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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/08/07 DAL BENEMERITO G.GODARDI
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G.Godardi 21/08/07 18:08 - 950 commenti

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Ragazzo trentacinquenne minorato mentale viene tenuto segregato in casa dalla madre, la quale abusa di lui anche sessualmente. Quando il padre tornerà tra loro, il figlio li ucciderà entrambi in uno scatto di gelosia. Abbandonata l'abitazione, andrà alla scoperta della vita fino a diventare un cantante rock e farsi una famiglia. Eccentrico e a tratti disturbante, film che ebbe parecchie noie con la censura. Mescola molti generi e molti toni, una pellicola anomala e interessante, passata troppo in fretta nel dimenticatoio. Da riscoprire. Bravissimo Nik Hope.

Renato 23/09/08 12:49 - 1648 commenti

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Sicuramente un film bizzarro, anche se piuttosto sbilanciato tra una prima parte nerissima e claustrofobica ed il resto del film, più tradizionale come struttura. Il mix non è perfettamente riuscito, ma molte sequenze sono notevoli ed è impossibile non affezionarsi al personaggio di Bubby, anche (o forse soprattutto) perché è spesso sgradevole. Nell'edizione originale ci sono pure un paio di bestemmie, che col doppiaggio italiano sono state ovviamente ammorbidite. Il finale, che ha fatto discutere, mi è parso efficace.
MEMORABILE: Bubby che, a tavola coi cattolicissimi genitori di Angel, se ne esce con un bestemmione allucinante... da applausi.

Rebis 7/08/09 01:54 - 2336 commenti

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De Heer è incazzato con Dio, la mamma e il papà; De Heer, verrebbe da dire, è rock, e il suo Bubby, emancipatosi dall’Orrore Materno, assurge alla levatura di Star. Per la verità, il mondo che ha approntato per il suo avvento è troppo allestito, preparato ad accoglierne la diversità, prodigo d’occasioni e intriso di una violenza sempre finalizzata. Se si accetta questo scenario come una visione allegorico/filosofica e non come un limite, allora il film riserva spunti notevoli e bei momenti, per quanto, l’improbabilità del finale non riesca a diventare vera provocazione. Divino Nicholas Hope.

Pigro 7/04/10 09:42 - 9664 commenti

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Uccisi i genitori che lo tenevano rinchiuso, un ritardato diventa rockstar e si innamora. La prima mezzora è strepitosa. Ma poi, dalla folgorazione assoluta e disturbante della "caverna" iniziale si passa alla "normale" narrazione di un apologo in cui una sorta di novello Kaspar Hauser o Chance attraversa le nostre dinamiche sociali con ingenua e inconsapevole genialità. Peccato perché non solo le situazioni sono pretestuose o smaccatamente simboliche, ma anche perché cambia totalmente lo stile, in peggio. Comunque intrigante.

Daniela 7/08/10 09:59 - 12654 commenti

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Splendida la prima mezzora, con il minorato Bubby segregato, plagiato ed abusato da una madre/orchessa, poi, dopo il duplice omicidio, la storia prende un'altra strada, Bubby esce fuori a scoprire il mondo, novello Candido che, nonostante tutto, conserva sempre quella particolare innocenza derivante dalla totale assenza di ipocrisia. Percorso didascalico il suo, per questo alcuni snodi o incontri appaiono forzati, tuttavia la fine lieta non stona, confermandone il carattere di favola nera, bizzarra e tenera. Molto bravo il protagonista.
MEMORABILE: Il gatto nella valigia, la lezione di ateismo militante, il pranzo a casa dei genitori di lei

Luchi78 1/09/10 14:04 - 1521 commenti

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L'integrazione nella società moderna di un uomo mantenuto segregato dalla nascita è una sorta di campo di prova per la fantasia di uno sceneggiatore. Nel caso di Bad Boy Bubby la trovata è geniale: il protagonista assimila tutto ciò che impara dal lessico delle persone normali e lo usa nei modi più stravaganti. Inoltre la straordinaria interpretazione di Hope disegna un Bubby che riesce ad avere anche tratti di sconvolgente umanità. Davvero bello.

Nando 29/03/11 12:20 - 3814 commenti

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Un giovane disadattato uccide i turpi genitori e inizia la conoscenza del mondo. Tra bizzarri e pervertiti incontri riuscirà lentamente ad integrarsi. Un film sui rapporti con i propri simili resi difficili dalla mancanza di espressione. Alcune scene lasciano il segno ed evidenziano che la sublime pazzia è un ingrediente dell'esistenza.

Saintgifts 4/08/14 12:18 - 4098 commenti

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Rolf de Heer fa passare in rassegna un sacco di cose, dal suo bad boy di trentacinque anni mai cresciuto. Sperimentale, di certo, girato in ordine cronologico, alternando diversi fotografi nelle diverse situazioni per tentare di rendere più marcate le differenze nell'escalation di vita del protagonista. L'idea mi sembra pretestuosa, la critica diffusa su tutto senz'altro esagerata e spesso contraddittoria fino a un finale che tutto aggiusta, come dire: ok, abbiamo scherzato, ora torniamo con i piedi per terra e sorridiamo un po'.

Pinhead80 22/01/16 17:37 - 4757 commenti

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Un uomo viene tenuto segregato in casa dalla madre che ne abusa in ogni modo possibile e immaginabile. Nonostante questo riuscirà a crearsi una vita. Disturbante la parte iniziale per le numerose scene di violenza e originale per la sceneggiatura. Poi, a poco a poco, il film si sgonfia e ci si lascia trascinare dalla "follia" del protagonista, ma senza mai arrivare ai picchi iniziali. Nonostante questo rimane un film da riscoprire che stupirà molti e farà arrabbiare altri.

Diamond 22/02/24 12:48 - 168 commenti

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Prima mezz'ora folgorante: una location, due attori (poi tre), stile asciutto, atmosfera morbosa, malata, deviata, marcia e sporca. Poi il cambio di registro che porta il film altrove e, pur non mancando momenti gustosamenti divertenti e grotteschi, ci si perde pian piano per strada. Nell'ultima parte ci sarebbero i presupposti per una buona chiusura del cerchio (con una donna che è immagine speculare della madre), ma il finale non convince completamente. Buona la regia, eccellente la prova di Hope.
MEMORABILE: Il gioco di luci quando sale per la prima volta sul palco; La prima mezz'ora.

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