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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un instant movie di successo, girato a ridosso dei fatti che insanguinarono Milano nel 1968. La storia di una banda di rapinatori torinesi (nel film Gian Maria Volonté, Don Backy, Ezio Sancrotti e Ray Lovelock) specializzati in banche, capaci di assalirne tre in una sola giornata. Carlo Lizzani dirige il film con incredibile vivacità, muovendo la telecamera a 100 all'ora, parlando e frammentando secondo uno stile modernissimo, ottenendo esattamente quanto si proponeva. Un ritmo serrato (aiutato da un ottimo montaggio) che non dà tregua, un Volontè straordinario: con un marcato accento piemontese, un orgoglio e una sicurezza unici, il suo personaggio è destinato a restare nella memoria comune. Molto più del controllato Tomas Milian che,...Leggi tutto seppur bravo e decisamente in parte, non può caricare il suo commissario di altrettanto istrionismo. Sigaretta e bocchino perennemente in bocca, Milian si limita a orchestrare le contromosse della polizia dando però all'insieme il necessario realismo. Una sceneggiatura intelligente scritta dal regista con Arduino Maiuri e Massimo De Rita fa il resto, sbagliando forse solo all'inizio quando, con piglio documentaristico, passa in rassegna la cronaca del momento facendola commentare al commissario (Milian), che funge da narratore. Siamo distanti dai futuri poliziotteschi con Merli, Franco Nero e altri: l'azione non punta allo spettacolo fine a se stesso quanto al realismo. Il fatto che questo porti inevitabilmente allo spettacolo pare solo una conseguenza. Tanto che Lizzani riesce a mantenere alta la tensione anche durante la fuga a piedi in Brianza, con la massiccia operazione di rastrellamento dei carabinieri. Stimolante la struttura a flashback, che si riallacceranno al “presente” molto prima del cinico finale. Ottimo cinema verità.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 11/03/07 02:06 - 4687 commenti

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Notevolissima pellicola di Lizzani (al suo vertice), che inchioda lo spettatore con un ritmo da telefilm americano di trent'anni... dopo. Interpretazione stupenda di Gian Maria Volontè, con accanto un misurato Don Backy. Corretto Sancrotti, mentre Milian non riesce a brillare più di tanto. Adorabile Mazzarella. Nella parte documentaristica, durante la retata, un occhio allenato può identificare fra le comparse, non accreditata, Carla Mancini, non ancora diplomata c.s.c., futura regina di velocissime epifanìe.

Giapo 13/07/07 15:04 - 232 commenti

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Tensione e grande ritmo, in questo notevole poliziottesco diretto magnificamente da Lizzani. Protagonista uno stupefacente Volonté nel ruolo di un feroce ed esaltato rapinatore. Per tema, brillantezza della sceneggiatura e struttura a flashback, il film richiama alla memoria i futuri primi lavori di Tarantino. Da rilevare la presenza di Tomas Milian in un ruolo che però gli sta stretto, non permettendogli di esprimere il suo istrionismo.

Gugly 28/12/07 21:54 - 1011 commenti

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Grande instant-movie in cui le parti sembrano in qualche modo scambiate: l'istrionismo di Volontè - Cavallero contro la pacatezza del commissario-Milian, che pure si rivela efficace nonostante la recitazione contenuta (merito anche del doppiaggio). Da standing ovation la sequenza dell'inseguimento nel centro di Milano. Impressionante la follia del personaggio di Cavallero.

Capannelle 26/04/08 00:34 - 3699 commenti

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Buona prova di Lizzani, che tiene alto il ritmo di un film ben girato e dal taglio realista. Personalmente avrei preferito un maggior romanzare sui personaggi, ma diamo atto al regista che non era sua intenzione, volendosi limitare a raccontare i fatti e dando briglia sciolta solo allo straordinario cinismo di Volontè. Anche un atipico Milian non sfigura nel cast. Peccato per qualche scena d'azione tirata via e per quell'inizio troppo da cinegiornale. Di Leo realizzerà un inizio memorabile in Milano calibro 9.

Renato 1/02/09 23:19 - 1528 commenti

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Davvero un buon film di Lizzani, che per fortuna abbandona quasi subito il tono documentaristico dei primi minuti e si immerge a piene mani nelle vicende di Cavallero & soci. Volonté è talmente grandioso che quasi non trovo le parole per descriverlo, regala momenti pazzeschi, tipo quando si rivolge alla moglie e le dice "Vediamo di farle bastare le 20mila, perché io i soldi mica li rubo!", con quell'irresistibile accento piemontese, finto ma più vero del vero. E le scene d'azione, molto concitate, reggono bene anche dopo 40 anni.

