Joker

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Joker
Anno: 2019
Genere: thriller (colore)
Note: Presentato in anteprima alla 76a mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Numero commenti presenti: 58
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

E' interessante notare come ad ogni nuova ripartenza i film legati a Batman presentino una piega sempre più drammatica. Abbandonati non solo gli ingenui esordi con Adam West ma anche la sfarzosa (e scherzosa) saga inaugurata da Tim Burton, Nolan ha dato al personaggio una valenza moderna e cupa fin lì sconosciuta, sempre più lontana dall'approccio dei fumetti originali. JOKER continua sulla stessa strada, decidendo anzi che il nemico numero uno del pipistrello doveva avere origini ancor più tetre e tristi, che le sue risate ossessive dovevano nascere come reazione...Leggi tutto a una condizione familiare e sociale disgraziatissima. Detto fatto: scelto con ottima mossa un eccellente attore come Joaquin Phoenix per raccogliere la pesante eredità di Jack Nicholson e soprattutto di un ispiratissimo Heath Ledger, lo si cala nell'immaginaria Gotham degli Anni Ottanta facendolo lavorare come aspirante attore comico, nel frattempo all'opera come clown sulle strade e negli ospedali. Finché un grande entertainer televisivo come Murray Franklin (De Niro) non lo nota e, divertendosi alle spalle dell'atteggiamento ingenuo di chi il mestiere e le norme che lo regolano pare non conoscerle affatto, lo invita alla sua trasmissione. Non c'è a dire il vero molto altro, nella storia di questo JOKER, sorretta più che altro dalle spalle metaforicamente solide al contrario nel film quasi deformi di Phoenix. Todd Phillips non mostra le qualità registiche di Nolan e focalizza ogni azione sullo sguardo, le frasi spezzate, i repentini sbalzi d'umore del protagonista, che divora chiunque gli reciti accanto (con l'eccezione di De Niro naturalmente) di fatto ascrivendosi l'opera; almeno nella prima parte, in cui certo i modesti botta e risposta con la madre (Conroy) o la vicina di casa (Beetz) non resteranno nella storia rallentando un ritmo già non certo indiavolato. Meglio va quando si può puntare sull'azione, come nelle notevoli scene in metropolitana. La progressione verso il male assoluto è lenta, si disperde in rivoli che si compongono talvolta di una preoccupante vacuità non sempre mascherabile con l'espressività e i primi piani su viso e corpo di Phoenix. La vera esplosione nichilista, la caratterizzazione più autentica del personaggio si aprirà nell'ultima parte, diretta al meglio e accompagnata (ma questo anche prima) da una colonna sonora che si sposa squisitamente alle immagini. Persa ogni architettura futuristica Gotham diventa una metropoli come tante, il candidato sindaco padre di un Bruce Wayne ancora bambino resta sullo sfondo (come il figlio, la cui sovrapposizione ideale con Batman si avvertirà solo nell'ultima scena) e la storia, look escluso, non sembra poi così diversa da quella di uno dei mille reietti destinati al crimine che il cinema ha sempre prodotto in quantità. E' il fatto di sapere che questi diventerà uno dei villain più importanti del nostro immaginario a fargli acquisire una dimensione particolare altrimenti assente, ma è solo nell'irresistibile danza finale sulla scalinata e nell'ospitata da Franklin che ne avremo piena contezza. L'operazione è ad ogni modo interessante, condotta con astuta mescolanza di stili cavalcando - come in Nolan - il genere e nel contempo un orientamento più autoriale. Su tutto svetta la diabolica, isterica risata del Joker, marchio di fabbrica qui ricondotto ad origini patologiche.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/09/19 DAL BENEMERITO TAXIUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/10/19
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

124c 7/10/19 01:50 - 2772 commenti

I gusti di 124c

La discesa all'infermo del pagliaccio triste Arthur Fleck, una delle tante identità pubbliche del Joker, antagonista per eccellenza di Batman dei fumetti DC Comics che, pure qui, conferma come il personaggio non abbia un'origine definita ma molteplici, a seconda delle interpretazioni. Ambientato nei primi anni '80, il film ha dalla sua un Joaquin Phoenix che, non avendo un Batman da affrontare, perché ancora piccolo, ma solo un Robert de Niro showman che lo deride in tv, ruba tutte le scene divorando, con la sua roboante risata, tutto il cast.

Enzus79 4/10/19 22:48 - 1802 commenti

I gusti di Enzus79

Che film! Joaquin Phoenix impersona il cattivo d'eccellenza della DC Comics, Joker nemico di Batman e lo fa in modo a dir poco straordinario. La storia, pur a larghi tratti già nota, è coinvolgente, con scene di forte impatto visivo. Scritto bene, presenta analogie con Re per una notte e Taxi driver ma anche The driller killer. Assolutamente apprezzabile.
MEMORABILE: Il discorso di Joker; Le battute al nano; Nella metro.

Tarabas 14/10/19 09:28 - 1702 commenti

I gusti di Tarabas

La sintesi a metà film: "Rupert Pupkin meets James Gumb". Sicuramente una mostruosa prova di recitazione, ma per due ore in scena c’è praticamente solo il protagonista, più un monologo che un film. L’incarnazione del male (la vera forza della versione di Ledger e anche di quella di Jack Nicholson) trasformata in un poverino con traumi infantili, maltrattato dalla società dei ricchi che tagliano i fondi ai servizi sociali. Per forza sbrocca e ammazza. Che ci vuoi fare, è colpa del capitalismo. Sciatto finale pseudopolitico. Deludente.

Thedude94 15/10/19 22:33 - 565 commenti

I gusti di Thedude94

Philips e Phoenix mettono in scena la versione più intima e problematica del Joker, personaggio di mille avventure a Gotham City, che ha un passato da dimenticare e un futuro tutto da scrivere. I temi toccati sono molteplici: dalla politica fino ad arrivare alle malattie mentali e ai problemi a esse associati. Una buona regia suggella una splendida fotografia, con ottime riprese che rendono il film abbastanza fumettistico (in senso buono) e dark. Le scenografie sono eccellenti, a tratti angoscianti. Insomma, un grandissimo film!
MEMORABILE: Ogni volta che appare De Niro nei panni del presentatore.

Rambo90 10/10/19 01:57 - 6347 commenti

I gusti di Rambo90

Discesa nella pazzia e nella solitudine camuffata (e in parte indebolita) dall'intelligente mossa di truccare il tutto da cinecomic, rivestendo il protagonista delle aspettative di un pubblico che altrimenti avrebbe disertato. Un Phoenix straordinario ci accompagna nel viaggio, con una performance toccante che sopperisce a una sceneggiatura che pescando a piene mani da Scorsese ci priva di ogni sorpresa. Ottima la fotografia, i colori sbiaditi di una Gotham che richiama Nolan, forzato l'aggancio a Batman. Un buon film.

