Monsieur Verdoux

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Monsieur Verdoux
Anno: 1947
Genere: commedia (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 26
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Citato sempre tra i capolavori di Chaplin, MONSIEUR VERDOUX è meno celebre dei tanti film che hanno regalato l'immortalità al suo autore, ma è sicuramente il più cinico e moderno, in cui la satira contro la piccola borghesia raggiunge vette altissime imponendo al mondo un protagonista del tutto negativo: uccide, tradisce, inganna, ma lo fa con una classe che in fondo non può che affascinare. Da un'idea di Orson Welles (tentato dall'idea di portare in scena un Landru aggiornato) Chaplin ha scritto un'opera di rara precisione, in cui la sceneggiatura (che pure ha qualche buco) varia moltissimo muovendosi all'interno di un argomento che per sua natura avrebbe potuto diventare ripetitivo. E invece Verdoux passa da una città all'altra della...Leggi tutto Francia (gli spostamenti sono sintetizzati mirabilmente utilizzando sempre la medesima immagine della ruota d'un treno che sferraglia) mutando continuamente costumi e atteggiamenti, mantenendo come costante la sua recitazione composta e ficcante. La disinvoltura con la quale riesce a giustificare con le varie mogli o amanti le lunghe assenze da casa è il segno di una padronanza del mestiere d'attore che pochi hanno al mondo. Chaplin recita ancora più con gli occhi che con le parole, domina la scena con straordinaria naturalezza, si impone attirando l'attenzione esclusivamente su di lui. Solo Martha Raye, con la sua logorroica invadenza, riesce a rubargli spazio dando vita ai migliori duetti del film (in barca e a tavola durante il tentato avvelenamento, soprattutto). Ammirevole l'edizione nostrana dell'epoca, che sostituì titoli di giornali, cartelli, etichette, telegrammi in inglese con perfette sovrimpressioni in italiano. Uno sforzo oggi del tutto impensabile, purtroppo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Il Gobbo 11/11/07 14:55 - 3011 commenti

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Per me, il capolavoro di Chaplin, che ne mette a nudo il lato oscuro e anti-patetico, con grande compattezza di scrittura, di regia, e straordinaria precisione ed economia espressive. Una commedia macabra e oltraggiosa, implacabile e sempre attuale. La paternità wellesiana fa venire qualche rimpianto, ma poi viene in mente che se l'avesse fatto lui si sarebbe mangiato il personaggio e la parabola facendone un altro dei suoi straordinari e shakespeariani villains. Invece il Verdoux chapliniano fa più simpatia e - appunto per ciò - paura.

Renato 3/07/07 19:51 - 1556 commenti

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Primo film di Chaplin in cui non si vede Charlot. La storia causò molti problemi al regista, dato che ad una lettura superficiale potrebbe sembrare addirittura una sorta di apologia dell'omicidio; altri autori avrebbero trattato in modo più convenzionale la storia di Landru e ne avrebbero fatto un film drammatico invece che una black comedy. Comunque il film avvince e, pur nella sua semplicità, riesce a porre interrogativi non banali su un tema come quello della pena capitale. Indecente l'epilogo aggiunto posticciamente nell'edizione italiana.

Puppigallo 20/08/07 17:32 - 4508 commenti

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Questo film riesce in una delle imprese più difficili: far parteggiare il pubblico per il pluriomicida. Ma Chaplin non è certo giunto per caso a questa particolarità assai rara. Ha fatto in modo che il protagonista, interpretato magistralmente da lui stesso, fosse irresistibilmente simpatico, arguto, educato, colto e dotato di un tale charme da renderlo impossibile da condannare, qualunque cosa facesse. Al contrario delle vittime, spesso vuote dentro e solo rigonfie di soldi che, per assurdo, iniziano a sembrare meritevoli di morte. Grande!
MEMORABILE: Martha Raye, che non muore mai.

Galbo 13/11/07 06:05 - 11384 commenti

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Uno dei capolavori di un grande spirito libero del cinema. Chaplin realizzò questo film mentre in America era in atto un'assurda campagna contro di lui nel presunto nome del patriottismo. La risposta è questa eccezionale commedia nera, in cui si respira il cinismo e la sfiducia che l'autore (e grandioso interprete nei panni del vedovo uxoricida, per il quale lo spettatore si trova assurdamente a parteggiare) provava per i suoi simili. Tempi perfetti di recitazione ed una brillante sceneggiatura ne fanno un classico immortale.

