Vivere e morire a Los Angeles

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: To live and die in L.A.
Anno: 1985
Genere: poliziesco (colore)
Numero commenti presenti: 51
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un film nervoso, veloce, teso, violento come il suo protagonista, William Petersen (lo rivedremo nel favoloso MANHUNTER, in cui reciterà praticamente lo stesso tipo di personaggio). Un film che per la prima mezz'ora sembra seguire le orme dei cento polizieschi simili che ogni anno escono in America ma poi fa esplodere tutto il talento del regista William Friedkin (che già aveva diretto un classico del genere con IL BRACCIO VIOLENTO DELLA LEGGE) con un inseguimento mozzafiato, da inserire in un'ipotetica classifica dei migliori, che ci trasmette come per incanto un’inebriante sensazione...Leggi tutto di follia e velocità. Poi tutto pare tornare nella norma; invece mille sorprese sono in agguato, compreso un finale annichilente, impietoso, freddo e improvviso come non ce lo si potrebbe aspettare mai, breve e intenso come un pugno in faccia. Questo è TO LIVE AND DIE IN L.A., thriller poliziesco quintessenziale la cui efficacia è consolidata da una fotografia algida ma perfetta e dalla colonna sonora dei Wang Chung, gruppo oggi dimenticato di pop-dance all'epoca sulla cresta dell'onda con l’hit “Dance Hall Days” (di cui si sentono le note in un bar del porto). Cast impressionante, con l’esordiente John Turturro, Dean Stockwell, Willem Dafoe (tanto per cambiare nella parte del supercattivo), Debra Feuer, John Pankow e il già citato William Petersen il quale, anche se non particolarmente espressivo, è dotato di un dinamismo incredibile e di una prestanza fisica che gli permettono di dare al film (come avverrà in MANHUNTER) una sensazione di irrefrenabile frenesia. Un poliziesco da godersi fino all'ultima scena, consci di assistere allo sforzo di uno specialista, uno dei pochi registi capaci di rivoluzionare un genere senza cambiare nulla.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Hackett 18/04/08 20:42 - 1728 commenti

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Ottimo film del talentuoso Friedkin. Pur appartenendo agli anni '80 ha la matrice e la forza d'urto dei migliori lavori della decade precedente. La trama è avvincente, l'azione non manca, gli interpreti sono ottimi (bravissimo William Petersen già anni luce prima di C.S.I.) ma è il velo malinconico e pessimista che contamina tutta la pellicola il vero protagonista. In questa storia nessuno è veramente pulito e chi lo potrebe essere deve fare i conti con il destino.

Il Gobbo 30/05/08 08:58 - 3011 commenti

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Notevolissimo, con un Willam Petersen pre-Grissom (e, a posteriori, riconoscibile a stento, nella caratterizzazione di un personaggio assai poco speculativo), e un film capace come forse nessun altro l'(in)estetica degli anni '80 con il nichilismo dei grandi classici del decennio precedente. Compattezza senza scalfitture, ritmo senza cedimenti, cast interessantissimo, un quasi-classico da non perdere.

Magnetti 8/06/08 09:30 - 1103 commenti

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Ottima fotografia di Los Angeles, musica veramente coinvolgente, scene da antologia (Dafoe che fabbrica le banconote false, l'inseguimento)... ma su tutto c'è l'estro magico del regista Friedkin. Forse uno dei migliori film degli anni '80, che va controcorrente (niente edonismo, prevale il pessimismo) con un ritmo impressionante che tocca nel profondo per il finale che non lascia speranza... La figura del cattivo di Dafoe è molto riuscita: freddo e cattivo fino al midollo, dotato di una certa classe e gusto per l'estetica.

Flazich 8/06/08 12:59 - 658 commenti

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Certi film non andrebbero mai rivisti. Questo vale soprattutto per il film degli anni ottanta che, cinematograficamente, rappresenta il periodo più buio del cinema. La colonna sonora è a dir poco irritante. La trama è ricca e articolata ma la messa in scena è ridicola, a partire della ambientazioni. Il film è freddo, vuoto e non coinvolge mai lo spettatore: la scena dell'inseguimento è a dir poco da sbadiglio e i cecchini che sbucano da ogni dove sono la ciliegina sulla torta.

Galbo 11/10/08 05:48 - 11424 commenti

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Tra i film migliori realizzati negli states negli anni '80, grazie sopratutto all'impegno del regista William Friedkin, Vivere e morire a Los Angeles è un thriller urbano iperrealista che si segnala sopratutto per la sua ambientazione in una città cupa, dominata e soggiogata da una violenza che pregna totalmente la vicenda e splendidamente resa dall'ottima fotografia e dai ritmi serrati del montaggio. Molto buono il cast, privo di star ma con interpreti validissimi.