Deepred89 10/10/19 21:43 - 3283 commenti

I gusti di Deepred89

Un Taxi driver politicamente rovesciato che alterna, lungo il corso del suo tutto sommato elementare soggetto, eccellenti scariche di adrenalina e momenti di stasi magari non sempre psicologicamente raffinati, ma sorretti dalla straordinaria performance di Phoenix, che ci regala uno degli psicopatici più credibili ed espressivi dell'intera storia del cinema. Prefinale eccellente e sovversivo, che riesce dove Strange days e V per Vendetta fallirono, leggermente scalfito un cappello conclusivo evitabile. Confezione e comprimari eccellenti.
MEMORABILE: Il primo triplice omicidio; La rivoluzione.

Hiphop 28/10/19 15:49 - 34 commenti

I gusti di Hiphop

Film sprovvisto di regia, con una sceneggiatura inesistente, tutto basato sulla recitazione decisamente eccessiva e fuori dalle righe di Joaquin Phoenix. Il personaggio del Joker risulta oltremodo irritante e la durata eccessiva della pellicola rende il film soporifero. Eppure è risultato essere molto amato da parte della critica e anche dal pubblico. Sconsigliatissimo agli amanti della saga.

Taxius 1/09/19 13:39 - 1643 commenti

I gusti di Taxius

Phillips rielabora il personaggio del Joker trasformandolo in un eroe, un crociato contro un mondo dominato dai ricchi che calpestano e deridono i pezzenti definendoli pagliacci invidiosi. Feroce critica sociale verso una società che trasforma i suoi figli in bestie attraverso l'indifferenza e la discriminazione. Cupo e violento cinecomic d'autore, ambientato in una città reale con mostri reali, che poco ha a che spartire col mondo colorato e fantastico degli altri eroi. Regia, sceneggiatura e fotografia sono spettacolari, ma Phoenix è immenso.
MEMORABILE: La danza del Joker; Giochi di prestigio col piccolo Bruce; Meglio non ascoltare la fine delle barzellette; Il discorso di Thomas Wayne; La risata.

Il Dandi 31/10/19 09:44 - 1778 commenti

I gusti di Il Dandi

Se non fosse per la sofferta prova di Phoenix (che comunque vale da sola la visione) sarebbe poca cosa: la pazzia di Arthur monta senza spessore e nella maniera più prevedibile, risultando un lentissimo (e quindi automaticamente "per adulti") prologo all'annunciato finale socio-catastrofico. Le citazioni cinefile (il De Niro show, la proiezione di Chaplin) restano gratuite e l'ambientazione in una "Goddamn City" vintage (la sporca e pericolosa New York degli anni '80) sembra servire solo a far fumare il protagonista. Fuffa, ancorché deluxe.
MEMORABILE: Le belle scene in metropolitana, con il primo omicidio che sembra citare il primo Giustiziere della notte a ruoli sociali invertiti.

Il ferrini 3/10/19 15:29 - 1685 commenti

I gusti di Il ferrini

Phoenix incarna una versione del Joker avulsa non solo dalle sue precedenti rappresentazioni ma anche dal concetto stesso di cinecomic. Phillips si ispira piuttosto a Scorsese, sia per la storia (molte le analogie con Re per una notte) che per l'estetica (Gotham city è la New York di Taxi driver). Un film di grande fascino, con sequenze che resteranno indelebili nell'iconografia del personaggio e una colonna sonora di rara efficacia. Circoscritto ma incisivo l'apporto di De Niro e soprattutto un gigantesco, memorabile, Joaquin Phoenix.

Puppigallo 5/10/19 00:47 - 4510 commenti

I gusti di Puppigallo

Quando il protagonista è tutto (un ottimo Phoenix), elevandosi al di sopra del copione, del perché, o del percome e di tutti i significati che si possono dare a un simile personaggio, che più che partorito, sembra vomitato dalla vita, ecco che la pellicola assume una sua unicità, un’impronta destinata a rimanere nella memoria anche dopo la visione. E nonostante il solito giochetto della realtà, o dell’immaginazione di una mente deviata, che si intrecciano, rischiando di suscitare un certo fastidio, il risultato resta comunque notevole, dando al Joker una nuova, convincente genesi.
MEMORABILE: "Quando da piccolo dicevo che da grande volevo far ridere la gente, tutti ridevano di me... Ora però non ride più nessuno"; La visita dei colleghi.

Xamini 4/10/19 11:37 - 1012 commenti

I gusti di Xamini

Le grandi interpretazioni si riconoscono subito. Dalla prima inquadratura sugli occhi di Phoenix, davanti alla psicologa, si intuisce la portata del suo lavoro, che non è solo di rappresentazione: cesellando il suo fisico sino quasi al rachitismo, esaltandone la deformità e offrendosi inizialmente fragile allo schermo con il suo incedere claudicante, costruisce la disperazione, la spietatezza e la follia del personaggio di Joker. I confini tra lo stesso e l'attore si fanno difficili da distinguere. Un one man show, quindi; un racconto drammatico e intimo e niente affatto comic.
MEMORABILE: La risata, che è per metà un grido di dolore; la danza, in particolare sulla scalinata; in studio.

Rikycroc77 5/10/19 23:59 - 53 commenti

I gusti di Rikycroc77

Phillips reinterpreta il personaggio del Joker realizzando un’opera tragica, cruda e realistica, un’analisi della nostra società e di come questa, attraverso la violenza e la mancanza di empatia, generi individui la cui follia è solo il prodotto di un sistema in cui le classi più agiate vengono privilegiate a discapito dei meno fortunati. Un film profondamente umano, coinvolgente e attuale, che scava nella psicologia di questo straordinario personaggio. Phoenix in stato di grazia, musiche struggenti, fotografia e regia stellari. Un capolavoro!
MEMORABILE: La risata-pianto; La danza e la trasformazione di Joker; La verità sulla relazione di Arthur; “Toc Toc”; Allo show di Murray; La rivolta finale.

Digital 5/10/19 12:28 - 1120 commenti

I gusti di Digital

Dimenticatevi le baracconate tipiche dei cinecomic, qui siamo dinanzi a un film di incommensurabile bellezza. Merito soprattutto di un mastodontico Joaquin Phoenix, capace di rendere al meglio nel ruolo di Joker e di una regia praticamente perfetta, dove niente è fuori posto e dove tutto concorre a rendere questa pellicola una perla di rara luminescenza. Pregna di sequenze dal forte impatto visivo (indimenticabile la sequenza dell’inseguimento nella metropolitana), il film di Phillips si può già definire un classico moderno. Capolavoro.