Tarabas 3/02/09 11:37 - 1687 commenti

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La drammatica storia della Banda Cavallero, protagonista di alcune sanguinose rapine alla fine degli Anni Sessanta, raccontata quasi in tempo reale (il film uscì meno di un anno dopo l'arresto dei banditi) e con sufficiente onestà intellettuale. Volontè gigioneggia, anche se gli atteggiamenti sono presi dall'originale, che tentò di rivendicare alle proprie azioni criminali una qualche motivazione ideologica. Purtroppo assai verosimile la scena dalla fuga dopo la rapina in Largo Zandonai a Milano. Interessante.
MEMORABILE: La scena dell'arresto di Cavallero, con le dichiarazioni "politiche".

Enzus79 24/03/09 09:58 - 1753 commenti

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Se questo film fosse stato fatto negli States sarebbe forse diventato un capolavoro, ma nel nostro belpaese è passato inosservato o quasi. Un gran film, con bravissimi interpreti (eccetto Don Backy). Peccato che non ci sia un incontro fra Volontè e Milian, perché sarebbe stato ai livelli di quello fra Pacino e De Niro in Heat. Bravo Lizzani.

Puppigallo 20/03/09 17:14 - 4494 commenti

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Parte come reportage sulla criminalità, per poi entrare nel vivo, coi componenti della banda, l'antefatto e le varie rapine. L'interpretazione di Gian Maria Volontè vale già la pellicola (un esaltato super pavone, violento all'occorrenza: "Sono un drago, sono uscito dalla massa, sono uno che ci ha testa". E quando pubblicano la sua lettera: "Sentite qui: la lettera è stata scritta da una persona colta"). Bene anche Milian (pacato). Ritmo pressoché costante, buoni scambi e un inseguimento con sparatoria da Oscar. Bel finale, dove l'egocentrismo del capobanda (Volontè) si manifesta senza freni.
MEMORABILE: Il compare di Volontè: "Avevo rubato 50 paia di scarpe, ma erano tutti piedi sinistri". Il Tarzan di San Vittore, che vuol buttarsi dal tetto.

Rickblaine 24/03/09 10:25 - 635 commenti

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Film adrenalinico. Si fa apprezzare l'ingegno dei banditi nello studiare il piano e la disperazione delle autorità nel loro inseguimento. Molte scene cult rimangono nella memoria; bravo Lizzani a non sottovalutare il versante drammatico analizzando, anche se con una minima vena ironica, la morte degli innocenti.
MEMORABILE: "Quando capirai che i signori non corrono sarà troppo tardi..."

Manowar79 27/03/09 16:09 - 309 commenti

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Lizzani impegnato e giornalistico, qui come nel successivo Storie di vita e malavita. La forza di questo film risiede nell'interpretazione di Volontè, nello smisurato cinismo ed egocentrismo del suo personaggio, che oscura persino il sempre bravo (ma poco coinvolto, in questa sede) Tomas Milian. Il resto è un ottimo contorno, specialmente il prologo in cui trova spazio una breve riflessione sull' "involuzione" della criminalità organizzata. Target adulto, visione obbligatoria.
MEMORABILE: La prostituta bruciata viva. Alla ragazza presa in ostaggio: "Ringrazia, ringrazia che t'è andata bene!"

Venticello 14/04/09 10:30 - 63 commenti

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Instant movie per eccellenza, girato con grande ritmo e ottima tecnica da Lizzani. Una magistrale interpretazione di Gianmaria Volontè spicca su un ottimo cast di supporto, con un Milian misurato, ma che dimostra di saper recitare. Se vogliamo trovare un difetto è l'assenza di approfondimento dei personaggi: si poteva tranquillamente tralasciare l'introduzione documentaristica per tracciare una piccola storia della "Banda Cavallero", ma instant movie doveva essere e così è stato. Capolavoro del genere.
MEMORABILE: Ogni secondo in cui Volontè è in scena.

