Saint Ange

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Saint Ange
Anno: 2004
Genere: horror (colore)
Numero commenti presenti: 13
Papiro: elettronico
APPROFONDIMENTI: L'HORROR DEL 2000

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Sfibrante horror francese la cui irritante lentezza, unita a una ancor più fastidiosa ostinazione nel non voler spiegare (quasi) nulla lo rende assolutamente insopportabile. La bella (e gravida) Virginie Ledoyen (vista in 8 DONNE E UN MISTERO di Ozon) giunge in pieno 1958 nell’orfanotrofio di Saint Ange, in procinto di chiudere per mancanza di fondi. La direttrice (Catriona MacColl, star di tre classici horror di Lucio Fulci, al quale il regista Pascal Laugier guarda con devozione) la accoglie insieme a un’orfana ritardata (Lou Doillon): dovrà occuparsi delle pulizie. Ovviamente, appena cala la notte, inizieranno a manifestarsi in loco vari fenomeni spiritici dovuti alla...Leggi tutto presenza di fantasmi di bambini morti in circostanze misteriose. La solita solfa, insomma, condita però in questo caso da una totale assenza di inventiva e da uno spasmodico quanto velleitario tentativo di intrigare lo spettatore con atmosfere rarefatte accompagnate da inquadrature spesso bloccate a mostrare il volto inespressivo della protagonista. La scelta di una location suggestiva dominata da pareti bianche, stucchi e grandi porte intarsiate è vanificata dalla scarsa vena del regista, occupato narcisisticamente a infilare in sequenza riprese d'effetto fregandosene di far procedere il film. Tanto che dopo quaranta minuti ci si accorge che (prologo a parte) non è successo praticamente niente. E le cose non migliorano col passare dei minuti, visto che poi si arriva al gran finale (si fa per dire) senza che il film sia mai decollato. Fosse almeno splatter o spaventoso... Macché! Il vuoto!
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/08/06 DAL DAVINOTTI
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Undying 17/04/07 21:22 - 3840 commenti

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Raffinato (e pregiato) prodotto francese, che conferma come questa nazione sia particolarmente in grado di sorprendere con le ultime produzioni di genere. Qui i riferimenti (più o meno velati) sono tutti al cinema di Dario Argento (in particolare per le scenografie dell'orfanotrofio) e Lucio Fulci (la presenza della Catriona MacColl). Ottimo debutto cinematografico per Pascal Laugier, voluto dal produttore Christophe Gans che, sul set di Il Patto dei Lupi, si è servito del regista per la realizzazione delle riprese del backstage. Subliminale.

Mascherato 4/08/08 18:54 - 583 commenti

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Christophe Gans che si è laureato con una tesi intitolata Silver Slim (Bava d'Argento), indicativa, oltre ogni ragionevole dubbio, della sua passione per lo spaghetti-thriller-horror, ed ha debuttato alla regia con una pellicola omaggiante l'action di Hong Kong (Crying Freeman) , per il suo esordio da produttore sceglie un film che si inserisce nel solco del new horror iberico (quello dei Balaguerò, Paco Plaza e David Carreras): indubbia cura formale, atmosfera goticool, lentezza estenuante e rivelazione finale di imbarazzante banalità.

Redvertigo 28/08/08 17:55 - 78 commenti

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È stato definito lento, vuoto, palloso, secondo me invece trattasi di un gioiellino di rara bellezza decisamente sottovalutato dal grande pubblico. Girato benissimo con un un gusto per l'inquadratura al limite del maniacale. Sarebbe stato facile inserire effettacci gore, mostri, zombie & co. per spaventare facilmente lo spettatore ma Laugier ha preferito la raffinatezza visiva e la delicatezza nel proporre certe situazioni, cercando di creare inquietudine e pathos, grazie soprattutto all'uso sapiente delle ambientazioni e della fotografia.

Rebis 22/11/08 17:05 - 2088 commenti

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Così assorto a leccarsi i baffi dell’autocompiacimento formale, smarrito nella contemplazione narcisistica di sé stesso, preoccupato di dichiarare devozione - con citazionismo ricercato e stucchevole dell’inquadratura - ai mentori del suo immaginario cinematografico (Argento, Fulci e bla bla bla), Laugier si dimentica di servire il pubblico pagante, lasciandolo in panne con una storia che proprio non ne vuol sapere di procedere malgrado l’insistita contemplazione di segni, indizi e dettagli inquietanti. Difficile ricordarsi come finisce considerato che, tuttosommato, neanche inizia.

