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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/05/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 20/05/07 17:27 - 3011 commenti

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Penultimi fuochi della guerra nella Roma occupata dai nazisti, attraverso le storie di una donna, di un prete e di un ingegnere che fa la resistenza. Nasce il neorealismo, con uno dei film, anzi IL film che per eccellenza ne definisce l'epica. Caratterizzato da un buon numero di scene madri (dalla citatissima morte in corsa della Magnani, ispirata da un litigio reale della stessa con Massimo Serato, alla fucilazione di Fabrizi) ha ancora, nonostante tutta la polvere degli anni, un'innegabile quanto ricattatoria potenza emotiva.

G.Godardi 21/05/07 17:31 - 950 commenti

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Al di là della sua triplice valenza etica-estetica-morale tipica del neorealismo, è interessante notare come questo film sia un vero spettacolo visto ancora oggi. Merito del suo grande ritmo quasi da thriller, delle scene di tortura (pre hostelliane?), della commistione dramma con elementi da commedia (la padellata), della geniale trovata di far morire la protagonista a metà film, espediente che sarà riutilizzato da Hitchcock in Psycho, e infine dello splendido finale. Un Rossellini coi fiocchi appena uscito dalla Trilogia propagandista. Imperdibile.

Renato 5/11/07 00:05 - 1648 commenti

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Girato in condizioni di estrema difficoltà e -pare- con code di pellicola avanzate (sarà poi vero?), è diventato un film-simbolo del neorealismo italiano. Ancora oggi si può vedere senza problemi grazie ad una sceneggiatura ben oliata e alle interpretazioni di due mostri sacri come Fabrizi e la Magnani. Spiace che in Italia un certo tipo di cinema non si faccia più...

Ford 3/09/08 09:46 - 582 commenti

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Il neorealismo si presenta al mondo col suo film migliore, una sceneggiatura perfetta, due grandi attori e tanti ottimi comprimari, dramma, comicità, attenzione alla realtà e tanto simbolismo. La successione delle sequenze è quasi matematica, lo stile è moderno e lo spettatore è chiamato più volte a prendere parte alle emozioni dei personaggi (esempio: assistiamo alla scena di tortura con quella che sembrerebbe una soggettiva di Don Pietro, ma lui è senza occhiali, dovremmo vederla sfuocata e invece no). Per non parlare della sua importanza storica...

Pigro 4/10/08 10:51 - 8520 commenti

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Scene di sofferenza e martirio della popolazione romana durante i mesi dell'occupazione tedesca. Inutile dilungarsi su un capolavoro che con pochi altri ha fondato un intero filone del cinema italiano al quale hanno guardato i registi di tutto il mondo. Asciutto, essenziale, il film sfiora il senso del tragico attraverso lo sguardo sul quotidiano: un vero stato di grazia di Rossellini, che si avvale di una sanguigna Magnani e di un tormentato Fabrizi, al loro apice. La morte della Magnani è di una rapidità e secchezza raggelante: geniale.

Capannelle 12/11/09 14:59 - 3929 commenti

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Film di rottura e raggelante per l'epoca. A vederlo oggi non posso dire che conservi lo stesso fascino: se estrai le scene drammatiche per cui è famoso (la morte della Magnani, il prete che osserva le torture, la fucilazione) rimane un film girato con impegno e coraggio ma che percorre binari tutto sommato prevedibili. Molto bravi Fabrizi e la Magnani, bene la Galletti mentre alcuni personaggi sono un po' da operetta (il comandante tedesco, il plotone). Nelle figure del prete e del partigiano si anticipa l'italico rapporto cattolici-comunisti.

Galbo 15/11/09 10:34 - 11702 commenti

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Capolavoro assoluto di uno dei padri nobili del neorealismo italiano. Rossellini dirige una grande pagina di cinema, ambientato nella Roma occupata dai nazifascisti. La visione degli avvenimenti e dei luoghi è fortemente impregnata di vero (da qui il nome del movimento cinematografico), così come la costruzione degli indimenticabili personaggi interpretati da alcuni dei più grandi attori italiani di sempre. Imprescindibile.

Gugly 2/12/09 23:33 - 1036 commenti

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Vita quotidiana sotto la guerra, il che non esclude disavventure quotidiane per campare, eroismo e morte. Rossellini conduce la storia per quadri spesso celeberrimi, non risparmiando nulla agli spettatori e trasfigurando nei personaggi uomini e donne vere che i romani ricordavano benissimo. Una storia che nonostante la polvere del tempo non può e non deve essere dimenticata, perché è successo e succede ancora in molte parti del mondo. Bravissima la Magnani, intenso Fabrizi.

