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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Don Masino 8/02/07 16:00 - 63 commenti

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Castellano e Pipolo hanno sempre impostato le loro commedie sulle gag visive, i nonsense e in genere un certo tipo di comicità semplice e ingenua. Pozzetto, calato in un contesto che gli si addice (il passaggio dalla campagna alla città), si supera e migliora ulteriormente i già buoni risultati ottenuti con loro in Mia moglie è una strega per dar vita ad un film in cui le gag da citazione non si contano, raccolte in quelli che hanno tutta l'apparenza di efficacissimi minisketch. Da non perdere.

Puppigallo 8/02/07 22:02 - 4525 commenti

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Premesso che ci sono momenti meno riusciti (i corvi palesemente finti in una scena piuttosto spessa, il cieco, il dialogo a fischi con la vigilessa dopo un intermezzo di traffico musicale evitabile), il film resta comunque buono, con un Pozzetto in forma e scene che si ricordano (Mariarosa; il treno; il taglio delle unghie; il colloquio…). Non male anche Boldi (il cugino mariuolo Severino Cicerchia). Nel suo genere, riuscito.
MEMORABILE: L'accensione della TV; L'arrivo in città col trattore.

Stubby 25/02/07 20:29 - 1147 commenti

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Sicuramente uno dei migliori film interpretati da Pozzetto. Qui è un vero mattatore e le battute si sprecano fin da subito. Personalmente (ma credo di parlare anche per chi l'ha visto), prediligo la parte campagnola a quella di città in termini di divertimento, e infatti il film offre i suoi spunti migliori nella prima mezz'ora. Successivamente si va sempre più in calando fino ad arrivare al finale (scontato ma che ci sta). Divertente.

G.Godardi 10/03/07 17:29 - 950 commenti

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I primi 10 minuti sono strepitosi, quasi un capolavoro da comica surreale. Poi il film prosegue e ci accorgiamo che non è null'altro che una serie di scene comiche appicciccate una dopo l'altra pretestuosamente. Si ride molto, è vero, e Pozzetto è strepitoso, ma passata la prima ora si fatica davvero ad arrivare alla fine senza uno sbadiglio. Come sceneggiatori i due registi hanno dato sicuramente di meglio, come registi si adeguano. Ma è soprattutto un film di Pozzetto, una favola rurale-morale.

Magnetti 21/06/07 16:09 - 1103 commenti

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Film che rientra nella categoria degli indimenticabili, di quelli che si rivedono volentieri senza stancare. La parte iniziale ambientata in campagna è eccezionale, anche per la riuscita ambientazione padano/lombarda. E' in fondo una rivisitazione in chiave umana della favola del topolino di campagna. Da ricordare, fra gli altri momenti eccezionali, il risveglio di Pozzetto con pinguino, acqua ghiacciata, asciugamano incartapecorito e successiva colazione in cui prende a mazzate il pane con un ferro da stiro in ghisa.
MEMORABILE: Pozzetto che si lamenta con la madre del fatto che tutte le volte che muore un gatto dei vicini lei cucina il coniglio.

Renato 5/11/07 11:55 - 1591 commenti

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Uno dei film di Pozzetto che è passato maggiormente in tv, tanto che l'abbiamo visto tutti almeno un paio di volte. Decisamente divertente, con il protagonista perfettamente calato nella parte del ragazzotto ingenuo e dal cuore d'oro che decide di partire per la metropoli, dove cominciano i suoi problemi. La storia non brilla per inventiva, ma se si ama la comicità di Pozzetto questo è uno dei film da non perdere.

Galbo 7/11/07 05:53 - 11451 commenti

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Film cucito su misura per Renato Pozzetto, attore sicuramente mai completamente realizzato al cinema e più a suo agio (insieme all'amico Cochi Ponzoni) in un certo tipo di cabare. In questo film la chiave surreale è abbastanza evidente nella prima parte, trascorsa la quale il tutto si banalizza con la realizzazione di una serie di gag (talvolta riuscite, altre volte di una banalità spiazzante) non legate insieme da una vera sceneggiatura e basate sul non originale binomio città/campagna. Discreto.

Homesick 19/12/07 18:08 - 5737 commenti

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“Mogli e buoi dei paesi tuoi” è , in sintesi, il senso di questa commedia leggera affidata ad un Pozzetto in gran forma, che funziona ancor più quando duetta con il cugino furfantello Boldi, il cieco sporcaccione Cannavale e l’imbonitore Garinei. Innumerevoli le scene entrate a buon diritto nella storia della commedia italiana: l’arrivo in città con il trattore, gli approcci con la metropoli, i colloqui di lavoro, il microappartamento superaccessoriato, le ingenuità contadine.

