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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Vinse addirittura l'Oscar come miglior film straniero (oltre al premio della giuria a Cannes). E in effetti l'interpretazione tutta sopra le righe di Gian Maria Volonté non può lasciare indifferenti. Così come non può farlo un soggetto (di Petri e Ugo Pirro, come la sceneggiatura) tanto rivoluzionario nel ribaltare i ruoli all'interno della più classica delle indagini per omicidio. Petri ci svela subito chi ha ucciso Florinda Bolkan: è stato Volontè, gran capo della sezione omicidi appena promosso di grado. Ma immediatamente si capisce che qualcosa non quadra: egli non si cura minimamente di non lasciare indizi; anzi, ne dissemina di proposito, forse per comprendere quanto può permettersi di commettere impunemente un cittadino “al...Leggi tutto di sopra di ogni sospetto”. Il film è un apologo, in chiave psicanalitica, dell'abuso di potere. Sorretto da un Volontè che grida e si impone a ogni scena, irreprensibile, fustigatore. Florinda Bolkan, che lo affianca nei titoli di testa, appare in realtà sono nei brevi flashback, lasciando a lui tutta la scena. Volonté domina dalla prima all'ultima sequenza, accompagnato da una colonna sonora (firmata Ennio Morricone) il cui tema fece epoca. Così come il film, d'altra parte, la cui originalità e forza espressiva resta intatta ancora oggi denunciando i costumi fascistoidi della polizia, accentuandone i lati negativi e portando alle estreme conseguenze la sete di potere che spesso anima chi ricopre cariche importanti. Forse un po' prolisso, ma reso vivo da uno stile piccante, incisivo, che sa rendere interessante la vicenda fino alla sua degna - e paradossale - conclusione. Ottima nel complesso la direzione del cast, corollario di un protagonista che comunque, da solo, annulla con il suo istrionismo incontrollato chiunque gli si avvicini.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Dillinger 30/01/07 18:57 - 22 commenti

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L'accoppiata di due geni (Petri, Volonté) ha prodotto un film politico di rottura, che letteralmente riempì all'epoca le sale, poi premiato con l'Oscar. Per questo motivo Volonté (il più grande attore italiano di sempre) è ancora vittima di un feroce ostracismo mediatico. Dominante e schizoide, il personaggio manovra i burattini-subordinati a suo piacimento, fa e disfa fino al collasso psichico, tra eccessi reali ed immaginari. La violenza per eccellenza, se vogliamo, di kubrikiana memoria. Capolavoro.

B. Legnani 30/01/07 21:41 - 4983 commenti

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Capolavoro di Elio Petri. Si può non amare politicamente, ma difficilmente si può non apprezzare. Pellicola dominata da uno straordinario Volonté che inventa (volontariamente?) un eloquio siculo-calabrese (accanto a lui la Bolkan, per quanto bellissima, quasi scompare), circondato da fenomenali caratteristi, tra i quali il fantastico Randone, e gli ammirevoli Santuccio, Orlando, Dominici, Foschi e (specialmente) Rendine, il cui cognome ("Panunzio!") diventa un tormentone pure divertente. Tramonti e Grimaldi convincono un po' di meno. Giustamente celebrata la musica, implacabile, di Morricone.
MEMORABILE: Ogni volta che Volonté parla!

Deepred89 30/05/07 14:08 - 3401 commenti

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Riuscito giallo politico/grottesco/psicologico. Petri dice quello che ha da dire senza farsi troppi problemi e, al di là del fatto di essere d'accordo o no, bisogna ammettere che gli riesce benissimo. Ottimamente strutturato lo sviluppo psicologico del protagonista, interpretato alla perfezione da Gian Maria Volontè. Bellissima Florinda Bolkan e ottimi anche tutti gli altri attori. Degna di nota la fotografia e notevole la colonna sonora di Morricone.

Caesars 3/10/07 09:41 - 3016 commenti

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Lo vidi una ventina di anni fa e non mi era piaciuto; rivisto oggi non posso che confermare l'impressione che ebbi all'epoca. Indubbiamente Volonté fornisce un'interpretazione straordinaria e riesce a reggere sulle sue spalle praticamente tutto il peso del film (anche se sicuramente anche alcuni personaggi di contorno sono resi benissimo, vedi esempio Randone), però lo stile di Petri è pesante e la sua tesi troppo urlata invece che "suggerita". Di Petri non ho ancora visto nulla che mi abbia pienamente convinto; questione di gusto personale.

Renato 4/10/07 17:54 - 1648 commenti

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Splendido. Il cinema di Petri è fortemente teorico e questo film -indubbiamente tra i suoi migliori- non sfugge a questa logica. Inutile nascondere che gran parte del successo della pellicola è dovuto all'accattivante score di Morricone ed alla spettacolare interpretazione di Volonté, eppure il film funziona a più livelli e la mia impressione è che sia addirittura migliorato col passare degli anni. Anche il finale, rischioso nel suo prendere in contropiede lo spettatore, è perfettamente in linea col resto del materiale. Un film che resterà.
MEMORABILE: "Panuuuuunzio!"

Undying 10/10/07 17:55 - 3821 commenti

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Girato nel 1970, sembra fotografare la situazione "sociale" attuale del nostro paese. La visione del film (incentrata sulle malefatte di un commissario omicida e reazionario) rimanda alla cronaca degli anni '90 e pare collegarsi con la triste vicenda già portata (brillantemente) sul piccolo schermo da Michele Soavi: la Uno Bianca. Un finale surreale e volutamente confuso induce nello spettatore il sentore di essere di fronte ad un'opera di pura fantasia, ma il film denuncia un sistema politico, economico e legislativo in anni non sospetti.

Il Gobbo 18/10/07 09:00 - 3011 commenti

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Capolavoro di Petri, insuperato campione di thriller metafisico e politico, di travolgente forza espressiva, grazie a una regia che se ne infischia dei rigorismi e a un attore superlativo e mai così grande: Volontè, truccato (col senno di poi, un po' maldestramente) in modo da apparire identico al povero commissario Calabresi, non ha un momento, un'espressione, una battuta che non sian memorabili. Le kafkiane figurine di contorno gli fanno da coorte, la Bolkan è magnifica, e Morricone indovina una delle sue più ossessive marcette. Fondamentale.

Gugly 29/12/07 14:36 - 1035 commenti

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Alla prima visione mi indignai per l'accento del protagonista, con il tempo ho accettato l'accento "borbonico" delle questure. In assoluto il mio film preferito. Anche se ancorata agli anni 70, la descrizione delle basi del potere costituito è universale; nessun dettaglio è trascurato: Augusta di cognome fa Terzi, il commissario quindi fa danno a terzi, ossia chiunque poteva capitare sotto le sue grinfie senza avere giustizia. Da ricordare i due interrogatori antitetici con i due rivoluzionari.
MEMORABILE: Come si gestisce un interrogatorio; la falcata manageriale con il codazzo; le chiamate di tutti i sottoposti meridionali.

Supervigno 2/01/08 18:40 - 229 commenti

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Uno dei miei dieci film preferiti di sempre. È interamente dominato dalla figura del commissario, interpretato - ma si potrebbe meglio dire "vissuto" - da Gian Maria Volontè. Uomo di legge, che a un certo punto si sente al di sopra della legge e dunque fuori di essa. Arrogante ed eroico, spinge all'estremo la connivenza del sistema per vedere fino a che punto il servilismo e la cecità consapevole dei collaboratori e dei superiori possa arrivare. E alla fine esce sconfitto, se pure vincitore, in nome del mantenimento dello status quo.

