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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ispirato alla storia di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio, il film di Mauro Bolognini avrebbe delle velleità autoriali non indifferenti, evidenti già dalla scelta del cast: la protagonista Shelley Winters è una delle “grandi vecchie” del cinema nero americano, Max Von Sydow uno dei preferiti di Ingmar Bergman; Alberto Lionello e Renato Pozzetto due tra i migliori attori brillanti (ma non solo) del periodo. Bolognini prende in prestito la storia di Leonarda Cianciulli come per dire: “Baby Jane e il thriller da terza età lo possiamo fare anche qui: la materia prima non ci manca”. Così subito ci immergiamo nelle scenografie tetre, sporcate da...Leggi tutto una fotografia cupissima, ci lasciamo cullare dagli strani motivetti fischiati di Enzo Jannacci ed entriamo nell'appartamento di Lea (Shelley Winters), madre oppressiva e mezza pazza che invita le amiche di sempre (Von Sydow, Pozzetto e Lionello, tutti in abiti femminili) e ogni tanto ne decapita qualcuna sciogliendola nel pentolone con la soda caustica e ottenendone saponi (col grasso) e biscotti (con le ossa frantumate). Ma lei non è malvagia come il Victor Buono de LO STRANGOLATORE DI VIENNA (lui con la la carne umana ci faceva salsicce) e anzi si premura anche di addormentare le sue vittime con speciali tisane, prima di ucciderle. Purtroppo il risultato è lo stesso e la polizia (l’ispettore è di nuovo Von Sydow che si sdoppia - come Pozzetto/agente e Lionello/banchiere - in un breve cameo maschile) comincia ad insospettirsi. Il film è molto lento, spesso inutilmente, ma a tratti riesce ad azzeccare quelle atmosfere sottilmente morbose e perverse che lo esaltano. Recitazione misurata da parte di tutti per un film a suo modo originale. Abbondano i campi lunghi, le decapitazioni non solo solo in controluce. Quasi una favola truce. Una curiosità: nel cast spiccano Liù Bosisio e Milena Vukotic, le due “Pine” di fantozziana memoria.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 16/03/07 00:07 - 4722 commenti

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Horror raffinato, vellutato e macabro. Inchioda alla sedia, per atmosfere, musiche, attori da urlo e tutto ciò "fa il film". Bolognini sforna come sempre immagini carezzevoli, ma non ruffiane, e dirige una Winters strepitosa: notoriamente poliedrica, è stavolta capace di essere più che credibile nel fare la massaia campana (grazie anche al doppiaggio, davvero regale, di Regina Bianchi). Morbosamente fascinosi i tre uomini vestiti da donne. Notevoli pure le aguzze Tushingham, Bosisio e Vukotic.
MEMORABILE: "San...gue...".

Fabbiu 10/01/08 18:18 - 1933 commenti

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Ispirato alla storia di Leonarda Cianciulli. La Winters è perfetta a rivestirne il ruolo: una massaia mobrosamente attaccata al figlio e fissata coi sortilegi. La particolarità più evidente del film è proprio quell'equilibrio tra grottesco e thriller, con Pozzetto, Lionello e Von Sydow che interpretano le donne. Molto curate le atmosfere (è inquietante il solito motivetto lento fischiettato in varie scene), anche se purtroppo il più delle volte sono dominate da una lentezza narrativa piuttosto marcata.

Ciavazzaro 21/04/08 14:48 - 4763 commenti

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Partendo dal soggetto di una vera criminale, Leonarda Cianciulli, Bolognini dirige un film molto particolare, cattivo, poetico, inquietante. Merito di una Shelley Winters in grandissima forma che incarna sia una madre possessiva che ama alla follia il figlio ma anche una spietata omicida (per amore del figlio). Poi ci sono pure Lionello, Von Sidow e Pozzetto travestiti da donne, la Vukotic, la sensuale Laura Antonelli, un tema musicale perfetto, una trama che coinvolge... Da vedere.
MEMORABILE: La canzone composta da Mina: "Vita Vita".

Undying 13/06/08 01:43 - 3840 commenti

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Per Lea (Shelley Winters), il destino ha giocato crudamente e senza pietà: su tredici gravidanze solo una è andata a buon fine. Trasferitasi da un piccolo paese dell'Irpinia in una cittadina del Nord (nella realtà Correggio di Reggio Emilia) ulteriori scherzi del fàto l'attendono al varco: il marito rimane paralizzato poco dopo il trasloco ed il figlio (per il quale nutre un attaccamento morboso, dettato dai tragici precedenti) conosce la bella Sandra (Laura Antonelli). Lea, per scongiurare la perdita della discendenza, cade in uno stato di depressione che la induce a compiere sacrifici umani.
MEMORABILE: Lea: "Al mio Paese si praticano sacrifici umani: conoscere la morte aiuta a tenerla lontana..."

Galbo 15/06/08 08:29 - 11387 commenti

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Curiosa opera di Mauro Bolognini, ispirata dalle vicende della cosidetta saponificatrice di Correggio. Il regista sceglie di mescolare le carte affidando il ruolo delle tre vittime femminili della protagonista a tre attori di sesso maschile peraltro bravissimi come del resto la protagonista Shelley Winters. Il risultato è una pellicola che condivide i toni della farsa con quelli della comicità pura, centrando il bersaglio di divertire ed incuriosire contemporaneamente lo spettatore. Belle musiche di Jannacci.

Gugly 22/06/08 15:54 - 1015 commenti

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Liberamente ispirato alla storia della Cianciulli, Bolognini con Lea estremizza il personaggio della mamma italiana, fino a farne un'assassina per non perdere la progenie... Qua e là qualche lentezza, ma l'ambientazione cupa e i momenti truci sono efficaci, così come le interpretazioni dei tre attori "en travesti" (con una sorpresa sul finale da parte degli stessi). Come se Filumena Marturano avesse estremizzato i consigli della Madonna alla quale si era rivolta...
MEMORABILE: "Mostro io? Ma voi siete pazzi!"

Cotola 11/02/09 19:48 - 7521 commenti

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Bel film di Bolognini che, ispirandosi a fatti realmente accaduti, riesce a creare un'atmosfera che, pur nella sua quotidianità, è piena di morbosità, orrore e bagliori sinistri. Gradevole, nonostante la tematica, e sicuramente interessante ed avvolgente. Professionale la confezione e bizzarro, ma tutto sommato proprio per questo intrigante, il cast su cui spicca la grande Winters ed un Max Von Sidow "en travesti".

Zender 17/11/11 11:26 - 280 commenti

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Surreale intrusione di Bolognini nei tetri meandri vividamente chiaroscurati d'una vecchia casa degli orrori: vi si aggira Shelley Winters, saponificatrice killer circondata da un tris d'assi maschile per tre ruoli femminili! Tra claustrofobici interni scenografati con gusto e un delicatissimo tema fischiato di Jannacci si respira l'Avati d'antan posseduto dall'anima del Polanski più nero. Manca del tutto la scorrevolezza, ahinoi, ma le scene singolarmente prese mantengono un fascino malato che supera il grottesco e resta nella memoria.
MEMORABILE: Stella Kraus/Pozzetto intona al piano, nel cupo silenzio, la "Via del Campo" di De Andrè storpiata in lombardo.

Samtam90 8/07/09 23:50 - 56 commenti

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Il grottesco conferisce al film un'atmosfera interessante e il tentativo di indagare la psicologia della protagonista è più che riuscito, anche grazie ad un'ottima sceneggiatura (basata su un fatto, reale, a dir poco sconcertante). Quello che manca è un ritmo decente, che sia valorizzato da una regia che non renda il film oltremodo lento in molte sequenze (e il regista, con il suo compiacimento per il grottesco, di certo non aiuta). Ne consegue che la tensione latita, sebbene le sequenze gore siano ben realizzate.
MEMORABILE: Il primo omicidio, il movente.

Kanon 2/06/10 11:49 - 596 commenti

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Curioso film ispirato ad una storia vera con 3 attori maschi che ricoprono ruoli femminili. La storia è interessante e mischia comico, grottesco e credenze popolari ma soffre una eccessiva lunghezza. Ottima la Winters nel ruolo della madre assassina ed anche la confezione cupa è ben resa. Avesse avuto un po' più di ritmo...

Nando 14/12/10 00:45 - 3476 commenti

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Grottesco dramma liberamente tratto da un terribile fatto di cronaca, il film mostra una valida narrazione; eccezion fatta per la Winters, le principali protagoniste sono interpretate da uomini che si ritagliano altresì un piccolo cameo maschile. Buone le musiche e quell'inquieto connubio tra ironia e cattiveria latente.

Buiomega71 15/12/10 21:23 - 2262 commenti

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Da Bolognini non mi sarei mai aspettato un'opera così feroce e sanguigna. Lontano dalle sue stucchevolezze, un tuffo nel grottesco macabro, tra dissezioni, cannibalismo inconsapevole, riti "scaramantici" che tanfano di morte. Campionario di grettezze, mostri umani, solitudine, follia, possessione e tare mentali. Acre commistione tra horror e commedia nerissima, in cui Bolognini non lesina picchi agghiaccianti (gli smembramenti sul tavolaccio) e sgradevoli (le zitellacce), il tutto intinto nel bellissimo e malinconico score di Jannacci. Un piccolo gioiello da incorniciare.
MEMORABILE: La serva ritardata della Vukotic che assiste alle dissezioni della Winters mugugnando "sangue, sangue"; Il numero cabarettistico pozzettiano.

Rebis 4/01/11 15:51 - 2088 commenti

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Per Mauro Bolognini la morte ha un suono: un sibilo sinistro e melanconico, come vento autunnale, che risuona nelle stanze allorquando il dolore si dischiude in tutta la sua bellezza. La bravura delle tre fenici (Lionello, Von Sydow, Pozzetto) morte vittime e rinate carnefici, commuove. Shelley Winters è una superba orchessa. Con spregiudicato estro creativo Bolognini amalgama in un quadro funereo e museale la tragicità degli umili (Pasolini), la permeabilità dei sedimenti sociali (Fassbinder) e l'orrore agreste (Avati). Musiche spettrali di Enzo Jannacci. Teratologico. Da riscoprire.

Enzus79 27/02/11 11:00 - 1800 commenti

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Piacevole questa commedia nera ispirata da un fatto reale, girata da un Mauro Bolognini che viene da tutt'altro genere. Shelley Winters ovviamente è la migliore, ma non dimentico i tre uomini travestiti da donne che sono più che divertenti. Bello il motivetto musicale col fischio.

Giùan 22/10/11 16:00 - 2989 commenti

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Uno dei cast più impressionanti nella storia del cinema italiano per un film spiazzante, disturbante, difficile da metter a fuoco. Uno dei marchi di fabbrica di Bolognini è sempre stato ahimè un certo esangue decadentismo stilistico, fine a se stesso. In questo caso tuttavia l'atmosfera plumbea, fotografata da Nannuzzi e messa in scena da Donati, contribuisce a creare un climax claustrofobico, tarato, paranoico, decisamente patologico. Il resto lo fan la prestazione d'attrice della Winters e le caratterizzazioni transgender di Pozzetto, Von Sidow, Lionello.

Mcfly87 13/09/11 21:05 - 75 commenti

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Thriller orrifico di discreta fattura dove troviamo un inedito Pozzetto versione en travesti ed una sorprendente Milena Vukotic (la Pina dal terzo Fantozzi in poi) abile interprete di una minorata sordomuta. Il ritmo è lento, ma il cast abbastanza in vena ci mette una pezza. Scarne atmosfere di periferia si tingono di cupo mistero, la Winters è credibile e terribile nei panni della saponificatrice di Correggio. Un po' datato ma ancora molto godibile. L'uso misurato del sangue ci disintossica dallo splatter più recente.

Myvincent 23/10/11 10:26 - 2553 commenti

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Grande esempio di commedia all'italiana a tema orrorifico, narra della ben nota storia della saponificatrice serial killer, avvalendosi soprattutto di un cast notevole. Doppi ruoli (davvero singolare) per Lionello, Von Sydow, Pozzetto e bella interpretazione di Shelley Winters. La suspense lascia il posto ad una trama avvincente che però non si rifà letteralmente alla vera vicenda.

Capannelle 14/11/11 09:12 - 3721 commenti

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Eh sì, questo film pare un bollito misto perché offre delle buone prove attoriali, interessanti dialoghi e atmosfera di fondo, il tutto però penalizzato da un ritmo non trascendentale. Simpatiche le tre comari interpretate da tre uomini, tra cui un superbo Lionello. La Winters è altrettanto brava anche se, come il film stesso, tende a seguire lo stesso filo dall'inizio alla fine. Tre palle.

Albstef90 26/01/13 16:20 - 78 commenti

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Inconsueto film per Mauro Bolognini, regista abituato a ben altro genere. Nonostante ciò il film risulta davvero ben realizzato. Il macabro e il satirico si mescolano con eleganza senza mai essere fastidiosi. Gli attori che interpretano i ruoli femminili (Renato Pozzetto, Alberto Lionello e Max Von Sydow) sono davvero professionali e bravi e la musiche di Enzo Jannacci si sposano alla perfezione. Tratto dalla storia della saponificatrice di Correggio, merita sicuramente la visione!
MEMORABILE: Le decapitazioni compiute con assoluta tranquillità e normalità.

Lucius 11/05/13 17:39 - 2819 commenti

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Un cast variegato e solo apparentemente disomogeneo per una pellicola dal taglio irregolare e permeata di amaro grottesco. La Winters, in un ruolo che sembra disegnato sulla sua pelle, alle prese con l'interpretazione di un personaggio oscuro e morboso, la saponificatrice di Correggio, ripropone un suo vecchio cavallo di battaglia, la folle psicopatica protagonista de La vendetta, anche se qui in veste meno scatenata ma più turbata psicologicamente. Tecnicamente apprezzabilissimo.

Chimera70 2/05/14 11:42 - 34 commenti

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È il primo film di Bolognini che vedo e un pallino in lo merita solo perché è anomalo, nel complesso; un'altro perché c'è una bellissima, livida, atmosfera; uno ancora per gli attori, tutti bravissimi, specialmente la Winters e la Vukotic; il punto esclamativo perché il regista attua grandi scelte surrealiste (Pozzetto-Von Sydow-Lionello in ruoli femminili che poi 'risorgonò in brevi ruoli maschili; il tavolo inclinato). Il ritmo un po' lento non incide negativamente sul risultato.

Homesick 11/05/14 17:21 - 5737 commenti

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Il celebre fatto di cronaca della saponificatrice di Correggio è riscritto da Bolognini con una turgida vena grottesca e collocato in una città italiana indefinita che si sublima in Altrove metafisico, quasi ad avvalorare la tesi dell’universalità della follia esposta in apertura. Tra la maciara del Sud e un Monsieur Verdoux al femminile (la sua autodifesa è analoga a quella del film di Chaplin), come “mater terribilis” la Winters si conferma davvero unica, suscitando al contempo tenerezza e paura; all’altezza tutti i comprimari, specie Lionello, Von Sydow e Pozzetto in duplice veste.
MEMORABILE: I macabri ingredienti con cui vengono cucinati i dolci; la Winters confessa i suoi delitti alla Tushingham morente.

Caesars 4/08/14 09:23 - 2693 commenti

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Devo ammettere che la visione di questa pellicola mi ha leggermente spiazzato; mi aspettavo un'atmosfera molto meno tetra e un registro quasi comico, invece Bolognini dirige un film dai toni grotteschi, immerso in una fotografia dei toni cupi e ritmi estremamente lenti. Ottima la Winters nel ruolo principale, ben coadiuvata dagli altri interpreti (anche se personalmente la scelta di far interpretare le vittime da attori maschi non mi ha convinto appieno). Prodotto più curioso che riuscito, merita comunque la visione.