Plauto 24/02/08 00:35 - 119 commenti

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Onestamente non si riesce a capire il gradimento di questo film. Forse è dovuto al fatto che è uno dei più recenti, che è uscito nella "golden-age" di qualcuno o che è passato moltissime volte in TV. In realtà Pozzetto ormai ha qui sparato le ultime cartucce... Come spalla ha solo Boldi, ma per pochi minuti, mentre la madre e Mariarosa sono figure anonime. La storia è tutta scontata, si muove in un unico binario e tratta temi già trattati da Celentano in modo assai migliore. Scarsissimo.

Capannelle 21/03/08 09:36 - 3744 commenti

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Un Pozzetto in particolare vena che passa dall'habitat agreste alla metropoli e ai problemi connessi come il giusto look, la ricerca dell'appartamento, il lavoro e le donne da conoscere. La trama è classica ma girata con bravi caratteristi e il giusto gusto del paradosso, sia nelle scene marcatamente comiche che in quelle, diciamo, di ambientamento. Buon film.
MEMORABILE: Il monolocale a misura di vettore della Nasa

Redeyes 2/04/08 09:14 - 2162 commenti

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Piacevole e divertente film che spazia dalle ambientazioni bucoliche, quindi ingenue, smaliziate, a cittadine situazioni nel viavai di partite di pallone e smog e traffico. Un Pozzetto in gran forma che diverte dalla prima all'ultima scena anche avvalendosi di una serie di ottimi caratteristi che rendono gradevole e spassosa ogni gag. Certo non vi si può trovare la finezza registica o la prima comicità Alleniana, ma il film vale. Personale domanda: trucco a parte dove sta il miglioramento estetico della ragazza di campagna fra prima e dopo?
MEMORABILE: La casa "mignon" futuristica di città.

Pol 21/04/08 02:11 - 589 commenti

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Un must per i fan di Pozzetto, qui in una delle sue migliori prove. D'altronde chi altri poteva interpretare con eguale convinzione il personaggio del contadino ingenuo ma a suo modo furbo? Castellano & Pipolo si scatenano con una moltitudine di gag surreali nel loro tipico stile, scritte su misura per le corde di Pozzetto. Alcune sono veramente micidiali e tanto basta a rendere questo film un classico della risata. Da sottolineare anche l'ottima prova di un Boldi in grande spolvero.
MEMORABILE: I primi 5 minuti: un saggio di comicità surreale.

Cangaceiro 30/04/08 19:36 - 982 commenti

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Un Renato Pozzetto alla millesima potenza! Castellano e Pipolo lo calano negli azzeccatissimi panni del campagnolo e gli danno carta bianca; ne esce un film zeppo di veri e propri mini-sketch divertentissimi e indimenticabili. Il ritmo resta sempre alto sia nella parte brianzola iniziale che in quella meneghina dove fanno la loro comparsa delle validissime spalle come Boldi, Enzo Garinei e Cannavale. Da cineteca!
MEMORABILE: Taac!

B. Legnani 8/11/08 02:05 - 4785 commenti

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Sufficiente, con qualche trovata divertente (“Armaduk!”), ma narrativamente sconnesso ed episodico. Pozzetto è fisicamente perfetto (esilarante quando si rade a gambe divaricate o quando pulisce il parabrezza dell’auto della Polizia), ma il contorno gli è molto inferiore: pessima la Osterbuhr, monotona la Colosimo, non indimenticabili Cannavale e Boldi, cosicché ci si ricorda di più di Diogene (accanto a lui c’è Guido Spadea!), inflessibile selezionatore di candidati assicuratori.

Cotola 15/11/08 20:26 - 7622 commenti

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Sopravvalutata commediola, costruita su misura per un Pozzetto in buona forma, ma non certo ben servita da una sceneggiatura poco originale e comunque non divertentissima come alcuni vorrebbero far credere. Il finale in stile "ritorno del figliol prodigo" poteva esserci risparmiato (ma da due come Castellano e Pipolo non è che sia lecito aspettarsi molto di più). In ogni caso simpatico e gradevole. Consigliatissimo a chi ama Pozzetto.

Ale nkf 6/05/09 17:17 - 803 commenti

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Film molto divertente, ma che non ha una storia vera e propria di fondo. Pozzetto è uno dei migliori attori del comico italiana e questo rende il film migliore del previsto. Alcune scene sono davvero da sbellicarsi. Consigliabile per chi ha voglia di ridere, anche se non raggiunge i 4 pallini.