Cangaceiro 11/07/09 12:14 - 982 commenti

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I cromosomi del poliziottesco Anni Settanta li troviamo qui, presentati come meglio non si potrebbe da Lizzani che, partendo dalla cronaca nera italiana, costruisce un film appassionante, con il lungo inseguimento tra banditi e Polizia che ha fatto scuola e quel po' di conflitto/malessere sociale sottolineato dai proclami di Cavallero. Non so quanto si sia ispirato alla verità, fatto sta che Volontè è straripante e ruba la scena a tutti, per presenza e sfrontata personalità da superuomo. Milian fa da tiepido contraltare come commissario. Da non perdere!
MEMORABILE: Le immagini della prostituta data alle fiamme e in sottofondo la canzone "Vorrei la pelle nera". Cavallero: "Vedrai domani i giornali:America anni 30"

Herrkinski 13/11/09 17:02 - 5023 commenti

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Straordinario (e inconsapevole) iniziatore del filone "poliziottesco" italiano. Ispirandosi a contemporanei fatti di cronaca, il film cerca di fare un ritratto dei quattro banditi e della situazione della malavita milanese. Se l'incipit è d'effetto ma tutto sommato superfluo, il resto del film è da manuale, con un'interpretazione eccezionale di Volontè, bravo anche a doppiarsi in piemontese. Gran cast di contorno, scene d'azione tesissime, violenza alta (per l'epoca). Da vedere!

Daidae 8/01/10 19:46 - 2726 commenti

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Una delle migliori opere di Lizzani, valido regista che però firmo anche porcherie come Lutring - Svegliati e uccidi. Film che come nello stile di Lizzani inizia con un noioso antefatto che descrive situazioni di malavita con stile "documentario"; subito dopo 3 attori magistrali (Backy, Volontè, Milian) danno il via a un'ottima pellicola, lontana dal poliziesco all'italiana (anche se viene da molti inserita in questo filone), vicina ai film "politici". Grande opera, una vergogna che non sia uscito il DVD e passi raramente in tv.
MEMORABILE: Volontè vale tutto il film.

Trivex 23/03/10 20:33 - 1478 commenti

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Uno dei pochi film che riesce seriamente a turbarmi. Mia mamma mi ha spesso narrato della paura che si respirava a Milano (giovanissima, lavorava in trasferta), quando si entrava in una banca. La paura negli occhi delle vittime di questi sciagurati assassini, interpretati in modo magistrale da tutti gli attori. Ma Volontè merita un apprezzamento speciale, reincarnazione totale della spietatezza. Prototipo dell'assassino spiegabile e per questo senza attenuanti, senza speranze di recupero, senza possibilità di ritrovare la chiave della cella gettata via.
MEMORABILE: Le fughe, con il bandito assassino che spara sulla folla per fermare la Polizia; il tentativo di linciaggio; l'articolo di giornale con regole da seguire.

Nando 25/04/10 10:13 - 3457 commenti

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Lizzani sfodera un film cronachistico con sembianze da documentario che racconta le gesta della famigerata "Banda Cavallero" in auge negli anni 60 in terra lombardo piemontese. Volontè è maiuscolo, difficile prenderlo in fallo e interpreta magistralmente la parte; Backy, più introverso, è a suo agio nel ruolo dell'attendente obbediente ma privo di capacità decisionali. Amara parabola di un gruppo di professionisti della rapina. Da vedere.

Xabaras 27/11/10 17:51 - 189 commenti

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Eccellente prova di un ispiratissimo Lizzani che trova nel frenetico montaggio e nel sapiente uso dei tempi registici le armi per realizzare questo serratissimo e ansiogeno instant sulla famigerata Banda Cavallero, impreziosito anche dall'interpretazione di un superbo Volontè mai così istrionico e sopra le righe. Non convincono l'iniziale prologo, datato e in ogni caso piuttosto inutile e la scarsa attenzione riservata alla costruzione dei personaggi di contorno. Non è l'iniziatore del poliziottesco ma indubbiamente ne anticipa alcune peculiarità.

Fauno 16/03/11 11:17 - 1906 commenti

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Un po' meno mediocre di altri film inchiesta di Lizzani, ma dopo una buona partenza, tesa ad approfondire anche altri fenomeni criminali della Chicago europea, si concentra esclusivamente sulla banda delle triplette. A quel punto è un peccato dare proprio a Volontè il ruolo di un bandito e di un uomo così superficiale in tutti i sensi. Altre volte la sua ironia e il suo istrionismo mi avevano colpito profondamente, stavolta proprio no...

