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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Film a episodi di scadente fattura, nemmeno riscattato dalla presenza di tre bravi attori protagonisti. Si parte subito male con IL VITTIMISTA (di Ettore Scola), in cui Manfredi è assillato dal pensiero che la moglie lo voglia uccidere. Diretto stancamente, l'episodio continua a battere sullo stesso tasto per tutto il tempo, cercando (vanamente) di giocare sul solito clima di sospetto già sperimentato (con ben altri esiti) innanzitutto da Hitchcock. Manfredi non punge, si limita a proporre la medesima espressione, senza picchi, per quaranta minuti. SADIK è l’episodio più breve, quasi un break tra quelli di Manfredi e Sordi. Protagonista è Walter Chiari, costretto dalla moglie a mascherarsi...Leggi tutto da Sadik e scendere dai tetti solo per eccitare sessualmente la moglie. Chiari recita bene la parte del costruttore massacrato dallo stress e dagli impegni, un po' meno quella del supereroe impacciato. L'episodio si chiude tra sovraimpressioni fumettistiche che anticipano di un anno Batman (il telefilm). Finale per Alberto Sordi (diretto da Carlo Lizzani) in L’AUTOSRADA DEL SOLE, unico momento del film apprezzato dalla critica. In realtà, se è anche pur vero che il personaggio cucito addosso a Sordi dell'automobilista volgare e fanfarone nasce molto bene, va detto che dal momento in cui si passa all'interno dell'albergo di pazzi omicidi la storia perde di interesse. Si ride poco e lo stesso Sordi non sembra troppo in vena: di tanto in tanto sgrana gli occhi, azzecca un paio di gag, ma nel complesso la sceneggiatura convince davvero poco. L'idea comunque era buona e due anni dopo Tobe Hooper la svilupperà meglio nel suo capolavoro NON APRITE QUELLA PORTA. Del thrilling del titolo ce n'è poco, anche se gli argomenti sono meno “accomodanti” del solito.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Skinner 1/05/09 19:15 - 593 commenti

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Discontua commedia a episodi, come si usava in quegli anni, con due senatori della commedia all'italiana più un Chiari che al cinema non sfondò mai e che qui sembra solo di passaggio, messo giusto per avere un terzo nome forte in locandina. Discreto l'episodio di Manfredi, che ha il difetto di dare l'impressione di tirare l'idea iniziale troppo per le lunghe, l'episodio di Chiari pur partendo da un bello spunto la butta in sketch (e non fa ridere), eccellente l'episodio di Sordi, bella parodia del cinema horror gotico con ottime gag.

R.f.e. 10/08/09 19:46 - 817 commenti

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Film a episodi, secondo me da rivalutare almeno in virtù dell'episodio finale "L'autostrada del sole" con Sordi, davvero inquietante e genuinamente grottesco. Non male anche lo spezzone iniziale, "Il vittimista" con Manfredi, la bellissima Alexandra Stewart (che però fa la tedesca...) e la futura Satanik di Vivarelli, Magda Konopka (azzeccata la canzone "Ciao, Ciao", versione italiana di "Down Town" di Petula Clark, cantata in italiano dalla stessa Clark). Simpatico, ma nulla di più, l'episodio "Sadik", con Chiari e la Gray.

Il Dandi 1/10/10 15:13 - 1774 commenti

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Se si pensa all'iniziale difficoltà di prendere sul serio il "thriller italiano" questo film ne è una testimonianza curiosa. Primo perché pur proponendosi come una parodia del genere a tratti mostra anche la capacità di padroneggiarne le regole (soprattutto nell'episodio di Lizzani); poi perché l'effettiva esplosione del genere, per l'appunto, doveva ancora esserci. Sordi sembra identificarsi col Gassmann del Sorpasso, ma la sua utilitaria non ne è all'altezza e finirà terrorizzato come un ragazzino. Meno memorabile Manfredi, riempitivo Chiari.
MEMORABILE: La vecchia della locanda: "Vuole prosciutto e melone? O due fettuccine, le ho fatte io co' le mani mie" - Sordi: "Sì? Damme prosciutto e melone, va".

Markus 26/07/11 08:29 - 3294 commenti

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Mediocre commedia a episodi che tenta maldestramente di mettere in farsa alcuni stilemi dei film thriller. La prima vicenda con Manfredi regge solo ed esclusivamente per la sua presenza, ma non basta per placare le lentezze (e l'eccessiva lunghezza); il secondo episodio con Chiari è assolutamente trascurabile; il terzo e ultimo (il migliore) con Sordi, invece, inizia come parodia de Il sorpasso per poi virare verso una graziosa commedia a tinte gialle ambientata in un albergo di provincia.

Giùan 3/12/11 13:32 - 2989 commenti

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Curioso tentativo di contaminazione tra la sempre più autorevole e codificata commedia all'italiana e un genere ancora poco praticato e meno nobile del nostro Cinema. Quanto ai risultati: alterni come prassi del genere "a episodi". Il vittimista di Scola è il più complesso, forse troppo "adulto" vista l'operazione, con un credibile Manfredi. Sadik di Polidoro è un fumetto bozzettistico. L'autostrada del sole è l'ennesimo riuscito azzardo del maestro Lizzani, che assistito dal binomio Sonego-Sordi prefigura e parodizza ante litteram Duel e Non aprite quella porta.

