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Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Cinque Oscar (e perdipiù quelli maggiormente ambiti: regia, film, attore Non protagonista, sceneggiatura e montaggio) sembrano francamente un'esagerazione per un film che mette in luce qualche limite di troppo come THE FRENCH CONNECTION: più d’un momento azzeccato ovviamente si trova (la ricerca della droga nascosta nell'auto, l'agguato finale...), l'interminabile inseguimento tra auto e metropolitana è girato virtuosisticamente, la New York fredda della droga e della dissoluzione è resa con ottimo senso del verismo, ma i pedinamenti senza fine, i dialoghi poco incisivi e nel complesso un ritmo troppo lento per un film d'azione condannano il lavoro di William Friedkin al limbo dei film nati per creare un solco ma realizzati senza l’adeguata...Leggi tutto convinzione. Non esiste un accettabile approfondimento della psicologia del protagonista (un Gene Hackman indubbiamente bravo) né tantomeno del suo assistente (Roy Scheider, al suo quasi esordio), inoltre Fernando Rey interpreta la parte del super-narcotrafficante con una piattezza espressiva preoccupante. L'originalità della vicenda sta solo in una violenza programmatica che non lesina effettacci al limite dello splatter (vedi il primo omicidio, con una revolverata in pieno volto) e nell'assenza di manicheismo che troppe volte divideva polizia e criminali come i buoni e i cattivi del Far West. Per l'epoca quindi (siamo nel 1971), THE FRENCH CONNECTION era certamente un film nuovo e diretto, visto oggi risulta datato e inferiore al quasi-remake che lo stesso Friedkin girò quindici anni dopo e cioè VIVERE E MORIRE A LOS ANGELES. Finale a sorpresa (per gli spettatori). I dialoghi in francese non vengono mai tradotti...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Lercio 15/05/07 18:27 - 232 commenti

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Gene Hackman interpreta uno sbirro tutto d'un pezzo e risoluto, un personaggio che prima spara e poi chiede "chi va là?". Il film non lascia un attimo di respiro e l'inseguimento in macchina è metafora della cocciutaggine dei poliziotti ritratti. Ottime musiche, funzionali al ritmo degli eventi. Capolavoro.

Il Gobbo 30/05/07 19:19 - 3013 commenti

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Film capitale, che ridefinisce le coordinate del cinema action e poliziesco di un intero decennio: con Bullit e Dirty Harry un titolo spartiacque, formalmente e sostanzialmente. Immenso Hackman, sequenze formidabili (l'inseguimento auto-metro non è stato eguagliato), una visione che non si dimentica (e va ripetuta!)

Red Dragon 5/06/07 12:26 - 125 commenti

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Capolavoro di Friedkin, Oscar a piene mani, riformulazione del genere. Vicenda e personaggi, tratti da cronaca reale, delineano la pellicola tra New York e Marsiglia, asse portante del narcotraffico, guidato da un buon Fernando Rey, cattivone con classe e gusto. Schneider è lo sbirro pragmatico e più freddo, Hackman è di tutto di più: cattivo, impulsivo, puttaniere, forse razzista... ma è irresistibile, e quando inizia l'inseguimento finale, da antologìa, siamo tutti con lui. Violenza, ma applicata e non fine a se stessa. Con un grande sequel. Cult.

B. Legnani 5/08/07 00:29 - 5173 commenti

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Grande prestazione di Gene Hackman, che attraversa un New York brutta-affascinante, contribuendo a dare un tono di verismo ad uno scenario che già il regista disegna con accenti di grande realismo. Non un capolavoro assoluto, ma decisamente un buon film, del quale è stato purtroppo fatto un indegno seguito.

Lovejoy 21/12/07 18:16 - 1824 commenti

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Capolavoro targato William Friedkin. Scritto e diretto con grande energia, con dialoghi briosi e un cast di grande classe. Hackman ha vinto un più che meritato Premio Oscar, grazie alla dedizione con cui si è immedesimato nel personaggio del duro Doyle, uomo ossessionato dal suo lavoro, deciso a tutto pur di acciuffare il suo uomo. Ma anche Roy Scheider e, soprattutto, Fernando Rey sono memorabili. Diversi i momenti da ricordare.
MEMORABILE: Rey che saluta Hackman dal treno; l'inseguimento sotto la sopraelevata e la drammatica conclusione.

Pessoa 27/01/17 23:42 - 2107 commenti

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Buon poliziesco di Friedkin, all'epoca asso pigliatutto alla cerimonia degli Oscar (ben 5, tutti "pesanti"), che verte sul traffico internazionale di droga. La storia è avvincente, i dialoghi essenziali e la famosa scena d'azione dell'inseguimento al treno dà ancora i brividi: all'epoca deve essere sembrata rivoluzionaria. Montaggio mozzafiato di Greenberg (Oscar) e musiche ipnotiche di Don Ellis. Fra gli attori mi sono piaciuti di più Scheider e Bozzuffi, ma il livello generale è molto alto. Merita sicuramente una visione.
MEMORABILE: Il ciao ciao con la manina di Rey prima e di Hackman poi.

Cotola 30/08/08 02:11 - 8313 commenti

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Straordinario film poliziesco girato da Friedklin che si ricorda soprattutto per le scene di azione magistralmente dirette grazie alle quali il regista americano mostra tutte le sue ottime doti. Anche la storia è bella e coinvolgente e vive momenti davvero riusciti. Ottime anche le interpretazioni di Hackman, Rey e Shneider. Non lasciatevelo sfuggire.

Patrick78 16/01/09 16:35 - 357 commenti

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Difficile capire le grandi lodi che accompagnano questo lungometraggio di Friedkin. Un poliziesco che forse ai tempi offriva qualcosa di innovativo e che fu premiato dall'Academy in maniera esagerata. La storia è vista e rivista e le così tanto decantate qualità tecniche si limitano ad un inseguimento tra macchina e sopraelevata che in confronto all'inseguimento di Bullitt può solo far sorridere. Attori bravissimi ma poco credibili anche se Hackman si guadagnò una statuetta per il suo Doyle. In definitiva un film molto datato e invecchiato male.

Galbo 10/03/09 15:19 - 11855 commenti

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Tra le migliori prove della cinematografia americana degli Anni Settanta, è uno spaccato realistico del mondo del crimine (e delle forze dell'ordine) di quegli anni. Il regista Friedkin (giustamente premiato con l'Oscar, così come il film) dirige una pellicola che fa un uso spregiudicato, ma quasi mai fuori luogo, della violenza e dell'azione (celebre la scena dell'inseguimento in metropolitana) grazie anche all'uso di un ottimo cast. Discreto il sequel.

Matalo! 16/03/09 16:31 - 1371 commenti

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Freddo, serrato, pienamente "in medias res" sin dall'inizio; contornato da musiche ectoplasmatiche del grande jazzista Don Ellis, questo film è un poliziesco proverbiale, che all'epoca riscosse grande successo. E ancora oggi si vede con piacere, dato che non ha perso un grammo della sua lezione di stile. Hackman perfetto come Popeye Doyle, poliziotto bastardo e incattivito. Il contrasto tra la lauta cena di Rey (luciferino) e il suo trancio di pizza takeaway la dice lunga sui privilegi dei grandi criminali e la bassa paga del poliziotto.
MEMORABILE: Inseguimento finale memorabile (citato ne I blues brothers). La fuga nella metropolitana di Rey.

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Caesars 3/08/09 17:02 - 3340 commenti

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Decisamente invecchiato, questo poliziesco targato Friedkin e diretto nel 1971. Probabilmente all'epoca l'impatto della pellicola doveva essere diverso da quello che può avere oggi, con gli spettatori abituati a decine e decine di prodotti derivati da questo. Comunque la mano di Friedkin si fa vedere e se pur il ritmo è piuttosto blando non ci si annoia mai. Buona la prova di Gene Hackman, ben contornato da tutti gli altri. La pellicola trae ispirazione da fatti realmente accaduti negli Anni Sessanta. Merita una visione.

Vanadio 6/06/10 00:16 - 105 commenti

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Robusto poliziesco partorito da William Friedkin (lo stesso de L'esorcista) nel '71: tra trafficanti di droga francesi il poliziotto "Papà" Doyle, ovvero il grande Gene Hackman, ricerca come un ossesso la mente delle operazioni illecite. Buona recitazione, fotografia truce nel gelido inverno newyorkese; gene Hackman è di una ferocia in verità inquietante. Finale spiazzante.
MEMORABILE: Il leggendario inseguimento a velocità pazzesche della metropolitana soprelevata.

Paruzzo 15/08/10 20:59 - 140 commenti

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Film altamente sopravvalutato: fin dall'inizio poco coinvolgente e a parte pochi momenti di leggero brio è film noioso e anche ben poco innovativo. Cinque premi Oscar sono assolutamente un'esagerazione, pensando ad altri film che non sono stati premiati allo stesso modo e che sono decisamente superiori al film di Friedkin.

Mdmaster 14/12/10 11:45 - 802 commenti

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Ennesima prova del fatto che Friedkin non è quel regista straordinario che si pensa, un film che nonostante abbia vinto una marea di oscar, si caratterizza per un ritmo piuttosto blando. Si eleva particolarmente grazie a un cast in ottima forma, specialmente Hackman mette giù una prova di elevata dinamicità e ferocia. Merita comunque una visione, se non altro perché William è regista professionale e le scene d'azione tutt'ora risultano notevoli, ma dve beneficiare di una visione senza eccessive aspettative.

Xabaras 12/12/10 20:08 - 195 commenti

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L'action più rappresentativo della New Hollywood anni Settanta, destinato ad influenzare molto del cinema americano successivo e a dettare legge anche nel poliziottesco nostrano. Le differenze tra buoni e cattivi vanno sempre più assottigliandosi, mentre non è difficile distinguere nella cruda ed iperrealistica raffigurazione della violenza e nella caratterizzazione a tinte fosche di "Papà", poliziotto pervertito ed anarcoide, un nuovo modo di intendere il poliziesco tutto, più pessimistico e consapevole, lontano dai moralistici modelli passati.

Fauno 22/12/10 09:57 - 2075 commenti

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Opere maxime ancora molto lontane, ma William Friedkin è già in alto. New York da American Dream? Macchè mai... New York dei topi di fogna, dei neri reietti che si sforacchiano i piedi. Hackman è prima scelta nei panni dello sbirro duro, ostinato, ancora legato agli ideali di giustizia e Rey non da meno come criminale internazionale (non sbaglia un ruolo, come Enrico Maria Salerno!). Tanto che da bambini il suo saluto dal metrò lo imitavamo tutti e lo facevamo alle nostre madri (che quando si stancavano ci sberlavano anche...).
MEMORABILE: Il frullato è ottimo, l'inseguimento al killer sul metrò è ancora meglio.

Buiomega71 3/05/11 21:17 - 2608 commenti

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Caposaldo del cinema poliziesco, duro, spietato e realistico che più non si può, tra inseguimenti mozzafiato per le strade di New York, poliziotti bastardissimi (Gene Hackman non è meglio dei farabutti che vuole incastrare, estorcendo spiate e informazioni con metodi non proprio legali e quando le gira bazzica l'inferno della Grande Mela andando a prostitute) e spacciatori raffinati e imprendibili (Fernando Rey). Cinema con i controcosi come non ne fanno più. Grande emozione e senza un attimo di respiro. Friedkiano nero puro. Immancabile.
MEMORABILE: Hackman e Scheider che smontano letteralmente un auto per trovare la droga; Hackman che spara alle spalle di Bozzuffi; il finale pessimista.

Pinhead80 17/05/11 00:12 - 4283 commenti

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Per sventare un traffico di droga internazionale (Usa/Francia), una coppia di poliziotti (Hackman e Scheider) è disposta a tutto, anche a utilizzare mezzi poco ortodossi. Un poliziesco con i fiocchi che annovera alcune celebri scene (tra tutte l'inseguimento sopra e sotto la metropolitana) e un'interpretazione davvero notevole di tutto il cast. Sicuramente meglio la seconda parte della prima, perché più dinamica e priva di alcuni dialoghi in lingua originale, che appesantiscono un poco la storia. Un cult.
MEMORABILE: L'inseguimento in metropolitana.

Markvale 30/08/11 12:15 - 143 commenti

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Culto quasi assoluto che alimenta la nuova e rinnovata stagione del poliziesco americano e metropolitano anni Settanta. Con sguardo quasi antropologico e "clinico" Friedkin si sofferma sulla New York dei bassifondi e tratteggia l'indimenticabile e detestabile figura del poliziotto (Hackman - premio Oscar) talmente ossessionato dalla caccia al criminale da mettere in pericolo l'altrui incolumità. Dal punto di vista della pura azione due sequenze da "brivido": l'inseguimento della metropolitana e la claustrofobica sparatoria finale.

Giacomovie 4/09/11 22:20 - 1375 commenti

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Regia di buon livello, sceneggiatura solida, sequenze serrate e vigorose. Un film vecchio stampo con tutti i pregi e qualche difetto che questo comporta. Ha dei momenti trascinanti, specie nella più riuscita seconda parte, con macchine che sfrecciano, sparatorie ed inseguimenti di ogni tipo e con ogni mezzo. Molto bravo e prestante Gene Hackman in una prova di carattere. Un bel poliziesco, che ho rivalutato dopo una lontana visione, ma che rimane eccessivamente lodato. Pessimo l'audio del doppiaggio e troppe le scene non doppiate. ***

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Capannelle 28/10/11 09:41 - 4044 commenti

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Non riesco a valutare se abbia fatto da antesignano per un certo genere ma non mi è sembrato stratosferico. Buono sì grazie alla prova di un Hackman che possiede già, oltre ai capelli, il talento che caratterizzerà la sua carriera e grazie a un secondo tempo con alcuni pezzi di bravura come il balletto fuori-dentro la metropolitana e l'inseguimento del metrò. Ma in quel frangente si dimostra anche ingenuo: bizzarro lo spietato cecchino che riesce a sbagliare il primo tiro centrando la mamma col passeggino.

Mickes2 11/11/11 18:50 - 1668 commenti

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Grande film di Friedkin che sa imbastire dinamiche poliziesche e risvolti a tinte noir con spiccata personalità e un senso del ritmo invidiabile. Uno scontro durissimo tra Bene e Male dove eccezionale è Hackman nell’impersonare questo poliziotto che accecato dalla voglia di catturare il criminale che insegue da mesi, pone in secondo piano la sicurezza e il rispetto per la vita altrui. Magnifica la New york invernale, egregiamente fotografata da Owen Roizman con toni freddi, cupi e slavati. ***!
MEMORABILE: Il finale; L'inseguimento.

Rambo90 21/11/11 17:28 - 7064 commenti

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Un poliziesco davvero di grande impatto, duro e violento come ci si aspetta da un prodotto anni settanta (anche Callaghan non è tanto diverso). Friedkin riesce a dare ritmo alla vicenda con alcune sequenze memorabili: l'inseguimento fra auto e metro, il pedinamento nella stazione, il finale amaro. Bravissimo Hackman (giustamente premiato con l'oscar), ma non gli sono dà meno Scheider e il cattivo Rey. Un classico.

Homesick 17/03/12 17:28 - 5737 commenti

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Fatti di cronaca vera narrati da un libro di Robin Moore sono la materia prima di un poliziesco che con Bullitt e Callaghan condivide l’incarico di tracciare il nuovo percorso del genere, ora sempre più attratto dal realismo del contesto urbano (New York e Marsiglia), dalla spettacolarità dell’azione in influenti scene madri e da confini sempre meno netti tra le forze dell’ordine e la malavita: Hackman è uno sbirro hard-boiled astioso, razzista e feticista, Rey invece un narcotrafficante signorile, riflessivo e devoto alla moglie e l’epilogo insinua il sospetto della corruzione. Cardinale.
MEMORABILE: L’auto all’inseguimento del treno; l’eroina nascosta nei pianali delle portiere dell’auto; il feticismo di Hackman per le donne con gli stivali.

Didda23 4/05/12 23:11 - 2353 commenti

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Lampi di puro genio friedkiano (l'inseguimento, la ricerca della droga nell'auto) vengono eclissati dalla sterile sceneggiatura, che non offre dialoghi particolarmente ispirati. Notevole la fotografia, che accentua il degrado di certe zone newyorchesi. Il comparto attoriale non mi ha fatto impazzire. Soppravalutato e lontano miglia dai successivi lavori (Vivere e morire a Los Angeles e Cruising). **!

Giùan 8/05/12 15:16 - 3670 commenti

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Livido capofila d'un cinema che si nega alla spettacolarizzazione (salvo poi recuperarla in alcuni passaggi, vedi l'inseguimento, quasi però a incrudelire la frustrazione dello spettatore) in nome di un realismo talmente acido da diventar asettico. Friedkin limerà ancora il suo stile (con concessioni più larghe alle esigenze di "affresco") e qui il parossismo, suo marchio di fabbrica, è legato più ai personaggi (il Popeye di Hackman ne è testimonianza esemplare) che non all'atmosfera generale. Mirabile lavoro di montaggio, prova da gran sommergibile per Rey.

