Come le foglie al vento

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Titolo originale: Written on the wind
Anno: 1956
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto dal romanzo di Robert Wilder.
Numero commenti presenti: 14

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/05/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 8/05/07 14:31 - 3011 commenti

I gusti di Il Gobbo

Lui ama lei, che forse ama un altro, che ama la bottiglia. Tragedie a schiovere. Capolavoro assoluto di Douglas Sirk, che un (fondato) clichè impone di definire "fiammeggiante". Va bene, la trama farebbe vergognare un redattore di Confidenze (esiste sempre?), ma a riscattarla è lo stile inimitabile (quindi imitatissimo) con cui Sirk crea un universo puramente filmico del tutto plausibile nella sua implausibilità. A proposito di alto/basso, vengono da qui tanto Fassbinder quanto tutte le soap moderne da Dallas in poi.

Ciavazzaro 9/09/08 11:44 - 4758 commenti

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Un altro meraviglioso drammone, di quelli che adoro. A cominciare dallo specialista Rock Hudson, poi le conturbanti Malone e Bacall, ma anche il bravissimo caratterista Robert Keith, son tutti bravi. Il dramma viene sapientemente costruito dal bravo Sirk e la storia convince. Imperdibile.

Galbo 28/01/10 17:23 - 11343 commenti

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Tratto dal romanzo di Robert Wilder, è il classico melodramma che ha per protagonista una donna contesa da due uomini. La vicenda è ricca di colpi di scena, quasi sempre in chiave drammatica in pieno stile Duoglas Sirk. La pellicola ha una grande eleganza formale e si segnala per la buona caratterizzazione psicologica dei personaggi. Regia di alto livello.

Belfagor 28/10/10 19:26 - 2621 commenti

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Come gli altri film sentimentali del regista, anche questo si pone a metà fra il migliore Wilder e un Harmony da spiaggia. La natura esile della pellicola è riscattata dalle ottime interpretazioni del cast, che donano un notevole spessore psicologico ai loro personaggi. Notevole anche la fotografia, tenue senza essere polverosa, che contribuisce in toto a creare la giusta atmosfera. Il finale è tutto un crescendo melodrammatico in puro stile Sirk.

R.f.e. 26/10/10 12:40 - 817 commenti

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Fra gli oleografici ed eleganti melodrammoni anni '50 confezionati da Douglas Sirk e spesso più amati da attempate signore e anziani critici effeminati, questo è probabilmente uno dei pochi che, a mio modesto giudizio, potrebbe essere tranquillamente apprezzato anche da noi maschi eterosessuali, soprattutto in virtù di taluni particolari marginali, come per esempio il personaggio tratteggiato da una sensuale Dorothy Malone.

Homesick 9/05/13 09:37 - 5737 commenti

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Vigoroso melodramma su forti sentimenti (amore, amicizia, affetti familiari) ed egritudini dell’animo (invidia, gelosia) e del corpo (impotenza, alcolismo) che esasperano le dialettiche tra i personaggi e le loro tensioni: tensioni esplicitate dai dialoghi vulneranti, oppure sottaciute o suggerite dai silenzi e dai gesti. Dell’esemplare quartetto di interpreti è d’obbligo un applauso doppio per la bionda Dorothy Malone, perfida maliarda squilibrata che nel finale si redime espiando le sue colpe come l’eroina di una tragedia classica.
MEMORABILE: Il crudele montaggio che alterna la caduta dalle scale del padre e la danza indiavolata dell’ignara figlia; il processo.

Giacomovie 4/08/13 11:50 - 1341 commenti

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Bel melodramma che difficilmente lascerà indifferente anche chi odia il genere. Vi si trovano condensati in meno di 100' tutti gli ingredienti necessari: il contrasto tra la parte buona e quella malata dei sentimenti, il costante sottofondo drammatico con buone impennate di pathos e gli estremizzati aspetti caratteriali dei protagonisti. Lussuoso nei colori e nelle scenografie, non risparmia paesaggi da cartolina. Anche se questo sfarzo può non piacere, almeno si assiste a un raro esempio in cui dentro una bella cornice c'è un bel quadro. ***!

Rebis 26/10/13 12:48 - 2088 commenti

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Quadrilatero sentimentale (lui, lei, l'altro… l'altra) dominato dai pozzi petroliferi, saturo di esacerbazioni emotive, complessi edipici e simbologie falliche: Sirk crea un equilibrio stupefacente tra turgore melò e autoparodia con una lungimiranza nella messa in scena che farà storia nel genere, scuola ai più insigni epigoni (Fassbinder) e modello alle più lussureggianti soap opera. Ricercatissimo nell'apparato visivo, dalla composizione delle inquadrature alla pastosità cromatica fino alla ricostruzione iperrealista degli ambienti, vive di una direzione degli interpreti magistrale.