Rebis 10/01/08 13:12 - 2088 commenti

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"Voi mi rivedrete" il sinistro monito lancia un ponte teorico à rebours con Il Grande Dittatore sostanziandolo di nuovo significato; un preambolo di levatura etica e filosofica anche sconcertante per l'uso spregiudicato, geniale, del paradosso umano; denso e pericoloso, il film circuisce il grottesco con classe altissima, e malgrado l'ironia parta in sordina, quando trova il giusto accordo per scatenarsi è letteralmente irresistibile. Verdoux ha molte ombre fisiche, indelebili, del vagabondo, ma resta inappuntabile.
MEMORABILE: Martha Raye - esilarante - a cena, in barca e al matrimonio, rediviva.

Capannelle 18/03/08 12:52 - 3720 commenti

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Forse la miglior prova di Charlot col sonoro anche se ne preferisco i film muti. Il suo ruolo, stavolta, è quello del carnefice e non della vittima. Un personaggio però che dimostra stile e autoironia, a tratti anche eccessiva. Qual è il vero bersaglio di Chaplin? L'ipocrisia della società opulenta?
MEMORABILE: Sulla barca in mezzo al lago.

Matalo! 16/07/08 13:49 - 1368 commenti

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Grandissimo. Migliore e più efficace per la tematica del Grande dittatore e migliore di Luci della ribalta, che è più famoso. Chaplin affronta il sonoro con maturità (pazzesco per un genio del muto, mentre Keaton rinuncerà a parlare e giustamente per lui) e crea un ometto adorabile, vezzoso, garbato, leggermente eccentrico, un assassino. Il discorso finale e la rinuncia alla speranza sono di una intensità mai percepita in Chaplin e uno dei momenti più alti del pacifismo al cinema, anche se sembra dire il contrario.
MEMORABILE: La rinuncia di Verdoux ad avvelenare la ragazza.

Ciavazzaro 18/07/08 11:08 - 4762 commenti

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Ottima commedia nera; storia di un vero serial killer di vedove, monsieur Verdoux è interpretato degnamente da Chaplin con capelli grigi e senza baffetti, bravissimo anche nei ruoli seri. Fenomenale la prova d'attrice della Raye che riesce a salvarsi da ogni tentativo d'omicidio del marito! Essenziale nella storia del cinema.
MEMORABILE: Le parole di chaplin nel finale.

Daniela 1/07/10 08:03 - 9379 commenti

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Commedia nera ispirata alle vicende di Landru, che alterna momenti di irresistibile buffoneria (come i tentativi di sopprimere l'insopprimibile Martha Raye) con parentesi di pacato sentimentalismo (la vita familiare, un'isola di serenità in mezzo alla follia insensata della lotta per la sopravvivenza), ma anche apologo di rara lucidità. Uomo mite e gentile, Verdoux diventa spietato per necessità, ma è consapevole di essere un dilettante di fronte ai crimini della società, che condanna l'omicidio, ma solo se privato e al dettaglio
MEMORABILE: Indimenticabile la camminata finale di Verdoux ripreso di spalle, in cui Chaplin accenna il passo del vagabondo Charlot

Belfagor 25/12/09 11:25 - 2623 commenti

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Grottesco, macabro, controverso. Nella sua migliore opera sonora, Chaplin crea un mostro allo stesso tempo cinico e simpatico, un vedovo nero pericolosissimo nella sua apparente innocenza. Il suo Charlot non può più portare speranza nel mondo del dopoguerra, ed eccolo trasmutato nel simbolo stesso dell'opulenta borghesia, dalla natura quasi sociopatica. Il grande dittatore ha davvero vinto la guerra e nessuno ci ha fatto caso.
MEMORABILE: Il tentato omicidio sulla barca; la rinuncia di Verdoux ad avvelenare la vagabonda.

Animalo 8/05/10 18:21 - 31 commenti

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Il più bel film parlato di Chaplin, che prende un personaggio ambiguo e wellesiano e lo interpreta magnificamente con il suo piglio. Il personaggio è un ossimoro completo, è benevolo con la famiglia e preoccupato per tutte le forme di vita (anche i bruchi), ma allo stesso tempo un serial killer di ricche vedove. Ma il vero fulcro del film è il finale, dove Chaplin dà il ritratto della ipocrita società.
MEMORABILE: "Il numero santifica amico mio".

Gestarsh99 30/09/10 22:45 - 1322 commenti

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Benchè questo film sia da più parti ritenuto all'altezza di tutte le altre opere chapliniane, a parer mio il sonoro rappresenta una caratteristica che non si confà minimamente al percorso artistico e all'indole del nostro Charlot. Le sue straordinarie doti di mimo sono una parte inscindibile della sua grandeur cinematografica e in "Monsieur Verdoux" l'utilizzo massiccio e totale del parlato vanifica tutto quello che Chaplin si era costruito addosso nella sua lunga carriera trentennale. Il grande dittatore era stata una spia alquanto illuminante.
MEMORABILE: La retoricissima arringa auto-assolutiva di Verdoux in tribunale.

