I bambini di Cold Rock

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/08/12 DAL BENEMERITO MICKES2 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/10/13
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Mickes2 17/08/12 13:57 - 1667 commenti

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Ci voleva Laugier per risollevare le sorti della new wave dell’horror francese, inspiegabilmente colata a picco al giro di boa. Thriller psicologico votato al dramma, con interessanti implicazioni morali e un pizzico di religiosità. Parte come una fiaba dalle connotazioni ambigue e dark per poi trasformarsi in un girone infernale posato su ribaltamenti di fronte, personalità sdoppiate e un occhio attento al nucleo famigliare: qual è il prezzo per la vera felicità? Fino a che punto ci si può sacrificare, umanamente e moralmente, per un nobile obiettivo?
MEMORABILE: Una sorprendente Jessica Biel.

Greymouser 18/08/12 19:51 - 1458 commenti

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Laugier si conferma regista talentuoso ancorchè tendente a scegliere soggetti piuttosto cervellotici. In questo caso, il film è costruito benissimo finchè punta sulla costruzione di un'atmosfera di inquietante e spiazzante mistero, in cui nessun personaggio è veramente ciò che appare. Allo svelarsi del disegno narrativo, si ha l'impressione di una vicenda abbastanza forzata e spesso tirata per i capelli. Il finale si chiude su un interrogativo etico piuttosto prevedibile e dalla risposta retoricamente scontata.

Gestarsh99 27/08/12 14:59 - 1310 commenti

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A Laugier non piacciono i percorsi semplici e lineari, ma in questa sua terza sfida artistica il tema tanto a cuore dell'infanzia abusata sfugge ai pesanti detour infernali dell'escatologia mistica per confluire in un ottimo dispositivo thriller, un trompe l'oeil cangiante in cui il dilemma trascendente non Martyrizza tumoralmente l'impalcatura filmica, restando acquattato tra i saggi bisbigli elargiti nelle quinte del racconto. Un equilibrio maturo quello dell'autore, che senza scioccare lascia la gola secca di dolenti quesiti: vivere egoisticamente felici vale quanto rinunciare all'affetto delle proprie radici?
MEMORABILE: Il bellissimo monologo interiore di Jodelle Ferland negli ultimi minuti di film.

Daniela 14/09/12 07:50 - 9111 commenti

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Un paese con rustici abbruttiti dalla crisi economica e dall'arretratezza culturale, un "uomo nero" che ruba bambini, una giovane vedova in lotta per salvare il figlio... quando tutto sembra incanalato verso l'ordinaria amministrazione orrofica, Laugier prima spiazza con un paio di cambi di prospettiva, poi vuol colpire testa e cuore con un interrogativo di quelli pesanti, per quanto viziato di retorica. Comunque, a parte alcune forzature ed incongruenze, un racconto ben fatto, avvincente, che conferma la volontà del regista di mettere in scena, attraverso strade non banali, un horror etico.

Capannelle 20/09/12 13:54 - 3696 commenti

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Inizia bene con un'appropriata costruzione dell'atmosfera, ma poi sembra diventare un horror come tanti, con melensi effetti di sottofondo e le solite smorfie di una Biel che pare immortale. Il cambio di registro, con riflessioni morali al seguito, compensa questa defaillance (un po' lunghetta per la verità) che poteva essere gestita meglio da Laugier. E altrettanto vero che trattasi di un regista capace, da seguire.

Puppigallo 21/09/12 14:35 - 4488 commenti

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Non completamente riuscito, manca di chiarezza in alcuni punti, ma può contare sulla buona interpretazione della protagonista, in un ruolo che nascondeva non poche insidie (si poteva scivolare nella macchietta da un momento all'altro, soprattutto nella seconda parte). La soluzione denota una certa cattiveria, che non fa apparire nessuno, grande (soprattutto) o piccolo che sia, immune da severe critiche. E' indubbiamente diretto con mestiere, ma latita il guizzo registico, quella decisa impronta che ne farebbe un'opera in grado di resistere a lungo nella memoria dello spettatore.
MEMORABILE: Lo sceriffo all'agente: "Chiudi il perimetro". "E a cosa serve?". "Basta che faccia scena"; "Non potevo tenerli tutti".

