protezioni da alberi e precipizi, taluni a picco sul mare. I piloti si stremavano in frenetici cambi di marcia, usurando freni e gomme, impegnando a fondo le monoposto da corsa, specie le pià pesanti e poderose, che nei lunghi rettilinei ai lati di Antignano si lanciavano a velocità impressionanti tra i pali e la rete aerea dei filobus. Il "Circuito di Montenero", duro banco di prova per uomini e macchine, ricorda la conformazione del Nurburgring in Germania, ma ha il fascino di essere incorniciato dal Mar Tirreno visibile da ogni parte del tracciato di gara, che saliva fino a 300 mt. di altezza al Valico del Castellaccio, che separa il versante nord con la splendida veduta panoramica di Livorno fino a Pisa, dal versante sud si allunga la vista fino all'Isola d'Elba e in giornate speciali si intravede la Corsica. Erano sfide leggendarie di corridori del passato, tra i famosi rivali ed amici italiani Nuvolari e Varzi e gli assi germanici Caracciola e Rosemeyer, che a bordo di argentei e sibilanti "mostri" da 6 litri, con oltre 500 hp. raggiungevano velocità intorno ai 300 Kmh. Il circuito affascinava le folle e la "Montenero" era un grande evento, tecnico e sportivo eccezionale, irripetibile ai nostri tempi, su una fantastica pista ricavata tra mare e monti e che replicata nel tempo fu per due edizioni nel 1932 e nel 1934 il "Gran Premio d'Italia". Il percorso sul mare è lo stesso che si vede nel film "Il Sorpasso". Bruno Cortona, il personaggio di Gassmann, viaggia per le strade di Roma con la sua potente Lancia Aurelia Sport. I due finiscono per arrivare a Castiglioncello. L'indomani si vorrebbero recare a Viareggio. La macchina però sbanda in una curva proprio sul Romito. In realtà l'automobile finita nel burrone di Calafuria non era la Lancia Aurelia vista nelle scene, ma la sua "controfigura", una Siata 1400 Cabriolet. In realtà, complice il bianco e nero della pellicola, nemmeno la B24 era sempre la stessa: per gli esterni se ne utilizza una celeste mentre per le riprese in studio un'altra color verde acqua. Entrambe sono ora di proprietà di privati. Fonte: almanacchiamo.splinder.com
  • Columbo • 3/06/11 10:07
    Magazziniere - 1104 interventi
    Protagonista assoluta del film è anche l'automobile di Bruno (Gassman). E' una bellissima Lancia Aurelia Convertibile GT 2500 del 1956. Eccola:
  • Wylly • 2/09/11 17:25
    Disoccupato - 91 interventi
    GIANCARLO MAGALLI NEL SORPASSO Nei post precedenti si è parlato di una presunta partecipazione di Giancarlo Magalli come comparsa nella famosa scena del ping pong tra Gassman ed Gora. Ebbene, la notizia è vera e proprio lui me l'ha confermata in una mail! Ecco le sue parole: Ciao Franco, la notizia, per quanto non mi sembri storica, è vera. Da ragazzino sono andato per diversi anni in villeggiatura a Castiglioncello, in Toscana, dove allora avevano casa in estate anche parecchie persone dello spettacolo, tra cui Mastroianni, i Vanzina, Sordi e Dino Risi, il regista de "Il Sorpasso", che decise di girare lì alcune scene del film. Servivano delle comparse e venimmo assoldati noi ragazzi del posto (Tra noi c'era anche Marco, il figlio di Risi, divenuto in seguito anche lui regista). All'inizio non volevano nemmeno pagarci e dovemmo organizzare una specie di sciopero, poi le riprese ebbero luogo e ci siamo anche molto divertiti. L'unica scena, in effetti, in cui mi si intravvede è quella della partita a ping pong tra Gassman e Claudio Gora. Quando è inquadrato Gora, io sono alle sue spalle, seduto sulla balaustra del bar che dà sul mare, appoggiato ad un palo, mi sembra... Niente di storico, dunque, ma un bel ricordo di gioventù. Oltre a tutto quando rivedo il film trovo i volti di tantissimi miei amici di villeggiatura... Sperando di avere soddisfatto la sua curiosità, Le mando un cordiale saluto. Giancarlo Magalli Ho avuto il permesso di poter pubblicare la sua risposta. Ringrazio il Signor Giancarlo Magalli per la gentilezza.