Giùan 22/06/11 15:46 - 2987 commenti

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Da uno spunto di Welles, Chaplin (già di fatto in esilio maccartista) abbandona per la prima volta definitivamente la maschera di Charlot vestendo, in verità perfettamente, i panni di un killer seriale cinico per necessità ma al fondo dal cuore tenero. E sono appunto la modernità e la misura con le quali interpreta questo personaggio duale ed ambivalente a rendere il film immortale, molto più del discorso sociologico sui criminali al dettaglio e quelli all'ingrosso: sentito sì, ma nel quale si avverte il classico fondo di patetismo. Magnifico!
MEMORABILE: La scena in camera della ragazza incontrata sotto la pioggia, che risparmierà; i tentativi di omicidio ai danni della Raye; di spalle verso il patibolo.

Pigro 21/06/11 10:08 - 7783 commenti

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Un serial killer di mogli danarose descritto con simpatia: straordinario cortocircuito che Chaplin impone allo spettatore, giocando come sempre tra sentimento e comicità. Attraverso la vicenda dell'astuto Barbablu, fortemente incastrata nella cornice storica della crisi economica mondiale, emerge il potente j'accuse a una società imperniata sul denaro e la guerra. Il film diventa così un ispirato e disperato apologo del degrado morale e civile dei nostri tempi, condotto con una sapienza narrativa e una felicità cinematografica sopraffine.

B. Legnani 16/02/12 02:52 - 4718 commenti

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Bellissimo film di Chaplin (splendidamente doppiato da Lauro Gazzolo), con dialoghi impeccabili e situazioni spesso deliziose. Il messaggio anticapitalista è chiaro e oggi - scrivo nel Febbraio 2012 - quanto mai attuale. Accanto a lui gli altri attori, ad eccezione della Raye e della Elsom (bellissima), quasi spariscono. Imperdibile: ****
MEMORABILE: "Il numero [dei morti] legalizza [quanto è stato fatto per ammazzarli]".

Enzus79 8/08/13 15:05 - 1797 commenti

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Capolavoro di Charlie Chaplin, non c'è che dire. Atto di accusa contro il capitalismo e di tutto ciò che ne consegue. Il regista è riuscito a rendere un uomo che uccide e inganna le donne simpatico: che genialata! Meno drammatico di quel che potrebbe essere.

Homesick 20/10/13 17:32 - 5737 commenti

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L’omicidio al dettaglio non è legalizzato, quello di massa sì. Questa la controversa, scottante morale enunciata da Chaplin nei confronti di una società perbenista che plaude alla guerra e idolatra il denaro trasformando la sua vittima – un ligio ex cassiere di banca con moglie invalida e figlioletto a carico – in un freddo Barbablù. Il tema macabro è tuttavia svolto con le tecniche migliori della commedia, dando vita a gag e caratterizzazioni irresistibili: dai tentativi di omicidio della Raye sulla barca allo scambio dei bicchieri sino al corteggiamento della Elsom e al ricevimento di nozze.
MEMORABILE: Barca; ricevimento; «Non credete troppo: siamo in un mondo spietato e bisogna essere spietati per difendersi.»; l’autodifesa in tribunale e in cella.

Nadir 1/03/14 15:17 - 56 commenti

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Probabilmente uno dei migliori film di Chaplin in assoluto (e ampiamente sottovalutato dalla critica dell'epoca), in cui peraltro questi interpreta la (scomoda) parte dell'omicida seriale con una classe ineguagliabile. Pur non essendo assolutamente perfetto dal punto di vista della sceneggiatura, rappresenta un tentativo riuscito, per l'autore, di criticare a fondo l'ipocrisia della società moderna.
MEMORABILE: L'arringa in tribunale; La camminata verso il patibolo.

Mickes2 16/08/14 19:55 - 1668 commenti

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Capolavoro d’intensissima partecipazione umana. Monsieur Verdoux è opera antitetica a Il grande dittatore poiché se nel secondo il grido finale era di riflessione universale che disperatamente provava a gettare, nel mare in tempesta del terzo Reich, l’ultima àncora di salvezza per l’umanità, il primo ritorna profondamente segnato da una crudeltà disumana e ineluttabile. Sotto la scorza smagliante della commedia vi è il tratteggio luciferino di un mostro forgiato dalle insormontabili difficoltà della società e della vita. Capolavoro assoluto.

