Mery per sempre

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

E così anche l'Italia ha il suo bel film sulla “scuola della violenza”. Dopo anni di liceali, supplenti e una versione demenziale sul tema (TUTTI A SQUOLA, con Pippo Franco), finalmente un'opera “vera”, che sa di Neorealismo (gran parte del cast è composto da attori non professionisti) e che, tratta dal romanzo “quasi” omonimo di Aurelio Grimaldi (“Meri per sempre”, con la “I”), è diretta con mano ferma da un sorprendente Marco Risi. Abbandonate le commedie con Jerry Calà, il figlio del grande Dino aveva già dimostrato di cosa fosse capace nel discreto SOLDATI - 365 ALL’ALBA, ma è con questo...Leggi tutto film (il cui successo fu immediatamente sfruttato con un seguito, RAGAZZI FUORI) che ha definitivamente convinto la critica. Perché un lavoro così “forte”, così estremamente crudo eppure mai gratuito è una perla rara, nel cinema italiano di fine Ottanta. E straordinaria è l'intensità con cui recitano questi ragazzi di strada, magistralmente in sintonia con un Michele Placido al suo meglio che troverà nel suo professore uno dei personaggi più memorabili di una carriera con tanti alti e bassi. In MERY PER SEMPRE si respira aria di Sicilia, di quella Sicilia che ancora non ne vuole sapere di abbandonare la mafia, che guarda all'omertà e alla prevaricazione sul più debole come valori positivi. Ammirevole l'accuratezza con la quale ogni singola caratterizzazione è stata pensata, dalla Mery del titolo (il trans Alessandro Di Sanzo) al “ribelle” di Claudio Amendola (altra ottima prova), dal boss in erba Francesco Benigno al carceriere duro (il solito impeccabile Tony Sperandeo). Qualche concessione al dramma “facile”, tuttavia perdonabile. Montaggio svelto, splendida colonna sonora di Giancarlo Bigazzi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Lercio 3/08/07 01:47 - 232 commenti

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Rivisto dopo anni non perde il suo fascino: ogni volto ed ogni interpretazione sono adeguati allo scopo dell'intreccio. Per gli anni in cui è uscito tratta un argomento molto scottante e in maniera piuttosto realistica. Alcuni momenti sono innegabilmente toccanti e profondi.

Deepred89 19/08/07 01:31 - 3293 commenti

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Bellissimo film. Per tutta la durata non c'è neanche un cedimento e il film, tra crudezza e commozione, riesce a illustrare un quadro della Sicilia (e in particolare degli adolescenti siciliani) credibile e interessante. Tutti i personaggi sono interessantissimi e la storia a tratti raggiunge una profondità sorprendente. Perfetto il cast, che vede protagonista l'ottimo Michele Placido, nei panni del professore col compito di educare i ragazzi del riformatorio, tra i quali Claudio Amendola e Francesco Benigno. Belle musiche. Da non perdere.

Stubby 25/11/07 09:55 - 1147 commenti

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Il film offre uno spaccato di vita carceraria minorile; ambientato a Palermo, risulta molto crudo, duro e realista, con litigi e soprusi, incomprensioni tra carcerari e carcerieri mentre le figure più deboli soccombono a quelle più forti. La cosa più positiva del film è che i ragazzi sono tutti esordienti assoluti, non hanno mai fatto cinema prima e risultano veramente credibili. Da vedere.

Undying 6/12/07 20:36 - 3839 commenti

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Marco Risi sembra ispirarsi al cinema del neorealismo e confeziona un prodotto ricco di contenuti (sociali ed esistenziali) contrastati dall'atteggiamento d'intolleranza verso gli "emarginati", dei quali Mary (un transessuale) trasfigura a capofila. Lo squallore dell'ambiente quotidiano (tra miseria, furti, droga, sesso e mafia) sembra destinato a scomparire di fronte alla profondità d'animo e di sentimento, che traspare dai dialoghi toccanti e dalla seria messa in scena. Cinema di buone intenzioni, mai noioso e senz'altro significativo.

