It (capitolo primo)

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: It
Anno: 2017
Genere: horror (colore)
Note: Nuovo adattamento del romanzo omonimo di Stephen King.
Numero commenti presenti: 41
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La netta suddivisione in due parti del romanzo fiume di King favorisce un lavoro che si presta alla puntata doppia, operazione perfetta per la miniserie di allora e per la serializzazione del cinema attuale che, tra sequel e remake, continua a riciclare se stesso moltiplicandosi appena può. Per il ritorno del pagliaccio assassino con i protagonisti maturi quarantenni ci sarà quindi da aspettare un paio d'anni, per il momento ci si contenti della fase uno, col gruppo di ragazzini "perdenti" alle prese coi loro incubi peggiori. O meglio, questo era lo spirito della celebrata opera di King, qui abbandonato in favore di apparizioni che favoriscano innanzitutto la...Leggi tutto messa in scena di effetti speciali tipicamente horror, poco interessati al riferirsi alle paure dei singoli personaggi. Colpa di una sceneggiatura che approfondisce i caratteri a tratti sommari, senza riuscire in alcun caso a renderli davvero "vivi" come il romanzo. Si ricorre all'aspetto, per differenziarli, meno ai dialoghi, non certo la parte migliore. Quella è appannaggio per l'appunto di effetti speciali e atmosfere, e semmai di un Pennywise che oggi come allora resta il vero elemento accentratore; e se Bill Skarsgård non può competere con l'estroso talento di Tim Curry, è comunque un clown di grande fascino, truccato al meglio, sadico e suadente al punto giusto, supportato da una CGI che ne esalta il proteiforme trasformismo e i movimenti inconsulti. Muschietti sfrutta bene l'ottimo lavoro fotografico di Chung-hoon Chung per creare efficaci ambientazioni orrorifiche (il Georgie che segue la barchetta di carta sotto la pioggia, l'incontro di questi col fratello nello scantinato, il lungo rendez-vous finale), mentre quando il terrore si manifesta alla luce del sole l'impatto non è certo lo stesso. In un cast sommariamente non troppo convincente emergono il tenero ciccione di Jeremy Ray Taylor e la splendida Beverly di Sophia Lillis, vera presenza catalizzante: due occhi altamente espressivi, profilo da bambola e un sorriso che scalda il cuore. Il look da "maschiaccio" con cui si presenterà per il tuffo nel fiume ne esalterà ancor più la solare bellezza. Anonimi nel disegno i soliti bulli che perseguitano i nostri e del tutto in ombra gli adulti, con la sola figura del sordido padre di Beverly (Bogaert) a guadagnarsi un minimo di spazio. Rispetto alla miniserie del 1990, oltre a un'inevitabile spostamento in avanti di trent'anni (dal 1957 si passa al 1988, ma la ricostruzione storica è debole) che permetterà di ambientare la seconda parte ai giorni nostri, si nota un impreziosimento visivo evidente dato dalla diversa destinazione del film (dalla TV si passa al cinema). Le qualità nelle riprese di Muschietti si individua nei bei campi lunghi, nelle eccellenti panoramiche e più in generale in una ricercatezza visiva superiore che dà risalto a effetti speciali creativamente notevoli capaci da soli di giustificare il remake. Restano dei dubbi relativi al valore reale dell'elefantiaco lavoro kinghiano, impoverito qui da una sceneggiatura superficiale, incapace di esplorare il vero senso d'orrore provato dai protagonisti, intercettato solo casualmente e reso palpabile ricorrendo ai facili stratagemmi degli horror d'oggi (apparizioni improvvise, musica e suoni “esplosivi”...).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/09/17 DAL BENEMERITO BABSJ81 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 29/10/17
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Galbo 24/03/18 06:29 - 11343 commenti

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Tanto attesa dagli estimatori di King, la versione cinematografica di uno dei libri più amati dello scrittore non delude le aspettative, pur non facendo gridare al miracolo. Il regista Muschietti, che sposta avanti nel tempo la storia rispetto alla pagina scritta, rappresenta bene la natura del romanzo, una brillante illustrazione delle ancestrali paure adolescenziali “indovinando” il cast (Pennywise è davvero convincente, così come il gruppo di ragazzi) e realizzando scene di grande impatto visivo con l’ausilio di un’ottima fotografia.

Anthonyvm 17/03/18 23:45 - 1786 commenti

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Tecnicamente molto ben fatto, bravi i giovani attori, ottima e non troppo pompata la ricostruzione degli eighties. Qualche sequenza mette i brividi e qualcun'altra è bella tosta (la morte di Georgie, il sottotesto incestuoso della famiglia Marsh). È un horror fatto bene, ma non va oltre questo. Non sempre è ben scritto e alcune sequenze sfiorano il ridicolo (la sassata in slow motion, Pennywise che balla). Complessivamente funziona, ma non è una spanna sopra la miniserie di Tommy Lee Wallace. Vediamo se il secondo capitolo lo arricchirà.
MEMORABILE: Georgie che si trascina sull'asfalto con un braccio strappato; L'esplosione di sangue nel bagno; I bambini che galleggiano.