Patrick78 16/01/09 17:26 - 357 commenti

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Artificioso poliziesco urbano di Friedkin che in pieno stile anni 80 ci bombarda di musica completamente inadeguata dei Wang Chung e di immagini patinate con la fotografia di Robby Mueller. Passato di moda, vecchio e poco coinvolgente con un Dafoe pietoso nella parte del falsario. Petersen non è mai stato un grande attore e qui lo conferma in pieno con una prova che potenzialmente poteva valere molto ma che non solo per colpa sua diventa disastrosa. L'inseguimento in macchina è carino ma nulla più. Friedkin si conferma regista molto sopravvalutato.

Capannelle 28/04/09 16:54 - 3732 commenti

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La critica unanime: uno dei migliori e più cupi polizieschi degli anni 80. Figuriamoci il resto! La storia potrebbe anche funzionare, giusto renderla sporca e abbandonare certi clichè, ma la tensione è intermittente, gli inseguimenti sono pacchiani, tra gli attori si salvano solo Dafoe e il suo tirapiedi. Non parliamo poi della musica, tipica del periodo e martellante... sui nostri zebedei. Bipalla.
MEMORABILE: Altra ciliegina sulla torta: il recluso (Turturro) e Dafoe parlano dei loro intrallazzi come se nulla fosse nella sala colloqui del carcere.

Daniela 13/01/10 08:19 - 9534 commenti

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Coppia di poliziotti (il navigato ed il novellino) ricorrono a tutti i mezzi per incastrare un artista falsario ed assassino. Storia cupa con colori brillanti, è un poliziesco d'azione tosto, fra i migliori del decennio, con sequenze accompagnate da una musica martellante e modaiola che potrà non piacere ma forma un mix unico con le immagini. Convincenti Dafoe e Pankow, funzionale Petersen cui spetta un'uscita di scena anticonvenzionale non tanto nell'esito, quanto nella modalità secca ed inaspettata, vero pugno in faccia allo spettatore.
MEMORABILE: La sequenza delle fabbricazione delle banconote false; L'inseguimento contromano; Il colpo di fucile

Homesick 14/01/10 18:45 - 5737 commenti

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Propensione all’iperrealismo tragico ed iniezioni di violenza improvvisa – unitamente alla fotografia di una L.A. assolata ma dall’anima nera - sono gli assi portanti di questo moderno poliziesco, tuttavia in bilico a causa delle crepe di una sceneggiatura prolissa e di un ritmo a corrente alternata; anche gli inseguimenti, seppur concitati, sono assai di maniera. L’insipido Petersen è dissolto dal malefico charme di Dafoe, mentre la sequenza della fabbricazione del denaro falso, inondata dalle vorticose musiche dei Wang Chung, pare un clone di quella dello scasso in Strade violente.

Cotola 14/01/10 23:38 - 7564 commenti

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Eccezionale film noir di Friedklin che firma una delle sue opere migliori se non la più bella in assoluto. Merito di una grande regia che sa essere intensa e frenetica anche in scene, di rara bellezza, che di action avrebbero ben poco come quella della fabbricazione dei soldi. Notevole e coraggiosa la scelta narrativa della sorte toccata a Petersen, se non altro poichè arriva tanto improvvisa quanto violentissima. La conferma che Friedklin non è un regista qualsiasi e che cerca solo il consenso del grande pubblico.
MEMORABILE: La fabbricazione dei soldi; la sorte di Petersen; e, ovviamente, l'inseguimento in auto che è uno dei più incredibili di tutta la storia del cinema.

Darkknight 22/02/10 12:52 - 352 commenti

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Legge del contrappasso: Friedkin, che con L’esorcista ha firmato uno degli horror più sopravvalutati di sempre, con "Vivere e Morire a L.A." gira uno dei polizieschi più crudi e pessimisti di tutti i tempi e che proprio per questo non ha mai sfondato presso il grande pubblico: fotografia che restituisce appieno lo smog e l’afa della metropoli, montaggio serrato, musiche martellanti dei Wang Chung e violenza senza impennate surreali, ma che esplode nel momento più inaspettato, quasi come nei film di Kitano.

Rebis 2/06/10 12:42 - 2088 commenti

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In un montaggio allucinato e astrattista, Friedkin disegna una Los Angeles compulsiva, libidica, un dedalo sulfureo in cui la combustione adrenalinica fomenta l'impeto motivazionale di ogni personaggio. Dafoe, falsario e artista mefistofelico che incendia compiaciuto le sue opere, è demiurgo e distruttore, promotore di una criminalità infestante. Petersen e Pankow configurano il doppio, instabile volto dell'ordine pubblico, pretesto delle istituzioni. Per Friedkin vince il Male, inteso come liberazione, necessario e transitorio annichilimento di ogni valore e senso. Un noir esemplare.

