Uomo d'acqua dolce

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1997
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "L'uomo d'acqua dolce".
Numero commenti presenti: 11
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Finalmente un comico che tenta di proporre qualcosa di nuovo. In un’epoca di spudorato riciclaggio di materiale edito, la freschezza di Antonio Albanese è sicuramente un dato positivo per il futuro del nostro cinema, stancamente abbarbicato come sembra su cliché già sperimentati e quindi di sicuro successo (vedi IL CICLONE). Albanese è il Forrest Gump italiano e infatti il personaggio a cui il noto cabarettista più si appoggia è Epifanio, che nella galleria dei “tipi” da lui interpretati finora in TV è quello più introverso e indecifrabile; un po' Jerry Lewis e un po' Jim Carrey, Antonio inventa un codice espressivo di...Leggi tutto una ricchezza impressionante, in cui fanno capolino smorfie e gesti di ogni genere. Ma è l'articolazione del corpo intero la vera forza del personaggio: è l’andatura goffa con la testa incassata tra le spalle, il beccheggio da gallina nell'avanzata ingobbita e sopra ogni cosa il suo modo di ballare: straordinario e inimitabile. Lo scuotimento apparentemente disarticolato ma invece perfetto in ogni sua parte del corpo è uno spettacolo esilarante, con pochi paragoni nella storia del cinema. Eppure, nonostante momenti riuscitissimi e talora irresistibili, il film fatica a decollare. Colpa innanzitutto di una sceneggiatura insipida e di una regia evidentemente ancora immatura. Albanese, nel suo invadere ogni campo di progettazione del film, danneggia se stesso perché dimostra di non essere in grado di proporre un montaggio accettabile eliminando le troppe sequenze inutili e ripetitive. Così UOMO D’ACQUA DOLCE resta un film riuscito a metà, che finirà per scontentare chi oramai nel genere comico aspetta di trovare un fuoco di fila di gag senza soluzione di continuità. Qui sono molti i dialoghi lenti, poco brillanti e palesemente capaci di far sorridere solo grazie all’innato istrionismo di Albanese. Antonio Petrocelli invece, già seconda linea in alcune commedie di successo, sembra l'unico al di fuori del mondo surreale di Albanese: il suo comportamento rigoroso, metodico, pedante, pare lì per rappresentare il mondo che tutti noi conosciamo. E’ un materialista che vede l'ex marito di ritorno con disgusto e non riesce a sopportare la condiscendenza della moglie verso un uomo capace di lasciarla sola per cinque anni. Ecco, se solo le risorse comiche di Albanese venissero sfruttate coerentemente (e non svilite come è capitato in VESNA VA VELOCE di Mazzacurati) potremmo forse sperare in un futuro brillantissimo. Certo se Albanese si ostinerà ad autodirigersi si potrebbe rischiare una ripetitività alienante.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 4/05/08 13:48 - 11309 commenti

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Esordio cinematografico come regista per l'attore Antonio Albanese che realizza un'originale commedia inventando un personaggio colpito da amnesia che interpreta con grazia. Il film che pecca di alcune indecisioni sul versante registico, presenta tuttavia una sceneggiatura garbata con dialoghi piuttosto surreali ma ben scritti e le notevoli musiche di Nicola Piovani. Valida anche la fotografia.

Fabbiu 28/05/09 23:10 - 1925 commenti

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Albanese riesce a portare al cinema un nuovo personaggio da commedia, ben studiato, molto ben caratterizzato, dai movimenti e i modi di parlare comicissimi e molto convicenti. Il resto però è solo un contorno (peraltro molto soft) raccontabile in due righe; il contesto in cui questo personaggio straripante di comicità di inserisce è giusto abbozzato e poco intricato. Insomma, forse per dar vita ad un personaggio così vivo, lo stesso Albanese ha trascurato un po' la sceneggiatura, ma il risultato finale nel complesso lascia molta freschezza.

Capannelle 26/10/09 14:36 - 3688 commenti

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Da una parte la prorompente gestualità di Albanese, dall'altra un copione che alla lunga si rivela piuttosto esile. Certi passaggi (l'incontro col nuovo marito, al parco, al ristorante...) fanno sganasciare, altre volte ci si perde invece in gag prevedibili e sostanzialmente ripetitive. Discreti i personaggi di contorno (Petrocelli e la Milillo), molto bravo Piovani a sottolineare con le sue note le movenze del protagonista. Non male.

Zutnas 6/10/10 23:35 - 85 commenti

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Un uomo perde la memoria e lascia suo malgrado la moglie incinta. Torna dopo 5 anni quando lei si è già rifatta una vita con un altro uomo: riuscirà a riconquistarla? Sì, la trama non è poi così originale, ma l'originalità sta tutta nel personaggio interpretato da Albanese: buffo e goffo, poetico e tenerissimo, conquista con le sue pur poche battute. Film divertente e ricco di scene memorabili, da vedere assolutamente se piace il comico lecchese. Ma anche se non piace.
MEMORABILE: La scena del negozio di dischi quando Antonio si mette a ballare sulle note di "Clap on the top of me".

