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Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Ritratto impietoso di un'Italia alla deriva, affrontata come nemmeno fossimo al tramonto dell'impero (anche se è vero che gli anni del boom stavano finendo), con il tocco sapido di un Risi pronto a sbeffeggiare la coatta inerzia d'una generazione di mezz'età dedita unicamente al più vacuo svago. Ad analizzarla e a viverla consciamente sulla propria pelle l'ingegner Marletti (Salerno), ricco romano che lascia una Roma deserta, quasi da ULTIMO UOMO DELLA TERRA, silenziosa e placida, per raggiungere la moglie (Milo) a Riccione dove lo aspetta un caos inimmaginabile, restituito attraverso campi lunghi di spiagge gremite, affollate all'inverosimile,...Leggi tutto con l'uomo che occupa ogni spazio persino nel mare, file di ombrelloni a distanza ridotta, comitive di giovani, vecchi e bambini che saturano l'aria in un vociare ininterrotto ulteriormente ingolfato dalle note di canzoni che sembrano non avere mai fine, quasi legandosi una all'altra (la più riproposta è "Il mondo" di Jimmy Fontana). Partendo quindi dal paradosso di una metropoli infinitamente più vivibile e mille volte meno caotica delle mete estive, Risi pone subito l'accento critico sul concetto di vacanza come luogo ove rilassarsi (concetto che esplicherà definitivamente nell'ultima scena, in cui Marletti dorme soporitamente all'ombra dei grattacieli dell'Eur mentre addirittura un gallo canta e la radio restituisce notizie dell'invasione di tedeschi e svedesi in Riviera Adriatica). A Riccione l'ingegnere era arrivato felice di poter rivedere la moglie, che ritrova però in preda a un'inspiegabile malinconia successivamente individuata nel di lei desiderio di relazionarsi con l'amico intellettuale (Luttazzi) che le fa leggere Neruda, Montale e Dylan Thomas. Ma è talmente stordente la vita lì, talmente fitta di continui interscambi, di saluti al volo, di effimere conoscenze, da faticare a inquadrarla sotto la giusta luce. Marletti è continuamente trascinato da un ristorante a uno yacht, dalla giornata sotto l'ombrellone alla gita in pattino, dai complimenti delle amiche della moglie alle battutacce grevi e povere di chi nella cerchia si assume il ruolo di giullare (Pisu). Difficile prendersi il tempo per ragionare, per valutare la sensatezza di quanto ti cattura in un vortice tanto distante dalla vita di ogni giorno. Al punto che il film stesso rischia di non trovare uno sbocco vero in cui convogliare tanto caos indicibile: Risi costruisce sketch brevi e lunghi, li contestualizza in un ambito caricaturale senza tuttavia mai scadere nella farsa né d'altro canto dar loro un respiro più ampio di quello che si esaurisce nello scambio di frasi sciocche, di frustrati tentativi di ribellarsi a un mondo in cui la frivolezza è solo un eufemismo indice del grave ristagnare in un'inconsistenza eticamente ripugnante. Le belle donne adocchiate per un attimo e subito inghiottite nel magma spersonalizzante, i bambini ignorati ("Tu non sei stato capace di farne?", chiede la bisbetica figlia di un'amica a Marletti)... Il rischio è però, nel ritrarre un simile concentrato di superficialità, di farlo limitandosi a pungolare facili accuse, mettendo in fila situazioni e personaggi fin troppo evanescenti senza trovare un vero senso alle scene. Importante come spaccato di un'epoca, delizioso e arguto nel dipingerne gli effimeri eccessi, recitato complessivamente senza sbavature (notevole la figura dello gigolo romagnolo cui dà volto un Jean Sorel al top della forma, rassegnato ad ammassare conquiste come se svolgesse una vera professione), solare al massimo con perfette riprese della Riccione di metà Sessanta e la partita scapoli-ammogliati che fungerà da chiara ispirazione per quella analoga fantozziana (in cui Reder sostituitrà Pisu nel ruolo di arbitro che comunica solo fischiando).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/04/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/02/22
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Il Gobbo 23/04/07 10:05 - 3013 commenti

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Indefesso ingegnere parte da Roma per trascorrere il weekend a Rimini con la moglie. Solito vacanziero? No, perchè il regista è Dino Risi e nelle sue mani lo spiaggia-movie diventa un acidissimo saggio (senza averne l'aria e le arie) sull'"alienazione" nell'Italia del boom. Salerno sugli scudi, Jose Calvo per una volta non è in uno spaghetti-western a farsi appendere, la colonna sonora (ininterrottamente sputata da radio e juke-boxe onnipresenti) è un'enciclopedia della musica leggera italiana. Da riscoprire.