Puppigallo 2/06/10 13:36 - 4515 commenti

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Solido poliziesco, dove la colonna sonora è parte integrante, i personaggi hanno spessore (niente cartavelina) e la sceneggiatura non presenta buchi, tolto qualche rallentamento (i difficili rapporti personali del protagonista). Quando un regista ha talento te ne accorgi soprattutto ascoltando i dialoghi e, ancor di più, durante le scene d’azione; e qui di talento ce n’è parecchio (notevole l’inseguimento in auto, con i killer alle calcagna). Bravo Dafoe (artista e falsario senza scrupoli), ma anche Turturro (verme pericoloso). Solo per il finale merita mezzo pallino in più. Da vedere.
MEMORABILE: La ragazza: "Ho sognato che ero sul palco e la gente mi spegneva le sigarette addosso". Visti i tagli alla cultura, sembra più un incubo di Bondi.

Kanon 24/05/10 17:09 - 596 commenti

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Cupo, teso, pessimista, violento e molto accurato (Friedkin si fece aiutare sul set da veri falsari e poliziotti) è un grande poliziesco con un incazzereccio Petersen che tenta di incastrare il glaciale artista Dafoe. Molte le sequenze da ricordare come quella dell' inseguimento o la produzione dei dollari falsi. Ottimo anche Turturro ed il resto del cast. Da sottolineare anche le musiche martellanti che ben si sposano con le immagini e danno ritmo alla pellicola. Ingiustamente bistrattato ma merita una rivalutazione. Consigliato.

Tomastich 6/07/10 18:53 - 1216 commenti

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Friedkin è un regista che si vuole sporcare la mani e le vuole sporcare a tutti i protagonisti delle sue pellicole. Un polizesco d'azione, cupo, di strada, fotografato in maniera ottimale: è questo Vivere e morire a Los Angeles. Da molti sopravvalutato, da altri ridicolizzato (questo per una moda di andare contro gli anni '80 per partito preso).

Lucius 11/10/10 13:05 - 2819 commenti

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Ottimo poliziesco degli anni ottanta caratterizzato da una regia dinamica e brillante con al centro la vita professionale di due poliziotti che pur di incastrare un abile falsario finiscono col prender parte ad una rapina. Convulso, vendicativo, diretto da ottimo Friedkin in grado di mettere in scena una spettacolare caccia all'uomo, in una realtà tipica di Los Angeles di quegli anni. Duro, da vedere.

Gestarsh99 13/11/10 00:07 - 1330 commenti

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La netta e anarchica controtendenza di questo durissimo poliziesco sotto il segno del cameratismo più ontologico risiede nell'aver raffigurato come "buone" icone cinematografiche da sempre dipinte in termini negativi: gli agenti federali, dipendenti del tanto vituperato dicastero del Tesoro. Friedkin traccia un incalzante percorso di sfida all'ultimo sangue governato dalla bassa profanità di quelle banconote cui tutti dedicano il culto; una divinità fittizia a sua volta falsificata e sostituita da un'altra ancora più finta: il danaro contraffatto. Il capolavoro meno ottantiano degli eighties.
MEMORABILE: Quell'iniziale e rapido passaggio di denaro da una mano all'altra, incessante, alla luce del sole ma anche losco e significativamente sintomatico.

Enzus79 27/11/10 21:25 - 1830 commenti

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William Friedkin ci regala questo bellissimo poliziesco che ha la sua forza negli attori e soprattutto nel finale. La scena in cui il protagonista guida contromano è una delle migliori che io abbia visto del genere. Colonna sonora poco coinvolgente. Da vedere.

Piero68 4/07/11 16:40 - 2768 commenti

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Poliziesco cinico e duro come pochi negli anni 80. La sceneggiatura non è ricercata ma il dinamismo ed il montaggio lo rendono un "must", per quegli anni. Diretto e senza fronzoli il regista preferisce andare subito al succo delle scene, senza estetismi e senza girarci troppo intorno. Qualche scena usata come semplice riempitivo serve a dare delle pause utili a far prendere fiato allo spettatore. Anche il finale è completamente fuori dai canoni classici. Da vedere assolutamente.

Markvale 26/08/11 11:02 - 143 commenti

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Regge il paragone con il classico Braccio violento della legge dello stesso regista del quale rappresenta la versione allucinata e aggiornata agli anni Ottanta. L'universo iperrealistico nel quale si muovono poliziotti e criminali è contraffatto e artefatto, popolato da esaltati drogati di adrenalina e psicotici dall'incerta identità e dal grilletto sempre facile. Performance degli attori giustamente sopra le righe e un inseguimento contromano rimasto giustamente negli annali del cinema d'azione.