Nando 9/06/10 16:52 - 3584 commenti

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Uno spaccato neorealista ambientato durante una delle pagine più buie della storia italiana. Una narrazione lucida e totalmente rispondente al vero in cui il regista propone dei personaggi avvolti da una grande umanità. Un cast eccezionale con Fabrizi e la Magnani eccelsi ed intensi. Una pietra miliare del nostro cinema.

Ghostship 23/10/10 13:06 - 394 commenti

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Autentico capolavoro spartiacque per il cinema italiano e mondiale. Archetipo del neorealismo il film sa raccontare, mediante un angoscioso crescendo drammatico, l'occupazione tedesca a Roma. Il reparto tecnico soffre di qualche piccola carenza (l'auto doppiaggio degli attori talvolta è fuori sincrono, parte del lungometraggio è stato girato su pellicola scaduta), che nulla toglie alla forza di un'opera senza tempo che ha in una splendida Magnani la sua icona.
MEMORABILE: La disperata corsa della Magnani; la fucilazione di Fabrizi.

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Lucius 24/10/11 11:56 - 2940 commenti

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Capolavoro assoluto del neorealismo. Una fotografia di quella che era l'Italia in quel periodo, un'Italia violata e martoriata; delle storie di vita vissuta in una Roma letteralmente sparita. Interpretazioni eccellenti, tra cui quella di Nannarella, l'anima della città eterna. Realizzato con notevoli difficoltà economiche (e questo dà un valore aggiunto alla pellicola), si traduce in uno specchio di passioni civili e morali in un contesto altamente drammatico, come quello dell'occupazione nazista a cui si riferisce il film. Magistrale e indimenticabile.

B. Legnani 26/01/11 23:56 - 4998 commenti

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Cosa posso dire? Grande film del 1945, che riesce a narrare splendidamente da un lato e a mettere in risalto dall'altro non solo cattolici e comunisti, ma pure i badogliani. Strepitosa la secca ultima scena della Magnani, che ha solo il "torto" di far apparire "minore" quanto segue. ****
MEMORABILE: Oltre alla citata scena con la Magnani, il grande tocco di Fabrizi alle prese con le due statue (idea di Fellini?).

Saintgifts 25/06/11 20:40 - 4098 commenti

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Oltre agli interpreti (senza dimenticare i bambini) e alla regia, la grandezza di questo film sta in una sceneggiatura che non basta giudicare perfetta. Gli eventi, cui danno vita personaggi tutti centrati, sono intersecati tra di loro con tempi e sequenze che mantengono altissima la partecipazione dello spettatore, che scorda tutto e "vive" il film condividendo i sentimenti dei personaggi. La scena dell'uccisione della Magnani è resa ancora più tragica dalla visione del reggicalze, che ricorda la femminilità di una donna futura sposa e madre.

Funesto 8/09/11 17:15 - 525 commenti

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Grande capolavoro italiano, tra i più grandi film mai prodotti nello Stivale. Il crescendo della tensione emotiva è palpabile sin dall'inizio (con la splendida scena della fuga dell'ingegnere), merito d'una fantastica regìa che riesce a conferir costantemente un clima claustrofobico da coprifuoco anche sotto la luce del sole. Immenso l'apporto del cast: l'inquartato Fabrizi (perfetto per il ruolo del prete) con la sua espressività rende il finale d'una disperazione agghiacciante, mentre la Magnani... beh, ormai è diventata l'icona del film.
MEMORABILE: La corsa disperata della Magnani verso il furgoncino (raggelante); l'interrogatorio ad Aldo Fabrizi.

Enzus79 19/10/11 15:52 - 2111 commenti

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Giustamente ritenuto come il manifesto del neorealismo, Roma città aperta è un vero gioiello del cinema italiano. Scene toccanti (come la tortura) che hanno fatto la storia, con un'Anna Magnani superlativa e mai "di troppo" e un Aldo Fabrizi che abbandona il ruolo di comico per la sua migliore interpretazione.