Redeyes 4/02/08 11:26 - 2266 commenti

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Senza ombra di dubbio un capolavoro assoluto. Non può lasciare indifferente chi lo guarda. Un film che ha, certamente, in Volontè un mattatore. Trascina nella sua divertita, schizoide, allucinata, tragicomica messa in scena, che burla, si prende gioco ed umilia non solo la macchina legislativa ma, ancor più, per non dire solo, noi. Ci mostra, senza inutili edulcorazioni, l'alchimia che sorregge/protegge/nutre il sistema. La faccia di Volontè è storia, ormai. Se a questo aggiungiamo un certo Morricone... Beh!

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Mfisk 28/05/08 09:28 - 127 commenti

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Un'enorme forza espressiva permea questo film: quella di un Volonté che se fosse nato in America sarebbe finito nell'empireo delle maggiori star di ogni tempo (o magari barbone alcoolizzato, epurato dal maccartismo). Ogni singola sequenza è studiata, fatta propria e rappresentata così intensamente da meritare, ciascuna per sé stessa, l'Oscar. La forza di Volonté si mangia tutti gli altri comprimari, salvo Randone che riesce sempre ad essere vero, qualunque parte sia chiamato a interpretare.
MEMORABILE: La colonna sonora, naturalmente. E anche il discorso programmatico di insediamento.

Ghostship 6/07/08 13:36 - 394 commenti

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Uno dei capolavori del cinema italiano. Tutto al proprio posto in una misura ed un equilibrio unici, vetta che Petri non raggiungerà più pur rimanendo sempre su ottimi livelli. Insieme a Volontè (immenso) il regista crea questo eroe tragico ingabbiato tra sua infantile voglia di essere scoperto e il suo ruolo che lo rende insospettabile. Straordinaria l'onirica sequenza finale e cult le musiche di Morricone.
MEMORABILE: Il confronto tra Volontè e l'estremista di sinistra.

Matalo! 25/08/08 23:55 - 1371 commenti

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Alex Cox disse a Giusti di leggere questo film come se fosse un poliziesco riletto da Leone; nonostante ciò, la metafora fallocentrica risulta troppo facile, non spariscono i manierismi di un regista un po' sopravvalutato e non così contro come si può pensare. Ma la magistrale, immortale performance recitativa di Volontè è sempre una gioia per gli occhi e le orecchie; brillantina, abiti di lino, sentore di lucido da scarpe, il classico poliziotto salito di grado.
MEMORABILE: "Chiare dolci fresche acque"; "Panunziooo!"; le rappresentazioni dei delitti fatte dalla coppia. La musica di Morricone e le luci di Kuveiller.

Cotola 29/08/08 12:29 - 8015 commenti

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Bellissimo film di Petri che resta nella memoria oltre che per l'interessante storia, soprattutto per l'indimenticabile e monumentale prova interpretativa di Volonté e per la magistrale ed ormai celeberrima colonna sonora di Morricone. Per il resto, nonostante qualche scompenso narrativo ed ideologico che a tratti potrebbe farlo sembrare a chi lo veda oggi un filino datato, la pellicola è comunque pienamente convincente e grazie ad un ritmo decisamente sostenuto avvince non poco lo spettatore.

Galbo 1/09/08 05:45 - 11680 commenti

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Bel film di Elio Petri (giustamente premiato con l’Oscar come miglior film straniero) che parte dall’assunto dell’impunibilità dei poteri forti, in questo caso la Polizia. Frutto dell’ottima sceneggiatura di Ugo Pirro, il film si muove in ambito strettamente realista, con momenti e dialoghi assolutamente verosimili e aspetti pirandelliani molto italiani della vicenda. Caratterizzato da una bella colonna sonora di Ennio Morricone, il film si avvale della grande interpretazione di Gian Maria Volontè.

Stefania 10/09/08 15:49 - 1600 commenti

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Non c'è redenzione senza l'espiazione della colpa, non c'è espiazione senza la sottomissione ad un Potere. Ma il protagonista è, egli stesso, il Potere, perciò la sua tragedia è non potere espiare la propria colpa, se non nella sequenza onirica finale. Una tesi filosofica che Petri racconta per immagini, in una vicenda grottesca eppure credibile, con un protagonista indimenticabile nel suo puerile delirio d'onnipotenza e nella sua altrettanto puerile ricerca di un impossibile castigo.
MEMORABILE: L'episodio delle cravatte.

Enzus79 8/11/08 14:11 - 2095 commenti

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Un grandissimo attore per un bel film: grande abbinamento! Il film ci racconta di come un uomo della legge debba essere per forza al di sopra di ogni sospetto, anche se tutti gli indizi portano alla sua colpevolezza. Le musiche di Morricone, straordinarie, sembrano suggerire che ci sia qualcosa di losco nei comportamenti della polizia, ma alla fine è solo il loro vero modo di pensare...

Rickblaine 8/11/08 14:46 - 635 commenti

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Capolavoro. Un film degno dei migliori Scorsese e De Niro, nel senso che la regia e il protagonista dominano in scena come meglio non potevano. Grandissima sceneggiatura, grandissimo Morricone, ma sopra tutti grandissimo Volontè che, come anche in tutti gli altri suoi film, dimostra tutte le sue qualità espressive. Un film che forse meritava qualche Oscar in più rispetto a quelli che ha ricevuto (uno). Molte sono le scene che rimarranno nella storia del cinema italiano; peccato che in molti sembrano essersene dimenticati.
MEMORABILE: ... confesso la mia innocenza; ...il popolo è minorenne...

Capannelle 24/11/08 11:22 - 3916 commenti

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Il lavoro di Petri tratteggia bene le distorsioni e il pensiero dominante del periodo, confortato da una grande prova di Volontè e anche dei caratteristi che impersonano i soldatini dell'apparato, tutti di grigio vestiti. Un notevole racconto che dimostra un buon ritmo e non si perde in fronzoli anche se, rimanendo bloccato su quei temi, manca nel complesso di una certa ariosità. Ammaliante la Bolkan in qualunque posa venga inquadrata. Da ricordare la composizione di Morricone.

Daniela 29/12/08 07:38 - 10680 commenti

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Rivisto a distanza di tanti anni, temevo di trovarlo invecchiato male, come è successo ad altri film politici del tempo. Invece è ancora validissimo: vuol dire che la situazione italiana (l'impunità dei poteri forti) non è cambiata molto da allora, oppure che la vicenda narrata ha un valore metaforico che trascende il contingente? Forse entrambe le spiegazioni sono valide per questo capolavoro, forte di caratterizzazioni memorabili (oltre al grande Volontè, come dimenticare il poveraccio interpretato da Randone?). Colonna sonora imprescindibile.
MEMORABILE: La scena con le impronte digitali ingrandite.

Elio Petri HA DIRETTO ANCHE...

Pigro 13/01/09 09:34 - 8489 commenti

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Capo della Squadra Omicidi compie un delitto e fa di tutto, inutilmente, per farsi scoprire. Eccezionale su tutti i fronti: bellissima, e ben sceneggiata, la storia; eccellente la regia, tra verismo e teatralità; forti i piani ravvicinati dei personaggi; perfetti gli attori, a cominciare da un superlativo Volonté. E notevole il paradosso della verità impastato con una feroce critica all'esercizio "anarchico" del potere, in relazione all'ideologia dello stato di polizia durante gli anni caldi della storia italiana. Imperdibile.