Daidae 1/06/12 02:55 - 2934 commenti

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Ottimo poliziesco. Pensavo: sarà la solita delusione, tanto fumo... invece mi sono dovuto ricredere. Cast stellare: Hackman e Scheider brillano, Bozzuffi e De Pasquale fanno una buona parte, ma Rey è quello che ruba la scena. Un po' noioso nei primi 30 minuti, poi parte a bomba; sicuramente un bel pezzo di cinema.
MEMORABILE: Il saluto di Rey; Il treno; Il chimico.

Jurgen77 7/01/13 13:33 - 630 commenti

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Un poliziesco d'azione di altissimo livello. Un caposaldo del genere. Tensione e suspance dall'inizio alla fine. Belle le ambientazioni, la storia e una buona dose di violenza che rende il tutto molto realistico. Hackman e quella ruvida faccia di Scheider in grandissimo spolvero. Imperdibile!

Furetto60 24/12/13 09:21 - 1129 commenti

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Un giovane ma già bravissimo Hackman è protagonista di una pellicola pilastro del genere poliziesco. Tratta da un fatto vero, rispetto alle trame ispirate ha le pause tipiche delle “vere” indagini; ho particolarmente apprezzato gli aspetti meno edificanti e degradati della metropoli, oltre ai dialoghi; tutte qualità che, insieme alle scene action, ne fanno un titolo godibile anche ai giorni nostri. Audio scarso, o era il mio dvd?
MEMORABILE: L’inseguimento auto-metropolitana.

Fabbiu 6/03/14 12:15 - 2044 commenti

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Il film di Friedkin trae spunto da un romanzo di Moore e ci trascina in un vorticoso poliziesco che punta sul botta e risposta tra un gruppo di criminali e un duo di poliziotti dai metodi poco ortodossi; sono Hackman (immenso) e Rey; sono proprio "i metodi" il cuore del film, incentrato sui pedinamenti e appostamenti dei protagonisti, estenuanti, ripresi con un ritmo incredibile e una chiarezza espositiva impeccabile; oggi, in più rispetto a prima, ha quel fascino seventies grezzo di strada.
MEMORABILE: La macchina smontata.

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Nicola81 4/07/14 23:19 - 2394 commenti

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Insieme al primo Callaghan, è il film che ha ridefinito i parametri del poliziesco, sottraendolo alla romantica contrapposizione tra poliziotti buoni e criminali cattivi. Friedkin mira più al realismo che alla spettacolarità e in alcuni momenti il ritmo ne risente (e i dialoghi in francese non aiutano), ma la maestria di alcune sequenze è innegabile, l'ambientazione perfetta e il cast, guidato da un ispiratissimo Hackman, funziona benissimo. Certo, cinque Oscar mi sembrano troppi, per quello che in fondo è "soltanto" un bel film di genere...
MEMORABILE: L'inseguimento; La ricerca della droga nell'auto; Il finale.

Maxx g 15/08/14 14:01 - 537 commenti

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Poliziesco manifesto degli anni '70. Buona prova attoriale più per Gene Hackman che per Roy Scheider, che appare maggiormente defilato. Valido anche Fernando Rey nel ruolo di un viscido trafficante francese. Una bella prova registica per William Friedkin, che di lì a poco dirigerà L'esorcista.
MEMORABILE: L'inseguimento di Hackman in auto e l'uccisione del complice di Rey.

Almicione 18/10/14 20:50 - 765 commenti

I gusti di Almicione

Papà e Tristezza sono un duo di poliziotti che sorvegliano qualche locale sospetto di New York senza riuscire mai a prendere pesci grossi, fino a quando notano qualcosa di losco muoversi. Le indagini non sembrano portare a un risultato e invece... Friedkin dirige un gran poliziesco, capace di mantenere alta la tensione fra pedinamenti e inseguimenti. Importantissima è la figura di Doyle, vittima dell'alienazione e della frustrazione ben ritratte dalla martellante colonna sonora e dalla fredda e smorta atmosfera di New York. Bravo Hackman!
MEMORABILE: Il primo omicidio; Il pezzo di baguette rubato; La sequenza del confronto delle bevande; "Il tuo album di ricordi è come te: fa schifo".

Samdalmas 30/05/15 13:04 - 302 commenti

I gusti di Samdalmas

"Il braccio violento della legge" fu considerato un poliziesco innovativo per lo stile di Friedkin, che gira per le strade d New York con un taglio documentaristico. Rivisto oggi è un ottimo film con alcuni momenti di grande cinema (il celebre inseguimento) e altri meno riusciti. Interessante la contrapposizione tra i duri poliziotti americani (Hackman e Scheider) e i due eleganti marsigliesi Rey e Bozzuffi.
MEMORABILE: Il saluto beffardo di Rey a Hackman; L'inseguimento; Il finale.

Bruce 5/06/15 17:44 - 1007 commenti

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Film che ha segnato un'epoca e indicato la strada a tutto il filone del poliziesco, anche italiano. Con una direzione asciutta tesa alla riproduzione della realtà, anche la più dura e brutale. Se la prima ora è di preparazione, fatta di lunghi pedinamenti e raccolta di informazioni utili per l'indagine, la parte finale è in crescendo, tesissima, tutta azione reale, inseguimenti e sparatorie. Gene Hackman e Roy Scheider sono una fantastica coppia di poliziotti. Notevolissimo.

Puppigallo 16/08/15 20:08 - 4858 commenti

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Freddo poliziesco dove l'unico momento in cui traspare un minimo di umanità si riduce al dialogo padre-figlia. Il resto è un continuo pedinamento, con tanto di inseguimenti, botte, sparatorie. Il tutto gestito da una coppia di poliziotti ben assortiti: uno impulsivo e violento, l'altro più riflessivo. Il ritmo è quasi costante, gli attori sono in parte; e nonostante un finale che lascia un po' l'amaro in bocca, la pellicola risulta riuscita, pur senza una sceneggiatura particolarmente originale.
MEMORABILE: "Chi è quello?" "Lucky l'ebreo. Quasi non lo riconoscevo senza la targa sul pigiama a strisce"; Il folle inseguimento del treno; Il saluto ricambiato.