Bergelmir 17/03/18 14:28 - 160 commenti

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C'è il bisogno di un idoneo adattamento dall'It di King, che fu riuscito in minima parte con la serie TV del 1990, ma questo film non mostra una ragion d'essere, se non quella di riproporre la stesso spettacolo con i mezzi tecnici di oggi. I principali difetti sono una generale superficialità, una mediocre direzione degli attori e una scrittura che non sfrutta l'ottimo soggetto di partenza. Interessante, ma rischiosa, la scelta di separare nettamente la storia ragazzini da quella degli adulti. Skarsgård abbastanza convincente come Pennywise.

Pinhead80 27/10/17 20:48 - 3891 commenti

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Proprio come Pennywise ogni ventisette anni fa capolino a Derry, ecco che nello stesso arco temporale arriva al cinema un altro adattamento di It. Il film è buono, anche se viene narrata solo la prima parte dell'intera vicenda (per intenderci quella in cui si ricordano le gesta del gruppo dei perdenti da bambini), che a onore del vero era stata convincente anche nell'opera di Tommy Lee Wallace. Gli effetti speciali sono ottimi e alcune parti del romanzo vengono affrontate con la giusta cattiveria.

Puppigallo 1/11/17 00:56 - 4498 commenti

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Come il suo predecessore, anche questa nuova-vecchia versione cinematografica non convince dal punto di vista della tensione. E non bastano effetti a raffica per raddrizzarla. Certo, se la storia è questa, più di tanto non si può fare. Ma un horror dovrebbe, come da termine, suscitare orrore; e magari far scorrere qualche brivido lungo la schiena. Niente di tutto questo. Il malefico clown non è male, anche se l'originale era più inquietante; e i ragazzini se la cavano dignitosamente. Ma una domanda si fa largo nella mente: ce n'era bisogno? Sì, se il salto qualitativo fosse stato lampante.
MEMORABILE: La scena in cui scompare il fratellino, efficace come nella prima trasposizione cinematografica; "Qui galleggiamo tutti".

Babsj81 11/09/17 06:33 - 16 commenti

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Doveva essere l'adattamento definitivo del capolavoro di Stephen King, quello che avrebbe fatto dimenticare la celebre miniserie con Tim Curry e invece... Una sarabanda di jump scare di bassa lega e troppa cgi di bruttezza imbarazzante. Poco o niente fedele al romanzo e con una marea di personaggi buttati nella mischia senza uno scopo né una direzione. C'è troppo Stranger things, troppo I Goonies ma poco o niente di quello che ha reso grande il romanzo di King. Per chi si accontenta, è una corsa di due ore sulle montagne russe.
MEMORABILE: La prima apparizione di Pennywise; Il lebbroso che insegue Eddie.

Herrkinski 22/09/17 05:03 - 5035 commenti

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I Duffer Bros s'erano offerti di dirigerlo; non stupisce quindi che le atmosfere alla fine ricordino da vicino Stranger things (da cui il film prende anche in prestito Wolfhard), sulla scia del recente revival ottantiano/kinghiano. Decisamente fedele al libro e ben trasposto su schermo, ha due unici limiti: ne rappresenta solo la prima parte e - anche per questo - sembra tanto il pilot di una serie Tv. Ben scelto comunque il cast e Skarsgård non fa rimpiangere Curry; qualche eccesso di CGI, ma il film scorre senza intoppi e si spera già nella seconda parte.

Deepred89 22/10/17 11:01 - 3269 commenti

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Tratto dalla prima parte di un classico di King, un horror iniziatico che trae linfa vitale dall'incalzante ritmo narrativo discendente dalla recente serialità televisiva, che permette un buon approfondimento dei personaggi e un tentativo - in parte riuscito - di lavorare a livello empatico su luoghi e ambientazioni. Come spesso accade, gli umani fanno molta più paura dei mostri, questi ultimi gestiti coi toni onirico-visionari di certi Nightmare (citati apertamente). Buono, ma i puerili jumpscare destano dubbi sulla serietà dell'operazione.

Fedeerra 26/09/17 23:31 - 404 commenti

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Le munizioni demoniache di It sembrano essersi congedate dal film di Andy Muschietti prima ancora di farne parte. Per estrema gentilezza si può dire di trovarsi davanti a immagini con certo fascino retró, ma la verità è che siamo solo di fronte agli eccessi di un computer. Didascalico, confuso e con 40 minuti di troppo. Dispiace quasi doverlo ammettere.

Smoker85 1/10/17 12:31 - 390 commenti

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Questo nuovo adattamento punta su un linguaggio più esplicito, con maggiori riferimenti alla sessualità che sta sbocciando nei protagonisti e su effetti speciali di miglior fattura. Il risultato è una pellicola onesta, che intrattiene, ma che non fa il salto di qualità che personalmente mi attendevo. I giovani protagonisti sono efficaci ma a mancare è proprio il pagliaccio, del quale si esalta solamente la sgradevolezza estetica nei momenti delle trasformazioni, ma risulta privo di spessore e carisma. Per il momento, Curry non si batte.
MEMORABILE: La scena del proiettore; La battaglia nella tana di It.