Ilbaso 5/10/19 19:25 - 2 commenti

I gusti di Ilbaso

Film molto interessante per lo sviluppo di un cinecomic. Phoenix è bravissimo (anche se leggermente sopra le righe rispetto alle precedenti interpretazioni del personaggio), la regia e il montaggio sono ambiziosi. Cosa manca allora? Una sceneggiatura forte che dia fisionomia al malessere del protagonista, soprattutto dal punto di vista sociale e una fotografia che doni un minimo di realismo alla vicenda. Se si voleva imitare Scorsese, il risultato è un fallimento totale. Resta comunque un film da vedere, nonostante il messaggio ambiguo che manda.
MEMORABILE: La fisicità e le danze di Phoenix.

Mtine 6/10/19 11:08 - 224 commenti

I gusti di Mtine

Fa piacere quando al cinema si cerca di declinare un genere popolare in una versione più autoriale. Ma è proprio quest'ultimo termine che, in questo caso, fa storcere la bocca: Joker è sì un film più riflessivo per la media del genere, ma è davvero così geniale l'idea alla base di un reietto con problemi psichiatrici, la cui follia viene scatenata da una società più malata di lui? La trama procede su binari prevedibili, il film si mantiene su livelli buoni senza però avere picchi rilevanti, se non quello della performance di Phoenix.
MEMORABILE: La danza e le risposte spiazzanti di Phoenix.

Nancy 6/10/19 17:42 - 774 commenti

I gusti di Nancy

Il film è impeccabile: l'ambientazione anni 70 di una Gotham-Brooklyn che ricorda Taxi driver, regia e montaggio ponderati in un incedere lento ma mai fiacco; e ultima - ma non per importanza - la recitazione del mattatore-Phoenix, che rende qui la migliore versione possibile dell'antieroe contemporaneo per antonomasia. Già aiutato dalle sfaccettature date al personaggio molto bene in fase di sceneggiatura, l'attore qui si cuce addosso la pelle del folle in un lavoro egregio di immedesimazione che da solo rende tutto il film. Lontanissimo il filone "cinecomic". Notevole.
MEMORABILE: La risata del joker; La scena in televisione; La scena sulla scalinata.

Myvincent 8/10/19 09:22 - 2553 commenti

I gusti di Myvincent

Quando il gioco si fa duro, c'è sempre un Joker a intervenire col suo riso sardonico... Dimenticate horror stile It, qui la politica del ricatto/riscatto sociale si inscrive in una sceneggiatura pregiata, in cui gli eroi hanno le fattezze di un jolly (la matta) che, come in una partita a carte, è l'elemento inaspettato e la variabile impazzita. Onore a Joaquin Phoenix, uomo-ratto, interprete che incanta senza mai oltrepassare "le righe", nemmeno per un secondo. Capolavoro che stringe allo stomaco.

Fabbiu 6/10/19 22:44 - 1933 commenti

I gusti di Fabbiu

Todd Phillips racconta in modo diverso Joker; non si tratta "solo" dell'efficace patina di realismo e credibilità applicata su personaggi ispirati a racconti fumettistici, quanto un racconto che potrebbe essere visto e apprezzato anche da chi, per assurdo, ignori chi siano Joker o Batman. La trama narra l'ascesa verso la follia interpretata dal bravo Joaquin Phoenix quasi interamente senza spalle (De Niro e Zazie Beetz non sono veri e propri comprimari) optando anche per una struttura particolare nel rappresentare le origini, di un "cattivo".

Belfagor 7/10/19 00:12 - 2623 commenti

I gusti di Belfagor

Con un protagonista straordinario e una critica sociale inaspettatamente forte, il film di Phillips spazza via l'ipocrita consolazione offerta da Nolan: Joker non è un male alieno e disumano, bensì il volto dell'anarchia nata dalla disperazione. Gotham City non è mai stata così desolante, con un degrado esteriore che si riflette (ma non si esaurisce) nell'instabilità mentale come in un novello Taxi driver. Se Phoenix è giustamente il perno del film, il resto del cast non è da meno, dalla Conroy madre folle a De Niro tornato alla vecchia gloria.
MEMORABILE: Le risate patologiche; Il ballo nel bagno; "Ora però non ride più nessuno"; Le scale in salita e in discesa; Il chiavistello.

Bubobubo 9/10/19 17:05 - 1199 commenti

I gusti di Bubobubo

Pagliaccio triste che fa ridere con la sua presenza ma non con i suoi lazzi, umiliato e offeso da chiunque abbia potere di farlo, ultima e finanche inconsapevole voce della coscienza di classe in una Gotham City che si erge a ultimo baluardo di un anarcocapitalismo disumanizzato. Radicalmente politico, nichilista nelle premesse e nelle conclusioni (nonostante un finale che, tra allusioni cronenberghiane e illusioni collettive, si trascina un po' per le lunghe), è un Joker di Phoenix ben più e ben prima che di Phillips. Duro, maestoso.

Cotola 10/10/19 14:23 - 7529 commenti

I gusti di Cotola

Notevole film che è quanto di più lontano ci possa essere dal solito cinecomic. Qui siamo in pieno dramma umano e psicologico e sebbene non si segnalino grandi novità sotto nessun ambito, va detto che il film è molto bello e pienamente riuscito. Il clima cupo e di crescente insoddisfazione e violenza è reso in modo assolutamente credibile, così come lo è il ritratto psicologico di Arthur e la nascita del personaggio di Joker. La prova di Phoenix è un qualcosa di inimmaginabile: mostruosa. E finalmente anche De Niro torna a recitare. Forse anche più di notevole. Sicuramente da non perdere.

Ginestra 14/10/19 14:11 - 50 commenti

I gusti di Ginestra

Un film disturbante. Si ha l'impressione che il regista si sia assentato dall'inizio alla fine e che l'attore abbia improvvisato ispirandosi a ogni forma di orrore e di depravazione umana possibile. I cliché sono innumerevoli e non poteva essere diversamente, in assenza di sceneggiatura. C'è un po' di Scream, un po' (tanto) di It e un pizzico di Un giorno di ordinaria follia. Il tutto ben agitato e condito con (abbondante) dose di Psyco, con mamma più viva che morta, tanto per aggiungere disturbante a disturbato. Ipervalutato a torto.