Galbo 18/04/08 05:55 - 11424 commenti

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Ottimo film italiano, decisamente uno dei migliori tra quelli realizzati negli anni '80, è impregnato di una forte connotazione realistica narrativa. Gran parte di ciò è merito della bella e sincera sceneggiatura scritta da Rulli & Petraglia che parte dall'assunto dell'impossibilità di redimere la delinquenza giovanile esclusivamente attraverso l'autorità. Regia solida ed efficace e bel cast che contrappone l'esperto Placido ad un gruppo di validi giovani (quasi tutti non professionisti).

Capannelle 19/04/08 22:44 - 3732 commenti

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Notevole prova degli attori (professionisti e non e risulta difficile individuare i secondi) e una regia capace producono una delle migliori prove del periodo. Senza inutili fronzoli o stereotipi del genere, Risi riesce a dare un quadro "verace" della Sicilia e della mentalità mafiosa. Bravi tutti (pure un insolito Amendola), ma il migliore per me è Benigno.

Pol 5/06/08 11:43 - 589 commenti

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Michele Placido è la figura intorno alla quale ruotano le storie di questi giovani disadattati: inizialmente vittima della loro rabbia in quanto rappresentante dell'autorità, finirà per diventare figura paterna in quanto l'unico a dar loro una speranza. Lo stile è crudo, grazie anche ai ragazzi presi dalla strada. A questo proposito menzione particolare per Benigno, che mostra già un talento recitativo non comune (non a caso la sua carriera proseguirà). Una pietra tombale sui dorati anni '80.

Pigro 3/08/08 09:37 - 7834 commenti

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Insegnante nel carcere di Palermo, alle prese con l’intera fenomenologia della delinquenza minorile ma soprattutto dei disagi e dei vuoti che la alimentano. Un importante film di impegno civile, condotto da Risi con ritmo energico e asciutto, capace di portare alla luce – anche grazie alla premiata ditta di sceneggiatori Rulli e Petraglia – i diversi giovani protagonisti e le loro storie. Grande performance di Placido e ottima prova di tutti gli altri attori, in particolare gli indimenticabili ragazzi non professionisti.

Il Gobbo 14/08/08 17:40 - 3011 commenti

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Ritorno al neo(iper)realismo per il giovane - allora - Risi, che si ricava una plausibile nicchia di buon cinema "medio", seppure con messaggio. Film condotto sapientemente in bilico sul trash (ventilato dalle presenze di Placido placideggiante e Amendola amendoleggiante in trasferta), ha i suoi momenti. Godrà di un sequel non indispensabile.

Straffuori 20/10/08 18:45 - 175 commenti

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Film drammatico-carcerario molto toccante, crudo e che, come il suo sequel Ragazzi Fuori, pecca forse di eccessivo pessimismo. Rappresentazione comunque cupa, toccante e agghiacciante nello squallore cinico e vero di alcune situazioni all'interno del carcere. Visto in chiave trash il film può risultare parecchio divertente in molte scene. Bel lavoro e ottima recitazione dei vari giovani detenuti. Su tutti il bravissimo Francesco Benigno (Natale).
MEMORABILE: "Ma dove minchia li vede i boschi a Palermo professore"; "Analizzami staminchia professore ddemocratico".

Redeyes 9/01/09 14:42 - 2148 commenti

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Difficile non restare colpiti da certe lontane eppur vicinissime realtà come questa. Impressionante la rabbia e la delusione per la vita che questa pellicola trasmette. Bravissimi i ragazzi che, vuoi per affinità (ahimè) con certi ambienti, vuoi per un qualche talento attoriale, ci calano immediatamente in questa triste Sicilia. Placido è eccellente e tiene egregiamente le fila del film, Amendola, pur bravo, stona un po', non tanto nella recitazione quanto nel personaggio che cede un po' al facile sentimentalismo. Film comunque imperdibile!
MEMORABILE: La riflessione sulla difficoltà di esser "7 Carati" con un padre ammazzato ed un fratello in prigione.

Daidae 23/04/09 12:00 - 2749 commenti

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Bellissimo. Di solito detesto i film "di denuncia" in quanto spesso sfociano nel sentimentalismo mieloso, ma qui, grazie anche alla presenza di attori non professionisti, oltre alla denuncia (che tra l'altro è meno forzata del seguito) abbiamo una sana dose di realismo. Un piccolo cult.

Tomastich 7/01/10 11:27 - 1216 commenti

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Pellicola che resterà negli annali del cinema con la C maiuscola. Commovente, struggente e pessimista. Grandissima la prestazione di tutti gli attori, ognuno al picco della propria carriera. Cito Amendola, Benigno ed un Placido da premiare. E' stato un peccato che l'opera non abbia ricevuto i premi meritati. Uno dei film che mi ha fatto commuovere di più tra i tanti che ho visto.
MEMORABILE: Merito anche del bellissimo tema strumentale scritto da Giancarlo Bigazzi. p.s. Amendola con la t-shirt Judas Priest è imbattibile.

Stefania 30/11/10 15:52 - 1600 commenti

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Mery "per sempre", ma anche Pietro, Claudio, Natale, Antonio "per sempre": giovanissimi, vedono il loro cammino già segnato, vivono un "fine pena mai", una sentenza atavica, una tara ereditaria. La viltà del fatalismo e l'audacia della speranza in un film che descrive con emozionante efficacia le dinamiche interne di un microcosmo apparentemente anarchico, in realtà tristemente oppresso da regole ferree come sbarre di prigione. Buon film, appassionato e concreto, equilibrato in ogni sfumatura.
MEMORABILE: "Ve lo siete mai chiesti perché in Sicilia ci sono tanti fiumi, eppure nelle vostre case non arriva l'acqua corrente?"

Disorder 25/03/11 09:48 - 1408 commenti

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Sorta di film verità che anticipò (e probabilmente ispirò) il filone tutto italiano di film tv o sceneggiati a sfondo tragico (alcuni proprio a tema carcerario). Un gran bel lavoro comunque, sempre realista, mai banale, girato con professionalità. Un plauso anche ai ragazzi, alcuni davvero dotati; buona anche la prova di Placido. Senza gridare al capolavoro è un film davvero sopra la media del periodo (ma anche di oggi...)

Greymouser 15/05/11 14:47 - 1458 commenti

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Film-rivelazione di Marco Risi, che dimostra una solida e lucida mano registica, utilizzando per di più molti attori poco più che amatoriali (a parte Placido, che forse si rivela il meno efficace del gruppo). Certo, in alcuni passaggi impera un certo sottofondo sentimentalistico che non appare coerente con la crudezza delle situazioni e dell'ambiente, ma nel complesso il film rappresenta una sincera denuncia, che non annega nella retorica declamatoria e ci fa riflettere in un contesto lontano da ogni rigido manicheismo.

Pinhead80 25/05/11 20:33 - 3970 commenti

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Uno dei film che più ho amato e che, rivisto a distanza di anni, conserva un fascino immutato. Ci sono volti che difficilmente uno scorda e, in questo film, di volti indimenticabili ce ne sono molti: da "King kong" a "Mery" tra i ragazzi, a Placido e Sperandeo tra gli attori navigati. I ragazzi "recitano" se stessi e questa è forse la fonte principale del successo. Non vi è artificiosità e non vi sono storie a lieto fine. Un realismo crudo ma non esasperato che tratteggia una realtà segnata da un destino ineluttabile.
MEMORABILE: La partitella di calcio nel cortile, senza pallone...

Mc81 16/01/12 19:58 - 5 commenti

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Film malinconico, riflessivo e crudo, caratterizzato da una bella regìa di Marco Risi e un cast ottimo. Un grande Michele Placido nel ruolo di un professore in un carcere minorile di Palermo, che cerca di affrontare i diversi drammi dei giovani detenuti con la triste, ignorante e omertosa presenza della mafia come sfondo. Ottime le interpretazioni: dai giovanissimi Amendola e Benigno a un grande Tony Sperandeo. Bravi anche gli attori non professionisti (tra cui il trans Alessandra Di Sanzo). Da vedere.
MEMORABILE: Natale cia i cazzi suoi.

Giùan 8/02/12 11:55 - 3019 commenti

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Allora (i miei 18 anni) un film sorprendente: non tanto per Risi, che il "realismo" oltre ad averlo nel corredo genetico, lo aveva già esplicitato nelle sue commedie, quanto per l'anomalo vigore nel nostro cinema anni '80. Incisività che il tempo non ha dissipato e che tuttavia paradossalmente me lo ha fatto vivere come molto "legato" a quel periodo. Tra Sciuscià e Angeli con la faccia sporca un film necessario, inquieto, teso, scritto con cronometrica drammaturgia da Rulli e Petraglia e recitato con la violenza della libertà da un cast irripetibile.
MEMORABILE: Benigno che impiastra la faccia di Placido; Antonio che invita il suo bimbo appena nato a ridere perché "la vita è bella".

Addison 17/07/12 20:37 - 90 commenti

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Film importante, di buon successo all'epoca, in cui l'impegno civile si sposa a una narrazione efficace, "furba" nel senso migliore del termine. Attori professionisti (e se Placido è bravo, Amendola fu una rivelazione) recitano con giovani presi dalla strada e in particolare dalle zone più disagiate di Palermo: benissimo diretti, anche i più incerti tra loro donano al film un sapore di verità davvero notevole (Francesco Benigno è in particolare memorabile per grinta e intensità). Sorta di neo-neorealismo, forse un po' televisivo rivisto oggi.

Giacomovie 10/09/14 16:21 - 1352 commenti

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Film-manifesto di una generazione di adolescenti siciliani che presero questa pellicola come riferimento sia nel bene (come lucida analisi di denuncia da non seguire) che nel male (imitandone situazioni e battute, specie in ambito scolastico). Il film riapre con meritato successo il filone del cinema-verità e il suo livello di efficacia nel mostrare l'amaro realismo della vita giovanile lo fa diventare il migliore nel suo genere. Gli attori di strada sono splendidi e Placido e Amendola sono bravi nel calarsi in un contesto meno professionale.

Samuel1979 7/12/12 19:30 - 472 commenti

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Un docente (Placido) accetta l'incarico di insegnare in un carcere minorile. Risi ha il merito di aver realizzato un film ancora oggi insuperato nel suo genere, crudo in molte scene e che evidenzia i gravi problemi di molti ragazzi disagiati del capoluogo siciliano. Per me, nato e cresciuto a Palermo, è il film che più mi è rimasto impresso. Bravissimi i ragazzi del cast (su tutti Benigno, ma c'è anche la delicatezza e la semplicità del povero Mariano). Ottimo Placido e parti di contorno per Sperandeo e Alamia.
MEMORABILE: Ou ma chi minchia vuliti i mia stavati sturiannu e sturiati allura!

Nando 9/12/12 18:17 - 3486 commenti

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Uno spaccato siciliano in un carcere minorile in cui s'intrecciano le vicende di alcuni giovani galeotti. Narrazione avvincente con momenti interessanti in cui emerge del neorealismo ben congegnato. Bravo Placido, credibile come educatore, lievemente macchiettistico Amendola, valido il resto del cast non professionista. Un buon film.

Fafo1970 25/09/13 10:02 - 30 commenti

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Tutto è intenso e struggente in questo gioiellino di Risi, a cominciare dalla indimenticabile colonna sonora per passare ai volti veri e crudi dei protagonisti che, in un modo o nell'altro, cercano ancora un segnale di speranza nonostante il contesto di degrado sociale e culturale che subiscono e vivono perché nessun maestro ha mai insegnato loro che esiste qualcosa di "altro". Perfetto anche Placido in uno dei suoi ruoli più belli e coraggiosi.

Ramino 10/04/14 22:01 - 127 commenti

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La dura esperienza di un insegnante (Placido) all'interno del carcere minorile di Palermo. Amendola a parte, i detenuti sono tutti alla prima esperienza cinematografica e presi dalla strada. Un gradino sopra gli altri sono Benigno e Di Sanzo, che con il suo personaggio dà il titolo al film. Crudo e reale, è un ottimo esempio di cinema neorealistico anni '80 che non cade mai nella finzione. Notevole.

Ultimo 1/09/15 22:26 - 1371 commenti

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Un Marco Risi al suo meglio realizza un piccolo capolavoro del cinema italiano, forse non perfetto stilisticamente ma sicuramente profondo e toccante. Il film descrive la vita di un gruppo di ragazzi (per lo più attori non professionisti all'epoca) all'interno di un carcere minorile. Bravissimo Michele Placido nei panni del professore capace di tirar fuori qualcosa da ognuno di loro, seppur con difficoltà. Tra i giovani segnalo un già famoso Amendola e un esordiente Francesco Benigno. Grande cinema.