Pumpkh75 31/10/17 14:08 - 1299 commenti

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In tutto c’è oggettiva piacevolezza (Pennywise, gli scenari, le paure e gli jumpscares non sono male), in nulla c’è l’eccellenza: i palpiti sono sacrificati sull’altare delle odierne mode ed esigenze commerciali, manca quell’Amore che il lettore adolescente di allora prova ancora oggi con il cuore a mille. Beverly Marsch è come l’ho sempre sospirata, Finn Wolfhard è sbagliato perché non è Stranger things a esser copiato ma casomai il contrario. No a paragoni inutili, sebbene qualcosina rispetto al 1990 ci sia stato restituito. Brace d’Autunno.
MEMORABILE: I primi 5 minuti.

Redeyes 21/10/17 09:31 - 2130 commenti

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It seems It, but... Ricordi di un'estate terrificante per i nostri, a scorrazzare per una Derry efficacemente resa, a trasudare odori di pre-pubertà con l'incubo del pagliaccio ma non solo. In questo nuovo adattamento l'unico a deludere è Pennywise, che non scalfisce Curry e resta a galleggiare tra un funny Clown e un mostricciatolo dei tanti. Tutto ciò dovrebbe inficiare il giudizio e invece premio quest'atmosfera finalmente kinghiana e l'ottima prova dei moderni loser, seppur epigoni dei coevi strangerthingsbabies. Non terrifica ma stuzzica.

Gabigol 21/10/17 11:04 - 411 commenti

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Prendendo il film a sé, quindi senza fare paragoni con l'opera letteraria, si ravvisano una cura estetica certosina a livello di ambienti (Derry è notevole) nonché l'ottima gestione della CGI nell'amalgamarsi con la paura posticcia dei b-movies a cui il film chiaramente attinge; complimenti anche al cast di ragazzini e all'ottimo Skarsgard. Il film, ricordandoci del libro, paga purtroppo dazio con una poetica completamente assente, immolata sull'altare dei jumpscares (compromesso per coinvolgere anche i ragazzini abituati a un certo tipo di cinema).
MEMORABILE: Ben in biblioteca (ottima la stop motion); Il contorsionismo di It; Il proiettore; L'affiatamento generale del cast, forse il pregio maggiore.

Corinne 22/10/17 14:23 - 401 commenti

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Un film decisamente ben fatto, curato, esteticamente ineccepibile, che alterna momenti di estrema fedeltà al romanzo a inaspettate modifiche. Quello che gli manca è un'anima, lo spirito dell'originale, anche per via dello spostamento temporale dagli anni Cinquanta al 1989. E Skarsgard è un Pennywise spaventoso ma più convenzionale e anonimo di Curry.
MEMORABILE: La scena del sangue nel bagno; Le acrobazie di Pennywise; La battaglia finale.

Belfagor 22/10/17 16:20 - 2621 commenti

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Il ricorso eccessivo ai jump scare, lo spostamento temporale degli eventi (in nome dell'attuale revival degli anni '80) e una Derry poco pervasiva sono i tre principali ostacoli che incontra questo adattamento. Per il resto si tratta di una felice commistione di horror e film di formazione, con un cast giovanile molto affiatato, buon ritmo ed effetti speciali decisamente superiori rispetto alla miniserie del 1990. Skarsgård prende una strada diversa rispetto all'It di Curry, dando vita a un pagliaccio meno affabile e più animalesco.
MEMORABILE: Il prologo con la barchetta; Il bagno ricoperto di sangue e la successiva pulizia; It che esce dal frigorifero.

124c 23/10/17 16:27 - 2762 commenti

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C'era una volta un romanzo dell'orrore di Stephen King da cui è stata tratta una famosa miniserie dei primi anni '90; ora c'è questo film che ha spopolato in America. A differenza della mini, qui non si comincia dagli anni '50 ma si sposta l'inizio degli eventi alla fine degli '80, anche se il clown Pennywise di Bill Skarsgård è davvero inquietante e riuscito, come lo è il primo suo rapimento/omicidio. Quel che spiace è che la pellicola si prende i suoi tempi e pone le basi per il sequel con i personaggi principali diventati adulti.

Von Leppe 23/10/17 20:36 - 1018 commenti

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Adattamento dal romanzo di King, che aveva l'ottimo spunto (non sviluppato al meglio e pieno di divagazioni) di un gruppo di persone che si ritrovano a combattere contro un nemico soprannaturale già affrontato da bambini. Il film è tutto incentrato sulla parte infantile della storia. L'inizio non è male, ma andando avanti scade nel già visto, comprese le soluzioni spettacolari. Pennywise è ben realizzato e può competere con il suo predecessore, Tim Curry, grazie a effetti speciali odierni.
MEMORABILE: Il dipinto stile Modigliani che perseguita il ragazzino ebreo; Il ragazzino cicciottello che colleziona notizie su Derry.

Metuant 25/10/17 08:37 - 454 commenti

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Inquietante, disturbante, sanguinoso e a tratti indiavolato. Non era facile trasformare in film il monumentale libro di King; e Muschietti, sebbene qua e là si sia preso alcune libertà non sempre condivisibili, è riuscito a fare un buon lavoro. Il paragone con la miniserie del 1990 non serve visto il tono molto diverso delle due opere; anche questa tuttavia riesce a turbare uno spettatore nel giusto ordine di idee. Complessivamente di fattura più che buona.
MEMORABILE: La sequenza del proiettore; La battaglia finale nelle fogne.