  • Macbeth55 • 13/12/11 12:45
    Galoppino - 100 interventi
    La Lancia Aurelia B24 convertibile de "Il sorpasso" torna in strada: la vettura, che vale circa 400mila euro, è stata appena restaurata dall'Officina Marchioni di Lizzano in Belvedere, sull'appennino bolognese, e parteciperà alla prossima Mille Miglia. I restauri sono durati due anni. Nel film, firmato nel 1962 da Dino Risi, l'immagine dell'Aurelia bianca con Vittorio Gassman spavaldamente alla guida in mezzi guanti da pilota e Jean-Louis Trintignant timidamente al suo fianco, insieme al suono impertitente del clacson della vettura, sono uno dei riassunti più efficaci realizzati dal cinema dell'Italia che si affacciava agli Anni '60. Fonte "Il Mattino" 13/12/2011
  • Samuel1979 • 18/07/12 21:38
    Call center Davinotti - 2959 interventi
    Ricordate la sequenza (minuto 13:56) in cui i protagonisti vengono fermati bruscamente dalla richiesta di soccorso da parte di un Egiziano Cristiano? Con il prezioso aiuto di una mia cara amica di madrelingua araba, sono riusciuto a tradurre ciò che dice a Gassman. Quando Gassman frena all'improvviso (tra l'altro c'è il fotogramma dell'utente Columbo, in questa sezione che vi fa intendere meglio ciò che voglio dire) egli dice: "Fermati Fermati per favore, puoi aiutarci per ciò che ci è capitato alla ruota, non sappiamo cosa fare" Successivamente, dopo il famoso "non habemus crick" di Gassman, l'attore che interpreta l'egiziano ribatte:" Speriamo che arrivi qualcun altro che abbia più pietà cristiana per aiutarci" P.s. E' ovvio che la mia traduzione possa risultare grossolana, d'altra parte chi mi ha aiutato parla poco l'italiano, quindi trovare una certa corrispondenza fra i termini non è stato semplice.
  • Cangaceiro • 30/09/12 21:14
    Call center Davinotti - 744 interventi
    In origine il ruolo di Roberto Mariani venne affidato a Jacques Perrin, il quale rinunciò alla parte in seguito al ritardo con cui iniziarono le riprese. Al suo posto fu scritturato Trintignant. FONTE: Alla fine ho deciso di vivere (E'l'autobiografia di Trintignant).
  • Caesars • 6/03/13 15:54
    Scrivano - 10249 interventi
    Come già segnalato da Cangaceiro, il film doveva essere interpretato da Perrin che fu sostituito da Trintignant. Quest'ultimo spiega di essere stato scelto perchè assomigliava alla controfigura di Perrin, che venne usata per girare le scene in cui i protagonisti girano in macchina per una Roma deserta a ferragosto. Fonte: il documentario "Vittorio racconta Gassman"
  • Roger • 17/07/14 14:53
    Call center Davinotti - 2821 interventi
    Il mangiadischi che Gassman ha installato sulla sua Lancia Aurelia è un Philips Mignon, sotto in una pubblicità d'epoca:
  • Paulaster • 2/12/14 16:18
    Contatti col mondo - 83 interventi
    Nel film Monicelli - La versione di Mario, Carlo Vanzina racconta che per una delle locandine de Il sorpasso è stata usata un'immagine di Gassman presa da I soliti ignoti. In realtà si confonde perché è presa da Audace colpo dei soliti ignoti (di Loy e non di Monicelli).
  • Samuel1979 • 8/04/19 17:52
    Call center Davinotti - 2959 interventi
    C'è qualcosa che non va nella scena in cui Bruno Cortona (Gassman) cerca disperatamente di telefonare dal telefono interno di un bar chiuso. Nel primo fotogramma si nota che cerca di infilare il gettone con la mano sinistra: Ma quando il regista stacca si nota che la mano era per forza la destra: Nel fotogramma successivo, infatti, ricompare la sinistra:
  • Samuel1979 • 11/04/19 16:24
    Call center Davinotti - 2959 interventi
    Il libro letto da Bruno Cortona (Gassman) nella casa di Castiglioncello è "Avere un cane" (1960) ovvero "Notre ami le chien (avoir un chien)" di Fernand Mery. L'originale è del 1957.
  • Roger • 25/06/20 19:53
    Call center Davinotti - 2821 interventi
    Dalla trasmissione televisiva "Le ragazze" avente come ospite Paola Gassman trasmessa il 25 Giugno 2020: "Mio padre (Vittorio Gassman) spinse per ambientare la parte finale del film a Castiglioncello dato che noi della famiglia eravamo li in villeggiatura, cosicchè avrebbe unito l'utile al dilettevole...io compaio nella scena della partita a ping pong"  (Paola Gassman si indica sullo schermo che riproduce la scena): Ecco il "momento" esatto in cui Paola indica la foto (grazie a Fedemelis per l'immagine):
  • Roger • 29/06/20 08:23
    Call center Davinotti - 2821 interventi
    Dalla trasmissione "Speciale Dino Risi" trasmessa da Sky Cinema anni fa, la fedele trascrizione di quanto raccontato da Risi riguardo il film: Il film è nato da un viaggio con un produttore milanese, un avvocato che si chiamava Gigi Martelli, che un giorno mi ha detto: "Perché non vieni con me a Varese a trovare mia sorella?"...poi a Varese ha detto: "Che ne diresti di fare un salto a comprare le sigarette in Svizzera...". Siamo andati a Lugano e lì ha detto: "Sai dove ti porto a mangiare ? Dal principe del Liechtenstein!". Siamo andati dal principe dove lui è entrato facendo vedere la tessera del tram di Milano, dicendo che era un giornalista... e siamo finiti a mangiare col principe e la sua famiglia.  
  • Fedemelis • 30/06/20 15:59
    Fotocopista - 1730 interventi
    Il giornale sul cruscotto della macchina (che resta lì per metà film) è il Corriere dello Sport del 14 agosto 1962, edizione Roma: