La profezia del male - Film (2024)

La profezia del male

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

I tarocchi e l'horror si sposano bene da sempre: profezie, carte dall'appeal malefico, quei disegni così evocativi... Viene in mente l'incipit della CASA NERA di Craven, ma quante volte le ha viste passare sugli schermi, l’appassionato di genere: il matto, il giullare, l'impiccato, la morte... Figure sinistre che aspettavano solo la loro bella versione “live action”, pronte ad animarsi nel buio per spaventare i malcapitati di turno; che sono, ma guarda un po', i soliti giovinastri in vena di festeggiare dopo aver affittato semplicemente la villa sbagliata per farlo. Il prologo è ambientato lì...Leggi tutto dentro, e quando i ragazzacci han finito l'alcol ecco che cominciano a rovistare negli anfratti fino a trovarci il mazzo di carte maledetto. Che non sarà il Necronomicon ma il suo potere ce l'ha, e siccome nel gruppo non poteva mancare l'appassionata di astrologia, ecco che l'unione tra tarocchi e oroscopi sprigiona la miscela infernale.

Haley (Slater) siede sul pavimento e comincia a fare la carte a ognuno dei suoi amici: parte dal loro segno zodiacale e lo incrocia con le figure estratte per declamare una fosca predizione da interpretare e che - ma va? - anticipa quello che a ognuno di loro capiterà nel prosieguo; altrimenti non si vedrebbe proprio, il motivo di tediarci con verbosi vaticini che paiono interminabili…

Partono i titoli di testa (ben in ritardo) e si comincia. Come? Indovinate un po'... La prima vittima designata sale in soffitta da una scala a pioli e nel buio zac... si piglia una coltellata in faccia; o qualcosa di simile perché nell'oscurità ben poco si capisce: sarà un po' il desolante leitmotiv del film, il buio quasi costante nei momenti chiave. Lo splatter si rivela assai scarso, per nulla fantasioso (e in questo ci si allontana molto dalla matrice eighties che sembrava il punto di partenza fin dalla "Things Can Only Get Better" di Howard Jones di poco prima) e l’attenzione si rivolge soprattutto alla messa in scena dei delitti. Per fortuna qualche idea discreta salta fuori, anche se certo non nuova (si veda l'oscurità che avanza progressivamente nei tunnel della metropolitana), e insomma... con un po' di mestiere in regia qualcosa si salva.

Di fronte a personaggi tanto vuoti, tuttavia, a dialoghi tanto odiosamente impostati senza un briciolo di voglia di uscire dai canoni della serie B più becera... le braccia cascano spesso. L'antipatia suscitata da caratterizzazioni figlie di un frustrato desiderio di apparire brillanti (si veda il nerd sovrappeso e logorroico interpretato da Jacob Batalon) non aiutano a seguire un film che invece come ritmi si autososterrebbe decentemente. Né lo fanno i mostri dei tarocchi, quasi sempre nascosti nel buio, presenze che nemmeno i soliti jumpscare in sequenza riescono a rendere spaventosi.

Spenser Cohen e Anna Halberg, che oltre a dirigere e produrre si scrivono pure la sceneggiatura a partire dal romanzo di Nicholas Adams (e ci si chiede come possa esistere davvero un romanzo, considerando la pochezza della storia), sfruttano i meccanismi del genere per dar vita a un horror che più telefonato non potrebbe essere. E quando i nostri si ritrovano a pensare che gli autori dei delitti potrebbero nascondersi tra loro in un immotivato, risibile rigurgito christieiano, ci si chiede se non ci si trovi nel bel mezzo di una parodia, suggerita anche da un poliziotto che ciancia di suicidi di fronte a delitti con tutta evidenza impossibili da catalogare come tali. All'apparire dell'esperta di tarocchi stregati (Fouèrè), cui spetta il compito di estenuarci con l'inutile storiella del mazzo maledetto, intuiamo che non si vuole tralasciare neanche un luogo comune; quindi cosa resta? Un po' di fumo negli occhi, come l'agguato stile illusionista con la ragazza nella cassa da segare in due... Troppo poco!

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/05/24 DAL DAVINOTTI
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Markus 11/05/24 15:30 - 3702 commenti

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Ci si domanda come un film così vuoto d'idee possa essere una trasposizione per il cinema d'un romanzo horror: si tratta appunto dell'ennesimo giro di tarocchi di ragazzotti che risvegliano l'antico sonno di alcuni demoni infuriati. Il grosso problema della pellicola è che non suscita alcun tipo d'interesse e nemmeno sobbalzi di terrore che forse avrebbero se non altro mascherato, a colpi di pop-corn mandati giù di traverso per lo spavento, la pochezza della scrittura. Davvero una visione inutile: è proprio vero che non bisogna dar retta agli oroscopi, ma nemmeno... ai trailer.