Matalo! 5/01/12 17:01 - 1368 commenti

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Un film paradigma degli 80, la cui estetica contiene lo scintillio e la cupezza di quel decennio, grazie all'albeggiosa fotografia di Muller (che dà al film un'anda "Wendersiana"). Friedkin rilegge French Connection e inietta al copione più pessimismo e radicalità ed è vero che qui si supera. Lo stile è meno "neorealistico", le impennate si elevano e i personaggi si muovono in una realtà irredenta. Se in French Doyle uccide un collega per sbaglio qui la fatalità è più contorta e perversa. Eccellenti interpretazioni (Dafoe al top come pittore-flasario).
MEMORABILE: La scoperta che il corriere del denaro era un agente FBI; Pertinenti musiche dei Wang Chung.

Roger 25/01/12 18:01 - 143 commenti

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Oltre alla trama avvincente, di questo film mi é piaciuta l'ambientazione. Ne risulta una Los Angeles lontana dall'immaginario "glamour" e patinato a cui siamo abituati: scali merci, capannoni nel deserto, binari ferroviari polverosi, sobborghi desolati, tramonti rosso fuoco dietro spettrali linee elettriche. Quasi un western post-moderno. Davvero notevoli tutti gli attori.

Didda23 22/02/12 14:46 - 2288 commenti

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Friedkin dirige, con inquadrature mozzafiato, un tetro poliziesco dalla forte connotazione leopardiana, nel quale manca totalmente uno spiraglio di luce. Se da un lato la regia ispirata di Friedkin regala fiumi in piena di emozioni, purtroppo non si può dire altrettanto dell'urticante colonna sonora che ammazza totalmente la piacevolezza delle immagini. La fotografia, in qualche frangente, possiede echi suspiriani.

Daidae 29/05/12 03:10 - 2749 commenti

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Film di azione decisamente soppravalutato. La colonna sonora e alcune attrici che colpiscono esteticamente (ma scarse nella recitazione) lo alzano di livello. Per il resto c'è azione, qualche sparatoria e un inseguimento lungo quanto irreale. La sufficienza ovviamente la prende in pieno, ma non è assolutamente quel capolavoro che si crede, perlomeno non per i miei gusti. 6 pieno.
MEMORABILE: La sparatoria nel finale, l'inseguimento.

Cloack 77 8/10/12 20:34 - 547 commenti

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Friedkin indirizza il film in un gorgo di violenza dalla quale è impossibile uscire e di cui lo stupefacente finale è l'esatto punto di non ritorno. Sceneggiatura unica, regia tesa, perfetta senza la minima sbavatura, ritmo incessante nel corpo di Petersen, personaggio che costringe il film a un inseguimento continuo, che si specchia nel "lato oscuro" Dafoe, altro capolavoro di scrittura e interpretazione.

Dr.presago 2/11/12 18:37 - 22 commenti

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Poliziesco nichilista di assoluto valore per ritmo e coinvolgimento grazie a una tessitura narrativa che, strabordante di richiami intratestuali, si arricchisce di sequenza in sequenza fino all'inaspettato e destabilizzante finale. Difficile trovare difetti a un film architettato praticamente alla perfezione, interpretato con disinvoltura da attori ben calati nei propri ruoli, registicamente originale nella direzione delle scene tipiche del genere (inseguimenti e sparatorie). Da vedere.
MEMORABILE: "La fine del mondo".

Fauno 6/06/13 22:57 - 1929 commenti

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Cast stellare per il must più inossidabile della storia del cinema. Pathos, frustrazione, senso di rivalsa, ribellione più nera son diffusi a livello capillare nell'animo dell'agente Chance, intaccato dalla morte del "gemello" e deciso a vendicarlo a tutti i costi. La controparte negativa non è da meno: un falsario-artista che brucia le sue opere migliori e nel mezzo personaggi tutti da Oscar, perfino la doppia effe Feuer-Fluegel... L'epilogo poi rade al suolo tutto il poliziottesco mondiale, compresi Lynch e Tarantino; con un film così non ci si compete!
MEMORABILE: "La fine del mondo"; "Amico, sei al posto sbagliato al momento sbagliato"; "Niente arresto niente soldi, se vuoi del pane scopati un fornaio".

Coyote 14/07/13 22:40 - 185 commenti

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Per affrontare il film occorre una buona predisposizione per l'estetica anni Ottanta. Il meglio di musiche, fotografie, tramonti, personaggi, di quegli anni viene restituito sotto forma di thriller noir e il risultato ha un che di mitico, quasi da cult-movie. William Petersen è perfettamente nel ruolo del poliziotto esaltato ma tutto sommato piacevole, il finale è da applausi.