Supercruel 26/01/09 20:07 - 498 commenti

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Capolavoro di Elio Petri che con abile mano registica dipinge un'Italia corrotta, marcia e incapace di far funzionare a dovere la giustizia quando di mezzo ci sono i colletti bianchi. Il tono narrativo si biforca tra crudo realismo e una certa vena surrealista, con un Volontè mostruosamente bravo ("Panunzio!!!") che offre un'interpretazione indimenticabile. Il film è del 1970 ma è - purtroppo - attualissimo. Cult il tema musicale a cura del maestro Ennio Morricone.

Harrys 11/05/09 11:27 - 683 commenti

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Pellicola trattante temi socio-polici esistenzialisti con una schiettezza invidiabile e, allo stesso tempo, con una certa, inevitabile, complessità. Il ruolo del protagonista, afflitto da atroci incertezze, sembra esser stato ricalcato su Gian Maria Volontè, che sfoggia una prestazione eccelsa. Il film è costituito da una serie di sequenze più o meno geniali, da qui la difficoltà a sceglerne una manciata; una menzione speciale la merita il finale. *****

Tomastich 3/01/10 10:51 - 1222 commenti

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C'è tutto in questo capolavoro di Elio Petri: c'è la politica degli Anni Settanta, la burocrazia, il terrorismo pilotato, ma soprattutto c'è quel gran maestro chiamato Gian Maria Volontè. Una prestazione sopra ad ogni altro attore del suo tempo, una pellicola attuale, attualissima, visto i recenti movimenti politici italiani. Il vero film d'autore italiano.

Bruce 4/03/10 17:46 - 1006 commenti

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Violento e grottesco attacco al sistema, attraverso la paradossale manifestazione dell'abuso di potere che, nella straordinaria interpretazione di Volontè, trova la massima rappresentazione possibile. Soffermandosi oggettivamente sul soggetto, la sceneggiatura, le scenografie (l'appartamento liberty del delitto), la regia, le prove dei protagonisti (con la Bolkan mai così bella e naturale) e dei tanti caratteristi, le musiche, ci si accorge dell’enorme qualità d’insieme di un vero capolavoro del cinema italiano, giustamente premiato con l’Oscar.

Daidae 21/03/10 18:42 - 2862 commenti

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Capolavoro di Petri. Piacerà a tutti, al di la della connotazione politica (molto marcata qui) del Petri. Volontè gigantesco, ottimo anche il resto del cast. Vicenda ben sospesa tra realtà e fantasia, sceneggiatura coi controcosi. Direi che ci siamo proprio.
MEMORABILE: "Ma lo vuoi dire questo nome che è... PACE! PACE! PACE!"

Puppigallo 10/05/10 23:02 - 4656 commenti

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Un Volontè superlativo, eccessivo e straripante consente alla pellicola di procedere senza particolari intoppi, nonostante la lunghezza la penalizzi un po'. Da gustare come il protagonista si sforzi di lasciare indizi e prove inequivocabili della sua colpevolezza. Eppure, lo scudo rappresentato dalla sua autorità, dal posto che occupa, lo proteggerà da qualunque sospetto e dovrà sforzarsi non poco per raggiungere lo scopo. Un altro punto di forza è rappresentato dal suo rapporto, decisamente particolare, con la vittima (interrogatori, ricostruzioni di omicidi, attriti, infantile gelosia).
MEMORABILE: "Panuuunzio!"; Il discorso d'insediamento: "La repressione è il vaccino!"; La colonna sonora; Le sue impronte ovunque, tutte giustificate da Panunzio.

Il Dandi 9/06/10 03:18 - 1917 commenti

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È insieme thriller politico e psicologico, film di impegno civile e di ricerca sperimentale, apologo grottesco e surreale calato in contesti iperrealisti. L'interpretazione di Volonté è talmente superba da mettere in ombra le altre ottime prove del cast. Geniale l'uso delle location (la casa dove abita Volonté finisce per confondersi con il suo ufficio) per creare ambienti in cui la prepotente invasione di un panorama tecnologico si sovrappone a una stritolante quanto inutile macchina burocratica. Oscar meritatissimo.
MEMORABILE: L'intero film: non conosce tempi morti e ogni momento è denso di suggerimenti.

Blsabbath 19/07/10 13:44 - 46 commenti

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Capolavoro assoluto del cinema "politico" italiano, immensa satira sul potere ancora oggi rimasta ineguagliata. Senza dubbio il miglior film di Petri e probabilmente la migliore prova di Volontè di tutta la carriera. Ogni sequenza è girata con maestria, incessantemente accompagnata dall'ormai famoso tema di Morricone. Ogni singola parola proferita da Volontè incarna, in modo sublime, la brutale violenza del leviatano statale, creatura "immutabile, scolpita nel tempo". Film degno di culto.
MEMORABILE: Il discorso di insediamento, l'interrogatorio.

Fauno 21/07/10 12:41 - 2008 commenti

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Se per certi versi lo posso ritenere ormai scontato, perché il bello e cattivo tempo di chi comanda ormai ci esce da tutti i pori, dall'alto non posso rinnegare l'interpretazione straordinaria di Volontè, con i concetti disarmanti e arcivalidi e attuali sui mezzi utilizzati da chi detiene il potere per ottenere qualsiasi scopo o risultato a favore. Fantastica anche la scena finale immaginata in verdino, ma su tutto ci sono 3-4 attacchi e botta-risposta da annali del cinema...

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Mdmaster 8/10/10 09:38 - 802 commenti

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Esemplare thriller italiano intriso di politica di Petri, trainato interamente da un Volontè davvero più grande dello schermo. La figura del commissario onnipotente è di quelle immarscebili e sempre, tristemente, presenti nello scenario italiano, rendendo il film perennemente attuale e da vedere. Forse a tratti un po' prolisso e dilungato, rimane comunque un esempio mirabile di gran cinema italiano in anni in cui, francamente, cominciava già a mostrare la corda. Spettacolari temi di Morricone a incorniciare una storia di potere e follia.
MEMORABILE: "Allora ditelo... non fate l'idraulico, siete uno stagnaro!"

Nando 16/01/11 02:25 - 3574 commenti

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Una lucida analisi sulla figura di un funzionario di Polizia, magistralmemte interpretato dal grande Volontè. Un film coraggioso, animato da una grande inquietudine giustizialista frenata dai muri di gomma istituzionali, cinematograficamente parlando.

Ellerre 4/02/11 10:12 - 89 commenti

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Spiazzante, convincente, straordinario. Da non inquadrare nel solo ambito di film politico, a mio parere rappresenta un unicum nel panorama cinematografico italiano. Dietro a un filtro fortemente grottesco e kafkiano emergono diverse tematiche sociali e sociologiche simbolicamente impersonate dal protagonista Volonté, capo di Polizia, interprete al massimo della sua espressività. Il suo delirio sembra indissolubilmente legato al ruolo che egli ricopre e del quale diviene vittima... ineluttabili contraddizioni della democrazia? Morricone magno.

Lucius 12/02/11 00:45 - 2935 commenti

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Avere il potere e i privilegi di un servo dello Stato e usarli a proprio piacimento come un padrone per poi scoprire che non si ha padronanza né controllo neppure sulle proprie pulsioni. Il personaggio di Volontè è il film e i suoi vizi sono la sua condanna. Un capolavoro del cinema italiano e allo stesso tempo l'altra faccia del sistema in una società imperfetta. Ottima spalla Florida Bolkan.