Stefania 29/07/11 16:24 - 1600 commenti

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Cavallero rapina banche, ma cena con pasta in bianco, va a letto presto, vive in un bilocale lesinando alla moglie i soldi per la spesa: non vuole vivere come i ricchi, che disprezza, vuole coltivare e diffondere la sua personale mitologia del bandito anarchico. Lizzani realizza un avvincente film-reportage, culminante in quel giorno di piombo in cui esplode la rabbia di Cavallero contro Milano, simbolo di un miracolo economico da cui troppi sono esclusi, e la rabbia di Milano contro Cavallero, le cui gesta sono un presagio, la lugubre aurora di una nuova stagione di inusitata violenza.
MEMORABILE: Le micro-storie delle vittime che si incrociano con la narrazione della rapina al Banco di Napoli.

Giùan 29/07/11 12:19 - 2924 commenti

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Uno dei migliori docu-drama del mai abbastanza lodato Lizzani, Maestro e artigiano d'altri (e migliori) tempi, non solo cinematografici. Il mix tra cronaca filmata e azione è ben riuscito anche se preponderante ovviamente risulta la parte romanzata, merito (o addebito) della consueta istrionica interpretazione di Volontè, stavolta con magistrale accento torinese e ipocrita bandito proletario d'antologia: Cavallero le fou. Curiosa la scelta invece, col senno di poi, di Milian austero commissario. Ben ricostruito il clima di terrore milanese in quegli anni.
MEMORABILE: Volontè che teorizza la sua "fuoriuscita dalle masse"; la ricostruzione della strage con lo spazio dedicato alle singole vittime.

Galbo 29/07/11 17:11 - 11343 commenti

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Realizzato poco tempo dopo la rapina in banca a cui si ispira, il film è uno dei primi esempi di instant movie italiano ed è diretto con grande sicurezza da Carlo Lizzani che riesce a mantenersi in buon equilibrio tra i toni del dramma e quelli della ricostruzione quasi documentaristica. I personaggi sono ben caratterizzati così come l'ambiente nel quale la storia si svolge. Ottima la prova degli attori, Volontè su tutti.

Homesick 1/08/11 19:08 - 5737 commenti

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Per Lizzani il poliziesco è, prima di tutto, cronaca di fatti reali: così infatti imposta il prologo, reportage giornalistico sulla malavita di Milano (rapine, bische, racket, prostituzione, omicidi), le forze dell’ordine, i mitomani e i buontemponi, per includere successivamente inseguimenti e sparatorie che spianano la strada ai colleghi Lenzi, Girolami, Castellari, Martino e Massi. Forte dell’accento torinese, Volontè s’immerge in toto nel narcisismo di Cavallero, dal quale traggono luce sudditanza e insicurezze di Backy, Sancrotti e Lovelock; Milian alquanto controllato ma sempre efficace.
MEMORABILE: L’intervista a Gino lo Zoppo; l’ironia di Volontè in manette nei confronti dei giornalisti.

Nicola81 2/08/11 11:08 - 1924 commenti

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Come aveva già fatto nel precedente Svegliati e uccidi, Lizzani racconta un recente fatto di cronaca e firma forse il suo film migliore, con cui apre anche la strada ai polizieschi del decennio successivo. Realismo e spettacolo si amalgamano alla perfezione e l'unica nota stonata è quella prima parte documentaristica che vorrebbe spiegare il salto di qualità compiuto dalla mala milanese. Incontenibile Volontè, misurato Milian, ma non c'è un solo attore che sfiguri. Musiche di Riz Ortolani.
MEMORABILE: Volontè alla moglie: "Io i soldi mica li rubo!" La sequenza dell'inseguimento, una delle più belle mai realizzate dal cinema italiano.

Cotola 8/08/11 13:56 - 7447 commenti

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Instant-movie di Lizzani che dopo i primi 15-20 minuti di stampo più giornalistico- documentaristico, a tratti goffi e dai toni poco pertinenti, ingrana la marcia grazie ad un ritmo serrato, da vero film di genere, che non dà tregua allo spettatore nonostante i fatti, almeno ai più, siano noti. Il regista in futuro girerà altri film di questo genere, ma senza bissarne i risultati. Volontè-piemontese è magnifico (ma c'era qualche dubbio?) nel delineare il personaggio di Cavallero, Milian-partenopeo farà meglio in seguito.

Rigoletto 28/05/13 12:51 - 1494 commenti

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Lizzani merita davvero tutto il plauso possibile per la sua capacità di trasportare la cronaca nel mondo del cinema; lo fa con consumata maestria ed è in film come questo che si può notare tutta la sua bravura. Una pellicola dotata di un ottimo ritmo e un grande cast, in cui emerge in maniera assoluta Volontè. Ma soprattutto risulta tremenda la cappa plumbea che pervade il film, con la paura protagonista assoluta: una ragnatela che invischia lo spettatore appiccicandosi addosso rendendolo impotente agli eventi. ****
MEMORABILE: La prova di Volontè.