B. Legnani 19/08/09 00:20 - 5196 commenti

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Bel film di Risi, che ci spiattella l’oscenità del colossale rito vacanziero degli Anni Sessanta (ma oggi forse è ancor peggio). Salerno e la Milo perfetti, OK pure gli altri, tranne un Sorel un po’ così. Il film non descrive persone, ma un momento di vita tricolore ed ha tocchi sorprendenti (il bollettino finale), divertenti (“tu-tu... parte il treno...”), graffianti (il cornificio balneare). Nei miti dell’estate è morto non solo Dio, ma anche buona parte dell’educazione, oggi soccombente sempre di più all’imperante cafoneria.
MEMORABILE: "Svégliati ché andiamo!" "Dove?" "A dormire!"

Uomoocchio 18/01/10 21:30 - 42 commenti

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Capolavoro risiano della decade 60. Uno di quei film che, come Il boom di De Sica smascheravano le ansie di un'Italia spensierata solo in apparenza. E' tutto memorabile: la colonna sonora, il colore. Un manifesto dell'epoca, un film non conosciutissimo forse, ma da rivalutare assolutamente.

Caesars 25/01/10 09:49 - 3365 commenti

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Una vera sorpresa, perché quello che ci si può aspettare sia uno dei soliti film balneari degli anni '60, si rivela essere un graffiante e acuto ritratto della società italiana dell'epoca. Risi ci racconta il weekend "vacanziero" di un ingegnere romano che raggiunge la moglie in vacanza a Riccione e nel farlo ci mosta gli squallori e la pochezza morale che allora (ma probabilmente oggigiorno è peggio) albergava dietro ad una facciata spensierata. Ottimi sia Salerno che la Milo, contornati da uno stuolo di ottimi comprimari. Bello.

Stefania 10/02/10 04:03 - 1600 commenti

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Per chi ama il vanziniano Sapore di mare, è interessante questa cronaca in presa diretta, senza filtri nostalgici, di una vacanza al mare anni '60. Non il Forte, ma Riccione, un hotel tre stelle. Non adolescenti, ma un quarantenne sposato: la sua estate del 1965 è una coazione al divertimento, tra aste di beneficenza, partite scapoli-ammogliati, adulteri svogliati o non consumati più per stanchezza che per convinzione. C'è tanto di forzato nella musica alta e nelle risate: l'estate del 1965 è l'estate della fine del boom...
MEMORABILE: Jean Sorel doppiato in romagnolo, che fa il play-boy "stagionale".

Fauno 28/04/10 11:13 - 2077 commenti

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Sempre divertentissimo, a guardarlo oggi viene inequivocabilmente da pensare che erano belli i tempi in cui il problema più serio era quello di trovare un posto ove alloggiare per le vacanze estive. Affrontate anche le questioni del maschilismo per non dire machismo e dei battitori, in seguito chiamati cucadores e non per questo meno ridicoli, ma ambienti e brani d'epoca distolgono molto bene dal voler elucubrarci troppo. Da annali del cinema il commendator Tagliaferri col suo discorso sull'esibizionismo obbligato dei magnati.
MEMORABILE: La bambina dispettosa e la madre pettegola; L’indianata; Salerno assonnato da non riconoscere la moglie; Il brano "Chi siete" in lounge version.

Rufus68 10/02/17 22:43 - 3560 commenti

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Strepitoso bestiario italico concertato con sobria maestria. La normalità d'una nazione viva, ma già minata dal disfacimento culturale e morale che Risi oggettiva in una serie di vignette esilaranti e crudelissime: la partita fra scapoli e ammogliati, la Milo ennui che cita Montale, gli scherzi idioti di Pisu, le spaghettate e le feste ridanciane, bimbi e vecchi petulanti, il soldo conquistatore... Attori di gran classe, dal primo all'ultimo, dal Sorel gigolò a Trieste alla sguaiata Alonso, tutti, sino a Salerno, grandissimo.

