La piccola bottega degli orrori

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The little shop of horrors
Anno: 1960
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: Aka "Il piccolo negozio degli orrori".
Numero commenti presenti: 20
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Uno dei classici di Roger Corman, che lo girò in appena due giorni (!) confidando ciecamente nella propria abilità. Inizialmente THE LITTLE SHOP OF HORRORS non ottenne un successo eclatante (anzi, rientrò giusto dei costi di realizzazione), ma col passare degli anni diventò un piccolo fenomeno di costume, un vero e proprio “cult” che si trasformò poi in musical sbancando Broadway. E come musical tornerà nel 1986 al cinema con il simpatico remake di Frank Oz, in cui la parte del goffo protagonista Jonathan Haze viene rilevata da Rick Moranis. Ma l'originale in bianco e nero di Corman come? intelligente, originale (una delle primissime black comedy di sempre),...Leggi tutto a tratti molto divertente ma anche piuttosto datato. Corman fa di tutto per sveltire la storia, per dare spessore ai suoi personaggi, per inventarsi situazioni folli (ai limiti del demenziale, in alcuni casi) e bisogna dire che viene assistito da un cast affiatato. Oltre a Jonathan Haze e Mel Welles (il fioraio Mushnick), infatti, troviamo addirittura un Jack Nicholson poco più che ventenne in una mini parte memorabile: è il paziente masochista di un dentista schizofrenico (la coppia, nel remake, verrà ricomposta rispettivamente da Bill Murray e da un esilarante Steve Martin), in quel momento assente e sostituito dall’imbranatissimo Haze: sono i cinque minuti migliori del film. Per il resto si tratta di una commedia nera con alti e bassi, dominata dalla figura della gigantesca pianta carnivora Audrey jr, indimenticabile nelle sue roche e insistenti richieste di cibo (“Feed me!”).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Fabbiu 17/03/07 13:21 - 1952 commenti

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Incredibile che un film come questo sia stato girato in fretta e furia e con un budget piuttosto modesto. Trama simpatica e originale, ma ciò che a mio parere è rappresentato meglio sono i vari personaggi; ognuno ha il carattere ben definito attraverso i vari meccanismi comici (ad esempio il protagonista superficiale, distratto e sempre teso, la madre ipocondriaca pazza, il "Mangia garofani" e soprattutto Jack Nicholson masochista). Certe battute sono ben studiate e riuscite. Bello e molto curato.

Lovejoy 26/12/07 22:19 - 1824 commenti

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Roger Corman scrive e dirige in poco meno di due giorni un film entrato prepotentemente nella storia del cinema. Divertente commedia nera dove i personaggi sono quanto di più bizzarro si sia visto (e si vedrà...) sullo schermo. Grande, superbo cast. Spiccano, su tutti, il grandissimo Dick Miller nei panni del mangiatore di garofani e piante varie (di esilarante comicità) e Jack Nicholson nei panni del cliente sadomasochista del dentista. Un Cult irresistibile.

Patrick78 2/02/09 11:00 - 357 commenti

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Film cormaniano per eccellenza ma non per effettivi meriti, risulta per lo più uno dei tanti esperimenti perpetrati dal genio inventivo del regista americano. Una storiella di poco conto, in cui un commesso di un negozio di fiori sfama una pianta carnivora con corpi umani, fino al momento in cui la situazione non gli sfuggirà di mano, portandolo a diventare un serial killer! Scenografie di cartapesta e set unico (il negozio di fiori) "tradiscono" la scarsità dei mezzi e la fretta del regista nel finire il lavoro. Corman ha comunque fatto di meglio.

Herrkinski 19/05/09 23:52 - 5275 commenti

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Divertente commedia nera di Corman. Oltre alla storia, semplice ma efficace, quel che rende notevole questa pellicola sono le caratterizzazioni dei personaggi: ognuno, anche quelli secondari, ha una sua parte ben precisa e studiata, in un accumularsi di individui bizzarri e pieni di manie; tra questi compare pure un giovanissimo Jack Nicholson, già a suo agio in un ruolo da schizoide masochista. Memorabile anche Dick Miller che mangia i fiori. Un film che riesce ad intrattenere e a far sorridere ancora, dopo ben 50 anni!

