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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/10/20 DAL BENEMERITO ANTHONYVM
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Anthonyvm 17/10/20 01:21 - 3872 commenti

I gusti di Anthonyvm

Buon dramma dark che riveste di sentori faustiani una classica storia di ambizione, rivalità musicale e rivalsa dei "mediocri" in stile Amadeus, declinata secondo gli stilemi del thriller psicologico dalle parti de Il cigno nero e del coming-of-age movie orrorifico. Zu Quirke, al suo esordio, dimostra una buona padronanza della macchina da presa, confezionando un prodotto fine, elegantemente freddo e mediamente inquietante. In risalto Sydney Sweeney, brava e carina. Il film soffre per la scarsa originalità di fondo (il finale è ampiamente prevedibile), ma la cura formale lo sostiene.
MEMORABILE: Il suicidio iniziale à la The woman in black; Gli assorbenti; Il quaderno con immagini sataniche; La glaciale carrellata all'indietro nel finale.

Daniela 19/10/20 21:34 - 11529 commenti

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Gemelle diverse, nel fisico e nel carattere, frequentano la stessa scuola di musica e si cimentato entrambe al pianoforte: la schiva Juliet è gelosa della più talentuosa Vivian, ma grazie all'influsso di un misterioso manoscritto le cose sono destinate a cambiare... Thriller satanico, non molto originale nello spunto che richiama i patti con il Diavolo per ottenere il successo ed anche prevedibile nei suoi sviluppi epilogo compreso, ma elegante nella messa in scena elusiva (Satana resta defilato) e ben interpretato dalla protagonista, per cui si fa seguire con interesse.
MEMORABILE: La carrellata all'indietro dell'ultima sequenza.

Herrkinski 22/10/20 15:03 - 6699 commenti

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Una tipica vicenda "faustiana" girata dall'esordiente Quirke con uno stile reminescente di cose recenti sul tema tipo Starry eyes o The neon demon, trova la sua ragione d'essere nell'aspetto satanico-soprannaturale; è plausibile anche pensare che però sia una psicosi della protagonista (la Sweeney, attraente ed intensa), banalmente gelosa della sorella come in molti thriller degli anni '90. Comunque sia la vicenda è messa in scena con buon gusto per l'immagine e un finale che - pur prevedibile - è visivamente girato e montato con stile. Si guarda tutto d'un fiato senza annoiare.

Kinodrop 25/10/20 19:51 - 2274 commenti

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Due gemelle entrambe sulla via di primeggiare in ambito concertistico, vengono inevitabilmente in contrasto in occasione delle audizioni per l'ammissione alla Juilliard school. Qui si insinua l'aspetto misterico e satanico che faustianamente sceglierà la gemella meno dotata, con il classico, tragico "do ut des". Un thriller di elegante fattura ambientato in una prestigiosa scuola di musica, che non cerca l'imprevedibile ma cavalca bene l'idea di gelosia e competitività, che insieme alla frustrazione sono spesso proprie degli ambienti artistici. Troppo defilata la presenza del Male.

Lupus73 3/11/20 14:38 - 1217 commenti

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Due ambiziose gemelle suonano il piano presso una scuola di musica. Un sfida continua con approcci alla vita e all'arte profondamente diversi. Soggetto affrontato a volte in modo visionario riempito di simbolismi (dal carattere esoterico) sul sacrificio che comporta il raggiungere il traguardo finale della perfezione, fino a toccare l'infinito con il sacrificio "estremo" di sé. Tematiche simili a The perfection senza però arrivare all'horror (nonostante qualche immagine forte) e a Whiplash senza raggiungere quei livelli di regia/interpretazione, rimanendo in un limbo più anonimo.

Bubobubo 12/11/20 18:52 - 1690 commenti

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La luce che illumina le tenebre può ferire mortalmente gli occhi, facendo ripiombare nel buio. Ne sa qualcosa Juliet, giovane e remissiva mestierante del pianoforte, schiava della totale dedizione allo strumento e di una gelosia montante verso la sorella Vivian che, a differenza sua, miete successi sentimentali e professionali. Questo sino all'intervento del famigerato zampino... Lucifero è forse solo la proiezione di un rimosso, ma il brulicante sottotesto di traumi personali è lo stesso del Cigno nero. Scorre bene, ma lo script è tanto modesto quanto educatamente predicibile.
MEMORABILE: Il finto finale.

Minitina80 17/11/20 23:12 - 2742 commenti

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Ispirato al celeberrimo Faust che vendette la propria anima pur di soddisfare le proprie ambizioni. L’impronta è la stessa, anche se la componente paranormale viene affrontata rimanendo nel consono, lasciando sottintendere e intuire o poco più. Maggiore attenzione è data alla vanagloria e all’ambizione forsennata che acceca l’uomo, circondandolo di macerie. Si attesta dietro The neon demon di Refn, essendo sprovvisto di quell’impatto devastante, per quanto trasmetta sensazioni di ambiguità, vitali in sceneggiature del genere.

Rambo90 26/03/21 16:52 - 7111 commenti

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Una storia di invidia e di voglia assoluta di primeggiare, con classico patto con il diavolo, ma strutturata in modo meno banale dei soliti horror. C'è poco spazio infatti per momenti puramente di genere e si preferisce l'approfondimento psicologico della protagonista e della sua gemella, dando così un senso di freschezza generale all'intera opera. Ha i suoi tempi morti ma si lascia seguire, fino ad un finale ciclicamente inevitabile ma riuscito.

