Martyrs - Il terrore ha le sue regole - Film (2008)

Martyrs - Il terrore ha le sue regole
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Qual è il gioco? Si fa a chi si spinge più oltre? A chi dice di meno mostrando di più? In questo, MARTYRS vince a mani basse. Non c’è un’idea di trama? Chissenefrega, risolviamo tutto col finale che finalmente spiega quello che per un’ora e un quarto si è solo fatto vagamente intuire. D’accordo, è un po’ ridicolo ma... Già, il punto è che è molto ridicolo, con un ultimo colpo di coda da far cascare le braccia. Ma soprassediamo pure qui e partiamo dall’inizio, da quando Laugier (già autore del dimenticabilissimo SAINT ANGE) decide che per farsi notare forse è il caso di urlare. Così urla lui e urlano le due ragazze in scena:...Leggi tutto mezz’ora a rincorrersi con la telecamera che si lancia nel vortice, sangue dappertutto, mezze parole, a capirci qualcosa neanche a parlarne; solo violenza, caos, volti tumefatti. Poi si cambia tutto: c’è HOSTEL dietro l’angolo, l’obiettivo è puntato. Ma HOSTEL era troppo commerciale, qui si tenta in qualche rozzo modo la via autoriale. E in qualche momento pure la si incrocia, a dire il vero. Si ricordano belle scene nei corridoi della paura, lastre d’acciaio alle pareti, foto di martiri appese, silenzi di ghiaccio, scorie umane di elettroshock o trattamenti assortiti che al confronto la cura del Ludovico Van era cosa da bambini... Le qualità Laugier le avrebbe anche, insomma, ma le lascia solo intravedere a sprazzi. Siamo alla fiera del potrei ma non voglio, perché in realtà lo scopo pare solo quello di non lasciare tregua all’inorridimento dello spettatore, che tuttavia in alcuni casi non potrà non accorgersi che il gioco è sempre quello, in fondo, e che dopo un po’ o si accetta di soffrire con la protagonista o altrimenti il rischio è quello di assistere allo “show” con un occhio allo schermo e l’altro all’orologio. Il filone è già ricco e per fare la differenza non dovrebbe bastare aumentare le dosi di sangue e distacco. Ma allora cos’altro c’è in MARTYRS? Guardiamo bene: poco, quasi nulla. Giusto l’idea che sostiene la spiegazione conclusiva, se non altro curiosa. Il resto è maniera, è cinema di oggi come lo conosciamo da tempo e come possiamo prevedere che sia minuto dopo minuto. Chi ancora si stupisce di fronte all’esplosione di violenza della prima mezz’ora? Lo si farebbe se tutto non sapesse di stomachevole artificio, se dietro ci fosse uno studio psicologico appena appena accettabile. Invece no, queste due Ginger Snaps della vendetta non accennano quasi mai al dialogo: si parlano con gli sguardi e di fatto ci escludono. Per fortuna che la diabolica vecchina ha voglia di cianciare anche quando non parrebbe utile farlo o stavolta si rischiava davvero di finire senza sapere in che diavolo di girone infernale eravamo finiti...

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/06/08 DAL BENEMERITO SUPERCRUEL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/06/09
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Supercruel 18/03/09 17:14 - 498 commenti

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Tesissimo film horror francese, in bilico tra torture porn e derive mistico-misteriche. Il film è nettamente troncato in due parti, con un inaspettato finale aperto che lascia lo spettatore senza una risposta precisa. Il sangue scorre copioso ma non è il fulcro dell'opera, piuttosto Martyrs destabilizza sul versante psicologico, riuscendo per tutta la visione a mettere a serio disagio. Visivamente parlando - infatti - c'è materiale ben più forte (A l'interieur, ad esempio), ma si finisce la visione con stomaco e cervello sottosopra. Consigliato.

Brainiac 13/04/09 17:56 - 1083 commenti

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Nonostante da molti sia stato sottovalutato, è chiaro il debito che pellicole di questo genere hanno con Hostel. Dopo un'inizio che ricorda un mix fra l'assedio alla A l'interieur e il classico spettro-di-donna-tipo-horror-nipponico, è l'idea malata del regista francese (potenti che si trastullano col dolore) a farla da padrone. Ed è questo il punto di forza del film, che suggerisce ma non dichiara, pur rimestando in barile altrui. Due gravi pecche: il labirintico mattatoio nascosto da un semplice mobile e il fatto che dopo lo "spiegone" ci sia ancora una mezz'ora buona di puro massacro.

Ghostship 8/04/09 23:40 - 394 commenti

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Film che sceglie la strada dell'estrema crudezza non sempre strettamente strumentale a quello che poi sarà l'effettivo risvolto finale, anzi a tratti quasi compiaciuta e derivativa (torture porn e new horror francese). Si ha l'impressione che Pascal Laugier sia già maturo dal punto di vista tecnico ma non abbia ancora ben presenti le sue tematiche (ciò che rende un regista un autore) e sia indeciso anche sul come metterle in scena. Disturbante, anche se siamo in attesa del salto di qualità.

Schramm 22/06/09 12:09 - 3529 commenti

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La martiriocrazia tutto il film si porta via. "Out of vision we shall bring the void", cantava qualcuno. Un vuoto attorno al quale sono stati scomodati del tutto a sproposito -con tutta la miopia culturale e critica tipica dell'entropologo postmoderno- Pasolini e Barker. Di questi tempi basta citazzare alla meno meglio Dreyer dopo 85' di elogio del mattatoio per darsi un tono autoriale e far credere che ora siamo finalmente a qualcosa di Diverso? Fortuna arriva la Neo-Scientology, capeggiata dalla nonnina dell'Ace, a far finta di chiarire il busillis e a porgere la canna del gas ai boccaloni.

Deepred89 19/05/09 19:55 - 3725 commenti

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Horror radicale e opprimente, non di alto livello ma con il pregio di mettere in scena un'ora e mezzo di sangue e follia senza un attimo di tregua. Purtroppo le idee non sono moltissime (e l'unica interessante è quella nel finale), l'originalità latita e la prima parte è un po' troppo confusionaria, ma il film è probabilmente tra i più insostenibili degli ultimi tempi (nonostante lo splatter non sia eccessivo). Si può vedere.

Mascherato 23/05/09 14:24 - 583 commenti

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Insostenibile lo è. Sarà perché è un torture-porn senza l'ombra di (auto)ironia né di comicità, magari involontaria come quella di Captivity. Esaurita la bolgia di sangue dopo un'ora, però, Pascal Laugier (che già aveva sfigurato con Saint Ange) mostra la corda e va avanti per 25 minuti con una sequela di efferatezze gratuite fino all'epilogo che qualche sconsiderato ha definito kubrickiano o kieslowskiano. Diciamo pure che la sensazione è che l'autore si sia inventato un implausibile (anche per il genere) twist in the end per nobilitare tanto splatter!