R.f.e. 4/06/10 08:57 - 816 commenti

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Indubbiamente uno dei migliori beach movies italiani (fra quelli "seri", voglio dire, non mi sto riferendo alle commediole balneari di Girolami & co). Gli altri sono, a mio avviso, Domenica d'agosto di Emmer, La spiaggia di Lattuada e "Frenesia dell'estate" di Zampa. Come ho già detto, non amo assolutamente Risi, ma questo - insieme a Vedo nudo e Straziami, ma di baci saziami - è uno dei suoi film che più apprezzo. Impietoso, giustamente perfido: da riscoprire. Ancora appetibile una "matura" Daniela Bianchi e deliziosa Alicia Brandet.

Cotola 19/12/10 18:51 - 8347 commenti

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Bel film di Risi in cui il regista descrive con grande acutezza e lucidità l'Italia vacanziera alla fine del boom. Ottima la capacità di cristallizzare alcuni momenti che erano, e resteranno ancora a lungo, dei veri e propri riti cui si doveva, volenti o nolenti, partecipare forzatamente. Salerno e la Milo sono molto bravi ma anche il resto del cast fornisce una buona prestazione. Un film "minore" del regista che merita di essere riscoperto.

Saintgifts 14/01/11 22:03 - 4098 commenti

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Vacanze sulla riviera romagnola così come erano veramente nei favolosi anni sessanta. Un po' tutto sopra le righe, è l'impressione che dà ora rivedendolo, ma non è molto distante da una realtà che, con le dovute differenze di forma, si trascina tutt'ora. Abbastanza carico di pubblicità/sponsor, di spider e di visioni da paese dei balocchi in cui bisognava divertirsi per forza. Piccole crisi matrimoniali estive e playboy ruspanti, forse le figure più vere. Colonna sonora adeguata e una radiocranaca finale che sembra un bollettino di guerra.

Sandra Milo HA RECITATO ANCHE IN...

Gugly 23/10/11 21:07 - 1055 commenti

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Angosciante: un tripudio di carne, di folla, di divertimento forzato che stordisce il povero protagonista mentre gli altri, moglie in testa (brava la Milo) corrono in spiaggia, in ristorante, in balera. La colonna sonora è costituita dalle radio che trasmettono senza sosta canzonette e slogan pubblicitari; è il boom, bellezza, ma tutti sembrano scoppiati. Un film poco conosciuto per iniziare a riflettere su "i migliori anni della nostra vita" e su quello che è venuto dopo...
MEMORABILE: L'incipit in una Roma deserta come Il sorpasso; La bambina-arpia che getta in faccia a Marletti tutti suoi dubbi e le sue angosce inespresse.

Roger 10/09/11 03:48 - 143 commenti

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Una delle commedie Anni Sessanta che preferisco. Sembra la naturale prosecuzione de I mostri che Risi fece due anni prima: un episodio "lungo" che prende di mira l'alienazione di un rito e mito di massa come le vacanze. Nel film è un continuo confondere e perdere l'identità di ciascuno: ci si scambiano i bambini all'uscita dall'ascensore, il macellaio sembra "uno importante", la moglie non viene riconosciuta sotto una parrucca, l'ingegnere per l'anziana deve per forza essere dottore, presentazioni vacue e subito dimenticate...

Graf 26/04/12 01:00 - 708 commenti

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Nel pieno della stagione della commedia all'italiana Dino Risi impartisce sapienti lezioni di cinema. Com'è la villeggiatura all’epoca del boom? Eccola qui: colonne di automobili sotto il solleone, ingorghi pazzeschi al mare e calma e tranquillità in città, un’ umanità infuocata e sudaticcia ammassata come in un carnaio, schiamazzi e caos, riti edonistici vuoti e faticosi, radio e giradischi a tutto volume, contegni senza scrupoli morali. E un ottimismo che presto si trasforma in un nervosismo senza motivo fino a sfiorare qualche oscuro presagio. Apologo.
MEMORABILE: L'ultima scena è un sorprendente guizzo sardonico nel quale le normali notizie della radio vengono trasmesse come se fossero un bollettino di guerra.

Chimera70 14/07/12 18:45 - 34 commenti

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Strepitoso ritratto di un gruppo di borghesi in vacanza a Riccione in pieno boom economico. Sono superficiali, ridanciani; storditi fin quasi all'incoscienza. L'intero film poi è un faticoso e continuo movimento di corpi al sole tra strette di mano, scambi di persona, giochi, tradimenti, festini e chi si ferma è perduto e cosa perda non si sa. Impressionante la conversazione tra l'ing. Marletti e l'impreditore Tagliaferri sulla barca: drammaticamente attuale. Gli attori brillano per bravura e credibilità, Milo e Salerno su tutti.