Thedude94 24/10/17 17:30 - 539 commenti

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Adolescenza e paura sono i punti chiave di questa trasposizione, che Muschietti mette bene in scena esaltando la bravura dei ragazzini e quel po' di follia di Pennywise (un bravo Skarsgard). Un piccolo difetto è il montaggio iniziale un po' troppo scombussolato, che salta da una parte all'altra in maniera frettolosa, ma nelle fasi finali il film assume la sua identità e tutto sommato si mostra meritevole. Forse rimane un qualcosa che non arriva subito al pubblico di massa, mitologia del pagliaccio e genere horror a parte (nonostante gli incassi).

Rambo90 24/10/17 22:38 - 6317 commenti

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Ben diretto e dalla messa in scena riuscita, ma in parte deludente: oltre due ore per adattare la prima parte del romanzo di King senza poi restarne fedeli sono inspiegabili. Comunque gli effetti sono buoni e ogniqualvolta è in scena It il film funziona, mentre quando ci sono solo i ragazzini sembra troppo un derivato di Stranger things. Il nuovo Pennywise è buono e spaventa, discostandosi da Curry ma senza farlo rimpiangere. La sceneggiatura invece è debole, con qualche momento prevedibile e altri ripetitivi. Nel complesso vedibile.

Giapo 25/10/17 17:14 - 232 commenti

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Il secondo tentativo di trasposizione cinematografica del capolavoro kinghiano non è brutto come il primo, ma non riesce a rappresentarne la complessità delle tematiche. L'opprimente marciume celato dietro la quotidianità di Derry (oscuro e maleodorante come le fogne sotto la città) è poco accennato e per lo più caricaturato, riducendo la storia a una dozzinale avventura horror/fantasy adolescenziale. Il film si lascia vedere, ma se si è letto il romanzo è lecito aspettarsi di più.
MEMORABILE: Il dialogo con il clown nel tombino.

Taxius 28/10/17 18:47 - 1643 commenti

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Bello e allo stesso tempo deludente il nuovo It di Muschietti; forse le aspettative erano davvero troppo alte. Il regista colpisce nel segno nel creare un'aura magica in quel di Derry ma pecca nel voler piacere troppo al pubblico adolescente inserendo prevedibili jumpscare a discapito di un'atmosfera più cupa e malvagia: di conseguenza crea qualche salto ma fa poca paura. Skarsgard convince e non fa rimpiangere l'iconico Curry. Sicuramente più esplicito, violento e sanguinolento della serie TV con cui comunque non ha senso fare paragoni.
MEMORABILE: La danza infernale di It; La stanza dei pagliacci.

Hackett 28/10/17 11:52 - 1721 commenti

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Muschietti crea un efficace versione del mitico romanzo kingiano (per ora solo la prima parte) fruibile e godibile per il pubblico contemporaneo, dove richiami ormai immancabili agli anni '80 ed effetti dal ritmo sincopato regalano una narrazione veloce che purtroppo si lascia dietro l'approfondimento dei personaggi. Fedele a tratti al romanzo (come la serie del '90) si concentra sulla figura del clown e sulle sue svariate trasformazioni. Efficace ma non surclassa la vecchia versione, ne è solo un'interpretazione diversa.

Daniela 29/10/17 00:33 - 9218 commenti

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Seconda e migliore trasposizione del noto romanzi di King, saggiamente non tenta di condensarne tutta la mole ma si limita alla prima parte, quella più avvincente, lanciando nell'epilogo l'abbocco per il secondo capitolo. Il film si inserisce nel revival anni ottanta legato al successo di Stranger Things, da cui importa uno dei ragazzini protagonisti. Confezionato con cura e bene interpretato (nota di merito per Skarsgård ottimo Pennywise), soffre di una sceneggiatura un poco tentennante ma riesce ad impressionare con sequenze d'impatto, nonostante la CG risulti talvolta invadente.
MEMORABILE: La prima sequenza sotto la pioggia; La donna che esce dal quadro simil-Modigliani

Cotola 30/10/17 23:42 - 7458 commenti

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Da valutare senza pensare troppo al libro anche se è evidente che manca lo spessore ed approfondimento nella psicologia dei personaggi che lì c'era. Ma per il resto il film funziona abbastanza bene se non si pretende troppo. In particolare gli effetti speciali sono ottimi ed il ritmo è buono, nonostante una durata non certo breve (due ore e un quarto) come accade ormai alla maggioranza dei film contemporanei. Non mancano delle buone atmosfere (ottantiane e molto Stranger things) e dei bei momenti ed un po' tutti gli attori (specie i bambini) se la cavano molto bene. Evitabili i jump scare.
MEMORABILE: Georgie, la barchetta ed il primo incontro con It. I bambini che galleggiano nella tana di It.

Mco 31/10/17 15:10 - 2137 commenti

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E si torna a Derry... Sì, va bene, non c'è più il vecchio Pennywise ma anche questo nuovo si fa valere, mostrando una dentatura ferina di tutto rispetto, battute pregne di humour nerissimo e una vitalità dura da debellare. I giovincelli si battono per il loro paese, per i coetanei ma soprattutto per dimostrare quanto sia falsa l'etichetta di perdenti che si portano appresso. Pur essendo un film di paura (e paure) lo si ricorda per i valori dell'amicizia che emergono chiaramente dall'inizio alla fine. Buoni gli effetti speciali.
MEMORABILE: L'incipit con l'arto mozzato al povero Georgie; L'excipit nel sottosuolo.

Viccrowley 3/11/17 23:39 - 803 commenti

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Anche lasciando da parte il monumentale romanzo kinghiano, sono più le cose che non funzionano, in quest'opera che ha riportato all'horror il grande pubblico. La voglia/necessità di arruffianarsi i fan di quello Stranger things sulla bocca di tutti, ha portato l'interessante progetto di Cary Fukanaga (di True detective) a diventare qualcosa di estremamente edulcorato e quasi mai inquietante. Perso quasi del tutto l'orrore viscerale della pagina scritta, si punta sui soliti jump scare e su spaventi da grande pubblico. Ottima la prova del cast.
MEMORABILE: L'incipit con Georgie e la barchetta; Beverly alle prese con un letterale bagno di sangue.

Matalo! 6/11/17 00:14 - 1368 commenti

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Due film per il colosso cartaceo più celebre di King; e nonostante ciò si misura che un regista deve tradire uno scrittore, per dire qualcosa. King si lamentò di Kubrick e però questo film rivela che a essere pedanti si butta via lo spirito e si risulta sommari o infedeli nel modo peggiore. Troppi spaventi alla vecchia, troppo Reiner dei poveri, troppa approssimazione. Per cui ci si annoia o non ci si stupisce granché. Nel cast spicca Lillis, bellezza puberale irresistibile, specie di futura Amy Adams. Ormai le biciclette non incantano più.

Ginestra 6/11/17 12:03 - 50 commenti

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Il bambino corre dietro la barchetta che finisce dentro un tombino... poi l'orrore. Ma non fa paura perché il mostro ha fattezze troppo ben definit: gli si scioglie il trucco e a forza di guardare primi piani ci si accorge che è tutto finto. Il regista pare non aver mai visto un film d'orrore in vita sua, come dimostra il fatto che non sa creare la suspense e non sa terrorizzare nemmeno una volta. Peccato non avere sfruttato l'ambientazione anni 80, richiamata solo dal look della giovane attrice.
MEMORABILE: I pantaloncini corti e le scarpe della protagonista.

Fulcanelli 9/11/17 02:14 - 100 commenti

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Un ottimo esempio di film che ben rappresenta tutta la decadenza del cinema degli ultimi anni. Dell'It del romanzo c'è ben poco. Con la scusa di volerlo rinnovare è stato a tratti reinventato. Alcune trovate non sono neanche male, ma il vero problema è che manca la magia; è tutto tanto preciso quanto sciatto ,oltre che concettualmente mal interpretato. Gli attori non sono sempre i più azzeccati, alcune scene superflue, troppi nonsense, jumpscares a iosa... Vedibile, ma si tratta della solita trovata commerciale.

Rebis 12/11/17 16:10 - 2088 commenti

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Ci voleva un altro tradimento inqualificabile per restituirci It al cinema: Warner Bros. impone invece un regista malleabile e semina nel solco del revival ottantino patrocinato da Strager Things - che, ammettiamolo, ci ha regalato più di un palpito genuinamente kinghiano. Vincono i Perdenti in una coinvolgente definizione dei caratteri in cui spicca una Beverly abbacinante. A non convincere è la narrazione episodica (derivata dal romanzo) e l'idea di trasformare un'entità ancestrale in un nuovo Freddy Krueger. Efficace Skarskard. Se non è l'It che sognavamo, almeno è un horror soddisfacente.

Ryo 17/11/17 00:02 - 2169 commenti

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Marketing epocale per quella che doveva essere la trasposizione definitiva, l'horror del secolo, terrorizzare... Ma quello che si vede è giusto sufficiente a far pensare a un film ben fatto, strabordante di computer grafica e di jumpscare, ma che in quanto a psicologia lascia molto a desiderare. Certo, un ottimo horror/avventura, ma mi sembra ormai evidente che qualsiasi trasposizione di questo magnifico libro sia sempre mediocre, se ci si limita a trarne un film di poche ore.
MEMORABILE: Il cameo del vecchio IT; Il mostro a forma di quadro di Modigliani; La casa abbandonata.

Pesten 27/12/17 12:16 - 632 commenti

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Prodotto in linea con i gusti del momento. Anche qui storia dei personaggi solo accennata, in maniera ancora più minimale del consueto (si preferisce un approccio alla Stand by me). Collocarlo nel 1989 ovviamente è perfetto per il revival Anni 80 attuale e regala qualche chicca che i più apprezzeranno. Fotografia e riprese di qualità, così come le atmosfere. Curry è comunque imbattibile e non a caso qui It si vede poco e si vira su jumpscare di contorno (nuon uso della CGI). Vista la durata si poteva sicuramente approfondire la parte migliore del libro. Non male.
MEMORABILE: Location, scenografie e riprese di livello; Gli occhi della Lillis; Gli Anthrax.