Flazich 24/05/09 09:07 - 685 commenti

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Se la deriva del cinema horror è rappresentato da Martyrs possiamo dormire sonni tranquilli per i prossimi anni. Mettiamo subito da parte pellicole ridicole come Hostel o tutti i suoi figli. Martyrs picchia forte non tanto per gli elementi gore o splatter (che a dir la verità non sono neppure tanto presenti) ma per la ferocia delle situazioni. Era da diverso tempo che guardando un film horror non provavo la sensazione di mettere in pausa e alzarmi per prendere una boccata d'aria. Da vedere.
MEMORABILE: Il ritrovamento.

Harrys 25/05/09 03:36 - 687 commenti

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Uno dei film più insostenibili che abbia mai visto. Può tranquillamente esser diviso in due parti distinte: la prima (che sembra ricalcare A l'interieur), non dice nulla di nuovo, la seconda cambia marcia trasfigurando completamente la sostanza, plasmando così un piccolo (ennesimo) gioiello "made in France". L'immedesimazione è a livelli altissimi, causando discrete turbe al malcapitato spettatore. Molto bene, anche se poteva essere gestito ancora meglio.

Redeyes 18/06/09 21:20 - 2455 commenti

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Uno dei migliori horror visti di fresco e sicuramente degli ultimi periodi. Molto piacevole l'atmosfera, sì malata, sì nebulosa ma non patetica. Bella la prova delle due protagoniste, che ben rendono il disagio. L'ultima parte in cui si entra nel martirio vero e proprio perde un po', a mio giudizio, in virtù di una spicciola filosofia e qualche ambientazione vista e rivista. Nonostante la regia piaccia anche in questa seconda parte ci si annoia un po'. Il finale, abbastanza telefonato, non dispiace troppo. Buon film!
MEMORABILE: L'arrivo nella casa di Lucy.

Rebis 19/06/09 15:18 - 2353 commenti

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Capolinea del torture-porn: il dolore è reviviscenza insostenibile della memoria primordiale del Nulla; il suo superamento è anamnesi e annientamento, ricongiunzione con l’indifferenziato, quindi beatitudine. Laugier, stilisticamente raffinato e acuto, è narrativamente grossolano: spacca il film in due tronconi – gli effetti, poi le cause – e trasuda, nel finale farneticante e prosaico, il timore di essere frainteso, fino all’errore eclatante di mostrare il non mostrabile (l'incursione nell’occhio). Visivamente atroce e saturo rimane un'opera concettualmente capziosa e acerba.
MEMORABILE: Gli attacchi della donna mostro...

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Puppigallo 20/06/09 00:51 - 5318 commenti

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Se non è zuppa (Hostel) è pan bagnato di sangue, botte e martiri vari (Martyrs). Un perchè il regista, o chi ha scritto la sceneggiatura, glie l'ha persino dato, anche se sa troppo di espediente per riversare sullo spettatore un bel po' di violenza, sangue, mazzate, scorticamenti e via dicendo. Io credo che il tempo di questi film sia giunto al termine. Servono vere idee nuove e non spunti attorno ai quali creare una serie di atrocità coi soliti sciroccati che infieriscono. Alla fine, a parte la martirioteoria e la povera devastata mentale (col suo mostriciattolo personale), si ricorda poco.
MEMORABILE: Il classico finale di colui che crede di aver fatto una genialata, ma che invece non è andato al di là di uno specchietto per allodole.

Orson 1/07/09 16:14 - 122 commenti

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Pascal Laugier si afferma come il più furbo inseguitore di mode: con Saint Ange cavalcava il trend del filone parapsicologico stile The Others, con Martyrs eccolo in sella al nuovo sottogenere torture-porn. Il film stesso è costruito come una furbata: nella prima parte miscela il twist schizofrenico di Alta Tensione con il filone del rape and revenge, nella seconda si concentra sull'Hostel-movie. Il tutto senza un briciolo di ironia e con l'ansia fighetta di confezionare il film più estremo di tutti. Modaiolo, saccente, antipatico.

Undying 5/07/09 23:49 - 3807 commenti

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Sgrammaticato visivamente, sporco -pur se realizzato con una tecnica di ripresa, soprattutto per quel che concerne la fotografia, che molto deve alla luminosità espressa in Tenebre- Martyrs è (meglio: potrebbe essere) un film muto, sviluppato sull'onda delle emozioni. Non è casuale il rimando al misticismo, accostato a taluni esperimenti (reali) condotti in psicologia e noti, in gergo tecnico, come "deprivazione senso motoria". Certo, potrà far storcere il naso una spiegazione finale che rasenta il limite del grottesco, al pari di Haute Tension film con il quale spartisce più di una intuizione.

G.Godardi 9/07/09 17:59 - 950 commenti

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Tremate tremate i cenobiti son tornati! Ma questa volta non vengono dagli inferi, albergano direttamente sulla terra, visto che il vero inferno è qui. Horror splatterissimo che non dà tregua e depista continuamente con continui cambi di marcia fino alla parte finale, quella che interessa di più al regista: la tortura, il martirio (poco mostrato). Ma per fare ciò dobbiamo passare per un lungo antinferno di sangue (esibitissimo). Furbetto, con buchi logici (la famigliola) ma mirabilmente girato e montato. Tantissismi i riferimenti (Salò, Guinea Pig, Adrenaline...).
MEMORABILE: La sequenza del massacro, mirabile esempio di grande cinema senza dialoghi dal montaggio perfetto.

Cotola 15/07/09 13:43 - 9128 commenti

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Disturbante. Ma può bastare questo a fare di un horror un buon film? Certamente no, anche perché di “cose nuove” in questo film ce ne sono davvero poche. Piuttosto si conferma la tendenza dell’horror degli ultimi anni di mostrare ed eccedere sempre più senza far capire nulla o quasi allo spettatore fino ai soliti deliranti e, ovviamente, disonesti finali. A proposito poi delle presunte teorie escatologiche e martirologiche è chiaro che già fare un riferimento così alto è semplicemente ridicolo. Sono, infatti, solo farneticazioni e fuffa.

Noir 26/10/09 16:25 - 24 commenti

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Se il film fosse stato girato tutto nello stile della prima parte, indubbiamente non mi avrebbe detto granchè. E' dalla seconda parte in poi che il film decolla, cambia direzione e diventa interessante (almeno per il sottoscritto). Il significato del martirio, il dolore insostenibile che porta ad un livello superiore di coscienza, un avvicinarsi al divino. Forse è anche una critica delle varie classi sociali e delle religioni. Visto nella sua interezza, non è da catalogare tra gli horror.