Tarabas 28/08/15 12:31 - 1843 commenti

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Popeye Doyle e il paisà Russo sono alla caccia di un arresto da prima pagina in una New York fatta solo di bassifondi, filmata da Friedkin con uno stile inconfondibilmente 70es. I due detective della Narcotici sono seguiti da traballanti macchine a spalla, inquadrati da zoom rapidissimi durante i loro appostamenti. Poi arriva il celeberrimo inseguimento auto-metrò. Certo, il tempo è passato e la carica eversiva di questo cinema si percepisce grazie a quel che sappiamo più che per quel che vediamo. Comunque, un gran film con attori memorabili.

Deepred89 19/09/15 18:23 - 3488 commenti

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Pellicola forse sopravvalutata ma originale nel suo approccio al tema del poliziotto violento, basato non tanto su azione e violenza (presenti in maniera massiccia in solo un paio di occasioni) quanto sulle attese, sui pedinamenti e su tutto ciò che generalmente il montaggio condensa in favore dei momenti più concitati. Notevole l'estetica plumbea e fascinosa, cast perfetto (Hackman al ruolo della vita, Rey memorabile villain), forse meno copiato di quel che si legge (anche se il nostro Uomini si nasce poliziotti si muore ne è quasi un remake).

Ultimo 18/10/15 17:23 - 1533 commenti

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Poliziesco di fama mondiale con un Gene Hackman quarantenne, poliziotto della periferia di New York alle prese con traffici internazionali. Il film vive di pregi e difetti: accanto a una regia solida, a momenti di alta tensione e a un inseguimento auto/treno da cardiopalma, si accompagnano parti completamente piatte e dialoghi poco coinvolgenti. Si rifà parecchio negli ultimi venti minuti e il finale rappresenta al meglio il pessimismo generale che pervade tutta la pellicola. Buono, ma non un capolavoro.

Daniela 30/11/15 09:11 - 11453 commenti

I gusti di Daniela

Rivisto dopo decenni, con il timore di trovarlo datato o comunque meno corrispondente ai gusti attuali. Ma bastano poche sequenze per rendersi conto che quella di F. è opera in grado di reggere benissimo la prova del tempo, sia per il taglio registico adottato, stringato e cronachistico, molto efficace nelle sequenze d'azione, sia per la presenza di Hackman. Il suo personaggio poteva risolversi nel solito poliziotto sprezzante delle regole e dalle maniere spicce, invece grazie alla sua recitazione grintosa diventa indimenticabile, una vera icona del poliziesco moderno.
MEMORABILE: Babbo Natale che corre per le strade; il cappelluccio pre-heisenberghiano; la lunga sequenza di inseguimento auto-metropolitana

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Vito 5/12/16 02:26 - 687 commenti

I gusti di Vito

Straordinario poliziesco di Friedkin con gli ottimi Gene Hackman e Roy Scheider. Ambientato in una New York cupa e fredda, girato con stile documentaristico, il film si sofferma sui pedinamenti, le indagini, i dialoghi più che sull'azione. Finale storico. Fernando Rey cattivo di gran classe. Capolavoro assoluto.
MEMORABILE: Il finale.

Viccrowley 20/10/16 13:11 - 811 commenti

I gusti di Viccrowley

Friedkin sottrae, dissemina lunghe e snervanti attese e taglia il poliziesco come un documentario insozzandolo con eroi e cattivi che sfumano sempre più gli uni negli altri. La coppia Hackman/Scheider è magnifica nell'impersonare una coppia di sbirri disillusa e mischiata con la sozzura delle strade che si trovano a pattugliare in un appostamento infinito dove giorno e notte smettono di avere un senso. E le lunghe attese esaltano ancor più le esplosioni d'azione che culminano nel celeberrimo inseguimento auto/teno e nel concitato finale.

Schramm 27/06/17 12:32 - 2895 commenti

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A fronte di tre dirompenti apicalità che faranno la storia dell’hardboiled e che timbreranno tutti i car-chasing a venire, del sudiciume para-documentaristico che tutto cartavetra, del mai così esplicitato guado nell’underworld newyorchese e dello spiazzante finale così pre-blairwitch, i meriti si gustano bypassando a fatica pari pecche: i primi 45’ tutti ruggine e caucciù dal braccio più artritico che violento, circonfusi di contorni che non avrebbe guastato condire meglio. Un ampio passo di lato senza precedenti, oibò non esente dalla disomogeneità che invalida quasi tutta l'opera di Friedkin

Rocchiola 12/03/18 10:24 - 933 commenti

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Il film che consacra Friedkin in serie A. Prodotto da una major ma realizzato come un film indipendente, è un capolavoro che coniuga realismo e canoni classici hollywoodiani, spettacolo e impegno, azione e introspezione. Anticipato da Bullitt, l'incredibile inseguimento automobilistico resterà uno dei marchi di fabbrica del regista, come anche il finale aperto con Doyle sempre più ossessionato dalla cattura di Charnier. La splendida fotografia invernale di Roizman cattura una New York gelida e inospitale. Ottime anche le musiche di Don Ellis.
MEMORABILE: Il pedinamento nella metropolitana; Ovviamente l'inseguimento automobilistico; Bozzuffi killer gelido e spietato; "19 anni ma con l'esperienza di 50".