Markus 19/07/12 20:32 - 3512 commenti

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Interessante film balneare che, complice la carismatica presenza di Enrico Maria Salerno (lo rivedremo in panni analoghi in una puntata della seconda stagione de La famiglia Benvenuti) assume un tono di pellicola leggera, ma dall'aria inquietante: il carnaio sulle spiagge, le terribili canzonette, la crisi di coppia e discorsi inutili per riempire un vuoto intellettuale imbarazzante. C'è tutta l'aura artificiosa degli Anni '60, ma si scorge concettualmente molta attualità. Salerno e la Milo li rivedremo – con qualche anno in più – nel film Tesoromio.

Dusso 10/05/13 23:41 - 1548 commenti

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Grande film estivo degli anni 60 oggi sicuramente più interessante che all'epoca (è dopotutto un manifesto dell'estate del 1965, colonna sonora d'epoca compresa). Ottime interpretazioni, perfetti il grande Salerno e Sandra Milo; c'è la Bianchi, ma la Brandet (in una scena con una scollatura da urlo) non le è da meno. La Pejo in grande evidenza, addirittura nella partita a pallone e sulle maglie di uno degli attori! Nostalgico.

Motorship 3/06/13 17:53 - 585 commenti

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Interessante film balneare, in apparenza leggero, che però presenta anche aspetti abbastanza grotteschi e di critica sociale all'Italia del boom economico (siamo nel 1965). Risi dirige con maestria e descrive in maniera perfetta il villeggiante tipico anni 60, in tutti i suoi aspetti, soprattutto quelli più critici e fastidiosi. Il film ha il suo motivo di interesse anche nell'ottimo cast, in particolare in un magistrale Enrico Maria Salerno e una bravissima Sandra Milo. Molto bene anche gli altri. Davvero notevole.
MEMORABILE: L'incipit in una Roma d'agosto deserta; La descrizione perfetta dei personaggi del film.

Homesick 7/06/13 17:10 - 5737 commenti

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Titolo esemplificativo della commedia balneare, di cui identifica i vari tipi vacanzieri (il burlone, la pettegola, il playboy, il gigolo, lo scapolo, la piccola peperina…) impegnati in altrettanti riti sociali sotto il solleone; vi partecipa con noia e distacco l’ingegnere di Enrico Maria Salerno, un attore che dimostra di possedere notevole vis comica a dispetto dei ruoli seri di solito affidatigli. Irregolare la tenuta del ritmo: fresco e spiritoso nella prima parte, decisamente più floscio nella seconda. La colonna sonora è un’antologia di hit estivi del periodo.
MEMORABILE: Il “Mandrillo drink”; la spossatezza dopo la partita di calcio Scapoli vs. Ammogliati; il balletto del trio Salerno-Milo-Luttazzi.

Galbo 7/06/13 19:09 - 11876 commenti

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All'apparenza un antesignano dei "cinecocomeri" attuali; in realtà tra Risi e i Vanzina c'è un abisso, e questo film lo mostra tutto. Un cinico ritratto dell'Italia (e degli italiani) in vacanza alla fine degli anni 60. La rappresentazione del "rito" estivo in una serie di ritratti fatti con grande acume e rispetto per la caratterizzazione dei personaggi sempre sospesa tra ironia, grottesco e affettuosa partecipazione sentimentale (forse con un filo di nostalgia per un epoca in via di dissoluzione). Grande prova degli attori.

Samuel1979 5/08/13 00:35 - 518 commenti

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Buon film di Risi (tuttavia siamo ben lontani dai fasti del Sorpasso), sempre abile a evidenziare l'apatia e l'inquietudine di una particolare classe sociale. Buon cast, nulla da dire, ma occorre sottolineare la presenza del simpatico Trieste, qui nei panni di uno "sfigato" professore di Latino. Da menzionare sia la ben assortita colonna sonora sia le belle località balneari.

Dino Risi HA DIRETTO ANCHE...

Ellerre 7/08/13 11:11 - 89 commenti

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Bel ritratto dell'Italia vacanziera all'epoca del boom economico. Attraverso il protagonista "vittima" degli stupidi rituali di ricreazione e delle scappatelle estive, Risi evidenzia quella parte di società italiana crescente che sta demolendo in fretta i vecchi ideali di famiglia. Riccione all'apice del caos balneare - con una mdp che ne fissa il clima claustrofobico e le canzonette tormentone - restituisce in pieno l'idea di massificazione del divertimento.