Parsifal68 3/03/16 12:28 - 607 commenti

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Un professore coraggioso e idealista accetta di insegnare ad alcuni ragazzi rinchiusi nel carcere Malaspina di Palermo, cercando di scuotergli le coscienze inculcando il seme della legalità. Marco Risi, figlio del grande Dino, segue le emerite orme paterne disegnando un film socialmente difficile e di sicuro impatto, affidandosi a un ottimo Placido e a un gruppo di credibili giovani attori sconosciuti. Ne esce un'opera memorabile, non patetica, dove il finale sarà abbastanza amaro. Amendola fuori parte. Bellissima musica di Bigazzi.
MEMORABILE: La poesia di Belli declamata da Placido; La scena dei regali ricevuti in carcere.

Piero68 7/09/16 09:33 - 2768 commenti

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Un bel film di denuncia sociale come solo Marco Risi sa confezionare. Più che il carcere sotto i riflettori ci finisce l'ineluttabilità del destino, quando si nasce in alcune zone d'Italia e in alcuni contesti familiari. Bravo Placido e un po' tutti i ragazzi. Unici nei la presenza di Amendola (troppo fuori contesto) e una eccessiva semplificazione del problema mafia (vedi il discorso del professore su fiumi e mancanza d'acqua). Peccato che come per tanti film di quegli anni non ha retto il trascorrere del tempo e oggi sia abbastanza anacronistico.
MEMORABILE: L'improponibile t-shirt di Amendola dei Judas Priest; Gli approcci sessuali di Carmelo a Claudio: prima ingenui e poi violenti.

Pessoa 11/07/17 22:50 - 1183 commenti

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Grande esempio di cinema italiano di Marco Risi che firma una delle migliori pellicole della decade. Un Placido da standing ovation si inventa uno dei migliori insegnanti upstream visti sullo schermo, ben coadiuvato da un sanguigno ed efficace Sperandeo e dal perfetto gioco di squadra di un gruppo di ragazzi quasi tutti esordienti. La storia è esemplare, la sceneggiatura lucida e tagliente non lesina qualche risata di alleggerimento, la regia sobria e impietosa. Un piccolo capolavoro realizzato col cuore, da rendere obbligatorio nelle scuole.
MEMORABILE: I fiumi della Sicilia; Il bacio fra Placido e Di Sanzo, Placido e Amendola in ospedale; Placido che tira fuori la pistola in camerata.

Fulcanelli 4/08/17 04:31 - 135 commenti

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Un film autenticamente drammatico che rappresenta magistralmente quanto la vita può essere disgraziata in determinate circostanze. Una sceneggiatura perfetta e la scelta obbligata di un cast con attori per lo più non professionisti gettano le basi del racconto di una vicenda del tutto pertinente alla realtà quotidiana le cui straordinarie interpretazioni ben riescono a trasmettere il senso di inadeguatezza di fronte alle difficoltà della vita. Il miglior film di Risi.

Alex75 30/08/18 13:38 - 683 commenti

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Il flm che ha consacrato definitivamente l’impegno civile di Marco Risi, che, con un approccio nobilmente neorealista (particolarmente felice la scelta degli attori presi dalla strada, in particolare Benigno e Di Sanzo), si cala nella fosca realtà di un carcere minorile palermitano, fatta di diffidenza e fatalismo e di giovani con la vita segnata (per quanto la porta alla speranza non sia del tutto chiusa). L'affidabile Placido si conferma qui come uno dei migliori attori del periodo.
MEMORABILE: Placido declama in aula “Er padre de li santi”.

Minitina80 28/08/18 08:18 - 2368 commenti

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Si narra di un gruppo di ragazzi sfortunati a cui un destino ineluttabile ha riservato una corona di spine ancor prima di nascere. La disperazione di chi cerca di sopraffare le vicissitudini della vita, di chi non ce la fa o si rassegna e imbocca la via sbagliata, viene raccontata senza scadere nella retorica facile e scontata. Il film riesce sempre a toccare le corde giuste trasmettendo un misto di sensazioni verso le quali è difficile restare impassibili e il finale, nella sua semplicità, racchiude la speranza che non dovrebbe mai morire.