Undying 29/09/09 23:43 - 3839 commenti

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Delirante storia di amore tra Seymour (Jonathan Haze), commesso di un negozio di fiori, e un'insolita pianta carnivora, per la quale il proprietario non esita a procurarsi cibo (umano). Un "gratuito" cult-movie, eccessivamente osannato a dire il vero, che straripa in commedia per dose eccessiva di umorismo, ben sorretta da attori in stato di grazia: su tutti un indimenticabile Jack Nicholson, in una piccola particina come paziente masochista, vittima di un sadico dentista. E' stato rivisitato in svariate occasioni, spesso con risultati molto mediocri.

Capannelle 22/06/10 16:29 - 3741 commenti

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Mah, l'idea ha sicuramente dei meriti nello spingere i canoni della black comedy oltre certi limiti, però piano a parlare di film cult. A parte le sequenze tirate per le lunghe (quando Haze rimane nel negozio, il finale) causa budget risicato, c'è un disegno dei personaggi alquanto grezzo, scevro di qualsiasi eleganza. Anche la particina di Nicholson sdentato ha assunto contorni mitologici che mi spiego poco; meglio allora il compassato divoratore di garofani. **

Pigro 29/04/11 14:39 - 7897 commenti

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Irresistibile commedia su un'insaziabile pianta carnivora allevata nel negozio di un fioraio. Immolata al gusto del bizzarro, con una sensibilità assurda alla Ionesco, questa favola nera farcita di sketch pre-demenziali (il cliente che mangia i fiori è sublime, così come il paziente masochista del dentista) diverte facendo passare un'oretta davvero in allegria tra sciabolate di folle fantasia comica. Passabile la parodia noir, ma ben più forte e incisiva l'ironia sulla rappresentazione del piccolo mondo borghese metropolitano.

Pinhead80 12/03/11 18:10 - 4000 commenti

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Corman gira uno dei suoi film simbolo, in pochissimo tempo e con scarsissimi mezzi economici. Eppure è un film entrato di diritto nella leggenda. I personaggi sono caratterizzati alla grande, fattore che a tutti gli effetti, sopperisce i limiti del budget. Corman dimostra di saper lavorare e di rendere al meglio laddove le circostanze gli sono più difficili. Delirante.
MEMORABILE: Il mangiatore di garofani.

Caesars 25/05/11 08:33 - 2758 commenti

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Forse dirò un'eresia, ma per me Corman è regista sopravvalutato. Anche questo film, considerato un piccolo cult (tanto da generare negli anni '80, quando non era ancora prassi comune, un remake) altro non è che un filmettino con qualche idea buona ma che, per raggiungere una durata decente, ha bisogno di scene troppo "allungate" (si veda tutta la parte finale). Certo Corman era un mago a cavarsela con budget ridicoli e tempi di realizzazione irrisori, però da qui a parlare di grande film ce ne passa. Da conoscere, ma non oltre i due pallini.

124c 26/05/11 17:25 - 2778 commenti

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Decisamente misero in fatto d'effetti speciali, ma con un bianco e nero che fa molta atmosfera e rende bene l'idea della pianta carnivora. Certamente, oggi un film così è improponibile, ma per gli anni '60 era perfetto. Molto più della versione recente del 1986, con Rick Moranis e Steve Martin. Per la serie anche i grandi attori come Jack Nicholson hanno cominciato dal basso... Un film di genere che promuovo a pieni voti.

