L'amore difficile

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1962
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: Famoso l'esordio registico di Manfredi "L'avventura di un soldato. Episodi: "Le donne" (Salerno), "L'avventura di un soldato" (Manfredi), "Il serpente" (Moschin), "L'avaro" (Gassman)
Numero commenti presenti: 13
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Noiosissimo film a episodi (quattro) ricordato ad oggi solo per l'esordio registico di Manfredi, comunque sopravvalutato. Si comincia con LE DONNE (regia di Sergio Sollima, noto soprattutto per i suoi western e la serie di SANDOKAN), in cui un sempre bravo Enrico Maria Salerno, scapolo impenitente, viene sessualmente “usato” dalle giovani Claudia Mori e Catherine Spaak. Nulla di interessante, ma perlomeno si lascia seguire. Si continua con L’AVARO (regia di Luciano Lucignani, da un racconto di Moravia): Gassman si innamora di una giovane il cui marito ha perso tutto al gioco. L'avarizia c'entra poco e l'episodio è di una lentezza rabbrividente: soporifero e senza qualità....Leggi tutto Nel già citato L’AVVENTURA DI UN SOLDATO (da un racconto di Italo Calvino), Manfredi è per l'appunto un soldato che incontra nello scompartimento di un treno una vedova piacente e, senza mai dire una parola, comincia ad approcciarla fino ad arrivare a sedurla. Curioso proprio per essere praticamente un pezzo di cinema muto (parlano solo, e pochissimo, i compagni di scompartimento), l'episodio è originale, garbato, ma non “dice” molto (in tutti i sensi). Si chiude con IL SERPENTE (regia di Alberto Bonucci, sceneggiato tra i tanti anche da Scola e Continenza), storia di una donna che, raccolta sulla strada da due camionisti, si immagina di essere violentata e li denuncia. Noia mortale anche qui, con Lilli Palmer e Bernhard Wicki coppia irritante e una leggera impennata all’apparire di Gastone Moschin commissario dei carabinieri. Da dimenticare.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Homesick 1/03/08 09:20 - 5737 commenti

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Quattro episodi sul tema dell’amore, reso difficile dalle contingenze o da vizi e capricci di uomini e donne. Su tutto prevale la banalità e la lentezza, soprattutto in Sollima e Lucignani; i segmenti migliori sono gli ultimi due: quello di Manfredi, malizioso e vivace dove i due protagonisti agiscono senza proferir parola e quello di Bonucci, con le sue allusioni ed apparenze ingannatrici.

Matalo! 21/07/08 19:20 - 1370 commenti

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Sì, non è un granché, ma l'episodio di Manfredi è migliore di quel che si dice; intanto perché il mutismo regge, poi perché gli attori sono in palla (anche la ex miss Fulvia Franco, statuaria e indolente ma disponibilissima) e le descrizioni dei personaggi dello scompartimento sono azzeccate. Promosso. Il resto appartiene allo sfruttamento del film ad episodi così in voga all'epoca grazie al grande I mostri di Dino Risi.

Il Gobbo 16/11/08 12:02 - 3011 commenti

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Nonostante le nobili ascendenze (Ercole Patti, Moravia, Calvino e Soldati) la riuscita è piuttosto modesta: incompiuto Sollima (il cui registro è come noto ben altro) benchè si segnalino le fulgide Spaak - nel suo solito ruolo di ninfetta - e Mori, fiacco Lucignani con uno sprecatissimo Gassman, didascalico Bonucci. Resta, a scongiurare il fiasco totale, l'ottimo segmento semi-muto di Manfredi, tratto da uno fra i più bei racconti realistici di Calvino, di cui restituisce atmosfere e toni. Occasione persa.

Daniela 23/07/09 15:16 - 10479 commenti

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Mediocre collage di episodi, dal quale però emerge per grazia e sottile umorismo quello diretto ed interpretato da Manfredi, al suo esordio registico, in cui un soldatino in licenza incontra su un treno una vedova, di forme generose, austera nell'aspetto ma compiacente nei fatti. Tratto da un racconto di Calvino, questo episodio, che si affida unicamente ai gesti e agli sguardi, resta piacevolmente impresso, a differenza degli altri rapidamente destinati all'oblio nonostante il cast di richiamo. Il pallinaggio viene dalla media.

