Re per una notte - Film (1983)

Re per una notte
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Per Martin Scorsese una commedia nera di classe sopraffina, che mette in mostra, prima di ogni altra cosa, la bravura dei due protagonisti: Jerry Lewis, nel ruolo del comico TV vecchio stampo, è eccezionale pur rinunciando alla sua abituale grinta strabordante, ma Robert De Niro è addirittura strepitoso nella sua insospettata verve da commediante puro. Il suo Rupert Pupkin, disoccupato con la fissazione dello spettacolo che si mette sulle tracce del suo eroe televisivo (Lewis, per l'appunto) cercandone ostinatamente la collaborazione per esordire in TV, è disegnato magnificamente. Un'ottima mano gli viene dalla precisione della sceneggiatura e dall'abilità registica di una Scorsese versione scherzosa;...Leggi tutto ma l'intensità, la simpatia, la folle invadenza, l'espressività, insomma la maschera vera e propria (completa di baffetti sbarazzini e abbigliamento a dir poco kitch) di Pupkin è soprattutto la testimonianza dell'eclettismo straordinario di De Niro. La storia è ben congegnata (forse con qualche pausa di troppo), ma è chiaro fin dalle prime sequenze che la forza del film sta nel cast, diretto da Scorsese con mano abile anche nelle caratterizzazioni secondarie. L'interazione tra i protagonisti riserva sempre qualche sorpresa e le parti meglio riuscite sono quelle in cui De Niro attende ore, giorni, Jerry Langford (Lewis) nella hall del suo ufficio, con le segretarie incapaci di gestire l'imbarazzante situazione. Molta cura nel montaggio e nei particolari. Manca un po' la spettacolarità e il soggetto è in fondo prevedibile e a tratti ripetitivo, ma la performance da mattatore di De Niro è grande!

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Caesars 5/04/07 09:32 - 3820 commenti

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Scorsese dirige una buona commedia brillante che mantiene comunque anche una componente molto amara. Sicuramente la riuscita del film più che alla buona direzione e allo sript comunque valido, è da attribuirsi all'eccezionale talento di Jerry Lewis (in un ruolo lontano da quelli che lo resero famoso) e soprattutto di Robert De Niro. Non un prodotto perfetto, ma sicuramente da vedere in quanto riesce ad essere divertente ma anche profondo.

Lovejoy 19/07/08 14:34 - 1823 commenti

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Uno degli innumerevoli classici della filmografia di Scorsese. Bella commistione di commedia e dramma, con personaggi ottimamente approfonditi e resi con bravura da un cast esemplare. Lewis, lontano anni luce dalle interpretazioni del passato, è da Oscar. De Niro, dal canto suo, è esemplare nel ruolo di Pumpkin. A suo tempo poco apprezzato, merita decisamente una riscoperta.

Daniela 16/12/08 09:25 - 12731 commenti

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Flop commerciale, snobbato dalla critica di allora, è una commedia amara e profetica (il delitto paga molto, almeno dal punto di vista mediatico), interpretata in maniera eccellente da Lewis nella parte di un uomo di spettacolo brillante in pubblico, triste e solitario nella vita privata e da uno strabordante De Niro, paranoico immune dall'imbarazzo, il cui principale obiettivo sembra essere, prima ancora del successo, il fatto di essere riconosciuto come individuo (non a caso, nel corso della vicenda, tutti storpiano il suo nome).
MEMORABILE: Le fantasie di Pupkin, l'irruzione nella casa di campagna, le attese nell'atrio dello studio televisivo.

Galbo 17/12/08 14:57 - 12438 commenti

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Bel film di Scorsese poco compreso da pubblico e critica, Re per una notte è invece una commedia amara che fornisce lo spunto a numerose riflessioni sul mondo dello spettacolo e soprattutto sulla smania dell' apparire piuttosto che dell' essere. La storia dell'attore sconosciuto che sequestra un celebre presentatore televisivo per costringerlo ad ospitarlo nel suo show, viene raccontata da Scorsese attraverso una sceneggiatura molto incisiva e grazie alle brillanti interpretazioni del cast.