Daniela 25/11/09 10:47 - 12730 commenti

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Confuso, irrisolto, incongruente, con una prima parte che, per quanto sanguinosa, non riesce a colpire perchè appare derivativa ed una seconda che invece interviene quando già le carte sono in tavola. Però è una seconda parte senza alcuni alibi estetico (le torture non hanno nulla di raffinato o fantasioso, salvo quella finale si tratta di botte inferte con diligenza impiegatizia) né scappatoie per l'ironia (quale potevano essere offerte, ad esempio, dall'inettudine poliziesca in Saw) e questo la rende disturbante, a tratti insostenibile. Un horror che suscita orrore ha raggiunto il suo scopo.

Mco 26/11/09 17:21 - 2335 commenti

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Chi scrive non si impressiona facilmente ed è stato capace di passare il dopo pranzo in compagnia di Pasolini e del suo Salò o sorseggiare un aperitivo con Fulci e la sua scena "di rigetto" de Paura nella città dei morti viventi, ma devo ammettere che la visione di questo vero e proprio martirio mi ha disturbato e non poco. Forse perché si legge fin troppo spesso di folli che considerano sevizie e violenza come passatempo e questo film riesce a spaventare proprio per l'alone di follia: la martirizzazione!!!
MEMORABILE: Il momento in cui viene ritrovata una cavia umana e liberata in vasca del suo copricapo...

Greymouser 12/04/10 12:04 - 1458 commenti

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Per quali motivazioni un essere umano può torturare un suo simile? Nella filmografia horror le risposte sono varie: sadismo, follia, calcolo, vendetta, malvagità etc. Sono tutte ragioni eticamente inaccettabili, ma razionalmente comprensibili. In questo film l'elemento più disturbante è la motivazione sovraindividuale, per cui i carnefici massacrano lentamente una giovane donna con impassibilità e metodicità certosina. È questo che rende a tratti insostenibile la rappresentazione della violenza, che in altri film ci lascia ormai indifferenti.

Blutarsky 1/05/10 19:30 - 360 commenti

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Opera imperfetta, pessimista, disturbante, con dei momenti di forte impatto visivo ed emotivo. Laugier mette troppa carne al fuoco e cambia forse troppe volte registro, cercando di spiazzare lo spettatore che ne trae l'impressione di un film diviso in due tronconi. Il tentativo di dare una spiegazione alla storia scivola nel finale nel ridicolo involontario spezzando quella cappa di angoscia che il crescendo dell'orrore aveva creato. Ha più di un difetto ma ha scene come il massacro iniziale e la tortura nel finale che lasciano decisamente il segno.
MEMORABILE: L'orrore che spezza brutalmente l'idillio di una serena scena familiare all'inizio del film.

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Kanon 19/05/10 22:48 - 604 commenti

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Il martire è lo spettatore. Costretto a resistere tutta la pretestuosa prima parte per arrivare alla seconda in cui un'ideina curiosa dovrebbe rendere la supposta dorata. Per metà film è solo violenza ed isterismi per intrattenere i voyeur di bocca buona; quando le carte vengono calate, esponendo un perché, si scopre il bluff. Tutto già visto e fatto in maniera superiore. Ma qui c'è pure la supponenza di una certa autorialità che rischia di cadere nel ridicolo nell'agghiacciante finale. Pasolini, Dreyer, Yuzna sono passati in rassegna.

Capannelle 21/05/10 11:12 - 4438 commenti

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Sensazioni contrastanti per questo martirio in salsa horror. Perché dimostra una sua personalità basata su regia martellante e validi attori. E alla resa dei conti anche qualche idea interessante (forzata sì ma nel genere non stona). Ma per ritagliarsi la propria cifra caratteristica c'era bisogno della macelleria continua? Che ti schifa più che far paura. Che non dà modo di emergere a riflessioni (solo abbozzate) e caratteri. Un cinema forte che rende banale tanta produzione americana ma che non è immune da scelte ruffiane. **1/2

Nando 20/07/10 13:11 - 3833 commenti

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Inquietante horror che presenta due parti ben distinte che mal si collegano tra loro. Nella prima lo splatter sanguinoso e l'efferata violenza, nella seconda troviamo una vicenda poco comprensibile che porta ad un'ipotetica martirizzazione dietro becere percosse. Tuttavia, nonostante lo stupido finale, potrà piacere agli appassionati del genere.

Gestarsh99 4/09/10 09:45 - 1395 commenti

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Spacciata e strombazzata come un capolavoro, "Martyrs" è sì un'opera apprezzabile ed in parte affascinante, ma risulta però anche troppo pretenziosa nel suo atteggiarsi a suprema parabola escatologica, soprattutto a causa di un finale (al limite del risibile) di quelli che vorrebbero dare ad intendere profondità di significato abissali e che invece sono solo una sbrigativa e semplicistica chiusura senza alcun recondito perché. Elementi provenienti da Hostel, The ring, Alta tensione e Thriller di Vibenius per un film filosoficamente ambiziosetto.
MEMORABILE: Lo spellamento total-body della protagonista.

Macguffin 2/11/10 09:33 - 124 commenti

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Nel tentativo di farci vedere “oltre”, Laugier ci riserva lo stesso trattamento subito dalle vittime del film: colpiti ripetutamente senza sapere perché. I “Martiri” quindi siamo (anche) noi ma, a differenza delle povere ragazze, di questo trattamento ci possiamo divertire. E’ un horror al femminile con una valida idea di fondo, imperfetto e pretenzioso ma disturbante e visivamente potente.
MEMORABILE: Il “daimon” della povera Lucie, la morte sotto la pioggia, il ritrovamento della sopravvissuta

Galbo 5/11/10 05:46 - 12435 commenti

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Si fatica a comprendere il senso di film di questo genere che rappresentano la parossistica deriva del genere horror. Il problema è che alla base di un’opera che mette al centro tutte le possibili ed immaginabili efferatezze del genere non c’è un idea che sia una e anche la trama si presenta (a dir poco) raffazzonata ed insulsa. Anche la regia nasconde la poca sostanza dietro prevedibili (e inutili) velleità autoriali.

Silversix 28/11/10 17:25 - 17 commenti

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Sconsigliato agli ansiosi, questo film rappresenta i confini della noiosa vita che affligge i ricchi borghesi, che non avendo altro a cui pensare si intestardiscono nello scoprire cosa si prova durante il martirio. Per farlo non si risparmiano in niente e, ovviamente, non lo fanno a spese proprie, ma di sfortunate candidate. Film in due tempi con ambientazioni horror e gore che ha come unico neo il finale squallido e senza colpo di scena.

