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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Chiaro l'intento di Giovanni Veronesi, che nella speranza di cogliere in parte il successo - anche di critica - ottenuto dal corregionale Virzì con LA PRIMA COSA BELLA (o magari dal Giordana di LA MEGLIO GIOVENTU') tenta il ritratto attraverso gli anni inserendo i suoi protagonisti in precisi contesti storico-sociali costantemente richiamati alla mente da eventi cardine vissuti dall'Italia intera (l'assassinio di Moro, le monetine a Craxi, l'avvento di Berlusconi, la solita vittoria al Mundial 82 col triplice "Campioni del mondo" di Martellini). Le ambizioni dell'operazione sono più basse rispetto ai celebri precedenti...Leggi tutto (per quanto più alte rispetto alla media di Veronesi) e il progetto flirta decisamente con la commedia facile, con concessioni alla battutaccia agevolate dall'abuso del dialetto romanesco. Non per questo tuttavia si può troppo sottovalutare il lavoro di Veronesi, comunque organizzato in bella forma e forte di un Elio Germano che, per quanto un po' artificioso quando si sforza di sorridere sempre alla vita come la Ramazzotti della PRIMA COSA BELLA, si conferma ottimo attore con punte di eccellenza. Ricky Memphis nel ruolo dell'amico di sempre è la spalla perfetta, che offre saltuariamente anche buoni momenti comici, Alessandro Haber pittore eccentrico il personaggio più sfaccettato e interessante tra i secondari a conferma di un talento ancora parzialmente inespresso. Il percorso del popolano Ernesto (Germano) e della sua inseparabile moglie (Alessandra Mastronardi) nel corso degli anni individua bene durante il film i punti di svolta, con una parentesi tragica forse un po' pretestuosa ma utile a conferire un minimo di spessore drammatico al racconto. Quello che soddisfa è soprattutto la gestione della regia, l'agilità con cui Veronesi si muove tra le diverse epoche (ma la narrazione è lineare, senza inutili avanti e indietro temporali) seguendo le regole non scritte delle commedie più riuscite, rimanendo ancorato a un stile sobrio capace comunque di un'attenzione non comune nella scelta delle inquadrature. La non sempre sottile vena ironica che pervade il film trova in Memphis, Sergio Rubini (l'imprenditore spregiudicato), Massimo Wertmüller (il padre) e Maurizio Battista (lo zio) gli interpreti maggiormente efficaci, lasciando a Germano il non facile compito di mediare tra l'anima più comica e quella riflessiva, evitando l'eccessiva deriva nel macchiettismo più volte sfiorato dalla sceneggiatura. Ricostruzioni d'epoca accettabili, qualche semplicizzazione di troppo nella scelta dei momenti storici, vissuti perlopiù attraverso la televisione (e quindi il facile recupero di registrazioni video del tempo).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/11/13 DAL DAVINOTTI
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Markus 16/11/13 18:53 - 3306 commenti

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Vita, gioie e dolori di un uomo e i suoi familiari: dalla giovinezza, negli anni Settanta, ai giorni nostri. Siamo a Roma. Veronesi confeziona una graziosa commedia corale svelta ed efficace sotto il profilo degli attori, che appaiono assolutamente in parte e affiatati; questo il maggior pregio della pellicola. La sceneggiatura è banalotta e talune volte eccessivamente arricchita di momenti che rallentano il lato divertito dell'operazione, come se il regista dovesse per forza dare un tono talune volte drammatico ma fine a se stesso.

Puppigallo 17/11/13 00:29 - 4515 commenti

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Siamo al cospetto di Forresta Gump e signora de noantri. Attraverso le vicissitudini di un onestuomo semplice, il pubblico passerà attraverso decenni di storia d'Italia, vista con gli occhi di chi ha dovuto sbarcare il lunario, costretto anche a scontrarsi con un padre padrone, amici dannosi e una famiglia acquisita dedita alla raccomandazione (gli stereotipi non mancano). La pellicola si lascia vedere, ma si tende a dimenticarla già durante la visione. Come spaccato di vita vissuta può persino funzionare, grazie agli attori, ma non lascia un segno sufficiente a resistere nel tempo.
MEMORABILE: Haber (ben calato nel personaggio dell'artista), conclusa l'opera, si rivolge al protagonista: "Ma lo vedi che è il tuo camion, testa di cazzo".