Didda23 28/12/17 17:01 - 2282 commenti

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Come horror funziona pochissimo per la totale assenza di scene davvero angosciose, ma come avventura regala momenti degni di nota. Il buon Muschietti (già apprezzato in La madre) conferma il proprio talento visivo regalando inquadrature che lasciano il segno (il bagno pieno di sangue). Peccato che l'operazione non viva di luce propria e ricordi molto esprimenti recenti alla Stranger things. Per ovvi motivi empatici un'opera più adatta a un pubblico giovane. La direzione attoriale è di livello e Skarsgard è un eccellente Pennywise.
MEMORABILE: La barchetta; Il rapporto fra padre e figlia; L'incisione nella pancia.

Arlec 24/02/18 02:10 - 18 commenti

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Non all’altezza della vecchia versione televisiva. Gli attori che interpretano i bambini sono bravi, ma il clown non riesce proprio a fare paura… non so se dipenda dal volto o dal regista… Sicuramente quello di Tim Curry è diventato uno dei personaggi più celebri ed emblematici del cinema horror proprio per la sua capacità di rappresentare l’essenza del mostro e la sua ancestrale malvagità (senza neanche il bisogno di effetti speciali)… Però è tutta la pellicola a mancare di ispirazione e personalità.

Mutaforme 25/05/18 11:28 - 392 commenti

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Non avendo letto il libro posso solo valutare il film e le differenze con la vecchia trasposizione degli anni 90. Devo dire che quest'opera è confezionata in modo eccellente e riesce subito a portare lo spettatore negli incubi di Pennywise. La sceneggiatura è all'altezza di un titolo di buon livello e la regia non delude. Siamo tecnicamente anni luce avanti rispetto alla miniserie tv, tuttavia manca qualcosa in grado di lasciare il segno ed elevare l'opera al livello di capolavoro.

Fabbiu 4/08/18 14:17 - 1930 commenti

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Tralasciando la scelta italiana per la voce del bambino paffutello che proprio non si spiega, non è male questo adattamento in chiave anni 80 del romanzo di King (ambientato invece negli anni cinquanta), a parte lo stile di rievocazione degli anni 80 che sembra dettato più da fattori modaioli e di tendenza che non da altre esigenze. E' proprio la questione delle paure e degli incubi di ogni singolo personaggio che mi sembra più chiara rispetto alla prima trasposizione televisiva. Assolutamente non male le scene "scary" e la sontuosa fotografia.

Piero68 16/07/19 10:45 - 2754 commenti

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Dopo l'ottima prova con La madre, Muschietti scivola sulla classica buccia di banana non riuscendo a restituire, nemmeno per un attimo, le spaventose atmosfere che il film avrebbe dovuto proporre. Senza contare che la narrazione è un vero e proprio guazzabuglio che sembra ispirarsi più a Stand by me che a un film horror. In realtà il male e la sua cosiddetta banalità è rappresentato più nei contesti familiari e sociali che non nella figura del pagliaccio che, in questo caso, non ha nemmeno un suo reale perché. Male il montaggio e la CG.

Enzus79 4/09/19 21:07 - 1759 commenti

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Trasferire il romanzo (capolavoro degli anni '80 con più di mille pagine) di Stephen King al grande schermo non era certamente un gioco da ragazzi, visto anche il risultato della prima trasposizione di Tommy Lee Wallace del '90. Questo gli è nettamente superiore, al netto delle differenze (ahimé) dal romanzo: suspense allo stato puro, coinvolgente; la durata piuttosto lunga (due ore e passa) non si fa certo sentire. Ottima la regia.
MEMORABILE: L'uscita di It dallo schermo.

Modo 28/02/20 15:30 - 820 commenti

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Buona trasposizione cinematografica del capolavoro scritto da Stephen King. Apprezzabile l'amalgama che si crea tra i giovani protagonisti, assolutamente di rilievo. Come di rilievo è pure la fotografia, che rende perfettamente frizzante l'aria che si respirava negli anni '80. Effetti speciali riusciti e di buon calibro. Film godibile dove si percepisce la tensione a scapito di scene horror non particolarmente splatter.

Noodles 14/04/20 23:12 - 806 commenti

I gusti di Noodles

Questa nuova versione del libro di Stephen King vince sulla precedente per la sua maggiore fedeltà al testo e per la regia meno piatta. Il pagliaccio però era meglio nel 1990. Qui è un'accozzaglia di effetti speciali che lo rendono più simile a un gioco di computer che a un mostro inquietante. Buona invece come sempre la storia di amicizia del gruppo di ragazzi e il suo significato recondito. Non è male, anche tecnicamente. Ma c'era veramente bisogno di rifarlo, questo film?
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  • Discussione Zender • 30/10/17 07:28
    Consigliere - 43516 interventi
    In effetti hai ragione, almeno lo riusciamo a rintracciare con la ricerca, così.
  • Discussione Brainiac • 1/11/17 14:16
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    In molti commenti (qui come sulla stampa specializzata) leggo che questo IT sarebbe ispirato alla moda degli 80's rintuzzata da Stranger things e affini. A riguardo ho un paio di cose da dire. Primo: a mio modesto avviso il revival Anni Ottanta è già ammuffito da almeno un paio di lustri. Le colonne sonore imbevute di moog, le bmx e tutti gli ammennicoli di modernariato nel 2017 mi sembrano davvero fuori tempo massimo per raccogliere cosi tanto entusiasmo (ovviamente non mi riferisco ai vostri commenti che prendevano giustamente atto di una delle direzioni -in questo caso revivalistica- intraprese dal cinema moderno, quanto al tripudio di pollici alzati in ambito web). Non confondiamo poi il fatto che uno dei ragazzini di IT reciti proprio in ST perchè quella è una furbizia della produzione che mira ad accaparrarsi determinati target. Secondo: mi si chiude lo stomaco a sentire che un romanzo di "Stephenone" nella sua traduzione debba ispirarsi ad una serie netflix soprattutto se quest'ultima è una rimasticatura (per me odiosamente ruffiana... si era capito?) di Stand by me (King/ Reiner), Goonies, L'incendiaria (King/ Lester) e mille altri prodotti 80's che al buon King possono al massimo lustrare le scarpe. Non che questo Muschietti mi etusiasmi come regista, sia chiaro, ma penso che l'adattamento del racconto agli Anni Ottanta sia più una sua esigenza d'immedesimazione (è un classe '73) che non un omaggio a Stranger things. Puà sembrare un gioco di parole ma qui rischiamo di arrivare al paradosso: è Stranger things ad essere imbevuto di Stephen King e non il contrario!
    Ultima modifica: 1/11/17 14:26 da Brainiac
  • Discussione Herrkinski • 1/11/17 16:34
    Scrivano - 2291 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    In molti commenti (qui come sulla stampa specializzata) leggo che questo IT sarebbe ispirato alla moda degli 80's rintuzzata da Stranger things e affini. A riguardo ho un paio di cose da dire. Primo: a mio modesto avviso il revival Anni Ottanta è già ammuffito da almeno un paio di lustri. Le colonne sonore imbevute di moog, le bmx e tutti gli ammennicoli di modernariato nel 2017 mi sembrano davvero fuori tempo massimo per raccogliere cosi tanto entusiasmo (ovviamente non mi riferisco ai vostri commenti che prendevano giustamente atto di una delle direzioni -in questo caso revivalistica- intraprese dal cinema moderno, quanto al tripudio di pollici alzati in ambito web). Non confondiamo poi il fatto che uno dei ragazzini di IT reciti proprio in ST perchè quella è una furbizia della produzione che mira ad accaparrarsi determinati target. Secondo: mi si chiude lo stomaco a sentire che un romanzo di "Stephenone" nella sua traduzione debba ispirarsi ad una serie netflix soprattutto se quest'ultima è una rimasticatura (per me odiosamente ruffiana... si era capito?) di Stand by me (King/ Reiner), Goonies, L'incendiaria (King/ Lester) e mille altri prodotti 80's che al buon King possono al massimo lustrare le scarpe. Non che questo Muschietti mi etusiasmi come regista, sia chiaro, ma penso che l'adattamento del racconto agli Anni Ottanta sia più una sua esigenza d'immedesimazione (è un classe '73) che non un omaggio a Stranger things. Puà sembrare un gioco di parole ma qui rischiamo di arrivare al paradosso: è Stranger things ad essere imbevuto di Stephen King e non il contrario!
    D'accordo su tutta la linea e credo che dal mio commento si capisca, però è altresì vero che gli stessi Duffer Bothers si erano offerti di girarlo e al rifiuto della produzione si sono presi la rivincita girando Stranger things, che come tu dici è imbevuto di kingaggine in ogni spigolo. Penso che la volontà di avvicinarsi alla serie, visto il successo, alla fine abbia influito sul risultato, così come l'ovvia scelta commerciale di Wolfhard, che acuisce la sensazione. Sul revival ottantiano, è in atto da tempo (si pensi a Scream e similia) ma penso che per le generazioni di millenials (magari anche un po' hipster/fake nerd) sia una cosa affascinante, "nuova" e "hip" e quindi riscuota gran successo, tanto che negli ultimi 4-5 anni i film e le serie di chiara ispirazione e matrice '80s si stanno moltiplicando. D'altro canto per molti versi gli '80 sono stati un periodo fantastico in cui essere bambini e adolescenti quindi chi non li ha vissuti probabilmente li mitizza, mentre chi li ha vissuti li rivive comunque con una certa nostalgia, almeno a giudicare dal successo globale.
  • Discussione Daniela • 1/11/17 16:38
    Consigliere massimo - 5071 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    qui rischiamo di arrivare al paradosso: è Stranger things ad essere imbevuto di Stephen King e non il contrario!

    Hai certo ragione Brainiac: anche se non si rifà ad testo specifico, la serie è piena zeppa di suggestioni kinghiane, con IT in primo piano.

    Però è anche poco contestabile che proprio nel solco del successo internazionale della serie (che si sta rinnovando alla seconda stagione, di imminente uscita anche in Italia) si inserisce l'idea di proporre una nuova trasposizione del romanzo di King, dopo quella poco riuscita del 1990, tanto è vero che all'inizio i rumors indicavano come possibili registi proprio quelli di Stranger Things.
    Insomma, è un circolo in cui il testo di King serve da ispirazione ma viene a sua volta rilanciato.