Zender 8/11/13 20:28 - 282 commenti

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Gelido e teso come l'electrodance dei Wang Chung che ne scandisce l'azione, "To live and die in L.A." promuove Petersen a fresca icona della modernità (ruolo ribadito l'anno successivo in Manhunter). Il rinnovato braccio della legge è senza fronzoli: Chance parla poco, è l'argento vivo che si impolvera in un inseguimento sensazionale, che battibecca con un Dafoe falsario perfetto. Friedkin anticipa i tempi e impone nuovi standard. Non lascia scampo: ti trascina nel gioco e ti stordisce con un finale da urlo che ti lascia di sasso lì, a terra.

Buiomega71 10/11/13 17:26 - 2284 commenti

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Furente, livido, fiammeggiante, assoluto e irripetibile poliziesco ottantiano che non fa sconti e colpisce come un pugno in faccia. Friedkin all'ennesima potenza: destabilizza, pompa adrenalina, si fa feroce e spietato, disilluso e nichilista e il tutto fa sembrare Il braccio violento della legge un gioco per bambini. Impreziosisce la confezione la straordinaria fotografia di Robby Müller che regala una Los Angeles infuocata e afosa, che pare uscita dall'inferno, con i suoi cieli rosso sangue. Grande, grandissimo cinema, friedkiano sino al midollo. Imprescindibile.
MEMORABILE: L'inizio con il terrorista islamico che si fà saltare in aria; Il doloroso e inaspettato twist a metà film; L'ultima immagine finale su William Petersen.

Rullo 2/02/14 18:19 - 388 commenti

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Un thriller squisitamente anni ottanta, impalcato su una regia solidissima - grande gusto estetico di Friedkin - e una colonna sonora spaziale dominata dai sintetizzatori. Non sfocia nelle banalità tipiche del genere e lascia lo spettatore appagato alla visione, anche grazie alle molto convincenti prove recitative. Grottesco e ipnotizzante.

Trivex 17/02/14 14:12 - 1498 commenti

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Los Angeles è riscaldata e illuminata da un sole malato. Si vede subito l'indirizzo del film, tutt'altro che sereno e amichevole, dopo quella fotografia da lapide cimiteriale. E il "cowboy" va a farsi ammazzare da solo (per non perdere tempo in due) a tre giorni dal meritato riposo. Poi la storia si "tira nera", tesa e disperata, accessoriata di personaggi dalla vita difficile che si muovono senza cuore e senza Dio a Los Angeles. Nota di merito per il regista che, senza scomodare Pazuzu, riesce proprio bene a realizzare questo inferno.

Cangaceiro 20/02/14 18:12 - 982 commenti

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Friedkin trascina la sua cifra filmica profondamente marcata anni '70 nella decade successiva contaminandola. Il putrido sobborgo metropolitano (qui una L.A. assolata e mai così degradata) fatto di crimine, sesso e violenza si fonde con l'estetica ottantiana (musiche, abbigliamento e automobili) creando un unicum imperdibile in cui lo stesso regista la fa da padrone: l'estenuante inseguimento in auto è un pezzo di bravura forse ineguagliato dal cinema action a venire e dimostra una tecnica invidiabile. Il finale è un pugno in faccia inaspettato. Applausi.
MEMORABILE: L'inseguimento mozzafiato.

Nicola81 11/08/14 14:32 - 1981 commenti

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Il miglior film di Friedkin, con buona pace dell'acclamato L'esorcista e del pluripremiato Braccio violento. Di quest'ultimo ripropone il realismo e la morale di fondo, ma li mette al servizio di una sceneggiatura più articolata e di un ritmo decisamente più incalzante. Buona la prova del cast (per quanto Petersen mi abbia maggiormente convinto nel di poco successivo Manhunter) e notevole l'ambientazione in una Los Angeles buia e degradata, valore aggiunto di un film che dell'estetica anni '80 non ha poi molto, colonna sonora a parte.
MEMORABILE: L'inseguimento; Il finale, decisamente insolito.

Delpiero89 21/09/14 11:57 - 263 commenti

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William Friedkin ci regala una pellicola di alto impatto, con grande ritmo e immagini fortissime. Willem Dafoe è un "cattivo nato" e lo stesso William Petersen dimostra di avere "le physique du role". Sequenze impressionati, dall'inseguimento in auto alla falsificazione dei dollari fino a un finale durissimo. Ottima colonna sonora. Imperdibile per gli amanti del genere: un poliziesco artisticamente perfetto e ricchissimo.

Whitesnake 22/09/14 12:58 - 22 commenti

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Col passare degli anni, l'opera di Friedkin perde qualcosa. La prima parte finisce per denunciare infatti una confezione ormai troppo classica, molto anni 80. Recupera però nella seconda, nella variatio che distrugge la centralità dell'Eroe protagonista e poi nel bellissimo e incendiario finale, che si lascia ancora ricordare e apprezzare per il sapiente uso della fotografia e delle scelte stilistiche. Sicuramente una pellicola da non trascurare, comunque.
MEMORABILE: Decisamente il finale.