Rambo90 28/11/13 17:06 - 6386 commenti

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Uno dei Veronesi più ambiziosi, che abbandona il filone della commedia a episodi per calarsi in un ambito più reale. L'operazione è riuscita, pur senza guizzi particolari, soprattutto grazie all'ottima interpretazione di Germano e alla leggerezza che pervade tutta la pellicola. Riuscite anche le macchiette di Memphis e Battista, mentre il migliore è il maestro Haber; piuttosto incolore invece Rubini, nonostante le uscite in dialetto. Ritmo altalenante, non tutto funziona, ma è un coraggioso tentativo di commedia all'italiana realistica.

Pumpkh75 10/12/13 17:28 - 1326 commenti

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Piacevole affresco dell’Italia che fu e che è, forse non originalissimo (di opere simili ultimamente ne abbiam viste di migliori) ma invero abbastanza solido e con una regia di Veronesi, dopo i Manuali d’orrore, misurata ed efficace. Su qualche sotteso stereotipo di troppo e qualche riferimento storico cucito sul film tipo toppa colorata trionfa comunque il bravissimo Germano, a suo agio persino nella capziosa scena della discarica. Per mia sorpresa, non male neanche la Mastronardi. Più che sufficiente.

Homesick 5/01/14 08:52 - 5737 commenti

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Come uno Scola in formato minore, Veronesi riassume le vicende di un uomo comune e della sua famiglia in parallelo alla storia italiana degli ultimi quarant’anni, dal rapimento Moro alla discesa in campo di Berlusconi. Rispetto al consimile La prima cosa bella di Virzì, denota passo incerto, una certa superficialità d’insieme e carenza di pathos, sostituito dai facili toni dolceamari delle commedie contemporanee. Più degli interpreti giovani (con le loro ridicole parrucche per alternarne l’età) si ricordano i veterani Haber e Di Lazzaro nelle loro felici, eccentriche caratterizzazioni.
MEMORABILE: La notizia del rapimento Moro; Ernesto che decide di lasciare il lavoro di cuoco e fondare un’impresa di traslochi.

Galbo 7/03/14 05:54 - 11417 commenti

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Punta in alto Giovanni Veronesi con una commedia che è anche una cavalcata della storia italiana vista dalla parte di un uomo qualunque che sbarca il lunario insieme alla sua famiglia. Il risultato è godibile ed è forse il più convincente della carriera del regista toscano, grazie sopratutto alla buona performance di un cast ben scelto, a partire dal bravo Elio Germano e ad un buon gruppo di caratteristi (Haber in particolare) e ad una sceneggiatura discreta anche se a volte un po' superficiale. Bello il finale.

Paulaster 18/03/14 10:01 - 2823 commenti

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Ripercorrendo qualche tappa di storia italica si descrive sterilmente la vita di un uomo come tanti. Germano meglio nelle parti drammatiche e la Mastronardi impalpabile, anche se il corredo attoriale è sufficiente. Veronesi descrittivo senza affondare il colpo, poco emozionale, al limite dello stereotipato. Anche la scontata omissione dei nomi penalizza la parte di pubblico più giovane.
MEMORABILE: Il nonno col casco in casa.

Dengus 3/04/14 11:56 - 349 commenti

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Trama ispirata alla vita di Ernesto Fioretti, già presente in alcuni film di Verdone come caratterista, nella realtà amico e autista di Veronesi. È un piacevole documentario sull'Italia che fu, che con molta semplicità ripercorre alcuni decenni della storia italiana vista con gli occhi di un camionista, tra paradossi e vicissitudini. Ben calato nel ruolo il protagonista, che insieme alla dolce e comprensiva Mastronardi come moglie incarna al meglio il cliché della tipica famiglia media italiana. Valide le altre caratterizzazioni. Senza impegno.