Ghostship 14/06/09 20:51 - 394 commenti

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Horror etereo, con molteplici chiavi di lettura, elegante, ma a tratti veramente inconsistente. Pascal Laugier è un signor regista, mostra un background molto italico, ma è indeciso tra una imperscrutabile autorialità ed un gusto estetico più fruibile. Forse un domani potrà essere considerato autore e pellicole come questa potranno trovare la loro logica coerenza inserite nell'ambito di un discorso più ampio.

Homesick 8/10/09 14:19 - 5737 commenti

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Letargico, vuoto e pretenzioso. Se l'idea era un tributo all'horror italiano dei tempi migliori (Fulci in testa, dal quale si richiama in servizio Catriona McCall), i fatti rimandano piuttosto ai più recenti modelli spagnoli: attori impettiti, manierismo esasperante (fotografia acquosa e grigioverde) e un imbellettato armamentario di ambulacri, sotterranei umidi e spogli, tuoni, cigolii e spettri. L'ultimo fotogramma giunge liberatorio, dissolvendo una fittissima coltre di noia e sopore durata ben novanta minuti.

Buck ii 25/02/10 17:50 - 55 commenti

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Il regista Laugier, amante del cinema di genere Italiano (Bava, Argento, Fulci) presenta un film in puro stile moderno horror-movie, ovvero il psicologico-spettri-edifici antichi infestati. Questo genere ormai va molto di moda e lo si trova in moltissime produzioni oltreoceano ed europee degli ultimi anni (genere che i giapponesi hanno risvegliato tempo fa). Bella la fotografia, gotiche le attrici (punto di forza del film) ma in sostanza un vero mistero non viene svelato allo spettatore (che dal film si aspetta questo!).
MEMORABILE: A volte sembra essere sul set di "Suspiria" o "Phenomena" di Dario Argento, quando la protagonista si muove nelle buie stanze notturne dell'edificio.

Stefania 28/01/11 15:03 - 1600 commenti

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Flebile come un sospiro, sussurrato come un segreto, sonnolento e nebbioso, delicato e slabbrato come un merletto fané, esasperante come una salsa che non monta, né impazzisce. Film dai discreti valori tecnici, omologato ad una certa estetica del neo-gotico spagnolo, ma la protagonista traumatizzata ha lo spessore di una figurina di carta, e i richiami agli orrori della Storia sono un'eco che si smorza e si perde nel vuoto complessivo di un film dimenticabilissimo.
MEMORABILE: I gattini...

Nando 20/03/11 02:59 - 3472 commenti

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L'idea dell'orfanotrofio in disuso non è originalissima ma la narrazione, nonostante risenta di appigli di argentiana memoria, è discreta e presenta quella classica inquietudine generata dalle sensazioni che creano l'immaginario occulto che alberga in gran parte di noi. Dignitoso.

Greymouser 13/05/11 11:19 - 1458 commenti

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Prima del celebrato Martyrs, Laugier firma questo horror di estrema pulizia formale, una ghost-story dai toni freddi e cerebrali, che molte volte si rivela un puro esercizio di stile, mancando di quella istintiva visceralità del più genuino cinema del terrore. Intendiamoci, il film non è da buttar via, perchè il talento del regista è cristallino; ma di sicuro non si tratta di un'opera memorabile, o tale da invogliare magari ad una seconda visione. Si salva soprattutto per la tecnica ineccepibile e per qualche scena di suggestiva atmosfera.

Macguffin 15/10/11 11:32 - 124 commenti

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Ma Laugier è davvero lo stesso che in Martyrs ci prende a sciabolate? La mano si riconosce (per esempio deve avere un debole per una coppia di protagoniste femminili...) ma qui il francese gioca esasperatamente di fioretto: per spaventare/affascinare rinuncia agli eventi e ricorre solo ad atmosfere e suggestioni, ottenute con indubbia (ma troppo fredda) perizia tecnica nel tentativo di reinventare temi e situazioni già ampiamente visti. Una certa inquietudine ogni tanto viene suscitata, ma viene subito superata a destra dalla noia.