Hearty76 25/03/14 22:39 - 238 commenti

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Conosciamo le "italianate" degli anni '80, forse troppo glitterate e buoniste, o quelle degli anni '70, forse troppo scollacciate e cinguettanti; ma poi giungono fino a noi spettacolari cartoline dal bel mezzo degli anni '60, come questo stupendo film. Sembra una scanzonata versione "malincomica" post Dolce vita e pre Sapore di mare. E tanti saluti da un'Italia meno stressata e più allegra, ma non certo meno cinica quando si tratta di distanziare le classi sociali, o quando entra in gioco il cuore.
MEMORABILE: Ogni scena in cui compare la qui fantastica Sandra Milo, che è lietamente spassosa ma lestamente capace d'espressivo pathos tra un silenzio e l'altro.

Gabrius79 25/09/14 13:07 - 1325 commenti

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Uno sguardo all'Italia del boom e agli italiani che d'estate frequentavano in maniera massiccia le spiagge del Belpaese. Ci si affida per questo a un bravo Enrico Maria Salerno e a una spiritosa Sandra Milo, che ci fanno sorridere assieme al cast di contorno (Pisu, Trieste, Luttazzi). A fare da cornice una piacevolissima colonna sonora dei successi dell'epoca. Il film però ogni tanto mostra la corda e i suoi limiti. Comunque da vedere senza troppi pensieri.

Lythops 9/11/14 17:08 - 982 commenti

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Con un brusco, quasi violento stacco dalla Roma deserta di ferragosto si passa a una Riccione popolata da ogni tipo di esseri vuoti e superficiali, con bambini irritanti e canzoncine propinate dagli altoparlantini di spiaggia. Lo spettatore vive lo stesso incubo dell'ing. Marletti, uomo riservato e discreto che si ritrova lì solo per vedere la moglie, affaccendata in tutt'altri pensieri. Film documentario su un'epoca finita per sempre, con grandi attori assolutamente perfetti nella parte, con lo sguardo acuto di sempre del Maestro. Bello.

Vitgar 30/12/14 09:26 - 586 commenti

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Buona commedia estiva anni 60, con tutte le nefandezze e la superficialità di un popolo abituato alla povertà che scopre di colpo di essere nel boom economico. Viene rappresentato tutto il "bestiario umano" e devo dire con intelligenza e lungimiranza. Un film che fa pensare a come l'oggi sia figlio di quel ieri. Tutti gli attori lavorano bene e raffigurano bene il loro personaggio. Consigliato.

Liv 14/11/15 21:46 - 237 commenti

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Discreto film "risiano" dove non si ride ma si sorride. Ci si ricorda di com'eravamo quando andavamo al mare ad annoiarci, perlomeno noi che amavamo la nostra professione. Gli attori sono tutti simpatici. Jean Sorel, anche se è un bellone, appare fuori parte per la sua aria nobile. Enrico Maria Salerno, pur recitando sottotono in Italia dove gli attori hanno un registro di tutt'altro tipo, è sempre una presenza piacevole. Non lo vedo molto sposato a un tipo come Sandra Milo, ma tant'è.

Paulaster 18/03/19 10:00 - 3647 commenti

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Weekend balneare all’hotel Baltic di Riccione. Compendio estivo di frivolezze, pettegolezzi e corna. L'Adriatico è visto come luogo di un rito di massa con giochini, burle e notti insonni dove il riposo dal lavoro sembra una fantasia. Ben descritto coralmente, evita drammaticità per le gelosie amorose insistendo solo sul vuoto esistenziale (in tono minore rispetto a Antonioni ma siamo pur sempre in vacanza). Conclusione caustica. La Milo stranamente bruna perde in solarità, Trieste è poco sfruttato.
MEMORABILE: Il bambino che si è perduto; La partita scapoli e ammogliati; L'asta dei tappeti; Lo spaten biergarten.

Kozincev 5/02/19 21:18 - 56 commenti

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Tra i film più sottovalutati della stagione d'oro della commedia all'italiana, è un'opera ancora fresca e attuale, che mantiene il suo fascino a ogni visione. Gli interpreti sono perfetti: mai così brava e credibile Sandra Milo; come sempre impeccabile Salerno, che nella commedia aveva la stessa incantevole indolenza di Mastroianni. La cornice musicale fa da contrappunto all'esplosione balneare, scintillante e fatua come gli amori e i divertimenti di ogni estate.