Magi94 23/01/18 22:01 - 817 commenti

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Una pellicola seminale, forse non perfetta ma che mantiene un fascino irresistibile. Il merito assoluto è nei personaggi: ogni faccia è perfetta per il suo ruolo, da un Gene Hackman alle stelle fino al volto raffinato di Fernando Rey, indimenticabile nel ruolo del trafficante francese (verrà poi ripreso da Castellani). La regia di Friedkin è sporca, essenziale ma vigorosa, malgrado qualche ripetizione negli inseguimenti della prima parte. Bellissimo il balletto Hackman-Rey sulla metropolina, così come il finale, rapido e glaciale.

Jandileida 8/04/18 22:20 - 1386 commenti

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Trattasi effettivamente di un film leggermente sopravvalutato, soprattutto a causa di una prima parte in cui si sbadiglia anche un po', tra retate in cui la violenza del titolo risulta non pervenuta e lunghi momenti francesi da calma piatta. Dall'arrivo del leggendario Rey in America il film prende però inesorabilmente quota con la regia di Friedkin che entra a spallate nella storia del cinema: pedinamenti, inseguimenti e chi più ne ha più ne metta, girati con una consapevolezza del mezzo tecnico e del ritmo quasi sovrumani. Ottimo Hackman.

Rigoletto 26/08/18 08:39 - 1714 commenti

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Un buon film sì, un capolavoro eccelso no; ma certamente è un cult-movie. L'interpretazione di Hackman e di quell'altro mito di Scheider danno nerbo a un film la cui storia, se vogliamo, è abbastanza ordinaria. La regia di Friedkin è invece lucida e la sua capacità di inquadrare la Grande Mela dal basso trasmette allo spettatore una sorta di "piacevole" disagio ed è un valore aggiunto che non verrà mai meno lungo tutta la durata del film.
MEMORABILE: Il gioco "entra ed esci" con Rey nella metropolitana.

Paulaster 13/03/19 09:49 - 3603 commenti

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Coppia di poliziotti è sulle tracce di un carico di droga. Poliziotti poco curati e dai modi spicci per un caso internazionale: New York è sporca come non mai e i mezzi per combattere la malavita son quello che sono. Friedkin gira benissimo le fasi d'azione che tengono insieme una sceneggiatura puntata solo all'investigazione (il cecchino sembra eccessivo però). Hackman è in parte, col suo fisico poco atletico. Conclusione che ci si aspetta diversa e risulta meno efficace.
MEMORABILE: La droga sotto il bancone; La macchina sfasciata nell'inseguimento; Il test della droga; Hackman legato al letto.

Il Dandi 15/07/20 20:55 - 1917 commenti

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Troppo imitato per essere goduto appieno oggi, è comunque da annoverarsi tra i più seminali archetipi del poliziesco moderno  insieme al primo Callaghan e al primo Giustiziere della notte, di cui condivide il taglio metropolitano e nichilista ma rispetto ai quali propone un protagonista ancor più anti-eroico: il "papà Doyle" di Gene Hackman non è solo un poliziotto razzista e ubriacone ma un "loser" che ha il suo primo nemico in sé stesso, divorato da una rabbia sanguigna che da un lato gli consente di annusare la pista giusta, ma contemporaneamente gliela lascia sempre scappare.
MEMORABILE: "Mai fidarsi di un negro". "Ma poteva anche essere un bianco...". "Mai fidarsi di nessuno!".

Leandrino 29/12/20 22:25 - 379 commenti

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Un poliziesco raffinato e al contempo sporco, violento quanto basta e veloce quando serve. Il ritmo è quello lento di un pedinamento ragionato e ad alto rischio. Il disegno registico di Friedkin è come di consueto distaccato e freddo: spietato, come sembra il turbolento e antipatico Hackman - unico personaggio che spicca. Dalla splendida sequenza dell'inseguimento del sicario la tensione rimane alta fino al finale, un po' spiazzante.
MEMORABILE: Il primo pedinamento; L'inseguimento alla metro.

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Enzus79 6/09/20 18:02 - 2285 commenti

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Due agenti della narcotici inseguono un trafficante di droga francese. Uno dei migliori risultati del genere poliziesco prodotti ad Hollywood (premiato anche con l'Oscar). Film adrenalinico, con scene e inseguimenti mozzafiato. Potrebbe definirsi tranquillamente come l'esempio perfetto di come devono essere girati (qui un grande Friedkin) e scritti i polizieschi. Gene Hackman simpatico.

Noodles 22/12/21 20:30 - 1464 commenti

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Pioggia di Oscar per un film che appare leggermente sopravvalutato ma possiede innegabilmente una determinata forza visiva e narrativa che comunque lo fa assurgere a esempio di thriller estremamente interessante, specialmente nell'intreccio tra personaggi. William Friedkin sceglie immagini forti, con violenza fisica e psicologica, e colpisce per la maggior parte del film, che però ha anche alcune scene piuttosto noiose verso l'inizio. Trama esile, una scusa per mostrare lo squallore e la violenza della Brooklyn del periodo. Ottimi i due protagonisti. Comunque un buon film.

Giufox 18/01/22 09:41 - 290 commenti

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Affari loschi, commissariati lerci e Gene Hackman che corre insonne in un labirinto di acciaio e  cemento. Friedkin viviseziona la Big Apple nel suo punto storico più fatiscente maneggiando soluzioni visive nuove - in uno scontro tra realismo, morale e spettacolo - per portare il tutto in quella dimensione iperreale che farà la fortuna di altri. Pugno allo stomaco per l'epoca, ad oggi gli angoli appaiono smussati e il poliziotto giustiziere modello superato. Montaggio con meno meriti intrinsechi rispetto alla fama che lo precede - a parte nel famosi inseguimenti ovviamente.
MEMORABILE: Le scenografie; Il camera car nell'inseguimento alla metropolitana.