Tarabas 10/06/09 10:29 - 1717 commenti

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Artemio va in città, come il suo alter ego di Sono fotogenico andava a Roma per fare l'attore. Su un canovaccio piuttosto scontato (il contrasto tra la campagna e la metropoli) Pozzetto costruisce una serie di gag molto divertenti, coinvolgendo anche un buon cast di contorno (nel quale spicca Boldi, mentre è pessima la protagonista femminile). Inutile chiedere di più a questo genere di cinema: fa ridere e questo basta. Tre pallini. Tac!
MEMORABILE: Chi non ha abitato, o conosciuto qualcuno che abitava, in un monolocale "Tac!"?

Disorder 1/07/09 22:58 - 1410 commenti

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Renato Pozzetto ultra-mattatore in questa commedia, che funziona come poche altre. Il contrasto tra una vita contadina, povera ma tutto sommato felice e quella metropolitana, danno vita ad una serie di sketch semplici ma riuscitissimi; bene anche Boldi nella parte del cugino-petomane. Un po' retorico il finale, ma ci sta bene. Da rivedere.
MEMORABILE: "Sto caricando letame, poi trasporto il letame, poi spargo il letame... praticamente una giornata di merda"; La segreteria telefonica di Boldi.

Harrys 9/07/09 19:20 - 682 commenti

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Gradevole commedia con un Pozzetto in gran forma. Il film si adagia spesso su una tipologia di comicità grottesca ("Pino Silvestre... Vidal...") o addirittua surreale (il pinguino). Una sceneggiatura piuttosto semplice, che fa suoi tutti gli stereotipi del "ragazzo di campagna" e del "ragazzo di città" e li rielabora sfornando gag riuscitissime (il mini-appartamento dotato di ogni comfort). ***

Tomastich 1/10/09 13:25 - 1216 commenti

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Riprendendo l'ambientazione bucolica del Il Bisbetico Domato, Castellano e Pipolo gestiscono questa commedia con un Pozzetto in grande spolvero (alcune battute potevano essere fatte da Celentano, tipo quando zittisce le cornacchie meccaniche). La parte metropolitana (Milano negli anni '80) ha sempre il suo fascino... soprattutto se ci entri con un trattore!
MEMORABILE: "E' morta anche la scatola nera"; Pozzetto entra dentro il camion dei supermercati; L'attraversamento stradale in taxi.

Herrkinski 14/02/10 17:49 - 5292 commenti

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Imperdibile per i fan di Pozzetto. Una gag dopo l'altra, quasi sempre memorabili, per un film leggero, dalla morale fin troppo scontata ma proprio per questo così gradevole e dall'atmosfera quasi "familiare", specialmente per chi ha vissuto o perlomeno bazzicato certi posti della Pianura Padana (un plauso alle location rurali, ma anche alla Milano anni '80). La comicità surreale di Pozzetto ha qui modo di esplodere e i comprimari sono azzeccati e compagni di gustose gag; molte le scene indimenticabili e belle le musiche del bravo Detto Mariano.
MEMORABILE: I primi 10 minuti in campagna; il "monolocale" milanese.

Markus 18/07/10 23:33 - 3331 commenti

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Castellano & Pipolo dirigono un grande Pozzetto in versione campagnola che, tra battute a raffica ed una vicenda che gli calza a pennello, trova l'occasione per riconfermare il suo talento comico e recitare inconsapevolmente in quello che diverrà un cult movie. Un film semplice, forse di grana grossa, ma traboccante d’idee semplici e geniali come solo i grandi film sono riusciti a fare. Con buona pace dei critici spocchiosi. Ottimo il cast di contorno, così come le splendide musiche di Detto Mariano, anch'esse consegnate alla storia del cinema.

Rambo90 20/10/10 19:46 - 6435 commenti

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Classico con Renato Pozzetto protagonista. Il ruolo del campagnolo che si ritrova spaesato in una grande città gli calza a pennello e le gag si susseguono in un ritmo frenetico che difficilmente può lasciare indifferenti. Ci si diverte molto e alla fine si ha anche modo di trovare una morale. Buona la regia, grande Pozzetto e menzione speciale per le partecipazioni di Cannavale e Boldi (mitico nel ruolo del cugino).