B. Legnani 11/01/10 21:24 - 4950 commenti

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Deludente. Soggettisti e cast facevano sperare meglio. Patti/Sollima: davvero niente male (**½), con un bravo Salerno, una conturbante Mori e una normale Spaak, ma con almeno due trovate. Moravia/Lucignani: non centratissimo (**), nonostante Gassman (grande pure qui, ma lo preferisco meno composto) ed una Tiller perfetta per il ruolo. Calvino/Manfredi: originale, talora brioso, ma certo non un capolavoro (**), con una vedova allegra (Fulvia Franco). Soldati/Bonucci: di raro tedio (*½), come la moglie impersonata dalla Palmer, ad esclusione di alcuni tocchi di Moschin.

Pigro 17/05/11 07:42 - 8440 commenti

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Che tristezza vedere un gran bel corto, coraggioso, come quello diretto e interpretato da Manfredi (che riesce a essere espressivo e "parlante" con la pura fisicità di corpi e sguardi nell'episodio quasi muto del soldato in treno), in mezzo a desolanti brutture che dovrebbero raccontare amori complicati, con Salerno e Gassman nelle prime due storie, piatte e banali, per non parlare del quarto e ultimo pezzo, faticosissimo da seguire per l'assoluta inconsistenza della storia, degli attori, della regia. Film pessimo, ma con una chicca strepitosa.

Markus 2/08/11 09:51 - 3417 commenti

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Quattro episodi. Irritante il primo perché irreale, inoltre Salerno è mal utilizzato; la Spaak fa il suo solito ruolo da ragazzetta disinibita; il secondo con Gassman è semplicemente diretto male: il regista non sa gestire il talento dell’attore e il risultato è la noia; il terzo capitolo (il migliore, ma non eccelso) vede l’esordio alla regia di Manfredi che ci regala un bell’esempio di “sesso-non-sesso”; il quarto episodio è sfiancante sino a quando non dice qualche battuta Moschin. Mediocre.

Dusso 20/10/11 18:34 - 1548 commenti

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Desolante dopo aver visto i primi due episodi (passabile quello con Salerno, pessimo quello con Gassman), col terzo (Manfredi) il film riguadagna punti: episodio delizioso e veramente notevole visto che Manfredi non apre mai bocca ma ha una mimica incredibile. L'ultimo episodio non mi è dispaciuto e contiene una certa carica "sessuale" ben delineata dalla brava protagonista. Bellissime le attrici. Totale **! con un po' di generosità...

Liv 26/07/13 13:57 - 237 commenti

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Non è il solito film a episodi-barzelletta. Il filo conduttore c'è, anche se le situazioni, tutte di origine letteraria, sono di genere molto diverso. Chi è abituato al film americano, dove in un minuto succede di tutto, qui si spazientisce. Gli attori fanno benissimo la loro parte; i due protagonisti dell'ultimo episodio fanno del loro meglio ma riescono sciapi sciapi (ma ottimo Moschin). Il primo episodio urta l'orgoglio del maschio medio; il secondo ha i tipici ingredienti di Moravia; il terzo sorprende, con un Manfredi attore e regista.
MEMORABILE: Gassman nella sua epoca migliore, che fa «L'avaro» di Moravia. Esordisce dicendo "Io non ho mai pagato una donna!". ("Io sempre!" fa eco un collega.)

Rambo90 6/06/14 17:42 - 6766 commenti

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Un film a episodi sotto la media, dove a svettare è forse il segmento con Manfredi, che comunque non brilla per originalità e per ritmo (tutti gli episodi sono lentissimi e a volte noiosi) ma almeno ha una buona regia. L'ultimo episodio di Bonucci è forse quello con l'idea migliore, ma è anche quello peggio girato, con tempi dilatati fino all'inverosimile e una lunghezza eccessiva. I primi due invece sono poco più che storielle allungate, riscattate dalla bravura di Salerno e Gassman. Nulla di che.

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Rufus68 10/06/18 23:15 - 3383 commenti

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Sollima racconta poco o nulla, in accordo perfetto con la sospensione languida e solare di una qualunque domenica estiva: il migliore; nel secondo episodio splende solo Gassman che ritrae con fine mestiere la grettezza d'un omuncolo; simpatico e originale il Manfredi muto (la trovata vien tirata per le lunghe, però); discreto il finale che, grazie alle meravigliose location, adombra uno spaesamento femminile come in Passaggio in India. Sottovalutato.