Matalo! 21/12/08 23:55 - 1378 commenti

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Un film nascosto di Scorsese che però la dice lunga su quali sono i mezzi che la mediocrità usa per apparire; e grandissima l'idea di ritrarre un Lewis privato serissimo quasi sgarbato. In realtà il protagonista è alter ego di Travis, stesso orrore dell'anonimato, terrore della vita. Solo che sceglie il ridicolo al posto dell'esaltazione tragica. Il risultato? L'America offre uno spiraglio anche a loro, uomini del sottosuolo. Bello, sottovalutato.
MEMORABILE: La stanza di Pumpkin (che significa zucca) col poster del pubblico, le risate registrate e la mamma che lo chiama perché vada a nanna. Lo show in tv.

Giùan 23/10/11 14:17 - 4612 commenti

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King of comedy è uno di quei lusinghieri fiaschi di cui la carriera d'un genio può andar orgogliosa. Scorsese riversa nel film la sua anima nera e i suoi umori acidi sullo swow biz facendone un'opera sporca, cattiva, tecnicamente (se non brutta) poco curata. C'è molta cruda verità nella storia del proto stalker Pupkin/DeNiro (rovesciamento del taxista Travis), disposto a tutto per raggiunger il successo, un esasperato cinismo nel raffigurar un "realizzato" così grigio come Lewis/Langford (Lang-Ford). Gioiello grezzo che arresta qualsiasi consolante risata.
MEMORABILE: La formidabile e scatenata Sarah Bernhard pronta a scaricar la propria libido su Jerry imbavagliato e legato come un salame.

Rambo90 13/07/12 00:28 - 7719 commenti

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Un vero e proprio scontro fra titani: Scorsese gira un'interessante commedia nera, cinica e amara ottenendo il meglio anche dai due eccezionali protagonisti. De Niro è bravissimo come sempre, a suo agio in qualsiasi ruolo; Lewis si supera interpretando un personaggio sgradevole e freddo, completamente diverso da quello che aveva interpretato fino a quel momento. C'è qualche lentezza, ma è un piccolo gioiello che va rivalutato, fosse anche solo per il confronto fra i due grandi artisti.

Saintgifts 26/07/13 16:28 - 4098 commenti

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Perché Pupkin riesce a far ridere durante il suo breve e rubato show. Perché ha successo pur dicendo delle sciocchezze, anche un po' stomachevoli. Più che il quadro vale la cornice. Una presentazione in pompa magna al Jerry Langford show, a un pubblico, presente o davanti alla tv, comunque già predisposto alla risata, vale più di cento ottime barzellette. La seconda parte del film ha il ritmo giusto e sopportabile; troppo insistita invece la prima, con un Jerry Lewis sempre ineccepibile ma con un De Niro poco appropriato, forzato e inadatto.

Almicione 15/07/13 01:17 - 764 commenti

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È comprensibile il fatto che non abbia riscosso grande successo tra il pubblico sebbene Scorsese abbia girato di peggio. In effetti all'inizio il film è molto lento e leggermente soporifero; poi, dopo lo stratagemma attuato da Pupkin (interpetato da un De Niro in grande forma) e la sua complice, il film sembra ravvivarsi e diviene coinvolgente fino alla fine. Comunque, nonostante il lavoro sia appena soddisfacente, si possono rintracciare numerosi elementi tipici della regia di Scorsese, i quali migliorano la qualità dell'opera. Non male.

Hackett 19/02/14 07:27 - 1868 commenti

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La coppia Scorsese/De Niro torna a dipingere il disagio sociale, questa volta usando il registro della commedia amara. Il protagonista, come in Taxi driver, è un alienato che cerca il suo riscatto ma questa volta l'obbiettivo è l'abbagliante e finto mondo televisivo. Curioso e assolutamente originale.