124c 13/05/24 01:23 - 2931 commenti

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Alcuni ragazzi, finita la birra, si ritrovano in una casa abbandonata, dove trovano un mazzo di carte speciale chiuso in una scatola di legno. La curiosità di leggere la sorte dei presenti usando proprio quei tarocchi è troppo forte. Il fatto è che quello che prima appare solo un gioco, diventa un incubo in cui si muore. Horror, con Jacob Balaton fra i protagonisti, nel quale la cosa che funziona di più è che è girato sempre in ambienti notturni: i sussulti, quando ci sono, si rivelano solo urla fuori campo e giochi di luci e ombre. Mancano il pessimismo e lo splatter.

Rebis 19/05/24 15:05 - 2356 commenti

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Tolta la pretesa di soddisfare il palato dei tarologi più esigenti, manca il minimo sindacale richiesto a qualsiasi horror degno di questo nome. Slasher alla Final destination, inscena un body count ispirato alle immagini dei Tarocchi (che sarebbero, secondo gli autori, raffigurazioni dei segni zodiacali e tanto basta a stendere un velo pietoso sulla pertinenza del soggetto). La sciatteria di scrittura e messa in scena è talmente dozzinale da generare sconforto anziché ilarità, malgrado l'alto potenziale comico. Splatter fuori campo, attori irrilevanti. Finale demenziale.

Gabigol 23/05/24 06:45 - 601 commenti

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Pescare la morte dal mazzo; e via di girotondo delle maschere per sterminare la solita pletora di ragazzini scemi. Di fronte a una scrittura così povera - personaggi fermi, dialoghi buttati giù alla rinfusa, reazioni umane inspiegabili - che fa il paio con la totale mancanza di idee sul lato tensivo (scena della metropolitana rubata a Session 9), il film tradisce, se mai ce ne fosse bisogno, l'apnea di molto cinema horror americano. Jumpscares a raffica e finale terribile. Da salvare il design di qualche creatura, ma è troppo poco.
MEMORABILE: Il matto che perseguita Batalon nel condominio; Il trucco di magia dell'illusionista, con tanto di pubblico.

Dave hill 3/06/24 12:32 - 27 commenti

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Lo spirito inquieto e vindice di un'astrologa ha lanciato una maledizione sui tarocchi e per chi ha la sventura di entrarne in possesso sono mazzi! Il cast di ventenni comprende il fidanzatino che strabuzza sistematicamente gli occhi e il buffone sovrappeso che non fa mai ridere. Si salvano le incarnazioni dei tarocchi (il matto, l'impiccato, la morte) e qualche jumpscare, mentre è volutamente bandito lo splatter. Innocuo.

Teddy 5/06/24 15:11 - 869 commenti

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Tolto il prologo e qualche scorcio di location, il film del duo Cohen/Halberg si attorciglia su se stesso, annoiato, senza guizzi narrativi, con un aspetto demoniaco che disinstalla fin da subito ogni interrogativo e ricettacolo di paura. Il gore (?) è alluso e la favoletta dei tarocchi è pretestuosa quanto tristemente decorativa. Cast e regia non recepibili.

Lupus73 4/06/24 19:48 - 1514 commenti

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Serata di divertimenti tra ragazzi ambosessi, che poi trovando alcuni pittoreschi e oscuri tarocchi si fanno fare l'oroscopo... ma c'è dietro una maledizione. Molta CGI, tutto sommato discreta (come la confezione generale), una sceneggiatura molto basilare, con la solite morti concatenate a causa della maledizione (vedi Obbligo o verità e molti altri simili), in cui risalta la storiella macabra alla base (tutto sommato simpatica). Niente di così originale insomma, se non un giocattolino luccicante per passare 90' tra una birra e l'altra, senza pretese. Siparietto finale spiritoso.

Carluccio 12/06/24 02:16 - 22 commenti

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Sony ci riprova con l'horror giovanilistico che in passato le ha regalato fortune alterne con questo film per niente eccelso ma a tratti godibile. Il sangue è centellinato, le creature dei tarocchi sarebbero interessanti se non fossero perennemente in ombra; un abuso smodato del jumpscare e alcuni personaggi tanto ciarlieri quanto noiosi minano l'insieme di un'opera che poteva essere molto meglio di così. Si parte con l'idea di uno slasher dei bei tempi poi si finisce nel solito fantasy dark di casa Sony. Tuttavia nel complesso si è visto molto di peggio, in giro.

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