Bronson82 17/01/15 10:59 - 32 commenti

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Un ritratto cupo, spietato, fiammeggiante e nichilista di una città - Los Angeles - che va a fuoco insieme ai quadri e ai soldi falsi sotto un cielo color rosso vivido. Non c'è redenzione, non c'è speranza, solo uno scenario di sangue e violenza, dove i sentimenti sono abbozzati e ciò che conta è sfuggire alla presa del male. Vivere in modo sporco, scorretto e morire senza celebrazioni e melodrammi patetici. La ruvida Los Angeles s'infiamma e brucerà per sempre nell'inferno del cinema eterno.
MEMORABILE: L'assassinio del primo gemello; Dalla cattura del cinese la fuga e il conseguente inseguimento; Lo scontro a fuoco nello spogliatoio; Tutto il finale.

Ultimo 4/03/15 18:35 - 1371 commenti

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Notevolissimo poliziesco anni 80 con un ritmo costante e ottimi dialoghi, ambientato in una Los Angeles squallida e pervasa dalla criminalità. Questo è il punto di partenza del film, in cui troviamo un cast eccezionale (perfetto Petersen e ottimo Dafoe). Fantastica la scena dell'inseguimento contromano e finale tutto da gustare (resterete di sasso in più di una scena). Grande regia per un grande film, da annoverare tra i migliori polizieschi di sempre.

Bruce 12/06/15 18:16 - 1005 commenti

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Quattordici anni dopo Il braccio violento della legge Friedkin torna sulle tracce del suo capolavoro noir. Cambiano città e protagonisti, l'intreccio è un po' più articolato ma l'atmosfera tesa, violenta e realistica è la stessa. Il cast è azzeccato e di alto valore, lo script buono e l'azione decolla a metà pellicola con una scena di inseguimento tra le migliori che io ricordi. Imperdibile, per gli appassionati del poliziesco.

Furetto60 17/10/15 16:26 - 1129 commenti

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Poliziesco noir che, nonostante sia tratto da un romanzo, non fa della trama il suo punto di forza (vi sono infatti passaggi e situazioni non ben risolti); inoltre nella prima parte non si ha l'impressione di assistere a qualcosa di particolare, anzi. Nella seconda il ritmo cambia grazie a un inseguimento da urlo, lungo e ben costruito e il finale è di un nichilismo inatteso. Pregevoli anche alcuni passaggi fotografici, mentre il protagonista, Petersen, recupera con la vitalità una certa inespressività. Azzeccato, ma in Italia abbiamo di meglio.

Faggi 22/12/15 20:36 - 1507 commenti

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Cinico e avvincente poliziesco che in qualche misura è anche un noir postmoderno. Il personaggio di Dafoe è straordinario e riassume un principio cardine per il genere: il crimine è un'arte e il criminale un'artista della distruzione e della falsificazione del reale (simboliche a questo proposito le sequenze iniziali). Figure femminili indimenticabili, poliziotti senza scrupoli convincenti, riuscito spettacolo delle scene d'azione, bella musica, fotografia metropolitana iperrealista... Cosa si vuole di più? La regia? C'è, ed è solida.
MEMORABILE: Dafoe quando brucia il suo riuscito dipinto; Le belle gambe sempre in mostra della Fluegel.

Giacomovie 7/03/16 20:26 - 1352 commenti

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Uno dei film più irregolari finora da me visti, sia in termini dell’interesse suscitato che dell’incisività della vicenda, cosa che si ripercuote sul ritmo, anch'esso irregolare nonostante qualche sequenza molto movimentata e tesa. Lo spessore registico garantito dalla maestria di Friedkin compensa solo in parte gli sbalzi apatici dello svolgimento. L’ambientazione è poco curata e pure l'erotismo viene spesso accennato per poi essere interrotto. Una parziale delusione rispetto alle attese e alla fama del film.

Saintgifts 17/08/16 16:22 - 4098 commenti

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Assieme a Gerald Petievich (autore dell'omonimo romanzo da cui è tratto il film, 15 anni agente segreto Usa), Friedkin firma una sceneggiatura che prima di diventare tale passa il romanzo attraverso la fitta rete del setaccio stile fumetto, che lascia passare solo la vera farina, assieme all'anima, della dura vicenda. Ne risulta così un film ruvido, senza smussature, che non lascia il tempo a inutili riflessioni, grigio e colorato come i suoi personaggi e con le esagerazioni tipiche dell'iperrealismo. Gli attori assumono i tratti netti della china.
MEMORABILE: I personaggi femminili.