Il ferrini 4/05/21 09:24 - 1954 commenti

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Il soprannaturale è un pretesto, il vero demone protagonista del film è quello del successo, che si impossessa della protagonista e la spinge a calpestare tutto e tutti, pur di primeggiare. Gli attori servono bene la storia, semplice ed efficace, supportata da una musica invece  straordinaria. Nonostante il basso budget a disposizione la pellicola è ben confezionata anche in regia, fotografia e montaggio. La regista, all'esordio, è un nome da tenere d'occhio.

Giùan 14/11/21 10:08 - 3698 commenti

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Compensa (parzialmente) in discreto fascino visivo e sapiente gestione del ritmo una struttura che gli si fa un favore a definire surrogata. In effetti il paradigma faustiano, per quanto dichiarato e congruente, non può far passar sopra a uno schema narrativo che si fa innaturalmente meccanico, fino a esplicitare una inconsistenza che la forma e l'estetica non possono peritarsi di sostenere. La Quirke trova nello sguardo da gatta cheta della Sweeney un buon strumento attrattivo pur se alla ragazza manca il graffio (vedasi la patinata scena dell'amplesso). Frulla più che trillare.

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Cotola 13/03/22 19:51 - 8347 commenti

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Due gemelle: una è una promettentissima stella della musica, l'altra un po' meno. Un libro galeotto e l'invidia spingono quest'ultima a nutrire insani e pericolosi desideri. Tutto già visto, vero? Sì, ma rispetto ad altre occasioni qui la componente diabolica non viene spiattelata allo spettatore e la sceneggiatura si mantiene abbastanza reticente, sotto questo punto di vista. Poi chiaramente la storia è la solita e gli sviluppi narrativi sono prevedibili, compreso l'epilogo. Buona la confezione e brava la protagonista.
MEMORABILE: La carrellata finale all'indietro che svela il vero destino della protagonista.  
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 19/10/20 21:40
    Gran Burattinaio - 5809 interventi
    Il film rientra nel progetto di collaborazione "Welcome to the Blumhouse", firmato dalla casa di produzione di Jason Blum e da Amazon.
    Gli altri tre film del progetto, tutti disponibili su Amazon Prime, sono: Ritrova te stesso, La bugia, L'occhio del diavolo.
    Queste opere hanno in comune la dimensione produttiva low budget e la tematica incentrata sul nucleo familiare.
  • Discussione Daniela • 19/10/20 21:55
    Gran Burattinaio - 5809 interventi
    Nel film viene citata la Sonata per violino in sol minore, nota come Il trillo del diavolo, composizione per violino e basso scritta dal compositore Giuseppe Tartini (1692–1770), particolarmente impegnativa per le difficoltà tecniche di esecuzione.
    Un interessante articolo sull'ispirazione "satanica" di tale pezzo, di gran lunga il più noto dell'autore, si può trovare qui.  
    Per chi invece lo volesse ascoltare, eccolo nell'interpretazione di Uto Ughi.  
  • Discussione Anthonyvm • 19/10/20 22:43
    Risorse umane - 648 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Nel film viene citata la Sonata per violino in sol minore, nota come Il trillo del diavolo, composizione per violino e basso scritta dal compositore Giuseppe Tartini (1692–1770), particolarmente impegnativa per le difficoltà tecniche di esecuzione.
    Un interessante articolo sull'ispirazione "satanica" di tale pezzo, di gran lunga il più noto dell'autore, si può trovare qui.  
    Per chi invece lo volesse ascoltare, eccolo nell'interpretazione di Uto Ughi.  

    Interessante il "resoconto" completo. Tra l'altro noto adesso che la famosa figura del diavolo violinista, logo ufficiale dei Goblin di Claudio Simonetti, è tratta proprio da una delle illustrazioni ispirate a questo aneddoto.

    Ultima modifica: 20/10/20 08:40 da Zender
  • Discussione Daniela • 20/10/20 08:13
    Gran Burattinaio - 5809 interventi
    Anthonyvm ebbe a dire:
    Interessante il "resoconto" completo. Tra l'altro noto adesso che la famosa figura del diavolo violinista, logo ufficiale dei Goblin di Claudio Simonetti, è tratta proprio da una delle illustrazioni ispirate a questo aneddoto.
    Ah! Ecco perché aveva un'aria familiare... 
  • Discussione Il ferrini • 1/05/21 13:59
    Segretario - 85 interventi
    Tecnicamente viene collocato fra gli horror, ma secondo me è una definizione che non solo gli va stretta ma è addirittura fuorviante. Si tratta piuttosto di un dramma sul tema del successo, e su cosa si sia disposti a fare pur di ottenerlo. Inutile dire che parlando di una pianista (anzi due, essendo essenzialmente il racconto di una rivalità fra sorelle) la colonna sonora è veramente magnifica. Si stratifica su questo impianto una serie di circostanze (forse) soprannaturali che esemplificano al meglio il delirio di chi vuole primeggiare ad ogni costo. Credo che in tempi come questi sia un film utile, anche, perché no, a chi riversa sui figli le proprie ambizioni, trasformandoli in adulti arrivisti senza scrupoli, invece di insegnare loro che nella vita non esistono solo primi violini, ma soprattutto che la realizzazione personale passa per molte altre strade. Peraltro si tratta di un'opera prima, e infatti ha una freschezza che colpisce, nonostante si muova su un terreno frequentato (potrei scomodare Inseparabili di Cronenberg, per dire). Per me è stata una piacevole sorpresa.