Smoker85 13/10/19 11:39 - 390 commenti

I gusti di Smoker85

Pellicola dedicata interamente a uno dei villan dei comics tra i più celebri e idolatrati dal pubblico, che può contare su una prova di alto spessore offerta da Phoenix. L'attore offre un'immagine cupa e inquietante del Joker, volta quasi a creare empatia nello spettatore. Apprezzabile anche l'interpretazione di De Niro. Il soggetto forse ha creato eccessive esagerazioni sulle valutazioni del film, che è indubbiamente di buona fattura, con un protagonista eccellente. Ma i capolavori sono un'altra cosa.

Redeyes 14/10/19 07:56 - 2144 commenti

I gusti di Redeyes

Un Phoenix immenso fa risorgere il Joker del fu Ledger donandoci una nuova prospettiva. Arthur Fleck si fa amare fin dalle prime scene: la sua tenerezza e vulnerabilità creano la giusta empatia per stare dalla sua parte anche quando tutto sembra crollare. Certo i colori di Gotham, le continue vessazioni ci ricordano il tassista Travis, ma questo debito non inficia il giudizio finale. Sembra aprirsi una nuova lettura dei cinecomics.
MEMORABILE: La risata di Fleck.

Didda23 15/10/19 10:32 - 2287 commenti

I gusti di Didda23

Sono davvero troppo "inquietanti" le somiglianze con Re per una notte di Scorsese (la presenza di De Niro trasforma, di conseguenza, il plagio in omaggio) per esaltarsi per un'opera di discreta qualità. La prima parte vuole creare un humus eccessivamente drammatico senza averne la capacità, mentre quando le follie del Joker prendono il sopravvento la pellicola si eleva dal torpore. Sembra quasi superfluo spendere parole di elogio per Phoenix, attore sublime e dotato di un'autenticità che riempie il cuore. Routinaria la regia di Todd Phillips.
MEMORABILE: Il furto del cartello pubblicitario e il pestaggio; In metropolitana; L'ospitata televisiva.

Josephtura 15/10/19 12:52 - 150 commenti

I gusti di Josephtura

Pietra miliare: con Joaquin Phoenix finisce, in un certo modo, l’evoluzione di Joker: da fumetto a personaggio reale, così reale che è quasi un peccato che la vicenda sia ambientata a Gotham City. Il Joker di questo film non è interessato alla politica, ma fa politica; allo stesso modo il film sembra un’allegoria delle nevrosi di di questo mondo. Persone (popoli?) traviati, genitori che mentono e illudono; mancanza di empatia nel mondo, violenza gratuita e chi dovrebbe risolvere questi problemi (Thomas Wayne) parla per luoghi comuni e sentito dire.
MEMORABILE: Tutta la colonna e gli effetti sonori; Magnifico il passaggio in cui inizia "White Room" dei Cream, che forse meritava i sottotitoli in italiano.

Matalo! 17/10/19 16:39 - 1368 commenti

I gusti di Matalo!

Joker porta a casa il risultato ma non è un "capolavoro"; è piuttosto una a tratti intelligente a tratti furba misticanza di altri film che lo precedono. In particolare Re per una notte e Taxi driver. Del primo è quasi una paradossale rilettura. Indubbiamente divino Phoenix nato per questo film che nel finale raggiunge lo zenith. Che il film abbia delle ricadute sociali non deve far dimenticare che è un cinecomic (quasi). Obbligatoria la visione in lingua originale.
MEMORABILE: Il "ribaltamento" della figuraccia di Rupert nella scena dello standup; Il finale.

Gabigol 19/10/19 01:32 - 417 commenti

I gusti di Gabigol

Interpretazione della vita di Phoenix, artefice di un personaggio che della malattia psichica fa la sua peculiarità principale, sino a tramutarsi nell'involontario simbolo di una Gotham che ribolle d'anarchia e mal di vivere. Questo risulta l'aspetto più interessante di un eroe che non ha né lungimiranza né la consapevolezza necessaria a ricoprire i panni da villain. Purtroppo il film si perde nel soggetto monotematico nonché nell'abuso di espedienti triti (proiezioni mentali, discorso-spiegone, la folla mascherata) per dare profondità drammatica.
MEMORABILE: Il sorriso di Phoenix; Il ballo sui gradini; Il bigliettino passato alla donna in autobus; Joker e madre a vedere Wayne Senior in tv.

Von Leppe 20/10/19 12:48 - 1028 commenti

I gusti di Von Leppe

Joker è sicuramente il nemico di Batman più affascinante e di successo; in questo film, però, non è il super criminale imprendibile come da tradizione, è più che altro un malato di mente abbastanza realistico, che va agli appuntamenti dalla psichiatra e prende i farmaci. Il protagonista vive il suo disagio quotidiano per colpa di traumi subiti fin dall'infanzia e la realtà si mescola con il sogno e il delirio. Tutto sommato buono.

Magi94 21/10/19 00:06 - 679 commenti

I gusti di Magi94

Gioia e rabbia allo stesso tempo. Perché se nella prima metà scopriamo una magnífica rivisitazione moderna di Taxi driver, in cui il protagonista è alienato dall'ossessione della società per la "felicità", per il sentirsi dire che si deve sempre sorridere (molto attuale), nella seconda parte si scivola verso un finale prevedibile, che non ha più nulla da dire e anzi spreca tutto il potenziale raggiunto. Si capisce la necessità di ricollegarsi al personaggio, ma è comunque un gran peccato. In ogni caso grande regia che imita Scorsese.

Noodles 24/10/19 09:18 - 851 commenti

I gusti di Noodles

Uno dei film che forse ha spiegato meglio la pazzia. Per la sua atmosfera cupa, torbida, violenta e perversa. Per la perfezione della sceneggiatura, che ci mostra passo per passo il raggiungimento della follia del protagonista. E poi per il protagonista. Joaquin Phoenix ci fornisce quella che forse è la sua migliore prova attoriale di sempre. È soprattutto grazie a lui se il film ti incolla al seggiolino. E ti fa paura, molto più di tanti horror moderni. Spettacolare, a tratti disturbante.

Muttl19741 26/10/19 10:19 - 106 commenti

I gusti di Muttl19741

Non si può non continuare a pensare a un'interpretazione così intensa, mai forzata, sofferente, dominante su tutto e tutti. L'attore vomita tutto il suo profondo tormento e prende a schiaffi gli spettatori, rigurgitando dolore, impotenza e rabbia cieca. La fotografia avvolge, scuote e disorienta con la sua pienezza, aiutata da una metropoli sotterranea a luci lampeggianti. La regia è impeccabile, la musica sublime. Film perfetto, entra nella storia di prepotenza e fa male.