Von Leppe 22/06/15 13:02 - 1028 commenti

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Aver fatto interpretare ad attori uomini le vittime femminili penalizza il film, come se si volessero minimizzare i delitti buttandola in farsa per arrivare a un finale alla Monsieur Verdoux; in più, dopo il primo delitto si sa già chi saranno le successive vittime. Peccato perché l'atmosfera c'è e l'interpretazione di Shelley Winters è ottima, compreso il doppiaggio con l'accento dialettale.

Alex75 25/06/15 09:28 - 676 commenti

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Bolognini traspone sullo schermo la vicenda di Leonarda Cianciulli, nota come la “saponificatrice di Correggio”, cogliendone gli aspetti tragici e grotteschi nonché le sfaccettature psicologiche del personaggio, interpretato con credibilità dalla matronale Shelley Winters. Il lato grottesco è enfatizzato dalla scelta di affidare un doppio ruolo (femminile/maschile) a tre uomini (Lionello, Pozzetto e Von Sydow). Nel complesso, un interessante spaccato di un'Italietta provinciale e superstiziosa.
MEMORABILE: I tre travestiti e le loro riapparizioni.

Saintgifts 17/08/15 19:49 - 4098 commenti

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La cucina come un palcoscenico con tanto di sipario, ma anche altare sacrificale, con il tavolo inclinato per far scorrere il sangue. Quelli di Lea erano riti, ma anche affari che rendevano. Bolognini scorre diverse atmosfere, vissute di volta in volta dagli umori delle (degli) interpreti. Il macabro passa quasi in secondo piano, cedendo alla tragicommedia con donne che hanno passato la vita a sognare e a soffrire, fino alla vittoria della bellezza (Laura Antonelli) senza paura. Sono tutte donne le protagoniste e chi non lo era lo è diventata.
MEMORABILE: Bello il motivetto di Jannacci, molto simile a "Che m'è mparato a ffa".

Jurgen77 30/09/15 11:51 - 630 commenti

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Superbo "noir" o commedia nera o forse addirittura horror incentrato sui misfatti della saponificatrice di Correggio. Sublimi tutti gli interpreti e gotica l'ambientazione nella "umida" pianura padana. A livello di ambientazione ho trovato delle similitudini con La casa dalle finestre che ridono di Avati. Superbi anche i dialoghi e i doppi sensi a sfondo sessuale. Pellicola molto sottovalutata.
MEMORABILE: Il processo di bollitura.

Daniela 19/02/16 16:21 - 9396 commenti

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Del maiale non si butta via nulla, e neppure di una buona amica: ottimo sapone dal grasso, amabili dolcetti dalle ossa tritate... Raro esemplare di commedia nera italiana, bizzarra fin dall'attribuzione dei ruoli. Poco avvezzo al genere, Bolognini dirige con diligenza ma senza troppo estro, fidando molto nel prestigioso cast. Perfetta la Winters in un ruolo da popolana superstiziosa e possessiva, nel quale l'aspetto bonario maschera la follia omicida. Molto gustosi gli attori nelle vezzose vesti delle tre agiate conoscenti sue vittime e una menzione speciale per la servetta Vukotic.

Rufus68 1/05/16 22:35 - 3086 commenti

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Forse non del tutto riuscito. Il lato grottesco (le tre vittime en travesti) non riesce mai a decollare; così come non viene mai definito lo sfondo sociale e storico (accontentandosi il regista d'una superficiale fenomenologia). La forza del film risiede, perciò, nel lavoro attoriale; della Winters, soprattutto, bravissima nel rendere la possessività d'una madre ancestrale preda delle suggestioni elementali della superstizione (il patto con la morte); e di Milena Vukotic, lodevole nei panni della servetta ritardata.

