Il giustiziere della notte

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Death wish
Anno: 1974
Genere: drammatico (colore)
Note: Il film è tratto dal romanzo omonimo di Brian Garfield del 1972.
Numero commenti presenti: 45
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 15/02/07 00:43 - 4783 commenti

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È indimenticabile Kersey che, nottetempo, per parchi e stazioni, va a caccia di chi gli dia la caccia. Bronson ha tre espressioni, ma tutte funzionano. Questo è, però, un film che, oltre che di Bronson, è di quel favoloso caratterista che era Vincent Gardenia, nel ruolo della vita: appare solo a metà film, ma nel secondo tempo domina incontrastato, affascinante. Mi ha sempre molto colpito che i suoi eccessi si perdonino facilmente. New York appare livida, il film appare grande.

Magnetti 23/03/07 09:46 - 1103 commenti

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"Death wish", il titolo originale (desiderio di morte), rende meglio l'idea del film. Atmosfere, musiche, personaggi e tutte le altre componenti del film sono un manifesto degli Anni Settanta metropolitani a stelle e strisce. È proprio in questo che sta l'attrazione del film. Poi la trama un po' sibillina: spesso ci si sente dibattuti se stare dalla parte del giustiziere (bravo Charles Bronson) o della polizia (Vincent Gardenia, altrettanto bravo). Il film, alla fine, ci conduce alla soluzione. Ottimo.

Deepred89 31/05/07 21:26 - 3310 commenti

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Non un capolavoro ma sicuramente un cult assoluto. Molto cupo e per l'epoca abbastanza violento, con una regia non perfetta ma sicuramente efficace. Indimenticabile Bronson, nel ruolo che da lì in poi lo caratterizzerà maggiormente; ottimo anche Gardenia. Da vedere.

Caesars 5/10/07 15:41 - 2765 commenti

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Film che ha fatto storia e creato un prolificissimo filone sia in USA che in Italia. Probabilmente il lavoro più riuscito di Michael Winner, regista di non troppe doti, che deve molto all'interpretazione di "faccia di pietra" Charles Bronson. All'epoca fu condannata la sua ideologia "fascistoide", ma la cosa appare trascurabile in quanto quello che conta è che la storia funziona bene (e poi certe prese di posizione appaiono sicuramente esagerate). Ovviamente non stiamo parlando di un capolavoro, ma il film merita la visione.

Lovejoy 9/12/07 23:31 - 1824 commenti

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Un film che ha fatto epoca. Da un romanzo di Brian Garfield, il produttore De Laurentiis e il regista Winner hanno tratto un thriller d'azione che, nella prima parte, si attiene quasi fedelmente al testo scritto per poi, nella seconda parte, debordare nella parte action, cosa per la quale è giustamente famoso. Indimenticabile la scena della scalinata del parco e grandissimo cast. Charles Bronson rimarrà per sempre associato al ruolo di Paul Kersey. Straordinario anche Gardenia, però.
MEMORABILE: Kersey che punta il dito mimando una pistola contro un giovane che ha appena scippato una donna sotto i suoi occhi.

Undying 11/12/07 21:17 - 3839 commenti

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Michael Winner conosce bene il meccanismo che sta alla base del cinema d'azione, in parte sconfinante nel poliziesco e la sua filmografia sta lì a dimostrarlo. Non solo utilizza il carismatico interprete (un Charles Bronson che incarna il perfetto esempio di lucido calcolatore) al servizio della legalità (una volta tanto "tarato" sul ruolo da Sollima, per il nostro simile Città violenta, 1970), ma rende la psicologia del "giustiziere" in maniera così pregnante da garantire al titolo notorietà per anni a venire e due seguiti (1982 e 1985).

Ciavazzaro 15/05/08 14:46 - 4766 commenti

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Primo capitolo di una saga diventata molto famosa. Charles Bronson incarna in modo perfetto il giustiziere che decide di farsi giustizia da solo vendicando l'omicidio della moglie. Ottimo anche il cast di contorno (Gardenia, la Lange), violenza (per l'epoca) inaudita ma funzionale. Da vedere.