Keyser3 16/06/20 18:31 - 290 commenti

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Risi torna alla commedia d'ambientazione estiva tre anni dopo Il sorpasso (l'incipit, col protagonista in auto in una Roma deserta, è quasi lo stesso). Il risultato è leggermente meno brillante, ma il quadro che emerge è forse ancora più cinico e spietato: tanti i personaggi ben tratteggiati nelle loro meschinità e nella loro vacuità in una Riccione di inizio estate brulicante di turisti e fotografata con colori sgargianti. Ottima prova degli attori, con Salerno e la Milo che danno vita a simpatiche schermaglie, ricchissima la colonna sonora dominata dalla struggente "Il mondo".
MEMORABILE: Clelia, sempre pronta a spettegolare.

Pinhead80 18/08/21 14:46 - 4301 commenti

I gusti di Pinhead80

Un ingegnere (Salerno) raggiunge per il fine settimana a Riccione la moglie in vacanza (Milo). Nel carnaio romagnolo c'è chi tradirà il proprio compagno e chi invece andrà in bianco. Dino Risi riesce a fotografare brillantemente la realtà di un periodo storico ben preciso e allo stesso tempo lancia una critica nei confronti di una borghesia annoiata che non riesce a lasciarsi andare completamente emotivamente per paura di perdere un certo tipo di stato sociale. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, anche se Salerno è una spanna sopra agli altri per bravura.

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Daniela 1/06/21 22:46 - 11530 commenti

I gusti di Daniela

Domeniche d'agosto sulle riviera romagnola: caldo, confusione, calca, chiacchere... Una bolgia infernale in cui si trova risucchiato un ingegnere romano che, raggiunta per il week-end la moglie in vacanza, si accorge che qualcosa la turba. Chi è l'altro uomo? Commedia satirica di scarso interesse per quanto riguarda le vicende della coppia protagonista, ma valida come documento di costume ed anche come madeleine proustiana per chiunque abbia avuto la sventura di vivere da bambino esperienze del genere. Salerno non proprio a suo agio, Milo fa quel che sa fare, in parte Luttazzi.

Ira72 16/06/21 12:41 - 1180 commenti

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L’ingegnere romano abbandona una deserta Roma d’agosto nella convinzione di andare a rilassarsi, fino alla noia, a Riccione. Ma si sa che, spesso, le cose non vanno come le immaginavamo. E così il povero Salerno si trova invischiato nel becerume vacanziero, tra cene infinite, pranzi pantagruelici, feste continue e tanta ipocrisia. Se, apparentemente, il film parrebbe scanzonato e leggero grazie anche alla svampita Milo, in realtà Risi mette in scena uno spaccato italiano desolante: artefatto, pacchiano e superficiale che non pare cambiato molto negli anni. Astenersi agorafobici.
MEMORABILE: Lo stabilimento balneare gremito da persone stipate e da ombrelloni ammassati che si chiama “Solitude”…

Giùan 2/08/21 16:51 - 3700 commenti

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Rivederlo fa impressione sul piano contingentemente cronachistico, con quell'incipit bipolare tra la Roma "pandemizzata" e la riviera formicaio in cui l'ingegnere cerca il suo hotel a mo' di ago in un pagliaio, come su quello cinematografico con quell'aderenza apparentemente slabbrata, quasi sciatta, eppure così fastidiosamente incisiva del Risi migliore. Ritratto feroce senza mai essere accusatorio di un'Italia il cui arrembante arricchimento economico lascia irrimediabilmente indietro fragilità affettive e strumenti per comprendere la realtà che muta. Che misura Salerno e Milo.
MEMORABILE: La pettegolissima Clelia di Trini Alonso con la degna figlioletta a dir poco spudorata.

Modo 15/08/21 17:10 - 891 commenti

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Film di Dino Risi considerato secondario. Sicuramente non tra i suoi migliori ma un capolavoro, se confrontato a certe opere dello stesso filone uscite negli anni a seguire. Bell'affresco della costiera romagnola di metà anni '60 frizzante, libertina e un po' cafona. Ottime prove del cinico Enrico Maria Salerno e Sandra Milo, ma tutti i personaggi sono ben caratterizzati.