Vawe 7/10/12 21:36 - 61 commenti

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Se avete presente Martyrs, l'agghiacciante precedente lavoro di Laugier, quello che si deve fare dinanzi alla visione di questa pellicola è quello di metterlo da parte. Qui ci troviamo di fronte adun thriller-drama arricchito dalla tematica sociale. Una trama originale e per nulla superficiale che, prendendo in giro lo spettatore scombinando i ruoli dei personaggi, riesce a guidarci in un orrore meno visivo ma comunque toccante. Il risultato "sorpresa" è ben giostrato. Il regista è maturato e pronto a confrontarsi con un pubblico più vasto.

Cloack 77 6/10/12 16:41 - 547 commenti

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Lo spettatore subisce di rimando le riflessioni cui sono costretti i protagonisti e il finale racconta molto più dell'intero film, con la bambina ormai cresciuta che si pone le stesse domande dello spettatore senza poter mai conoscere la strada della giustizia. Purtroppo si arriva al bel finale dopo aver dovuto sopportare una sceneggiatura a tratti imbarazzante, che sembra chiedere allo spettatore non solo di riflettere ma anche di avere pietà per alcuni passaggi.

Cotola 7/11/12 23:53 - 7406 commenti

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Vuol essere qualcosa di più di un semplice film di genere e non so se riesca a centrare pienamente il bersaglio. Per il resto se lo si vuole giudicare con serenità bisogna far finta che non ci sia il solito colpo di scena "truffaldino" ai danni dello spettatore che giunge certo imprevisto poichè impossibile da pensare per chi possieda almeno un minimo di logica. La dote migliore è la cattiveria che il regista sfodera fino in fondo evitando un epilogo conciliante. Laugier probabilmente non è un regista come tutti gli altri, ma continua a non convincermi ed a farmi pensare che sia un bluff.

Giùan 10/11/12 14:49 - 2885 commenti

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Se le storie son state ormai tutte viste e raccontate, al mezzo cinema non resta che moltiplicare e confondere i punti di vista. In tale prospettiva "Rashomoniana" si colloca il film di Laugier il quale, con un'operazione omologa, se pur stilisticamente "perpendicolare", a Martyrs, gioca a sfidare le aspettative dello spettatore (a mo' di Haneke). Tuttavia (di nuovo) la valenza narrativa e registica dell'opera viene parzialmente smontata dalla supponenza delle ambizioni (più inquietante semmai l'escamotage realistico de La sconosciuta). Buon film, brava Biel.
MEMORABILE: La arcigna corpulenza di Samantha Ferris; Il silenzio di Jessica Biel prima che la portino fuori della casa; Il finale.

Hackett 28/01/13 07:18 - 1720 commenti

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Interessante pellicola che parte come un thriller abbastanza convenzionale ma che poi cambia pelle, trasformandosi in qualcosa di diverso, più originale e con velati contenuti sociali. Tensione discreta dove i cambi di prospettiva rendono sospesa la vicenda fino al finale falsamente positivo.

Galbo 21/02/13 05:54 - 11315 commenti

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Una decisa "sterzata" (in senso positivo) rispetto al suo film precedente, per il regista Pascal Laugier. Dopo l'iper horror Martyrs, un noir/thriller dalla storia un pò macchinosa, ma nel complesso abbastanza credibile. Il punto di forza de I bambini di Cold Rock è però rappresentato dal clima perverso e "malato" con il quale il regista "contamina" l'ambiente nel quale rappresenta la vicenda. Buona la prova del cast, con una Jessica Biel assai credibile.

Schramm 27/02/13 13:06 - 2412 commenti

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Laugier supera formalmente e tecnicamente se stesso, forte di una produzione imponente si fregia di script peregrino e confezione extralusso, e gli interpreti dispensano rara intensità -la Ferland dà i brividi anche muta- ma per converso emotivamente non accalappia mai. Che si tratti di lambire registri dark, thriller, mélo o drammaticissimi, lo starover non offre mai radiazione e rimane di un bello che non buca. Di inconcepibile moralismo posticcio, il banalissimo pistolotto retorico finale in parlatorio messo in bocca a una pur encomiabile Biel, e da 'buuuh!' a 1000 decibel il twist finale.

Deepred89 1/03/13 20:58 - 3259 commenti

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Tecnicamente di altissimo livello, un film che colpisce per la sua capacità di cambiare continuamente rotta. La partenza, con paesino montano alla Twin Peaks e uomo nero annesso, promette bene; poi, quando il tutto sembra dirottare verso territori più banali, ecco che una serie di ribaltamenti stravolgono quando visto fino ad allora facendo precipitare lo spettatore in un gratificante vortice di imprevedibilità e incertezza. L'ultima sterzata può lasciare perplessi, ma il film nel complesso intriga senza essere mai scontato o banale. Da vedere.

Redeyes 3/03/13 19:03 - 2128 commenti

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Il pregio di Laugier sta forse nella sua pecca maggiore? D'accordo, non significa niente tutto ciò, ma giunti alla fine della pellicola siamo soddisfatti della sua morale? Gli era già successo, e anche questa volta si ripercorre una strada che par cercar altro, oltre la storia. Detto ciò complimenti per la Biel, quasi stupefacente e sopratutto per quell'aria malsana che ammanta tutto il borgo. Sinceramente il film scorre benissimo e se non fosse per i minuti finali un po' stiracchiati non avrebbe pecche di sceneggiatura.

Didda23 6/04/13 14:49 - 2280 commenti

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Amando visceralmente i continui cambi di prospettiva, non posso che esaltare lo straordinario lavoro di Laugier che scrive una sceneggiatura assolutamente rispettabile e oltremodo avvincente. I cambi di registro coinvolgono pure il genere, miscelando ottimamente momenti thriller ad altri decisamente più drammatici. La regia strepitosa fa rimanere incollati allo schermo, mandando in estasi la vista. La Biel si conferma attrice di razza, delineando un personaggio profondamente interessante. Entusiasma pure il finale. Difficile chiedere di più!

Pumpkh75 21/08/13 17:35 - 1289 commenti

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Laugier è coraggioso: pur mantenendo alcuni temi a lui evidentemente cari, scompone e inverte capo e coda del thriller a venature paranormali, anticipandone i twist e lasciando lo spettatore più volte interdetto quando facilissimo sarebbe stato aggiornare gli itinerari già percorsi con Martyrs. Buono il risultato, grazie anche all’ottima Biel e alle nebulose ambientazioni naturali, sebbene gli ultimi venti minuti lascino un pizzico d’insoddisfazione.

Babbaiu 10/09/13 15:25 - 29 commenti

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Film mediocre; si salva per la resa dell'ambientazione (molto squallida) e la pulizia della fotografia. Per il resto la storia è molto inverosimile e piena di buchi. Il colpo di scena finale è prevedibile. Brava la protagonista Biel in un ruolo che non le si attaglia, quantomeno fisicamente.

Nando 9/10/13 09:54 - 3454 commenti

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Una narrazione che alla fine genera pensieri contrastanti nello spettatore. Un ambiente degradato e un timore perverso che attanaglia dei rozzi campagnoli. Valida pellicola che mantiene alto il ritmo e non scopre le carte da subito. Convincente la Biel.

Piero68 21/10/13 10:27 - 2752 commenti

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Laugier tenta di affrontare un problema sociale molto delicato; peccato che lo faccia in maniera rozza, superficiale e troppo generalizzata. E sì che lo stesso genere di problema era stato già affrontato nel molto meglio riuscito Gone, baby gone dei fratelli Affleck. Così dopo una quindicina di minuti ben orchestrati si passa lentamente al quasi noioso, visto che il finale proprio a sorpresa non è, considerato che è chiaro già dopo la prima mezz'ora. Citazioni a go-go e una Biel quasi completamente spaesata. Cast di contorno non pevenuto.

Undying 6/04/14 20:25 - 3841 commenti

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Laugier riprende il tema della maternità e lo fa con una sensibilità rara impostando il film con diversi registri tematici: dramma, horror, mistery e thriller. Il risultato finale, grazie alle ottime location e alle convincenti interpretazioni (su tutte Jessica Biel), è accattivante, anche se la seconda parte del film tradisce le aspettative utilizzando un inganno stile Sesto senso. Pur essendo pellicola raffinata e piacevole ha qualcosa d'incompiuto, soprattutto a causa d'un finale troppo buonista e tranquillizzante. Ma ogni tanto va bene così!

Vitgar 21/09/14 11:44 - 586 commenti

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Inizia e per un po' prosegue come uno dei numerosi thriller del genere, per poi virare decisamente come trama e contenuti. La sceneggiatura non è male e anche la regia si avvale di un buon movimento di macchina con inquadrature interessanti. Alcune situazioni risultano un po' inverosimili ma nel complesso il film è apprezzabile. Attori validi. Intensa Jessica Biel.

Nicola81 30/06/15 23:18 - 1905 commenti

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A Cold Rock c'è un misterioso "uomo alto" che rapisce bambini; ma ci sono anche degrado, miseria e disoccupazione. Un thriller apparentemente convenzionale che invece riesce a scuotere lo spettatore ricorrendo a continui cambi di prospettiva e colpi di scena e sollevando pesanti dilemmi morali. Non tutto si mantiene nell'ambito del più stretto realismo, ma Laugier mostra una buona conoscenza dei meccanismi che regolano la suspense e riesce a ricavare il massimo profitto da un cast privo di grandi nomi. Una piacevole sorpresa.
MEMORABILE: La lunga sequenza del rapimento del bambino, con quel che ne consegue; Il finale.

Myvincent 18/10/16 08:03 - 2502 commenti

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L'uomo nero che rapisce i bambini e li fa sparire nel nulla: un classico delle paure infantili. Qui la prospettiva è decisamente trasversale con un'ottica legata al reale e al nostro contemporaneo. Il senso drammatico di "perdita" viene reso nel modo giusto e il finale dà una mano in tale direzione. Peccato per lo stile un po' televisivo della primissima parte, che farebbe desistere dal continuare. Tenete duro!

Pinhead80 9/12/16 12:54 - 3840 commenti

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In una triste e povera periferia a nord di una grande città i bambini cominciano a sparire misteriosamente uno dopo l'altro senza che nessuno riesca a capirne il perché. Una giovane infermiera proverà a porre fine a tutto questo. Laugier cerca di mescolare le carte a più non posso e ci riesce grazie a colpi di scena convincenti e spiazzanti. Mano a mano che le scatole cinesi si aprono la storia assume prospettive inquietanti e disturbanti sino al finale, che può essere apprezzato o meno. Meno martirio per gli occhi ma maggiore per la mente.

Fedeerra 28/08/17 00:50 - 401 commenti

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Jessica Biel domina ogni inquadratura, così come Cold Rock, tetra e piovigginosa cittadina sperduta in chissà quale meandro dimenticato degli Stati Uniti. I bambini di Cold Rock è un film che scuote le coscienze, non giudica né vuole essere giudicato, non perdona né vuole essere perdonato, ma mette in scena uno dei dolori più grandi: la scomparsa di un figlio. Resta dunque un esperimento cinematografico scomodo, ambizioso e con picchi di regia indimenticabili.

Buiomega71 14/10/17 01:31 - 2213 commenti

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Si respira ancora l'odore acre di Martyrs (all'interno della casa, la pioggia battente, il volto tumefatto della Biel, le sue ecchimosi e ferite, le discese negli antri oscuri, le missioni "folli" come ragione di vita) nella traccia kinghiana che Laugier disegna nella cittadina di Un gelido inverno. Una matrioska che svela cambi di rotta sorprendenti e sofferenze, che sembra un horror che vira nella fiaba nera (nel bosco di notte) e nei complotti per mutare invece in un dramma doloroso con un finale struggente. Cupo, paludoso con una fioca luce di "speranza". A tratti lancinante.
MEMORABILE: Il rapimento di Jenny dalle atmosfere alla Jeepers Creepers; Il furgone, il cane, la lotta disperata per salvare il figlio; Al dinner; "Giusto".

Minitina80 1/01/19 09:37 - 2272 commenti

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Non si riesce a capire bene quale sia la vera natura del film in quanto la scrittura non sembra prendere una direzione netta e chiara. Il Tall Man menzionato a più riprese crea delle aspettative che vengono disattese per la descrizione approssimata e scarna, facendo scemare il lato horror. Nel drammatico riesce a essere più incisivo, avendo piazzato un paio di colpi di scena buoni e utilizzati con efficacia. Il potenziale era ottimo, ma è stato utilizzato solo parzialmente, anche se il messaggio tra le righe arriva lo stesso a destinazione.

Rufus68 13/03/20 22:16 - 3016 commenti

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Lascia presagire chissà cosa e invece, come prevedibile, la soluzione è quanto di più strampalato si possa immaginare (va bene la sospensione dell'incredulità, però si esagera...). Per il resto il film offre poco secondo i dettami dell'epoca. La cura formale, al solito, inganna dato che, alla fine, c'è poco da stringere: fuffa. Manca non solo la profondità, ma persino il weird o la bizzarria che, almeno, connotavano alcune pellicole. L'unico attore di spessore (McHattie) incide poco.

Siska80 1/06/20 12:32 - 436 commenti

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Film stupendo che parte come un horror sovrannaturale per poi sconfinare in tutt'altro genere... Ciò può deludere o meno lo spettatore, ma resta comunque innegabile l'attualità del tema trattato, che avalla teorie inquietantemente verosimili. Trama originale, buono il cast (gara di bravura tra la Biel e la giovane Ferland), alto il ritmo, tensione palpabile, finale dal retrogusto amaro. Da vedere.
MEMORABILE: Julia si lancia all'inseguimento dei rapitori del figlioletto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gestarsh99 • 27/08/12 15:05
    Scrivano - 13822 interventi
    Il film uscirà da noi il 21/09/2012 con il titolo I bambini di Cold Rock [fonte: Coomingsoon.it]
  • Discussione Capannelle • 19/09/12 21:57
    Scrivano - 2493 interventi
    I titoli di testa più brutti della storia del cinema..
    Ultima modifica: 20/09/12 13:55 da Capannelle
  • Homevideo Buiomega71 • 19/12/12 01:34
    Pianificazione e progetti - 21685 interventi
    In dvd ( e BR) per la Moviemax dal 06/02/2013 http://areafilm.virtual-shops.it/articolo.aspx?width=120&codice=VD0000088924U
    Ultima modifica: 15/10/17 21:56 da Buiomega71
  • Discussione Schramm • 27/02/13 13:33
    Risorse umane - 6703 interventi
    ho fatto davvero fatica a gradirlo. ha una confezione che gli fa onore (e più ancora a laugier gliene fa l'aver preso chilometriche distanze dalle corse all'eccesso di un martyrs, puntando maggiormente sull'atmosfera, così come l'aver adottato scelte stilistiche spericolate) ma ha una struttura irrisolta e peggio ancora una ciccia che a conti fatti non ti entra sottopelle, non ti perturba mai, si perde tra 4 registri diversi senza imbroccarne uno nè stabilizzarcisi, è troppo scoperto, financo moralista, nel suo voler esser ambiguo a tutti i costi. non parliamo poi del twist finale incollato con lo sputazzo, né più né meno della nonnina ace a capo della barkeriana neoscientology in quell'obbrobrio di martyrs. alla fine tanto d cappello per la forma, ma contenutisticamente alla meglio son spallucce. in fatto di infanzia irrecuperabilmente violata, gli preferisco il polarizzato -e durissimo- silenced
    Ultima modifica: 27/02/13 13:34 da Schramm
  • Discussione Didda23 • 6/04/13 14:51
    Comunicazione esterna - 5713 interventi
    Ora non posso spiegare, ma mi è piaciuto proprio tanto! Infatti ho dato un sentitissimo 4 e mezzo!
  • Homevideo Undying • 6/04/14 20:29
    Scrivano - 7638 interventi
    Blu ray della Universal perfetto sul piano tecnico, con il film ottimamente riversato in alta definizione: widescreen 2.35:1 (1920 x 1080) e doppia traccia (italiano ed inglese) in DTS HD Master 5.1. Poco, invece, sul versante extra: - trailers (originale e italiano) - interviste a: Jessica Biel; Stephen McHattie; Pascal Laugier; Clement Miserez (per un totale di circa 20 minuti). La durata della versione corrisponde a: 1.46.05
    Ultima modifica: 6/04/14 20:32 da Undying
  • Discussione Buiomega71 • 14/10/17 01:39
    Pianificazione e progetti - 21685 interventi
    E se Martyrs cresce dentro come un cancro a cinque anni dalla visione (un motivo ci sarà), I bambini di Cold Rock e un opera struggente come poche, qualcosa che va al di là di qualsiasi immaginazione e aspettativa Non mi vergogno a dire che, in quel finale: SPOILER La mia prima madre, la mia seconda madre, la mia terza madre, David al parco, "Giusto, giusto, giusto", il sacrificio/martirio della Bell FINE SPOILER Ho versato lacrime a fiumi I titoli di testa sono magnifici (così, per dire) Domani ci torno su
    Ultima modifica: 14/10/17 01:39 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 14/10/17 10:15
    Pianificazione e progetti - 21685 interventi