Mutaforme 10/03/13 17:41 - 392 commenti

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Bizzarro horror in cui convivono momenti di terrore e di allegria, senza che per questo si scada nel mondo della parodia. Plot incredibilmente semplice e funzionale, anche grazie alla riuscita caratterizzazione dei personaggi. **

Minitina80 10/03/15 05:55 - 2392 commenti

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Ha un taglio tutto particolare, da commedia nera, ma sono l’umorismo di stampo demenziale e gli sketch da varietà di cui è farcito che regolano il grado di compiacimento. Se non piace subito si finisce per trovarlo insopportabile, anche perché la sceneggiatura è monocorde e un po' ripetitiva. Ciononostate le battute hanno un metro tutto loro e sembrano ben costruite per catturare l’attenzione. Pare sia diventato un cult.

Rufus68 26/12/16 17:44 - 3147 commenti

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Simpatica serie di gag dal gusto saporosamente macabro. Girato, almeno secondo la leggenda, in pochi giorni e con una manciata di dollari, il film ha attirato l'apprezzamento del vasto giro di cultori del cinema di serie B. Il divertimento, però, nonostante alcune indovinate macchiette (il cliente che mangia i fiori), si risolve in sé stesso e, alla lunga, stanca un po'. Attori anonimi, seppur adeguati alla bisogna.

Pessoa 27/07/17 22:26 - 1218 commenti

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Una commedia noir di Corman ormai fra i classici del genere. La storia originale trova l'ideale valvola di sfogo in una sceneggiatura molto raffinata ricca di echi letterari. Haze, attore-feticcio del regista, si muove con i tempi giusti e accompagna un cast di ottimo livello, nel quale si segnala anche un giovanissimo Nicholson che già lavora di sopracciglia. Si ride molto in tutte le salse, dalla satira di costume allo slapstick, più volte citato fino al dichiarato omaggio finale, denso come un quadro surrealista. Grande cinema d'autore!
MEMORABILE: Il primo dialogo fra i due poliziotti; La cena a lume di candela con la mamma di lui; La scena dal dentista, tutta; La rapina al negozio di fiori.

Magi94 31/10/17 13:33 - 701 commenti

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Di sicuro è invecchiato malino, ma se dopo lo shock iniziale si accetta l'humor nero di vecchio stampo, fatto di personaggi fumettistici che recitano teatralmente e finiscono in situazioni assurde, allora ci si riesce a divertire sul serio, anche grazie alla durata ridotta. Certo non è un capolavoro, ma lascia il segno proprio grazie ai molti personaggi sopra le righe e piacevolmente sgradevoli: dalla signora Shiva al padrone della bottega, fino all'esilarante breve spezzone con Jack Nicholson, già geniale nel suo gigioneggiare.

Anthonyvm 9/04/18 23:49 - 2113 commenti

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Divertentissima commedia nera diretta in quattro e quattr'otto da Corman con un budget evidentemente scarso, ma scritto in maniera intelligente e sapiente, in grado di creare dal nulla personaggi adorabili, protagonisti e soprattutto comprimari (la madre ipocondriaca di Seymour, Dick Miller florifago, il dentista sadico), situazioni godibilissime. Un teatrino in salsa horror che fa ridere, sorridere e coinvolge. Anche l'idea di un mostro antropofago che si serve dell'inetto di turno per nutrirsi è vincente e sarà ripresa più volte. Un cult!
MEMORABILE: Il poliziotto talmente cinico che parla della morte del proprio figlioletto come parlerebbe di un tubo che perde; Jack Nicholson masochista.

Puppigallo 21/10/18 09:08 - 4523 commenti

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Preso per quello che è, uno "scherzhorror" realizzato con zero mezzi e recitato come una commedia teatrale, può risultare simpatico, grazie ai personaggi ultracaricaturali (il fioraio, il garzone, la madre, il masochista) e all'incredibile epilogo (la fioritura), che solo per il coraggio e l'averci pensato, fa dire, a chi lo guarda con una certa allegrezza "Ma sì, non male, dopotutto".
MEMORABILE: "Hai una scusa plausibile?". "Se mi da' un minuto, glie ne trovo una"; Il masochista dal dentista; "Ho fame! Dammi da mangiare"; La cena con la madre.