Zampanò 16/08/21 21:23 - 374 commenti

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La calca tirrenica di Domenica d'agosto di Emmer diventa quindici anni dopo un'adriatica massa al cubo, sudata di canzonette e premonitrice della congiuntura. Risi vorrebbe essere cattivo coi suoi borghesi da weekend ma la decadenza è solo al principio, gli ombrelloni non sono ancora appassiti. In fondo un adulto come dovrebbe divertirsi in vacanza? Il focus sulla coppia si riduce nel paglierino Salerno al "solito" dubbio adulterino. La migliore stavolta è la Milo, saggia nel sorridere mesta alla nostalgia del presente. Trieste e Luttazzi gustosi satelliti.

Minitina80 7/09/21 21:14 - 2742 commenti

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Uno terrificante ritratto dell’Italia vacanziera negli anni Sessanta. Lontano dal voler essere comico, si pone, invece, come una commedia intrisa di satira fino a sfiorare il grottesco. La descrizione si avvicina a quella di un girone dantesco in cui l’espiazione della pena passa attraverso la quotidianità su spiagge mostruosamente affollate. Si sofferma, in particolare, sulla mancanza di morale, sulla paucità dei modi scelti per divertirsi e sull’adeguarsi al vicino di ombrellone. In questo, analogo a Zombi di Romero, in cui il centro commerciale è sostituito dalla spiaggia.
MEMORABILE: Le spiagge affollate.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Roger • 5/03/12 20:27
    Call center Davinotti - 2968 interventi
    Sui titoli di coda si sente il brano "CHI SIETE" ,scritto da Lelio Luttazzi e cantato da Mina.
    http://www.youtube.com/watch?v=sxk08-3STUU
    Ultima modifica: 5/03/12 20:45 da Roger
  • Discussione Roger • 28/03/12 17:59
    Call center Davinotti - 2968 interventi
    Incredibile...ecco il trailer per l'uscita in america del film.Da notare le scene in cui i protagonisti saltano sulla rete elastica(scene del tutto assenti nel film che si è visto in Italia
    http://www.youtube.com/watch?v=DdqugVEpTIs
  • Discussione Zender • 29/03/12 09:04
    Pianificazione e progetti - 45840 interventi
    Beh, a volte capita anche in Italia che si vedano nel trailer scene assenti poi nel film (ricordo ad esempio molto bene la scena della vasca in Maniaci sentimentali).
  • Musiche Roger • 16/04/12 21:55
    Call center Davinotti - 2968 interventi
    La canzone che si sente nei titoli di testa è SULLA SPIAGGIA C'ERA LEI di Sonia e Sorelle.Rimarchevole il testo particolarmente ispirato...
    http://www.youtube.com/watch?v=AzRdS9kNQvo
  • Discussione Dusso • 9/05/13 23:38
    Archivista in seconda - 1678 interventi
    Mi pare proprio che nel trailer oltre alla scena della rete elastica si veda quantomeno un altra scena mancante nel film, quella dove Salerno versa qualcosa da bere alla moglie di Tagliaferri
  • Discussione Dusso • 10/05/13 23:43
    Archivista in seconda - 1678 interventi
    Fauno preferisci questo o L'estate di Spinola?
  • Discussione Fauno • 11/05/13 18:15
    Compilatore d’emergenza - 2639 interventi
    Come atmosfere e divertimento questo, come introspezione nettissimamente Spinola. La Medici ti spacca letteralmente in due e anticipa di 10 ani le varie Dalle e Gainsbourg. Inoltre Salerno supera per la duecentesima volta sè stesso.

    Qui più che altro è l'atmosfera che è magica e che dà una nostalgia che quasi commuove...come musica direi una patta. Comunque sono imperdibili tutti e due. FAUNO.
    Ultima modifica: 11/05/13 21:34 da Fauno
  • Musiche Roger • 31/07/13 17:54
    Call center Davinotti - 2968 interventi
    Nella scena sulla terrazza del ristorante Posillipo al piano viene suonato il brano "Lullaby" che Luttazzi compose per il film Promesse di marinaio
    Ultima modifica: 31/07/13 23:11 da Roger
  • Musiche Samuel1979 • 5/08/13 00:22
    Call center Davinotti - 3565 interventi
    C'è anche il brano dei Rokes "She asks of you"
  • Curiosità Samuel1979 • 5/08/13 00:38
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    In una sequenza Sandra Milo cita alcuni versi de "La casa dei doganieri" di Montale.