Lupus73 26/11/19 14:12 - 600 commenti

I gusti di Lupus73

Evento mediatico seguìto anche da chi di Batman sa ben poco. Scordatevi di Jack Napier/Joker il gangster sfigurato in un gigno perenne (o tornate a Nicholson in Batman); qui c'è un neuropatico emarginato (fa il clown e un giorno dà fuori di matto): è il pre-Joker di una delle varie versioni del fumetto, le cui gesta ispirarono il vero Joker (concetto nebuloso nel film). Sceneggiatura inutilmente dilatata in 2 ore, significato eversivo stereotipato, pretenziosità forzata che rinuncia alla genuina epicità del fumetto per un'opera fuori tonalità.

Maxx g 29/10/19 17:42 - 492 commenti

I gusti di Maxx g

Film inflazionato e caratterizzato dall'esagerato can can mediatico, Joker fa riflettere sulla condizione di un uomo fortemente disagiato, che cerca di farsi strada a spallate nella vita per sfondare nel mondo dello spettacolo. La trama ricorda inevitabilmente Re per una notte di Scorsese (come allora c'è De Niro nel cast) ma anche Bad boy bubby. Joker è un reietto, un disadattato, per colpe non sue. Non c'è pietà nello sguardo del regista ma constatazione dell'essere del povero Arthur. Da vedere se slegato al contesto-Batman.
MEMORABILE: L'omicidio in bus; Il balletto in cima alle scale.

Pinhead80 4/11/19 20:17 - 3951 commenti

I gusti di Pinhead80

La genesi del rivale più pericoloso di Batman è un film di una drammaticità unica che può racchiudere in sé una domanda epocale: la società genera mostri? L'interpretazione del protagonista è da Oscar anche perché riesce a tratteggiare il personaggio in modo completamente differente dal passato. Nonostante le tante scene di violenza il film presenta elementi poetici molto alti, fatti di silenzi, danze e piccole-grandi ossessioni che fanno da cornice a una follia che sembra essere più collettiva che personale. Da non perdere.

Bruce 11/11/19 10:51 - 1004 commenti

I gusti di Bruce

Niente supereroi e intrattenimento, questo è un film drammatico e attuale. I richiami evidenti sono a Taxi driver e a Tempi moderni. In una Gotham City mai così reale, tra miseria e degrado, il protagonista è un disturbato psichico in cura che vive con la madre. Quando perde il lavoro e i servizi sociali che lo seguono chiudono per mancanza di fondi, va fuori controllo ed esplode la violenza, molto ben mirata. Diviene l'eroe inconsapevole del popolo, pronto alla rivoluzione. Phoenix magnetico. Soundtrack strepitosa. Potente, poetico e sovversivo.
MEMORABILE: La prima danza nel bagno pubblico, dopo il triplice omicidio nella metropolitana, accompagnato dalla solenne musica di Hildur Guonadottir.

Daniela 14/11/19 08:40 - 9405 commenti

I gusti di Daniela

Dopo il pazzerello Nicholson ed il filosofo del male Ledger, ecco il Joker da infermità mentale di Phoenix, la cui stratosferica prova riesce a distolgere l'attenzione da una sceneggiatura che per buona parte del film accumula sul suo capo una tal massa di guai, ingiustizie e traumi da sfiorare l'effetto "disgraziometro". Per fortuna, questa ridondanza, comunque inframezzata da alcune belle sequenze, sfocia in un'ultima parte il cui il personaggio emerge nella sua anarchica grandezza, una macchia di colore prepotente che si staglia sullo sfondo del grigiore di una Gotham newyorkizzata.
MEMORABILE: Il gioco con il bimbo sull'autobus; Le sequenze in metropolitana; Il travestimento rosso/arancione e le mosse di danza sulla gradinata

Lou 17/11/19 17:47 - 960 commenti

I gusti di Lou

Joker è un reietto, vittima di disturbi neurologici, che diventa un giustiziere sotto la spinta di pulsioni violente che lo portano a diventare simbolo involontario di riscatto sociale. Potente metafora, benché non originalissima, della rivolta contro la sopraffazione di chi ha il potere e non si cura minimamente di chi vive in condizioni di precarietà e degrado. Tutto molto forzato e dipendente dalla straordinaria intensità drammatica di Phoenix.

Scarlett 23/11/19 23:57 - 307 commenti

I gusti di Scarlett

Sostanzialmente è una storia sulla quale ci sarebbe poco da dire; il vero merito di tanto successo è ben semplice attribuirlo al protagonista, un Phoenix in vero stato di grazia che succube del ruolo fa veramente del suo meglio per entrare nel mondo del Joker e forse rende più reale ciò che sarebbe unicamente un costrutto caricaturistico del grande pianeta di Gotham.

Ryo 23/11/19 01:33 - 2169 commenti

I gusti di Ryo

Capolavoro. Difficile trovare delle pecche in una pellicola così profonda, così triste e realisticamente malsana, con una regia così brillante, dinamica e che riesce a essere costantemente interessante, nonostante la macchina da presa segua sempre e solo Arthur. Personaggio profondissimo interpretato in maniera eccellente e impeccabile. L'unica questione è: se fosse stata la storia di un "tizio X" che diventa pazzo, il film avrebbe avuto lo stesso successo, senza cioè il richiamo del nome "Joker"? Non importa. È stupendo.
MEMORABILE: Il ballo nella scalinata; L'omicidio del collega; La verità (?) sulla madre; I cameo di Alfred e Bruce Wayne.

Victorvega 23/11/19 12:14 - 299 commenti

I gusti di Victorvega

Forse non un capolavoro, certamente un bel film, che non presenta una veloce successione di eventi ma un viaggio attorno a una mente deviata, rischiando proprio per questo la noia in certi frangenti. Il film decide di poggiarsi tutto sulle spalle dell'attore protagonista e Phoenix risponde con un'interpretazione fantastica, l'autentico tratto distintivo della pellicola. Il resto è tutto buonissimo mestiere. Valido anche l'apporto di De Niro.
MEMORABILE: La scalinata.

Gestarsh99 21/01/20 16:31 - 1323 commenti

I gusti di Gestarsh99

Ha sceso e salito milioni di scale Arthur Fleck, sputato sangue, ingoiato rospi, vomitato risa di dolore da quel maquillage intriso di solitudine e reiezione: ma è la vita, c'è un tempo per piangere e uno per gioire, e il secondo atto è infine arrivato. Come e meglio del protagonista, è l'opera in sé a interpretare Joker, quale coscienza sistemica che gioca e injoka col cinema di Scorsese, bernoccolandosi della fisicità ectomorfica di un Bickle da universo alternativo: un Phoenix trismegisto, più genuino e "neorealistico" di Nicholson, più sfaccettato e iperreale di Ledger. E Jared Leto, muto.
MEMORABILE: L'iconico e già leggendario balletto del Joker sulla scalinata del Bronx; La fulminea pistolettata sfonda-cranio in diretta tv; "You wouldn't get it".