Giacomovie 14/02/11 17:44 - 1367 commenti

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Film-teorema politico-sociale di interessante costruzione, con una dimostrazione quasi empirica dei suoi assunti di base. Difetta solo nei modi eccessivamente caricaturali che il protagonista è chiamato ad impersonare, che peraltro il bravissimo Volonté mette in scena con volontà ed abilità, compreso il tono verbale beffardo di chi vuole dimostrare di saperla lunga. La musica di Morricone fa lievitare il peso specifico del film, già alto ma al quale non assegno il rilievo di film da cineteca. La Bolkan innalza invece la temperatura sexy. ***

Graf 16/09/11 22:41 - 708 commenti

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E’ il film meno datato tra quelli “politici” di Petri. Forse perché ci racconta dell’eterna condizione del rapporto tra l’Uomo e il Potere Costituito. Di certo è un film davanti al quale bisogna prendere una posizione: è un film di impegno politico, oppure è un film di largo consumo di massa; è un film duramente critico nei confronti dei vertici della Polizia, oppure è un film dove prevale il piacere ludico dello spettacolo; è un lucido pamphlet oppure un'astuta operazione artistico-commerciale? Dopo 40 anni l'impatto visivo rimane comunque scioccante.

Giùan 11/08/11 13:22 - 3432 commenti

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Quel che ancor oggi fa di un film come Indagine, molto legato alla religione del suo tempo (fatta di passione politica e ideologia), un Capolavoro, sono alcuni valori aggiunti che l'opera non ha perso. Intanto la sceneggiatura (di Petri e Ugo Pirro) che coniuga la struttura da apologo sul potere con dialoghi e battute da meccanismo ad orologeria; la recitazione, istrionica ma mai così aderente al contesto filmico, di Volontè; infine la furia sincera e iconoclasta con cui Petri lo gira, rendendo coeso un tutto che poteva risultar scivoloso. Magistrale!
MEMORABILE: Il tema musicale di Morricone; il monologo d'insediamento di Volontè.

Macguffin 9/08/11 17:32 - 124 commenti

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La passione politica che anima il film ne costituisce sia la forza che il limite (per l'ideologia che a volte lo appesantisce). Al netto di qualche eccesso rimane tuttavia vitale e avvincente: il geniale soggetto viene girato e sceneggiato con estrema cura in tutti gli aspetti (scenografie, dialoghi, personaggi, colonna sonora ecc.) e interpretato alla grande da uno strepitoso Volontè (il cui commissario è il fulcro della grottesca vicenda), fino all'ottimo finale. Non si dimentica.

Markvale 10/09/11 11:16 - 143 commenti

I gusti di Markvale

Elio Petri si afferma definitivamente presso il grande pubblico con questo gustoso e scottante apologo grottesco e kafkiano sul potere e sull'impossibilità di imbastirne un processo. L'approccio del regista è prettamente e sottilmente psicanalitico: il commissario soffre per una sorta di sdoppiamento che lo porta sia a depistare le indagini che a seminare indizi per essere scoperto dai colleghi. Solo attraverso il sesso ci si può far beffe del potere. Volontè si lancia in una delle sue interpretazioni più memorabili. Oscar come film straniero.

Homesick 20/11/11 17:34 - 5737 commenti

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Teorema dell'intangibilità del Potere anche al cospetto di prove inoppugnabili, porta all'apice il cinema di Petri, l'artista della denuncia civile senza remore; in pratica si riepiloga la cronaca del tempo - urlata sarcasticamente attraverso i canali del paradosso e del grottesco; rispetto ad altre sue opere la diegesi è più compatta, spezzandosi solo con l'innesto dei flashbacks e del sogno sottofinale. Mostruosa l'interpretazione di Volontè: accento marcato e piglio tronfio e sprezzante per celare un'indole repressa. Dissoluta la Bolkan, grave Santuccio, sventurato Randone. Score storico.
MEMORABILE: «Repressione è civiltà!»; la telefonata al giornalista; il semaforo rosso; l'incontro con Randone; l'interrogatorio dei sovversivi; il sogno

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Cloack 77 22/07/12 12:12 - 547 commenti

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A "tanto" personaggio corrisponde un attore indimenticabile e unico come Gian Maria Volontè, perfetto in ogni sfumatura, dal tragico al drammatico, al grottesco, al comico; non solo, ma a "tanto" film e attore corrisponde un Petri "ginnasta" dei generi: la storia non ha un attimo di tregua, deve inseguire la marcia del "Dottore" e dunque il regista non si limita a rincorrere, ad accompagnare e stare al passo; Petri corrobora un ambiente che diviene fondamentale nella scena finale, lucido folle scherno surrealista.

Ruber 17/08/12 19:30 - 675 commenti

I gusti di Ruber

Partiamo col fatto che non mi è mai piaciuto e che, anche rivedendolo a diversi anni di distanza, il mio giudizio non cambia (anzi, magari peggiora ulteriormente). Un pastrocchio mescolato più volte, con un Volontè logorroico fino alla noia, con una Bolkan che sparisce immediatamente e vive solo di flashback del protagonista! La sceneggiatura presenta anche qualche buono spunto, ma è certamente troppo votata alla personificazione del protagonista.

Mickes2 10/04/13 14:36 - 1668 commenti

I gusti di Mickes2

Delitto senza castigo. E’ un potere talmente grande da non conoscere punizioni; lo Stato padrone che insabbia. Il castigo, semmai, passa solo attraverso la propria persona, impenetrabile fuori, infantile dentro: dilaniata da un potere che schiaccia. Opera che si dipana su un doppio binario: denuncia socio-politica e psicologia dell’uomo, il singolo, che intreccia meccanismi interiori (la deriva camaleontica tra delirio d’onnipotenza e senso di colpa, la gestione del comando) e la rappresentazione del contesto storico dell’epoca. Immenso Volontè.
MEMORABILE: L’incipit con sotto lo splendido score musicale di Morricone; L’arringa di fronte al corpo di polizia; “Con modestia, con modestia, al lavoro!”

Luchi78 10/04/13 14:37 - 1521 commenti

I gusti di Luchi78

Mi sembra davvero un film esemplare per il cinema italiano e nonostante sia facile inquadrarlo nel marasma politico degli anni '70, ha ancora oggi una sua forte valenza culturale. La straordinaria interpretazione di Volontè conduce lo spettatore negli abissi del potere di stato, con tutte le implicazioni del caso, affiancandole ad un indagine sul comportamento psicotico del commissario protagonista. Bella e folle anche la Bolkan, splendide le musiche del maestro Morricone.

Didda23 13/04/13 17:45 - 2320 commenti

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Pregevole lo sforzo di Petri e Pirro nello scrivere una sceneggiatura che cerchi di analizzare il ruolo del potere e del proprio perpetuarsi attraverso burocrati che sembrano macchine. L'autoconservazione porta a interrogativi importanti sulla politica e sulla giustizia. La regia non sembra brillare e in talune circostanze appesantisce la già non facile tematica sviluppata. Volontè carica troppo il personaggio interpretato e risulta privo di autenticità. Buono, ma lontano anni luce dalla definizione di capolavoro. Indimenticabile lo score morriconiano.

Nancy 17/05/13 14:23 - 774 commenti

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Stupefacente film, allucinato e grottesco. Merito della splendida regia di Petri, che si avvale di movimenti di macchina arguti e stranianti, carrelli che partono da ogni angolo, punti di vista sofisticati; merito, anche, dell'interpretazione tutta sopra le righe di Gian Maria Volonté, capace di rendere insopportabile il suo personaggio fin dalle prime note che sentiamo della sua voce. Petri mette sapientemente in scena un thriller politico dagli ampi risvolti psicologici, che arriva a toccare corde profonde, anche a livello di critica sociale.