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Mickes2 10/07/14 20:41 - 1670 commenti

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Un capolavoro sempre vissuto nell’ombra per motivi francamente poco chiari. La faccia dolceamara e tragicomica di Taxi driver, uno sguardo cinico e ilare sull’ossessione di fama e successo immediati e a ogni costo. Un’analisi sottilmente spietata sulla ricerca di affermazione, la solitudine e l’anonimato attraverso due maschere sopraffine, speculari e simboliche (vecchio e nuovo, indipendente e classico) le quali gettano una luce sinistra e inquietantemente pessimista sul mondo dello show-biz nonché l'intero effimero contorno che lo avvolge.
MEMORABILE: L'esibizione di Pumpkins; Ehm... volevo dire Pupkin!

Mtine 20/09/14 12:42 - 224 commenti

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Scorsese si conferma regista molto poliedrico, capace di toccare generi diversi fra loro pur mantenendo uno stile personale. In questa commedia sul mondo dello spettacolo, che si regge sul cliché del divo vessato da un ammiratore, a farla da padrone è l'ottima interpretazione di De Niro, geniale nei suoi dialoghi immaginari. Jerry Lewis, invece, in questo ruolo per lui inconsueto di vittima appare stanco ed eccessivamente "passivo". Il finale, anche se un po' sbrigativo, regala una morale non banale e chiude in bellezza il film.
MEMORABILE: Jerry Lewis che prega Robert De Niro di sostituirlo nella conduzione.

Minitina80 13/05/16 18:04 - 2994 commenti

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Scorsese firma una commedia intelligente e critica verso alcuni meccanismi perversi del mondo dello spettacolo che portano all’istituzione di falsi miti per opportunismo e convenienza. Si avvale di un sorprendente Lewis e di un De Niro magnifico nei panni di Pupkin; la mimica facciale, la gestualità spesso compulsiva lo rendono perfetto per una figura così controversa e particolare. Non esiste un barlume di positività e anche l’epilogo non deve trarre in inganno. Magnificamente imperfetto.

Paulaster 17/06/16 10:18 - 4496 commenti

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Una velata critica allo showbiz e alle celebrità degli spettacoli preconfezionati. Scorsese lascia poco il segno come inquadrature ma diventa interessante nei momenti in cui De Niro fantastica sul suo successo. Trama con pochi spunti dove invece spicca Lewis con la sua boriosa serietà; il resto del cast invece è poca cosa. Scarsamente coinvolgente in chiusura, in cui vengono raccontate delle barzellette penose e una rivalsa forzata.
MEMORABILE: I titoli di testa con il fermo immagine del finestrino; La foto del pubblico che ride.

Ryo 24/09/16 01:24 - 2169 commenti

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Questo film mi ha fatto letteralmente impazzire: duro, violento, cinico e realistico. Insolite le parti di Jerry Lewis, che interpreta una sorta di se stesso (perché cambiare il cognome a quel punto?) e di De Niro, che da solo regge praticamente tutto il film. Entrambi sfoggiano un'ottima performance, ma è la triste storia di Pumpkin a colpire: deciso a tutto pur di realizzare il suo obiettivo, viene da pensare che sia solo un pazzo, ma nel finale si scopre la triste realtà dei fatti e non è difficile commuoversi.

Il ferrini 22/09/16 23:42 - 2401 commenti

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Capolavoro interpretativo di De Niro; Pupkin è ancora più allucinato di Travis e i suoi deliri sono dapprima imbarazzanti poi genuinamente inquietanti. Jerry Lewis, che interpreta più o meno se stesso, è altrettanto efficace nel restituirci la vittima (?) della vicenda, soprattutto nelle scene con Sara Bernhard, perfetta nevrotica, ossessionata dal suo sentimento morboso verso la star della tv. Un film straordinario, ingiustamente ritenuto minore rispetto ad altre opere di Scorsese.
MEMORABILE: De Niro che si esibisce di fronte al cartonato di una folla adorante.

124c 22/11/16 16:01 - 2929 commenti

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Robert de Niro non ha solo la faccia giusta per fare il taxista squilibrato, il capo mafia e il pugile, ma anche l'intrattenitore comico (tipo quelli usciti dal "Saturday night live") e qui si confronta con un mostro sacro come Jerry Lewis. La presenza di "Picchiatello" (doppiato con un tono di voce normale), però, non elimina la patina noir della pellicola di Scorsese, che dirige bene sia i momenti brillanti che quelli drammatici. Ottima la seconda parte, con un Jerry Lewis inedito e cattivo che si merita tutto quel gli capita. Cult.