Pinhead80 15/11/10 17:34 - 4005 commenti

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Cosa succede se un povero ragazzo di campagna (Pozzetto) scende nella grande metropoli milanese per cercare fortuna? Ovviamente tutta una serie di situazioni altamente esilaranti, tra cui quella del monolocale e quella in cui si improvvisa accompagnatore per ciechi (con un Cannavale in gran spolvero). Evergreen.

Mdmaster 7/12/10 13:16 - 802 commenti

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Discreta commedia anni ottanta con Pozzetto in buona forma e gag sulla trafila dell'estraneità del personaggio principale alla città. All'inizio la cosa viaggia bene, ma più si cerca una trama e più si resta piuttosto delusi. Eccellente la partecipazione di Boldi e di rilevante importanza tutto il cast di contorno, che presenta diversi volti noti della commedia dell'epoca. Rimasto nella memoria di molti per alcune gag mitologiche, ma rivisto oggi non ha quell'efficacia che si potrebbe pensare.
MEMORABILE: "Tavolino... TAC" (situazione profetica quella dell'appartamento di 20mq per single); "E come ti chiami?" "Margherita!".

Nando 12/12/10 01:32 - 3495 commenti

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Commedia sull'impatto che un bifolco contadino ha nella metropoli. Luoghi comuni e solite situazioni che generano fortunatamente sinceri sorrisi ma senza esagerare. Pozzetto è dignitoso nella parte e il film non scade mai nel pecoreccio, eccezion fatta la presenza qualunque di Boldi. Per un frangente senza pensieri seri.

Dengus 30/09/11 09:44 - 349 commenti

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Un film lo si definisce "mito" quando anche chi è nato dieci anni dopo la sua uscita ne riporta le battute salienti in compagnia. Lo vidi la prima volta nel 1986: un Pozzetto in piena forma è l'autentico mattatore di quello che si può definire un punto di riferimento della commedia italiana; spassosi i duetti con Boldi, che pur apparendo per poco incide parecchio e Garinei, per non parlare del colloquio di lavoro, assolutamente da cineteca; una pietra miliare della comicità di Renatone, da cui esce tutta la sua migliore essenza comica.

Motorship 6/08/12 17:21 - 567 commenti

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Sicuramente il miglior film di Pozzetto. L'attore milanese è in forma smagliante, oserei dire in stato di grazia, e questo garantisce divertimento dall'inizio alla fine. Molte le scene divertenti e memorabili, così come notevole è la presenza di caratteristi all'interno del film (la Colosimo, Diogene, Garinei e il grande Cannavale solo per citare i più importanti). Ottimo Boldi nel ruolo famossissimo del cugino scippatore e scoreggione. Davvero un cult.
MEMORABILE: Pozzetto con il trattore in città; Scontro tra l'Ape car di Pozzetto e quello di un collega contadino su di un angusto tratturo di campagna.

Rigoletto 24/10/12 15:31 - 1621 commenti

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Film tra i più riusciti di Renato Pozzetto, che dimostra un'ottima forma supportato dal fatto che il film sembra cucito apposta per lui. Artemio andrà in città per migliorare la sua condizione di vita, ma la città è molto diversa (e spietata) rispetto al mondo in cui vive l'ingenuo protagonista. La presenza di tanti validi caratteristi impreziosisce la pellicola, ma nel complesso è uno dei film, tra quelli di Pozzetto, che rivedo meno volentieri. **1/2
MEMORABILE: Pozzetto: "Stamttina sto spalando il letame, poi carico il letame, poi trasporto il letame... praticamente una giornata di...!"

Trivex 11/12/12 10:32 - 1507 commenti

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Notevole "l'eco-Renato": perchè divertente e per la sua morale, anche se secondaria rispetto alla comicità. Atmosfera serena, in campagna e in città; ma la prima ha tutta la mia simpatia e l'invidia di chi invece, in campagna, non è (ancora) potuto tornarci. Anche il contorno è gustoso; i comprimari girano bene attorno al piatto forte e sostengono la dinamicità complessiva del prodotto. Si ricordano molti pezzi del film, anche vedendolo una sola volta (ma anche dopo la prima, la visione non annoia e il divertimento è assicurato).

Albstef90 28/01/13 11:21 - 78 commenti

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Uno dei film "manifesto" del Renatone Nazionale. La regia è quasi inesistente e il film regge solo grazie alla bravura di Pozzetto, che inanella sketch uno dietro l'altro quasi tutti divertenti e indovinati. Pozzetto è sempre stato un bravo attore e dimostra anche in questo film (siamo già nel '84) di sapersela cavare. Da citare la piccola parte di Massimo Boldi e del grandissimo caratterista Enzo Cannavale nella parte di un cieco. Simpatiche le musiche a firma di Detto Mariano.
MEMORABILE: Il taglio delle unghie; L'arrivo in città; La pubblicità dei fustini di detersivo.