Pinhead80 17/08/15 12:38 - 3879 commenti

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Grandissimo melò diretto da Douglas Sirk che parte subito con un incipit da paura e prosegue regalando emozioni a non finire. La vita turbolenta di una famiglia di petroliferi viene raccontata mostrandone tutti i lati possibili e immaginabili. E' difficile individuare il protagonista perché in realtà lo sono tutti, a loro modo. La storia prende pieghe sempre più cupe affogando nei dispiaceri della vita, così come Kyle fa con l'alcool. Amore, odio, frustrazione, tragedia... tutto quello che deve esserci in un melò qui c'è.

Cotola 18/11/15 22:43 - 7444 commenti

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Bel melodramma raccontato quasi tutto in flashback (si parte quasi con l'epilogo anche se non viene svelato tutto) che si segnala non tanto per la storia che si presenta comunque piacevole e con qualche colpo di scena, ma soprattutto per l'eleganza e la cura della messa in scena in cui nulla è lasciato al caso e che viene esaltata da una splendida fotografia in tecnicolor. Probabilmente non è il miglior film di Sirk, ma è di sicuro un'opera di buon livello che influenzerà, e non poco, diverso cinema successivo e non solo.

Daniela 23/11/15 13:27 - 9194 commenti

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Viziosi rampolli di un ricco petroliere, Malone e Stack nutrono un'ossessione nei confronti del perfettino Hudson, loro compagno dall'infanzia: la prima ne è innamorata cotta, il secondo è lacerato da un'invidia che lo divora... Celebre melodramma in cui, come spesso avviene nei film di Sirk, le passioni sono sottolineate dall'uso del colore in funzione emotiva. Lo stile, eccessivo e barocco, riscatta col fuoco della passione la trama fotoromanzesca, mentre nel quartetto attoriale vincono a man bassa i personaggi perdenti: Stack anima persa e soprattutto Malone, peccatrice di rosa vestita.

Faggi 24/06/18 15:32 - 1484 commenti

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Gli splendidi titoli di testa - introdotti dal morbido, intenso ed eloquente motivo sonoro dominante - aprono con espressività ai personaggi: si capisce subito che la temperatura emotiva sarà alta e foriera di imprevedibili soluzioni drammatiche. Il melodramma secondo Douglas Sirk... Qui è un'avventura psichica pittorica, ammaliante, fulminante sin dalle prime scene, dove attori carismatici e fotografia preziosa marcano immediatamente il territorio, materializzando un'atmosfera fatale e intossicante. Tecnica magistrale al sevizio dello stile.

Buiomega71 21/08/19 00:52 - 2226 commenti

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Straordinario drammone fiammeggiante e quintessenza del melò. Dall'incipit mozzafiato (corsa in auto, foglie che penetrano nella grande villa, lo sparo, il calendario a flashback) ai livori visivi di una suggestiva fotografia tra il sogno e l'incubo (Bava ci pescherà). Sirk tra i più sanguigni e viscerali maestri del genere, tra scazzottate, balli scatenati e infarti, silfidi vacue e degenerate (la Malone in spider rossa che abborda il benzinaio avrà fulminato il Dennis Hopper di The hot spot) e un pre-finale violento e urlato in crescendo emozionale. A un passo dal capolavoro.
MEMORABILE: La feroce reazione di Stack quando la Bacall le dice che è incinta; La Malone al tavolo di un bar con un poco di buono; La danza furente della Malone.