Jandileida 23/04/17 08:16 - 1576 commenti

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Se nella filmografia "minore" di Scorsese ci sono film come questo, ben si capisce la caratura del regista. Maltrattato dalla critica all'uscita e poi quasi dimenticato, "The king" è invece un film non solo girato nella solita poderosa maniera ma è anche foriero di riflessioni sulla superficialità dei media e sulla labilità dell'essere umano che possono essere definite universali. De Niro all'epoca qualsiasi cosa facesse la trasformava in oro, anche il logorroico comico Pupkin, ma a stupire è l'acido Lewis, composto e introspettivo. Gran film.

Thedude94 11/01/18 22:56 - 1110 commenti

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Scorsese dirige in maniera impeccabile un'opera non forse memorabile, ma che ha la sua forza nelle prove attoriali divertenti e convincenti di De Niro e di Jerry Lewis, perfetto per il suo ruolo. La storia scorre in maniera molto fluida e non cade mai in banalità e forzature; la regia è molto solida e non c'è un momento superfluo o inserito a caso. L'iniziale mix tra realtà e sogno è un qualcosa di davvero notevole, sia per come viene mostrato sia per la convinzione che mette De Niro nell'interpretare un tale personaggio bizzarro.
MEMORABILE: I monologhi in casa; Gli interventi della voce fuori campo della madre.

Rocchiola 4/10/18 12:30 - 980 commenti

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Un flop commerciale che fa onore a Scorsese, sempre dedito a un cinema intelligente e brillante. Fedele alla profezia di Warhol secondo cui “Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti”, il regista riflette sul mito del successo. Film d’attori che mitiga i virtuosismi registi e si affida completamente a un De Niro logorroico che veste completini dai colori assurdi e a un malinconico e silente Jerry Lewis utilizzato contro-ruolo. Esilarante la sagoma della Bernhard. Un film profetico nei confronti dei tanti pagliacci che vediamo oggi in TV.
MEMORABILE: Le storpiature del cognome di Pupkin; L'intrusione di Pupkin negli studi di Jerry; Rupert ripreso dalla madre mentre prova le battute; Il rapimento.

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Tarabas 16/08/19 14:38 - 1880 commenti

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Con sottile perfidia, Scorsese fa interpretare il ruolo della star tv a un attore ormai fuori dalle mappe dopo vent'anni di successi. Lewis lo ripaga con una grande performance, persino superiore al pirotecnico De Niro nel ruolo dell'aspirante comico senza pudori né remore davanti al crimine. Che paga, per inciso, almeno in questo caso. Anomalo nella filmografia del regista, è un ritratto ben poco accomodante dello show business e del suo pubblico, una commedia grottesca e cattiva; a volte mostra le rughe, ma sprizza ritmo e intelligenza.

Didda23 30/10/19 11:44 - 2432 commenti

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De Niro, un filo sotto lo standard del periodo, anima un personaggio narrativamente intrigante soprattutto per il fatto di essere al limite fra la pazzia e la forte determinazione. Scorsese dà forma all'opera con un incidere non sempre brillante ma con talune inquadrature dal forte impatto visivo. Si avverte però una totale assenza di empatia con la vicenda e l'atmosfera creata ha un forte sentore asettico. Sorprende la pacatezza di Lewis in un ruolo totalmente drammatico; molto bene la Abbott. Uno Scorsese "minore" ma meritorio di visione.
MEMORABILE: Pupkin che sale furtivamente in macchina; La visita in campagna; Il rapimento.

Enzus79 28/02/20 22:58 - 2957 commenti

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Uno dei film più sottovalutati del cinema americano e di Martin Scorsese. Storia di Rupert Pupkin, trentaquattrenne disoccupato che vive con la madre, che ha come assillo quello di entrare nelle grazie di Jerry Langford, famoso presentatore e suo punto di riferimento. Commedia nera di alto livello, con momenti ilari difficili da dimenticare. Da applausi l'interpretazione sia di De Niro che di Lewis.