Kriminal 27/02/13 21:07 - 48 commenti

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Qual'è il sogno per un campagnolo lombardo? Ma la Milano-da-bere degli anni Ottanta! Ne nasce uno dei migliori film di Pozzetto, in cui il nostro interpreta un contadino grezzo ma non sprovveduto che vuole realizzarsi nella Grande Metropoli del Nord ma si accorge di quanto lì sia tutto caduco ed effimero; persino le persone sono alienate, condizionate e alla fine tornerà indietro. Film realizzato con l'interprete giusto nel periodo giusto. Lontani i tempi di Ecco noi per esempio.
MEMORABILE: "Ho interessanti prospettive per il futuro"; I fiori che gli si tagliano sempre; La pausa pranzo di 45 minuti, "Il treno è sempre il treno".

Gabrius79 15/07/13 19:26 - 1206 commenti

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Divertente e ruspante commedia con un Pozzetto in forma coadiuvato da ottime spalle (bravi Massimo Boldi e Clara Colosimo). Il suo punto forte sta nella semplicità delle battute che non sono mai volgari e Pozzetto protagonista assoluto ci fa trascorrere un'ora e mezzo di sano divertimento. Bella la Osterbuhr.
MEMORABILE: Il taglio delle unghie; "Taaaac".

Metuant 24/11/13 14:00 - 455 commenti

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Classico della commedia italiana di un certo tipo e forse una delle migliori prove in assoluto di Pozzetto, contiene gag che col tempo sono diventate di culto. Senza neanche un attore fuori parte e sebbene la storia sia frammentaria, ci si diverte di gusto dall'inizio alla fine. Non eccezionale la colonna sonora, ma comunque adatta al tipo di film. Ottimo per chi vuole conoscere il miglior Pozzetto.
MEMORABILE: Il risveglio nella camera gelata; Il passaggio del treno col pubblico; Il miniappartamento nel residence.

Modo 26/11/13 14:47 - 829 commenti

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Sicuramente uno dei film più riusciti di Pozzetto. All'epoca mi fece morire dalle risate e anche oggi si rivela riuscito. Una comicità sempre riconducibile agli anni della "Milano da bere". Contrasto ben riuscito tra metropoli e campagna. Simpatico anche il cugino Boldi.

Paulaster 10/06/14 10:00 - 2865 commenti

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Buona rappresentazione del contrasto umano tra la campagna e la città, tra scene simpaticamente ridanciane a favore della prima (più facile creare ironia per un mondo lontano ai più), più grossolane per la seconda. Pozzetto fa il suo, Boldi non incide, Osterbuhr inguardabile, buoni i camei di Garinei e Diogene. Seconda parte col fiato corto che grazie al mestiere porta a casa il risultato per il grande pubblico.

Ultimo 21/09/14 14:35 - 1384 commenti

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Il miglior film con protagonista Renato Pozzetto, in assoluto. Stiamo parlando di una pellicola costruita tutta intorno al protagonista, contadino ansioso di conoscere la modernità. Non sarà un film perfetto esteticamente parlando, ma lo è dal punto di vista recitativo: Pozzetto non sbaglia nulla, colleziona gag a raffica e raggiunge l'apice nella scena del provino all'agenzia assicurazioni. Cala un poco nel finale, ma si mantiene su un buon livello e ci consegna una bella morale.

Zio bacco 8/10/14 01:27 - 240 commenti

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Commediola anni '80, col tempo divenuta vero cult forse anche per lo spaccato di Italia ormai perduto. L'affannoso sforzo di ambientamento alla metropoli di Artemio suggerisce a Pozzetto (qui nel suo miglior film) una serie di spassose situazioni, che rimpolpano una trama molto semplice. Tante le risate e l'impiego di caratteristi restituisce colore alla narrazione (apprezzabili Diogene, Spadea e D'Amore, divertenti Veller e Cannavale). Piacevoli le musiche, mentre da brivido sono alcune comparse (regista dello spot). Godibile e nostalgico.