Giùan 18/06/12 22:21 - 3459 commenti

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Uno di quei film che han tanto segnato la Storia del cinema e l'immaginario di chiunque (non) l'abbia visto, che verrebbe naturale non parlarne... sbagliando. C'è infatti in questo malinteso manifesto del neorealismo italiano, così lontano da ciò che diventerà poi lo stile diretto di Rossellini, una compenetrazione irripetibile tra spirito del tempo, urgenza di girare in modo nuovo e retaggio di trascorsi schemi/discorsi cinematografici. In tal senso è la capacità di sintesi di Rossellini che lascia ancora esterrefatti ed ammirati. Un verismo emozionale.
MEMORABILE: Gli interrogatori; La morte della Magnani; "Mavaamorìammazzato".

Mickes2 22/10/12 14:00 - 1668 commenti

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Incommensurabile e immenso, difficilmente quantificabile a parole. Pura quintessenza cinematografica, opera che và al di là per diventare simbolo immortale e indissolubile di una nazione intera e di un linguaggio cinema che da lì tutti ci ammireranno. L'Opera che consegnò al Mondo la vera Italia ripulendola dalla sporcizia fascista; l'Italia delle sofferenze, dell'orgoglio, della dignità, del patriottismo. Tragico e straziante sguardo nel quotidiano, documentando la Storia. Senza tempo e senza voto, ma se proprio devo: 5 pallini.
MEMORABILE: La corsa di Anna Magnani verso il camion e successiva esecuzione; Il finale.

Fabbiu 23/01/13 03:30 - 2021 commenti

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Non c'è da dire molto (soprattutto nulla che non sia stato detto) su questo film. La prima volta l'ho visto a scuola. E' chiaramente un "classico" (del cinema, icona del neorealismo) che noi italiani dobbiamo vedere per conoscenza (per il suo valore storico, cinematografico ma non solo). Splendidi gli attori, ottima la scelta di non doppiare (il più delle volte) il tedesco anche nelle scene non proprio corte, una cura del vero che contribuisce a un forte impatto generale.

Myvincent 28/09/13 15:23 - 2958 commenti

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In una Roma irriconoscibile, tanto deturpata quanto straziata dalla guerra, si sviluppa una storia di eroismi contro i fascisti-nazisti che l'avevano resa agonizzante, ma non del tutto stroncata. Inutile incensare la grandezza di Anna Magnani, a cui si contrappongono la recitazione fin troppo melò di Aldo Fabrizi e l'anonima figura di "Francesco" (promesso sposo poco convincente). Sopra tutto, la città eterna protagonista di assoluta verità storica.

Fafo1970 14/09/13 09:46 - 30 commenti

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Entrato a pieno merito nella storia del cinema, si stampa nella memoria di chiunque lo guardi e non ne esce più... Straordinario Fabrizi, immensa Anna Magnani protagonista di una delle sequenze ormai leggendarie della settima arte. Un film girato alla perfezione senza trascurare il benché minimo dettaglio, vibrante ed emozionante con un finale che lascia la porta aperta alla speranza di un futuro migliore affidato ai piccoli sopravvissuti. Dovrebbero inserirlo nelle scuole come programma obbligatorio.
MEMORABILE: Anna Magnani e la sua ultima corsa.

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Bizzu 2/04/14 23:24 - 210 commenti

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Bellissimo fino alla famosa scena madre con la Magnani che corre, anche discretamente moderno con la narrazione che va avanti con l'intreccio dei vari personaggi. Il bel ritratto amaro e asciutto però secondo me viene in parte rovinato dalla stucchevole ultima parte, esageratamente retorica e ricattatoria: i tedeschi che piu cattivi non si può, le torture mostrate, il coraggio degli italiani... si trasforma tutto in un raffinato lacrima-movie (comprensibile per la morale del periodo, ma alquanto in contrasto con lo spirito della prima parte).

Graf 14/09/14 03:16 - 708 commenti

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Potente squillo di tromba e il cinema italiano torna grande dopo la tragedia della guerra. Con il doloroso racconto del sacrificio violento delle vite di Pina, Don Pietro e Manfredi, il regista Rossellini fissa una volta per sempre i canoni stilistici e drammaturgici del neorealismo: l’inquadratura della cinepresa come un “cineocchio” che implacabilmente cattura la realtà autentica e viva; soppressione degli artifici retorici e di mediazione del linguaggio cinematografico; forte passione morale verso i personaggi e gli ambienti della vita quotidiana.
MEMORABILE: Don Pietro, dopo la morte per tortura di Manfredi, maledice gli assassini ma poi chiede il perdono a Dio: scena di commossa e nobilissima bellezza.