Berto88fi 13/02/20 11:32 - 216 commenti

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Pungente commedia di Scorsese, amara e fredda nell'approccio ma girata con la consueta finezza a cui ci ha abituati il regista, immeritatamente snobbata visti i temi ancora attuali. Ottima interpretazione del versatile De Niro in un ruolo che non suscita empatia ma compassione; insolito ma efficace Lewis e bellissima la Charlie's angel Hack. La storia è originale ma non ha particolari picchi; si ride relativamente ma non mancano scene gustose.
MEMORABILE: Pumpkin di spalle, davanti al suo pubblico in cartonato; "Meglio re per una notte che buffone per sempre".

Pigro 16/04/20 10:10 - 9755 commenti

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Ancora la follia di un uomo qualunque, non più taxi driver ma un comico psicopatico (splendidamente interpretato nella sua più amorfa normalità) che nell’amaro finale dimostra di essere in sintonia con una sorta di psicopatia di massa. Spiazzante e mordente riflessione sul successo mediatico a partire dalla trasformazione dei fan in stalker. Scorsese è semplicemente geniale nel trascinarci dentro la logica illogica della psicologia individuale e sociale (top il numero comico in cui obbliga il pubblico cinematografico a diventare televisivo!).

Bubobubo 16/04/20 21:24 - 1847 commenti

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Mai una volta che qualcuno scriva o pronunci correttamente il cognome del giovane Rupert; e si sa che negare estensione logica a un nome, anche nel mondo capovolto della stand-up comedy, equivale a negare la persona che lo porta. Riconoscimento di sé, catartica autoanalisi, confessione dei traumi del proprio passato in forma di spettacolo: l'antagonismo tra Pupkin (De Niro) e Langford (un cupo e spregevole Lewis) è un incubo grottesco dipinto di umorismo che non fa ridere, un'allucinazione uroborica che alle voci sostituisce gli applausi.
MEMORABILE: Gita in campagna.

Magi94 24/05/20 21:46 - 956 commenti

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Meritato cult di Scorsese che non riscosse il dovuto successo. Il personaggio maniacale impersonato da De Niro senza sbavature (forse fin troppo) ripropone se stesso in mille sfumature durante tutta la prima parte, che riesce a satireggiare sull'idiozia legata al mondo della stand up comedy alla perfezione, ma a tratti stanca proprio perché Pupkin è insopportabile. Godibilissima invece la geniale seconda parte. Jerry Lewis offre una performance straordinaria, mentre sono eccessive le smorfie della seppur brava Abbott.
MEMORABILE: "Pupkin" e varianti storpiate; Il finale dopo lo spezzone televisivo "rubato".

Zoltan 18/06/20 19:02 - 201 commenti

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Sarebbe bastato il solo scatenato e splendente Robert De Niro a rendere piacevole questo film. Brillante e al massimo della forma, regala un personaggio indimenticabile. L'estro e l'autocompiacimento del suo Rupert Pupkin creano scene indimenticabili in successione. Aggiungiamoci un Jerry Lewis totalmente in parte, una Sandra Bernhard grande stalker d'antan dello stesso Lewis e una regia forte come quella di Scorsese, una garanzia per dare a questa commedia toni anche cattivi. La sceneggiatura si fa apprezzare, descrivendo in modo non certo banale il mondo dello spettacolo. Un cult.
MEMORABILE: Le urla fuoricampo della madre di Pupkin, una gag che poi venne ripresa pari pari da The Big bang theory con la madre di Howard Wolowitz.

Jena 6/12/20 16:12 - 1571 commenti

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Forse Rupert Pumpkin è meno pazzo di quel che sembra visto che ha capito il principio essenziale della società moderna: avere il proprio momento di celebrità in Tv basta a diventare qualcuno (vedi le trasmissioni attuali). Toni da commedia per Scorsese, stavolta, che sotto il tratto buffonesco lascia un filo amarognolo. Stile cassavetiano con presa diretta nelle strade, un buon Jerry Lewis diverso dai soliti ruoli e un De Niro prima maniera a dir poco stupefacente nel suo camaleontismo. Apologo amaro dell'uomo che "volle farsi Re" nella società odierna dello spettacolo.
MEMORABILE: Gli immaginari dialoghi di Pumpkin con i personaggi famosi; Il vero volto di Jerry; La cena con la fan pazza; Le giacche di Pumpkin; Il finale.