Camibella 10/07/20 22:29 - 150 commenti

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Onesto ed idealista, un professore accetta il gravoso incarico di insegnare a un gruppo di ragazzi rinchiusi nel carcere di Malaspina di Palermo. Marco Risi, figlio del grande Dino, dirige un film struggente, crudo e decisamente pessimista con un superlativo Placido e una schiera di giovani esordienti attori presi letteralmente dalla strada e catapultati dietro la cinepresa in stile cinema neorealista. Bello, bellissimo, un gran film che si lascia vedere tutto d'un fiato e dal quale ci si lascia emozionare. Amendola però fuori ruolo.
MEMORABILE: Placido declama la poesia di Belli tra l'larità della classe.

Paulaster 29/09/20 09:34 - 2831 commenti

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Insegnante accetta di lavorare in un carcere minorile. Negli anni in cui si faceva cinema civile si racconta l'universo dei ragazzi criminali. Attenzione al lato umano e alla durezza nello stare reclusi, con un cast preso dalla strada che sa emozionare. Meno convincente il ruolo di Placido paladino di giustizia all'interno del carcere ma non quando poi nasconde in casa sua il detenuto fuggito. L'evoluzione della vicenda è ben calibrata nel voler dare un insegnamento morale, anche se l’ambiente esterno (inteso come mafia) predomina.
MEMORABILE: Le scritte in faccia; Il bacio a Mery; La lettura della lettera.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Neapolis • 7/08/13 15:23
    Fotocopista - 2057 interventi
    beh Samuel il film è bello. non ti saprei dire forse la localizzazione del carcere esterni ed interni sarebbe interessante, sempre se ci sono elementi di individuazione
  • Discussione Zender • 7/08/13 17:21
    Consigliere - 43619 interventi
    Appena ricordato ieri: in DA CERCARE si possono postare solo post con fotogrammi (o in risposta ad altri), se no si va in discussione geneale.
  • Discussione Neapolis • 7/08/13 18:52
    Fotocopista - 2057 interventi
    postala che cerco di trovarla adesso
    Ultima modifica: 7/08/13 18:54 da Neapolis
  • Curiosità Samuel1979 • 12/08/13 12:19
    Call center Davinotti - 2954 interventi
    Nella sequenza in cui Pietro (Claudio Amendola) si reca al cinema per fare una sorpresa alla sua ragazza, viene trasmesso il film di Nino D'angelo "Lo studente".
  • Curiosità Buiomega71 • 15/07/15 17:02
    Pianificazione e progetti - 22028 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi & Canzoni della Prima Visione Tv ("Viaggio intorno all'uomo-Giovani", condotto da Sergio Zavoli, giovedì 15 marzo 1991) di Mery per sempre:

  • Curiosità Samuel1979 • 22/01/16 18:59
    Call center Davinotti - 2954 interventi
    La maglia bianca di King Kong (Termini) fa riferimento alla bella "favola" del Licata Calcio che proprio nel campionato 1988/89 salì incredibilmente in Serie B:

  • Curiosità Samuel1979 • 25/03/16 19:03
    Call center Davinotti - 2954 interventi
    Il vinile rimediato da Pietro (Amendola) che si vede durante l’inseguimento, si intitola “Dal Vivo”, ed è ovviamente di Nino D’Angelo. Trattasi di un raro lp doppio live:

  • Musiche Samuel1979 • 7/08/16 00:28
    Call center Davinotti - 2954 interventi
    Al minuto 06:35, Giovanni Alamia, che nel film ha la parte di una guardia giurata, intona una canzone da lui stesso composta che si intitola "Trazzieri" del 1989.



  • Curiosità Samuel1979 • 29/08/16 01:20
    Call center Davinotti - 2954 interventi
    Sono 11 i fiumi trovati da Antonio (Mariano), in classe su una cartina geografica, e precisamente :

    Alcantara, Simeto, Anapo, Tellaro, Irminio, Acate, Dirillo, Gela, Salso, Platano e il Belice.
  • Discussione Daidae • 20/06/20 04:39
    Contratto a progetto - 865 interventi
    Al minuto 00:17:10 quando Pietro e la ragazza escono dal cinema è possibile vedere il poster di Casablanca

    [img size=376]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/he4P8bny_o.jpg[/img]
    Ultima modifica: 20/06/20 07:59 da Zender