Saintgifts 10/10/13 01:58 - 4098 commenti

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Come Tuccio (Ray Lovelock) si vorrebbe scendere dalla millecento in fuga, tanto si è coinvolti nella tensione del momento che un farneticante Cavallero (un grande Volontè) cerca di smorzare con una falsa sicurezza, a mascherare una vera paura. Realisticamente costruito, tanto che ora si può considerare un documento dell'epoca, diretto magistralmente, con una sceneggiatura che aumenta la drammaticità con scorci di vita delle vittime ignare; oltre a raccontare le gesta della banda, mostra gli aspetti umani e violenti della Milano di allora.

Delpiero89 17/11/13 00:25 - 263 commenti

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Celebre documento sulla violenza e delinquenza degli anni '60-'70 in Italia, è assolutamente un film da apprezzare. Dopo la prima ventina di minuti caratterizzata da un semi documentario non particolarmente memorabile, la pellicola prende la piega giusta raccontando l'ascesa e la caduta di una famosa banda di rapinatori di banche. Gian Maria Volontè assolutamente formidabile (con un marcato accento piemontese), Don Backy giustamente timido e Tomas Milian leggermente sottotono.
MEMORABILE: "Vorrei la pelle nera".

Matalo! 18/12/13 16:41 - 1368 commenti

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L'insipido Lizzani ha un colpo d'ala con questa pellicola che narra di uno dei più sanguinosi fatti della criminalità dell'epoca. Il montaggio spiccio, gli inseguimenti all'americana, il gusto per la Milano del tempo, città ben chiara al romano Lizzani, le interpretazioni (classica quella di Volontè) fanno emergere il film al di sopra della carriera di un onesto mestierante e gettano le basi per il poliziottesco. Curioso vedere nel film il batterista-attore Pupo De Luca, che fu l'effettivo proprietaro della 1100 rubata dalla banda.
MEMORABILE: I cameo di De Luca e di Giorgio Gaslini, entrambi musicisti jazz prestati al cinema.

Jdelarge 17/02/14 19:54 - 847 commenti

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Spietato film diretto da Lizzani, il quale mette su pellicola le violente rapine della famigerata "Banda Cavallero", che sconvolse Milano tra il '67 e il '68. Il risultato è eccezionale, perché il film si presenta come una sorta di "genealogia del crimine" procedendo inizialmente in modo documentaristico per poi focalizzare l'attenzione sul modo di agire e sulla rapina della banda. Volonté nella parte del capobanda è sublime e da solo riesce a conferire al film un tasso di crudezza e follia incredibile. Un gioiello.
MEMORABILE: Il folle inseguimento.

Motorship 7/07/14 18:19 - 567 commenti

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Ottimo film di Lizzani che è praticamente una fotografia di un avvenimento di cronaca realmente accaduto. La bravura del regista è quella di partire da una fase iniziale prettamente documentaristica per passare a un action-movie quasi perfetto: tante le scene interessanti, come quella dell'inseguimento. A impreziosire ancor di più il film è la magistrale interpretazione di Gian Maria Volontè, credibilissimo nei panni del bandito Cavellero, ottimo anche un misurato Tomas Milian. Mancano molto film così oggi.
MEMORABILE: La scena dell'inseguimento; L'arresto di Cavallero con dichiarazioni politiche; La prostituta bruciata viva.

Pessoa 11/09/14 21:04 - 1126 commenti

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Un docufilm alla Lizzani, che piaccia o no. Dalla sua un ottimo cast, con un misurato ed efficace Tomas Milian, mentre Gian Maria Volonté (per me il più grande attore italiano) dà la sua ennesima lezione di cinema. Da quando lui entra in scena il film cambia registro, innescando tensione e trasmettendo adrenalina. Nonostante il suo carattere sui generis rimane il capostipite di più di un genere. Un piccolo must che vale senz'altro la visione.
MEMORABILE: Il lavoro sul personaggio di Gian Maria Volonté.

Ultimo 2/10/14 17:48 - 1346 commenti

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Un Carlo Lizzani doc realizza un gran film che parte in sordina per poi evolversi magnificamente nella seconda parte, ove viene mostrata la banda Cavallero in azione a Milano. Le scene dell'inseguimento sono perfette, degne dei successivi grandi polizieschi anni 70. Gli attori se la cavano bene a eccezione di Volonté, che risulta semplicemente magnifico, due spanne sopra tutti. 4 palle meritatissime.