Pinhead80 9/06/12 12:00 - 3948 commenti

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Tre episodi per tre registi differenti. Se quelli di Scola (Il vittimista) con Nino Manfredi e quello di Lizzani (L'autostrada del sole) con Alberto Sordi si possono dire riusciti e particolarmente gustosi, quello diretto da Polidori (Sadik) con Walter Chiari non mi è piaciuto per niente. Il risultato complessivo è quindi altalenante, anche se la mano di due grandissimi registi come Scola e Lizzani si vede tutta.
MEMORABILE: Manfredi ossessionato dal cibo cucinato dalla moglie tedesca; Sordi all'interno della pensione.

Stefania 17/06/12 01:18 - 1600 commenti

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Tre ragazzacci della commedia italiana calpestano le curate aiuole di un giardino... all'inglese: il genere thriller! Però, Sordi è più un Inquilino del terzo piano ante litteram, in un episodio spassoso e macabro dove i linguaggi del thriller e della comicità si amalgamano in maniera non forzata; piacevolmente fumettistico è l'episodio che vede protagonista Walter Chiari; mentre le paranoie di Manfredi, per quanto divertenti, hanno ben poco di inquietante, e l'episodio si riduce ad una barzelletta cattivella, o poco di più. Esperimento insolito, nell'insieme poco convincente.
MEMORABILE: La terribile famiglia di albergatori; il cadavere nel bagagliaio; le inquietanti bambole della moglie di Manfredi.

Dusso 2/07/12 22:49 - 1535 commenti

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Buonissimo film a episodi, con tre grandi attori serviti da sceneggiature discrete. Il primo, con Manfredi, è quello più sofisticato: parte con momenti comici poi si fa più serio (buonissima regia, anche se con qualche piccola lungaggine), ma la bambola che piange mi ha un po' turbato. L'episodio con Chiari è molto corto ma a mio avviso godibile. L'ultimo, con Sordi, è meno divertente del previsto ma molto gustoso (anche se il finale ha davvero poco senso)...

Lupoprezzo 21/07/12 19:47 - 635 commenti

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La commedia italiana si sposa col thriller, regalandoci tre episodi distinti, diretti da tre differenti registi: Il vittimista diretto da Ettore Scola offre qualche buon risvolto psicologico, soprattutto nel personaggio paranoico interpretato da Nino Manfredi; il secondo episodio, diretto da Polidoro, è poco più di una presa in giro, con un Walter Chiari penosissimo in una storiella da becero giornaletto umoristico; il terzo invece, diretto da Carlo Lizzani, con un malcapitato Alberto Sordi, è il più interessante e disturbante.

Samuel1979 15/11/12 19:38 - 471 commenti

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Tre episodi: il primo (con Manfredi), riuscito a metà, il secondo (con Chiari), breve e inconsistente; il terzo è il migliore, grazie a una buona sceneggiatura e alla grande duttilità di Sordi, che come al solito regge da solo l'intero episodio. Tuttavia la commistione fra due generi completamente diversi, ottiene nel complesso, discreti risultati. In quest'ultimo episodio buone le prove della Koscina e dell'"inquietante" Machiavelli.
MEMORABILE: ...eccolo lì, m'ha sfasciato tutto...

Liv 31/07/13 18:40 - 237 commenti

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Il primo e il terzo episodio vanno d'accordo con le intenzioni del titolo. Il secondo è infelice, ridotto a uno sketch televisivo. Il problema dei film a episodi è la disomogeneità. Il mio umile parere è che, idealmente, bisognerebbe eliminare il secondo episodio e rimontare il primo, togliendo qualche prolissità (Manfredi va un po' velocizzato, sennò indugia, indugia). Tuttavia preferisco il primo, che ha uno svolgimento più lineare rispetto al terzo, che ha un grande Sordi ma è disorientante.
MEMORABILE: Nel primo episodio, la visita dallo psicanalista (un ottimo Tino Buazzelli), dove viene fuori che Nanni "ci ha l'amica".

Graf 28/08/13 10:40 - 698 commenti

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Usare la suspense come lente di ingrandimento della commedia all'italiana e come parametro d’ampliamento della critica di costume non funziona. I due generi sembrano incompatibili. Il primo episodio è ben strutturato e ottimamente girato ma rimane nell'ambito della beffa senza assurgere nell'Olimpo dell’apologo esistenziale. Il secondo è indecifrabile ma molto breve. Quello di Lizzani fa invece centro e si pone come sardonico e ansiogeno controcanto all'analisi psicologica di un automobilista smargiasso e tignoso del tutto privo di senso civico.
MEMORABILE: L'interpretazione di Sordi sugli scudi; Azzeccati i mezzi toni del personaggio interpretato da Manfredi; Splendida e inquietante Sylva Koscina.