Stelio 22/05/14 20:42 - 384 commenti

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Una storia dell'Italia post-sessantottina che fa da sfondo a un'ottima commedia: ecco il bel lavoro di Veronesi, giunto ormai a un livello di maturità che non so quanti avrebbero pronosticato nei decenni addietro. Cast di ottimo livello; spicca, da non protagonista, l'interpretazione di Haber. Germano ancora una volta sugli scudi.

Gabrius79 2/07/14 00:46 - 1197 commenti

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Un bel film di Veronesi che "abbraccia" 40 anni di storia italiana attraverso le vicissitudini di un uomo che nella vita si arrangia come può. Il cast è senza dubbio valido grazie alla bravura di Germano, Memphis e Mastronardi, molto credibili nei loro ruoli. Bene anche un ironico Haber e una glaciale Di Lazzaro. Prima parte godibile, mentre la seconda si ingolfa leggermente per poi rifarsi nell'accattivante finale.

Redeyes 24/11/14 07:29 - 2145 commenti

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Uno dei Veronesi migliori, pur comunque con il solito suo limite di una certa pressapochezza quando si tratta di affrontare determinate tematiche. Il respiro della "cavalcata" fino ai giorni nostri è lineare e assolutamente godibile, con la coppia Germano/Mastronardi in forma, un Menphis in palla e un contorno ben scelto e diretto. Si perdono dei punti sui passaggi atraverso Tangentopoli, Forza Italia e tumore, tutti affrontati come un acerbo Ovosodo e la politica, ma senza quel piglio irresistibile. Finale zuccheroso ma gradevole.

Capannelle 24/11/14 17:49 - 3730 commenti

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Bravo Veronesi a disegnare la giusta cornice agrodolce in questa commedia che attraversa un pezzo di storia italiana e a lasciare che Germano prenda le redini del carattere di una persona qualunque ma molto empatica. Al suo fianco un Memphis convincente, una Mastronardi di puro contorno e Haber e Rubini a sfruttare la loro esperienza. La pellicola scorre bene e seppur non originalissima ti lascia un buon sapore in bocca.

Nando 20/12/14 00:11 - 3485 commenti

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Attualmente i passaggi attraverso la storia italica sembrano attuali o forse modaioli... Veronesi presenta una narrazione veritiera in cui contrappone un semplicione (Germano, valido e in alcuni frangenti memorabile) e un trafficone (Memphis, consapevole di saper fare solo quel ruolo). Risultato bipolare con una Mastronardi non pervenuta (dovrebbe essere un'attrice) in cui si osservano filmati originali, ma alla fine sembra solo una ruffianeria di Veronesi. Bravo Germano ma si poteva fare di meglio, nonostante tutto.

Ilcassiere 2/05/15 19:29 - 283 commenti

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La storia degli ultimi decenni del nostro paese raccontata attraverso quella di un uomo qualunque, lavoratore volenteroso ma un po' ingenuo, ottimamente interpretato (ma non è una novità) da Elio Germano. Una sorta di Meglio gioventù meno ambiziosa e decisamente più leggera. Il risultato centra il bersaglio. Molto buona anche la performance di Ricky Memphis e di Sergio Rubini, mentre, per il ruolo della moglie del protagonista, la scelta della Mastronardi non convince per niente.

Blutarsky 4/12/15 17:48 - 353 commenti

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La “meglio gioventù” di Veronesi con Germano seguito attraverso diverse fasi della storia italiana. La sceneggiatura è basica e lineare, i personaggi principali non vengono mai approfonditi più di tanto e gli altri rimangono allo stadio di macchiette. Il film non ha grossi spunti di riflessioni o momenti di grande cinema, ma comunque possiede un discreto ritmo e una buona regia e con alcune situazioni/personaggi riesce a strappare una risata o perlomeno un sorriso e la visione scorre piacevole per tutta la durata.