Kinodrop 22/04/22 18:54 - 2236 commenti

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A distanza di più di 50 anni, ciò che resta ancora altamente apprezzabile in questo poliziesco ultrapremiato ai suoi tempi, è il virtuosismo delle riprese e dei continui cambiamenti di prospettive e di piani, nonché il montaggio ultradinamico specie negli inseguimenti a piedi o in auto per le strade di New York; per il resto rimane un senso di freddezza e di incompiutezza psicologica nel disegno dei personaggi e nei moventi delle azioni, con in più un'inutile prologo marsigliese che non ha nessun peso sulla vicenda. Sceneggiatura elementare e recitazione tutta grinta e fisicità.
MEMORABILE: All'inseguimento della metropolitana di superficie; La demolizione dell'auto alla ricerca dell'eroina.

Bullseye2 9/05/22 23:27 - 180 commenti

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Il primo poliziesco estremamente sporco e realistico, d'impatto anche oggi. Prima della sua rivoluzione horror, Friedkin dirige una pietra miliare e uno spartiacque nel cinema d'azione mondiale in cui gli eroi non esistono e il Male - se proprio non vince - è ben lungi dal perdere. Il cast superlativo e assolutamente in parte è uno dei tantissimi pregi di un film anti-spettacolare per il suo verismo ma che, paradossalmente, regala sequenze tanto spettacolari mai viste prima e raramente dopo. L'inizio del vero Friedkin's touch, e gli spettatori non avevano ancora visto niente...
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Fauno • 5/05/12 18:50
    Compilatore d’emergenza - 2638 interventi
    Lunedì o domani ne parlerò un pochino più a lungo, ma ti posso anticipare che è un falso allarme anche se il dubbio è giustificato, in quanto se avessi detto sul serio, a zappare la terra ci andrei io e dovrei uscire dal sito con la coda fra le gambe...FAUNO
  • Discussione Schramm • 15/06/17 11:16
    Scrivano - 7243 interventi
    tenuto presente che ha i decenni che ha, e che non si potevano pretendere da allora le iperboli grafico-contenutistiche di oggi (che il film comunque mostra in avere in fieri in nuce e in vitro), sono abbastanza concorde con chi lo trova disomogeneo e insoluto. vi sono due tre momenti dirompenti che da soli marchieranno a fuoco tutto il modo di fare e pensare a proposito di cinema hardboiled stradaiolo e poliziesco, c'è la sporcizia para-documentaristica che lo rende acido, asciutto, lordo e cartavetrato immergendoci in una new york underworld che il cinema ha di norma tenuto lontana dagli occhi o tutt'al più latente, c'è quel finale che nulla concede all'ogni-cosa-al-suo-posto cui hollywood aveva assuefatti, e non andrebbe dimenticato che nel 1970 un'opera così rappresentava un ampio passo di lato, quasi una spaccata rispetto a tutto quanto l'ha preceduta.

    però è anche vero che in sé e per sé, al di là del discorso epocale, tutti i meriti sopra elencati li si godono a fronte di molte pecche, su tutte la rugginosità e la gommosità di tanti passaggi, simili a quelle carni che non riesci a deglutire senza averne prima masticato un quarto d'ora a boccone, e ora che l'hai mandato giù è divenuto quasi insapore: in particolare la prima parte con tutte le sue lungaggini e la fatica a prender miccia mostra un braccio sì violento ma anche particolarmente atrofizzato. è un buon film, ma non esente dalla disomogeneità che contraddistingue un po' tutta l'opera di friedkin, percorsa da momenti grandiosi e circonfusa di contorni che non avrebbe guastato condire meglio.

    anche per me hackman convincente e du role solo in parte, e superfluo dire che trovo peccaminoso aver pentapremiato questo lasciando kubrick a mani vuote.

    chi ha il doppio dvd dia un'occhiata alle scene tagliate: ve ne sono due che a mio gusto è stato pauroso eliminare: quella sado-maso, che ci anticipa cruising, e quella della bici in reverse: nell'economia della sporcizia d'insieme e delle ambiguità su dominio e sottomissione di legge e crime avrebbero dato al film una bella spanna di potenza in più.
    Ultima modifica: 15/06/17 11:23 da Schramm
  • Discussione Buiomega71 • 15/06/17 12:43
    Pianificazione e progetti - 23913 interventi
    Per nulla d accordo ( come spesso accade) con la disamina schrammiana

    Vero che ha perso un po' di smalto col passar degli anni e vero anche che perde il confronto con l altro poliziesco friedkiano ( VIVERE E MORIRE A L.A.), ma resta un opera pregna di pessimismo radicale, di bastardaggine immorale, di adrenalinica concitazione. Le puttane, i " negri" i modi spicci e fascistoidi di un Hackman in stato monumentale ( l Oscar si, altroche'), il viscidume di Ray ( ciao ciao con la manina, gran sberleffo), rimangono inalterati e ancor di altissimo livello.

