I ragazzi del juke box - Film (1959)

I ragazzi del juke box

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

L'Italia di fine Cinquanta s’è ormai trasformata in Festivalia, il regno del festival canoro la cui capitale è ovviamente Sanremo e il sovrano il Reuccio Appio Claudio (palese il riferimento a Claudio Villa). Ma i rivoluzionari, riuniti in un locale che si chiama La Fogna e guidati dal belloccio Antonio De Teffè (o Anthony Steffen che dir si voglia), si preparano all'assalto coi loro alfieri Tony Dallara e Betty Curtis (trasformati rispettivamente in Tony Bellaria e Betty Dorys). Fulci, al suo secondo film dopo il flop di I LADRI (con Totò), si schiera dalla parte dei giovani e fa centro (tanto che replicherà...Leggi tutto quasi subito con URLATORI ALLA SBARRA): dà spazio alle canzoni e in pratica inventa il musicarello, che alle parti cantate alterna simpatici siparietti comici secondo una formula che farà storia. Questi ultimi son qui tutti sulle spalle del buon Mario Carotenuto, che nel ruolo dell'editore “reazionario” (“Ogni lacrima sono per me diecimila lire”, ama ripetere) cerca di ostacolare in ogni modo l'ascesa degli urlatori che invece sua figlia (la splendida Elke Sommer) sponsorizza essendo fidanzata del loro leader (De Teffè). Le canzoni di Dallara e della Curtis sono le più datate mentre Celentano, con la sua carica e i suoi movimenti da “molleggiato”, trascina con il rock ma è quasi sempre costretto a far da spalla alle due “star”. Isolato dagli altri Fred Buscaglione; a metà tra il cantante e l’attore, si esibisce in alcuni suoi divertenti “pezzi forti” come “Il duro di Chicago”. La storia è una continua lotta tra le due fazioni, l’una seriosa (incredibilmente quella dei giovani) e una parodistica, in cui Carotenuto e il suo sottoposto Giacomo Furia animano spassose scenette umoristiche. Fulci fa un breve cameo (tra i giovani).

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Matalo! 8/06/09 21:06 - 1378 commenti

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I film dell'era DC! Presente il comandante in pectore degli urlatori, Tony Dallara, ribelle dell'ugola (altri tempi...), beghe e impicci ai danni del matusa Carotenuto. Meno raffazzonato del seguente Urlatori, patetico e innocuo, impossibile da stroncare per la tenerezza che suscita. Fulci mantiene in piedi come può la baracca; in suo aiuto i nostri grandi caratteristi: il sempre mitico Buscaglione e la bonissima bionda Peroni Elke Sommer. Un'epoca ingenua, che non c'è più e che non è mai esistita.

Saintgifts 1/09/10 22:43 - 4098 commenti

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Nomi fasulli ma personaggi veri, a parte un Appio Claudio che canta canzoni alla mamma, piene di nostalgia e di campane e che è facile capire a chi assomiglia e chi rappresenta. È un film non giudicabile, va bene così, è un momento storico per la canzone in Italia e il cambiamento in qualche modo è rappresentato. I più innovativi sono Fred Buscaglione, Gianni Meccia e I campioni. Celentano finge di suonare la chitarra muovendosi imitando Elvis the pelvis, ma è un'altra cosa. Mario Carotenuto e Giacomo Furia fanno bene il loro mestiere.

B. Legnani 20/04/12 23:31 - 5506 commenti

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Curiossisimo musicarello (migliore di molti altri) firmato da Fulci (che appare nel ruolo del giornalista). Ovviamente è un pretesto per far cantare i vari divi dell'epoca, ma non si può tacere la parte umoristica affidata a Mario Carotenuto, grandissimo anche quando deve interpretare film come questo. Qua e là c'è qualche battuta allusiva (il passero...). Fra i non accreditati ci sono Mimmo Poli e - tra i danzerini - il biondo Gianni Dei.

Rambo90 1/10/16 15:59 - 7627 commenti

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Filmetto che darà inizio alla stagione dei musicarelli, più divertente dei successori perché almeno Fulci sa imporre un ritmo non troppo blando e la trama è esile ma simpatica. Le esibizioni canore sono brevi e meno fastidiose del consueto, inoltre i duetti Carotenuto-Furia sono davvero spassosi e valgono la visione. Celentano canta poco, in compenso Dallara è scantenato. Vedibile per ricordare i tempi che furono.

Reeves 20/12/23 08:04 - 2104 commenti

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Molto interessante l'idea di proporre la musica dei giovani urlatori contrapposta con le volontà censorie di una casa discografica diretta ovviamente da Mario Carotenuto, il commendatore per eccellenza. I numeri musicali sono notevoli, ma ancora più notevole è Gianni Dei che si dimena con i nuovi balli. Fred Buscaglione è l'elemento di contatto tra la musica lacrimosa che piace ai vecchi e il rock scatenato di Celentano.

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