Piero68 22/07/13 08:56 - 2842 commenti

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Sicuramente coraggioso e di rottura visti anche gli anni in cui uscì, in piena contestazione con annessi anni di piombo a seguito. Ma onestamente, salvando soggetto e sceneggiatura, la cifra stilistica non mi ha convinto molto. Volontè, esageratamente e costantemente sopra le righe, finisce col diventare insopportabile e il taglio troppo spesso grottesco delle situazioni alla lunga svilisce le vere intenzioni. La verità è che Petri non riesce ad andare fino in fondo e il finale aperto ne è la conferma. Comunque una pietra miliare del nostro cinema.

Jdelarge 18/08/13 01:02 - 914 commenti

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Petri realizza un bellissimo film in grado di toccare tematiche politiche attraverso un "semplice" assassinio. Un Volonté eccezionale è il capo della sezione omicidi, personaggio la cui psicologia è delineata in maniera sublime, che uccide per dimostrare la propria insospettabilità: sgretolataglisi quest'ultima tutto cambia e il film ne giova in tutto e per tutto. Kafkiana e a tratti dostoevskiana in quanto a triste solitudine dell'individuo, questa grande pellicola esige (e merita) una seconda visione.

Samdalmas 3/10/13 09:37 - 302 commenti

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Capolavoro assoluto del cinema politico di Elio Petri. Impressionante la prova di Volontè nel delirio d'onnipotenza del Dottore, innominabile e potentissimo tutore della Legge che si rivela una marionetta nella mani del potere. Splendida Florinda Bolkan e geniale il tema di Morricone.
MEMORABILE: Nel gioco erotico tra Volontè e la Bolkan ricreano famosi omicidi: "Fammi la decapitata di Castelgandolfo..."

Fabbiu 22/11/13 00:37 - 2021 commenti

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Capolavoro da antologia del cinema italiano e del cinema di Petri, con un Volontè fenomenale che interpreta un personaggio perfettamente studiato in ogni dettaglio e una colonna sonora indimenticabile. Ritmi sempre arzilli e qua e là anche un tocco di umorismo grottesco (da Panunzio a "lo stagnaro") che rendono il tutto più fluido e vivace.

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Lady 4/04/14 02:29 - 54 commenti

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Superbo, poderoso esempio dell'abuso di potere portato al parossismo. L'impudente arroganza di colui che, frustrato ma forte della propria posizione, perpetra qualsiasi misfatto certo di essere intoccabile e immune da ogni pena e, anzi, sfida le istituzioni stesse di cui è a capo, tocca in quest'opera cinematografica il suo acme. Terribile e inquietante vessillo contemporaneo di una misera realtà putrescente. Inconfondibile e intramontabile colonna sonora.

Bergelmir 15/04/14 23:27 - 160 commenti

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Precisa e insuperata analisi del potere autoreferenziale e impenetrabile che caratterizza la società moderna, è un film profondissimo ma al tempo stesso divertente come una commedia e avvincente come un giallo. Collocato in pieno nell'Italia dei Settanta, è rimasto perfettamente godibile e attuale anche adesso grazie all'ottima scrittura e all'universalità del suo messaggio. Volontè straordinario, come sempre.
MEMORABILE: "Repressione è libertà!"

Ultimo 10/07/14 23:08 - 1480 commenti

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Straordinario film con il quale Petri cerca di descrivere i mali della società, il tutto attraverso l'analisi della psicologia bipolare del protagonista (Volontè, qui assolutamente straordinario), un capo della polizia che prima commette un omicidio e poi cerca a momenti alternati di farsi scoprire o far di tutto per passarla liscia. Finale aperto, riflessivo e da interpretare. Rimane una delle pellicole più incisive del nostro cinema.

Nicola81 5/08/14 20:43 - 2183 commenti

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L'impegno civile di Petri raggiunge il suo apice in quello che è il primo film italiano sulla polizia e, soprattutto, una lucida e amara riflessione sul potere, i suoi soprusi e le sue nevrosi. I toni grotteschi sono figli del clima politico del periodo, ma il messaggio resta attualissimo. Fortunatissimo il tema musicale di Morricone e indimenticabile (forse la sua migliore in assoluto) l'interpretazione di Volontè, al cui cospetto tutti gli altri, pur bravi, impallidiscono. Tappa fondamentale e uno degli oscar più meritati del nostro cinema.
MEMORABILE: Il discorso di insediamento; Panunzio che giustifica le impronte digitali di Volontè; Il cammeo di Randone; Il confronto con lo studente; Il finale.

Belfagor 8/12/14 13:43 - 2643 commenti

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Petri rilegge Kafka e Dostoevskij in questo thriller politico (sur)realista che non è invecchiato di un giorno: ancora oggi costituisce una valida lezione sull'impunità delle forze dell'ordine, sul potere reazionario come nevrosi sociale (e, di riflesso, personale) e sulle contraddizioni di uno Stato che tanto democratico non è. La prova di Volonté è qualcosa di assoluto, capace di dar vita a un personaggio mostruoso e mirabile al tempo stesso. Ossessiva e memorabile la colonna sonora di Morricone. Capolavoro assoluto, Oscar meritatissimo.
MEMORABILE: "Panuuunzio!"; La ricostruzione dei crimini scabrosi come preliminare erotico; La confessione di innocenza.

Simdek 12/12/14 19:09 - 93 commenti

I gusti di Simdek

Petri geniale, Volonté superlativo. Si potrebbe riassumere così una pellicola che a distanza di decenni sembra amaramente reale. Ritmo con ottimi bilaciamenti lento-veloce, fa stare col fiato sospeso tutto il tempo. Colonna sonora epica nel finale e momenti del film che ancora oggi fanno discutere.
MEMORABILE: Il "comizio" di insediamento; L' interrogatorio dell'anarchico.

Pinhead80 12/08/15 16:48 - 4154 commenti

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La forza del potere in tutta la sua meschinità e riluttanza. Volonté incarna "il dottore" che se ne infischia della legge cercando di mostrarne la sua corruttibilità. Egli è pronto a infierire contro i suoi subordinati e allo stesso tempo è svelto ad abbassare la testa di fronte ai suoi superiori. L'omicidio della Bolkan con volontaria disseminazione di indizi è la prova dell'onnipotenza di una classe politica arrogante che assomiglia a una congrega di pagliacci. Un capolavoro di un'attualità sconcertante.

Samuel1979 5/11/15 22:42 - 501 commenti

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Grande opera di Petri; un film denso di significati attualissimo oggi più che mai, il cui tema dell'impunibilità dei potenti ci tocca da vicino obbligandoci almeno a riflettere su quella che è una casta inespugnabile. Meravigliosa l'interpretazione di Volonté, che dà luogo a un personaggio enigmatico, autorevole e fragile allo stesso tempo. Cast di spessore: fra tutti Santuccio, Orlando e infine Dominici, il cui accento (lasciatemelo dire) è musica per le mie orecchie.
MEMORABILE: "Precisi, bisogna essere precisi!!!" "Allora secondo voi l'assassino era nudo con la cravatta...".