Tyus23 4/01/11 00:36 - 220 commenti

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Esordio alla regia per Antonio Albanese che adatta per il cinema il suo primo personaggio, Epifanio, trasformandolo in un uomo che esce per comprare dei funghetti e, causa un incidente, torna a casa dopo 5 anni. Non sempre operazioni del genere fuzionano ma Albanese colpisce nel segno confezionando un film semplice semplice che non è certo un capolavoro ma è ben raccontato, anche grazie alle musiche di Nicola Piovani. La simpatia del personaggio poi (forse il migliore comico di origini siciliane) non si discute.

Nando 9/02/11 10:56 - 3453 commenti

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Esordio registico per Albanese, che narra le vicende di un professore "underground" che perde la memoria e abbandona per cinque anni la moglie in dolce attesa... La straripante e surreale ironia di Albanese irrompe nella narrazione con gag azzeccate nonostante la narrazione sia molto semplicistica. la pellicola scorre senza intoppi.
MEMORABILE: L'irruzione nel negozio di dischi e le vicende al ristorante.

Piero68 17/10/12 12:05 - 2750 commenti

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Opera prima di Albanese che almeno ha il pregio di metterci la faccia. Per il resto narrazione banale, soggetto quasi identico a Letto a tre piazze di Steno con Totò, sceneggiatura elementare. L'Albanese comico presenta la solita maschera di gestualità che tanto lo ha reso famoso, con annessi tormentoni. Certo è superiore alla media e in qualche modo anche originale, ma è ancora troppo poco per una commedia italiana che, quando non è la solita caciaronata trita e ritrita, si appiattisce su maschere e tormentoni sbocciati dal piccolo schermo.

Il ferrini 5/06/16 11:40 - 1645 commenti

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Film molto divertente, in cui a colpire è soprattutto la straordinaria fisicità di Albanese (basti pensare alla scena nel negozio di dischi) e più in generale una certa grazia dei gesti e dei dialoghi, assai rara - se non assente - nella stragrande maggioranza delle commedie italiane. La sceneggiatura sta in un post-it e di film sugli smemorati ne avevamo già (solo due anni prima era uscito Un amore tutto suo), eppure questa pellicola ha una freschezza tutta sua, anche a distanza di vent'anni. Bravo Petrocelli (l'avvocato di Caruso Pascoski).
MEMORABILE: Cercavo un cudisc, sostanzialmente underground. Molto underground.

Paulaster 16/01/20 09:50 - 2673 commenti

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Insegnante perderà la memoria per cinque anni dopo una botta in testa: riacquistatala, non ricorderà cosa abbia fatto in quei cinque anni, ma l’amore trionferà. Tutto incentrato sulla gestualità di Albanese, il film si divide in vari siparietti dove riesce a esprimere con garbo la sua comicità. La sceneggiatura è però troppo semplice e alla lunga perde forza e incappa in ripetitività. Le musiche di Piovani sono il vero valore aggiunto e danno il senso favolistico e disincantato all'intera storia.
MEMORABILE: Nel parco tra i suonatori; La ricerca del brano nel negozio di musica; “Una canzone d’amore” al ristorante; “Dimenticami”.

Tarabas 26/05/20 10:07 - 1681 commenti

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Per il protagonista, Albanese pesca dal suo repertorio l'ingenuo, irrefrenabile Epifanio e gli fa perdere la memoria. E' un impiastro che dice sempre quello che pensa, si muove come un pupazzo a molla, ha una mimica inconfondibile. Basta per farci un film? Sì e no. La storia dell'uomo che ritorna alla sua vita dopo una pausa non è nuova. Albanese cerca di renderla surreale attraverso il suo personaggio, ma la soluzione non è abbastanza robusta, come quasi sempre gli accade al cinema. Simpatico e nulla più.

Pessoa 16/06/20 14:50 - 1088 commenti

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Prima fatica da regista di Albanese, non del tutto riuscita. La storia, già abbondantemente vista al cinema, si svolge su una sceneggiatura piuttosto esile, che dà modo al bravo protagonista di sfoderare il lato più surreale della sua comicità, che a tratti può ricordare quella di Belushi. Ma l'impianto narrativo resta carente e le gag, non sempre riuscite, non riescono a portare il film alla sufficienza. Anonimo il resto del cast, bambina esclusa. Probabilmente piacerà agli estimatori di Albanese, soprattutto quelli che hanno apprezzato le sue performance teatrali.
MEMORABILE: Il rapporto di Albanese con sua figlia; Albanese che balla nel negozio di dischi.
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