Almicione 28/12/14 20:48 - 765 commenti

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Pietra miliare del neoralismo italiano. Un Rossellini preciso nella regia, lodevole nella narrazione, aspro ma giusto nella contrapposizione fra la frivolezza della spensierata classe borghese (rappresentata da Marina) e la misera condizione del popolo, vittima dei soprusi dei nazisti e di chi lotta per la liberazione. Particolarmente ammirevole le figure di don Pietro (il bravo Fabrizi) e di chi come lui è consapevole di essere nel giusto, la loro fermezza di fronte alla morte, non rassegnati nonostante tutto. Grande la Magnani.
MEMORABILE: Don Pietro che gira le statue; I libri consegnati a don Pietro; Il rientro dei bambini; La morte di Pina.

Faggi 8/03/16 20:08 - 1520 commenti

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Difficile commentare una pellicola da museo. La potenza di ogni singola inquadratura e l'impressionante realismo di certe sequenze lascia col fiato sospeso. Forse, per non cadere nell'elogio scontato, si può dire che alcuni capolavori hanno bisogno di condizioni difficoltose ed estreme per manifestarsi. Se è così questo ne è un esempio indiscutibile, che di distingue per rara compiutezza poetica.

Jurgen77 19/12/16 13:32 - 630 commenti

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Capolavoro del neorealismo italiano. Fabrizi ci regala un'interpretazione magistrale nella rappresentazione dei tragici eventi dell'occupazione nazista in quel di Roma. Scene da antologia per una pellicola di altissimo valore umano e cinematografico. Finale glaciale e altamente toccante. Senza retorica né populismo.

Minitina80 5/01/17 09:12 - 2632 commenti

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Una rappresentazione spietata dell’occupazione tedesca di Roma che trova in Rossellini un interprete eccezionale in grado di realizzare una pellicola diretta come un pugno allo stomaco. Magistrali la Magnani e Fabrizi sui cui volti traspare la sofferenza di ogni singolo sospiro, ma anche gli altri non sono da meno riuscendo a restituire una prova corale degna delle migliori pagine di cinema. Il realismo raggiunge nei momenti più drammatici vette altissime e l’impatto che ne viene fuori è destinato a farsi sentire lontano nel tempo.
MEMORABILE: Non è difficile morire bene, il difficile è vivere bene.

Paulaster 21/09/17 11:43 - 3316 commenti

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Durante l’occupazione nazista l’orgoglio degli italiani che pagano con la vita i tentativi di sovvertire la realtà della guerra. Neorealismo che racconta con crudezza l’essere imprigionati nella propria terra. Emotivamente ineccepibile tra i rastrellamenti, il matrimonio che svanisce, le donne che fanno la spia e un prete di borgata pronto a tutto. Scena immortale con la Magnani e Fabrizi che riesce a trasmettere carità cristiana anche in mezzo alle torture.
MEMORABILE: L’uccisione della Magnani; La padellata al finto moribondo; Il prete che accompagna l’altro al plotone d’esecuzione; Le due statue girate.

Pessoa 2/10/17 02:48 - 1694 commenti

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Film di un impatto immane, che deve aver scosso non poco le coscienze degli spettatori dell'epoca. La potenza narrativa deriva dalla grande prova della Magnani e di Fabrizi, che sacrificano in parte il loro talento per condurre i personaggi a una terribile quotidianità, mentre Rossellini sceglie un registro epico per raccontare la vicenda. Un film che ha cambiato la storia, forse non solo quella del cinema. Confezione impeccabile. Di sicuro tutto il cinema italiano successivo gli deve parecchio. Visione doverosa per un sacco di buone ragioni.
MEMORABILE: La fucilazione finale; La grande capacità del regista di dirigere i bambini; La tortura in carcere.

Magi94 25/11/17 17:13 - 770 commenti

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Di sicuro ha dei difetti, ma il fascino e l'importanza li fan passare ampiamente in secondo piano. E' una specie di risposta italiana sul tema della "propaganda" antinazista all'americano Casablanca: mentre là si avevano personaggi eleganti, belle donne al fianco del protagonista e finale positivo, qui abbiamo proletari, una battagliera Magnani che mette in ombra tutti tranne Fabrizi e finale triste (ma non pessimista, anzi esortante!). Un paio di piccole scene con Fabrizi anticipano inoltre temi cari alla futura Commedia all'italiana.
MEMORABILE: Il finale commovente; Le torture al partigiano, mai viste così esplicite in un film così vecchio.