Zampanò 7/11/20 18:59 - 334 commenti

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Era difficile toppare quando si desumeva un soggetto dai racconti di grandi autori. Nei quattro episodi, chi riuscito chi meno, si nota comunque la sostanza letteraria di fondo. Spicca Manfredi, alla prima regia, su uno scritto di Calvino: chiuso in uno scompartimento gioca coi silenzi e le inquadrature, stuzzicando un erotismo di pieni e vuoti. Il più arguto però è Lucignani, freudiano fino alle estreme conseguenze. Poca roba l'episodio di Gassman; intrigante Salerno, impaurito dall'orbita delle donne mutanti negli anni del Boom.
MEMORABILE: Il soldato e la vedova nel gioco di luce e buio del vagone; L'allucinatorio tempio di Segesta.

Caesars 20/07/21 13:53 - 2992 commenti

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L'idea poteva non essere malvagia: quattro episodi legati dal tema "dell'amore", in cui le donne conducono le danze anche quando in apparenza possono sembrare gli uomini i padroni della situazione. Il problema è la noia, grande protagonista per tutto lo spettacolo. Forse la palma del "meno peggio" spetta al segmento diretto da Manfredi (qui al debutto dietro la mdp), che ha il coraggio di abbandonare quasi del tutto il parlato (i due protagonisti non pronunciano una sillaba). Buoni gli interpreti che, assieme ai nomi di soggettisti e sceneggiatori, facevano sperare in meglio.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità B. Legnani • 15/01/10 01:11
    Consigliere - 14249 interventi
    Incredibile errore nell'episodio con Manfredi. Quando il treno entra in galleria, si vede benissimo un tecnico al posto della nera parete del tunnel...

  • Curiosità Markus • 3/08/11 14:20
    Scrivano - 4812 interventi
    In un'intervista a Nino Manfredi (riferita al suo episodio d'esordio alla regia inserito all'interno del film in oggetto) tra le varie, disse che l'allora seducente attrice-modella Fulvia Franco (nel film interpreta la vedova muta) notandola inespressiva, le fece imparare una sorta di copione da ripetere con il pensiero cosicché ottenesse un'espressione convincente secondo la scena diretta.
  • Musiche Lucius • 8/11/17 14:08
    Scrivano - 8612 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 8/11/17 14:12 da Zender
  • Discussione Caesars • 8/08/19 16:13
    Scrivano - 13193 interventi
    Siamo sicuri che l'abbia diretto anche Crispino (n.c. in scheda)?
    Non ne trovo traccia.
    In Internet trovo citati sempre solo i 4 nomi dei 4 registi dei singoli episodi.
    Ultima modifica: 8/08/19 16:14 da Caesars
  • Discussione B. Legnani • 8/08/19 17:15
    Consigliere - 14249 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Siamo sicuri che l'abbia diretto anche Crispino (n.c. in scheda)?
    Non ne trovo traccia.
    In Internet trovo citati sempre solo i 4 nomi dei 4 registi dei singoli episodi.



    http://www.fondazionecsc.it/events_detail.jsp?IDAREA=9&ID_EVENT=170&GTEMPLATE=events.jsp

    Probabilmente è quello firmato da Lucignani.
    Ultima modifica: 8/08/19 17:16 da B. Legnani
  • Discussione Caesars • 8/08/19 17:26
    Scrivano - 13193 interventi
    Grazie mille Buono, sempre preziosissimo.
  • Discussione Caesars • 10/08/19 15:06
    Scrivano - 13193 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Caesars ebbe a dire:
    Siamo sicuri che l'abbia diretto anche Crispino (n.c. in scheda)?
    Non ne trovo traccia.
    In Internet trovo citati sempre solo i 4 nomi dei 4 registi dei singoli episodi.



    http://www.fondazionecsc.it/events_detail.jsp?IDAREA=9&ID_EVENT=170&GTEMPLATE=events.jsp

    Probabilmente è quello firmato da Lucignani.


    Esatto Buono, è proprio quello di Luciniani.
    Trovato conferma nel libro "Macchie solari" scritto da Bartolini.