Gabrius79 21/09/16 14:37 - 1193 commenti

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Liberamente ispirato alla storia della cosiddetta saponificatrice di Correggio, questo film ha toni da commedia nera ed è un episodio singolare nella filmografia di Bolognini. Ci troviamo di fronte a un cast ottimo a partire da un'ineffabile Winters e al trio Lionello-Pozzetto-Von Sydow in doppia veste. Brave pure la Antonelli e la Vukotic. Peccato che a volte il ritmo proceda a rilento e si crei una sostanziale noia.

Ira72 24/09/16 23:08 - 942 commenti

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Grottesco, macabro, inquietante, a tratti malinconico e ironico. Non si può dire sia un brutto film, se non altro per l'interpretazione di Shelley Winters che passa con disinvoltura dal saponificare le sue più care amiche all'offerta per ristrutturare il campanile della Chiesa. L'ossessione per l'unico figlio Michele porta Lea al convincimento che la morte richieda sacrifici umani per stare lontana da lei e dai suoi familiari. Sacrifici umani, però, di cui non si butta via niente...

Vitgar 19/03/17 20:07 - 586 commenti

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Stupire, incuriosire più che fare buon cinema. Questo mi sembra il senso di questa produzione di Bolognini. Film di una lentezza infastidente, spesso si perde il senso della trama. Non bastano le valide interpretazioni di un cast di tutto rispetto e il doppiaggio partenopeo della Winters non c'entra nulla. Ma il cinema è cosi. Per quanto mi riguarda giudizio negativo.

Alex1988 30/04/17 18:35 - 652 commenti

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Vincenzoni e Badalucco, per il soggetto, si ispirano alla storia della "saponificatrice di Correggio". Se però si intravede da parte del regista Bolognini la volontà di dare una vena autoriale alla storia, questa viene vanificata da un grottesco eccessivo che permea tutta la storia. Francamente non ho capito la scelta di far interpretare a Lionello, Pozzetto e Von Sydow due personaggi a testa. Discreto.

Lythops 4/05/17 16:03 - 972 commenti

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Film curioso in cui Bolognini si diverte ispirandosi alle vicende di Leonarda Cianciulli. Come sempre accurato nella scenografia, ha la caratteristica di impiegare attori notevoli per ruoli femminili, tra i quali spicca Alberto Lionello. L'opera appare comunque piuttosto neutra, asettica per quanto personale, direi lontana di molto rispetto a capolavori come Fatti di gente perbene, che mi ha fatto amare questo regista. Interessante Jannacci compositore della colonna musicale. Poco coinvolgente.

Ultimo 27/07/17 19:51 - 1359 commenti

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Un thriller molto particolare, interpretato bene da tutti gli attori (su tutti la Winters). Bolognini riesce a realizzare una scenografia tetra che porta nello spettatore una certa ansia e inquietudine (specie quando ci si rende conto di cosa combina la protagonista...). Nel cast figura anche Renato Pozzetto in versione femminile, che se la cava con qualche momento cantato. Un prodotto fuori dal comune che merita la visione, per gli amanti del genere.

Belfagor 30/07/17 19:46 - 2623 commenti

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Da emiliano, ho sempre trovato un grottesco fascino nella storia della saponificatrice di Correggio e il film di Bolognini non ha deluso le mie aspettative. Shelley Winters dà vita a una strega della porta accanto, una Giocasta possessiva e ossessionata dalla morte alla quale offre tre amiche (deliziosamente interpretate da un trio en travesti) per tenere al sicuro l'amato figlio. Una storia macabra ma anche profondamente triste, ambientata in un'Emilia avatiana, quasi una preparazione alla macelleria su larga scala della guerra. Ottimo.
MEMORABILE: Il numero di varietà; Le confessioni pre-mortem delle tre vittime; "Mostro!" "Io? Ma è pazzo?"