Didda23 18/09/19 10:49 - 2282 commenti

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Un'opera di una eleganza formale davvero invidiabile (in tal senso i primi minuti sono uno sfoggio di tecnica assoluta), con un Sirk straordinariamente in forma. La sceneggiatura se da un lato si apprezza per l'aspetto seminale (tutto il filone soap opera deve molto al film), dall'altro con lo scorrere dei minuti perde di mordente giungendo a un finale che delude le attese. Nel mentre è impossibile non apprezzare la qualità dei dialoghi e delle interpretazioni (per una volta la Bacall non è la migliore, surclassata dalla Malone).
MEMORABILE: La super-suite nell'albergo; La scazzottata al bar; Il nascondiglio della pistola.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Buiomega71 • 21/08/19 10:52
    Pianificazione e progetti - 21732 interventi
    Ho la vhs della Cic Video/Universal, collana Rock Hudson Collection (edizione gennaio 1995). Qualità audio e video a dir poco ottimale, con colori vividi e accesi. Durata effettiva: 1h, 35m e 44s
  • Discussione Rebis • 21/08/19 11:48
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Waaaaaa! Recensione superlativa, sapevo che ti avrebbe mandato in sollucchero :D Ti consiglio di recuperare anche Secondo Amore, Il trapezio della vita e Lo sparviero di Londra. Zender potresti alzare il mio timido pallinnaggio a quattro?
    Ultima modifica: 21/08/19 15:45 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 21/08/19 11:57
    Pianificazione e progetti - 21732 interventi
    Rebis ebbe a dire: Waaaaaa! Recensione superlativa, sapevo che ti avrebbe mandato in sollucchero :D Ti consiglio di recuperare anche Primo Amore, Il trapezio della vita e Lo sparviero di Londra. Zender potresti alzare il mio timido pallinnaggio a quattro? E ci avevi visto giusto caro Rebis. Sirk è proprio quello che cerco da un melò, dove tutto è portaro all'eccesso, fino all'isterismo delle passioni più viscerali. Mi chiedo perchè fino ad ora lo sempre snobbato (pur avendo amato Lontano dal paradiso, sorta di remake aggiornato al nuovo millennio di Secondo amore), colpa della mia riluttanza verso certo cinema cosidetto "datato" e "obsoleto" (e grazie a questa rassegna ho scoperto, o riscoperto, veri e propri gioielli che non hanno perso un grammo del loro fiammeggiante potenziale, Sirk in primis), essendo cresciuto e infarinato con il cinema degli anni 70. Davvero un autore sanguigno come pochi all'epoca, promotore e profeta di parecchio cinema a venire (Coppola e Scorsese non ne sono stati esenti) e immaginifico esteta dell'inquadratura e della pittoricità della messa in scena. Il quadripallinaggio è d'obbligo, in questo febbrile melò di rara bellezza estetica e di furente emotività. Ed è un vero peccato che Sirk si sia fermato dopo Lo specchio della vita, per ritirarsi in europa a fare regie teatrali. Mi immagino che filmoni avrebbe realizzato a cavallo tra gli anni 60/70, anzi, no, non oso immaginare...
    Ultima modifica: 21/08/19 21:16 da Buiomega71
  • Discussione Digital • 21/08/19 13:12
    Segretario - 3026 interventi
    Disamina eccellente, Buio! Sei uno scrittore nato! :)
  • Discussione Buiomega71 • 21/08/19 13:29
    Pianificazione e progetti - 21732 interventi
    Digital ebbe a dire: Disamina eccellente, Buio! Sei uno scrittore nato! :) Grazie Digital, è solo passione dettata dall'entusiasmo di aver visto un filmone di tale caratura.
  • Discussione Rebis • 21/08/19 16:01
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire: Ed è un vero peccato che Sirk si sia fermato dopo Lo specchio della vita, per ritirarsi in europa a fare regie teatrali. Mi immagino che filmoni avrebbe realizzato a cavallo tra gli anni 60/70, anzi, no, non oso immaginare... Eh già, molti registi d'antan non sono riusciti a cavalcare l'onda dirompente che ha rivoluzionato produzione e narrazione tra gli anni '60 e '70. In un certo senso Fassbinder ne ha raccolto l'eredità innescando il melodramma nei conflitti di una società che stava mutando radicalmente. Ne La paura mangia l'anima, remake di Secondo Amore, ha compiuto un'operazione di aggiornamento estrema, modernissima per l'epoca, a confronto della quale il film di Haynes è esangue. Tra i registi contemporanei fatico a trovarne altrettanto capaci di innescare tanta irruenza emotiva nel genere, forse Jane Campion in The Piano, Von Trier per quanto non lo ami, Xavier Dolan e ovviamente Almodovar forse l'ultimo discendente diretto del melò fiammeggiante alla Sirk.
    Ultima modifica: 21/08/19 17:50 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 21/08/19 18:02
    Pianificazione e progetti - 21732 interventi