Capannelle 2/01/20 20:35 - 3723 commenti

I gusti di Capannelle

Le prime sequenze ci fanno già capire come fotografia e attore protagonista risulteranno punte di diamante di un'opera che pare invece meno impressionante per il lungo accumularsi di angherie subite dal capo di Arthur (anche perché la direzione è nota) e qualche passaggio (l'epilogo nel Murray show) un po' artefatto. Regia comunque in palla, con ottima direzione del cast e alcune sequenze iconiche (la ballata) o "fisicamente disturbanti" (la risata isterica, la magrezza, il modo di correre).

Tonios 7/01/20 16:04 - 25 commenti

I gusti di Tonios

Non il solito polpettone tanto pubblicizzato e stracolmo di effetti scenici quanto un validissimo spin-off che strizza l’occhio a cult come Taxi driver e Il giustiziere della notte, interpretato da un istrionico Joaquin Phoenix che offre una delle sue migliori prove cinematografiche. La cupa ambientazione metropolitana di inizio anni Ottanta contribuisce a focalizzare l’attenzione sull’aspetto interiore dell’alienato protagonista.
MEMORABILE: Joker che colpisce a tradimento l’ex collega e lo finisce sbattendolo con la testa al muro.

Greymouser 12/01/20 22:11 - 1458 commenti

I gusti di Greymouser

Da sempre sottovalutato, Phoenix si dimostra quel grande attore che è, reggendo in pratica da solo il peso di un film che vive sì di se stesso (libero com'è dai lacci di ogni universo cinematico supereroico), ma che a volte si avvita anche su se stesso, vivendo molto di grande recitazione. Non ci si attenda il mondo e le gesta del noto villain antagonista di Batman che conosciamo (Bruce Wayne è ancora un bambino), se non negli accenni finali da prequel, ma piuttosto un inquietante viaggio nella mente allucinata del Joker, alle origini del male.

Galbo 2/02/20 09:39 - 11387 commenti

I gusti di Galbo

Efficace rappresentazione di un delirio paranoide e di un disturbo psicotico che il regista inserisce efficacemente in un contesto malato e degradato, che allontana il film da un semplice cinecomic. E' ovvio che l'interpretazione di Phoenix (eccellente in tutto e ottimamente doppiato da Giannini) faccia la differenza, ma il film è anche frutto della personalità del suo regista che emerge in sequenze potenti visivamente come quelle ambientate in metropolitana, sebbene alcune sequenze appaiano pleonastiche, specie nella prima parte.

Paulaster 4/02/20 09:50 - 2783 commenti

I gusti di Paulaster

Commediante disturbato avrà la sua vendetta. Niente di nuovo in una società invasa dai topi e senza fondi assistenziali nella quale anche la famiglia mente e i politici la devono pagare. Regìa che si affida troppo al già visto (Taxi driver, Re per una notte) e che si perde in una fotografia satura dai toni blu e in scene sempre rallentate. Quando si ravviva sa essere più coinvolgente e sorprendere. Phoenix è un emaciato di gran presenza. De Niro sembra sprecato anche per gli omaggi di cui sopra. Ultima scena inutile, la conclusione era già precedente.
MEMORABILE: Il balletto all'ospedale; I saltelli sulla scalinata; La rivolta sulla metro; L'ex collega graziato.

Jandileida 9/02/20 09:51 - 1253 commenti

I gusti di Jandileida

Genesi di uno dei più famosi cattivi della storia del cinema. Pur percorrendo sentieri già presi ormai qualche decennio fa da San Martino, Phillips fa l'unica cosa sensata ovvero costruisce il suo film attorno a un maiuscolo Phoenix, uno che quando c'è da camminare sulla borderline non è secondo a nessuno. Ne esce fuori un lavoro ben fatto, qua e là un po' ripetitivo ma che schiva la facile spettacolarizzazione e intraprende invece un viaggio, pur sempre hollywoodiano ma non del tutto plastificato, all'interno del disagio psicosociale.

Jdelarge 9/02/20 18:50 - 874 commenti

I gusti di Jdelarge

Grande film sorretto dalla straordinaria performance di Phoenix, il quale riesce a dare un vero senso di evoluzione al personaggio nel corso delle due ore. La regia è abilissima, attraverso sapienti primi piani, a immortalare il macabro connubio tra commedia e dramma stampato sul volto di Joker. La fotografia è bellissima e le musiche, composte fondamentalmente da angoscianti archi, contribuiscono a incupire l'atmosfera. Senza troppe parole, ma tramite un personaggio solo, il film riesce a offrire molteplici spunti di riflessione.

Decimamusa 19/03/20 15:52 - 84 commenti

I gusti di Decimamusa

Operazione alquanto intrigante: sorta di prequel della serie di Batman che, anziché essere veicolato attraverso l’ambiente fumettistico, si svolge come da manuale a Gotham City, proponendola però come una città realistica. Ne scaturisce un noir livido e inquietante, che gioca sull’ambiguità della maschera del clown. La psicopatia di Arthur Fleck, vanamente alla ricerca di un po’ di affetto e di gentilezza, tarda a esplodere ma, quando lo fa, è devastante e contagiosa. Solo il grande Joaquin Phoenix poteva interpretare al meglio questo personaggio.

Domino86 29/03/20 10:41 - 546 commenti

I gusti di Domino86

Non è mai facile mettersi nei panni di un personaggio già rappresentato al cinema ma qui Joaquin Phoenix lo fa in maniera magistrale. Evento mediatico al quale il grande pubblico risponde trovandosi di fronte un Joker che rappresenta la solitudine e l'emarginazione tipica del nostro tempo. Sentimenti che vengono portati all'estremo dando vita a scene forti e crude per le quali il pubblico si divide in due: gli anti Joker e chi ritiene che il protagonista sia solo un prodotto della società.

Pigro 6/04/20 09:56 - 7791 commenti

I gusti di Pigro

Non c’è solo l’evoluzione psicologica del maligno avversario di un supereroe (e già questo lo renderebbe eccellente grazie anche all’interpretazione superlativa di Phoenix). Il film è anche uno straordinario apologo del disagio individuale nella società contemporanea, dove le continue frustrazioni umane e professionali di un sogno americano spezzato e la sensazione dell’invisibilità dentro un sistema ipermediatico portano a sofferte viae crucis non verso la santificazione ma verso la creazione di mostri. Magnifico.

