Doppia colpa

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Titolo originale: Spinning Man
Anno: 2018
Genere: thriller (colore)
Note: Soggetto tratto dal romanzo omonimo di George Harrar.
Numero commenti presenti: 5

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/12/18 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 21/12/18 13:34 - 9376 commenti

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Quando una studentessa scompare misteriosamente, il principale sospettato è un professore di filosofia con qualche ombra nel passato, una memoria labile, nessun alibi. Mentre un poliziotto lo tampina, anche la moglie comincia a nutrire dubbi... Thriller senza infamia ma anche senza lode: il cast offre una prestazione professionale ma la regia è anonima, il ritmo fiacco, la sceneggiatura non riesce a coinvolgere nonostante la presa di un soggetto tante volte declinato al cinema come quello dell'innocente (o presunto tale) in trappola.

Ira72 29/12/18 22:42 - 936 commenti

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Verità assoluta o verità percepita? Insomma: il professore di filosofia, senza troppo filosofeggiare, ci fa o ci è? Su questo, sostanzialmente, si basa l’intreccio - incalzante e dal ritmo scorrevole - del film. Ma non solo. Molto interessanti sono anche tutte le altre sfaccettature che coinvolgono il presunto colpevole (o innocente): dalla vita familiare all’ambito lavorativo fino ai rapporti interpersonali, con diversi dialoghi non banali. Pearce regge bene questo personaggio ambiguo e non facile da interpretare. E Kaijser può promettere bene.

Rambo90 6/01/19 02:48 - 6343 commenti

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Parte bene, con una premessa già vista (Harrison Ford docet) ma interessante, a cui si aggiunge la probabile perdita di memoria di cui Pearce è maestro. Peccato che il film poi non vada oltre questa base, declinandosi su ritmi lenti e su un continuo gioco di gatto col topo fatto dal poliziotto Brosnan (bravo) con il protagonista. Lo spettatore più navigato capirà presto che dell'arrosto c'è solo il fumo e il finale delude ampiamente. Mediocre.

Anthonyvm 26/05/19 22:31 - 1919 commenti

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Il building up dell'aura di mistero è molto ben calibrato, fra strutture a flashback, false piste, visioni oniriche (ricordi?) che inducono il pubblico a dubitare della colpevolezza o innocenza dello smemorato per eccellenza Guy Pearce. Ma il gioco dura troppo: ben presto il film si rivela troppo lento, verboso e pretenzioso coi suoi discorsetti filosofici circa la verità o ciò che noi interpretiamo come tale. Ma non sarebbe un problema se i nodi venissero al pettine nel finale: così non è. A fine visione resta un senso di vuoto e di delusione.

Galbo 3/08/20 08:07 - 11382 commenti

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La rete dei sospetti per la scomparsa di una studentessa si stringe intorno ad un professore con ripercussioni sulla sua famiglia. Un film sulla presunta consapevolezza che suscita l’attenzione dello spettatore per l’argomento ma non per il ritmo che è piuttosto blando nonostante la prestazione professionale degli attori, Pearce e Brosnan su tutti, senza tralasciare la brava Minnie Driver. La delusione maggiore però viene da un finale, in parte prevedibile ma gestito senza alcun pathos. 
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