Jorge 24/02/11 13:26 - 164 commenti

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Tutto sommato non male. Per carità, niente di nuovo sotto il sole, dato che questo film pare una via di mezzo tra Hostel e Frontiers, con qualche spruzzata, qui, di un "movente" a sfondo estremistico-religioso che aggiunge qualcosa ad un soggetto, altrimenti, troppo scarno, ed i cui sviluppi a livello di sceneggiatura e dialoghi sarebbero, altrimenti, davvero poveri. Le interpretazioni intense ed il gore "nudo e crudo" funzionano, così come la regia, molto buona.. il resto un po' meno. In ogni caso, un discretamente riuscito horror francese.

Mickes2 2/03/11 10:58 - 1670 commenti

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Non c'è nulla da fare, il film ti catapulta nell'orrore, non solo fisico ma sopratutto mentale delle protagoniste, raggiungendo vette inaspettate. Tecnicamente è ineccepibile, ben girato, ben orchestrato, ben recitato... la pellicola stupisce e ci trasporta dentro la disperazione prima, la rassegnazione poi, in una visione quasi del tutto originale del male. Con un ritmo sempre congeniale, ti entra sotto la pelle, raggiunge stomaco e mente attanagliando soprattutto a visione ultimata.
MEMORABILE: "Anna!!! Mi ha fatto male più di prima.... cosa devo fare?"

Mdmaster 17/03/11 19:14 - 802 commenti

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Ultimo, latu sensu, capitolo dell'horror nouveau e la trovata è: estremizzare sì, ma con gusto e con spiccato senso di cinema d'autore! Non so quale fosse l'intenzione, ma tutt'ora son indeciso se mi abbia convinto di meno la parte meramente "speculativa" o quella in cui si tenta di dare un senso a quanto abbiamo visto per 60 minuti. Possiamo lodarne la professionalità e, perché no, le prove attoriali, ma sono rimasto oltremodo confuso e poco soddisfatto dal martirio. Non è neanche questa la svolta che darei all'horror francese.

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Lupoprezzo 15/03/11 23:21 - 635 commenti

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Dopo una prima parte riempitiva a base di apparizioni dal sapore orientale, il film getta la maschera e acquista una sua corposità disturbante: le torture inflitte alla graziosa Morjana Alaoui non hanno quasi nulla di effettistico (se si esclude lo spellamento), risultando più incisive. L'ambizioso Pascal Laugier punta decisamente in alto e fa un po' di confusione col termine "martirio", ma il risultato è più che apprezzabile. Riuscito.

Lythops 6/04/11 17:46 - 1019 commenti

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Un film che, dopo la prima decina di minuti, perde progressivamente di interesse. Gli effetti, il trucco, la fotografia... quasi tutto inizia ad acquistare un senso di déjà vu. I rimandi ad altri film si sprecano e la tentazione di innalzare la saga di Saw a livello di capolavoro c'è. L'alternativa, dopo un po', è quella di lasciar perdere la trama e "guardare le figure", i personaggi e le ombre che si muovono nell'attesa che inizino i titoli di coda. Buona la prestazione degli operatori stedycam.

Giùan 9/05/11 13:10 - 4608 commenti

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A Laugier, mettiamolo subito in chiaro, dell'horror (inteso comunque la si pensi come genere liberatorio e nemesi delle fobie e delle paure che escatologicamente ci attanagliano) non gliene può fregare di meno. Il suo è un film "disturbante", uno di quelli che la notte te la fa passare non a fare incubi ma ad arrovellarti ad occhi aperti su ciò che più al mondo ci terrorizza e spaura. In tal senso è allo stesso tempo un opera riuscitissima ed un film orribile, disgustoso e (permettetemelo) eticamente riprovevole nella sua malcelata ipocrisia

Herrkinski 17/12/11 02:52 - 8199 commenti

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Forse indeciso tra un horror trucido alla "nuova maniera" francese degli ultimi anni e un dramma psicologico con velleità metafisiche, Laugier finisce per dirigere un mix tra i due stili, con risultati tutt'altro che eclatanti. Se dal lato tecnico ed attoriale si evidenziano buone cose, da quello prettamente strutturale non c'è da star allegri; una prima parte fuorviante conduce agli ultimi venti minuti dove si spiega tutto, ma quello che dovrebbe essere il clou del film si risolve in una manciata di banalità. Soporifero; si salva lo splatter.
MEMORABILE: La famigliola presa a fucilate.

Didda23 10/05/12 17:25 - 2432 commenti

I gusti di Didda23

Le due parti, seppur concatenate, possono essere benissimo due opere differenti: nella prima si assiste a un discreto revenge-movie che trasuda sangue e violenza da tutti i pori; nella seconda il regista tenta la strada dell'autorialità giocando la carta del torture con pretese filosofiche alquanto ridicole e fuori da ogni logica. Laugier, estremamente valido sotto il profilo tecnico, violenta lo spettatore con scene ai limiti della sopportazione. Visione sofferta (e non necessaria) che colpisce più l'inconscio che la psiche.

Buiomega71 26/09/12 01:00 - 2946 commenti

I gusti di Buiomega71

Prima parte che omaggia Argento (la pioggia battente, la villa di Tenebre) con gran massacro della famiglia a fucilate e qualche momento insostenibile (la sopravvissuta nello scantinato). La seconda sono botte da orbi, spellamenti alla Hellraiser e finale cristologico che lascia basiti. Laugier adotta una regia impeccabile, ma non tutto convince fino in fondo. La violenza c'è, ma né piu né meno che in altri film del genere, e non è così sconvolgente. Quasi zulawskiano, con sottili echi finali a 2001 e al capolavoro barilliano. Ottimi gli sfx di Benoit Lestang.
MEMORABILE: La sopravvissuta al martirio nella vasca da bagno con l'elmetto impiantato nel cranio; La ragazzina che fugge e urla all'inizio; Lo spellamento cristologico.

Pumpkh75 14/11/12 19:22 - 1766 commenti

I gusti di Pumpkh75

Diversi segmenti, tutti duri e violenti, inquietanti e difficili da mandar giù. L’escalation visiva ed emozionale è sostenuta, i tendini e i muscoli assistono alla visione perennemente in tensione, non c’è voglia di sorridere e alla fine, spaesati, si spegne la tv con la sensazione di aver preso uno schiaffo in faccia: basta questo per definirlo un grandissimo film. Laugier lo dirige molto bene, gli attori sono ottimi e anche le musiche si incastrano alla perfezione con le immagini. Furba derivazione da torture-porn? Forse, ma ad avercene...
MEMORABILE: Suona il campanello di casa...