Deepred89 15/04/15 15:26 - 3310 commenti

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Commedia che sfrutta sino all'erosione totale un'idea di base vincente, sviluppata attraverso una serie di scenette simpatiche e ritmate, esemplari (in senso letterale) trasposizioni in immagini di un periodo e di una città (Milano). Confezione essenziale, Pozzetto probabilmente al film della vita, tema principale della OST (di Detto Mariano) che è la perfetta messa in note dell'anima del film. Nulla di memorabile o complesso, ma leggero e divertente, che si arresta un attimo prima di farsi stancante. Da vedere e, perché no, da rivedere.

Marione 27/04/15 12:42 - 103 commenti

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Ingenuo villico decide di trasferirsi a Milano... Da uno spunto semplicissimo un film che letteralmente fa piegare dalle risate, il migliore senza dubbio con Pozzetto: tutte le gag sono azzeccate e i comprimari sono ormai nella storia (su tutti la mamma campagnola, il cugino ladro Boldi e l'agente furbone Garinei). Molto "ottantiana" la bella di città, tutta feste, lavoro, casa e vestiti alla moda. Per chi è nato e cresciuto in campagna, l'esperienza del trasferimento in una grande città (Torino, per me) è stata spesso simile... Intramontabile.
MEMORABILE: Il cugino scorreggione; I vari mestieri; Il ritorno all'ovile...

Vitgar 29/04/15 09:35 - 586 commenti

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Commedia secondo copione della premiata ditta Castellano e Pipolo, che dirige un Pozzetto in buona forma con una sceneggiatura perfettamente cucita sul suo personaggio. Certo il film non si pone grandi velleità se non quella di passare 90 minuti in allegria. Pozzetto come si diceva all'altezza, un po' meno il resto del cast. Si può vedere.

Jep21 30/04/15 17:51 - 31 commenti

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Questo film sta a Renato Pozzetto come Vieni avanti cretino sta a Lino Banfi: è uno show in cui il protagonista dà il meglio di sé con una serie di gag in cui mette in mostra la sua irresistibile "faccia". Il film è comico senza pretese di altro tipo, va visto per ridere e nient'altro ma lo si fa ammirando un attore comico al massimo della forma, tanto che qualche intercalare e alcune battute fanno parte ancora oggi di un certo lessico (taaaac!)
MEMORABILE: Scatoletta di tonno, taaaac, apposito grissino per tagliarlo taaaac...

Lou 8/12/15 21:16 - 985 commenti

I gusti di Lou

Ancor oggi tra amici ci si ritrova a citare alcune scene di questo film spassoso, costruito attorno alla mimica esilarante di un Pozzetto che qui esprime una delle sue migliori performance comiche. La sceneggiatura in sé non ha nessun particolare merito; ciò che rende il film a suo modo memorabile è la serie di gag divertenti che si susseguono numerose, con un Pozzetto perfetto nei panni del sempliciotto di campagna incapace di adattarsi ai meccanismi della vita metropolitana. Un cult, nel suo genere.

Il ferrini 2/01/16 01:25 - 1734 commenti

I gusti di Il ferrini

Il film si regge totalmente sulle spalle (fortunatamente larghe) del protagonista, che si produce in una delle sue migliori interpretazioni. Le gag sono efficaci, così come il cast di contorno, da Enzo Garinei - direttore del condominio - alla madre campagnola Clara Colosimo, già apprezzata portinaia ne La patata bollente. Ottimo anche l'intervento di Cannavale (qui cieco) e perfino Boldi, al netto dei soliti rumori corporali, risulta divertente. La realizzazione è povera di mezzi ma straripante di idee, primo quarto d'ora leggendario.
MEMORABILE: "...E proprio come il castagno sono rimasto qui dove mi avete piantato".

Il Dandi 15/07/16 01:55 - 1848 commenti

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Classico della stagione d'oro (cinematograficamente) di Pozzetto, benché il tema dell'ingenuo contadino che non riesce ad adattarsi alla metropoli milanese sarebbe stato forse più adatto al suo ex-partner Celentano. La trama è un collage di episodi (spesso memorabili, come il cugino scippatore Boldi o il padrone di casa Garinei) incollati con qualche forzatura, ma nonostante i buchi e il finale frettoloso il film è abbastanza divertente e scorrevole.
MEMORABILE: Il mini-appartamento con angoli a scomparsa.

Belfagor 3/09/16 16:29 - 2627 commenti

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Rielaborazione della favola del topo di campagna che scopre la vita di città con tutti i suoi difetti. La sceneggiatura funziona bene nel tratteggiare un surreale ma amabile mondo bucolico, mentre con le sequenze di città finisce per cadere nel parossismo. Il vero motore del film è Pozzetto, capace di rendere credibili le varie peripezie dell'ingenuo Artemio, conferendo loro anche una sfumatura malinconica. Divertenti il cugino delinquente da strapazzo interpretato da Boldi e la Colosimo ricca di saggezza contadina.
MEMORABILE: "Praticamente una giornata di m...!"; L'appartamento; Il pranzo a base di "Taaac!"; La pubblicità del detersivo; "Anche lei mi fa schifo!"