Maik271 31/10/14 08:04 - 436 commenti

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Pellicola ibrida, tra il documentario (i fatti raccontati sono realmente accaduti) e il poliziesco: originalità del connubio e cast di livello. Milian in una parte anomala di commissario offre una discreta prova, Gian Maria Volontè, molto bravo nei panni del capo, è coadiuvato dai giovani Don Backy e Ray Lovelock. Buoni il ritmo e gli inseguimenti, meno la colonna sonora. Interessante.

Myvincent 21/10/15 08:08 - 2520 commenti

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Nuovamente è Milano il fuligginoso teatro di rapine a mano armata, questa volta perpetrate dal singolare disegno di una gang caratterialmente assortita. Molto differente dai poliziotteschi di genere, la pellicola s'introduce nella personalità varie dei protagonisti dandoci l'idea di un quadro "al di dentro" della cronaca di allora, non impedendoci di sorridere più di una volta e di gusto. Tra il giornalistico e la commedia.
MEMORABILE: Il broncio perpetuo di Don Backy.

Victorvega 4/04/16 00:28 - 289 commenti

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Davvero notevole! Parte come documentario sul crimine in quel periodo (la parte meno riuscita), ma dopo la prima mezz'ora cambia registro e narra le vicende della banda inserita in quel contesto. Un instant movie che narra di eventi effettivamente (e recentissimamente) accaduti e quindi non si preoccupa di svelarne l'esito. La tensione e l'azione son bene espresse dando il via a un genere che avrà nel decennio successivo gran sviluppo. Un Volonté straordinario come sempre, ma tutti in parte.

Rufus68 11/06/16 23:43 - 3047 commenti

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L'interesse documentario di Lizzani (lodevole, seppur espresso in modo datato e incongruo col resto della pellicola) cede ben presto il posto al puro cinema. Azione essenziale e ritmata, ottima costruzione della trama per mezzo di flashback e soprattutto forza attoriale: il personaggio di Volonté è straordinario nella sua miscela d'astuzia e spacconeria che cela un fondo disilluso e nichilista; Milian e Sancrotti, nel loro duetto dopo l'arresto, hanno scorci di vera umanità; e anche Backy si segnala per l'asciuttezza della recitazione. Ottimo.

Alex75 19/08/16 09:32 - 666 commenti

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L’approccio documentaristico – caro a Lizzani – dei primi minuti è coinvolgente anche se un poco bozzettistico, ma il film decolla davvero con l’entrata in scena di Gian Maria Volonté, che dà al bandito Cavallero la necessaria sfrontatezza e un inquietante alone di follia, contrappuntato dal solido Milian (dispiace che i due non siano mai faccia a faccia). Il montaggio frenetico e i grattacieli danno un’impronta americana all’opera, ma le inflessioni dialettali ci ricordano che siamo in Italia.
MEMORABILE: I mitomani; La prostituta in fiamme; Cavallero: "Non li rubo mica i soldi, io!"; Ogni apparizione di Volonté, in particolare quando è in manette.

Magi94 30/06/17 17:29 - 656 commenti

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Ottimo film di Lizzani che parte in stile documentaristico per poi raccontare con maestria una sanguinosa rapina realmente accaduta nel '67. La regia è eccellente, il ritmo mantenuto alto per quasi tutta la durata del film (cala un po' solo dopo la sparatoria). Bravissimi tutti gli attori, capitanati da un Volontè straordinario e particolarmente convincente. L'influenza del film sui veri e propri poliziotteschi degli anni '70 è evidente in ogni fotogramma.

Daniela 13/07/17 22:20 - 9195 commenti

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Girato nei mesi immediatamente successivi all'arresto della banda Cavallero, il film inizialmente lascia perplessi per il taglio semi-documentario goffo e con cadute di gusto (la telefonata di Gravina), ma basta che appaia in scena Volonté in un'altra delle sue formidabili caratterizzazioni perché ingrani la quarta, diventando una cronaca lucida e spietata, ma non priva di tocchi ironici, delle gesta di un gang di insospettabili, culminanti in una rapina dagli esiti imprevisti per il lungo e sanguinoso inseguimento fra le strade di Milano.
MEMORABILE: Volonté prima di uscire di casa dà soldi alla moglie, raccomandando di non sprecarli: "Io non vado mica a rubare"; Il conto dei guadagni delle rapine