Alexpi94 3/08/18 00:07 - 186 commenti

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Straordinaria commistione di generi (commedia, dramma e horror) diretta da Bolognini e dotata di un'affascinate (e riuscitissima) atmosfera macabra e decadente. Bravissima la Winters (magnificamente in parte) e anche il resto del variegatissimo cast è da applausi (stranianti ma straordinariamente in parte le tre dame mascoline). Ambientazione (a tratti) claustrofobica e musiche inquietanti confezionano degnamente la pellicola.
MEMORABILE: Il sapone; Le esibizioni canore di Pozzetto; Il finale (Winters-Antonelli-Vukotic).

Rambo90 6/03/19 23:15 - 6347 commenti

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Curiosissimo mix di dramma, orrore e grottesco, a suo modo riuscito perché l'atmosfera che trasmette il film è di morbosità e inquietudine genuini. La fotografia cupa, unita agli ambienti tetri della casa della protagonista contribuiscono alla riuscita, mentre bizzarra è la scelta di far interpretare le tre donne vittime a tre uomini (tutti bravi). La Winters giganteggia, le musiche di Jannacci non demeritano. Da vedere.

Bubobubo 3/09/19 23:27 - 1199 commenti

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Sembrano fatte per essere sceneggiate, le tremende vicende di Leonarda Cianciulli: massaia qualsiasi dell'Italia fascista, impregnata di superstizioni, pronta a tutto pur di legare per sempre a sé l'unico figlio natole vivo. Originale la lettura di Bolognini, che interpreta correttamente la natura profondamente farsesca degli avvenimenti e struttura la narrazione di conseguenza: protagonista impeccabile, tre Moire interpretate da uomini (come in una tragedia greca), la serva muta, gli uomini inutili di contorno. Grottesco e inquietante assieme.
MEMORABILE: Lisa si confessa sul tavolaccio.

Magi94 11/12/19 00:49 - 679 commenti

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Non un horror in senso classico ma quasi un ritratto surreale di un mondo di campagna inquietante, con la sua piccola cittadina dove tutti credono di sapere tutto. Le tre donne interpretate da uomini danno ancora di più la sensazione di vivere in un universo onirico creato dalla matrona, ma il fatto che sia una storia vera ci riporta rapidamente alla realtà: il personaggio della Winters, vera regina del film, sembra ritrarre alla perfezione alcune madri italiane che tuttora vivono dell'attaccamento morboso ai loro figli.
MEMORABILE: Il personaggio della Winters, che quasi non si può credere sia impersonificato da una straniera (doppiata magnificamente).

Trivex 23/07/20 16:24 - 1490 commenti

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Commedia nera strutturata con molte particolarità, prevede una buona propensione al genere per la visione, considerando il ritmo lento, l’alternanza tra il serio e il faceto e i contenuti non proprio “digeribili” a tutti. Molto ben gestito, si avvale di una location minimalista ma ansiogena e inquietante, come ben dice anche una bellissima e brava Laura Antonelli in una delle sue migliori interpretazioni. Grande cast per un buon film, che può anche essere giudicato a livelli d’eccellenza da parte di un pubblico che predilige questo tipo di cinema.

Renato 2/08/20 13:10 - 1557 commenti

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Sgradevole grottesco diretto con qualche bizzarria di troppo da Bolognini. L'originalità certo non gli fa difetto, ma resta la perplessità di fondo di fronte alla scelta di tre notissimi attori maschi per interpretare le tre donne vittime della protagonista, la brava Shelley Winters. C'è un fascino malsano che permea la pellicola fin dall'inizio, ma nel complesso l'operazione si può dire sostanzialmente fallita. In un cast di prim'ordine, spicca l'ottimo Alberto Lionello.
MEMORABILE: La Asti a Pozzetto: "Ma da quand'è che porti gli occhiali?" - "Dalla nascita".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 11/10/09 14:36
    Segretario - 4677 interventi
    Mmmh...ascoltata la Bellini, mi sembra una voce molto diversa da quella di Regina Bianchi, che è la curiosità di cui si tratta.
  • Curiosità Nando • 14/12/10 00:58
    Controllo di gestione - 1418 interventi
    Il ruolo del figlio di Lea è interpretato da Antonio Marsina, prestante attore poco espressivo che si ricorda nel ruolo dell'avvocato ne "Il grande Racket" di Enzo G. Castellari e protagonista di altre pellicole come "Vai Gorilla", "Keoma" e "La Montagna del Dio cannibale".
  • Curiosità Zender • 17/11/11 11:42
    Consigliere - 43515 interventi
    Curioso notare come nel cast siano presenti insieme le due Pine di fantozziana memoria (Liù Bosisio è una vicina scaltra, Milena Vukotic la governante ritardata e semimuta), proprio nel periodo in cui Villaggio passò da Liù Bosisio (Il secondo tragico Fantozzi è del 1976) a Milena Vukotic (Fantozzi contro tutti del 1980). Ancora più curioso il fatto che la Pina in pectore (Vukotic) si chiami nel film Tina (inizialmente sembra che la Winters dica proprio Pina...).
  • Homevideo Xtron • 2/06/12 10:01
    Servizio caffè - 1831 interventi
    Il dvd Cecchi Gori ha una durata di 1h47m04s