Redeyes 15/05/08 15:10 - 2160 commenti

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Questo è decisamente uno di quei film che, pur non avendo una sceneggiatura eccellente né dialoghi da togliere il fiato, cattura ed affascina dal primo all'ultimo fotogramma. Più che la deriva fascistoide, cui accosto meglio Callaghan, credo si possa rileggere qui tutto il cinema americano, nonché il pensiero USAa: Vendetta. Si può poi disquisire sulla sensatezza della stessa, ma qui è cristallizzata all'ennesima potenza e nella migliore rappresentazione cinematografica. Bronson leggendario.

Hackett 19/05/08 11:54 - 1743 commenti

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Classico dei film di vendetta, la pellicola di Winner ha il suo miglior pregio nel non enfatizzare troppo la figura del giustiziere ma di farlo apparire nella sua disperazione e nella sua necessità di trovare vendetta per il suo dolore. Senza troppi moralismi il film è manifesto della necessità di giustizia delle persone che si sentono sole e non tutelate nella violenza dilagante delle città.

Galbo 18/05/08 10:31 - 11449 commenti

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Tra i primi e migliori esempi di un filone fortunatissimo (quello degli uomini comuni che si vendicano dei torti subiti) è stato (in parte giustamente) considerato a lungo un film reazionario. Si tratta però sopratutto un esempio di action molto ben realizzato (il montaggio ed alcune delle riprese più animate sono eccellenti), interpretato da un'attore (Bronson) che è diventato un tutt'uno col personaggio, tanto da essere oggi identificato quasi esclusivamente con questo.

Herrkinski 30/05/08 18:32 - 5290 commenti

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Tralasciando le solite discussioni sul presunto "fascistismo" della storia, questo classico della coppia Winner/Bronson è un eccellente thriller urbano, dai risvolti drammatici. Verosimile e ancora non esagerato come accadrà in alcuni dei sequel, il film è girato molto bene e presenta molte sequenze interessanti anche visivamente. Privo di americanismi inutili e di spettacolarizzazioni hollywoodiane, duro, lucido e concreto. Bronson diventerà una vera e propria icona (a ragione) grazie a questo ruolo. Da vedere!

Supercruel 22/09/08 05:52 - 498 commenti

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Pellicola culto che consegna Charles Bronson al mito. Oltre a funzionare come dramma urbano, grazie al buon ritmo e alle belle (ma asciuttissime e prive di grandeur) scene d'azione, è anche una riflessione sulla vendetta nient'affatto banale. Ottimo lo sviluppo del personaggio interpretato da Bronson, portatore di istanze quantomai attuali e sconttanti. Il film ha oltre trent'anni e li porta davvero benissimo. Consigliatissimo.

Matalo! 19/12/08 19:14 - 1368 commenti

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Film disonesto, che cerca di accendere i bassi istinti di vendetta, in un periodo in cui la delinquenza era dappertutto. Bronson fa l'architetto: un tavolo da disegno e due tubi per progetti ed è fatta. Ma ciò non impedisce di renderlo incredibile. Lo sguardo finale di Bronson la dice lunga sull'ambigiutà di una pellicola di modesta fattura. Mediocre colonna sonora del grande Hancock.

Patrick78 21/01/09 15:00 - 357 commenti

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Sinceramente non si capisce da dove arrivino le lodi per un film che, se paragonato a tanti epigoni, nati sia prima che dopo l'uscita del lavoro di Winner, risultano nettamente migliori. Di sicuro Bronson aumenta il livello del film e lo rende appetibile al grande pubblico, ma Winner non è mai stato un grande regista e qui lo conferma in pieno. Violenza contenuta, utilizzo a singhiozzo di un'icona come Bronson e troppa morale per un film in cui un uomo uccide per vendetta. New York vista di notte è un punto a favore della pellicola. Troppi sequel.

Capannelle 4/03/09 11:02 - 3742 commenti

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Il classico film che apre un filone di grande successo (spettacolarizzato ma inevitabilmente ripetitivo) ma che, preso in se stesso, non presenta meriti così importanti. L'ambientazione cupa e la crudezza delle scene di violenza sono funzionali alla creazione del personaggio del vendicatore (e giustamente non sfociano in toni melodrammatici) ma sono anche i limiti di una pellicola che non può approfondirsi più di tanto. Bravi comunque gli attori, specie Bronson e Gardenia.