Il Dandi 25/03/19 12:53 - 1841 commenti

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Uno dei film più celebri di Corman (ne scaturirono remake, musical teatrali, fumetti e cartoni animati) è una commedia nera che vede un imbranato fioraio alle prese con una vorace pianta carnivora parlante. Largamente improvvisato, girato in soli due giorni per la durata di poco più di un'ora è un film agile e divertente, che solo l'humus creativo dell'epoca poteva partorire. Fra gli ingredienti che hanno contribuito al culto va segnalata la presenza di un giovane Jack Nicholson in odore di Jerry Lewis.
MEMORABILE: Il rapinatore inghiottito dalla pianta; Il finale.

Cotola 23/10/20 14:42 - 7603 commenti

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"Piccola" commedia nera di Corman, girata in economia di mezzi e dalla breve durata ma dai risultati riusciti. Merito di una bizzarra ironia che potrebbe non piacere a tutti ma che funziona bene e colpisce i suoi bersagli. Gustosa anche la sceneggiatura che nel breve volgere di poche battute, sa creare dei personaggi che restano nella memoria. All'inizio può spiazzare per il tipo di umorismo, ma se ci si abitua ci si può divertire ed anche non poco.
MEMORABILE: Jack Nicholson, paziente masochista che si diverte ad andare dal dentista; Il cliente mangiatore di fiori.

Daniela 11/11/20 18:38 - 9621 commenti

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Girata nel giro di un paio di giorni, questa piccola black commedy ha assunto col tempo la fama di piccolo cult, generando un musical teatrale di successo da cui è stato tratto a sua volta un simpatico musical cinematografico diretto da Oz. Fama meritata ma solo in parte: mentre si resta conquistati dalla bizzarria della storia e dal fascino della vorace Audrey, il tipo di umorismo talvolta lascia perplessi ed il cast non risulta all'altezza. Alla sua prima collaborazione con il regista, Nicholson nel ruolo del paziente masochista che pregusta le torture di un dentista sadico. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Fabbiu • 12/09/08 12:10
    Segretario - 655 interventi
    commento al film (tratto dall'extra del dvd)