    Ultima modifica: 4/06/12 13:22 da Zender
  • Discussione Lucius • 11/05/13 17:51
    Scrivano - 8325 interventi
    A chi ha gradito la magistrale interpretazione della Winters nel film, ritagliata perfettamente su misura, consiglio di visionare La vendetta, in cui la stessa appare ancora più scatenata.
    Ultima modifica: 11/05/13 17:53 da Lucius
  • Discussione Buiomega71 • 12/05/13 11:49
    Pianificazione e progetti - 21905 interventi
    Vendetta lo vidi da ragazzino, un'estate sulla prima rete Rai, e francamente ricordo una mazza.

    Ma la Winters "cianciullesca" lo sempre paragonata alla folle matrona di Chi giace nella culla della zia Ruth?
  • Discussione Lucius • 12/05/13 12:29
    Scrivano - 8325 interventi
    E' vero, ha anche molto di quel personaggio, ma nel film andato in onda nella serie "Sette storie per non dormire" interpreta un personaggio altrettanto macabro e grottesco, un ruolo già testato che le si addice alla perfezione.
    In quell'occasione è ancora più scatenata, un pò come la Calamai nella scena clou di Profondo rosso.
    Ultima modifica: 12/05/13 20:01 da Lucius
  • Musiche John trent • 25/06/13 22:08
    Servizio caffè - 511 interventi
    Canzone dei titoli di testa e coda, "Vita vita" (scritta da Jannacci e cantata da Mina):

    http://www.youtube.com/watch?v=J4N1o5ohrz0
  • Homevideo Zender • 25/07/17 17:31
    Consigliere - 43515 interventi
    Il film è uscito anche in bluray in America per la Twilight Time, Region free e con l'italiano (e sottotitoli removibili, a quanto dice dvdbeaver):

    http://www.dvdbeaver.com/film6/blu-ray_reviews_74/gran_bollito_blu-ray.htm

  • Discussione Blondie666 • 31/05/19 14:32
    Galoppino - 69 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Molto interessante come operazione, con punte di horror anche se appena intravisto che lasciano il segno...come difetti segnalarei la scelta "poveristica" della fotografia e una lentezza di fondo che non aiuta, ma sia la Winters che gli "zitelloni" sono strepitosi, oltre alla geniale soluzioni dei "doppi" castigatori.

    P.s. aggiungo una nota un po' così: il nudo del figlio mi è sembrato un attimo gratuito, ma a quanto pare ai tempi gli attori giovani e belli erano contesi dai vari Bolognini, Visconti, ecc. ecc. ecc. :p


    se non ricordo male la madre lo asciugava, appena fuori dalla vasca, forse per farci capire quanto forte fosse il loro legame? o meglio, lui schiavo di roma e succube della madre allucinata, e forse spaventato dalle sue "doti magiche"?
    oltre che gusto personale del regista ad infilarci un inserto così di dubbio gusto che magari all'epoca fece parlare la gente e quindi aumentando così gli incassi..bho