Rambo90 17/01/10 02:22 - 6431 commenti

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Uno dei migliori film di questo genere, nonchè monumento alla bravura di Charles Bronson, attore troppo presto dimenticato. L'inizio è violentissimo e lascia lo spettatore sbigottito davanti all'impotenza di Paul Kersey (il protagonista) che trova la moglie morta e la figlia violentata. Ottima la suspense che si crea durante il film, ottimo Gardenia nel ruolo del poliziotto e finale ovviamente aperto ad un seguito (e ce ne furono ben quattro). Bellissimo.

Cangaceiro 10/02/10 12:42 - 982 commenti

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Film storicamente fondamentale perché di grande successo e copiatissimo in seguito, per lo più dal cinema di genere italiano. Reazionaria apologia della giustizia fai da te? Forse sì, ma non dimentichiamoci che si tratta "solo" di cinema, tra l'altro con tutti i crismi del caso: una vena malsano/drammatica molto forte, scene di violenza dure ma non pompate e un protagonista perfetto nel guadagnarsi la patente di icona. Di culto la comparsata di Goldblum. Buono il finale beffardo che lascia la porta aperta alla pletora di sequel a venire. Imprescindibile.
MEMORABILE: L'irruzione dei 3 delinquenti in casa Kersey; il funerale sotto la neve.

Homesick 10/02/10 14:01 - 5737 commenti

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Stupro ed omicidio – rappresentati con la dirompente crudezza di Kubrick – restano impuniti e il cittadino si ribella: questo l’elementare soggetto sui cui Winner erige un film di enorme successo, allestendo una New York notturna e degradata pre-I Guerrieri della notte e con tensione sempre spinta ai massimi livelli. Bronson è perfetto nella sua conversione da borghese sinistroide a ieratico giustiziere che stermina la delinquenza a colpi di Magnum 32; le mimiche di Gardenia plasmano un indimenticabile detective scaltro e pacioso. Finale beffardo, che ammicca ad una numerosa progenie di sequel.

Tomastich 25/05/10 11:05 - 1216 commenti

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Il desiderio di morte cova nella mente di Charles Bronson e di tanti suoi altri concittadini, vessati da una criminalità sempre più crescente. Le accuse di fascismo a questa pellicola vengono inizialmente diluite con una frase del tipo: "il tuo cuore sanguina sempre a sinistra" che in un certo qual modo vuole riequilibrare le tendenze politiche (??) del protagonista. Certe aggressioni se le andava a cercare... ma quando tirava fuori la sua bambina non ce n'era per nessuno.

Piero68 27/05/10 12:07 - 2781 commenti

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Soggetto politicamente scorretto che, come tutti i grandi temi della società civile, divide sempre a metà l'opinione pubblica. Uscito in un momento di grave acuirsi della micro-criminalità, il film va ben al di là delle reali finalità di un semplice lavoro cinematografico. Un suggerimento alla popolazione? Forse! Sta di fatto che doverlo giudicare solo con gli occhi del cinefilo risulta difficile visto che comunque il film rimane un cult nel suo genere. Bronson azzecatissimo per la parte del vendicatore. Un po' meno come architetto. Finale sibillino.

Manowar79 22/09/10 16:26 - 309 commenti

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Probabilmente tra i primi film a proporre il luogo ormai comune del protagonista che, subito un torto, intraprende la strada della vendetta personale. Quello che invece non mi spiego è il perché un film così freddo, distaccato e persino recitato non troppo bene abbia raggiunto un invidiabile status di cult-movie. La cosa più interessante è senz'altro la drammatica progressione del personaggio principale, che vede messi in discussione i propri ideali trovandosi costretto a cambiare radicalmente faccia. Politicamente super partes? Mica tanto!

Pinhead80 28/10/10 16:19 - 4004 commenti

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Paul Kersey, un rispettato ingegnere di New York, si vede distrutta la famiglia da un episodio di violenza ai danni della moglie e della figlia. La sua reazione sarà durissima... Ottimo film che non fa sconti di violenza e che non lascia spazio ai buoni sentimenti. La colonna sonora sottolinea i repentini cambi di stati d'animo di Bronson, che ci propone un'interpretazione perfetta accompaganta da un volto imperscrutabile e glaciale. Cult e primo di una lunga serie.
MEMORABILE: Il tentativo di rapina sulla metropolitana.