    Rebis ebbe a dire: Buiomega71 ebbe a dire: Ed è un vero peccato che Sirk si sia fermato dopo Lo specchio della vita, per ritirarsi in europa a fare regie teatrali. Mi immagino che filmoni avrebbe realizzato a cavallo tra gli anni 60/70, anzi, no, non oso immaginare... Eh già, molti registi d'antan non sono riusciti a cavalcare l'onda dirompente che ha rivoluzionato produzione e narrazione tra gli anni '60 e '70. In un certo senso Fassbinder ne ha raccolto l'eredità innescando il melodramma nei conflitti di una società che stava mutando radicalmente. Ne La paura mangia l'anima, remake di Secondo Amore, ha compiuto un'operazione di aggiornamento estrema, modernissima per l'epoca, a confronto della quale il film di Haynes è esangue. Tra i registi contemporanei fatico a trovarne altrettanto capaci di innescare tanta irruenza emotiva nel genere, forse Jane Campion in The Piano, Von Trier per quanto non lo ami, Xavier Dolan e ovviamente Almodovar forse l'ultimo discendente diretto del melò fiammeggiante alla Sirk. Dovrei riscoprire i melò fassbinderiani a questo punto (anche se Il matrimonio di Maria Braun non mi fece impazzire all'epoca, finale alla "canna del gas" a parte) Ci ho visto anche il futuro di Lynch (Velluto blu, per quel raffinato modo di mischiare i colori pastello con l'oscurità dell'anima), il Dennis Hopper di The Hot Spot (la Madsen era modellata senz'altro sulla Maylee della Malone, fular rosso svolazzante sulla spider a caccia di uomini da portarsi a letto, senza scrupoli, senza morale, senza vergogna) e gli intrighi familiari dal sangue guasto che arriveranno, sanguigni e eccessivi, nella saga mafiosa coppoliana. E la straordinaria (e ribadisco straordinaria) sequenza in cui la Malone balla scatenata, in camera sua, con indosso una sensuale vestaglietta rosso sangue, un febbrile e ipnotico "samba" a tutto volume, mentre, a montaggio alternato, il padre c'ha un infarto e ruzzola rovinosamente giù per la grande scalinata, stà al melò come la doccia di Psycho stà al thriller. Come faccio, poi, a non amare Sirk?
    Ultima modifica: 21/08/19 18:56 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 21/08/19 19:10
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Sì, sui rimandi a Hopper e Lynch concordo in pieno, quest'ultimo fra l'altro ha un fortissima vena melò che lo attraversa lungo tutta la sua produzione, e che culmina in Mulholland drive. Prima non l'ho citato perché l'aspetto metafisico dei suoi film è preponderante, ma possiamo dire che in fondo Lynch ha compiuto una grande riscrittura del cinema classico, dal noir al raod movie, attraverso il melodramma. Su Fassbinder, guarda, Il matrimonio di Maria Braun è forse il suo film che amo meno. Ti consiglio Le lacrime amare di Petra Von Kant, Martha, Veronika Voss, Un anno con 13 lune... Tutti sanguigni, crudeli, viscerali, di una potenza emotiva devastante. Di Almodovar invece penso alla seconda fase della sua produzione, da Tutto su mia madre per intenderci, sirkiano fino al midollo.
    Ultima modifica: 21/08/19 19:14 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 21/08/19 19:17
    Pianificazione e progetti - 21732 interventi
    Rebis ebbe a dire: Sì, sui rimandi a Hopper e Lynch concordo in pieno, quest'ultimo fra l'altro ha un fortissima vena melò che lo attraversa lungo tutta la sua produzione, e che culmina in Mulholland drive. Prima non l'ho citato perché l'aspetto metafisico dei suoi film è preponderante, ma possiamo dire che in fondo Lynch ha compiuto una grande riscrittura del cinema classico, dal noir al raod movie, attraverso il melodramma. Su Fassbinder, guarda, Il matrimonio di Maria Braun è forse il suo film che amo meno. Ti consiglio Le lacrime amare di Petra Von Kant, Martha, Veronika Voss, Un anno con 13 lune... Tutti sanguigni, crudeli, viscerali, di una potenza emotiva devastante. Guarda caso film che ho in archivio in dvd, che sia mai che mi venga il biribizzo di farne una rassegna estiva, con tutto stò materiale. Dimenticavo, poi, l'abile struttura da "giallo" che Sirk , tra le altre cose, dona al suo fiammeggiante capolavoro. Lo sparo iniziale e l'uomo che cade a terra (sappiamo che è Robert Stack che arriva ubriaco, ad alta velocità, con la sua auto da corsa) fuori, nell'attico della villa, tra le foglie portate dal vento che si dipanerà e incastrerà perfettamente nel sanguigno e febbrile pre finale, tra urla, disprezzo, rancori mai sopiti e rese dei conti che non andranno a buon fine. E se in un film cosidetto di "attori" (e che attori) la personalità del regista sovrasta ogni cosa, allora, quello, è davvero un gran regista.
    Ultima modifica: 21/08/19 19:26 da Buiomega71
  • Discussione Didda23 • 22/08/19 03:14
    Comunicazione esterna - 5712 interventi
    Messo nelle prossime visioni. Grazie buione