    Per contro amo di più il secondo, ma l odissea nera metropolitana friedkiana e difficile da togliere dalla memoria
  • Discussione Schramm • 15/06/17 13:02
    Scrivano - 7243 interventi
    a me non è spiaciuto, resta ancora oggi un buon film, in alcuni aspetti e momenti anche più che buono, e come vedi ho speso molte più parole ed energie sui meriti che sui demeriti, ma proprio perché questi coesistono non lo trovo per niente compatto. l'ho rivisto ieri (non lo rivedevo dai primissimi passaggi rai) e i primi tre quarti d'ora non sono quel che definirei propriamente trainante o appassionante. 5 oscar con un'arancia meccanica come avversario/concorrente, poi, mi sembrano davvero mal riposti.
    Ultima modifica: 15/06/17 13:05 da Schramm
  • Discussione Buiomega71 • 15/06/17 13:09
    Pianificazione e progetti - 23913 interventi
    Io ci vedo pochi difetti e parecchi pregi. Anche se, mi stupiscono di me stesso, il secondo lo amato di più. Curioso come, in questo caso, Frankenheimer batte Friedkin 2 a 1, con quel finale che e un vero e proprio pugno in faccia ( e nemmeno quello del primo scherzava)
    Ultima modifica: 15/06/17 17:40 da Buiomega71
  • Discussione Schramm • 15/06/17 13:24
    Scrivano - 7243 interventi
    non sei da solo. anch'io ho un ricordo più vivido e di maggiore entusiasmo del secondo (su tutto, svetta il ricordo del villain che riduce hackman all'eroina). prima o poi dovrò riagguantare anch'esso. comunque buio procurati anche in prestito l'edizione a due dischi perché secondo me una delle scene tagliate ti farà impugnare carta e penna e scrivere a friedkin "perché, Bill, perché??"
  • Homevideo Rocchiola • 12/03/18 11:04
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Premetto che esistono due versioni in blu-ray di questo capolavoro. Quella sopra indicata è la prima targata 2008 la quale è stata rimasterizzata da Friedkin in persona il quale ha modificato in modo significativo il colore e la grana del film a proprio piacimento combinando un disastro. In questa prima edizione i colori appaiono spenti come velati da un chiarore azzurrognolo e la grana è in alcune sequenze davvero eccessiva. Il regista si è giustificato dicendo di aver voluto dare un tono ancor più realistico alle riprese originarie, ma di fatto non ha ottenuto un risultato apprezzabile tanto che il direttore della fotografia Owen Roizman si ripromise di rimasterizzare nuovamente il film con i colori e la granulometria corretta pensata inizialmente. Ed ecco quindi nel 2012 uscire la seconda versione del film sempre targata fox nell'ambito della "Filmmakers Signature Series", un Region free privo ovviamente dell'audio italiano.
    Ovviamente questa seconda versione non è uscita in Italia quindi ci dobbiamo accontentare del primo BD del 2008 che non mi entusiasma ma è comunque meglio del doppio DVD Fox da molti ritenuto superiore al BD stesso. In merito posso dire che il DVD presenta la stessa versione poi riproposta nel BD del 2008. La differenza è che sul DVD la grana è meno invasiva semplicemente perchè c'è meno dettaglio. Le tonalità ed i colori sono identici. Ovviamente il maggior dettaglio del BD, anche se un pò più granuloso, me lo fà preferire al DVD. Ottimo invece in entrambe le edizioni il reparto degli extra con il disco supplementare ricco di interviste e commenti.
    Ultima modifica: 9/12/20 10:55 da Rocchiola
  • Curiosità Schramm • 24/07/18 16:00
    Scrivano - 7243 interventi
    Friedkin aveva inizialmente girato tutt’altro finale, montato ma tagliato prima del cut definitivo, una sequenza surreale in cui Popeye, solo nell’edificio abbandonato, spara dapprima contro una figura che corre verso di lui, che si rivelerà essere se stesso; poi lo si vedeva vestito da babbo natale mentre dei multipli Charnier vanno verso di lui circondandolo. Friedkin montò la sequenza ma concluse che sarebbe stata ottima in un film di Fellini e non in un thriller commerciale.

    Per la parte di Charnier, Friedkin voleva il gangster di Bella di giorno. Per un equivoco da parte del suo assistente, venne scelto Fernando Rey al posto di Francisco Rabal. Nel parlarci, Friedkin apprese che in realtà Rey aveva sì lavorato per Bunuel (che lo volle dopo averlo visto apparire nel ruolo di cadavere in una bara in vece di un attore raccomandatogli) ma non aveva fatto Bella di giorno, rimanendo scioccato. Trovandolo inadatto per via dell’accento spagnolo e del pizzetto (che Ray rifiutò di togliere, perché avrebbe lasciato scoperto un mento arrossato e pieno di porri) che gli dava un’aria troppo distinta e aristocratica, chiese a Bob Weiner di rimandare indietro Rey, rintracciare l’altro attore e ingaggiarlo. Il problema era che anche Rabal era spagnolo, non parlava una parola di inglese né di francese e soprattutto si ritrovava già contrattualmente vincolato. Friedkin fece a malincuore buon viso a cattivo gioco, convinto che il film sarebbe risultato un disastro, essendo - a suo intendimento - Rey il secondo attore sbagliato del cast (con Hackman ebbe diversi alterchi e problemi che rallentarono le riprese, e fece di tutto per non averlo)

    Il responsabile della Transit Authority non volle inizialmente dare il benestare per la scena dell’inseguimento sotto la sopraelevata e per l’uso del treno come location, adducendo di non voler mostrare che dirottare un treno era cosa facile a farsi e facilmente praticabile da un emulo. Mentre il team di Friedkin stava lasciando l’ufficio, il responsabile tornò sui suoi passi acconsentendo alle richieste ma chiedendo 40mila dollari e un biglietto di sola andata per la Giamaica, perché dopo aver visto il film i piani alti lo avrebbero certamente silurato (cosa che effettivamente accadde a ridosso della fuoriuscita del film). Nonostante l’assenso, la Transit impose non poche imposizioni su come e quando girare. Riprendere uno scontro era fuori discussione: il veto venne ovviato nel più semplice e classico dei modi, riprendendo cioè il treno dietro in retromarcia e poi a 8 fotogrammi anziché 24 e poi filmarlo al contrario, aggiungendo il botto dello schianto in post-produzione. La scena dell'inseguimento ha da sola richiesto un mese di riprese.

    (Fonte: William Friedkin, Il buio e la luce [The Friedkin connection], pagine 240, 193-195, 213)
  • Curiosità Fauno • 23/12/18 01:18
    Compilatore d’emergenza - 2638 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, un flano del film:

  • Homevideo Rocchiola • 9/12/20 10:56
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Rivisto su schermo da 55" Ambilight, confermo quanto sopra detto in merito al BD e corrispettivo DVD.