Il Dandi 27/03/11 17:47 - 1847 commenti

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Partenza grandiosa, con il quadretto idilliaco di Bronson e la moglie in vacanza che si scambiano effusioni sulla spiaggia: all'immagine di questa coppia bella, pulita e matura (che sembra uscita dall'opuscolo di un'agenzia di viaggi dell'epoca) si contrappone subito dopo l'insostenibile violenza metropolitana di una New York mai così sporca. Paradigma etico semplicistico ma sapiente: laddove molti additano superficialità (Kersey ci mette dieci minuti a trasformarsi da architetto liberal in assassino) ravviso il vero punto di forza del film.
MEMORABILE: "Dammi dei soldi". -"Vieni a prenderteli..."

Markvale 18/08/11 16:03 - 143 commenti

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La pellicola che portò alla ribalta del genere poliziesco il granitico e spietato Charles Bronson ai suoi tempi fece scalpore per la più che discutibile ideologia "giustizialista" sorretta dal mito Usa della Frontiera. A giudizio del sottoscritto risulta ripetitiva e monotona anche se non si può non riconoscere l'abilità registica nel ritrarre un'inquietante "Grande Mela" notturna brulicante ogni genere di vermi... Se ne ricorderà un certo Carpenter per Fuga da New York. Incredibilmente realistica la scena dello stupro.

Belfagor 12/09/11 18:24 - 2627 commenti

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L'architetto liberale Paul Kersey decide di prendere la giustizia nelle proprie mani dopo che moglie e figlia sono state aggredite in stile Arancia meccanica (in una sequenza particolarmente efferata). Il film presenta una natura schizofrenica: se da un lato è tratto da un libro che pone interessanti dilemmi sociologici, dall'altro ha subito un massiccio innesto di retorica reazionaria che ne ha limitato serietà e credibilità. Non si può negare, comunque, che Bronson sia adatto per il ruolo e renda la pellicola avvincente.

Markus 23/05/12 09:59 - 3330 commenti

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L’impulso della ritorsione è insito nell’uomo, soprattutto se portato all’accesso e da una città (New York) devastata da criminalità di vario tenore (in effetti, le cronache d’epoca riportano che NY stava avendo una preoccupante escalation delinquenziale). Una pellicola furba, che punta ai bassi istinti e su un pubblico di non molte pretese; per questo straordinariamente efficace nell'intento. Fondamentale la "maschera" di Bronson (che rimase però imprigionato nel personaggio).

Trivex 27/07/12 15:09 - 1507 commenti

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Sempre piacevole da rivedere, senza dubbio. Un antieroe per dire che il fine giustifica i mezzi, nell'America delle grandi contraddizioni. Le armi e la polizia indifesa, l'ordine ristabilito e il tifo per il giustiziere sono solo passi di un paese stretto dal passato "old wild west" e il presente borghese, attento agli eccessi (ma non a tutti). E lui spara con la piccola 32, dopo l'insopportabile. Forse è solo pazzo: chi non perderebbe la ragione, dopo l'insopportabile? L'equilibrio ritorna solo con la vendetta, a volte. Ben fatto, signor Winner. ***!
MEMORABILE: Il gesto finale con le mani (l'equilibrio non è tornato).

Nicola81 18/05/13 22:57 - 2004 commenti

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Malgrado le polemiche che lo accompagnarono, è meno violento e reazionario di quanto si pensi. L'aggressione subita da moglie e figlia è molto cruda, ma nel complesso le scene d'azione sono improntate al realismo e lo stesso Bronson non è ancora la fredda macchina per uccidere che vedremo nei troppi sequel, ma un uomo spinto alla vendetta dalla necessità di lenire un dolore insopportabile. Polizia impotente ma non inefficiente, come dimostra il personaggio di Gardenia. Bel finale e, sullo sfondo, un'inquietante New York notturna, magistralmente fotografata da Arthur Ornitz.

Giùan 6/12/14 15:19 - 3048 commenti

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A disturbare parecchio, anche e soprattutto perchè mina in gran parte l'impianto perturbante del film, è la pacchiana esplicitazione, tipicamente yankee, della morale reazionaria dell'assunto narrativo. Se Winner avesse continuato a limitarsi a far parlare Bronson e la sua imperturbabile metamorfosi in gelido ma fremente Giustiziere in preda alla death addicted, il risultato sarebbe stato più pertinente. Resta ciononostante (e al di là dei tonitruanti sequel più o meno apocrifi) un agghiacciante ritratto metropolitano, con una grande mela mai così bacata.
MEMORABILE: Il poliziotto interpretato da Vincent Gardenia.