Didda23 18/01/19 16:17 - 2288 commenti

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Opera molto ambiziosa e coraggiosa, nella quale si apprezza il tentativo di descrivere le varie sfaccettature degli italiani attraverso le gesta di una coppia di amici. Non tutto è brillante per colpa delle solite idee (il mondiale 1982...) e di una coppia di protagonisti non del tutto convicente. Molto meglio il resto del cast, con un Haber meraviglioso e un Rubini molto in parte. La sceneggiatura banalizza molti momenti storici (la discesa in campo di Berlusconi) e poggia su un finale di raro buonismo, ma tutto sommato si lascia seguire con trasporto.
MEMORABILE: La villa: un luogo di incontro importante che ritorna ciclicamente; "Sono mai stato socio?"; I manifesti con il volto di Berlusconi.

Il Dandi 21/09/20 23:45 - 1817 commenti

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Sostenuto da attori in parte (anche nei camei minori, come quelli delle redivive Di Lazzaro e d'Aloja) Veronesi tenta il riscatto autoriale attraverso il romanzo prluricedennale di un uomo qualunque. La ricostruzione storica fa leva su pezzi di memoria condivisa ora scontatissimi (Moro nel bagagliaio della R4, i mondiali dell'82, la discesa in campo di Berlusconi) ora più personali e interessanti (Carmelo Bene da Costanzo, il plastico di Cogne da Vespa); il resto è condotto sulla stessa linea: ruffiano, non del tutto risolto, comunque non male.
MEMORABILE: La polemica di Ricky Memphis pro-Berlusconi a tavola, ricostruzione calligraficamente esatta di chiacchiere comuni dell'epoca.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Markus • 18/11/13 12:47
    Scrivano - 4793 interventi
    Capita talvolta che i trailer cinematografici invece di attrarre e mettere in risalto i momenti migliori dei film, fanno l'esatto contrario. I casi non sono molti, ma L'ultima ruota del carro ne fa parte.
    Devo dire che complessivamente è un buon film caratterizzato da uno svelto ritmo narrativo e da attori in vena. Unica pecca (l'ho scritto nel commento) è l'aver inserito dei momenti tristi e di sconforto totalmente inutili. Chissà il perché, nel cinema italiano, se non ci infili dentro morti e malattie (con i soliti piantarelli strazianti) non sei un regista serio.
    Ultima modifica: 18/11/13 14:00 da Markus
  • Discussione Zender • 18/11/13 14:42
    Consigliere - 43600 interventi
    In effetti a livello di trailer meno riuscito se la gioca col Something good di Barbareschi :)
  • Discussione Didda23 • 18/11/13 14:49
    Comunicazione esterna - 5721 interventi
    Visto che il Davinotti li ha visti tutti e due, vuol dire che apprezza quel tipo di trailer. Anche se mi sembra strano, non lo immagino a perder tempo a veder trailer!
  • Discussione Zender • 18/11/13 18:29
    Consigliere - 43600 interventi
    Credo che l'ultimo trailer che Marcel abbia visto sia quello di "Tripoli bel suol d'amore", se lo vedo glielo chiedo. Non è un caso che in effetti se li sia visti tutti e due sti film, lui. E che gli sian pure discretamente paciuti, a quanto vedo ora.
  • Discussione Dengus • 3/04/14 12:06
    Custode notturno - 178 interventi
    Ecco un bell'articolo dedicato ad Ernesto Fioretti, colui che ha proposto ed ispirato la realizzazione di questo film a Veronesi.
    Se avete seguito i film di Verdone da "Il gallo cedrone" ad "Io loro e Lara", noterete questo signore in brevi comparsate.
    Una di queste è quella del guardone che passa il binocolo a Muccino ne "Il mio miglior nemico" nella scena della pineta.

    http://www.ilsole24ore.com/art/2013/2013-11-09/vi-presentiamo-ernesto-fioretti-ultima-ruota-carro-172958.shtml?uuid=ABGluGc