Xamini 17/02/21 16:50 - 1259 commenti

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Se ne potrebbe fare una versione moderna a base di influencer, ma non ci si potrebbe avvalere dell'interpretazione magistrale di un De Niro, che arriva a regalarci anche un'intera esibizione da stand-up comedian. A colpire non è solo la sua bravura ma anche la parte riservata a un Jerry Lewis necessariamente più ombroso e meno sorridente di quanto abituale. Il contrasto tra la follia e la vitalità del protagonista e lo stanco mestiere dell'uomo arrivato verrà evidenziato poi anche in Joker, non a caso raffrontato da molti al lavoro di Scorsese. Nel complesso non impeccabile, ma memorabile.

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Giufox 29/04/21 09:22 - 324 commenti

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Scorsese (come altri coetanei, Cronenberg in primis) legge McLuhan, interpreta le riflessioni sui mezzi di comunicazione in chiave patologica e genera un nuovo sociopatico newyorkese, affetto da disturbi narcisistici, a cui si affiancano nevrotiche accolite, persentatori depressi e marciapiedi screziati. La solitudine si fa ancora catalizzatrice di paranoie e frustrazioni, che si riversano nel cantiere del successo che mastica e sputa corpi nei palinsesti televisivi. Da fabbrica dei sogni a nuovo vietnam il confine è labile - e Martin gioca all'oracolo. Film saggio, con tanti acuti.
MEMORABILE: Le scenografie e i costumi desgin; Rupert/De Niro che parla ad un pubblico disegnato sulla parete; Jerry Lewis legato.

Anthonyvm 28/08/21 12:04 - 5831 commenti

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La sua carriera da tassista è ormai terminata, ma gli squilibri mentali di De Niro non demordono. Straniamento e cieca ostinazione, imbarazzanti uscite romantiche e decisioni criminalmente drastiche: Scorsese non muta il sunto (il finale in particolare), ma sposta l'azione dai vicoli agli studi televisivi. Il bisogno frivolo, disperato, malsano di successo e notorietà nell'era delle apparenze e dell'idolatria dei personaggi pubblici (ottimo in tal senso Jerry Lewis) trova nella figura di Rupert Pupkin un patetico, perfetto portavoce. Fra le più divertenti black comedy degli anni '80.
MEMORABILE: I cartonati di Liza Minnelli e Jerry Lewis; Provando davanti a un cartellone di gente che ride; Lewis impacchettato e "sedotto"; L'esibizione in TV.

Bullseye2 12/02/23 20:59 - 439 commenti

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Giudicato a torto uno Scorsese minore, è in realtà l'altra faccia (molto meno cruda, ma egualmente disturbante, di Taxi driver in cui si ride, e molto, per non piangere: in pochissimi film la ricerca morbosa del successo a tutti i costi (e il feticismo per le celebrità viste come ''nuovi dei'' del mondo moderno) è stata rappresentata così bene e se si ride, si ride davvero amaro. Ottimo cast, con un De Niro insolitamente ''minimale'' nonostante il ruolo e un Jerry Lewis in un inedito ruolo da ''carognone'' antipaticissimo da antologia. Joker gli deve praticamente tutto.

Pinhead80 20/08/23 20:45 - 4868 commenti

I gusti di Pinhead80

Un aspirante attore che viene continuamente respinto dal suo idolo, decide di rapirlo per poter avere il proprio momento di gloria in prima serata. Quando alla regia c'è Scorsese non è mai un film banale, anche se si tratta di un'opera che fondamentalmente è sorretta dalle interpretazioni incredibili dei suoi due protagonisti principali. Lewis lo vediamo in una veste totalmente differente, mentre De Niro è straordinario nel ruolo di Rupert Pupkin. Il voler apparire a tutti i costi e la smania di successo sono i due pilastri su cui si basa questo film straordinario.
MEMORABILE: La mostruosa interpretazione di De Niro nei panni del "Re" Rupert Pupkin.