Graf 30/08/14 01:14 - 695 commenti

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Monsieur Verdoux come tragico simbolo di autodistruzione di società basata sulla spietata logica del profitto. Come in Verdoux, la faccia sociale del consorzio civile ci appare esteriormente amichevole e beneducata ma tutto quello che è vergognoso e malvagio viene posto fuori campo. Chaplin stilisticamente opera con l’ellissi e l’allusione: non vedremo mai gli omicidi di Verdoux. Tecniche semplici, tono ironico, recitazione teatrale, regia fredda e distaccata secondo i canoni brechtiani. Chaplin ha "ammazzato" per sempre Charlot. Notevole ma nichilista.
MEMORABILE: All'inizio del film Monsieur Verdoux sta curando i fiori del suo giardino mentre dal camino della casa escono minacciose volute di fumo nero...

Alex75 6/04/16 09:36 - 676 commenti

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Da un'idea di Welles, Chaplin trae quello che forse è il suo film più "scomodo", in cui riesce a farci parteggiare per un serial killer denunciando l’ipocrisia e il vuoto di valori della borghesia, nonché la spietatezza del capitalismo. Dietro all’umorismo un po’ macabro e alle movenze di Charlot che ogni tanto riemergono, si coglie un profondo e amaro disincanto. Chaplin, ineccepibile nel rendere credibili le diverse vite di Verdoux, dimostra di essere un eccellente attore anche col sonoro.
MEMORABILE: “Mia moglie ha lasciato tutta se stessa in questo luogo”; La ricorrente inquadratura del treno; La gita in barca; In tribunale; “Il numero legalizza".

Paulaster 22/04/16 11:06 - 2775 commenti

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Chaplin metabolizza lo sterminio della Seconda Guerra e si pone, da singolo, sullo stesso piano: cambia la proporzione ma si parla sempre di affari. Inizio spiazzante come un giallo che diventa sempre più efferato (con l’uccisione dell’agente), invece strada facendo il film si lascia andare a venature agrodolci e ridicole. Conclusione che serve per dimostrare l'amaro teorema: alla fine chi uccide scientificamente diviene eroe in questa società e non, come dovrebbe essere, un assassino.
MEMORABILE: I complimenti alle donne sbagliate; Il cappio sulla barca.

Faggi 27/05/16 20:13 - 1502 commenti

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Pellicola spassosa, pungente e cinica; raffinata commedia nera e non solo. Si presta (volutamente) a una interpretazione in chiave anticapitalista di sottile profondità. Il personaggio interpretato da Chaplin (un serial killer per necessità) è la risposta agente a una finanza criminosa col crimine difensivo (una specie di legittima difesa) e la sua visione della realtà apparirà umana se contrapposta alla disumana caccia alla ricchezza dei piranha del capitale.

Cotola 11/08/17 18:45 - 7513 commenti

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"Scandaloso" e controverso è il personaggio di Verdoux, non tanto (o meglio non solo) perché è un assassino ma piuttosto perché con le sue azioni mette in risalto la piccineria borghese tutta improntata sul possesso materiale e sul soddisfacimento delle convenzioni borghesi (il matrimonio) oltre che segnata da una profonda ipocrisia che la porta ad esecrare l'omicidio ma a non fare una piega per lo sterminio bellico. Forse è per questo che pur essendo eccezionale, non è tra le pellicole più celebrate di Chaplin che fornisce una prova maiuscola sia da regista che come attore.

Rufus68 1/08/19 22:11 - 3081 commenti

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La storia del Novecento in poco più di due ore. "Il numero legalizza" afferma Verdoux: uccidere in massa in nome dell'interesse economico è lecito, farlo da indvidui disperati un peccato abominevole. Ma c'è altro: Verdoux si dichiara, alla fine, sconfitto. Egli ha perso tutto poiché ha accettato il gioco dei massacratori di massa: la Borsa, il vorticare dei soldi, la velocità, l'avidità, pur a fin di bene, non sono, infatti, che i mezzi infernali per distruggere la vita, l'illusione dell'Ingannatore. Raye strepitosa, Chaplin grandioso.

Von Leppe 23/06/20 19:48 - 1025 commenti

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Film pregevole soprattutto per la morale finale, che mette a confronto gli omicidi di un assassino seriale con le stragi compiute dalla Società: “Un omicidio è delinquenza, un milione è eroismo”, afferma il protagonista. Chaplin interpreta un uomo dall'aspetto buffo e bonario (ama gli animali ed è vegetariano) che ha perso il suo lavoro in banca e si dà al delitto per sopravvivere in un mondo spietato dove il denaro è indispensabile. Drammatico ma anche commedia, riesce nel suo intento di divertire e far riflettere.
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