Werebadger 29/04/13 02:32 - 270 commenti

I gusti di Werebadger

Appartiene al filone del tortureporn, ma non ha nulla a che vedere con Hostel et similia; qui siamo dalle parti del barkeriano più puro, con torture mostruose atte alla scoperta del sovrumano, dell'ignoto, dell'inconoscibile e incomprensibile. La violenza qui non è mai fine a sé stessa, non volta al semplice divertimento, ma al desiderio di trascendere l'umana condizione. Tra gli horror migliori degli ultimi anni, disturbante all'ennesima potenza. Assolutamente sconsigliato agli spettatori sensibili.
MEMORABILE: Le visioni mostruose di Lucie; Il massacro familiare; Le agghiaccianti spiegazioni dell'anziana fanatica a proposito del martirio; Il finale.

Von Leppe 8/10/13 11:15 - 1269 commenti

I gusti di Von Leppe

Si assiste per gran parte della durata a situazioni di follia e violenza e il risultato è davvero disturbante. Il film in questo è riuscito (ma l'horror chiaramente non può essere solo una corsa a chi sa spingere di più il pedale sullo shock da provocare allo spettatore). Il finale si può definire un lieto fine, una rivelazione che quasi ci risolleva, che dà uno scopo a tutta la violenza a cui sono state sottoposte le persone martirizzate.
MEMORABILE: La scorticata viva.

Pinhead80 26/04/14 12:06 - 4862 commenti

I gusti di Pinhead80

Il martirio della carne e degli occhi si consuma fotogramma dopo fotogramma senza soluzione di continuità, anche se il film si può dividere tranquillamente in due parti diverse tra loro per struttura. Il film è ben confezionato e rende bene l'idea della discesa fisica e mentale nel martirio. Ciò che dispiace è il pretesto che porta a tutto ciò, che lascia perplessi e quasi delusi. Rimane un film malsano che puzza di marcio lontano un miglio. Difficilmente dimenticabile.

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Metuant 8/11/14 13:19 - 456 commenti

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Dietro il successo avuto si nasconde una classica "furbata" costruita ad arte proprio per scioccare e disgustare il pubblico avido di splatter fine a se stesso; difatti quasi non c'è altro, in questa pellicola piuttosto pretenziosa ma in realtà solamente piena di sangue e vuota di veri contenuti. Si sarebbe potuto fare un film valido con la medesima trama ma senza tutta quella violenza gratuita. Siamo a un passo dallo snuff. Tranquillamente evitabile.

Kaspar 16/01/15 00:23 - 15 commenti

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Autorialità disonesta, abusi a go-go e sordi pugni sui nostri nervi per questa pellicola francese francamente deludente. Da una parte il sangue finto da un milione di dollari, le belle donne martoriate... dall'altra un “realismo” snuff, un’asciuttezza a fasi alterne, del tutto inamalgamabili. Davvero le pretese di questo film vanno oltre ogni pudore. L'errore è non prenderlo per un B-movie, genere nel quale brillerebbe. Perché partecipare al sacrificio umano quando il nostro officiante (Laugier) non conosce il rito? Stendiamo un velo sul finale.
MEMORABILE: La divina Mylène Jampanoï.

Taxius 10/05/15 17:31 - 1656 commenti

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Uno di quei pochi film che riesce veramente a turbare lo spettatore per la grande violenza fisica e mentale mostrata. E' sostanzialmente diviso in due parti: la prima sembra un tipico thriller/horror, la seconda ci farà entrare in un incubo di torture e violenze terribili. Martyrs, grazie all'ottima regia, sembra molto realistico ed è questo che lo differenzia dai vari Hostel (che invece fanno ridere). Le scene splatter poi sono pochissime. Finale un po' "strano", che può far storgere la bocca a qualcuno.

Minitina80 1/09/15 11:25 - 2992 commenti

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Difficile capire il senso della pellicola, di ciò che giace dietro tutta quella violenza che sembra intenzionata più a disturbare che a significare qualcosa. La motivazione della teoria del martirio non è affatto convincente e è risicata agli ultimi minuti. Martyrs ostenta ambizioni importanti, ma prima di addentrarsi in un ginepraio da cui è difficile districarsi è meglio riflettere profondamente sulle proprie intenzioni. Banale, nonostante tutto.

Zaratozom 17/07/16 20:00 - 63 commenti

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Brutto per la prima metà, gratuito e disturbante nella seconda, non si capisce coma possa contare stuoli di ammiratori. Una storia scadente, mal diretta, mal interpretata e peggio scritta. Non ha senso tutta quella camera a mano senza soggettiva, i corpi martoriati da colpi che non lascerebbero scampo continuano a rantolare e urlare senza motivo. Un low budget che mostra tutti i limiti del genere, compreso uno dei finali più assurdi che si ricordino.
MEMORABILE: Come tutti i protagonisti degli horror anche questi invece di scappare si fregano da soli restando nella dimora dell'orrore.

Gabigol 5/05/17 12:42 - 601 commenti

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Qualche banale riflessione sulla natura umana, questa volta spinta ai più estremi limiti del concetto di vita terrena: in questo assunto nasce e muore il concept di Martyrs, invero non da buttare completamente via. L'errore di Laugier è quello di scivolare nel voyeurismo più sfrenato; ogni potenziale riflessione viene tristemente sacrificata al reiterato tentativo di scioccare con un escalation di violenze sempre più artificiose e fini a sé stesse. Rimane una buona confezione estetica, ma può essere sufficiente?

Giapo 23/07/17 15:04 - 246 commenti

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Un pugno nello stomaco. Ma non è tanto la violenza rappresentata in tono dettagliato e quasi documentaristico a disturbare, quanto le ripetute svolte e colpi di scena che sorpendono lo spettatore come schiaffi in pieno volto. Impossibilitati a prendere il ritmo di una storia imprevedibile, si assiste in uno stato di perpetua tensione al crescendo di orrori e torture che si susseguono sullo schermo. Decisamente non per tutti.

Rufus68 18/11/17 22:57 - 3858 commenti

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Il regista tocca, forse inavvertitamente, corde psicologiche profonde. Alcune immagini da Grand Guignol sono urtanti e terribili nella loro esibita fisicità e ferocia; scadono ad artificio quando Laugier cerca di donare un senso razionale al tutto e di filosofare su temi di cui ha poca contezza (e li sfrutta, quindi, per creare superficiale sensazione): in tal modo si ficca in un vicolo cieco da cui tenta di sfuggire con il finale barzelletta. Un'occasione sprecata.

Caveman 6/12/18 11:47 - 523 commenti

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Terribile inno alla violenza umana. Laugier credeva forse che spingendo forsennatamente sul pedale del gore avrebbe compiuto un capolavoro, invece sbatte dinnanzi agli occhi dello spettatore uno spettacolo che tutto è tranne che cinema. Violenza su violenza, vessazioni e macabre torture girate un tanto al chilo per cercare di sconvolgere: l’unico problema è allo stomaco dello spettatore. Un film che rappresenta il vuoto pneumatico; vedasi il finale, presa in giro di chi non ha mai avuto nulla da dire e che deve trovare un modo per concludere il film.
MEMORABILE: Il finale farsa.