Lythops 19/11/15 12:41 - 980 commenti

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Perfezione. Di sceneggiatura e recitazione, di inquadratura e assoluta aderenza alla realtà supposta. Petri, con la pazienza di un finissimo cesellatore, studia ogni movimento, ogni volto e lo piega alla funzionalità della descrizione creando in chi assiste alla rappresentazione l'illusione di trovarsi direttamente immerso tanto in quegli uffici lucidi ed essenziali che nel sofisticato appartamento in cui viene commesso l'omicidio, cucina compresa. Un film di un'impronta unica, come quella delle dita sui vetri della bottiglia e del bicchiere.
MEMORABILE: "Panunzio! Paanunzio!"

Alex75 25/01/16 09:19 - 733 commenti

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Uno dei più originali esempi del grande cinema italiano d’impegno civile che tratta, con accenti grotteschi e paradossali e richiami a Pirandello e Kafka, il tema dell’intangibilità del potere. Sullo sfondo, la dialettica contestazione-repressione. A dar forza alla denuncia di Petri contribuisce soprattutto un eccezionale Volonté, ben sostenuto da un buon cast di contorno in cui spiccano Randone e la fascinosa Bolkan. Morricone commenta con una delle sue colonne sonore più caratteristiche.
MEMORABILE: La rievocazione dei delitti famosi; “Panuunzio! ”; Lo stagnaro; Le impronte digitali; Il finale.

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Minitina80 21/01/16 08:57 - 2604 commenti

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Anche in questa occasione Petri non le manda a dire e assesta colpo su colpo senza risparmiare niente e nessuno. Sicuramente è un film che va contestualizzato al periodo storico in cui è uscito, per dargli un significato più ampio ed essere apprezzato nella sua interezza. È riduttivo confinarlo a un genere unico perché offre spunti per numerose riflessioni, alcune delle quali profetiche e lungimiranti. Davvero un ottimo esempio di cinema politico italiano.

Myvincent 8/06/16 22:42 - 2929 commenti

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L'affascinante Gian Maria Volonté e la bellissima Florinda Bolkan al centro di questo poliziesco politico, in cui un ispettore sfida se stesso e l'apparente incensurabilità del sistema di cui fa parte. Ne esce fuori un'opera grottesca, affine a Kafka e a Dostoevskij, dove c'è un finale doppio di sfuocata interpretazione. Molto potente all'epoca, oggi si apprezza come one-man-show per il protagonista.
MEMORABILE: Il boudoir dannunziano, molto liberty, dove si consuma il delitto.

Hanon 4/02/16 15:40 - 27 commenti

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Capolavoro politico di Elio Petri; un film che parla di corruttibilità delle alte sfere e impunibilità dei poteri forti. Un'analisi credibile, lucida e attuale in maniera quasi inquietante su quanto la posizione nella società conti quando si tratta di vittime e colpevoli. Magistrale prova di Gian Maria Volonté e indimenticabile colonna sonora del maestro Morricone.

Liv 25/02/16 14:41 - 237 commenti

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Il film, impegnato e originale, esce nel 1970, epoca che come tale lo connota in modo preciso, ossia in un clima di sbornie ideologiche. Chi ha vissuto quegli anni se li ricorda bene; chi non li ha vissuti, meglio per lui. Gian Maria Volonté recita sopra le righe più che mai, anche se concede qualche momento di crisi per il personaggio per meglio tratteggiare le sue debolezze. Da buon siciliano è ambizioso, sceglie un impiego pubblico che gli dia potere, che insegue ed esercita nel modo più spregiudicato possibile. Un film "estremo".
MEMORABILE: Il rapporto con il giovane anarchico, rivale su due livelli; Personaggio premiato dagli autori sessantottini.

Ronax 13/06/16 01:24 - 982 commenti

I gusti di Ronax

Il film più famoso di Petri, baciato dall'Oscar e da uno straordinario successo di pubblico e definitiva incoronazione di Volonté a mostro sacro del cinema politico post-sessantottino. Anche se a quasi mezzo secolo dalla sua realizzazione certe verbosità possono apparire ingenue e retoriche, si resta sempre incantati di fronte alla straordinaria potenza narrativa che emana da ogni inquadratura, dal perfetto incastro di sceneggiatura, regia e recitazione, dalla magia della musica di Morricone che scandisce la lucida follia del protagonista.
MEMORABILE: Volontè che fotografa la Bolkan mentre simulano i delitti su cui ha indagato.

Maik271 4/07/16 18:35 - 436 commenti

I gusti di Maik271

Pellicola a sfondo sociale per Petri che regge sulla grande interpretazione di Gian Maria Volonté, vero e proprio mattatore di un film ambientato in uno dei periodi storici più difficili dell'Italia democratica. La splendida attrice brasiliana Bolkan offre un'ottima prova. Colonna sonora spettacolare diretta dal mitico Morricone.

Magi94 30/08/17 15:23 - 765 commenti

I gusti di Magi94

Uno dei capolavori immortali del cinema italiano. Punta delle punte della carriera di Volonté che scolpisce il suo personaggio nella storia della cinematografia (e non solo) con i suoi ghignetti, i suoi discorsi reazionari testimoni di un certo modo di pensare alla "polizia", i suoi acuti "Panunzio!" e i suoi sorrisetti imbarazzati quando si trova in difficoltà. Cinema politico e storico, d'impegno sociale e d'arte pura. La sequenza finale con citazione di Kafka è uno dei più grandi "colpi" di regia di tutti i tempi.
MEMORABILE: "Panunzio!"; I discorsi sul ruolo della polizia e sulle manifestazioni sovversive, con Volonté che enfatizza la parola "insegnanti"; Il finale.

Faggi 19/11/17 16:53 - 1519 commenti

I gusti di Faggi

Che il dirigente di polizia (Volonté) sia follemente lucido, posseduto da lucida follia o clinicamente folle è lo stesso: la lapidaria frase di Kafka in chiusura ci dice che l'uomo di legge "sfugge al giudizio umano"; un po' come per i pazzi, insomma, la cui infermità è anche un rompicapo metafisico. E che metafisico, sotto certi mascheramenti socio-politici, possa essere il film è un'ipotesi da considerare se è vero che la sua chimica visuale catalizza (dirotta verso) l'ineffabile, l'ineluttabile, il misterioso.

Rambo90 6/02/18 01:38 - 6825 commenti

I gusti di Rambo90

Esempio di film politico e intelligente, che dopo una partenza da thriller psicologico si fa grottesca e sagace satira del potere, disposto a tutto pur di contenere uno scandalo e mostrarsi superiore alle parti. Con una regia esemplare di Petri (ottimo l'inserimento dei flashback), una colonna sonora indimenticabile e un Volontè da manuale, la trama può permettersi anche qualche momento troppo ridondante. Bene il cast secondario, con punte di merito per Randone e Orlando.

Paulaster 6/02/18 13:29 - 3270 commenti

I gusti di Paulaster

Il rapporto tra il potere e chi lo esercita, le sue impunità e chi ne abusa per una sfida. Sceneggiatura che entra bene nelle specifiche delittuose e che non esita a condannare un sistema politico degli anni della contestazione. Finale grottesco ma che manca di qualcosa. Volonté si inventa uno stile ma peccato quel suo stare sempre un filo sopra le righe; Bolkan brava nel suo lato dark e notevoli i caratteristi. Musiche di Morricone che ben si identificano col personaggio.
MEMORABILE: I conteggi delle scritte sui muri; L'omicidio della Bolkan; L'acquisto delle 25 cravatte.