Vito 15/11/16 03:35 - 665 commenti

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Grande film di Winner sulla metamorfosi dell'ingegner Paul Kersey, da pacifista e democratico a vigilante metropolitano assetato di vendetta. La regia secca e precisa, una New York lugubre da incubo e la bella colonna sonora di Hancock fanno il resto. Ottimo Bronson e indimenticabile Vincent Gardenia. Cult assoluto!

Pesten 25/02/18 09:57 - 646 commenti

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Film che spesso viene descritto come troppo scontato, contiene però dettagli di altissimo livello. A parte Bronson, che riesce a essere con quel suo volto l'uomo più pericoloso del mondo e al tempo stesso con quel suo sorriso tenero lo zio che tutti vorremmo avere, non si possono non considerare il grande lavoro nelle scene di violenza (quella iniziale è devastante), le riprese e le luci di una New York protagonista con il suo lato melmoso e degradante. Uno dei rari casi in cui la storia descritta si fonde perfettamente con il tutto.
MEMORABILE: La scena di violenza iniziale, degna dei più grandi maestri del genere.

Anthonyvm 6/04/18 21:45 - 2128 commenti

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Forse il più emblematico dei film che trattano di vigilanti e simili, un film "moralmente" discutibile ma indubbiamente ben pensato e diretto. Si può discutere finché si vuole sull'eticità dell'insieme, ma resta un'ottima fotografia dello squallore della piccola criminalità newyorkese e dei sentimenti dell'uomo medio nei confronti di essa e dell'inefficienza delle forze dell'ordine. Charles Bronson nel ruolo che gli darà fama imperitura è decisamente in parte e si fa notare anche un giovanissimo Jeff Goldblum nei panni dello stupratore. Buono!
MEMORABILE: L'inquadratura finale sul volto di Bronson.

Puppigallo 15/06/18 13:46 - 4525 commenti

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Pellicola asciutta, che ha poche idee, ma le sfrutta al massimo, avvalendosi del grugno di Bronson, ideale in un simile contesto. La sua trasformazione, causata da un grosso trauma familiare provocato da delinquenti senza scrupoli, è il punto di forza della vicenda. Certo, non ci mette molto a diventare un pluriomicida senza coscienza (solo un po' di iniziale nausea), con la scusa della feccia da eliminare. Ma cinematograficamente, la cosa indubbiamente funziona; e l'ambientazione fa il resto. Nel suo genere, riuscito.
MEMORABILE: Il fattaccio; La poltrona, che ha come gambe le corna di toro ed è ricoperta di pelle di mucca (più vaccaro di così); Attacco della donna con spillone

Lythops 16/06/18 15:27 - 975 commenti

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Un tuffo in un cinema ormai di altri tempi in cui, partendo da una storia banale, si riusciva a confezionare un prodotto interessante con caratteristi di ottimo livello e luoghi comuni solo in apparenza. Considerato a torto reazionario, ritratto delle aspettative della società di allora, con un Bronson perfetto che, purtroppo, resterà schiavo del suo persomaggio fino alla fine. Pietra miliare per il suo genere, calibrato e di effetto. Sicuramente un buon film.

Berto88fi 25/07/18 16:44 - 199 commenti

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Titolo ingrato. Calza perfettamente l'originale "Desiderio di morte", che spinge l'architetto Paul a cercare vendetta dopo l'omicidio della moglie e il feroce stupro della figlia trasformandosi in un cacciatore di criminali. Carente nel ritmo, ma buone le scene d'azione e complessivamente contenuta la violenza. Cult nel suo genere ma non un capolavoro, ebbe diversi sequel non all'altezza. Location newyorkesi settantiniane sempre d'effetto.