Azione70 22/04/18 01:17 - 140 commenti

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Pellicola che anticipa di qualche anno il fortunato filone del "poliziesco all’italiana". Nasce sotto forma di documentario (con interviste, ritagli di giornale, etc) per poi entrare nel vivo dell’azione, sulle tracce di una banda di rapinatori che imperversa tra Torino e Milano. Al centro della storia un tenace commissario (Milian) e un criminale-gentiluomo (Volonté). Nonostante una prima parte un po’ lenta, il film è apprezzabile e Volonté è straripante, nel suo ruolo. Di ottimo livello anche i vari caratteristi. Da recuperare.
MEMORABILE: L’inseguimento in auto per le vie di Milano.

Bubobubo 16/10/18 15:50 - 1183 commenti

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Instant movie sui generis del sempre attentissimo Lizzani, il vero anello di congiunzione tra artigianato e cinema d'autore nel periodo creativamente più ricco della settima arte tricolore. Alcune osservazioni sociologiche, forse grossolane e narrativamente superflue all'epoca, ci permettono oggi di entrare nel cuore di un'epoca turbolenta e piena di contraddizioni. Volontè giganteggia come sempre. Finale in linea con la conduzione generale.

Berto88fi 4/04/19 11:29 - 199 commenti

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Interessante opera di ricostruzione storica e intrattenimento; nonostante la prima parte documentaristica e frammentaria sia godibile, toglie tempo a un'auspicabile analisi psicologica di ogni componente della banda. Nel complesso scorrevole, grazie al ritmo sostenuto della seconda parte, che fila via senza attimi di tregua. Ottimo Volontè, in parte anche Sancrotti e Don Backy, Milian poco brillante (e doppiato male).
MEMORABILE: La breve vicenda della prostituta/Lee; Le frasi autocelebrative di Cavallero/Volontè; La fuga.

Lupus73 12/12/19 14:18 - 543 commenti

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Film con soggetto di autentica cronaca nera, riguardante la scia di sangue lasciata a Milano dalla banda Cavallero meno di un anno prima. Tra i primi (se non il primo) esempi di poliziottesco, un genere che avrà la sua età aurea nel decennio successivo. Il film inizia in stile documentario; fotografia e montaggio ancora acerbi per il genere, un buon Milian/commissario che tuttavia darà il meglio di sé nel decennio a venire per un film che si regge sulla buona sceneggiatura e sulla straordinaria interpretazione di Volontè/Cavallero. Seminale.
MEMORABILE: L'inseguimento e l'interpretazione di Volontè.

Paulaster 21/01/20 09:54 - 2723 commenti

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Piccola banda mette a segno rapine a suon di triplette giornaliere. L'inizio sembra voler spiegare i fenomeni criminosi, fra inchiesta e curiosità per la percezione di quegli anni. Poi si incanala nella vicenda aumentando il climax lentamente per arrivare alla notevole sequenza dell'inseguimento (forse con troppe sirene, a discapito delle musiche). Volonté non si discute quanto a gestualità, ma poteva stare un filo sotto le righe recitando un ruolo da piemontese; Backy discreto e Milian rivedibile. Lizzani è abile e aiutato da un gran montaggio.
MEMORABILE: Il vero rapinatore che racconta; Gli adesivi degli spari; Le risposte ai giornalisti alla fine.

Zampanò 27/03/20 16:15 - 118 commenti

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Saggio di stile di Lizzani che agglomera, giusto con qualche screziatura, parti giornalistiche e dinamica in flashback mettendo in scena l'ultimo colpo della banda Cavallero con spettacoloso, cruento, inseguimento per Milano. Occhio alla data, il film è girato a una manciata di mesi dai fatti: oggi ne avrebbero tratto una blanda fiction mentre questo febbrile action movie anticipa (o inaugura?) il genere poliziottesco. Milian poco adatto a fare il commissario napoletano; Volontè in versione sabauda, al massimo dei giri.
MEMORABILE: Volontè/Cavallero alla segretaria: "Signorina eviti la minigonna, sa, qui ci teniamo alla forma".