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Blondie666 23/07/18 12:33 - 10 commenti

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Da mostrare alle scuole elementari. Più scomodo che famoso, è rimasto un punto di riferimento per tutti coloro che rifiutano questo sistema fatto di controllo e potere; dove tutti, perfino chi lo esercita, diventa prima o poi una vittima! Volontè (milanese) si ridoppia da solo con un terribile, fastidioso ma indubbiamente riuscito accento centro-meridionale.
MEMORABILE: Ill "segno della croce" quando torna a casa dopo il delitto; L'atmosfera "dannunziana" che si respira a casa della Terzi, in questo caldissimo agosto.

Angelinge 29/07/18 18:44 - 1 commenti

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Quasi ogni scena di quest'opera di Petri è un capolavoro a sé. Film attualissimo, avvicente, emozionante, convincente, perfetto in ogni sua parte. Sullo sfondo una Roma estiva, affascinante ed elegante, ma pure sobria. Volonté dimostra qui di essere uno dei più grandi attori del mondo. Si dice che Brando abbia tratto ispirazione anche dalla sua recitazione per dar corpo al personaggio de Il padrino. Un Volonté immenso, un cast eccellente, un soggetto originale, una regia superba. Attenzione: in questo film non v'è nulla di fantasioso...

Pessoa 10/01/19 23:34 - 1658 commenti

I gusti di Pessoa

Film d'impegno e d'anarchia, come si conviene alla premiata coppia Petri-Volonté, assecondati da un Pirro in stato di grazia che scrive una sceneggiatura indimenticabile. Il ritratto di un potere arrogante dalle cui malefatte nessun cittadino può sentirsi escluso (Randone, per esempio) vibra ancora oggi di impotente amarezza e rimbalza sulle nostre cronache quotidiane con impressionnte attualità. Il resto è arte drammatica allo stato puro, con cui Volonté delizia i fortunati spettatori. Ost di Morricone che vale da sola la visione. Miliare!
MEMORABILE: Il costume da bagno della Bolkan.

Xabaras 30/01/19 03:41 - 193 commenti

I gusti di Xabaras

Di greve attualità (il film uscì nel periodo di Piazza Fontana e di Pinelli) e contemporaneamente profetico (a breve seguirà il delitto Casati-Stampa), quello di Petri più che un film sulla Polizia (come lo definì lui) è un esaltante saggio sulla capacità che detiene il potere di conservarsi immutato e immutabile nonostante gli sconvolgimenti che interessano la società civile attorno a lui. Volontè avrebbe forse gradito essere ricordato per altre interpretazioni (Brett Fletcher, El Chuncho, Cavallero, Vanzetti) ma questa è la sua prova più conosciuta.

Rigoletto 15/07/19 11:00 - 1661 commenti

I gusti di Rigoletto

Uno di quei film che segnano un'epoca e si consegnano poi alla storia come pietra miliare. Non soltanto la trama è sferzante, ma è la conduzione della stessa a sorprendere: Volonté immenso, una sfinge che con i suoi modi riesce a mischiare le acque in maniere efficientissima. Fantastica colonna sonora (di Morricone) che sembra descrivere alla perfezione il senso del malaffare italico, fatto di intrecci invisibili eppure assai tangibili. Categoria superiore.

Lupus73 22/11/19 14:51 - 997 commenti

I gusti di Lupus73

Un funzionario di polizia, nel giorno della sua promozione a dirigente della sezione omicidi, commette un omicidio. Iniziano le indagini sull'ignoto colpevole. Un noir dalla solida sceneggiatura che poggia tutto sulle spalle dello straordinario Volontè, il quale interpreta un personaggio combattuto tra il nascondere le prove e il rivelarle per dimostrare la propria intoccabilità, impreziosendolo con venature grottesche senza mai scadere nel gigionesco o cadere nella commedia. Finale onirico che racchiude il senso del film. Magistrale.
MEMORABILE: Il monologo di Volontè durante l'interrogatorio al ragazzo in ginocchio ("Quello coi baffetti") in cui ripete più volte "Tu non sei un cavallo!".

Rocchiola 6/05/20 08:25 - 913 commenti

I gusti di Rocchiola

Apologo kafkiano sull’essenza sociologica del potere. Petri aveva già fatto un’operazione simile con L’assassino, ma qui il protagonista non è il presunto criminale bensì il rappresentante della legge. L’idea di un Delitto perfetto alla rovescia (invece di occultare le prove le si fornisce) è intrigante e pone le basi per un avvincente thriller; poi però troppi flashback accompagnano verso un finale surreale dall’esito incerto. In ogni caso da vedere per la gran prova di Volontè arrogante e antipatico come non mai e per le musiche di Morricone.
MEMORABILE: “Panunzio!!!”; “La repressione è il nostro vaccino”; Il discorso d’insediamento a capo dell’ufficio politico; L'interrogatorio dello stagnaro Randone.

Keyser3 12/05/21 16:38 - 234 commenti

I gusti di Keyser3

Diciamolo senza mezzi termini: siamo dalle parti del capolavoro e con l'interpretazione di Volonté siamo dalle parti dell'Olimpo della recitazione. Funziona tutto, dall'omicidio iniziale alle facce secondarie che si susseguono, alle parti grottesche (Panunzio, l'episodio con Randone) fino all'irrisolto finale. Inutile sottolineare il coraggio di Petri che girò un film del genere all'epoca, cosa che probabilmente nemmeno oggi ci si sognerebbe di fare. Dulcis in fundo le note di Morricone, immortali come quelle dei western di Leone.
MEMORABILE: "Che lavoro fa lei?" "L'idraulico" "Lo stagnaro... e lo dica che fa lo stagnaro".

Fedeerra 27/07/21 04:59 - 730 commenti

I gusti di Fedeerra

Il dark side della burocrazia e del potere istituzionale. Petri gira il suo atto d’accusa politico con l’impeto di un thriller e conduce un’indagine che, prima che essere sociale, è psicologica. Volontè ottima maschera del grottesco, buono il ritmo nella prima parte, un po’ troppo ridondante il finale. Acustica farsesca e allucinata del grande Ennio Morricone.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 15/05/19 20:10
    Consigliere - 14303 interventi
    Gestarsh99 ebbe a dire:


    Volendo forzare al massimo la definizione, potremmo arrivare a definirlo "siculo-reggino in senso lato" ma non oltre.



    Santacatterina concorda, con ulteriori dettagli.

    1) Le cadenze e le espressioni sono in prevalenza siciliane, ma mancano cose importanti, come la R trascinata e l'uso del verbo in fondo alla frase.

    2) in varie fasi, come il finale, lascia il siciliano per assomigliare molto fortemente al calabrese.

    3) esistono fasi in cui non è né siciliano né calabrese, ma usa un modo anomalo, senz'altro meridionaleggiante, però senza che sia possibile un'attribuzione ad altre regioni.

    Detto questo, verifico i testi per vedere se possono essere corretti in tal senso.
  • Discussione Il Dandi • 15/05/19 22:12
    Contratto a progetto - 1491 interventi
    Da romano, mi fa impazzire quando fa la telefonata anonima al giornalista Patanè (che infatti lo riconosce lo stesso) e cerca di camuffare la voce, mimando un romanesco imitato da uno che non lo sa parlare.
    Mi ricorda il Celentano di Er più.
    Ultima modifica: 15/05/19 22:13 da Il Dandi
  • Discussione Blondie666 • 16/05/19 09:23
    Galoppino - 69 interventi
    Il Dandi ebbe a dire:
    Da romano, mi fa impazzire quando fa la telefonata anonima al giornalista Patanè (che infatti lo riconosce lo stesso) e cerca di camuffare la voce, mimando un romanesco imitato da uno che non lo sa parlare.
    Mi ricorda il Celentano di Er più.