Alex75 7/08/18 13:55 - 687 commenti

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Capostipite di un filone dedicato alla “giustizia privata” come risposta all’impotenza delle forze dell’ordine. Spunto forse elementare, ma realizzazione notevole per la sua tesa essenzialità e per l’atmosfera pessimistica di angoscia metropolitana (enfatizzata dalle musiche di Hancock e dalla fotografia). Bronson, mite e glaciale nel ruolo chiave della sua carriera, trova il contraltare ideale nell’acuto Gardenia. Alcune tirate reazionarie non inficiano le riflessioni su giustizia e sicurezza.
MEMORABILE: L’irruzione dei balordi in casa Kersey; La trasferta a Tucson; Il calzino con le pile di monete; L’inquadratura finale.

Paulaster 29/10/18 17:38 - 2865 commenti

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In seguito alla morte della moglie per aggressione, il marito cercherà la compensazione. Inizio promettente in cui la violenza è esplicita (in linea con Arancia meccanica) e New York è descritta bene nel suo mondo sotterraneo allo sbando. Senza scavo psicologico, il desiderio di vendetta mantiene la tensione grazie alla contrapposizione con il ruolo di Gardenia. In sintesi la polizia non ci fa una gran figura e passa il messaggio del farsi giustizia da sé. Discrete musiche di Hancock. Esordio per Goldblum.
MEMORABILE: La violenza sulla figlia in casa; Il ghigno di Bronson alla fine; Il pubblico che applaude alla scena western.

Didda23 14/11/18 14:11 - 2297 commenti

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Un'opera seminale dalla potente carica che ha dato vita a un intero filone (il cittadino privato che si fa giustizia da sé) ancora oggi più che florido. I meriti della pellicola (oltre all'idea semplice ma geniale) si racchiudono essenzialmente nella facile presa che una tematica del genere può creare soprattutto a livello di "pancia". La regia di Winner è senza orpelli formali e bada molto al sodo rispecchiandosi osmoticamente con la prova di Bronson. Dialoghi secchi e concisi, con situazioni narrative molto basilari. Uno degli stupratori è un giovanissimo Goldblum.
MEMORABILE: Lo stupro; Il viaggio a Tucson alla scoperta di un'"altra" America; Il regalo; La prova di Gardenia.

Pessoa 24/01/19 00:53 - 1229 commenti

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Film dall'impatto mediatico devastante, la cui ideologia all'epoca fu oggetto di feroci critiche che il tempo ha trasformato in consensi sempre più larghi, segno della lungimiranza degli autori nell'anticipare certe derive sociali. La pellicola in sé è ben strutturata, con tempi filmici ottimamente distribuiti lungo il percorso iniziatico di Bronson verso il "desiderio di morte". Oltre all'efficace protagonista, si segnala un Gardenia che veste di ambiguità il suo poliziotto con grande mestiere. Più che buono il quadro d'insieme. Vale la pena.

Gestarsh99 15/07/19 17:17 - 1335 commenti

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Con un posto fisso nel sacrario delle icone cinematografiche, Kersey nient'altro è che la personificazione populistica e mortale dello spirito supereroico/antieroico emblematico dei comics più ambivalenti. E questa sua epifania, detonatrice di polemiche e diatribe, stigmatizzazioni e ostracismi, rappresenta in tutta la sua puntuta drammaticità la rivolta del cittadino comune, dell'uomo qualunque alle mani legate di una forza pubblica senza più forza esecutiva, alle ingiustizie di una giustizia quasi scarnìta a mera litòte di se stessa e la cui legge è infido sinonimo labirintico di impunità.
MEMORABILE: L'efferata violenza dei tre teppisti ai danni di moglie e figlia del protagonista; Bronson che mima con le dita una pistola sorridendo sornione...

Grottabuia 19/01/20 23:39 - 10 commenti

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Alcuni capelloni violentano la figlia e uccidono la moglie di Charles Bronson: le conseguenze sono facilmente immaginabili. Su questa trama elementare, ma anche sulla granitica interpretazione di Bronson e su una regia secca ed essenziale si erge questo gioiello, capostipite e ineguagliato colosso del genere revenge-movie-reazionario. Imprescindibile.
MEMORABILE: Charles Bronson in costume da bagno sulla spiaggia fa foto sexy alla moglie e le propone di fare sesso en plein air.