    ATTENZIONE AGLI SPOILER Se Martyrs mi picchia in testa da ben cinque anni dopo la visione, quì, Laugier, destabilizza e manda fuori strada, cambia diverse rotte durante l'implacabile visione, come una matrioska di twist su twist, fino a scardinare tutte le certezze Puro cinema viscerale (le viscere della mente, dell'animo umano, della disperazione, della sofferenza "materna") che segue le impronte di Martyrs (non solo esteticamente tra pioggia battente, la villa, gli interni-e le fosche segrete- della casa, i movimenti di macchina, il volto tumefatto della Biel,le escoriazioni-e i morsi- su braccia e gambe, la convinzione di una "missione" che e ragione stessa di vita-in Martyrs la scoperta, forse, del nulla portava al suicidio, qui il sacrificio e l'immolazione per portare avanti una "giusta causa"- , il ribaltamento dei ruoli, i primi piani intensi sui volti femminili, la discesa della protagonista in luoghi anfratti, bui e densi di pericoli) senza martoriare la "nuova" carne, ma martirizzando i sentimenti, le oscure vie degli stati d'animo, l'impossibilità di procreare, la "salvezza" dei bambini da un futuro incerto fatto di miseria e indigenza (culturale e ambientale) Laugier ti vola addosso dall'incipit (36 ore prima) e non ti molla più, e dopo i magnifici titoli di testa alla Panic Room, e tutto un vorticoso racconto che viaggia a mille all'ora, confondentoti con false piste, dove pian piano (e inaspettatamente) emerge la verità Parte come un thriller classico nella fangosa e desolata cittadina alla Un gelido inverno, dal rapimento del figlio della Biel sembra assuma i tratti di un horror adrenalinico (l'uomo nero, il furgoncino, la lotta disperata di una madre, il cane, sulla strada di notte), per illuminarsi di dimensioni fiabesche (la Biel sperduta in un grimmniano bosco notturno e minaccioso) e cinema della paranoia e della cospirazione (al dinner, l'altarino con le foto, l'intera comunità che la bracca), alle reminiscenze di Saint Age e dei sottosuoli di Martyrs ( la caverna sotto la grande casa, nell'edificio abbandonato in cerca del figlio, tra televisiori che trasmettono cartoni animati, pestaggi e rivelazioni che ghiacciano il sangue, perchè quello che Laugier ti fà credere cade in un attimo, e la vittima designata, l'eroina della situazione, la madre coraggio in realtà, non lo è affatto-a questo proposito, che poi sarà un campanello d'allarme, notare il libro che legge la Biel sul divano di casa prima di addormentarsi-), la caccia alla strega, l'arresto, la confessione, la notte in cui il Jeepers Creepers (stessa atmosfera, stesso modus operandi) si porta via Jenny che "vuole andare via da quel posto", fino ad una chiusa finale che strazia il cuore e dove non si riesce a trattenere le lacrime (la mia prima madre, la mia seconda madre, la mia terza madre, il sacrificio/martirio della Biel, David al parco, Jenny che guarda in macchina "Giusto...giusto...giusto") Laugier non giudica, non condanna, non fà distinzioni nette tra buoni o cattivi, lascia che le emozioni ti avvolgano in un gioco a scatole cinesi di rara intensità e con momenti di grandissimo cinema (l'inizio nella cittadina kinghiana-gli echi di un Pennywise più intagibile e sfuggente-, il totem/spaventapasseri di macabra avvisaglia, non dissimile da quello fatto di resti umani in Cannibal Holocaust, la Biel, che , impassibilmente-con la morte nel cuore-sale le scale di casa mentre una folla inferocita la vuole immolare a nuova strega di Salem, tutta la parte dell'inseguimento notturno, al dinner, nello stabile in cerca del figlio dove saltano fuori le verità nascoste, il finale struggente) Paludoso, cupo, sconcertante, una bussola impazzita che mina le certezze e fà a pezzi le convenzioni Il cinema di Laugier si (ri)dimostra personalissimo e intrigante, femmineo fino al midollo, che entra sottopelle come una malattia Chi cerca paure a buon mercato e horror da bancarella si astenga Posso capire che divida (come tutti i grandi autori) ma qui c'è di più, molto di più. Tanto Martyrs faceva male sul piano fisico, visivo e carnale, quanto i Bambini di Cold Rock è doloroso sul piano etico, morale e emotivo Tra barlumi da fiaba nerissima e sofferenze materne, il cinema personalissimo di Laugier vola alto e picchia dove fà più male. Per chi cerca qualcosa di diverso che turbi la mente e faccia sanguinare il cuore. Loro hanno dimenticato, io no
    Ultima modifica: 14/10/17 16:50 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 14/10/17 10:25
    Pianificazione e progetti - 21685 interventi
    Ottimo il dvd della Moviemax Formato: 2.35:1 Audio: italiano (5.1), inglese (5.1) Sottotitoli: italiano e italiano per non udenti dvd 9 doppio strato Come extra: il trailer originale, il trailer italiano, interviste a Jessica Biel, Stephen Mchattie, Clemente Miserez e Pascal Laugier Durata effettiva: 1h, 41m e 50s