Trivex 7/09/18 08:41 - 1751 commenti

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Complicato commentare un film del genere. Meglio ricordare la serenità - almeno apparente - delle bambine che giocano rispetto al resto, perché quest'ultimo risulta estremamente doloroso e non soltanto per le immagini, comunque molto forti. Inquietante e disturbante fino in fondo, con la seconda parte che si svolge senza ritmo (e questo è ancora peggio). Alla fine però questo insieme feroce di "splatter & gore" si dissolve nel nulla, con il finale ultimo che può apparire sorprendente o forse no. Non lo rivedrò.

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Bubobubo 29/08/18 11:27 - 1847 commenti

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Molto celebrato, ma in definitiva mediocre. Difetto principale è la struttura narrativa, divisa fin troppo nettamente in due tronconi (il primo drammatico, il secondo più coerentemente torture porn) che comunicano scarsamente fra di loro. Quando l'azione si accende per davvero ciò a cui assistiamo, pur graficamente notevole, non è molto diverso da molte pellicole di genere coeve. Finale polarizzante: c'è chi lo considererà geniale e chi lo rigetterà in toto. Un po' fuori luogo, se non altro, lo è.

Anthonyvm 5/09/19 22:33 - 5823 commenti

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Il torture-porn viene rivisitato in maniera intelligente e ispirata, con quel particolare tocco arty morboso (ma non sempre convincente) dell'horror francese di nuova generazione. Ci sono molta violenza, molto dolore, ma non gli spargimenti di frattaglie cui gli amici americani ci hanno abituato. Il discorso è più intimo, più viscerale. Buono il sottile gioco metacinematografico che si cela dietro l'immolazione di vittime inermi al fine di raggiungere un'esperienza divina. Quasi una legittimazione del ludico sadismo dei consumatori di horror.
MEMORABILE: Il massacro della famiglia a suon di fucilate; La ragazza nuda e ferina si scaglia su Lucie; Il casco di metallo fissato al cranio; Il gran finale.

Maurizio98 24/08/20 00:03 - 30 commenti

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L'inizio allucinante o, definizione più esatta, allucinogeno. Il male indefinito subito da una bambina, la corsa verso nuove disperazioni. E poi la famiglia perfetta che è parte dell'orrore e il suo massacro come un'espiazione. Ma è solo un attimo nella disperazione. Poi tutto crolla, anche la sopportazione di chi assiste al film, che diventa uno snuff movie.
MEMORABILE: La colonna sonora nel finale.

Voloerrand 1/05/21 16:10 - 43 commenti

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Si apprezza il film, o meglio lo si sente penetrare e pian piano devastarti, se si soffre dello stesso tremendo, distruttivo, oscuro male che spinge a fare ciò che fanno i fautori del martirio (assolutamente non giustificandolo, anzi,  maggiore condanna meritando): il terrore del nulla, la consapevolezza che viviamo tra un sonno e un altro (per citare Calibano) e il sentire sempre quel sottile perenne male oscuro che ci segue sino all'atto conclusivo del teatrino delle nostre vite. Solo soffrendo dello stesso male oscuro si capirà il film e ciò che lo muove.

Fedeerra 28/08/21 05:23 - 769 commenti

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Laugier si inabissa in dinamiche volutamente poco plausibili, le immerge in magnetismi horror e in fanatiche allusioni religiose, poi confonde vittime e carnefici, matrone e matriarche e tratteggia un microcosmo borghese che sembra l’anfiteatro dell’inferno. Il suo è un film eccessivo, compiaciuto e coraggioso, manifesto della crudeltà femelle di inizio anni 2000 che ancora oggi fa scuotere e rabbrividire. Incredibile il tour de force recitativo di Mylène Jampanoï e Morjana Alaoui. Dolenti le splendide note di Seppuku Paradigm. Obbligatorio.

Enzus79 4/09/21 00:02 - 2954 commenti

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Film di una crudezza e crudeltà che ha pochi pari. La cattiveria e la violenza sono usate come mezzo per rispondere a un quesito esistenziale: cosa c'è dopo la morte? Ultimi venti minuti di forte impatto emotivo: un vero pugno allo stomaco. Il cinema francese dovrebbe essere fiero di aver partorito una pellicola del genere. Ottimamente diretto, solo discreta la colonna sonora.

Lupus73 19/09/22 11:58 - 1512 commenti

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Crudo e crudele horror complottista, ipotizza una lobby in cerca di martiri veri, che riescano ad avere un'illuminazione sul mondo ultraterreno nella loro sofferenza finale. Non risparmia scene estreme che a volte risultano un pugno nello stomaco in un'atmosfera tesissima, senza luce, e ambientazioni asettiche e chirurgiche nelle quali i corpi massacrati contrastano come carne da macello nelle fredde stanze di un mattatoio. Nel soggetto e nell'estremo cinismo viene in mente il Balagueró di Nameless, che però regalava qualcosa in più nel suo canovaccio tutto da scoprire.

Magerehein 2/11/22 09:56 - 1032 commenti

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Difficile guardare questo film senza provare un certo fastidio, dato che la prima metà è composta soltanto da urla (alla lunga piuttosto irritanti), colluttazioni e brutalità assortite giustificate assai vagamente (film simili almeno un perché alle spalle l'avevano). Non si può neppure dire che il prosieguo sia tanto meglio, visto che è praticamente un loop di botte, isolamento e alimentazione forzata che, se non altro, ha il silenzio dalla sua. Bislacchi, infine, sia la motivazione di tutto ciò che, soprattutto, il finale. Gore eccessivo ma molto ben realizzato (notevole il trucco).
MEMORABILE: La famiglia freddata; Il notevole make up conclusivo.

Thedude94 8/11/22 23:28 - 1110 commenti

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Pascal Laugier, senza alcun tipo di timore e con tutto l'amore per il cinema, realizza questo sorprendente horror ricco di tensione e violenza, che potrebbe scioccare alcuni per l'efferatezza delle immagini mostrate o essere tacciato di eccessiva ed esagerata brutalità da altri. La regia è ottima, aiutata da un montaggio che grazie all'aiuto di flashback sparsi fornisce le spiegazioni necessarie a comprendere una trama in realtà molto semplice. I dialoghi sono molto pochi ed efficaci e le attrici protagoniste fanno un lavoro importante sul piano fisico. Make up fantastico.