Noodles 11/03/24 16:16 - 2293 commenti

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Commedia girata ormai 40 anni fa eppure di grande modernità, in una società come la nostra piena di persone che farebbero carte false per avere cinque minuti di notorietà. Martin Scorsese, quando esce dal suo tema preferito e non parla di mafiosi e gangster, mostra di essere un arguto osservatore della società. Il protagonista è tratteggiato genialmente da Robert De Niro, all'ennesima prova convincente del suo repertorio. Curioso vedere Jerry Lewis in una parte seriosa. New York sempre adatta a ospitare queste vicende. Film particolare nella filmografia di Scorsese, da vedere.

Dave hill 19/05/24 11:23 - 27 commenti

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Sandra Bernhard è la stalker Masha che rapisce il famoso anchorman Jerry Lewis in combutta con De Niro. Una strana alleanza, davvero. Mentre Rupert Pupkin è un emarginato, un proletario che sogna a occhi aperti ma anche un freddo calcolatore, Masha è una ragazza ricca, abbandonata dai genitori e repressa dal proprio medico, che ha solo tanto bisogno d'amore. E così Sandra ruba la scena ai due mostri sacri, con un'interpretazione prima esagitata e sopra le righe e poi intensa e commovente.
MEMORABILE: L'inseguimento in lingerie.
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  • Discussione Zender • 3/10/18 14:01
    Capo scrivano - 47993 interventi
    Rocchiola ebbe a dire:
    Bè, almeno in Italia il flop commerciale di questo ottimo film è pienamente spiegabile.
    Basta infatti guardare la lista dei film campioni d'incasso di quel periodo, per capire che la massa andava a vedere quasi esclusivamente cagate mostruose !!!

    Naturalmente secondo il tuo opinabilissimo parere, Rocchiola.
  • Discussione Daniela • 3/10/18 21:11
    Gran Burattinaio - 5931 interventi
    Nella classifica dei primi 100 maggiori incassi cinematografici in Italia nella stagione 1983/84, in effetti Re per una notte figura solo al 79esimo posto. Però, proprio scorrendo questa classifica, ho scoperto che sta in buona compagnia: 48 ore è 76esimo, Il senso della vita 85esimo, Un anno vissuto pericolosamente 97esimo.
    Tutti film che, per quanto possano essere stati graditi o meno, sono entrati nella storia del cinema, cosa che non si può dire che titoli molto più fortunati commercialmente - non faccio nomi per evitare polemiche ma anche io giudico alcuni di questi campioni d'incasso "cagate pazzesche", per usare l'espressione fantozziana.
    E' ovvio che è parere opinabilissimo, come lo sono del resto tutti i pareri di natura estetica.

    Questa la classifica:
    http://www.hitparadeitalia.it/bof/boi/boi1983-84.htm
  • Discussione Kanon • 4/10/18 01:38
    Fotocopista - 837 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Rocchiola ebbe a dire:
    Bè, almeno in Italia il flop commerciale di questo ottimo film è pienamente spiegabile.
    Basta infatti guardare la lista dei film campioni d'incasso di quel periodo, per capire che la massa andava a vedere quasi esclusivamente cagate mostruose !!!

    Naturalmente secondo il tuo opinabilissimo parere, Rocchiola.


    Quoto Zender.