Keyser3 7/07/20 17:59 - 101 commenti

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Dopo il brutto Svegliati e uccidi, ispirato alla figura di Lutring, Lizzani torna al poliziesco con risultati nettamente superiori, prendendo spunto questa volta dalla Banda Cavallero. Dopo i primi 15-20 minuti documentaristici, il film prende il largo grazie all'entrata in scena di Volontè, superbo come al solito, e gli si perdona anche l'aver caricato un po' troppo il personaggio, perché con quell'accento torinese è semplicemente irresistibile; Milian praticamente impalpabile, Sancrotti e Don Backy si rivelano invece valide spalle. Ottimo anche il commento musicale di Ortolani.
MEMORABILE: Don Backy che vuole telefonare alla moglie e Volontè, in dialetto torinese: "Come sei stupido"...
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Ruber • 4/09/17 19:26
    Compilatore d’emergenza - 8949 interventi
    Sbaglio ho mi risulta essere il film poliziottesco con la media più alta dei voti?
  • Discussione B. Legnani • 4/09/17 19:31
    Consigliere - 13725 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Sbaglio ho mi risulta essere il film poliziottesco con la media più alta dei voti?

    Probabile, ma non è certo un poliziottesco. E' un poliziesco di vita vissuta.
  • Discussione Ruber • 4/09/17 19:54
    Compilatore d’emergenza - 8949 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Ruber ebbe a dire:
    Sbaglio ho mi risulta essere il film poliziottesco con la media più alta dei voti?

    Probabile, ma non è certo un poliziottesco. E' un poliziesco di vita vissuta.


    Mah il confine in quegli anni era labile, su wikipedia è nel genere "poliziottesco" ma capisco che essendo basato su una vera banda criminale di quegli anni possa essere più poliziesco.
  • Discussione B. Legnani • 4/09/17 20:13
    Consigliere - 13725 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Ruber ebbe a dire:
    Sbaglio ho mi risulta essere il film poliziottesco con la media più alta dei voti?

    Probabile, ma non è certo un poliziottesco. E' un poliziesco di vita vissuta.


    Mah il confine in quegli anni era labile, su wikipedia è nel genere "poliziottesco" ma capisco che essendo basato su una vera banda criminale di quegli anni possa essere più poliziesco.


    In realtà wiki dice DRAMMATICO, POLIZIESCO
    https://it.wikipedia.org/wiki/Banditi_a_Milano

    O ti riferisci ad un'altra voce di wiki?
  • Discussione Ruber • 4/09/17 21:46
    Compilatore d’emergenza - 8949 interventi
    Il "poliziottesco" non e un vero e proprio genere e un sottogenere del poliziesco, comunqne wikipedia lo mette nell'elenco dei poliziotteschi.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Film_poliziottesco
  • Discussione B. Legnani • 4/09/17 21:48
    Consigliere - 13725 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Il "poliziottesco" non e un vero e proprio genere e un sottogenere del poliziesco, comunqne wikipedia lo mette nell'elenco dei poliziotteschi.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Film_poliziottesco


    Ho visto. A mio parere è un'assurdità.
  • Discussione Ruber • 5/09/17 01:14
    Compilatore d’emergenza - 8949 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Ruber ebbe a dire:
    Sbaglio ho mi risulta essere il film poliziottesco con la media più alta dei voti?

    Probabile, ma non è certo un poliziottesco. E' un poliziesco di vita vissuta.


    Ho sbagliato e "Milano calibro 9", e Milano odia..." quelli con la media media piu alta nel genere poliziottesco.
    Ultima modifica: 5/09/17 01:45 da Ruber
  • Discussione Tarabas • 5/09/17 16:49
    Formatore stagisti - 2050 interventi
    L'appartenenza al genere mi pare del tutto discutibile, si tratta di un instant movie su un fatto di cronaca realmente avvenuto e descritto piuttosto fedelmente.
  • Discussione Capannelle • 8/06/20 22:51
    Scrivano - 2495 interventi
    Protagonista degli inseguimenti, oltre alla classica Giulia 1600, anche la 2600 Sprint una Alfa GT nata nel 1962.
    Galleria fotografica su sito Polizia moderna
    Ultima modifica: 8/06/20 22:53 da Capannelle
  • Curiosità Capannelle • 9/06/20 16:20
    Scrivano - 2495 interventi
    Il maresciallo dei carabinieri Dino Olivieri, che arrestò i banditi nelle campagne dell'alessandrino, compare nei panni di se stesso quando la pattuglia entra nel casolare.
    Fonte: Il Cinema Civile di Gian Maria Volonté

    Qui un confronto tra il film (a sinistra) e un'intervista al carabiniere durante "La storia siamo noi" (a destra):

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/bandiu.jpg[/img]