Luluke 21/04/24 06:25 - 159 commenti

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Laugier si ama o si odia, senza vie di mezzo, geniale nelle idee e straordinariamente capace nel metterle in scena. La violenza da lui qui rappresentata non è così eccessiva se si considera la media degli splatter in giro. Ma è coraggiosa, perché accompagnata da una lucida visione della (bassa) moralità dell'uomo/donna nella società di oggi, capace di tutto. Risulta indigesto a molta parte del pubblico perché spiazza, anche nello sviluppo narrativo, ma come lo sono i comportamenti umani, oggi. Martyrs, più che un capolavoro del terrore è un terribile capolavoro.

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Valcanna 14/05/24 12:02 - 58 commenti

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"Martyrs" è un pugno nello stomaco: è violento, sadico cattivo e bello. Tanto bello. Spesso ci si ritrova a dover distogliere lo sguardo perché a tratti la visione è davvero insostenibile, non tanto per le scene gore (si è visto di peggio), ma per la realtà e la brutalità degli eventi narrati. Le due protagoniste interpretano le loro rispettive parti in maniera assolutamente perfetta. Il film è spezzato in due tronconi tanto distinti quanto profondamente uniti nel precipitare lo spettatore nell'orrore assoluto. Reale. Brutale. Resterà dentro per molto, troppo tempo. Purtroppo.
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  • Discussione Franz • 14/11/16 23:26
    Galoppino - 222 interventi
    mi viene in mente ora anche una ipotesi di tutt'altro tenore (si fa per ridere :D )

    SPOILER

    La vecchiaccia si spara in bocca perché la ragazza le ha rivelato che nell'Aldilà fonti attendibili le hanno confidato che sulla Terra sta per arrivare una apocalissi-zombie, e siccome anche i morti viventi hanno ben presente il proverbio 'gallina vecchia fa buon brodo', lei sarebbe finita tra le primissime a essere mangiucchiata dagli zombie, così si è tolta il pensiero... LOL!!!

    FINE SPOILER
  • Discussione Von Leppe • 15/11/16 16:53
    Call center Davinotti - 1111 interventi
    SPOILER

    Da quello che ho capito io il martirio serve a raggiungere una orrenda estasi per poter vedere ciò che c'è dopo la morte da vivi e poterlo dire ai viventi. Quindi la vecchia si uccide per raggiungere l'aldilà il più presto possibile e quello che la martirizzata gli ha comunicato non può o non vuole rivelarlo al mondo. Altrimenti, nell'altra ipotesi, può essere che la rivelazione del nulla eterno provochi una depressione nella vecchia, la quale decide di farla finita per sfuggire all'angoscia di continuare a vivere con una triste certezza. O semplicemente, e forse genialmente, il regista non sapendo cosa c'è dopo la morte ha concluso il film nel migliore dei modi possibile, invece di inventare fantasie sull'oltretomba.

    FINE SPOILER
    Ultima modifica: 15/11/16 16:56 da Von Leppe
  • Discussione Franz • 15/11/16 23:48
    Galoppino - 222 interventi
    Von Leppe, proprio così infatti, sono le due interpretazioni più probabili, ritengo.

    SPOILER

    Propenderei per la tesi del nulla assoluto, rivelato dalla martirizzata, tale da condurre a un senso di impotenza la vecchia che, forse, resasi conto non solo dell'assoluta assenza di trascendenza nell'aldilà, ma anche di avere sprecato la vita terrena in una ricerca tanto disumana quanto perfettamente inutile e, alla fine, stupida, si spara per raggiungere prima questo...nulla.

    FINE SPOILER
  • Discussione Poppo • 17/11/16 11:31
    Galoppino - 466 interventi
    Franz ebbe a dire:
    Von Leppe, proprio così infatti, sono le due interpretazioni più probabili, ritengo.
    SPOILER
    Propenderei per la tesi del nulla assoluto, rivelato dalla martirizzata, tale da condurre a un senso di impotenza la vecchia che, forse, resasi conto non solo dell'assoluta assenza di trascendenza nell'aldilà, ma anche di avere sprecato la vita terrena in una ricerca tanto disumana quanto perfettamente inutile e, alla fine, stupida, si spara per raggiungere prima questo...nulla.


    Io direi che è ancora peggio. Quoto la tesi di Buio ma aggiungo dell'altro. (continua lo SPOILER)

    L'ipotesi del “nulla” è dato dal fatto che la stessa estasi è prodotta anche da stati di massimo piacere erotico (e ci sono ragioni scientifiche che lo spiegano). L'estasi sul volto come risultato del martirio della carne suggerisce il legame con Dio e la fine della sofferenza terrena; questa è una tesi mistico-teologica che alimenta i fanatismi religiosi da secoli. Dunque se la tipa si spara è perché porta con sé il segreto di questo “nulla”, in sostanza la mancata comunicazione divina. La martirizzata vedrà/sentirà quel che il suo cervello le suggerisce, magari la tetta di sua madre alla prima poppata. La vecchia bastarda è solo uno dei tanti custodi della menzogna. Dunque si spara è tutto viene resettato. Chi credeva nelle fantasie continuerà a crederlo. Detto più crudamente: il martirio continua... .

    In questo aspetto però il film risulta terribilmente fragile quando invece, con poco, poteva risultare fortemente sovversivo; infatti credo sia difficile arrivare a questa lettura del finale. Perché se ricordo bene è solo la presenza della famiglia custode di terribili sofferenze che può aiutare a capire la critica sociale e religiosa che ci sta dietro.

    Il film l'ho visto due volte. La prima perché me lo avevano segnalato come fonte di alcune ispirazioni per The Ward di Carpenter; la seconda perché volevo capire se la pessima impressione che mi aveva fatto alla prima visione sarebbe stata riconfermata. Ma non sono giunto a un verdetto finale e, soprattutto, non so se ho voglia di rivederlo per la terza volta... .

    Di certo è un film di denuncia sociale e religiosa. Non un banale horror “per far paura” o “raccapriccio” (anzi secondo me non è proprio un horror). Diciamo che è un film di un certo impegno ma che leggendo in una sola direzione questa indagine dell'estasi, quella del martirio della carne (perché ci sarebbe anche la “trans mistica”, per rimanere in tema filosofico e religioso), a mio parere rischia il flop della decodifica ideologica da parte dello spettatore. Infatti il pubblico dell'horror è spesso terribilmente conservatore e quindi difficilmente se la sentirà di mettere in discussione il mondo in cui vive e la religione in cui è stato invitato a credere. Infine, il resto del pubblico evita roba del genere.