Rocchiola 30/03/18 10:53 - 873 commenti

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Friedkin ritorna alle atmosfere del Braccio violento della legge e firma uno dei più entusiasmanti cop-movie Hollywoodiani di sempre. Scurissimo action-noir sorretto da un crescendo narrativo teso e credibile che catapulta i protagonisti in un inferno metropolitano iperrealista senza precedenti. Mai vista una Los Angeles così degna dell'appellativo di moderna "Sodoma e Gomorra". Sembra la versione cattiva di Miami Vice. Superba fotografia dalle tinte pastello di Robby Muller abituale operatore di Wim Wenders. Dafoe cattivone da antologia.
MEMORABILE: L'inseguimento automobilistico; L'uccisione di Jim Hart; Il recupero dei soldi dallo sgherro di colore in stile blaxploitation; La stampa del denaro.

Paulaster 5/12/18 09:48 - 2831 commenti

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Poliziotto cerca di incastrare falsario per vendicare il compagno ucciso. Action movie che annovera solo un inseguimento, ma mantiene un ritmo costante, adrenalinico, con ogni parte del cast a dare un apporto. Regìa che senza un budget straordinario eccelle senza approfittare troppo della violenza (ad esclusione degli spari al limite dello splatter) e del clima notturno. Ottima fotografia, anche nelle fasi diurne. Petersen con la sua faccia da piacione riesce a essere credibile in un ruolo da macho.
MEMORABILE: L'ultimo scontro a fuoco; L'inseguimento contromano; Gli spari dei secondini in carcere.

Berto88fi 27/12/18 09:48 - 199 commenti

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Pellicola di forte impatto, ritmo e azione incalzante, pessimismo e cattiveria sparsi a piene mani in una Los Angeles cupa e fatiscente; il tutto scandito dalla colonna sonora Eighties e da scatti di violenza improvvisa. Non è però esente da difetti: la trama ha più di un passaggio sfuggente e alcune situazioni sono irrisolte. Ottimi Dafoe e Turturro, sufficente Petersen. Notevole l'inseguimento contromano, che riprenderà in Ronin Frankenheimer.
MEMORABILE: La produzione del denaro; Tutta la sequenza finale.

Ira72 21/02/19 10:02 - 953 commenti

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Un tripudio "very eighteen". Tutto il meglio - anche un po'rimpianto - degli anni '80 è qui racchiuso, dall'abbigliamento alla colonna sonora, per non parlare dei titoli di testa. Un inno al kitsch. Cast all'altezza, con un giovanissimo e da sempre maledetto Willem Dafoe contro un Petersen che svecchia la categoria del poliziotto buono. Film davvero avvincente, trascinante, coinvolgente. Impossibile annoiarsi. Davvero nulla che non vada in questa perla rara che emerge dagli abissi dei lavoracci cinematografici del periodo (per questo mezzo pallino in più!).
MEMORABILE: Finale che lascia di stucco.

Jena 2/03/19 19:11 - 1207 commenti

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Poliziesco friedkiano sicuramente buono ma che convince meno di cose come Cruising o L'anno del dragone. Partenza a razzo con la fabbricazione dei verdoni, poi una parte centrale che segue troppi rivoli, infine una nuova accelerata finale (dal bellissimo, lunghissimo inseguimento, una specialità di Friedkin) e un sorprendente finale. Petersen si muove come il Vic di The Shield e il confine tra bene e male è assai labile. Bene Dafoe come sempre come cattivo. da notare le due bellezze Feuer/Fluegel. Ottima la colonna sonora.

Rambo90 19/05/19 23:31 - 6402 commenti

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Poliziesco ruvido, nel classico stile di Friedkin, con una sceneggiatura che esalta la violenza non solo del criminale di turno (un ottimo Dafoe) ma anche dei poliziotti, disposti a tutto pur di prenderlo. Bella ambientazione urbana, scene action ben girate con un inseguimento particolarmente riuscito e una seconda parte che dà più di un pugno allo stomaco alle aspettative dello spettatore. Notevole.

Markus 14/06/20 12:03 - 3311 commenti

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Poliziesco californiano d’ordinaria amministrazione, che felicemente abbraccia un noir tutt'altro che banale. Un classico che William Friedkin dirige con la quasi consapevolezza dell'occasione della vita, della costruzione d’un culto che ancor oggi attanaglia con i suoi inseguimenti e i proiettili facili. L'opera riesce molto bene ad amalgamare azione, estetica e violenza in un tutt'uno che appassiona e coinvolge, come forse solo i capolavori riescono a fare. 