Bubobubo 7/11/18 22:54 - 1199 commenti

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Non è brutto come lo si dipinge, ma lo scarto tra ambizioni di partenza e risultato finale è così abissale da contrariare anche i garantisti più incalliti (e la non soluzione del mistero una soluzione obiettivamente di comodo). A tratti sorge il dubbio, forse non del tutto infondato, che l'intera operazione sia stata messa in piedi a uso e consumo dell'apparizione della musa fulciana Catriona MacColl. Tra i registi francesi della sua generazione, Laugier è di gran lunga il meno originale ed efficace.

Bruce 3/04/20 19:08 - 1004 commenti

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Niente male questo horror francese del 2004, evocativo delle opere di Bava e Argento. Il regista dimostra talento e di saperci fare nel creare le atmosfere gotiche e misteriose, sfruttando al massimo l'orfanotrofio abbandonato e le due ottime attrici protagoniste. La storia che nasconde quel luogo e che verrà rivelata nella luminosa parte conclusiva ha un ruolo del tutto secondario rispetto alla messa in scena attenta, curata e al gusto visivo di Laugier per le inquadrature, sia all'interno che nel giardino che circonda l'istituto.
MEMORABILE: L'inquietante discesa nei sotterranei con il montacarichi della protagonista.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Undying • 12/02/08 23:36
    Scrivano - 7630 interventi
    Debutto voluto da Christophe Gans che, sul set di Il Patto dei Lupi, si è servito del regista per la realizzazione delle riprese del backstage.
    Laugier ventilava da tempo l’idea di portare sullo schermo una sceneggiatura impostata su un’orfanotrofio maledetto: sino a quando Christophe Gans ne lesse il copione rimanendone affascinato.

    Il film, pur inserendosi sul genere delle “case maledette” trasuda tutta la passione del giovane e promettente autore: ad iniziare dall’idea di legare la storia a tre protagoniste femminili, per proseguire con una scenografia “maestosa”, dove l’enormità del fabbricato e l’ampia misura dei corridoi e delle stanze riportano alla mente quel gioiello del brivido che è Suspiria. E non a caso, perché i riferimenti al cinema italiano del terrore sono molti di più di quelli che è possibile cogliere ad una prima visione.

    La presenza della Catriona MacColl ed il finale, con gli occhi privi di iride, rimanda direttamente all’Aldilà di Fulci.
    E le luci, spesso di tipo tricolore, mantengono un’atmosfera “baviana” per tutto l’incedere della vicenda.

    La passione di Laugier, d’altro canto, non è frutto di interpretazione (o mal interpretazione) dei vari contesti: come si evince anche dal backstage (disponibile nella versione del DVD targato Universal), nel quale l’autore menziona i suoi modelli di riferimento, tra i quali, per impostazione “narrativa”, figura anche The Others.
    Ultima modifica: 22/07/15 18:31 da Zender
  • Homevideo Undying • 12/02/08 23:41
    Scrivano - 7630 interventi
    In termini di riversamento digitale, come da prassi Universal, il DVD è proposto in maniera ottimale.
    A cominciare dall’eccellente qualità video (priva di alcun disturbo o effetto di compressione delle immagini), per proseguire sul piano di una multicanalità efficace e generosa, avanzata da un Dolby Digital 5.1 che immerge lo spettatore in un ambiente virtuale al limite del realismo.

    Fare di più è impossibile, e anche sul piano extra non mancano:
    un buon backstage con intervento del regista, del produttore (Christophe Gans) e degli attori e i classici trailers (italiano e francese).

    La cover del DVD è quella sottostante, differente quindi dalla locandina presente nel database del Davinotti...



    NOTE TECNICHE
    Numero di dischi: 1
    Regia: Pascal Laugier
    Anno di produzione: 2003 (distribuzione italiana 09/05/2005)
    Formato: widescreen 16:9
    Audio: italiano (Dolby Digital 5.1) / francese (Dolby Digital 5.1)
    Sottotitoli: italiano / italiano per non udenti
    Extra: Speciale “Dietro le quinte” / trailer italiano e francese

    Universal Pictures Italia
    Ultima modifica: 13/02/08 09:06 da Undying