    Quanto poi alla forma, le similitudini fra IT nuova versione e Strange Things non si limitano a alla presenza di Finn Wolfhard, ma sono anche di natura estetica, sia pure con le differenze legate al diverso target (le dosi di horror nella serie sono attenuate rispetto a quelle in IT) ma questo ovviamente è un parere personale opinabile.
  • Discussione Daniela • 1/11/17 16:40
    Consigliere massimo - 5071 interventi
    mi sono accorta di aver quasi replicato i contenuti del post di Herrkinski, mi scuso ma si è trattato di un plagio involontario, in quanto abbiamo scritto quasi in contemporanea, ma lui mi ha battuto sul tempo ;o)
  • Discussione Herrkinski • 1/11/17 16:41
    Scrivano - 2291 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    mi sono accorta di aver quasi replicato i contenuti del post di Herrkinski, mi scuso ma si è trattato di un plagio involontario, in quanto abbiamo scritto quasi in contemporanea, ma lui mi ha battuto sul tempo ;o)
    Haha no problem ;-)
  • Discussione Brainiac • 1/11/17 18:09
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Avete centrato la questione e vi ringrazio per le risposte: Daniela parla del "solco del successo internazionale" e ci siamo, ma credo che il progetto IT capitolo I sia nato parecchi anni prima del baillame ST, e che molto probabilmente la produzione non si sia lasciata scappare l'occasione di rosicchiare il nuovo target stimolato dal canale tematico (quindi andiamo di news sui Duffer in cabina di regia e via ancora di casting ad hoc). Ció che mi preme far notare (non a voi Davinottinians, sia chiaro, che avete il pelo orrorifico sullo stomaco ben più spesso del mio... bleah, che metafora!) è che stiamo sempre parlando di una traposizione di un romanzo di 1200 pagine di un tale signore del Maine, colui il quale queste atmosfere nostalgico-nerdistiche (insieme a Spielberg) ha creato, dato il biberon, coccolato e fatto crescere quando ancora essere Nerd non era cool come in Big bang theory o per l'appunto in ST. Stranger things è un frullato innocuo di tutto quanto quegli anni hanno prodotto, e al massimo ci si può agganciare al suo successo ma mai riprodurne le atmosfere (perchè secondo me le atmosfere di ST -semplicemente non sono le sue- ma il rimando ossequioso a qualcos'altro). Io non ci vedo la reinterpretazione che ad esempio un Tarantino da ai suoi riferimenti. E' il gruppo dei ragazzetti di Stranger ad essere una copia sbiadita dei Perdenti, insomma, e tra l'altro il noe-vintage Ottantesco è vivo e lotta con noi dai fake-trailer di Death proof, i moog come ost da Hobo with a shotgun e Cold in july. In conculsione in my humblissima opinion i Duffer bros si sono inventati davvero troppo poco per avere tutte queste coccarde e citazioni nelle recensioni dei derivati di King.
    Ultima modifica: 1/11/17 18:18 da Brainiac
  • Discussione Herrkinski • 2/11/17 03:15
    Scrivano - 2291 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    In conculsione in my humblissima opinion i Duffer bros si sono inventati davvero troppo poco per avere tutte queste coccarde e citazioni nelle recensioni dei derivati di King.
    Su questo non c'è dubbio, per Stranger Things (di cui comunque sto guardando or ora la seconda stagione) la sopravvalutazione è davvero esagerata, per quanto la serie sia gradevole, ma onde evitare di andare OT ne parlerò a breve nella discussione apposita.
  • Discussione Fabbiu • 4/08/18 13:48
    Segretario - 649 interventi
    Commento con molto ritardo le vostre considerazioni sul tema Stranger Things-It, avendo appena finito di vedere IT.
    Infatti, devo ammettere che anche io, proprio mentre lo vedevo, pensavo più volte: "Proprio come S.T." e non solo per un bambino (Richie) che oltre ad essere un attore di S.T. è praticamente identico anche nell'aspetto.
    Tali Analogie però le ho riscontrate, non tanto nella ricostruzione delle atmosfere anni 80, quanto in realtà, nella constatazione di questa tendenza prettamente HIPSTER e forzatissima di basarsi su elementi del tutto fuori luogo ed in ciò, sicuramente S.T. si prende il merito di aver fatto, se non altro, d'apri pista.
    Esempi per capirci.
    Le t-shirt di molti ragazzini del film, negli anni 80 probabilmente non sarebbero nemmeno esistite ma fanno parte di uno stile moderno e per nostalgici di omaggiare esteticamente gli anni 80.
    Altro esempio, i "Bulli".
    In un film degli anni 80, i bulli erano bulli; in IT i Bulli sono stereotipi dell'immaginario del bullo anni 80, anche nel modo di camminare odioso.
    In ultimo ho trovato decisamente ridicolo e patetico, l'utilizzo del pezzo dei The Cure, "six different ways" durante la scena della pulizia del bagno, che sembrava essere suggerita da una esigenza del tipo: "qui mettici una canzone degli anni 80", del tutto random, ancor più per il fatto che viene adoperata per una sequenza di tipo 8 secondi che a quel punto potevano mettere una musica qualsiasi, magari anche solo strumentale, piuttosto che fare i fighetti.
    Ultima modifica: 4/08/18 17:32 da Fabbiu
  • Discussione Redeyes • 10/07/19 11:34
    Contratto a progetto - 837 interventi
    It_ Capitolo secondo verrà distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 6 settembre 2019 ed in quelle italiane dal 5 settembre.