    "prondo? AO prondo!?"
  • Discussione Blondie666 • 16/05/19 09:36
    Galoppino - 69 interventi
    Scusate, interromperei questo bellissimo dibattito di carattere dialettale, per dire che poco tempo fa ho ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri-visto questo film, e devo dire che ho beccato una versione streaming, dove il doppiaggio pagaronato al mio DVD e alla VHS registrata direttamente da rete4 risulta diverso, OVVERO:
    nel flash back di quando sono in bagno, lui le versa una coppa di champagne e lei si trucca l’occhio tipo “coda di pavone” giusto per capisse, ecco,
    in quel tratto le parole di augusta cambiano, il doppiaggio cambia, e anche il suo modo di parlare, da ironico/aggressivo a ironico/crudele,

    e poi, quando scoppia la bomba nel commissariato e tutti i pezzi da novanta si ritrovano dove è appunto detonato l’ordigno, Il Questore (Gianni Santuccio) nel DVD dice “basta con la tolleranza, BASTA! Chiaro il concetto”
    invece nella versione streaming dice: “CARTA BIANCA”

    qualcuno ha mai riscontrato questi 2 tipi di doppiaggio così diversi?
    Grazie!
  • Discussione B. Legnani • 16/05/19 09:45
    Consigliere - 14303 interventi
    Blondie666 ebbe a dire:
    Scusate, interromperei questo bellissimo dibattito di carattere dialettale, per dire che poco tempo fa ho ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri-visto questo film, e devo dire che ho beccato una versione streaming, dove il doppiaggio pagaronato al mio DVD e alla VHS registrata direttamente da rete4 risulta diverso, OVVERO:
    nel flash back di quando sono in bagno, lui le versa una coppa di champagne e lei si trucca l’occhio tipo “coda di pavone” giusto per capisse, ecco,
    in quel tratto le parole di augusta cambiano, il doppiaggio cambia, e anche il suo modo di parlare, da ironico/aggressivo a ironico/crudele,

    e poi, quando scoppia la bomba nel commissariato e tutti i pezzi da novanta si ritrovano dove è appunto detonato l’ordigno, Il Questore (Gianni Santuccio) nel DVD dice “basta con la tolleranza, BASTA! Chiaro il concetto”
    invece nella versione streaming dice: “CARTA BIANCA”

    qualcuno ha mai riscontrato questi 2 tipi di doppiaggio così diversi?
    Grazie!



    La prima idea è che quelle frasi siano state ridoppiate. Può essere? La voce è proprio la medesima o si percepisce che il doppiatore è un altro?
  • Discussione Blondie666 • 16/05/19 10:09
    Galoppino - 69 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Blondie666 ebbe a dire:
    Scusate, interromperei questo bellissimo dibattito di carattere dialettale, per dire che poco tempo fa ho ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri- ri-visto questo film, e devo dire che ho beccato una versione streaming, dove il doppiaggio pagaronato al mio DVD e alla VHS registrata direttamente da rete4 risulta diverso, OVVERO:
    nel flash back di quando sono in bagno, lui le versa una coppa di champagne e lei si trucca l’occhio tipo “coda di pavone” giusto per capisse, ecco,
    in quel tratto le parole di augusta cambiano, il doppiaggio cambia, e anche il suo modo di parlare, da ironico/aggressivo a ironico/crudele,

    e poi, quando scoppia la bomba nel commissariato e tutti i pezzi da novanta si ritrovano dove è appunto detonato l’ordigno, Il Questore (Gianni Santuccio) nel DVD dice “basta con la tolleranza, BASTA! Chiaro il concetto”
    invece nella versione streaming dice: “CARTA BIANCA”

    qualcuno ha mai riscontrato questi 2 tipi di doppiaggio così diversi?
    Grazie!



    La prima idea è che quelle frasi siano state ridoppiate. Può essere? La voce è proprio la medesima o si percepisce che il doppiatore è un altro?


    sono gli stessi doppiatori, proprio per questo me ne sono accorto, perché c'era qualcosa che non mi tornava nei dialoghi, cmq al ritorno da lavoro cerco quel famoso streaming con relativi minutaggi!
  • Discussione Gestarsh99 • 16/05/19 13:10
    Scrivano - 17847 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Gestarsh99 ebbe a dire:


    Volendo forzare al massimo la definizione, potremmo arrivare a definirlo "siculo-reggino in senso lato" ma non oltre.





    Santacatterina concorda, con ulteriori dettagli.

    1) Le cadenze e le espressioni sono in prevalenza siciliane, ma mancano cose importanti, come la R trascinata e l'uso del verbo in fondo alla frase.

    2) in varie fasi, come il finale, lascia il siciliano per assomigliare molto fortemente al calabrese.[...]



    Felice che abbia concordato.

    Aggiungerei però che quella che lui definisce "R trascinata" è appunto la già menzionata "geminazione consonantica" (o "raddoppiamento fonosintattico").
    Nella parlata di Volonté questo fenomeno è assolutamente presente e coinvolge le r iniziali:

    * ... di rrecidere...

    * ... delle rrapine...

    * ... di rriviste politiche...
  • Discussione B. Legnani • 16/05/19 13:26
    Consigliere - 14303 interventi
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Gestarsh99 ebbe a dire:


    Volendo forzare al massimo la definizione, potremmo arrivare a definirlo "siculo-reggino in senso lato" ma non oltre.





    Santacatterina concorda, con ulteriori dettagli.

    1) Le cadenze e le espressioni sono in prevalenza siciliane, ma mancano cose importanti, come la R trascinata e l'uso del verbo in fondo alla frase.

    2) in varie fasi, come il finale, lascia il siciliano per assomigliare molto fortemente al calabrese.[...]



    Felice che abbia concordato.

    Aggiungerei però che quella che lui definisce "R trascinata" è appunto la già menzionata "geminazione consonantica" (o "raddoppiamento fonosintattico").
    Nella parlata di Volonté questo fenomeno è assolutamente presente e coinvolge le r iniziali:

    * ... di rrecidere...

    * ... delle rrapine...

    * ... di rriviste politiche...



    Su questo in verde non mi pronuncio, perché inesperto.
    In ogni caso il tema principale è stato risolto.
    Ultima modifica: 16/05/19 13:26 da B. Legnani
  • Discussione Gestarsh99 • 16/05/19 21:31
    Scrivano - 17847 interventi
    Andava rimarcato in quanto elemento ulteriormente corroborante: si tratta infatti del sicilianismo contraddistintivo per eccellenza.
  • Homevideo Rocchiola • 6/05/20 08:32
    Call center Davinotti - 1213 interventi
    Il bluray summenzionato offre un'eccellente qualità audio-video, anche se ho notato un piccolo difettuccio nella scena in cui Volontè e la Bolkan sono al mare. A parte che le immagini diventano in questa sequenza decisamente più granulose, la cosa peggiore e che per qualche secondo compare un effetto scacchiera del tutto inaspettato in un restauro 4K curato dalla Cineteca di Bologna, L'Immagine Ritrovata e Film Foundation. Nel complesso si tratta di una piccolezza ma decisamente inaspettata visto l'elenco dei nomi che ci hanno messo mano. Per il resto come già detto immagini pressoché perfette nitide e dettagliate. Audio DTS 2.0 e Dolby Digital 2.0 di resa pressoché identica discretamente potente e chiaro.