Jandileida 5/04/18 23:17 - 1347 commenti

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Imperituro monumento italico, anzi vero e proprio gioiello da esibire con orgoglio assieme alla Cappella Sistina, quando si viene martoriati, specialmente oltre confine, dalla mefitica trimurti "mafia, calcio, Berluscone". Secco nella narrazione e nello stile del girato, praticamente quasi senza fronzoli, interpretato nobilmente da Fabrizi e Annichiarico e popolarmente dalla Magnani e infine necessaria reliquia storica: non stupisce che i cineasti di tutti i tempi e luoghi lo piazzino se non nella loro top 3 quantomeno a ridosso di essa. Immortale.

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Josephtura 14/01/19 17:51 - 183 commenti

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Grandissimo film. Ancora oggi regge benissimo gli anni. Uno di quei film che si possono vedere più volte e danno sempre nuovi stimoli ed emozioni. Gran ritmo ed eccellente storia, vera più che verosimile, notevoli la sceneggiatura e l'ambientazione. Un autentico capolavoro. Bravissimi tutti ma strepitoso Fabrizi, di gran lunga il migliore del gruppo.
MEMORABILE: Essere "celebre" non fa bene per la mia umiltà e per la mia salute. Morire bene è facile, il difficile è vivere bene.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Funesto • 28/01/11 13:49
    Fotocopista - 1417 interventi
    I film del neorealismo italiano il Davinotti mi pare non li abbia quasi mai commentati, ad esclusione di Ladri di Biciclette...
  • Discussione Zender • 28/01/11 14:21
    Consigliere - 44934 interventi
    Indiscrezioni dicono li abbia visti da molto piccolo alle rassegne di nonno Bum Bum, quando ancora non li criticava perché c'erano già appunto il nonno e Marcel sr. che lo facevano.
  • Discussione Funesto • 28/01/11 14:42
    Fotocopista - 1417 interventi
    Aveva dei bei gusti da piccolo...
    Ultima modifica: 28/01/11 14:43 da Funesto
  • Discussione Columbo • 28/01/11 17:56
    Magazziniere - 1102 interventi
    Ricordo, molti decenni fa, una scritta su un muro a Trastevere, nei paraggi di un cassonetto stracolmo di rifiuti, che parafrasava il titolo di questo capolavoro di Rossellini: "Roma città aperta...a tutto!".
  • Homevideo Noir • 14/06/11 21:49
    Galoppino - 575 interventi
    Il 20/09/2011 uscirà in edizione restaurata sia su DVD che Blu-Ray per la Flamingo Video.
    Sempre di Rossellini a seguire (ottobre?) "La macchina ammazzacattivi" e "Agostino d'Ippona" ma solo in dvd. Altri titoli sono in fase di pianificazione ma quasi certa è una riedizione di Germania Anno Zero in versione restaurata.
  • Homevideo Zender • 15/06/11 11:56
    Consigliere - 44934 interventi
    Ogni restauro è sempre il benvenuto e il passaggio in blu-ray ormai d'obbligo (ammesso che si faccia un bel lavoro di authoring).
  • Homevideo Noir • 28/07/11 23:07
    Galoppino - 575 interventi
    Speriamo sia la volta buona per avere un' edizione decente di questo film:



    Formato Video:
    1,33:1
    Formato Audio:
    Italiano - Tedesco - DD 2.0 Dual mono
    Sottotitoli:
    Italiano per non udenti
    Contenuti Extra:
    Menu interattivi e animati
    Accesso diretto a 16 scene
    Intervista a Renzo Rossellini
    Hanno detto del film
    Dietro le quinte di Roma Città Aperta
    Il contesto storico
    Documenti d’epoca
  • Homevideo Zender • 29/07/11 08:57
    Consigliere - 44934 interventi
    Se è restaurata come dicono direi che si può dormire abbastanza tranquilli.
  • Curiosità Lucius • 24/10/11 11:59
    Scrivano - 8739 interventi
    Nastri d'argento per il miglior film e ad Anna Magnani, molti premi all'estero e una nomination all'Oscar per la sceneggiatura firmata da Roberto Rossellini, Sergio Amidei e Federico Fellini.
  • Curiosità Maxspur • 11/03/12 12:10
    Galoppino - 207 interventi
    Clara Calamai avrebbe dovuto avere il ruolo di protagonista ma dovette rinunciare e Rossellini prese al suo posto la Magnani. Viceversa, avvenne anni prima in: "Ossessione"di Visconti.