Keyser3 25/03/20 23:15 - 132 commenti

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Fra i revenge più noti di sempre, è un film la cui fama è probabilmente superiore ai propri meriti; resta comunque superiore a tutta la serie di epigoni che verranno in seguito e ha il merito di trattare un argomento che ancora oggi è d'attualità. Bronson è perfetto nelle vesti del mite ingegnere di simpatie progressiste che si trasforma nel vendicatore solitario, mentre al suo cospetto il resto del cast quasi scompare. Regia di Winner non sempre salda e con qualche caduta qua e là.
MEMORABILE: La cruda aggressione in casa Kersey.

Noodles 24/03/20 22:36 - 942 commenti

I gusti di Noodles

Film solo apparentemente semplice che in realtà porta in scena le numerose contraddizioni della società americana e il suo lato più violento in modo impeccabile. Location e fotografia da urlo ed è grazie a loro se l'atmosfera del film colpisce così. La storia non ha molti aspetti nuovi ma è veloce e avvincente. Non impeccabile la recitazione e anche il finale non convince appieno. Ha i suoi difetti ma nel complesso è una pellicola da vedere.

Siska80 29/05/20 16:47 - 838 commenti

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Si riconosce la matrice letteraria in questo film ben strutturato, con un ritmo alto, una trama solida, un protagonista perfetto e una buona dose di violenza che però non è fine a se stessa: stavolta, infatti, essa scatenerà una reazione altrettanto truce da parte di un tranquillo ingegnere al quale distruggono la famiglia in pochi minuti. Nasce così il mito di Paul Kersey, il vendicatore solitario che ha diviso in due l'opinione pubblica. L'errore è stato tuttavia creare una saga.
MEMORABILE: Carol finisce in una casa di cura a causa del trauma.

Jdelarge 20/10/20 19:34 - 886 commenti

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Un buon film interpretato da un Bronson perfetto per la parte. La lenta metamorfosi del protagonista colpisce perché, priva di rabbia, risulta carica di una fredda consapevolezza che da una nazione nata con la violenza (vedasi la sceneggiata western a cui si assiste nella prima parte) scaturisce necessariamente una società obbligata a farsi giustizia con le proprie mani. Ben fotografato. A tratti un po' troppo sbrigativo.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 25/04/13 00:55
    Pianificazione e progetti - 22100 interventi
    Ora che l'ho letto lo consiglio a chi ama il cinema del grande Michael Winner (e non solo).

    Il cinema di Michael Winner di Fabio Zanello e una piacevole lettura che si divora tutta d'un fiato, e grazie alle approfondite analisi degli autori sembra di rivivere i film.

    Apre con la biografia di Winner, poi il capitolo dedicato alla musica dei suoi film (si parla di Jimmy Page e di Tony Banks-tra gli altri-)

    Michele Raga si dedica ai primi film inglesi di Winner, con importanza rilevante del Free Cinema (Chiamate west 11: risponde un assassino)

    L'inizio di Winner nel cinema americano e aperto da Mario Molinari che analizza Io sono la legge (la parte un pò più noiosetta, forse dipesa dal fatto che non ho ancora visto il film)

    Da non perdere l'analisi su Chato scritta da Federico De Zigno, che farà felice pure gli amanti delle location.

    Domenico Monetti cura il capitolo dedicato a Professione Assassino (travolgente e zeppo di aneddoti e curiosità)

    Alessandro Baratti si occupa di Scorpio, descrivendo la passione di Winner di girare all'aperto e per le strade "Giro esclusivamente sul posto, mai in studio. La vita e vissuta nei luoghi reali e io filmo i luoghi reali", una delle tante affermazioni del maestro.

    Fabio Zanello si occupa de L'assassino di pietra, in un analisi a dir poco emozionante che comprende il cinema poliziesco americano dei 70.

    Straordinaria poi la parentesi dedicata ai 3 Giustizieri della notte, con chicche davvero appaganti (per esempio, non sapevo che inizialmente a dirigere il film fu chiamato Sidney Lumet, e che per il ruolo di Paul Kersey aveva in mente Jack Lemmon!)

    Fabio Zanello apre una piccola parentesi dedicata ai "revenge movie" e ai "rape and revenge" (anche nostrani). Niente che non si sappia già, ma sempre interessante.