Pumpkh75 2/05/17 14:58 - 1336 commenti

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Nella top ten della comicità popolare anni 80, anche grazie a una morale magari spiccia ma a latere dei nostri tempi ancor più valida. Pozzetto domina tutta la parte campagnola con irresisitibili gag linguistiche (e non) ma tende a quietarsi con lo scorrere dei minuti, guarda caso con l’aumento del minutaggio della statuaria (come fisico e mobilità espressiva) Osterbuhr. Fondamentali la Colosimo e la Ambrosini, Boldi e Cannavale di passaggio ma incisivi. Indimenticabile, anche oltre il suo valore intrinseco. Gli voglio bene.

Taxius 17/10/17 20:52 - 1651 commenti

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Piccola grande perla del cinema italiano diventata nel tempo un cult e che ha come protagonista un Pozzetto in un ruolo ritagliato apposta per lui. Semplice e divertente, con una serie di gag una più riuscita dell'altra (una su tutte quella ambientata nel mini appartamento, col mitico "Taac" che ha fatto storia). Interessante vedere anche la contrapposizione tra la vita in città e in campagna, all'epoca ancora molto marcata.

Luras 2/11/17 15:34 - 142 commenti

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La faccia da simpatico e ingenuo bonaccione di Pozzetto è perfetta per impersonare il contadino che, lasciata l'umile vita agreste, si butta a capofitto nella rampante Milano degli anni '80, trovandosi così in un contesto totalmente nuovo a cui farà molta fatica ad abituarsi. A parte la bella sceneggiatura meneghina, come al solito il protagonista assoluto è il buon Renato, capace sempre di sfoderare ottime doti da simpatico mattatore. Menzione speciale anche per la ruspante Clara Colosimo nei panni della mamma dell'Artemio.
MEMORABILE: "Alura l'è un putanun!"

Didda23 9/11/17 10:38 - 2297 commenti

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Diventato un simbolo della commedia italiana degli Anni Ottanta (sono costanti e seguitissimi i passaggi televisivi), l'opera firmata dalla collaudata coppia Castellano & Pipolo riserva molte sorprese soprattutto in chiave comica, lasciando - fortunatamente - solo sullo sfondo la critica alla caoticità della città. Pozzetto come battutista è inarrivabile e in questo ruolo offre il meglio di sé; pure Boldi è sopra la media delle proprie capacità offrendoci un personaggio difficilmente dimenticabile. Meglio i tanti caratteristi rispetto a qualche comprimario (la Osterbuhr su tutti).
MEMORABILE: Il monolocale; Le mimiche facciali di Pozzetto sotto la doccia; Boldi che vuole vender merce a Pozzetto.

Ryo 19/11/17 22:35 - 2169 commenti

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Il bel Renato Pozzetto nella golden age della sua carriera. Molto divertente, con gag corte e dal buon ritmo, con una sceneggiatura semplice che fa da critica sociale confrontando la tranquilla vita di campagna, sana e genuina ma ignorante con quella di città frenetica, fatta di rapporti superficiali e fredda. È azzeccaro anche il personaggio interpretato quasi fugacemente da un Massimo Boldi pre-vacanziero natalizio.
MEMORABILE: La musica fatta con i rumori della città; L'appartamentino in centro con tutti gli accessori in piccoli spazi; Il passaggio del treno come svago.

Ira72 25/12/17 23:24 - 971 commenti

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Riguardare questo film dopo trent’anni mette quasi malinconia. Non stupisce che sia diventato un cult: bastava davvero poco, negli Anni Ottanta, per riuscire a far sorridere. Le gag erano più o meno sempre uguali, la trama pure (cambiava quasi solo il contesto) e le musichette non ne parliamo. Ci si infilava un Pozzetto, una bella donna succinta e il gioco era fatto. La minestra era sempre la stessa. Ma era buona! Taaaaaaaaaaaaac... e il divertimento era - e lo è ancora oggi - assicurato.