Homesick 15/09/13 17:20 - 5737 commenti

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Questo incrocio tra commedia e thrilling non funziona molto. Scola è quello che se la cava meglio (**!), mettendo insieme le nevrosi di Manfredi, i dialoghi con lo psicanalista pazzoide Buazzelli, bambole inquietanti ed allucinazioni; Polidoro (*!) prende di mira maldestramente la fumettomania esaurendosi nella performance di Chiari e Lizzani (**) recupera la tipica atmosfera della locanda malfamata, collocandovi un Sordi prima smargiasso, poi sempre più impaurito. In generale i tre episodi mancano comunque di scorrevolezza e rapidità per costruire un film soddisfacente.
MEMORABILE: La bambola meccanica che mangia; il vicino di casa di Chiari, pazzo per i trenini.

Il Gobbo 28/12/15 09:59 - 3011 commenti

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Gustosa contaminazione della commedia italiana col macabro, la suspense e il nero. Più calibrato e acidulo Scola, più caricato sul grottesco Lizzani (e Sonego), mentre il bozzetto di Polidoro è comico ma sbrigativo e lascia il retrogusto di una possibile buona idea non sfruttata. Eccellente la canzone"La regola del gioco", cantata da Rita Monico. C'è anche Rico Boido!
MEMORABILE: La seduta psicanalitica da Buazzelli

Ryo 30/09/18 22:15 - 2169 commenti

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Ottimo tentativo di unire thriller e commedia, riuscito solo in parte. Il primo e il terzo episodio sono i migliori. Vuoi perché hanno due protagonisti d'eccezione (Nino Manfredi nel primo, Alberto Sordi nel terzo), vuoi perché le storie sono decisamente più interessanti e interpretate magistralmente. Il secondo episodio è un po' trash e deludente, rasentando la farsa. In uno dei tre c'è anche un lieto fine che sarebbe invece stato meglio rendere più fatale.

Rambo90 18/06/20 17:36 - 6347 commenti

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Film a episodi un po' sciapo. Il primo con Manfredi è inutilmente lungo, stiracchiato su una singola idea che fa il verso ad Hitchcock e con il nostro che non sembra troppo in parte. Si prosegue con un Chiari brevissimo, appena un frammento umoristico tra i due segmenti maggiori. Un po' meglio il finale con Sordi, che si dimostra una spanna sopra i colleghi anche grazie a una sceneggiatura che gioca abbastanza bene con la parodia e il grottesco (tranne che nel finale: perché dovevano confessare?). Mediocre.

Zampanò 14/09/20 18:14 - 141 commenti

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Il thriller in salsa comica va a segno in un solo racconto su tre. Quelli di Chiari (sempliciotto) e Sordi (sbrindellato) non fanno né ridere né promettono suspense. Più bravo Manfredi, un asso dei film a episodi, diretto da Scola: credibile nel paventare le voglie assassine della moglie tedesca. Riesce proprio perché il thrilling finisce condito da una dose di cara vecchia commedia all'italiana.

Daniela 18/09/20 00:11 - 9396 commenti

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Nonostante i nomi coinvolti, un film molto modesto  con tre episodi mal sceneggiati e diretti svogliatamente. Il primo (Scola) ed il terzo (Lizzani) si reggono a fatica solo grazie al collaudato mestiere rspettivamente di Manfredi, convinto che la moglie tedesca lo voglia far fuori, e di Sordi, automobilista casualmente capitato in mezzo ad una banda di pazzi criminali, mentre il terzo breve episodio (Polidori)  è tanto sciatto da risultare molto meno divertente di una delle tante barzellette raccontate da Chiari durante le sue comparse in tv. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Samuel1979 • 18/06/12 23:30
    Call center Davinotti - 2930 interventi
    Nell'episodio "L'autostrada del sole", il protagonista Fernando Boccetta (Sordi), giunto nell'albergo degli assassini, sale in camera e non appena accende la radio viene trasmesso il brano di Gianni Morandi "Per una notte no" del 1964.
    Ultima modifica: 19/06/12 08:22 da Zender
  • Discussione Samuel1979 • 15/11/12 19:46
    Call center Davinotti - 2930 interventi
    Nel primo episodio da registrare la partecipazione di Luciano Bonanni, che proprio nelle prime sequenze si affanna in una "simpatica" respirazione bocca a bocca per salvare Manfredi.
  • Curiosità Samuel1979 • 15/11/12 23:32
    Call center Davinotti - 2930 interventi
    Nel primo episodio Manfredi, a tarda sera, legge un'epistola di Quinto Orazio Flacco,(dedicata al poeta Tibullo) " Albi, nostrorum sermonum candide iudex.....".
  • Discussione Il Dandi • 18/07/20 11:04
    Contratto a progetto - 1435 interventi
    Il cameriere che nel primo episodio serve a Nino Manfredi il pranzo fuori orario è Ugo Fangareggi (n.c.) Il cameriere che nel primo episodio serve a Nino Manfredi il pranzo fuori orario è Ugo Fangareggi (n.c.)
    Ultima modifica: 18/07/20 11:05 da Il Dandi