    La regista de Le radici del male, Silvana Zancolò, si dedica a analizzare Marlowe Indaga e L'avventuriera perversa

    Mentre GianLuca Castoldi seziona i due capolavori winneriani per eccellenza Improvvisamente un uomo nella notte e Sentinel, con perizia certosina, mentre lapida La casa in Hell Street e Sporco Week End

    Chiude Marcello Gagliani Caputo che analizza Bocca da fuoco, bollato come il film meno winneriano di tutti

    A fine pagina la filmografia completa di Winner.

    Mancano i film minori (Won Ton Ton il cane che salvò Hollywood, Appuntamento con la morte o L'opera del seduttore), ma non se ne sente la mancanza.

    Libricino prezioso e consigliatissimo.

    PS: ATTENZIONE alle trame complete dei film, se alcuni non li avete visti c'è il rischio spoiler.
    Ultima modifica: 25/04/13 01:03 da Buiomega71
  • Discussione Didda23 • 25/04/13 01:18
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    Sempre prezioso, buio! Jack lemon sarebbe stata una scelta curiosa...
  • Homevideo M.shannon • 7/11/13 07:09
    Disoccupato - 312 interventi
    mi confermate che non esiste nessun Blu Ray, nemmeno import con audio italiano ?
  • Discussione Herrkinski • 26/06/16 21:28
    Vice capo scrivano - 2304 interventi
    In programma un remake ad opera di Eli Roth, con Bruce Willis al posto di Bronson...

    http://www.nocturno.it/eli-roth-rifa-il-giustiziere-della-notte/
  • Discussione Didda23 • 26/06/16 21:32
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    Staremo a vedere, senza pregiudizi
  • Discussione Buiomega71 • 26/06/16 21:36
    Pianificazione e progetti - 22100 interventi
    Anche se James Wan già ci aveva "provato"...Inutile dire che lo attendo febbrilmente (forse più per Roth che nemmeno per il remake in senso stretto, visto la marea di film sullo stesso argomento e remake non ufficiali)
    Ultima modifica: 26/06/16 21:37 da Buiomega71
  • Discussione Noncha17 • 10/11/17 18:24
    Magazziniere - 1073 interventi
    Remake

    Il primo trailer italiano > Bad Taste
  • Homevideo Rocchiola • 6/03/18 15:30
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Anche se la domanda è un po' datata, posso affermare con assoluta certezza che tuttora non esiste una versione in Bluray che abbia la traccia audio italiana.
    Il BD della Warner, l'unico disponibile sul mercato, mi pare sia uscito solo negli Usa con codifica Region Free (quindi visibile anche sui nostri lettori), ma con audio limitato all'inglese, spagnolo e francese.
    Pare che a breve debba uscire una nuova edizione anche in Region 2, ma non credo comunque che sia previsto l'audio italiano.
    Credo anzi che sul territorio italico arriverà prima il BD del Remake attualmente nelle sale.
    Ultima modifica: 6/03/18 15:31 da Rocchiola
  • Homevideo Noncha17 • 7/03/18 15:00
    Magazziniere - 1073 interventi
    Rocchiola ebbe a dire:
    Anche se la domanda è un po' datata, posso affermare con assoluta certezza che tuttora non esiste una versione in Bluray che abbia la traccia audio italiana.
    Il BD della Warner, l'unico disponibile sul mercato, mi pare sia uscito solo negli Usa con codifica Region Free (quindi visibile anche sui nostri lettori), ma con audio limitato all'inglese, spagnolo e francese.
    Pare che a breve debba uscire una nuova edizione anche in Region 2, ma non credo comunque che sia previsto l'audio italiano.
    Credo anzi che sul territorio italico arriverà prima il BD del Remake attualmente nelle sale.


    Di solito, i remake servono a rilanciare anche gli "originali". Quindi, è molto probabile (vedi Robocop, ad esempio) che, con la pubblicazione di quello nuovo, ne arriverà una bella fiammante di quello "vecchio".
  • Discussione B. Legnani • 29/06/18 21:20
    Consigliere - 13998 interventi
    https://www.youtube.com/watch?v=iBnjPLcj3Lc

    Il giornalista della televisione italiana, a 54'03", assomiglia un po' al vero giornalista RAI Carlo Mazzarella (che fu anche attore).

    https://le-citazioni.it/autori/carlo-mazzarella/
    Ultima modifica: 29/06/18 21:21 da B. Legnani