Myvincent 25/09/20 15:51 - 2580 commenti

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Un federale fa di tutto per vendicare l'uccisione di un collega prossimo alla pensione e per farlo non guarderà in faccia nessuno. La trama è piuttosto scontata, ma Friedkin sa come creare una storia e girarla come meglio non si poteva. Niente banalità, grazie anche ad attori come Wlilliam Petersen e Willem Dafoe, perfetti nei loro ruoli antitetici. Finale ad alta tensione drammatica, oltreché inaspettato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Ciavazzaro • 13/06/09 11:26
    Scrivano - 5604 interventi
    Gary Sinise fu inzialmente considerato per il ruolo di Chance,quando rifiuto' consiglio' in sostituzione William Petersen o William Friedkin.
  • Curiosità Puppigallo • 2/06/10 13:51
    Scrivano - 502 interventi
    Cari, carissimi avvocati
    Emblematico l'escamotage di un avvocato per rimettere in libertà il suo protetto pluriomicida: "Ho scoperto che i testimoni avevano detto che la casa del fattaccio era marrone, mentre invece è beige, tendente quasi al giallo".
  • Discussione Rebis • 2/06/10 16:24
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Puppigallo ebbe a dire:
    Cari, carissimi avvocati
    Emblematico l'escamotage di un avvocato per rimettere in libertà il suo protetto pluriomicida: "Ho scoperto che i testimoni avevano detto che la casa del fattaccio era marrone, mentre invece è beige, tendente quasi al giallo".


    l'ho rivisto proprio ieri sera e in effetti quella battuta mi ha fatto un sacco ridere!
  • Homevideo Zender • 20/07/11 15:59
    Consigliere - 43619 interventi
    Mah, ho preso il Blueray ma mi pare più o meno come il dvd. Anzi, il video (grazie all'ovvia maggiore definizione) evidenzia i difetti di grana pesante che il dvd in qualche modo attenuava. L'audio italiano è quello originale rimasterizzato in 5.1 e dts, che non so perché ma sembra dargli una voce più bolsa al povero Petersen, confrontandola in tempo reale con quella nel dvd. Strano.
    Ultima modifica: 20/07/11 16:00 da Zender
  • Musiche Roger • 6/03/12 20:36
    Call center Davinotti - 2809 interventi
    Ecco il videoclip del brano TO LIVE AND DIE IN L.A. dei Wang Chung
    http://www.youtube.com/watch?v=bf4x36XKhsM
  • Musiche Lucius • 28/12/13 00:07
    Scrivano - 8319 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:



    Ultima modifica: 28/12/13 08:32 da Zender
  • Discussione Cangaceiro • 23/02/14 14:36
    Call center Davinotti - 742 interventi
    Nel commento non ho avuto spazio per dire due parole sugli attori. Dafoe eccellente e luciferino, Petersen nel suo ruolo al cinema più significativo, così così Pankow che non lascia molte tracce di sè.
    Ribadisco in generale grande film.
  • Curiosità Buiomega71 • 19/11/14 17:09
    Pianificazione e progetti - 22028 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (19 febbraio 1989) di Vivere e morire a Los Angeles:

  • Homevideo Rocchiola • 30/03/18 11:04
    Call center Davinotti - 1143 interventi
    Le osservazioni sopra riportate sul bluray sono condivisibili. Il video per quanto privo id imperfezioni è in alcune scene piuttosto granuloso e l'audio italiano benché rimasterizzato resta passabile ma nulla più. In ogni caso lo preferisco al DVD per la maggior definizione ammirabile soprattutto nei primi piani e nelle panoramiche cittadine più ricche di dettagli.
    A fine 2016 è uscita negli Usa una collectors edition a cura della mitica Shout Factory ed in Uk un'altre versione a cura della Arrow. Entrambe, stando alle recensioni disponibili, paiono superiori all'edizione MGM succitata. ovviamente presentano solo audio e sottotitoli inglesi.
    Ai seguenti indirizzi si possono comunque confrontare alcune immagini:
    http://www.dvdbeaver.com/film2/DVDReviews49/to_live_and_die_in_LA_blu-ray.htm
    http://www.blu-ray.com/movies/To-Live-and-Die-in-LA-Blu-ray/160553/#Screenshots
    Ultima modifica: 30/03/18 11:05 da Rocchiola
  • Musiche Rocchiola • 30/03/18 11:20
    Call center Davinotti - 1143 interventi
    Voglio dire che Friedkin è sempre stato attento all'aspetto musicale dei suoi film cambiando spesso genere e tipo d'accompagnamento.
    Sia nelle musiche originali composte appositamente per i film (cito su tutte i Tangerine Dream di Sorcerer), sia nel caso di brani altrui presi in prestito (da Tubular Bells nell'esorcista al punk-rock-wave di Cruising), si è trattato di scelte anche innovative per l'epoca in cui sono state concepite.
    Cambiando ancora registro si arriva a Vivere e Morire a L.A., che sinceramente mi ha lasciato indifferente. Affidare il commento sonoro ad un mediocre gruppo di techno-pop tipico degli anni 80, non appare molto innovativo o originale, anzi sembra una scelta modaiola in stile Miami Vice.
    In ogni caso il film è un capolavoro il cui valore non può essere sminuito dalla colonna sonora.