Modo 13/04/20 17:09 - 824 commenti

I gusti di Modo

Gran merito del successo va attribuito sicuramente alla straordinaria prova di Joaquin Phoenix. Un Joker psicotico, disagiato che non riesce a riscattarsi e piomberà lentamente all'inferno. Film anomalo nel mondo cinecomics ma di indubbio fascino e mai Gotham city è stata così realistica e simile alle nostre metropoli. Buono l'impatto visivo come la sceneggiatura, che ci guida passo dopo passo verso il gran finale. Ottima la spalla di De Niro e azzeccata la colonna sonora.

Mickes2 14/04/20 00:37 - 1668 commenti

I gusti di Mickes2

Todd Phillips sorprende tutti sfoderando un film non sul Joker personaggio ma sul Joker potenzialmente presente in ognuno di noi. Questa Gotham non è più incastonata in un futuro distopico e fumettoso ma è semplicemente la realtà. Riuscita critica sulla società odierna che porta alle estreme conseguenze le persone più incomprese ed emarginate e perciò derise, bullizzate. Un folle percorso verso la follìa, una resa (in)condizionata che punta dritto a un inevitabile punto di rottura. Peccato si peschi davvero troppo a piene mani da Scorsese.

Giùan 16/04/20 09:34 - 2992 commenti

I gusti di Giùan

Ordunque molte cose funzionano: il concept di costruire una mitopoiesi del "cattivo", l'immersione corpo e anima di Phoenix nel Joker (ma già qui siamo ai confini del territorio in cui l'overacting esaurisce la narrazione) e infine, per buona parte del film, la capacità di Philips di muoversi tra i poli del cinecomic e dell'autorialità citazionista. Di irrisoluto e imprudente invece l'abuso dei riferimenti (il meritorio uso che però si fa abuso del preveggente, amatissimo Re per una notte di Martin) e un finale programmaticamente ellittico-incendiario.
MEMORABILE: L'assassinio del "collega" interpretato da Glenn Fleshler e il contemporaneo "risparmiare" il nano (Leigh Jill): "Sei l'unico ch mi ha trattato bene".

Nicola81 2/08/20 22:17 - 1957 commenti

I gusti di Nicola81

Pur narrando le origini del più celebre nemico di Batman, il film non ha niente di fumettistico: Gotham City è una metropoli estremamente realistica nel suo degrado, il protagonista l'ennesimo psicotico traumatizzato da un'infanzia dolorosa, e c'è spazio anche per attaccare il cinismo di certa TV spettacolo. Forse leggermente sopravvalutato, ma uno spettacolo godibile che beneficia di una confezione ineccepibile, di alcune sequenze efficacemente violente e di una grande, anche se inevitabilmente sopra le righe, interpretazione di Phoenix (ma anche De Niro ha ritrovato smalto).
MEMORABILE: La scarsa simpatia del padre del futuro Batman; Gli interventi di De Niro; La triplice esecuzione in metropolitana; L'omicidio del collega.

Rocchiola 1/09/20 08:03 - 864 commenti

I gusti di Rocchiola

La genesi di uno dei grandi cattivi dell’universo supereroico in un’opera che coraggiosamente rifiuta i facili effettismi a favore di un realismo mai visto prima nel genere. Gotham City come la New York violenta dei primi anni 80 e la prova di Phoenix sono punti a favore, ma il film è fin troppo cupo per essere davvero coinvolgente e certe soluzioni sono poco credibili (come si può far entrare in uno studio televisivo uno sconosciuto armato e mandarlo in onda senza nessun controllo). Abbondano i riferimenti a Taxi driver e Re per una notte, ma Scorsese resta un modello inarrivabile.
MEMORABILE: L'iniziale furto del cartello e relativo inseguimento; Il triplo omicidio nella metropolitana; La danza sulla scalinata.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 3/10/19 12:06
    Scrivano - 10722 interventi
    Interessante disamina la tua, Ilferrini.
    Confesso che fino a qualche giorno fa pensavo che il film fosse l'ennesimo banale cinecomic.
    Poi ho visto il trailer (prima del film di Tarantino) e devo dire che mi ha stupito perché mi è sembrato qualcosa di completamente diverso da quello che pensavo. Onestamente non so se andrò a vederlo al cinema, ma quanto hai scritto m'incuriosisce viepiù, e non escludo che prima o poi veda anche questa pellicola (per la quale, come detto, prima non nutrivo nessun interesse)
  • Discussione Xamini • 4/10/19 10:52
    Call center Davinotti - 169 interventi
    Phoenix, che non scopriamo certo ora, qui si è davvero superato. Ho letto da qualche parte che durante le riprese è capitato che interrompesse la scena lasciando tutti di stucco per andare a fare due passi e recuperare l'intensità (in proposito De Niro lo ha lodato). Beh, si vede.

    A proposito del paragone con l'altro mostro (Ledger), qui un paio di spunti non banali.
    Ultima modifica: 4/10/19 14:49 da Zender
  • Discussione Taxius • 16/10/19 12:59
    Portaborse - 168 interventi
    Ciao Ginestra, il tuo commento mi ha incuriosito e volevo chiederti quali sono gli elementi che ti hanno fatto pensare a It e Scream.
  • Discussione Digital • 16/10/19 21:03
    Segretario - 3036 interventi
    Per la prima volta in vita mia, ho visto due volte lo stesso film, ovviamente al cinema! :D
  • Discussione Raremirko • 19/11/19 23:46
    Addetto riparazione hardware - 3475 interventi
    Al di sopra di ogni elogio Phoenix, tranquillamente paragonabile agli altri attori che interpretarono il controverso personaggio; molta più attenzione agli aspetti sociali, colonna sonora opprimente e la carismatica presenza di De Niro.

    Tutto perfetto insomma; magari gli agganci col mondo DC non sono così decisi (a tratti è la sempriterna ed universale vicenda dell'outsider contro tutti a farla da padrone) ma il film è riuscitissimo e Phillips si riconferma artista a suo agio nei generi più diversi.

    Più di un rimando a Scorsese, sia ai capolavori, sia ai film minori.
  • Discussione Gestarsh99 • 23/01/20 22:39
    Scrivano - 14507 interventi
    Visto al cinema, ne rimasi affascinato, impressionato, sorprendendomi soprattutto dei continui riferimenti al cinema di Scorsese, a partire proprio dall'ovvio Taxi driver (il vestiario del protagonista; l'appuntamento romantico con tanto di passeggiata per strada e puntatina alla tavola calda; la campagna elettorale di Wayne sovrapponibile a quella del senatore Palantine; lui che mima il gesto della pistolettata sulla tempia; la presenza dello stesso De Niro; etc.)