    Il film è un vero cult-movie e rappresenta l'archeotipo del lavoro di Roger Corman: un buon prodotto a Budget ridicolo, a partire dalla grafica dei credits, che presentano il quartiere attraverso i disegni progressivi. Ma la vera paternità dell'operetta spetta a Charles B.Griffith, uno sceneggiatore associato al nome del regista per certi B movies del fantastico (Il conquistatore del mondo; Attack of the crab Monster; Il vampiro del pianeta rosso; ) in seguito passato alla regia. E' stato Griffith ad inventare la storia della pianta carnivora mutante, prestandole pure la voce e apparendo nei panni del ladro. Questo piccolo gioiello dello Humor nero fù presentato a Cannes fuori concorso nel 60. Da culto anche il cast, amichevole "Cormaniano". Mel Welles è il fioraio, che nel 66 girò un film sull'analogo tema del vegetale antropofago dal titolo La isla della muerte; Dick Miller ( l'assurdo cliente mangiatore dei fiori) è presenza costante nelle pellicole di Corman & co. Poi c'è il giovanissimo Jack Nicholson in uno dei suoi primi ruoli, notoriamente cresciuto nella "Factory" di Corman.
    Sulla genesi del film, Corman racconta: un giorno stavo facendo colazione con un regista intento a girare le scene di un filmetto a basso costo; la scenografia - un negozio ed un angolo di strada - era ancora al suo posto ed il set disponibile. Proposi di affittarlo, Griffith scrisse il copione in due settimane, io reclutai gli attori e girai tutto in 2 giorni e una notte. Corman ha dichiarato che in quel weekend girare il film fù solo un ripiego, volevano giocare a tennis, ma fuori pioveva.
    La vera star è lei, la pianta, versione verde del mito vampiresco; la pianta insaziabile è una delle più riuscite creature vegetale della storia del cinema fantastico, i pochi titoli di questo sottofilone sono eccentrici: l'invasione degli ultracorpi; Il giorno dei Trifidi; i funghi umanoidi mutanti di Matango; ...
  • Discussione Zender • 12/09/08 12:37
    Consigliere - 43734 interventi
    Fabbiu nelle curiosità del fim ebbe a dire:
    commento al film (tratto dall'extra del dvd)
    Il film è un vero cult-movie e rappresenta l'archeotipo del lavoro di Roger Corman: un buon prodotto a Budget ridicolo, a partire dalla grafica dei credits, che presentano il quartiere attraverso i disegni progressivi. Ma la vera paternità dell'operetta spetta a Charles B.Griffith, uno sceneggiatore associato al nome del regista per certi B movies del fantastico (Il conquistatore del mondo; Attack of the crab Monster; Il vampiro del pianeta rosso; ) in seguito passato alla regia. E' stato Griffith ad inventare la storia della pianta carnivora mutante, prestandole pure la voce e apparendo nei panni del ladro. Questo piccolo gioiello dello Humor nero fù presentato a Cannes fuori concorso nel 60. Da culto anche il cast, amichevole "Cormaniano". Mel Welles è il fioraio, che nel 66 girò un film sull'analogo tema del vegetale antropofago dal titolo La isla della muerte; Dick Miller (l'assurdo cliente mangiatore dei fiori) è presenza costante nelle pellicole di Corman & co. Poi c'è il giovanissimo Jack Nicholson in uno dei suoi primi ruoli, notoriamente cresciuto nella "Factory" di Corman.
    Sulla genesi del film, Corman racconta: un giorno stavo facendo colazione con un regista intento a girare le scene di un filmetto a basso costo; la scenografia - un negozio ed un angolo di strada - era ancora al suo posto ed il set disponibile. Proposi di affittarlo, Griffith scrisse il copione in due settimane, io reclutai gli attori e girai tutto in 2 giorni e una notte. Corman ha dichiarato che in quel weekend girare il film fù solo un ripiego, volevano giocare a tennis, ma fuori pioveva.
    La vera star è lei, la pianta, versione verde del mito vampiresco; la pianta insaziabile è una delle più riuscite creature vegetale della storia del cinema fantastico, i pochi titoli di questo sottofilone sono eccentrici: l'invasione degli ultracorpi; Il giorno dei Trifidi; i funghi umanoidi mutanti di Matango; ...

    Ti ho spostato la cosa nelle curiosità Fabbiu, mi sembravano una serie di considerazioni utili e parole di Corman molto interessanti.

    E' vero comunque che la pianta carnivora è una delle più riuscite creature vegetali del cinema: i trifidi invece, provenendo dal classico della fantascienza di Wyndham, li farei appartenere di più alla letteratura.
  • Discussione Caesars • 26/05/11 10:05
    Scrivano - 11243 interventi
    Imdb lo cita anche come "Il piccolo negozio degli orrori", forse andrebbe messo negli AKA.

    Sempre Imdb cita anche come (co)registi non accreditati: Charles B. Griffith e Mel Welles. Mai saputa questa cosa e mi pare strana però forse nelle note la metterei.
  • Discussione Zender • 26/05/11 11:27
    Consigliere - 43734 interventi
    D'accordo, sistemato. Grazie.
  • Curiosità Rufus68 • 26/12/16 18:08
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    Il film è tratto dal racconto di John Collier, Green thoughts (1931).
    La pubblicazione italiana (come Pensieri verdi) si è fatta attendere sino al 1979 (è contenuta nella rivista Robot, nr. 36, traduzione di Alex Voglino).

    Una versione di Luigi Cozzi e Roberta Rambelli seguirà a stretto giro (come L'orchidea, Nova SF nr. 40, 1980).

    Il titolo più consono, Pensieri verdi, è tornato nella versione di Fabio Feminò contenuta in una lodevole antologia a cura di Dashiell Hammett (Vivono di notte. 18 racconti dell'orrore, 1990), successivamente ristampata nel 1993 e nel 2005 (come Red Brain, Collania Urania nr. 21).