    In sostanza se il regista voleva dirci qualcosa di sovversivo e smascherare il fanatismo religioso il rischio è che abbia comunicato l'opposto, nel migliore dei casi ha lasciato le cose come stavano. Cosa che, ahimè, accade abbastanza spesso.
    Ultima modifica: 17/11/16 11:37 da Poppo
  • Discussione Franz • 18/11/16 00:07
    Galoppino - 222 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    Franz ebbe a dire:
    Von Leppe, proprio così infatti, sono le due interpretazioni più probabili, ritengo.
    SPOILER
    Propenderei per la tesi del nulla assoluto, rivelato dalla martirizzata, tale da condurre a un senso di impotenza la vecchia che, forse, resasi conto non solo dell'assoluta assenza di trascendenza nell'aldilà, ma anche di avere sprecato la vita terrena in una ricerca tanto disumana quanto perfettamente inutile e, alla fine, stupida, si spara per raggiungere prima questo...nulla.


    Io direi che è ancora peggio. Quoto la tesi di Buio ma aggiungo dell'altro. (continua lo SPOILER)

    L'ipotesi del “nulla” è dato dal fatto che la stessa estasi è prodotta anche da stati di massimo piacere erotico (e ci sono ragioni scientifiche che lo spiegano). L'estasi sul volto come risultato del martirio della carne suggerisce il legame con Dio e la fine della sofferenza terrena; questa è una tesi mistico-teologica che alimenta i fanatismi religiosi da secoli. Dunque se la tipa si spara è perché porta con sé il segreto di questo “nulla”, in sostanza la mancata comunicazione divina. La martirizzata vedrà/sentirà quel che il suo cervello le suggerisce, magari la tetta di sua madre alla prima poppata. La vecchia bastarda è solo uno dei tanti custodi della menzogna. Dunque si spara è tutto viene resettato. Chi credeva nelle fantasie continuerà a crederlo. Detto più crudamente: il martirio continua... .

    In questo aspetto però il film risulta terribilmente fragile quando invece, con poco, poteva risultare fortemente sovversivo; infatti credo sia difficile arrivare a questa lettura del finale. Perché se ricordo bene è solo la presenza della famiglia custode di terribili sofferenze che può aiutare a capire la critica sociale e religiosa che ci sta dietro.

    Il film l'ho visto due volte. La prima perché me lo avevano segnalato come fonte di alcune ispirazioni per The Ward di Carpenter; la seconda perché volevo capire se la pessima impressione che mi aveva fatto alla prima visione sarebbe stata riconfermata. Ma non sono giunto a un verdetto finale e, soprattutto, non so se ho voglia di rivederlo per la terza volta... .

    Di certo è un film di denuncia sociale e religiosa. Non un banale horror “per far paura” o “raccapriccio” (anzi secondo me non è proprio un horror). Diciamo che è un film di un certo impegno ma che leggendo in una sola direzione questa indagine dell'estasi, quella del martirio della carne (perché ci sarebbe anche la “trans mistica”, per rimanere in tema filosofico e religioso), a mio parere rischia il flop della decodifica ideologica da parte dello spettatore. Infatti il pubblico dell'horror è spesso terribilmente conservatore e quindi difficilmente se la sentirà di mettere in discussione il mondo in cui vive e la religione in cui è stato invitato a credere. Infine, il resto del pubblico evita roba del genere.

    In sostanza se il regista voleva dirci qualcosa di sovversivo e smascherare il fanatismo religioso il rischio è che abbia comunicato l'opposto, nel migliore dei casi ha lasciato le cose come stavano. Cosa che, ahimè, accade abbastanza spesso.

    Molto, molto interessante. Accidenti, se posso permettermi, scrivi in modo sublime, Poppo! E dimostrando conoscenze a 360 gradi che, lo ammetto, io non ho. Io il film, come dicevo poco sopra, l'ho visto solo dalla metà in poi, all'incirca, dunque credo mi manchino anche dei passaggi, per questo non l'ho commentato. Mi riprometto di farlo non appena lo avrò visto per intero. E naturalmente terrò conto, a una seconda visione, diciamo così, anche di questi tuoi e vostri spunti e chiavi di lettura estremamente affascinanti.
  • Discussione Raremirko • 19/11/16 22:40
    Call center Davinotti - 3862 interventi
    Tra le altre, le esternazioni di Poppo sono interessanti ma, sinceramente, io il film non l'ho intenderei molto oltre un esponente del torture porn che ha dato (tanto) spessore al suo prototipo Hostel.


    Certo, cast e crew sapevano che l'opera avrebbe suscitato dibattiti e riflessioni, ma, ripeto, personalmente non andrei troppo oltre.


    A me il film comunque piacque, e vorrei pure vedere il remake USA.
  • Discussione Trivex • 7/09/18 10:03
    Archivista in seconda - 1317 interventi
    Visto il film, ma credo che sarà l'ultimo di questo genere.

    Per me mediocre, ma forse è anche una questione di sensibilità, cresciuta molto da quando sono diventato papà, che mi impedisce un approccio efficiente nella valutazione del prodotto.

    SPOILER

    Per me il suicidio finale avviene poiché la vecchia criminale ha raggiunto il suo ignobile scopo della vita e non vuole condividerlo con nessuno. E'troppo gelosa di quello che ha scoperto e con la sua morte il segreto rimarrà tale, per ora.

    FINE SPOILER

    Da dimenticare in fretta..
  • Discussione Schramm • 7/09/18 15:44
    Scrivano - 7698 interventi
    Trivex ebbe a dire:
    Visto il film, ma credo che sarà l'ultimo di questo genere (...) sensibilità, cresciuta molto da quando sono diventato papà, che mi impedisce un approccio efficiente nella valutazione del prodotto.

    forse fai bene a fermarti qui, non solo perché negli anni la soglia è stata sorpassata ad ampie falcate, ma anche perché di rado questo eccedimento e la qualità complessiva del prodotto conoscono una proporzionalità diretta. e piglio stilistico a parte non era già questo il caso.
    Ultima modifica: 7/09/18 15:45 da Schramm
  • Discussione Buiomega71 • 7/09/18 19:14
    Consigliere - 26165 interventi
    Trivex ebbe a dire:



    Da dimenticare in fretta..


    Occhio Trivex che potrebbe maturarti dentro come un cancro, contro la tua volontà, non riuscendo più a togliertelo di dosso
    Ultima modifica: 7/09/18 19:14 da Buiomega71
  • Discussione Galbo • 7/09/18 19:53
    Consigliere massimo - 3994 interventi
    Ho iniziato il mio commento al film con una frase che sottoscrivo a diversi anni dalla visione..... non ho capito il senso di questo film, non ho capito quale sia l’idea portante (ammesso che ce ne sia una) e sottoscrivo anche la chiosa del commento di Cotola, di “fuffa” parliamo anche a mio giudizio.
    Ultima modifica: 7/09/18 19:53 da Galbo