    Rivisto poi a casa in lingua originale, l'ho gradito anche maggiormente, confermando in toto la valutazione entusiastica che ne avevo dato a caldo all'epoca dell'uscita in sala.

    A mente fredda, dico che si tratta di un'opera icastica destinata a lievitare ulteriormente col tempo; avrà una sua influenza fondamentale su qualunque autore vorrà in seguito cimentarsi nel tratteggio psicologico e nel dare spessore sociale ad altre figure dell'universo fumettistico in generale.
    Probabilmente diverrà una pietra di paragone impietosamente ingombrante, anche perché sarà impresa ardua riuscire a eguagliare la performance espressiva di Phoenix: chi verrà dopo di lui, qualsiasi cine-personaggio andrà questi a dettagliare psicologicamente e ambientalmente, faticherà non poco a reggere il confronto con un simile modello ideale tanto pop, materico e "neorealistico" al contempo.

    Quanto al mio giudizio in soldoni, gli ho dato 4 pallini poiché per i film recenti non vado mai oltre: i pallinaggi superiori al 4 li riservo a pellicole che hanno avuto modo di maturare col trascorrere degli anni, trovando quindi un proprio posto sicuro all'interno del panorama cinematografico complessivo; dipende molto anche dal relativo grado d'impatto e dal genere d'influsso sui modi espressivi di tutta la successiva cine-produzione, e questi elementi d'analisi possono emergere all'occhio solo dopo un certo periodo di anni, se non di decenni (per quella che è la mia esperienza da spettatore, l'arco temporale minimo è di 10/15 anni).

    Riassumendo in breve: so perfettamente che Joker supererà quel 4 nelle mie future ri-valutazioni.
  • Discussione Raremirko • 23/01/20 23:11
    Addetto riparazione hardware - 3475 interventi
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    Visto al cinema, ne rimasi affascinato, impressionato, sorprendendomi soprattutto dei continui riferimenti al cinema di Scorsese, a partire proprio dall'ovvio Taxi driver (il vestiario del protagonista; l'appuntamento romantico con tanto di passeggiata per strada e puntatina alla tavola calda; la campagna elettorale di Wayne sovrapponibile a quella del senatore Palantine; lui che mima il gesto della pistolettata sulla tempia; la presenza dello stesso De Niro; etc.)

    Rivisto poi a casa in lingua originale, l'ho gradito anche maggiormente, confermando in toto la valutazione entusiastica che ne avevo dato a caldo all'epoca dell'uscita in sala.

    A mente fredda, dico che si tratta di un'opera icastica destinata a lievitare ulteriormente col tempo; avrà una sua influenza fondamentale su qualunque autore vorrà in seguito cimentarsi nel tratteggio psicologico e nel dare spessore sociale ad altre figure dell'universo fumettistico in generale.
    Probabilmente diverrà una pietra di paragone impietosamente ingombrante, anche perché sarà impresa ardua riuscire a eguagliare la performance espressiva di Phoenix: chi verrà dopo di lui, qualsiasi cine-personaggio andrà questi a dettagliare psicologicamente e ambientalmente, faticherà non poco a reggere il confronto con un simile modello ideale tanto pop, materico e "neorealistico" al contempo.

    Quanto al mio giudizio in soldoni, gli ho dato 4 pallini poiché per i film recenti non vado mai oltre: i pallinaggi superiori al 4 li riservo a pellicole che hanno avuto modo di maturare col trascorrere degli anni, trovando quindi un proprio posto sicuro all'interno del panorama cinematografico complessivo; dipende molto anche dal relativo grado d'impatto e dal genere d'influsso sui modi espressivi di tutta la successiva cine-produzione, e questi elementi d'analisi possono emergere all'occhio solo dopo un certo periodo di anni, se non di decenni (per quella che è la mia esperienza da spettatore, l'arco temporale minimo è di 10/15 anni).

    Riassumendo in breve: so perfettamente che Joker supererà quel 4 nelle mie future ri-valutazioni.



    Non ti è sembrato però un tantinello estraneo al mondo di Batman, tanto che la storia poteva quasi stare in piedi di per sè, a prescindere dai collegamenti DC comics ecc.?
  • Discussione Gestarsh99 • 24/01/20 01:03
    Scrivano - 14507 interventi
    Raremirko ebbe a dire:

    Non ti è sembrato però un tantinello estraneo al mondo di Batman, tanto che la storia poteva quasi stare in piedi di per sè, a prescindere dai collegamenti DC comics ecc.?


    Volessimo ironicamente inquadrarlo nell'ottica commerciale dei comics-universe, dovremmo definire Joker un "re-reboot", dal momento che il reboot c'era già stato con la trilogia nolaniana (a meno di non considerare la precedente tetralogia firmata Burton-Schumacher un reboot a sua volta della bat-trashata del 1966).

    Dal mio canto spero vivamente che resti un film isolato e che non dia adito a un'ulteriore sfruttamento da catena di montaggio modello Marvel. Sarebbe un po' snaturante vedere Joker ridotto a mero capitolo pilota di una serie industriale in calando qualitativo. Dico in calando perché difficilmente eventuali opere successive a esso collegate potrebbero sostenerne il peso artistico e "sociologico". In più il film non sembra minimamente pensato o adatto per questi innesti exploitativi (sarebbe un po' come pensare a un Taxi driver 2, giusto per rendere l'idea).
    Certo, mai dire mai: magari il buon Phillips ci tira fuori un'altra genialata colossale imprevedibile capace di farci (anzi, di farmi) digerire con tutte le scarpe lo scoglio mentale della sequelizzazione.
  • Curiosità Cotola • 10/02/20 04:43
    Consigliere avanzato - 3629 interventi
    Oscar 2020 per la miglior colonna sonora.Oscar 2020 per il miglior attore protagonista a Joaquin Phoenix.
  • Homevideo Rocchiola • 1/09/20 08:09
    Call center Davinotti - 1134 interventi
    Ovviamente per un film odierno il bluray della Warner è praticamente perfetto. Video panoramico 1.85 pulito e dettagliato con colori equilibrati e caldi (per una volta un film attuale presenta una fotografia piuttosto colorita in controtendenza rispetto ai toni scuri e decolorati imposti dagli standard odierni). Audio italiano 5.1 perfettamente chiaro e mediamente potente con qualche leggerezza nei dialoghi.