    È così da che esiste il cinema. Potrei dire che mi stupisce di più trovare "100 giorni a Palermo" addirittura al 24° posto.
  • Discussione Rocchiola • 4/10/18 13:56
    Call center Davinotti - 1267 interventi
    I gusti sono soggettivi e quindi sempre opinabili. Naturalmente il mio intervento era anche un po' ironico. Infatti se guardiamo la classifica che Daniela ha reso gentilmente disponibile, troviamo anche degli ottimi film nei primi posti della graduatoria. anzi mi stupisco che al diciottesimo posto ci sia Zelig, uno dei film meno commerciabili di Woody Allen. Però limitandoci ai primi venti posti dei maggiori incassi, si può notare come anche i migliori film presenti siano ascrivibili a generi codificati per il grande pubblico. Cioè titoli come Flashdance o Voglia di tenerezza non mi entusiasmano ma non sono "cagate pazzesche", però di certo non propongono una visione critica ed amara delle tematiche affrontate. Re per una notte invece si, è un film critico verso il sistema che produce falsi miti. Questa visione critica viene spesso respinta dal grande pubblico che preferisce prodotti medi e non troppo problematici ed originali.
    Ultima modifica: 4/10/18 14:33 da Rocchiola
  • Discussione Rocchiola • 4/10/18 14:00
    Call center Davinotti - 1267 interventi
    Infine voglio aggiungere che sicuramente questa situazione si ripete ormai da tempo immemore, però se si analizzano i campioni d'incasso degli anni 50-60-70, si può notare come nei top ten di quegli anni ci sia un numero di film di qualità decisamente maggiore rispetto ai decenni successivi.
  • Homevideo Rocchiola • 4/10/18 14:11
    Call center Davinotti - 1267 interventi
    Uscito in bluray nel 2014 per gentile concessione della Fox video, questo film di Scorsese si presenta decisamente rinnovato rispetto alle precedenti versioni in DVD. Il film è stato restaurato con la collaborazione della Film Foundation diretta da Sorsese stesso, con ottimi risultati. L'immagine è nitida, priva d'imperfezioni e ben dettagliata. Il formato è quello panoramico 1.85. L'audio in DTS 5.1 invece non mi è apparso molto soddisfacente.

    https://www.blu-ray.com/movies/The-King-of-Comedy-Blu-ray/67417/
  • Musiche Rocchiola • 4/10/18 14:15
    Call center Davinotti - 1267 interventi
    Forse qualcuno mi può aiutare su questo argomento.
    La colonna sonora del film contiene i seguenti brani:
    1.The Pretenders - Back On The Chain Gang (3:51)
    2.B.B. King - 'Taint Nobody's Bizness (If I Do) (3:33)
    3.Talking Heads - Swamp (5:13)
    4.Bob James - King Of Comedy (4:23)
    5.Rickie Lee Jones - Rainbow Sleeve (3:39)
    6.Robbie Robertson - Between Trains (3:25)
    7.Ric Ocasek - Steal The Night (3:55)
    8.Ray Charles - Come Rain Or Come Shine (3:40)
    9.David Sanborn - The Finer Things (4:27)
    10.Van Morrison - Wonderful Remark (3:57)
    Ma a parte il brano di Ray Charles sui titoli di testa e quello di Van Morrison in chiusura, io durante il film ho udito pochissimo di quanto previsto in scaletta, giusto un accenno del brano dei Pretenders.
    E' possibile che la colonna sonora italiana abbia escluso parte dei brani ? Qualcuno ha informazioni in merito?
  • Discussione Zender • 4/10/18 17:09
    Capo scrivano - 47993 interventi
    Ti ho spostato nel forum musiche la discussione sulla colonna sonora, Rocchiola.
  • Curiosità Buiomega71 • 10/12/18 19:13
    Consigliere - 26184 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv ( "Il Filmissimo", martedì 6 novembre 1985) di Re per una notte:

  • Musiche Siska80 • 1/03/20 16:35
    Risorse umane - 677 interventi
    Robbie Robertson produsse la musica per la colonna sonora del film realizzando il suo primo lavoro dopo aver lasciato The Band intitolato Between Trains. Questa canzone (un omaggio a un membro dello staff della produzione, Dan Johnson, morto improvvisamente, al quale il film è dedicato) è presente nell'album della colonna sonora ma non nel film.
    La colonna sonora di Re per una notte è una compilation composta da brani pop e musica orchestrale del compositore Bob James. Include brani di artisti come B.B. King, Van Morrison e Ray Charles. Questo tipo di ibridazione tra musica pop e composizioni per orchestra sarebbe stata poi utilizzata in seguito in Gangs of New York, The Aviator e The Departed.
    L'album della colonna sonora fu pubblicato dalla Warner Bros. Records nel 1983. Il disco è stato ristampato in CD con le stesse tracce da Wounded Bird Records nel 2016.

    Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Re_per_una_notte
    Ultima modifica: 1/03/20 17:03 da Zender