Giacomovie 8/01/18 15:57 - 1355 commenti

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Artemio è stanco della vita campestre e si avventura in città. Il tema delle abissali differenze tra la campagna e la vita cittadina trova in Pozzetto un simpatico interprete, solitamente uno dei più bravi nella comicità involontaria, qui però involontariamente protagonista di un film sempliciotto e a tratti ridicolo. I momenti divertenti non mancano, ma sono di gran lunga superati da quelli banali.

Alex75 11/01/18 13:30 - 687 commenti

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I panni del contadino esaltano la comicità surreale e naïf di Pozzetto, protagonista assoluto di un film senza tempi morti, fatto di scene brevi, nelle quali l’attore varesotto lascia sempre il segno, anche grazie alle ottime prove degli attori che lo spalleggiano (soprattutto Boldi, Cannavale, Garinei e Diogene). Nella profusione di momenti memorabili e di battute divenute tormentoni, si riescono a perdonare la legnosità della bella protagonista femminile e il pressappochismo dei due registi.
MEMORABILE: “È una brava ragazza, è diplomata!” “Alura l’è un putanun!”; “Ho interessanti prospettive per il futuro”; Il pranzo nel monolocale a base di “Taaaac!”

Thedude94 27/03/18 23:38 - 614 commenti

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Commedia piacevole, ben diretta da due registi/autori bravi nel raccontare una tematica tipica degli anni '80, ossia quella relativa alla migrazione dalla campagna alla metropoli, in questo caso la caotica Milano. Un Pozzetto contadino timido e impacciato, ma caparbio e intraprendente, fa bene la sua parte, che lo vede in ruolo difficile da interpretare; lui lo fa con classe ed eleganza. Musiche interessanti, molto simili a quelle in voga in quel periodo e buona rappresentazione del capoluogo lombardo e della sua provincia contadina.

Victorvega 28/11/18 21:17 - 311 commenti

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A suo tempo, guardandoli al cinema, non si poteva immaginare che certi film sarebbero poi diventati autentici cult. L'azione del tempo non ha scalfito questo, ormai un autentico classico. Senza pretese se non quella di divertire (riuscendoci). Pozzetto straordinario, comprimari al loro meglio. Esilino ma con tante scene memorabili. Preferibile nella prima parte, nella quale la storia non si è ancora sviluppata, con grandi quadretti e stereotipi sulla vita di campagna. Operazione decisamente riuscita e gente che ride tuttora.
MEMORABILE: "E' sempre bello il treno".

Alciatus 1/11/18 16:16 - 5 commenti

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Piacevole e ben riuscita commediola sul contrasto fra tradizione e modernità, pacifico mondo agreste e turbinosa realtà metropolitana. Pozzetto è a proprio agio nella parte di Artemio, simpatico anche il ruolo di Boldi come cugino malandrino. Il film scorre e si lascia guardare con piacere; abbastanza banale l'intreccio principale, ma alcune trovate, tipo la casa in miniatura, sono formidabili. Fa sorridere, ridere e riflettere, non annoia ed è piacevole da rivedere.
MEMORABILE: Pozzetto e gli altri contadini seduti ad attendere il passaggio del treno nelle campagne di Borgo Tre Case (Frazione di Borgo Dieci Case).

Pesten 27/01/19 10:50 - 646 commenti

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Pur se imperfetto nella sceneggiatura e nella realizzazione, a oggi rimane probabilmente uno dei lavori più divertenti di Pozzetto, nonché quello che ha regalato alcune delle gag più famose dell'attore che ancora oggi tutti noi ripetiamo a casa o a lavoro. C'è un po' della classica retorica e della morale che si trova praticamente sempre nei film di Castellano & Pipolo, ma per fortuna il ritmo spesso continuo dato dal protagonista, aiutato dalla sua goffa gestualità, aiuta a mantenere la visione viva e frizzante.
MEMORABILE: "Taaaaac"; Severino Cicerchia detto lo scorreggione; "Vi siete chiusi fuori".

Pessoa 5/11/20 21:45 - 1230 commenti

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Pur fra i migliori della filmografia di Pozzetto, rimane un film a due velocità, che alterna momenti decisamente divertenti (spesso con l'aggravante del già visto) a lungaggini prive di grazia. L'attore milanese riesce comunque a portare il film sulle spalle senza problemi, grazie anche all'azzeccata scelta di valide seconde linee (Cannavale, Cassio, la Calamai su tutti) che danno un apporto decisivo ai momenti più spassosi. Confezione non impeccabile. Merita una visione, soprattutto se vi piace la stralunata comicità del protagonista.
MEMORABILE: La scena con Cannavale; La "trasformazione" di Maria Rosa; Le botte di D'Amore (il fabbro).
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